lunedì 24 maggio 2010

LA BRASILIANA



15/11/2007

Parlo di un paio di anni fa,un lunedi' mattina in quel di Tunas.

Era ancora in voga la mitica terrazza sul parque di cui parlo in un altro topic.

Saranno state le 11 ero gia' stato in palestra,faceva un caldo becco e mi ero rifugiato lassu' per una birrettina fresca.

C'era il solito movimento in piazza e da lassu' controllavo se c'era qualcosa di commestibile.

A un certo punto arriva una fanciulla,carina,biondina,ben fatta e si siede sola in un altro tavolino accanto al mio.

Eravamo solo noi 2,lei ordina una bucanero.

la guardo,il viso e' caraibico ma c'era qualcosa che non quadrava,non saprei spiegarlo....non quadrava in una cubana giusto per capirci.

La guardo e le sorrido,lei ricambia il sorriso....e anche li'....algo non me quadra...

Mi guardava ma non col classico sguardo da jine,tanto per capirci come il pitone guarda il topolino appena messo nella teca....

Le faccio cenno se posso sedermi con lei e in tutta risposta sposta la sedia in fuori per permettermi di sedermi.

Ci presentiamo....infatti e' brasiliana.

Studentessa di medicina era a Cuba da 6 mesi e non ne poteva piu',voleva tornare a casa sua mi pare nel nordeste.

Mi ha raccontato che pagava tutto Lula,o meglio l'erario brasiliano e che al termine voleva esercitare dalle sue parti.

Abbiamo chiacchierato per un paio d'ore e poi le ho chiesto se voleva vanire a cena con me,un approccio molto europeo e poco cubano.

Siamo andati a mangiare a casa di Luis,la migliore cucina di Tunas e poi a bere al ranchon.

Mi ha raccontato che dopo un periodo "cubano" ora si era un po' stufata e stava quasi tutto il tempo con le colleghe di studio brazilere.

Era stufa di Cuba e dei cubani a suo dire "scrocconi e prepotenti".

Ha passato la notte da me e il giorno dopo e' andata via senza che si parlasse di come e quando rivederci.

Se capitava ok altrimenti andava bene cosi'.

E' andata bene cosi'....

Brasile: qui tutti hanno vissuto lontano da casa


Seduto a un tavolino in una piazzetta a Lençóis, Chapada Diamantina, Bahia, Brazil. Sorseggio un guaranà, non ho fretta, non sono stanco, non sono in pericolo e posso finalmente scrivere qualcosa di più ragionato e più ordinato. Lençóis è una città molto turistica, ma anche molto piccola. Quindi molto ricca! Per lo meno stanno tutti bene, nessuna favela, nessun mendicante senza gambe o senza altro. Questo potrebbe rendermi più difficile l’arduo compito dello scrittore che riflette, elabora e scrive. E invece proprio questa tranquilla cittadina mi suscita riflessioni e mi ispira sensazioni forti su ciò che avevo visto a Belo Horizonte e poi a Salvador.

Guardo negli occhi una ragazza scura, del posto, con lineamenti molto marcati, e penso alla sofferenza che ha potuto provare questo popolo.

Dinho, un nostro amico brasiliano, parlava di saudade e tristezza tipicamente brasiliana, dovuta al fatto che qui tutti hanno vissuto lontano da casa. I portoghesi avevano saudade del Portogallo; gli indios saudade della Bahia o dei posti dove vivevano, essendo stati tutti spostati nell’entroterra, nel Mato Grosso; gli africani avevano nostalgia dell’Africa. Un paese pieno di persone tristi!

Ma non è solo questo. Anche gli Stati Uniti hanno “indiani”, africani e inglesi. Però loro sono rimasti così, distinti, separati, quindi hanno tre tipi di tristezza diversi. Forse perché gli inglesi sono più razzisti e schizzinosi dei portoghesi, o forse perché loro erano mezzi preti mentre i portoghesi mezzi puttanieri.

Sta di fatto che qui si sono “mischiati” e anche le tristezze si sono mischiate. E si vede! È la stessa differenza che ci può essere tra un vecchio di ottanta anni con alle spalle una vita di difficoltà e sofferenze, e un vecchio, sempre di ottanta anni, con alle spalle una vita di difficoltà, di sofferenze e in più una guerra.

