lunedì 3 maggio 2010

FESTE VERE



In Italia oramai il consumismo ha rovinato ogni festivita',il Natale e' bello se si e' bambini e per il fatto che non si lavora ma altimenti e' una lunga sequela di giorni antecedenti a rompersi i coglioni per pensare a quale ragalo inutile fare alla solita inutile parente...

Carnevale oramai nell'immaginario popolare non esiste piu',resiste nei paesi ma per i carri organizzati dalle pro loco e non certo per un sentido popular...

Non parliamo poi della festa della mamma,del papa' e di S.Valentino oramai solo occasioni per buttare via del grano.

La festa della donna e' l'occasione per tutte le frustrate che escono una volta all'anno per andare a vedere uno spogliarello maschile e raccontarlo in ufficio il giorno dopo prima di tornare nel limbo...

Resiste Capodanno ma piu' che altro perche' si spera porti un anno migliore del precedente.

A Cuba ci sono 3 feste che invece hanno intatto tutto il loro valore e ho avuto occasione di esserci in questi anni in tutte e 3 le ricorrenze.

Ho passato a Las Tunas l'ultimo capodanno ed e' davvero una bella festa,fino dalla mattina chi ha un patio inizia a cuocere il maialino o il maiale mentre gli altri scendono in strada per montare lo spiedo e rosolarlo por la calle.

La borrachera inzia nel primo pomeriggio e va avanti fino al 27,giravo la citta' in scooter e si sentiva solo l'odore del puerco asado.

S.Valentino e' sentitissimo,ricordo un anno,stavo con una ballerina e andai a vederla al cabaret cittadino dove si esibiva.

Tutta la citta' per strada,tutti i locali pieni,code dappertutto per mangiare davvero bella festa.

Stessa cosa per la festa della mamma con la differenza che si tende di piu' a festeggiare in casa ma anche questa fiesta e' molto popolare

SENZA PUDORE


L'ultimo episodio di porcheria politica riguarda Scajola e i 900.000 euro che avrebbe preso come cagnotta per comprarsi un appartamento vista colosseo....

Parlo di questo governo ma anche in passato con altri governi la trippa era la stessa...

Il ministro rassegna le dimissioni e il pregiudicato le rifiuta.

Questo ci rende diversi da un qualunque paese civile.

In un paese civile e' il premier che chiede al ministro di dimettersi o perlomeno di autosospendersi in attesa di accertamenti in modo che i suoi atti personali non ricadano sull'operato e la credibilita' del governo.

Poi se si dimostra che e' tutto falso torna al suo posto senza macchia.

Il nostro non e' un paese civile e la moralita' di chi ci governa e' questa.....ma con che coraggio chiedono a noi,umili cittadini,poi di comportarci bene?

Il pregiudicato ha respinto le dimissioni,ora ci sara' la solita tiritera sui giudici comunisti e tutto passerra' in cavalleria...

Come sempre.

UN ALTRO PRESO COL SORCIO IN BOCCA


Come spiega quei 900mila euro in assegni circolari provenienti dalla provvista "nerà" dell’imprenditore Anemone - attraverso un conto intestato al «riciclatore» Angelo Zampolini - e perchè gli stessi 900mila euro sono stati consegnati a Barbara e Beatrice Papa senza che figurassero nei documenti per l’acquisto dell’abitazione in via Fagutale 2 a Roma, proprio di fronte al Colosseo?
Dopo un fine settimana di lavoro, i pubblici ministeri di Perugia titolari delle indagini sui grandi appalti, Sergio Sottani e Alessia Tavernesi, si preparano a chiederlo al ministro Claudio Scajola, che sarà sentito nei prossimi giorni, probabilmente già la settimana prossima, come persona informata sui fatti. I pm perugini sono infatti convinti che proprio la procedura seguita da Zampolini per l’appartamento acquistato da Scajola, ma anche per quelli del generale della guardia di Finanza ora all’Aisi, Francesco Pittorru, e del figlio di Angelo Balducci, Lorenzo (anche loro saranno sentiti), sia il modo escogitato dall’architetto per ’nasconderè i «delitti contro la pubblica amministrazione» commessi per conto della "cricca" facente capo ad Anemone.

In sostanza, è l’ipotesi di lavoro dei pm - che ora attendono la decisione del tribunale del Riesame sulla richiesta di arresto per lo stesso Zampolini, per il commercialista Stefano Gazzani e per il funzionario pubblico Claudio Rinaldi dopo il rigetto del Gip, secondo il quale la competenza territoriale spetta a Roma - il passaggio di denaro sarebbe legato ad irregolarità nell’aggiudicazione degli appalti e non escludono dunque che le operazioni siano state fatte per mascherare delle tangenti. Il ministro delle Attività Produttive al momento non risulta indagato, così come gli altri nomi, alcuni anche di importanti funzionari pubblici, su cui la procura di Perugia sta facendo accertamenti. Ma non è escluso che nei prossimi giorni possano esserci delle novità, anche sulle base delle indagini delegate alla guardia di Finanza sui 240 conti correnti che avrebbe gestito Zampolini, dai quali sono transitati centinaia di assegni per un valore di poco meno di tre milioni, girati a diversi personaggi.

A far cadere il velo su questo aspetto è stato un tunisino, Laid Ben Hidri Fathi, indicato come l’ex autista tuttofare sia di Angelo Balducci sia del costruttore Diego Anemone. È stato lui, sentito il 25 marzo a Firenze, a rivelare di aver avuto, per conto di Balducci, una serie di contatti con «vari soggetti, alcuni dei quali ministri, a cui consegnava - si legge nelle carte dell’inchiesta - messaggi o buste di contenuto sconosciuto». Buste i cui mittenti erano lo stesso Balducci e Anemone. Fathi ha messo a verbale di aver consegnato a Zampolini 500mila euro in contanti che, a suo dire, sarebbero serviti, insieme ad altro denaro, proprio per l’acquisto dell’appartamento di Scajola. Tra i ministri, il tunisino ha fatto anche il nome di Pietro Lunardi, all’epoca dei fatti titolare delle Infrastrutture. Lunardi però si difende e contrattacca: «non ho mai visto e conosciuto» Fathi.

L’ex ministro ha invece ammesso rapporti sia con Balducci che con Anemone. In particolare, quest’ultimo si è occupato di «alcuni lavori in campagna da me - ha spiegato Lunardi - interventi specialistici che solo lui poteva fare. Si tratta di lavori che ho regolarmente pagato, le carte lo dimostrano». Operazioni lecite, prosegue, anche per quanto riguarda l’acquisto di un immobile a Roma di proprietà di Propaganda Fidae. «Ho acceso un mutuo - dice Lunardi - ho i documenti in regola e posso provarlo». I pm perugini, prima di decidere le prossime mosse, attendono anche i risultati della rogatoria internazionale avviata nei giorni scorsi, poichè dalla Banca d’Italia sono arrivate segnalazioni che riguardano depositi all’estero riconducibili sia a Balducci sia a Rinaldi: la procura del Lussemburgo ha segnalato l’esistenza di conti correnti per 2 milioni e di Balducci per 3, mentre in Svizzera sarebbe stato acceso un contro da Rinaldi la cui entità non è stata accertata.

IL FALSO BARATO


Per i cubani barato e' sinonimo di buono....sono i soli al mondo convinti che se una cosa costa poco allora vuol dire che va bene.

Come ben sappiamo in un acquisto spesso vale la pena spendere qualcosa in piu' per avere un prodotto migliore ma i cubani da quell'orecchio non ci sentono.

L'esempio tipico sono i motorini elettrici,nelle tiendas da oltre un anno si vendono quai cosi fra l'altro costruiti in Cina su brevetto italiano.

Quando c'e' da rifilare una cagata non ci batte nessuno...

Non sono per inciso del tipo che si vede nella foto.

Costano 990 cuc ma son una mierda.

Piccoli di tamagno tanto che la gente sembra seduta per terra,le ruote sono giusto un pelino piu' larghe di quelle di una bicicletta,la velocita' raramente supera i 25 kmh,la batteria si scarica rapida e quando la ricarichi dopo un po' di volte si ricarica a meta'....

Piu' della meta' sono fermi per riparazioni assortite,non puoi avventurarti fuori citta' perche' resti a piedi....un disastro.

Ma...sono barati e di conseguenza andati a ruba....

VAURO

SOLITI DISCORSI


Ieri il campionato di calcio ha forse calato l'ultimo sipario con la vittoria dell'Inter a Roma sulla Lazio.

Leggo di gente che si scandalizza per l'atteggiamento dimesso dei laziali...soliti discorsi di fine stagione...

Intanto non capisco perche' la Lazio,oramai virtualmente salva,avrebbe dovuto prendersi la pelle per consegnaro alla Roma lo scudetto sopratutto dopo il "simpatico" gesto di Totti a fine derby.

A fine stagione partite come queste sono normali,contano le motivazioni...e magari anche qualco$a d'altro.

Lo scorso anno il Toro retrocedette,aggiungo meritatamente perche abbiamo fatto schifo.

Bene a fine stagione ce la giocavamo con il Bologna,il Genoa doveva affrontare entrambe le squadre ed era tranquillo.

I liguri vanno a bologna e fingono di giocare perdendo 2-0,poi vengono da noi e fanno la partita della vita,come fosse in ballo la Champions....

Poi vai a vedere bene e ti accorgi che Moggi assiste ad alcune partite del bologna accanto alla Menarini....come diceva un vecchio democristiano "pensar male e' peccato ma spesso ci si azzecca".

domenica 2 maggio 2010

GRANDE CHIAMBRETTI!

SEVERGNINI E BALOTELLI


Cosa cavolo c'entra il razzismo, adesso? Ho difeso Balotelli quando era esasperato da cori vergognosi; e lo rifarei, se accadesse di nuovo. Quando uno stadio urla «Non ci sono negri italiani» o «Negro di m...» non sta esprimendo dissenso verso gli atteggiamenti di un giocatore: sta sputando schifezze razziste. I tifosi nerazzurri della Nord, quando venerdì hanno pubblicato la lettera aperta (assai ben scritta, devo dire), non ce l'avevano col colore della pelle di Mario. Ce l'avevano col giocatore che «trotterella indolente in mezzo al campo col solito atteggiamento di superiorità» e butta la maglia neanche fosse uno straccio.

Quel giocatore avrebbe potuto essere nero, bianco, giallo o blu. Ero a San Siro e non ho dubbi: meritava di essere fischiato. E' stata una bambinata? Può essere perdonata, dopo scuse (serie) e giusto castigo? Va bene, d'accordo. Il problema, però, mi sembra più serio: il ragazzo ha avuto diverse opportunità per capire, e continua a non capire. Al di là della spettacolare ingratitudine verso la società che l'ha cresciuto, mi sembra che la famiglia sia impotente, alcune abitudini preoccupanti (che ci fa un 19enne con una Audi R8 da 520 cv?) e il procuratore di poco aiuto. La frase di Raiola alla radio - "Mourinho dice che Balotelli è educato o non educato: ma chi ti ha chiesto mai di educarlo?" - è infelicissima. In pochi giorni l'Inter si gioca la stagione e non può permettersi ulteriori esperimenti pedagogici.