La guerra di questo popolo è stata quella di perdere le proprie radici, di spogliarsi e schiavizzarsi al servizio di un altro. Il vecchio, nero o indiano, americano si è schiavizzato ma non si è spogliato. Questa è la differenza tra i due vecchi. Qui non c’è razzismo, non c’è freddezza, non c’è egoismo, come negli Stati Uniti. Qui c’è cordialità, allegria, calore. Si parla, si scherza, si balla, si ospita gente, si gioca a palla per strada. Negli Usa, no!
Qui, però, dietro a tutto questo, c’è un senso profondo di sradicamento, di malinconia, di saudade. Incurabile. Quindi di pessimismo. Un pessimismo cosmico, profondo, non quotidiano. Vivono la giornata allegramente, ma la vita tristemente, senza ambizioni, senza aspettative. In America avviene l’esatto contrario. Perché non hanno fatto la “guerra”…

Perciò qui è difficile una rivoluzione, un cambiamento. Poi va aggiunta la mancanza di scolarizzazione, di cultura, di educazione, l’ignoranza completa di tutto, e quel cocktail di samba, calcio e Dio, il disegno di Dio, perché qui tutto quanto, se va così, è perché l’ha voluto Dio, è un suo “volere”.

Ecco, sulla visione fatalistica della vita si potrebbero riempire pagine di questo diario. Quanto rende tutto più difficile privarsi delle responsabilità delle proprie scelte. A volte privarsi delle scelte, abbandonarsi alla prima cosa che si presenta davanti, perché, se si è presentata, era un progetto.

Sfidare l’uomo e la sua ignoranza si può, sfidare Dio e i suoi disegni, non so!

Per questo motivo la rivoluzione, il cambiamento non devono e non possono partire da qui. Ma devono e possono partire da noi, dall’Europa, dall’Italia, dall’Occidente. È dall’interno che va fatta politica, lì dove c’è il cuore del cancro, e non dove ci sono gli effetti, le metastasi.

Qui si può solo medicare, aiutare, piano, a non soffrire. Solo quello. Perché il resto vuol dire far male.

CARNAVAL A CUBA


In tanti anni di Cuba non mi era mai capitato di vedere un carnaval,le date di quello tunero non combaciavano mai con le mie vacanze,quest'anno pero' lo hanno spostato in avanti a causa della morte di un eroe della Revolucion e quindi quando a meta' settembre sono arrivato a Las Tunas per i primi 2 mesi ho potuto vivere gli ultimi giorni del carnaval.

Una bella mierda....

Intere famigliole ubriache ad ogni ora del giorno e della notte,gnocca sola poca per paura di mbriaghi allo stato brado,gente che pisciava dappertutto,musica da schifo....mah mi sono detto se il carnaval e' questo allora in questi anni non mi sono perso nulla.

Poi una sera con la mia bella in scooter siamo andati al carnaval di Callixto,a 13 km da Tunas ed e' steto tutto un altro viaggiare.

Intanto i megacarri con gnocca danzante,poi chioschetti per mangiare ovunque,una sorta di festa dell'Unita' caraibica con tanta musica e tanti colori.

Policia all'erta e poca borrachera,tutti si comportavano come si deve e nessuno dava di matto.

Ho come avuto l'impressione che al campo il carnaval sia molto piu' sentito rispetto che in una citta',la gente,forse perche' ha meno occasioni por gozar durante l'anno,si diverte davvero e per farlo non ha bisogno di bere fino a pisciarsi addosso.

Forse la vera dimensione del carnaval cubano e' il campo,almeno io ho avuto un impressione simile

ANNI FA....


10/10/2007

La conobbi il penultimo giorno di una vacation tunera col mio Hermano Stefano,lei era amica della novia di un temba torinese conosciuto da Stefano al parque la prima settimana (io avevo fatto solo la seconda) ed era venuta cena con noi.

Era l'ultimo periodo in cui le fanciulle non potevano entrare nelle case se non sposate,quindi parlo di oltre 3 anni fa,era una vaanza di una sola settimana e ci avevo dato giu' come un riccio quindi quella sera ero anche un po' stanco.

Francamente pensavo interessasse a Stefano,ma ho avuto la sensazione che il primo dei due che si fosse fatto avanti grossi problemi non ne avrebbe trovati.

Bianca,capello molto corto,carnagione nord europea su una faccia caraibica,minigonna ascellare e stivalazzi da rodeo.

Tette zero e visto che ho piu' volte manifestato il mio gradimento per la quinta taglia potete capire come la cosa fu insolita.

Anche un po' mascolina come modo di fare,ma indubbiamente un bel tipo.

Fra l'altro era gia' stata in Italia,a Torino quando aveva solo 18 anni,3 mesi e poi via senza rimpianti sopratutto del tipo che fra l'altro in modo abbastanza casuale ho conosciuto a una cena fuori dal capoluogo piemontese,a cui aveva prosciugato avidamente la visa.