Quindi, giusto allontare Mario dal gruppo che lo ha respinto all'unanimità (e sabato, contro una buona Atalanta, dopo una partita agghiacciante ha reagito alla grande). Poi si vedrà. Se il ragazzo cambia, resti (secondo me gli conviene). Altrimenti Tottenham o Liverpool per un anno: una squadra dove debba sgobbare, lontano dai riflettori della Champions, e non possa comportarsi come una rock-star capricciosa. Ecco perché Napoli non va bene: verrebbe idolatrato. E non è di questo che il giocatore ha bisogno, oggi. Posso aggiungere, però, che mi dispiace? Ho conosciuto Mario, tre mesi fa, e abbiamo parlato un po'. E' un ragazzo sensibile e ironico. Ma ombroso, vulnerabile e - i fatti recenti lo dimostrano - ancora immaturo.

Detto ciò: dopo una fantastica impresa - strapazzare in quel mondo i campioni d'Europa e del Mondo! - siamo qui a ragionare delle paturnie di un dicianovenne. Pazza Inter, davvero.

VOTO A CUBA


In questi giorni a Cuba mi sono imbattuto nelle loro elezioni.

Ero appena uscito dalle nostre elezioni regionali con ore e ore televisive dedicate a improbabili candidati e qualche trasmissione fastidiosa al pregiudicato segata visto che qua' siamo in un paese libero....

A Cuba gia' a gennaio sono usciti i primi cartelloni in cui si annunciava che sarebbero stati eletti i piu' capaci...lo dicono anche dei nostri poi.....

Non so nulla dei loro meccanismi elettorali,e non e' che la cosa mi faccia perdere il sonno.

La domenica era il giorno del voto la mia fanciulla votava per la prima volta...o meglio avrebbe dovuto votare perche' una volta arrivata al "seggio" si e' accorta che non era nelle liste...ma c'e' poco da stupirsi vive in un barrio che e' totalmente illegale e quindi e' normale che ci sia un po' di casino.

Ho messo la parola seggio fra virgolette perche' in realta' si trattava di una casa sulla via sterrata dove lei abita che fin dal mattino e' stata addobbata a festa.

Ci sono passato in scooter mentre riportavo Yanet a casa e ho notato parecchia gente che andava a votare,volevo fare una foto del "seggio",ai lati del quale c'erano 2 ragazzine in divisa scolastica che al momento in cui uno depositava la scheda salutavano militarmente,ma poi mi sono ricordato che un paio di giorni prima avevano arrestato un italiano perche' faceva foto all'interno dell ospedale Guevara di Tunas...alla sera avevo l'aereo di ritorno e avrei preferito prenderlo.....

UN PO' DI OSSIGENO


Bella vittoria che ci rimette in pista e sopratutto ci restituisce una punta alternativa a Bianchi,il cileno Salgado.

Non lo abbiamo mai visto fra infortuni e terremoto in Cile,speriamo che in questo finale di stagione dia una bella mano.

Da lunedi' finira' questo ridicolo silenzio stampa e anche la vergognosa chiusura degli allenamenti a quelli che sono la sola e unica ricchezza del Toro.

I tifosi.

Pero' al di la' della vittoria col gallipoli mi preme ancora una voltaraccontare una storia che mi rende orgoglioso di essere uno del Toro.

Il Gallipoli e' praticamente fallito,lo tengono in piedi per non falsare il campionato e i giocatori stanno onorando la maglia malgrado che da luglio a oggi abbiano ricevuto 2 stipendio e con loro tutti gli impiegati del club compresi massaggiatori e magazzinieri.

Da qualche settimana l'allenatore del Gallipoli e' Ezio Rossi,uno dei nostri.

Prima buon giocatore e poi mediocre allenatore Granata ma gran persona e uomo vero.

A Gallipoli si sta' occupando di tutto e di piu',ci mette soldi e tiene unita la squadra.

Per la trasferta di Torino mancavano i quattrini allora suo fratello che ha una importante azienda qua' mi pare di carrelli elevatori e cose simili ha "sponsorizzato" la trasferta,hanno messo il nome dell'azienda sulle magliette per questa partita e in cambio lui ha pagato il volo e l'hotel per la squadra.

Poi visto che noi del Toro siamo gente speciale il nostro presidente ha messo a disposizione,di sua tasca,un pulmann per i trasferimenti dall'aeroporto in hotel e dall'hotel al campo.

In questo modo il Gallipoli ha potuto scendere in campo con dignita'.

Anche questo e' il Toro,in A in B o da qualunque altra parte.

sabato 1 maggio 2010

NON TROPPO DIVI


Il divismo che circonda i personaggi del maggior sport italiano,il calcio,e' sotto gli occhi di tutti.

Personaggi che vivono nel loro limbo,milionari al di sopra di tutto e di tutti che mostrano fastidio anche solo a firmare un autografo ai tifosi sbavanti.

A Cuba lo sport principale e' il baseball,ovviamente neanche a parlarne o quasi di quattrini veri pero' parliamo comunque di personaggi che vivono al di sopra della media dei cittadini dell'isola.

Conosco personalmente un ex gloria nazionale e dell'equipe tunera e altri 2 giocatori di primo piano della stessa equipe di cui uno nazionale.

Conoscenze fatte in modo del tutto casuale,ma non ho potuto non notare da parte loro la totale disponibilita' e l'assenza di spocchia e presunzione,gente davvero normale che ama divertirsi come tutti i cubani.

La stessa disponibilita' da parte loro l'ho notata nei confronti dei cubani,vanno in un locale e salutano buona parte della gente seduta ai tavoli,questi campioni vivono in simbiosi col popolo,godono di privilegi ma per questo non si considerano semidei solo perche' sanno prendere a mazzate una palla.

Non so se sia merito del socialismo ma il vederli come persone tutto sommato normali e' sicuramente perlomeno un indice di civilta'.

LA FESTA DEL LAVORO OGGI


La festa del lavoro e' una giornata importante e questo ben al di la' della valenza politica che da sempre la caratterizza.

Non voglio raccontare dei tanti primi maggio passati a sfilare o a prestare servizio,preferisco parlare di lavoro.

Il lavoro e' innanzi tutto dignita' perche' il frutto del nostro lavoro contribuisce al benessere nostro e di chi dipende da noi,perdere il lavoro e' una cosa che va ben al di la' del danno economico,e' una cosa che ti porta al di fuori dal meccanismo produttivo,una cosa che ti pone ai margini di tutto e questo sopratutto se hai 40/50 anni puo' trasformarsi in tragedia.

Ogni giorno leggiamo tragedie domestiche figlie della perdita del lavoro e di conseguenza dell'indipendenza economica,saltano tutti gli schemi e tutto si inasprisce.

Oramai si e' passati dalla tutela dei diritti di chi lavora alla difesa se non alla ricerca del lavoro stesso.

Il mio augurio e' che ci sia lavoro per tutti coloro che anche nel lavoro trovano la loro realizzazione umana,che il lavoro non sia un fine ma un mezzo per vivere meglio.

Davvero buon Primo Maggio a tutti.

IL VIAGGIO DI SEVERGNINI


Palermo, ore 17.30. Per filmare le ultime immagini della nostra avventura ferroviaria, appena fuori dalla stazione, tentiamo di attraversare la strada. Questa si rivela l'operazione più difficile di tutto il viaggio (bus posizionati sulle strisce pedonali, motorini che puntano alle caviglie, auto parcheggiate così vicine da sembrare barricate). Vuol dire che siamo arrivati. Evviva!

L'ultima giornata è stata certamente la più fascinosa. Davanti ai capolavori di fantasia e imprevidenza visti tra Lamezia a Palermo, ho capito che l'Italia del Sud mi ha colpito più della Germania, per un semplice motivo: la conosco meno. Mi tocca ringraziare i tedeschi del Goethe-Institut per avermi spinto a esplorare il mio paese. Non c'è più religione (no, cardinal Bertone, non ce l'ho con lei).

Tra le cose strepitose che ho scoperto, e vedrete in video, le seguenti:

- Bambini di Crotone venuti fino a Lamezia (1 h e 40 m di pullman) per mostrarci di conoscere gli scioglilingua in tedesco, dentro un locale che si chiama “Flying Baron” (neppure sotto allucinogeni Hunter Thompson poteva inventarsi qualcosa del genere). Mark, per ricambiare, si lancia in “Apelle figlio d'Apollo” - indimenticabile.

- L'Aerohotel Phelipe di Lamezia a dispetto del nome e dell'aspetto giallistico - ideale scena del delitto - s'è rivelato impeccabile, con letti comodissimi. Al momento di partire, alle 7.30 del mattino, Ugo, Gianni ed io siamo pronti sulla porta; e Mark non c'è (secondo me lo fa apposta: vuol dimostrare che la puntualità tedesca è uno stereotipo, il che va bene, ma rischia di farci perdere un altro treno).

- Un'altra bella capotreno (Luisa) non voleva farsi riprendere, e poi abbiamo ritrovato - in borghese - sul regionale Messina-Palermo delle 14.17, mentre leggeva l'Odissea. Voi capite che una capotreno calabrese che sembra Nicole Kidman, ama Omero e confessa “Ho preso questo treno perché sapevo che sarebbe stato puntuale, essendoci a bordo con una telecamera” vale un viaggio da Berlino.

- La mancanza di una indicazione SICILIA a Villa San Giovanni costringe il viaggiatore a vagare come un'anima in pena in cerca del traghetto. L'unica indicazione è un piccolo cartello con scritto “Alla passerella pedonale - Invasatura 1° - 2° - 3°” (la parola “passerella” va dedotta perché qualcuno ha cancellato la seconda E e la doppia L). “Ma tanto la gente lo sa!”, ci hanno detto. La gente di Milano e di Amburgo, no.

- Una struttura stranissima in piazza Cairoli a Messina, di nessuna utilità: probabilmente una postazione extraterrestre.

- La signora Tiziana Cardani - visibilmente gravida, con figlioletta di pochi anni per mano - s'è ritrovata un verbale di accertamento di € 216 per essere salita a bordo senza biglietto. Poco importa che, sotto i nostri occhi, avesse avvertito il controllore: alla stazione di Patti la biglietteria era chiusa, e le biglietterie automatiche fuori servizio. Tiziana, in viaggio, leggeva “L'eleganza del riccio”. Ora vediamo l'eleganza di Trenitalia (caro Moretti, cosa ne dice di cambiare norma assurda?).

- Infine, lo scoop di Ugo: sul regionale Messina-Palermo abbiamo trovato la carta igienica morbida con le farfalline! E' la prova definitiva che il SISIF - Servizio Informazioni Segrete delle Italiche Ferrovie - sa della nostra presenza a bordo. Nessuno umano ha MAI visto carta igienica con le farfalline su un treno. E già molto se c'è la carta igienica.

- Quindi grazie Mark, compagno di viaggio ironico e grande attore; grazie Ugo, bruna dagli occhi verdi e dal pensiero pronto; grazie Gianni, che vedi quello che sta per succedere. Grazie Susanne e Olivia del Goethe, che avete messo in piedi tutto questo.

Carta igienica con le farfalline su un regionale in Sicilia! Torno a casa e la metto in cornice.

FINE

BUON PRIMO MAGGIO A TUTTI

venerdì 30 aprile 2010

CI SIAMO


Oggi e' il gran giorno,nel pomeriggio a Torino in uno studio notarile ci sara' il passaggio di quote del fitness club,da domani il 33,3% sara' mio.

Un esborso importante,molto per le mie possibilita' ma se le cifre sono corrette in un paio d'anni si rientra in carrozza.

Il tutto finalizzato ai famosi 6/7 anni chinato sul manubrio a pedalare per poi,a Orishas piacendo,passare il tempo che mi resta prima dell'arrivo della gnocca con la falce al caldo e con una mulattona che mi massaggi le emorroidi.

A quel punto mi basta una base piccola in Italia per il poco tempo che ci staro' e nulla piu'.

Quindi cominciano gia' ad essere importanti le cifre che tirero' su vendendo quel che ho qua'...ma lasciamo tempo al tempo....

Ovviamente resta l'agenzia,ho ridotto un po' per evitare di avere troppi casini ma e' una pagina ancora bene aperta,io non mollo di un metro.

Ora e' il momento di una nuova sfida,perche' la vita senza sfide e' come una donna senza tette.

Sfida importante ma in cui parto agevolato,la struttura funziona alla grande e i miei soci hanno fatto uno splendido lavoro in questi 3 anni,devo solo inserirmi e portare qualcosa di mio per crescere ancora.

Fra l'altro e' anche una splendida occasione per mantenermi fisicamente in forma,negli ultimi 2 anni ho sentito qualche scricchiolio sinistro nella carcassa....

Come dicevo non molto tempo fa e' il momento di prendere vento nuovo e di indirizzare il mio personale vascello verso nuove rotte e nuove terre.

CARRO PARTICULAR


Da sempre quando non rento un mezzo di trasporto utilizzo i particular sopratutto per andare e venire dell'aeroporto o per andare al mare.

So benissimo che non si puo' ma in tutti questi anni non ci sono mai stati grossi problemi,al limite ci fermava la policia ma fra il policia e lo chaffeur...una quadra la si trovava sempre.....

Una volta ci hanno rimandato indietro mentre andavamo alla playa di Puerto Padre ma piu' che altro perche' la spiaggia era chiusa per operativo e comunque non passava nessuno.

L'aeroporto di Holguin e' un discorso a parte,un simile agglomerato di cagacazzo e' difficile da mettere insieme,policia,aduana e immigration si coalizzano per scassare la minchia ai turisti in un modo o nell'altro.

A questo giro mi ero messo d'accordo con un amico perche' mi venisse a prendere.

Ovviamente portando anche la mia fanciulla.

Il fatto e' che meno gent sbarca dall'aereo piu' e' facile il controllo e lo scassamento di maroni da parte di tutto quel po po di gente.

Come ho gia' scritto a causa del vulcano siamo partiti in 30 con un avion tutto per noi,a Holguin siamo sbarcati in 13.......

L'unico particular...era il mio...porcaccia la miseriaccia zozza.

Abbiamo fatto un po' di depistaggio ma una cazzo di patrulla ha fermato il carro prima di caricarmi,con me presente.

Documenti per tutti,speravano che la fanciulla avesse problemi ma invece e' risultata limpia come sempre,ma non ho potuto salire su quella macchina e infatti abbiamo preso un taxi.....60 cuc contro i 35 che mi avrebbe preso il mio amico...

Al ritorno invece nessun problema ma partivamo da Tunas e il piazzale dell'aeroporto era pieno di macchine.

Il consiglio e' di pensarci bene prima di utilizzare un particular,organizzatevi bene e se avete una fanciulla...che sia limpia perche' la mia impressione e' che i 2 policia non aspettassero altro che ci fossero problemi per....arrotondare il salario...

GRANDE LUCIANA


Partiamo dalle buone notizie. Hanno riaperto gli aeroporti e il traffico in cielo è finalmente ripartito. Non si è capito bene se è perché il vulcano ha smesso di eruttare o ci siam rotti le palle noi. Ma tant’è. Io temeraria ho volato il giorno che hanno riaperto. Volavamo bassi come gli uccelli paduli… fossero già state mature potevamo raccogliere le ciliegie dagli alberi. Ad un certo punto ho detto al pilota: Scusi, quella è l’isola d'Elba? No, è una Panda, signora.

Comunque quello che mi fa specie è che in tutto questo torrone non ci sia stato uno, dico un servizio al tg sull’Islanda. Su in che stato siano sti poveri islandesi. Potrebbero essere stati seppelliti sotto la lava come a Pompei a noi non ce ne frega una mazza. Con tutti quei sassolini sparati per aria l’Islanda adesso sarà come una enorme lettiera per gatti. Ma a noi ce ne impippa. L’islandese caramellato non fa notizia. Sono altre le cose che scatenano il nostro interesse. Tipo quella che i Berlusconi, ormai è ufficiale, cominciano a moltiplicarsi. Vi spiego. Silvia Toffanin, la presentatrice di «Verissimo » che è incinta di Piersilvio, ci ha fatto sapere che il pupo lo chiameranno Silvio. Pensa un po’ te. Fan ’sto colpo di coda. ’Sta svisa. Son come i barbapapà. Che c’è la barbamamma e il barba figlio… Pensa in casa che cunfusion… che ciadel…

«Silvia! Dì a Piersilvio di prendere in braccio Silvio che arriva Silvio». Perlomeno, se proprio vogliamo vederci un risvolto positivo, hanno scelto la sintesi, no, dico, c’era il rischio che lo chiamassero Pier-Piersilvio, oppure Piersilvio-Silvio… Sai che pare che abbiano sul balcone una pianta di salvia e l’abbian chiamata Silvia? Ma non basta. Persino un operaio extracomunitario del Ghana che abita a Modena ha avuto un figlio e sai come l’ha chiamato? Silvioberlusconi… Tutto attaccato. Silvioberlusconi come nome, Bohaene di cognome. Come sarà il diminutivo di Silvioberlusconi? Papi? La cosa bella è che l’impiegato dell’anagrafe non ha fatto un plissè. Non una piega. Ma ti pare? Ma se solo qualche mese fa ci han fracassato l’anima con quelli lì di Genova che volevan chiamare il figlio Venerdì e li hanno coperti di contumelie.

Gli han berciato dietro che non si poteva chiamare un figlio Venerdì, guardi se proprio vuole un giorno della settimana faccia una figlia e la chiami Domenica ma Venerdì no, fa schifo anche alle boie panatere, e adesso? Questo chiama il figlio Silvioberlusconi e tutti clap clap, bravi ma che bella idea?Maabbiamo il cervello gamulà? Il bello è che a sto disgraziato gli han anche chiesto:Ma perché non l’ha chiamato Pierluigi Bersani? E lui ha risposto: Non so chi sia. Tenendo conto che il signor Bohaene è un operaio e non un industriale, la cosa è abbastanza inquietante.

Comunque se questo è l’andazzo, si spalancano le porte a dei bellissimi nomi di battesimo: Larussa per una bambina è quasi meglio di Larissa, che sembran due che si picchiano. Per dire, Bocchino magari no, ma Casini, per due gemelli, essendo plurale potrebbe essere un’idea. Se son due femmine? Cota e Zaia. Perfetto.

giovedì 29 aprile 2010

THE SMITHS

AQUI...LUCHANDO


"Aqui....luchando..."

Quante volte abbiamo sentito a cuba dire queste parole?

Con questo modo di dire i cubani vogliono far capire che si ammazzano di lavoro,che lottano impavidi contro la sorte avversa.

Solitamente questa frase viene usata in modo quantitativamente inverso alla mole di lavoro svolta da chi la pronuncia.

Chi di solito non fa un cazzo dalla mattina alla sera fa largo uso di questo modo di dire mentre chi lavora sul serio,e a Cuba ci sono anche questi,la usa poco o nulla.

Celeberrimo un episodio a cui ho assistito a gennaio a Tunas.

Andavo a prendere un amico italiano nella sua casa de renta per andare a Bayamo in scooter.

Una bella casa de renta con 2 cuarti,il dueno e' morto 3 anni fa e la duena manda avanti il negocio pur avendo parenti assortiti in giro per il mondo.

Fra l'altro e' pure cara,meno di 25 non paghi,desajuno a 4 e comida a 8.

In piu' ha una donna che si occupa di tutti i lavori,far da mangiare compreso,non si potrebbe ma..tant'e'.....

La signora vista la dipartita del marito si e' presa un mulattino sui 20 anni giusto per tenersi caldo il bollo.

Comunque arrivo a casa sua che saranno state le 10.30 del mattino...forse qualcosa di piu',la signora mi accoglie gentile e mi fa accomodare in un salottino mentre il mio amico si sta' vestendo.

Dalla faccia si sara' alzata 5 minuti proma,e' in vestaglia,il ragazzatto gira per casa in boxer.

Suona il telefono,lei risponde,dall'altro capo del cavo la solita domanda;"como anda?"

La risposta della signora,in vestaglia appena alzata alle 10.30 del mattino,con una negrita che faceva i lavori e un ragazzetto con la pinga ancora gocciolante in giro per casa e' stata esilarante;

"Aqui...tu sabe....LUCHANDO!"

LETTERA A GRAMELLINI


Caro Gramellini,
ho sentito il bisogno di scriverle perché vorrei che dedicasse un Buongiorno a questa storia. Sabato scorso, alle 2,45, mentre viaggiavo di ritorno con altri tre amici da un concerto sull'autostrada A4 nei pressi di Desenzano, la mia auto è stata colpita da un'altra. Il tutto è stato velocissimo: la Renault Clio che mi precedeva ha sbandato a velocità funambolica e dopo avermi urtato ha colpito violentemente il muro, finendo la tragica corsa contro il guardrail.
Sia io (che guidavo), sia i miei amici, dopo aver preso coscienza di essere ancora miracolosamente vivi, ci siamo resi conto che per chi era sulla Renault non ci sarebbe stato nulla da fare. Quand’ecco sfrecciare a pochissimo dalla nostra auto una «Bmw X5», completamente distrutta e fuori controllo, che si sarebbe fermata a circa 100 metri. Accosto e ci precipitiamo su ciò che resta della Clio. La scena fa tremare le gambe: cercando di raggiungere l’auto non mi rendevo conto che facevo un passo avanti e uno indietro rimanendo nello stesso esatto posto.
Prendo coraggio e mi avvicino all'auto dove vedo un angelo con una pettorina da volontario 118. Mi chiede aiuto per estrarre un bambino che respira a stento, ma respira. L'angelo fa il possibile per il piccolo, io tornato ormai cosciente lo aiuto con più «disinvoltura». Due miei amici chiamano i soccorsi, mentre l'altro ci presta aiuto con il bambino. Dopo interminabili attimi arrivano i soccorsi, prendono il piccolo e corrono via. Tutti sperano e pregano per la sua vita. L’angelo, con la stessa gentilezza con cui era arrivato, se ne va, facendoci un grande «in bocca al lupo».
Ora resta da capire chi è il conducente della Bmw e la dinamica dell'incidente. Nel frattempo mi dicono che il ragazzo della «X5» sta bene e ha dichiarato il «mea culpa» per un colpo di sonno. Ora è tutto chiaro: la Renault che ci ha colpiti era stata precedentemente centrata, a una velocità molto elevata, dalla Bmw. Arriva la polizia, mi chiede ciò che avevo visto e mi fa fare tutti i test del caso, che risultano ovviamente negativi. Intanto l'investitore dichiara anche agli agenti che tutto è accaduto per un colpo di sonno, ma la sua rilevazione all'etilometro segna 1,47: tre volte il massimo concesso. Ci sembra il minimo pensare che l’Assassino passerà la sua vita in prigione, siccome ne ha tolte due e un’altra è attaccata a un filo, in più era ubriaco e viaggiava a una velocità da circuito.
Domenica sera il piccolo non ce l'ha fatta ed è tornato tra le braccia di mamma e papà. I morti, quindi sono tre: una famiglia intera. Poi ieri sera al telegiornale sento che il pluriomicida è stato rilasciato! Questo è «il dramma nel dramma» non credo di essere crudele con quel ragazzo trentenne che per un miracolo non ha ucciso anche me e i miei amici. Ma come si può rilasciare quella persona dopo tutto quello che ha commesso? Per di più non era la prima volta che guidava ubriaco! Mettiamoci nei panni dei familiari, hanno perso una giovane coppia con un bellissimo bambino e inoltre devono subire questo pesante schiaffo morale? Chiedo anche da parte loro giustizia.
Sono un giovane di 19 anni, è questo l'esempio che la magistratura e lo Stato italiano mi vogliono dare?
FRANCESCO DADONE