Quando la conobbi aveva 22 anni ora gira intorno ai 25.

Volevamo andare in disco ma era pure il periodo in cui cagavano il cazzo se le fanciulle erano scollacciate e lei che aveva il culo di fuori non la fecero entrare.

Cosi' andammo nella mia illegal,Stefano stava dalla buonanima di Ramon e cosi' Ramon stesso mi aveva piazzato da una sua amica,una trentenne a cui in quella settimana tirai pure un paio di colpi.

Non ero proprio ingrifatissimo,non era il mio tipo,non lo era fisicamente e il fatto che parlasse un discreto italiano un po' mi indispettiva.

Mai preteso di essere il primo ma quella pagina mi sembrava gia' un po' troppo scrita.

Comunque feci del mio meglio e contrariamente alle mie previsioni fu una notte spettacolare con numeri circensi....non mi aspettavo molto e invece mi ritrovai nel letto una specie di belva famelica che mi ribalto' come un pedalino sporco.

Visto che andavo via fui particolarmente generoso per gli standard tuneri.

Una volta rientrato in Italia iniziarono ad arrivare sue mail,solite cose...una notte fantastica...mai si era sentita cosi' con uno yuma...insomma cosa classiche che si dicono a chi si vuole accalappiare.

Poi inizio a chiedermi se le inviavo degli stivali e una cintura...al che le spiegai che non ero l'UPIM e che una trombata,pur se notevole,non mi coinvolgeva al punto di ergermi a sponsor della situazione.

Fece una retromarcia spettacolare spergiurandomi e giurandomi che avevo frainteso,che lei non era come le altre ecc....il solito canovaccio.

Comunque ogni volta che tornavo a Cuba passavo qualche giorno e qualche serata con lei,ne valeva sempre la pena,ma senza mai permetterle di mettere il cappello sulla sedia.

E arriviamo all'estate scorsa,ci si era un po' persi,io ero in giro per l'Italia in piena stagione e a Cuba proprio non ci pensavo.

Ero come al solito in coda,nei pressi di Bologna quando mi squilla il telefono...."ciao sono io...sono in Italia".

Per farle corta aveva sposato un tipo del nord e viveva.....al nord.

Mi fece subito capire che era un matrimonio giusto per uscire da Cuba e che del marito non poteva fregargliene di meno.

Mi racconto'di un cinquantenne da svezzare succube della madre che abitava nella porta accanto e praticamente viveva a casa loro.

Ma c'era un lato positivo...era pieno di grano.

Grano che pero' centellinava (evidentemente proprio del tutto tonto non era....) sopratutto nei suoi confronti.

Mi propose di vederci in un motel delle sue parti ma declinai l'invito primo perche non potevo lasciare le strutture fino a settembre e secondo perche' non mi piacciono queste storiacce da motel,se devo zufolare una sposata lo faccio a casa mia e non in un cazzo di motel lurido.

Le dico che partivo il 28 settembre per Cuba e lei prenota il suo comunque programmato rientro lo stesso giorno e lo stesso aereo.

Continuiamo a sentirci per tutta l'estate e il tempo di ritrovarci si avvicinava,e' bello mentre ti fai il culo sapere che presto una bella cubana ti togliera' la ruggine di dosso.

Arriva il giorno della partenza,solito rito con l'auto al solito parcheggio e l'arrivo in aeroporto in pulmino.

Sorte vuole che in area gruppi a ritirare il boleto arriviamo nello stesso momento e siamo praticamente accanto,inforco occhiali e ipod facendo finta di nulla do' un occhiata al marito che l'accompagnava.

Un gordo intorno alla quintalata con la faccia da nerds e il pantaloncino al ginocchio...eravamo quasi a ottobre.

Faccio finta di nulla spalla a spalla con lei che nel frattempo si e' fatta un taglio cortissimo e sta' da Dio.

Vedo che col marito e' tutto un rispondersi brusco e un trattarsi male,ma non avevo molti dubbi,lei sta' tornando a Cuba e riappropiandosi della sua liberta'.

E il rubio e' a pochi metri......

Lei entra prima al gate,saluta il gordo,dopo 2 persone entro io, appena siamo al di fuori dello specchio visivo di chi resta mi butta le braccia al collo infilandomi una classe di linguaccia in bocca fra i sorrisini di alcuni bandoleros partenti che cose simili sicuramente ne avevano gia' viste.