Caro Francesco,
non avevo mai letto il racconto in presa diretta di una strage del sabato sera e mi è sembrato giusto lasciargli la prima pagina. Immagino quanti genitori avranno seguito con un brivido di angoscia il film che prendeva forma dalle tue parole. Chissà che la tua esperienza non riesca a far scivolare una goccia di consapevolezza nella zucca alterata di chi solca le strade del fine settimana come se fossero rodei e, dopo aver perso il controllo di se stesso, perde quello della vettura, finendo col far perdere la vita agli altri.
Il pirata di Desenzano non è stato rilasciato: si trova agli arresti domiciliari. Comprendo che il tuo animo indignato non colga la differenza: questo genere di delitti viene percepito come un vero e proprio omicidio, e il posto degli assassini è la galera. Ma i reati colposi non prevedono la permanenza in carcere e ogni tentativo di riconoscere il «dolo eventuale» (chi guida ubriaco a 200 l’ora si mette volontariamente nelle condizioni di uccidere) è finora fallito. Per rimediare a questa lacuna, il legislatore ha almeno aumentato le pene: nel caso in questione (omicidio colposo plurimo con guida in stato di ebbrezza) è prevista la reclusione da 5 a 15 anni. Resta incomprensibile la mancanza di prevenzione. Al tuo investitore era già stata sospesa la patente per ben due volte. Come mai si trovava di nuovo al volante di un bolide? Avrebbe meritato qualche anno di squalifica. Il minimo che possiamo augurarci è che, quando tornerà in libertà, gli consentano di salire solo sui sedili posteriori.

MASSIMO GRAMELLINI

IL VIAGGIO DI SEVERGNINI


Un'emergenza, bitte ( Milano -Roma-Napoli-Lamezi

Gli voglio bene. Quest'uomo non sa più cosa inventare per movimentare il viaggio. Scendiamo dal taxi - mancano venti minuti al treno per Roma-Napoli-Lamezia - e Mark annuncia, serafico, che ha perso l'iPhone nel taxi. Scatta la Solidarietà Italiana Personale (SIP), l'unica forma di protezione civile che non abbia mai generato scandali.

Ugo chiama il telefono smarrito, sperando che qualcuno risponda. Gianni, che era in un altro punto della stazione, si precipita con la telecamera intuendo - correttamente - che succederà qualcosa di bizzarro, educativo e spettacolare. Chiamo il 4040, rintraccio la prenotazione e la taxista: 27 anni compiuti oggi, lavora in società col marito, ci ha raccolti in via Vincenzo Foppa alle 09.10 e portati in Centrale. Proprio lei risponde alla terza telefonata di Ugo, e si offre di riportare il telefono invertendo al rotta, per non farci perdere il treno; i nuovi clienti hanno capito la situazione, e non hanno nulla in contrario.

La taxista arriva, brandendo l'oggetto del teutonico desiderio: il signor Spörrle è commosso, ha riavuto il telefono e riusciremo anche a non perdere il treno. “L'Italia in certe cose è wunderbar!” esclama, mentre Ugo si riprende psicologicamente dall'ennesima prova. Io penso: hai ragione, Mark. Dateci un'emergenza e siamo fenomenali. E' con l'ordinaria amministrazione che abbiamo qualche problema.

Come la stazione Centrale, del resto. I giorni della nube (islandese) hanno evidenziato l'imprevidenza (italiana). Folle dirottate verso i treni, e i noti problemi d'accoglienza si sono amplificati: niente sale d'aspetto, solo un minuscolo bar, niente rete wireless, bagni a gettone, biglietterie automatiche fuori uso, scale mobili commerciali (cioè fatte pensando ai negozi, non ai passeggeri), pali metallici che bloccano la valigie. Un peccato, perché gli Eurostar di Trenitalia sono qualcosa di cui andare orgogliosi: c'è un'Italia, ogni giorno più vasta, che viaggia e lavora a 250 km/h. E ha scoperto che l'improvvisazione è bella: ma anche l'efficienza offre i suoi vantaggi.

Anche noi lavoriamo: quattro computer accesi, quattro telefoni caldi e quattro teste chine. Gianni monta quello che ha girato, con precisione svizzera e furia coreana; Ugo traduce il nostro blog, e mi confida che Mark era convinto di andare a San Siro per Inter-Juventus, non per Inter-Barcellona (ma io, per quanto scandalizzato, non rivelerò la cosa a nessuno). Mark scrive.
Scrive.
Scrive.
Scrive. Scrive bene, come potete constatare nel blog (bilingue) pubblicato sul sito del Goethe-Institut. Ma scrive veramente tanto. Oggi, da Milano a Napoli, penso abbia prodotto l'equivalente di un capitolo dei Buddenbrook. Ogni tanto si scuote, si guarda intorno (“Quel capotreno è troppo bella! Secondo me è una modella”). Poi torna a scrivere. Ugo, che dovrà tradurre tutto, pensa al futuro, chiude gli occhi e s'addormenta. Lo sento: sognerà la prossima mossa di Mark. Una valigia dimenticata sulla Freccia del Sud? Banale. Un gara di scioglilingua tedeschi tra bambini calabresi? Già più interessante. Un tuffo dal traghetto per Messina? Ecco: questo sarebbe spettacolare. Gianni è pronto: gli brillano gli occhi.

LA ABUELA DEL CAMPO


Durante questi giorni che sono stato a Cuba ho girato molto la provincia tunera in scooter,anche perche' non e' che avessi chissa' che da fare....

Con la fanciulla siamo andati a trovare la abuela e la bisabuela che vivono al El Rincon a una decina di km dalla citta'.

Faceva un caldo allucinante e la casa dove siamo andati e' quella in cui e' cresciuta Yanet e dove ha vissuto fino ai 13 anni.

Vissuto con la abuela come capita molte giovani cubane messe al mondo e poi abbandonate alla loro sorte,a lei andata meglio,dopo i 13 anni e' tornata a vivere con la madre a Tunas.

Definire casa l'abitazione della abuela e' un eufemismo,un agglomerato di latta,legno e Dio solo sa cosa.

Siamo entrati che stavano mangiando,la abuela di 71 anni dritta come uno stelo,abituata a vivere con nulla e a tirare avanti,la bisabuela di 92 anni che mangiava congri' seduta su l'unica seggiola,magra come un chiodo e incartapecorita.

Condizioni di vita per noi impensabili ma per loro normali,la fanciulla e' crescitua li' e ogni giorno a 12 anni 4 km all'andata e altrettanti al ritorno per andare a scuola a Callixto aspettando un camion o qualunque cosa potesse caricare una ragazzina per andare a scuola.

Ripeto cosa per noi impensabile.

Un tempo c'erano gli zii,i fratelli della madre a tenere tutto in ordine ma oggi non e' rimasto nessuno solo 2 vecchie in una catapecchia a sopravvivere.

Nessuno che metta a posto il patio,nessuno che raccolga la frutta,i giovani lasciano la campagna e il nulla per un opportunita' in citta'.

Ho lasciato qualche soldo e siamo andati via.....

Gia,al di la' di ogni coinvolgimento personale,stimavo quella giovane donna ma ora che ho visto come e dove e' cresciuta e la bella persona (fuori e dentro) che e' diventata la apprezzo ancora di piu' e ringrazio gli Orishas per averla messa sul mio cammino.

Comunque poi vada a finire.

mercoledì 28 aprile 2010

Creep by The Pretenders

I CUBANI E IL CALCIO


I cubani si stanno appassionando al calcio.

10 anni fa era quasi impossibile vedere dei ragazzini correre dietro a un pallone forse perche' di palloni non se ne trovavano.

Tutti giocavano por la calle alla pelota,i piu' fortunati con la pallina e il guantone ,gli altri con un bastone e un sasso.

Oggi le cose sono diverse,in giro per Tunas vedo sempre di piu' in ogni spazio disponibile gente che gioca a calcio.

Male ma gioca.

Alla pista c'e' il campo e ora che il campionato e' finito o fermo viene utilizzato da chiunque arriva con un pallone.

In uno spazio vicino allo stadio si affrontano ogni giorno 3 o 4 squadre improvvisate,i ragazzi arrivano con le magliette di tutte le piu' forti squadre del mondo e si sfidano in interminabili partite un po' come facevamo noi da ragazzi.

Sono anche stato tentato di chiedere ospitalita' ma poi li ho visti giocare...non sono buoni e menano come fabbri,con trapette assassine ed entrate al limite del codice penale.

Manca solo che mi faccia male o che mi tiro in una bronca per 4 calci a un pallone.

In piu' oramai sanno tutto sul calcio internazionale compresi i nomi dei giocatori e i risultati dei vari campionati europei.

Cuba cambia.....

IL VIAGGIO DI SEVEGNINI


Dovreste vederlo, Mark, teso verso l’infinito caseario. Lo sguardo ispirato, dietro di lui cori e dominazioni di parmigiano-reggiano, il cui profumo riempe l’aria (die Luft! die Luft!). Wolfi Goethe gli avrebbe dedicato una poesia (c’è riuscito pure con un ginko-biloba), Herr Spörrle si limita a sospirare. Provo a dire: si tratta di un deposito di gomme bianche per la Mercedes. Non mi ascolta. L’uomo - oggi, qui, nel cuore dell’Emilia - ha capito il significato della vita.

Modena! Terra di motori, gnocco fritto e gran donne. C’era tutto, alla corte di Umberto Panini, classe 1930, che ci ha accolto con figlio e nipoti, felice dell’intrusione. Mark, con Ugo al fianco che traduce dal modenese, guarda la splendida combinazione di Ferrari e fiori di zucchina, Lamborghini e lambrusco, Maserati e mortadella. Colpito e affondato, Herr Spörrle! Spero di riuscirci anche domani quando, in viaggio verso la Calabria, giocheremo a battaglia navale. Schiffe Versenken, in tedesco. Ce l’ha regalata il Goethe-Institut, temendo che ci annoiassimo.

Ma noi non ci annoiamo. La ferrovia è un’analogia: l’Italia che corre non è diversa da quella che sta ferma. Da Bolzano a Trento ho parlato con il ragazzo del carrello-bar, che ama gli americani perché spazzano via le scorte di alcolici (“Ho dovuto chiedere rifornimenti!”). Gli italiani invece consumano poco e chiedono pure lo sconto.

Da Trento a Verona ho discusso con Natalino V., generale degli alpini in pensione, passato all’informatica. “Mai visto questo treno così pulito”, dice. “Forse perché sanno che ci siete voi?”.

Da Verona a Mantova, mentre Gianni filma i binari e il lago che fuggono dietro al treno, ragiono con Eleonora, una ragazza disabile: racconta d’essere stata accompagnata alla carrozza, ma lamenta l’assenza di un ascensore funzionante (a Bolzano! non c’è più religione). Prima della malattia, Eleonora è andata Pechino su una Citroen Mehari con un uomo conosciuto su questo treno. “Abbiamo parlato per tre ore, poi mi ha detto vuole venire in auto a Pechino con me?” Lei c’è andata, come l’eroina di Maurice Dekobra (La madonna dei vagoni letto, 1925), che alla partenza annunciava: «Ho un biglietto per Costantinopoli. Ma posso fermarmi a Vienna o a Budapest. Tutto dipende assolutamente dal caso o dal colore degli occhi del mio vicino di scompartimento».

***

Pomeriggio, di nuovo sul treno, attraverso la pianura verde che ride. Alla stazione di Modena uno sconosciuto - giubbetto scamosciato, capello metallizzato - si avvicina al nostro gruppetto, ci saluta, poi fissa la nostra bruna interprete ed esclama: “Ma è Ugo!”. La guardo e le dico: la gloria, ragazza, arriva rapida e inattesa.

Non è stato facile convincere Mark che, per andare da Modena a Roma/Napoli/Lamezia, si passa da Milano: più esattamente da San Siro. Ma alla fine ce l’ho fatta. Ora dovrò spiegargli qual è l’Inter e come si chiama il piccoletto del Barcellona. E’ tre giorni che cerco di istruirlo. Ho preparato un quiz di competenza minima calcistica, senza la quale la partecipazione a una semifinale di Champions League diventa blasfema. Se non risponde correttamente, stavolta lo abbandono.

PS Ore 23.00 Non ha saputo rispondere, ma l’ho portato lo stesso. Tribuna rossa, sezione R, fila 10, posto 10. MERAVIGLIOSA INTER! 3 a 1 ai campioni d’Europa e del mondo! A San Siro è entrato un visitatore tiepido ed è uscito Mark, pasionario nerazzurro. Missione compiuta.

MALDIDO FUSO


Maldido fuso.....

Sempre cosi'...la prima notte,stanco del viaggio bene o male dormo ma le 2/3 successive e' il solito coricarsi e alzarsi per ore prima di prendere sonno.

Anche all'andata ci metto qualche giorno a prendere il giro,le prime mattine mi sveglio presto e alla sera ho sonno dopo cena,ora poi che.......gironzolo meno e rigorosamente di giorno,dopo l'anejo especial che utilizzo come ammazzacaffe' mi cala rapida la palpebra,sara' la vecchiaia imminente.

So che c'e' chi prende pastiglie di qualcosa ma io evito,in fondo si tratta di un fenomeno naturale e non nocivo alla salute.

Questo giro poi....sono stato a Cuba 5 giorni,2 di viaggio e poi di nuovo qua'...non ho fatto in tempo ad ambientarmi laggiu' e trovo lungo qua'....azzarola.

In piu' al ritorno anche per tornare a una alimentazione normale ci metto un po'....non ho fame per almeno 3 giorni.

Vabbe'....comunque ne vale sempre la pena.

IL MONDO ALLA ROVESCIA


Un signore anziano dall’aria mite viene trascinato in auto da uomini col passamontagna sul viso, mentre sull’altro lato della strada centinaia di persone piangono, si disperano, urlano il suo nome.

Sembra l’incubo kafkiano di ogni persona perbene. Invece è il dramma di Reggio Calabria, parte dello Stato italiano da 150 anni, dove la gente blocca il traffico per applaudire il padrino della ’ndrangheta Giovanni Tegano invece della polizia che lo ha appena arrestato.

Le foto di quella folla sono un trattato di sociologia. Bulli addobbati come Corona, con le braccia tatuate e gli occhiali da sole rovesciati. Bambini inerpicati sulle spalle dei padri, affinché possano godersi meglio lo spettacolo. E donne di ogni genere che strillano ai poliziotti: «Così traumatizzate i ragazzi!», quasi che il trauma sia la cattura del boss, non i suoi delitti. Poi dalle retrovie si solleva un urlo solitario, ripetuto ossessivamente come uno spot: «Tegano uomo di pace!». Dicono sia sua cognata. Nessuno si erge a zittirla e meno che mai a contestarla. E’ evidente che le sue parole sono condivise in quel contesto dove lo Stato è un ospite impiccione che ogni tanto si fa bello con qualche arresto, ma non incide nella vita di ogni giorno. Non dà lavoro a tuo figlio - l’uomo di pace sì.

Non ti trova un posto in ospedale - l’uomo di pace sì. Non punisce chi ti ha offeso - l’uomo di pace sì. Adesso che lo hanno tolto di mezzo, chi garantirà la pace? Questa sembra essere l’unica preoccupazione di quella folla. Questo è ciò che ce la rende così lontana. Straniera.

MASSIMO GRAMELLINI

EL COLCHON (DA ALMA DE CUBA)


CON QUESTO INIZIANO UNA SERIE DI POST CONDIVISI COL NUOVO FORUM MIGNON "ALMA DE CUBA".
CI SONO ARGOMENTI CHE POSSONO FAR NASCERE CHIACCHIERATE E QUESTI ANDRANNO PRINCIPALEMTE SUL FORUM MENTRE ALTRI PIU' DISCORSIVI E NARRATIVI CHE RESTERANNO SUL BLOG.

Il colchon e' il materasso,almeno credo si scriva cosi'.

Durante questo viaggio ho comperato alla fanciulla un letto e un materasso nuovo in sostituzione dell'anticume su cui dormiva,uno di quei corpi letto/materasso che fanno venire il mal di schiena solo al vederlo.

Il letto l'ho preso a casa Azulmentre il materasso l'ho fatto fare da un ragazzo che vive vicino alla fuente de Tunas.

Il costo del materasso era di 1200 pesos mn,48 cuc.

Ne ha voluti 10 subito per comperare il forro,la stoffa che avvolge il materasso stesso,il resto a consegna avvenuta.

Sono sempre un minimo generoso con artisti e artigiani,con gli artisti perche' facciamo lo stesso mestiere mentre con gli artigiani perche' ho grande stima e ammirazione per chi sa creare qualcosa.

Il falegname che ha fatto il mobilone centrale con lo specchio per il suo cuarto si e' preso 5 cuc di proprina per il lavoro ben fatto.

Contratto SEMPRE sul prezzo ma poi se lavorano bene lascio doverosa propina.

Avevo detto a Yanet che se il lavoro era fatto ad arte invece di 48 prendeva 50.

Non si faceva una vacanza a Bora Bora ma per lo meno arrotondava.

Arrivo a casa sua con lo scooter,la fanciulla e con un cochero al seguito per trasportare il tutto.

Vedo il materasso,ben fatto....stavo per dargli el dinero con la porpinita quando....il tizio ha fatto la mossa sbagliata.

Mi dice "ho dovuto comprare tutto por la calle per fare il materasso.....avevo solo cuc che mi hanno cambiato a 24 invece che a 25 cosi' il tutto costa 50 invece di 48".

Gli ho sorriso e gli ho detto " io che sono uno yuma cambio SEMPRE a 24,50 e ogni tanto a 25 e tu che sei un cubano de la calle...cambi a 24?"

"Forse non ti sei accorto che parlo bene spagnolo e questo vuol dire che sono anni che vengo qua'...e so come funziona...quindi se vuoi ti do' 48 come pattuito,se non vuoi ti lascio tutto e lo vendi a 50 a chi vuoi tu"

Un minuto dopo sono uscito col mio materasso e coi 2 cuc con cui ho pagato il cochero.

Due cuc non sono nulla ma per il culo non mi faccio prendere da un pirla de la calle convinto che siamo tutti coglioni.

Cazzo ci provano comunque sempre.....ma almeno lo facciano col pischello

ALMA DE CUBA
http://almadecuba.freeforumzone.leonardo.it/forum.aspx?c=177350&f=177350

martedì 27 aprile 2010

C'E' ANCHE CHI LAVORA BENE


Devo fare ammenda.

Avevo visto le immagini del caos a Malpensa e a Fiumicino a seguito dei casini creati dal vulcano e avevo scritto alcuni luoghi comuni sulla disorganizzazione italica,peraltro ben nota,ma che poi ho potuto verificare personalmente non essere ,almeno in quel caso,veri.

I giornalisti ci mettono del loro montando servizi in cui si mette in risalto spesso un aspetto che poi non corrisponde a realta'.

Io scrivo di quel che vedo e a Malpensa ho visto un altra storia.

Sono arrivato lunedi' pomeriggio ed era tutto tranquillo,i voli erano fermi e la gente aspettava senza creare problemi.

Un italiano con cui ho poi volato il giorno dopo mi ha detto che la sera sono passati con sacchetti con la cena;panini,dolci,acqua e frutta.

Al primo piano hanno montato delle brandine per dormire,il fatto e' che c'era poca aria,io le ho viste il giorno dopo durante le ore di attesa,e visto che ad aspettare il volo c'erano indiani,neri e marocchini gli odori che giravano non erano esattamente alla lavanda.

Il giorno dopo ci hanno dato il buono colazione,devo sottolineare la gentilezza di tutti gli addetti allo scalo,le ragazza del desk rispondevano con educazione ed attenzione a tutti e chiunque si interpellasse era sempre molto disponibile.

Certo e' il loro lavoro ma c'e' modo e modo di farlo e almeno in questo caso tutti hanno fatto bene il loro.

A un certo punto c'era una comitiva di vecchiarilli che doveva andare a Dubai per una crociera,il comandante dell'aereo e' sceso discorrendo piu' di mezzora con loro con competenza e pazienza,gli anziani sono collerici e anche un po' cattivelli,alla fine si e' trovata una soluzione per tutto.

Anche la gente ha capito che non dipendeva da nessuno se non dal maldido vulcano.

Qualche perplessita' e' nata quando hanno permesso i voli nazionali perche' come ho gia' scritto i fumi non rispettano i confini.

Questo avevo da dire,ogni tanto qualcosa di positivo fa piacere scoprirlo.

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L'ALMA DE CUBA


http://almadecuba.freeforumzone.leonardo.it/forum.aspx
Da oggi a questo blog si affianca un piccolo forum,le ragioni dello stesso le ho scritte la' e non staro' a ripeterle sul blog.

Il forum si chiama ALMA DE CUBA ci postero' direttamente con il mio nome.

Nessun nick,nessun artificio virtuale,la mia faccia come sempre.

Il blog non ne risentira',anche se sto' iniziando un nuovo percorso professionale che non sostituisce quello precedente ma lo affianca, i 10/15 minuti da dedicare a questo diario li trovero' sempre in questo modo tornero' ai racconti e a una dimensione piu' consona a un blog che non e' e non deve essere una rivista.

Per quanto riguarda il nuovo nato se ne avrete la voglia fateci un salto,si resetta tutto cio' che e' stato e si riparte tutti (tutti quelli interessati) da zero.

Sara' una piccola cosa in contrapposizione con nessuno ma solo un qualcosa di meno personale e piu' collettivo rispetto a Un Isola nel sole.

Ogni tanto qualcosa lo postero' in entrambi i luoghi e conto di andare raramente al di sopra della mezzora quotidiana per entrambi gli spazi,di piu' sarebbe difficile.

Si torna in pista...vamos a veer.