Passiamo un po' di giorni insieme,se non vado al mare di giorno lei torna al paesello e di sera,sempre in taxi,ritorna a Tunas per passare la notte con me.

E' carica di soldi oltre a quelli del marito ci sono il frutto di tutto quello che ha portato per vendere,spesso vuole pagare lei,io non sono d'accordo ma lei vuole dimostrarmi che e' oramai italiana....e io la lascio fare...per una volta che capita......

Iniza pero' a fare un po' la gelosa e sbaglia un paio di uscite sopratutto con uno come me,col marito sono continui litigi telefonici,gli ultimi 2 giorni evito di vederla.

Dopo 15 giorni in Italia mi manda un sms dove mi chiede soldi...in prestito fino a quando il marito non arrivava.

In realta' sapevo bene che il marito non l'avrebbe riportata in Italia e che lei,finiti i liquidi,stava annaspando inevitabilmente verso l'antico mestiere.

Non volevo avere niente in sospeso e visto che lei aveva speso parecchio di taxi e la sera con me le mando 150 euro tramite un amico che partiva.

Ma e' stato il mio ultimo gesto con lei,non ho mai piu' risposto ai suoi sms,ne' ho voluto averne a che fare quando a febbraio si e' presentata a casa mia a Tunas.

Discorso chiuso.

Mi hanno detto che ora vive a Puerto Padre con un cubano....mah.....

PARANOIE ITALIANE


Questo e' stato il primo vero week end estivo di gran sole,da me in montagna il paesaggio e' splendido ma come spesso accade in giorni cosi' belli veniamo assaliti da orde di saraceni provenienti da Torino con i loro vitelli tonnati,le loro insalate russe e le loro orecchiette fredde.....

Visto che sono poco piu' che animali si accampano ovunque e poi lasciano porcherie,rifiuti e schifezze assortite come si usa in questa merda di paese che e' oramai l'Italia.

Chi ha la seconda casa in Liguria si mette in macchina venerdi' pomeriggio per stare in riviera fino a domenica dopo pranzo,di media si sciroppa 7/8 ore di coda in autostrada....

Personalmente evito come la peste di spostarmi in questi giorni,al mare ci lavoro,in montagna ci vivo,a Cuba ci vado....meglio ci andavo tot mesi ogni anno.....non ho alcuna esigenza di mischiarmi a questa canea urlante che si riversa sulle strade in giorni simili.

Parlo di lunghi spostamenti.

E' curioso come per "divertirsi" la gente si sottoponga a stress simili e qua' ancora una volta il paragone con Cuba e' impietoso.

Qui' occorre caricare la macchina di ogni ben di Dio,fare code draconiane,aprire inutili case,sopportare tardone scassacazzi e godersi poco e male il tempo che abbiamo.

A Cuba se devo andare al mare metto 2 cose in uno zainetto,passo a prendere una gnocca da blocco coronaico,me la carico dietro sullo scooter e via....

Mangiare non e' un problema,l'orario neppure e di code neanche l'ombra...

Chiaro che sono cose scontate ma il poter vivere in serenita' e senza stress e' una cosa che scontata non lo e' di certo.

Ogni tanto vedo a Cuba gente agitata,che ha fretta che si muove come se lo aspettasse qualcuno in cima al mondo...beh...questa fretta e queste paranoie dedichiamole all'Italia,Cuba e' divertimento e' bypassare problemi per vivere sereni e sopratutto e' vivere in equilibrio con la nostra parte migliore che se entra in contatto con la parte migliore di una mulatta da urlo...ne trae sicuramente giovamento.

UN GRANDE E...UN PICCOLO EVENTO


In questo fine settimana ci sono stati 2 eventi calcistici importanti,ovviamente per me.

La splendida vittoria dell'Inter in Champions e il raggiungimento dei playoff da parte del mio Toro.

Sulla splendida vittoria interista e' gia' stato detto tutto,ennesima vittoria meritata di una squadra vera con un allenatore fantastico.

Mou andra' via e fa bene,ha vinto tutto ed e' il momento perfetto per cercare nuove battaglie da vincere.

Un capitano di ventura finita la propria missione,vittoriosamente,deve ritirare il compenso e cercare altrove nuove sfide.

Per molte persone questa e' una vera e propria religione,e' una cosa di mantiene in vita che ti fa sentire pronto in ogni momento.

Auguri fantastico portoghese.

Il mio Torello e' arrivato a giocarsi i playoff,a gennaio era un obiettivo quasi impossibile poi Petrachi ha rivoltato la rosa come un calzino e c'e' stato un momento in cui si e' pensato anche alla promozione diretta ma sarebbe stato troppo.