LUCIANONA NOSTRA


Due notizie che testimoniano che le donne proprio tanto furbe non sono.La prima. Paris Hilton sta spopolando alla grande con un nuovo spot di una nota marca di birra brasiliana dove davvero supera se stessa. La scena è tipo «La finestra sul cortile».Un tizio dirimpetto vede la Parisona che in desabillè, in cumbineuse, in sottoveste insomma, va verso il frigo, lo apre, prende una lattina di birra, e cosa fa? La stappa e se la beve? Magari. Sarebbe troppo furbo. Se la struscia addosso per mezz’ora, rotolandosela su tutto il corpo. Dovrebbe essere una roba sexissima e supererotica, invece niente.Nonfa sanguedaunarapa.Perché la Paris non ha nessuna espressione. Zero. Sembra che abbia appena finito di fumare ammoniaca da un narghilè. No, perché non è che si struscia e gode, si struscia e si sente fresca, macché. Si struscia, e intanto pensa la tabellina del due. Siccome sta in una casa di vetro, tutto intorno la guardano, si entusiasmano,comprano la birra pure loro, un tripudio. E lei si rotola la sua lattina addosso con la faccia da betè. In Brasile un comitato femminile ha chiesto di ritirarla perché offende la donna. Secondo me, offende anche molto le lattine di birra, che mai nella loro storia si sono trovate in uno spot così demente.

Altra notizia. Sta arrivando anche qui in Italia la pillola dei 5 giorni dopo. Una pillola che come dice la parola stessa si può prendere cinque giorni dopo il fatto. Praticamente un’evoluzione della famosa pillola del giorno dopo che ha già suscitato tante polemiche, perché dovrebbe essere un rimedio in casi estremi, e invece molte ragazzine la usano come contraccettivo tout court. Ora. Ragazze. Ci dobbiamo mettere cinque giorni, a capire chesi è rotto il preservativo?Nonsarà troppo? Anche a non essere tanto sveglie, anche a non avere tanta esperienza, cinque giorni per correre ai ripari mi sembrano esagerati. Se ci abituiamo a fare tutto così a rilento, finirà che inventeranno poi la Tachipirina della settimana dopo, per quelli che ci mettono sette giorni a capire che hanno 39 di febbre, o un nuovo tipo di ingessatura per chi non capisce di essersi rotto un piede e cammina per cinque giorni dicendo «minchia se mi fa male ’sta caviglia». In un mondo in cui tutto corre a velocità siderale, dobbiamo aspettare 5 giorni per renderci conto del patatrak? Il primo giorno si riflette un po’: «Mah, sì, è vero che Arturo ha trafficato molto in quella zona, però da lì a dire che…». Il secondo giorno si ripensa: «Però, in effetti… sembrava proprio che Arturo trafficasse parecchio in quei paraggi, è vero che non era mai deciso, dentro fuori dentro fuori, ma sai…». Poi il terzo giorno si levano i primi dubbi: «Quando fai quelle cose lì dicono che senti le campane, io ho sentito solo il citofono per cui non può essere…». Quarto giorno paranoia: «No, non posso essere incinta.Un mese fa ho avuto il ciclo. Quindi è tutto a posto…». Quinto giorno: «Meglio prendere la pillola, a scanso di equivoci. Oltretutto ho mal di testa, e una pillolacomunque fa sempre bene.Anzi ne prendo due. Peccato non facciano la pillola da 7 giorni dopo, così facevo in tempo a andare dall'astrologa, lei lo sa di sicuro». Certo.Seci date un'altra possibilità per essere stordite figuriamoci se ce la facciamo scappare.

CINCINNATO


UN ARISTOCRATICO CONTADINO

Un romano famoso, grazie alla semplicità e all'austerità dei suoi costumi, fu Lucio Quinzio Cincinnato, cioè“riccioluto”, ovvero Lucius Quinctius Cincinnatus, nato prima della Repubblica Romana, intorno al 520 a.c. Fu console nel 460 a.c. e due volte Dictator, dittatore, nel 458 e nel 439 a.c.
Fu uomo di grande tempra, perchè racconta Tito Livio che aveva passato gli ottant'anni quando fu nominato dittatore per la seconda volta e faceva parte della Gens Quinctia, che aveva assunto la cittadinanza romana alla distruzione di Alba Longa, da cui proveniva, da parte dei romani sotto Tullo Ostilio. All'inizio infatti i Romani, anzichè fare schiavi, accoglievano i vinti nell'Urbe, per la necessità di aumentare l'esercito, viste le pressioni nemiche nei territori vicini.
Cincinnato era di famiglia patrizia, visto che nella sua stessa gens Tito Quinzio Barbato, suo fratello, negli anni 471 468 e 465 a.c. era stato nominato per tre volte console.
Tito Livio lo definì "Spes unica imperii populi romani" (ultima speranza del potere del popolo romano), segno che i tempi erano disperati.

IL CONSOLATO
La prima elezione di Cincinnato a console avvenne nel 460 a.c., come Consul Suffectus (supplente) in sostituzione del console Publio Valerio Publicola che era morto in battaglia riconquistando il Campidoglio occupato dai ribelli guidati da Appio Erdonio.
Infatti circa 2500 sabini, fra esuli e schiavi, comandati da Appio Erdonio, si erano asserragliati fra i templi della Triade Capitolina. Quelli che non vollero aderire alla lotta furono massacrati; ma qualcuno riuscì a fuggire e si precipitò nel Foro e lanciò l'allarme alla cittadinanza.
Questa la versione leggendaria. La realtà forse è che il ratto delle sabine non fu digerito, e che la pace tra i due popoli non era effettiva. Le orgogliose sabine non potevano accettare tanto facilmente i rozzi romani, tanto che imposero regole ben precise sul loro trattamento, regole che i Romani accettarono ma che in seguito dimenticarono.
"La luce del giorno rivelò che guerra fosse e chi la comandasse. Appio Erdonio incitava dal Campidoglio gli schiavi a liberarsi: lui si era assunto la difesa di tutti i disperati per riportare in patria chi era stato cacciato ingiustamente in esilio e per liberare gli schiavi dal loro pesante giogo."
Era la solita lotta fra patrizi e plebei, coi tribuni della plebe che incitavano i plebei a non iscriversi alla leva, e con gli schiavi che erano stufi di essere schiavi. Comunque Appio Erdonio fu tradito dai suoi e ci rimise la pella, Publio Valerio Publicola invece vinse ma ci lasciò la pelle anche lui.

Lucio Quinzio fu eletto suffectus nel dicembre del 458 a.c. dalla maggioranza dei senatori, cioè dei patrizi, si che i plebei ne temevano la ritorsione contro di loro per l'esilio del figlio Cesone Quinzio e per la sua magra situazione finanziaria. Evidentemente non si sentivano molto tutelati dalla legge.
Infatti Cincinnato prese a difendere il figlio Cesone, ad attaccare i tribuni della plebe rimproverando il Senato che permetteva loro di reclamare tanti diritti, secondo Cincinnato un vergognoso decadimento di costumi. Il tribuno Aulo Virginio, che aveva organizzato il processo a Cesone, fu attaccato e paragonato al nemico Appio Erdonio.

PATRIZI E PLEBEI
Poi Lucio Quinzio informò il popolo romano che, assieme al console collega stava organizzando la guerra ai soliti nemici: gli Equi e i Volsci. I tribuni obiettarono che non poteva radunare l'esercito senza il loro consenso, ma Quinzio ribatté:
“Ma noi non abbiamo bisogno di alcuna leva, perché quando Publio Valerio diede le armi alla plebe per riconquistare il Campidoglio, tutti hanno giurato di radunarsi agli ordini del console e di non sciogliersi mai senza suo ordine. Quindi ecco il nostro editto: voi che avete giurato, dovete trovarvi domani presso il lago Regillo”
Il popolo convocato in armi per deliberare al di fuori del pomerio, costituiva i "Comizi centuriati", assemblea legislativa militare con il potere di abrogare quanto, all'interno del pomerio, veniva deciso dal potere politico civile. Così i tribuni della plebe, che volevano far approvare la Lex Terentilia per migliorare i diritti della plebe, si ritrovarono coi cittadini costretti da giuramento a seguire le leggi militari, a tutto vantaggio del patriziato che era ostile alla legge.
Cincinnato si rimise alla volontà del Senato, della sua stessa fazione, e il senato decise che la legge non doveva essere votata ma che l'esercito non doveva essere convocato, e che i magistrati e i tribuni della plebe non avrebbero più potuto essere rieletti. I consoli non ripresentarono la candidatura ma i tribuni della plebe si ripresentarono fra le proteste dei patrizi che, per ripicca volevano rieleggere Cincinnato. Questi invece invitò i senatori a rispettare le decisioni prese.
Furono eletti consoli Quinto Fabio Vibuleno per la terza volta e Lucio Cornelio Maluginense. Cincinnato, che si era dato alla vita agreste e sapeva che la sua partenza poteva rendere povera la sua famiglia senza la cura dei raccolti, si sbrigò a tornare ai suoi campi.

LA PRIMA DITTATURA
Il console Lucio Minucio Esquilino Augurino era rimasto assediato nel suo accampamento durante la guerra contro gli Equi, e l'altro console, Gaio Nautio Rutilo, impegnato coi Sabini, che pur stava vincendo, non poteva aiutarlo. La situazione era grave per cui richiedeva la nomina di un dittatore con pieni poteri, naturalmente Lucio Quinzio Cincinnato. Racconta Livio che i senatori si recarono ai Prata Quinctia dove Cincinnato stava arando la terra. Lo pregarono di indossare la toga e venire da loro. Sua moglie Racilia andò alla capanna per recare l'indumento, Cincinnato si deterse il sudore, si rivestì e i senatori lo pregarono di accettare la dittatura.
Cincinnato accettò e tornò a Roma traversando il Tevere su una barca "noleggiata a spese dello Stato" e venne accolto da figli, parenti, amici e dalla maggior parte dei senatori. Poi, preceduto dai littori fu "scortato a casa".
Tito Livio: “Accorse in massa anche la plebe, la quale però non era altrettanto lieta di vedere Quinzio, sia perché giudicava eccessiva l'autorità connessa alla dittatura sia perché, grazie a tale autorità, quell'uomo rappresentava per loro un'accresciuta minaccia. E quella notte a Roma, tutti vegliarono”.
Cincinnato il giorno dopo radunò l'esercito e lo condusse a marce forzate in soccorso dei concittadini assediati nel loro accampamento. Iniziò così la battaglia del Monte Algido che portò alla sconfitta degli Equi.
Cincinnato, liberato l'esercito assediato, distribuì il bottino e le punizioni ai soldati e al console. Il bottino andò ai suoi soldati, Lucio Minucio depose la carica di console e rimase in armi al comando di Quinzio, e ai soldati soccorsi non toccò nulla. Ma questo, secondo Tito Livio non creò malumori, tanto che a Lucio Quinzio venne donata una corona d'oro da una libbra.
La carica di dittatore poteva durare fino a sei mesi e nessuna altra magistratura o assemblea aveva i poteri di farlo decadere. Cincinnato invece, celebrato il trionfo, dopo 16 giorni, rinunciò alla dittatura e tornò privato cittadino.
Questo comportamento restò negli annali come esempio di virtù e di modestia. Narra Tito Livio che nello stesso giorno del rientro in città Cincinnato celebra il trionfo, la gente fa baldoria per le strade, al tusculano Lucio Mamilio, che aveva aiutato l'Urbe, viene conferita la cittadinanza romana.
“A quel punto il dittatore sarebbe uscito subito di magistratura, se non l'avesse dissuaso l'imminenza del comizio che doveva discutere della falsa testimonianza di Volscio. Il timore che Cincinnato incuteva distolse i tribuni dal fare opposizione. Volscio fu giudicato colpevole e mandato in esilio a Lanuvio”.
Tuscolo accorse con le sue truppe, comandate dal dittatore Lucio Mamilio, in aiuto dei Romani ed insieme a questi liberarono Roma. Roma riconoscente ai tuscolani conferì a Lucio Mamilio la cittadinanza romana anche perché, come scrisse Tito Livio, solo da essi ricevette aiuto. Perchè allora Cincinnato si adirò per la cittadinanza accordata a Mamilio? Forse perchè lo poneva alla stregua dei patrizi romani, lui che era solo un italico?
Forse, fattostà che Cincinnato tornò ad arare il suo terreno, ma nel 450 a.c., narra ancora Tito Livio, Lucio Quinzio e il fratello Tito si batterono inutilmente contro Appio Claudio il Decemviro che tanto brigò affinchè non risultassero eletti i due Quinzi, Capitolino e Cincinnato.
Ma nel 445 a.c., cinque anni dopo la caduta dei Decemviri, Gaio Canuleio presentò la sua legge per abrogare il divieto di matrimonio fra patrizi e plebei, imposto proprio dai Decemviri con le Leggi delle XII tavole: la Lex Canuleia. Però la legge venne approvata e alcuni patrizi prospettarono un'azione armata dei consoli contro i Tribuni della plebe, nonostante fossero per costituazione intoccabili e protetti dagli Dei. I due Quinzi, Tito Capitolino Barbato e Lucio Cincinnato si opposero al sacrilegio.

LA SECONDA DITTATURA
Nel 439 a.c., su indicazione del fratello Tito Capitolino Barbato al suo 6° consolato, Cincinnato viene eletto dittatore per la seconda volta.
Melio era un ricchissimo plebeo che avrebbe volentieri ambito alla catica di console se le leggi non glielo impedissero in quanto plebeo. Allora corrupp e organizzò pe proclamarsi re. Ma fu eletto console, per la sesta volta, Tito Quinzio Capitolino Barbato col collega Agrippa Menenio Lanato. Lucio Minucio, prefetto dell'annona, venne dei progetti monarchici di Melio e riferì al Senato che i tribuni della plebe erano stati comprati, i vari incarichi assegnati, e l'azione prossima. Il Senato si lamentò dei consoli precedenti, per aver permesso le elargizioni di un privato, e i consoli appena eletti per essersi fatti precedere nella denuncia dal prefetto dell'annona.
Si decise allora di nominare un dittatore, carica con pieni poteri. Il console in carica nominò suo fratello Lucio Quinzio Cincinnato, e il Senato era favorevole, ma Cincinnato, ormai ultraottantenne, rifiutò all'inizio per l'età, poi accettò nominando Gaio Servilio Strutto magister equitum, incaricandolo di condurre Melio al processo. Servilio riferì poi che avendo Melio tentato la fuga l'aveva dovuto uccidere.
Tito Livio narra che il dittatore, alla notizia esclamò: “Gloria a te, Gaio Servilio, che hai liberata la repubblica.” Cincinnato spiegò poi al popolo riunito che l'azione era legittima: “anche se fosse stato innocente dall'accusa di aspirare al regno, Melio non aveva risposto alla convocazione del dittatore portata dal maestro della cavalleria”
Insomma la plebe doveva tacere invece protestò e sempre più fu utilizzata l'elezione di Tribuni consolari al posto dei consoli.
Tanto per dare più colore, in realtà sia Plinio il Vecchio che Aurelio Vittore narrarono che i senatori che andarono ad offrire la carica di Dictator a Cincinnato, lo trovarono nudo all'aratro, particolare non riportato sui libri di storia, perchè in era moderna avrebbe scandalizzato parecchio l'idea di un vecchio nudo. Mentre per i Romani era sinonimo di semplicità e modestia, ed è per questo che gli dissero di coprirsi, non perchè dovesse indossare il costume da cerimonia ma perchè coprisse le cosiddette putenda.

VOLARE AI TEMPI DEL VULCANO


In dieci anni avro' viaggiato una trentina di volte a Cuba.

Mi capita spesso di leggere di ritardi,cancellazioni e problemi assortiti che deve affrontare l'ignaro viaggiatore,bene,personalmente l'ho sempre sfangata,qualche ritardo di qualche ora ma il tutto nella norma.

Quindi per la legge dei grandi numeri prima o poi un viaggio un po' piu' complicato era nella norma che arrivasse.

Fra l'altro per ragioni talmente insolite come le eruzioni quindi c'era poco da arrabbiarsi.

Il volo era un Neos,il meglio che attualmente offre lo sgangherato universo dei voli charter verso Cuba,600 euro senza visto che gia' avevo avendolo comprato a Cuba per 15 cuc.

Dovevo partire domenica alle 14.50 ma al mattino del sabato chiudono lo spazio aereo,il volo Livingston era comunque riuscito a partire alle 8.30.

Chiamo la Cubapoint dove avevo comperato il boleto e mi dicono di andare comunque il giorno dopo in aeroporto...chiamo la Neos e nessuno risponde...

Domenica spazio aereo aperto alle 7 del mattino e...chiuso alle 9......decido di non andare in aeroporto,sbagliando.

Mi e' andata bene perche' avevano gia' fatto fare il check a tutti e una volta al gate...li avevano rimandati indietro.

Mi e' andata bene ma vai a sapere che volevano farli comunque partire.

Lunedi' spazio aereo chiuso.....ma visto cio' che era successo parto nel pomeriggio e alle 18 sono in Malpensa,ovviamente tutto bloccato e voli sospesi...

Lo sapevo ma ho deciso comunque di muovermi,ho uno dei ragazzi che lavora per me d'estate di Varese e cosi' ho cenato in un bel posticino e dormito a casa sua.

Lunedi' mattina alle 7 sono di nuovo in aeroporto,nisba.....bisogna aspettare le 12 per saperne di piu'.

Del clima che si respirava nello scalo parlero' in un altro post,sta' di fatto che ci danno un buono colazione e ci dicono di aspettare appunto le 12.

Nel frattempo avevano riaperto lo spazio aereo per i voli nazionali,una misura tutto sommato ridicola perche' se non ci sono pericoli per il Milano Palermo non capisco come ci possano essere per il Milano Tunisi visto che la rotta e' la stessa e i funi del vulcano non hanno passaporto.

Comunque alle 12 ci comunicano che partiamo....per Cagliari.....volo nazionale su uno scalo da dove potevano volare gli intercontinentali da li' avremo poi proseguito per La Habana.

Nel frattempo molta gente aveva rinunciato e restavamo un manipolo di 30 spartani impavidi ad attendere il volo.

Dopo mezzora ci comunicano che avremo volato diretti su Cuba,sollievo per tutti ma anche la preoccupazione che tutto potesse ancora cambiare.

Personalmente ero piu' che tranquillo,in aeroporto sono sempre molto fatalista anche perche' non ho alcuna possibilita' di incidere sugli eventi.

Finalmente alle 14 si parte....a borbo avevamo circa una quindicina di sedili a testa...il comandante ci comunica che ci metteremo di piu',dodici ore e mezza, a causa di "imprecisati" venti contrari.....in realta' volevano ahorrare sul combustibile visto che era un volo palesemente in perdita.

Voleremo a 650 km/h invece che ai 1000 soliti.

Sosta a La Habana e poi via verso Holguin dove sbarcheremo...ben in 13...ma questa e' un altra storia che vi raccontero poi.

NON SCAPPA UN CENTAVOS


Come annunciato e come si e' potuto leggere su piu' organi di stampa Cuba sta' avviando alcune piccole liberalizzazioni nel senso che stanno venendo in superficie alcune professioni che possono ora effettuarsi alla luce del sole e privatamente dietro imposta da pagare allo stato.

Avevo gia' accennato ai barbieri ma la cosa tocca anche pettinatrici e manicure.

Possono finalmente esercitare in privato e non clandestinamente il problema e' che quando da quelle parti ti danno qualcosa con una mano te lo tolgono subito dall'altra....

L'imposta per i barbieri e' salita da 40 a 270 pesos in mn.

Le parrucchiere invece pagheranno ogni mese 700 pesos.

Obbligo di usare prodotti comperati nelle tiendas e con tanto di comprovante e piccolo contatore che verra' installato per i consumi supplementari di elettricita' dovuti a macchinette per tagliare i capelli e cose simili.

Ovviamente il tutto rivolto esclusivamente ai cubani,nel senso che almeno teoricamente noi non ne potremo usufruire e il tutto in moneda nationale e non in cuc.

TAFAZZI GRANATA IN AZIONE


Calma e sangue freddo che non tutto e' perduto.

Con la consueta passione per il melodramma che caratterizza la gente Granata gli ultimi rovesci sono diventati l'ennesima occasione per attacchi a Cairo e al mister.

L'utoflagellazione tafazziana e' specialita' in cui il tifoso Granata eccelle storicamente.

Il momento e' difficilissimo ma e' normale che se mancano i cavalli debbano trottarte gli asini.

Come ha detto Lerda,bravo allenatore del Crotone e cuore Toro,se a questa squadra togli 3/4 giocatori diventa una normalissima compagine di B.

Sabato ne mancavano 8.....

Quindi lasciamo stare la promozione diretta,Lecce e Brescia sono piu' forti di noi,e pensiamo ad arrivare fra le prime sei.

Solo dopo,nel caso non ce la facessimo, si possono aprire i processi,ora e' il momento di remare tutti nella stessa direzione senza se e senza ma.

Ospitiamo il Gallipoli.....forza che ce la facciamo!

lunedì 26 aprile 2010

COMPERARE CASA A CUBA


La notizia mi arriva da fonti abbastanza sicure e vicino alla vivienda.

Se non ho capito male e' gia' stata approvata dal comitato centrale del Partido Comunista de Cuba.

La notizia riguarda la possibilita' di compravendita di case a Cuba.

Per i cubani e gli stranieri con residenza cubana anche se per questi ultimi la cosa ancora non e' chiarissima.

Come sappiamo tutti si tratta di regolarizzare una situazione che gia' esiste e che lo stato non riesce piu' a controllare.

A Cuba in via informale si vendono e si comprano case da anni,il tutto dietro il paravento della permuta...ma non solo.

Gli stati civili sono pieni di gente che si e' sposata,perfetti sconosciuti,uno dei coniugi possedeva una casa che subito dopo il divorzio veniva "donata" all'altro..

E' solo un esempio dei tanti e come sappiamo Cuba e' piena di gente che ha piu' di una abitazione.

Lo stato ha bisogno di soldi,la situazione e' quella che e'....di conseguenza sara' consentita la compravendita LEGALE di immobili.

Non ho capito bene se la proprieta' sara' definitiva o temporanea (decine di anni) ma resta il fatto che esistera' finalmente un atto di acquisto e uno di cessione vero e proprio.

Cosa importantissima,questo atto di proprieta' fara' si che il proprietario potra' agghindarsela come vuole,mi spiego meglio...se dietro al cubano...o piu' probabilmente alla cubana c'e' uno yuma questo non sara' piu' motivo di rapaci attenzioni da parte di gente del Partido o di sportivi che anelano a barbarsi il tutto.

A PP non si contano piu' le case messe a posto dsa streanieri e requisite a causa di una leggina sconosciuta....

Non ho dato una spiegazione molto tecnica ma ci siamo capiti.

Lo stato fara' un po' come Tecnocasa,l'intermediario, presumibilmente rifilando un imposta sia a chi vende che a chi compra...

Se ci saranno novita' le leggerete qua' sul blog.

UNA PRECISAZIONE


Qualche piccola precisazione visto che ho letto questa sera altrove alcune cose.....

Intanto aggiungo qualche link fra quelli che consiglio di seguire,quello del barrio visto che ospita i miei scritti e quello di 5 Avenida.

Un saluto a Tio Gigi...e un ringraziamento....lui sai perche'.

Saluto Gente di Cuba e mi fa davvero piacere che il forum cresca e prosperi.

Il fatto che io non ci sia piu' non muta di un centavos i miei rapporti personali con i tanti amici del forum,con alcuni ci si sente mentre con altri lo faro' nei prossimi giorni con piu' calma.

Ho lasciato perche' non ho piu' il tempo per seguire tutto ed e' meglio in questo caso passare di mano.

La precisazione riguarda alcuni cose che ho letto su ban passati e riabilitazioni assortite.

Tutte le decisioni prese fino al giorno della mia uscita sono state COLLEGIALI con l'altro amministratore,come e' stata collegiale la gestione che infatti ha fatto si che oggi Gente di Cuba sia il solo forum deidiotizzato nel senso che lo abbiamo tenuto al riparo dagli idioti.

Poi si possono fare scelte differenti,cambiare,modificare ecc...e' nella piena facolta' di chi attualmente regge il timore l'importante e' non prendere le distanze da cio' che e' stato fino a ieri che che ha portato il vascello lontano dalle secche.

Cio' e' potuto accadere grazie non a posizioni ponziopilatesche ma a una linea condivisa decisa insieme e salvaguardata.

Quando si decide una rotta per mantenerla puo' succedere che occorra metterci la faccia e farsi qualche antipatia ma se si hanno spalle larghe sono piccole cazzate,cio' che conta sono solo i risultati.

Anche perche' non e' che Ponzio Pilato sia andato sulla luna o abbia scoperto la penicellina.

Ha ammazzato Gesu' Cristo.

Questa era solo una precisazione che in tempi di revisionismo mi sentivo di fare.

Rinnovo il saluto a tutto il forum e auguro a tutti la migliore delle navigazioni.

Sapete,se volete,dove trovarmi



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IL VIAGGIO DI SEVEGNINI


19 aprile, Monaco di Baviera-Bolzano

Mesi fa, su invito del Goethe Institut di Roma, abbiamo deciso di scendere in treno da Berlino a Palermo. Causa nuvola islandese, ora mezza Europa fa cose simili: con meno buonumore, ovviamente. Perché deve. Noi vogliamo. Per molti viaggiatori, in questi giorni, la scelta ferroviaria è una necessità; per noi resta un piacere.

Finora, bisogna dire, ci è andata bene. Meglio che ad Angela Merkel, alla squadra del Barcellona e ad altre migliaia di personaggi meno noti costretti a dormire negli aeroporti. Al massimo abbiamo perso un treno (Mark, ieri) e rovesciato un portacenere (io, oggi).

La giornata, a Monaco di Baviera, è cominciata bene. La mia cameretta psichedelica all'Hotel Fleming di Schwabing s'è rivelata un ottimo set televisivo, e il luogo ideale per spiegare lo spirito tedesco (sezione business). Poi, per la gioia maschia di Gianni e la femminile curiosità di Ugo, spieghiamo la differenza tra das Frühstuck tedesco e la prima colazione italiana.

Alle dieci, con un ritardo che aumenta costantemente scendendo verso sud, usciamo a spasso per Monaco. La città che ho conosciuto nel remoto 1978, e poi rivisto spesso, è piacevolmente meridionale: il nordico Mark - è nato a Flensburg, praticamente in Danimarca - osserva la confusione delle strade con divertimento, e insiste per portarci buttarsi dentro foreste di asparagi dietro Marienplatz (leggete il suo blog sul sito del Goethe, link qui di fianco: c'è in italiano e in tedesco).

A proposito: una lettrice ci ha scritto “Ma voi mangiate solo salsicce?!”.No: anche Weißwürste. Questi delicati insaccati bianchi - spiega Mark, di cui sto scoprendo il lato didattico - devono essere consumati prima di mezzogiorno. Lo imponeva un'antica norma, per motivi igienici; e imponeva che ai contravventori venissero tagliate le dita. Mi guardo in giro ma vedo solo bavaresi con le mani al completo. A scanso d'equivoci, noi ingurgitiamo il dovuto da Spöckmeier alle 11.55. M'impongo nella gara di spellamento veloce: la considero una vittoria in trasferta, ma mi trattengo dal festeggiare.

Alle 13.31 lasciamo questo interessante sud (tedesco) per scendere al nord (italiano). Alla stazione (Hauptbahnhof), la polizia chiude l'accesso ai binari proprio davanti a noi: c'è un allarme-bomba. Mark però non si allarma (anche perché è scomparso con la scusa di imbucare una cartolina). Lo vedo più allarmato quando, davanti al treno, appare a sorpresa il padre Günter, che di mestiere fa l'attore e vive qui a Monaco. Recita anche in Totart, una sorta di Montalbano teutonico. Nella circostanza Spörrle Sr fa il papà: ci consegna barrette di muesli e provviste d'acqua. Ma noi non dobbiamo attraversare le Alpi come Annibale: c'è un treno austriaco.

Fermata a Innsbruck, salgono i colleghi della RAI di Bolzano venuti a studiare la strana coppia italo-tedesca (o a vedere Ugo?). Al Brennero acquisto la “Gazzetta” per prepararmi alla giornata di domani. A Bressanone i ragazzi gridano a un volume impercettibilmente superiore a quello di Monaco, e decisamente più alto che a Berlino. Infine, Bolzano.

Mark esce nel sole, annusa il vento e grida estasiato: “Die Luft! Die Luft!!, l'aria, l'aria!.

Ecco, ce ne siamo giocati un altro.

RIENTRATO ALLA BASE


Rieccomi a casa dopo questa brevissima vacanza passata piu' che altro a smaltire il fuso che a fare altro.

Come sempre mi accade in una vacanza di pochi giorni ho piu' spunti da raccontare rispetto a una di svariati mesi.

Se ti fermi a lungo ti lasci prendere dal sentido generale,sei meno ricettivo e cogli meno gli aspetti importanti mentre in questi pochi,ma intensissimi,giorni ho immagazzinato molte cose che nei prossimi giorni vi raccontero',iniziando dal viaggio vero e proprio.

Ci sono alcune novita' importanti e alcune cose che presto lo diventeranno,ho assistito alle elezioni e patito un caldo bestia.

In generale le cose vanno come sempre,la gente tira a campare senza grosse illusioni,rispetto al passato oggi si lamente a voce un po' piu' alta ma nulla di piu'.

Ho passato tutti e 5 i giorni con la stessa persona,cosa per me assai rara,ma non rimpiango questa scelta,c'erano parole da spendere,situazioni da affrontare e in generale,visto cio' che professionalmente sabato andro' a iniziare,si trattava di spostare qualche paletto piu' in la'...

Ho rentato lo scooter,costava 18 al giorno per 5 giorni ma....con 50 cuc mi sono tolto la paura....essere un minimo introdotto a qualcosa deve pur servire.

Non siamo riusciti a trovarci col Seba per i suoi impegni,ma sara' per la prossima volta.

Nelle tiendas ho notato qualche prodotto in piu',pochi yuma vista la baja temporada ma movimento notevole,come dicevo questa volta mi sono limitato a guardare....

Piu' tardi inizio a scrivere qualcosa tanto si dormira' poco e domani e' una giornata campale....

venerdì 23 aprile 2010

RAPIDISSIMO SALUTO

Un rapidissimo saluto da Las Tunas

Al final sono riuscito a partire per ben 5 giorni di vacanza,2 se le e'barbati el vulcan maldido.

Qua'siamo rigorosamente sopra i 30 gradi,fa un caldo bestia....

Vacanza velocissima,non ho quasi tempo per nulla,ieri giornata al mare e oggi piscina.

Vacanza con la fanciulla e basta...non cé'tempo per altro.

Fra láltro ogni volta che vengo devo fare il giro dei saluti,non sia mai che si sappia che ero qua'e non ho salutato gli amici.

Fra sole a bestia,la corsetta serale e la fanciulla arrivo alle 10 di sera che casco dal sonno,fra láltro stando cosi'poco resti con gli orari europei.

Ho lo scooter ,e'una figata ma sto'cazzo di casco con il caldo e'da paura...

Vi raccontero'tutto al mio rientro lunedi',in genErale tutto come al solito,negozi un po'piu'pieni e gnocca in po'piu'...presente.

Statemi tutti bene e a presto

MILCO

lunedì 19 aprile 2010

IL VIAGGIO DI SEVEGNINI


Weimar-München, 18 aprile
Scritto da: Beppe Severgnini alle 18:50
Fulda, cambio treno. Veniamo da Weimar (carrozze strapiene) e proseguiamo per Monaco di Baviera (vagoni prevedibilmente affollati). Devo scrivere, la batteria del Mac è a zero. Arrivo trafelato in carrozza - seconda classe, Mark considera la prima una debolezza morbosa - e cerco un posto con una presa elettrica. Miracolosamente, lo trovo. Annuncio felice a Ugo - interprete, traduttrice, organizzatrice - che posso lavorare. Mentre lei sorride con gli occhi azzurri, scopro che nella presa non c’è corrente. Panico. Si avvicina uno sconosciuto che mi suggerisce d’infilare una matita vicino alla presa, “in modo da risettare i fusibili”, spiega. Funziona! Che Paese: magari non ti lasciano fotografare lo zerbino di Goethe (vedi poi), ma piazzano ingegneri elettronici in seconda classe per aiutare il popolo dei viaggiatori.

Altre lezioni della giornata ferroviaria (e non solo):

- Mark dovrebbe guardare ogni tanto l’orario dei nostri treni, visto che in Germania conduce lui. Alle 13.09, orario di partenza indicato sul biglietto, siamo in una piazza di Weimar alle prese con giganteschi Rostbratwurst. Perdiamo il treno per Fulda, la coincidenza per Monaco e tutte le prenotazioni. Causa domenica e Islandwolke (nuvola islandese) i treni sono un delirio. L’unico contento è Gianni con la telecamera: Mark e Beppe che sprintano per le stazioni, rischiando di spazzar via intere famiglie turinge, sono immagini indimenticabili.

- sui treni tedeschi non suona UN cellulare! Per rispetto, la gente li tiene spenti. Quando andremo da Milano a Lamezia sarà il Festival della Suoneria. Porterò un tranquillante per Herr Spörrle.

- Weimer è il sogno erotico di chiunque abbia letto più di cento libri in vita sua, ma offre anche altro. Come annunciato, intervistiamo lo chef riminese Marcello Fabbri nel giardino del ristorante “Anna Amalia” dell’albergo Elephant. Simpatico, ma far parlare un cuoco è come far cucinare me: la sua specialità è un’altra.

Ore 18. Stazione di Augsburg, manca solo mezz’ora a Monaco. Mentre Mark è in giro con Gianni per riprese sul treno - e finirà per farsi arrestare - filosofeggio con Ugo sulle prime nuvolette bavaresi. Ma che importa: i compagni di viaggio sono deliziosi e il cielo a Weimar, oggi, sembrava laccato d’azzurro: sorridevano anche i busti di Bach e i cavalli della nostra carrozzella (non le signore della Goethe Haus). Die Islandwolke, la nube islandese? E’ come Ugo nei nostri video: chi l’ha vista?