Oggi Bianchi ha sbagliato 2 gol pazzeschi,e' un mese che latita ma e' un anno che ci mantiene vivi e c'e' solo da sperare che si sia risparmiato per le prossime partite.

Non sono proprio al massimo dell'ottimismo perche' obiettivamente il Cesena e' piu' forte di noi e temo che dovremo giocare in trasferta i ritorni sia della semifinale che dell'eventuale finale...ma siamo il Toro e ci dobbiamo credere.

Ojala......

domenica 23 maggio 2010

L'ALBERO DELLA CUCCAGNA DELLA SANCHEZ


La voce all’altro capo della linea mi detta un testo che sarà pubblicato nel blog Voci tra le sbarre (http://vocescubanas.com/voztraslasrejas/). È Pedro Argüelles dal carcere di Canaleta che scambia con me alcune idee sugli attuali colloqui tra la Chiesa e il governo cubano. Tema difficile da affrontare con un prigioniero che potrebbe illudersi troppo di fronte a frasi eccessivamente ottimiste e finire con le sue aspettative frustrate. Possiedo poche informazioni, lo confesso, i media ufficiali hanno mostrato solo brevi immagini dell’incontro tra il Cardinale Jaime Ortega e il Generale Raúl Castro, senza rivelare gli argomenti in discussione. Ma - mi azzardo a dirlo - per strada si vocifera di negoziati per liberare prigionieri, confermati dalle autorità ecclesiastiche durante una conferenza stampa alla quale non sono stati invitati né i giornalisti indipendenti né i blogger.

L’argomento da un lato mi fa piacere e dall’altro mi lascia con la bocca amara. Pare di vedere un tavolo che cerca di stare in piedi su due zampe, mentre proprio alla terza (http://convivenciacuba.es/content/view/50/59/) - esclusa o ignorata - dovrebbe toccare il maggior peso nelle decisioni. Ogni volta che non viene convocata un’importantissima parte della nazione composta da gruppi e associazioni della società civile ci troviamo di fronte a una discussione limitata. Un argomento che riguarda militari e cittadini, cattolici e atei, sostenitori del regime e anticonformisti non dovrebbe essere discusso solo tra uniformi e mantelli cardinalizi. In questi incontri brillano per la loro assenza i portavoce di una parte ferita di Cuba che ha figli, coniugi e genitori condannati per motivi politici. Come si può intercedere per il danneggiato senza dargli la possibilità di esprimersi, senza permettergli di essere rappresentato nel luogo dove si parla della sua sorte? Pedro, Pablo e Adolfo mi chiameranno ancora. Non so che dire su questi incontri che si svolgono a porte chiuse, sui misteriosi accordi che stanno concludendo. Desidero così tanto che i loro nomi siano compresi nell’elenco di coloro che potrebbero ricevere una “licenza extrapenale” che mi lascio cullare dalla speranza. Malgrado ciò, non dobbiamo farci ingannare.

L’esercizio della libera opinione è ancora una figura delittuosa nel nostro codice penale e le persone che usciranno di galera saranno considerate un elenco di colpevoli. Grazie all’operato della Chiesa come mediatrice, anche le autorità cubane dovranno ascoltare tutti i loro cittadini, incluso gli oppositori. Le persone che manifestano posizioni critiche non sono ritenute degne di partecipare al dialogo e per questo motivo oggi il tavolo può contare soltanto su due punti di appoggio. Varie zampe potrebbero dargli l’equilibrio della diversità, ma bisogna che vengano riconosciute e che le lascino esistere.

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Intanto la chiesa dovrebbe occuparsi in primis dei tanti pedofili in tonaca,non necessariamente nera,che manda in giro per il mondo poi e' curioso come anche la notizia di eventuali negoziati (gia' me lo vedo Raul che "negozia" con un baciapile....) non soddisfi la nostra indefessa fanciulla.

Ma a tutto c'e' un perche'...se qualcosa cambia davvero...a cosa servira' poi una come la Sanchez?

Finiranno i bonifici?

Cadra' l'albero della cuccagna?

Molto molto meglio che tutto rimanga com'e'...meno l'ammontare di quattrini sul suo conto corrente....

I DISASTRI DI MINZOLINI


Sarà pure un “direttorissimo”, come lo chiama Silvio Berlusconi nelle intercettazioni di Trani, ma il suo Tg1 non va proprio bene. Augusto Minzolini ha visto infatti il suo telegiornale calare vertiginosamente gli ascolti e perdere circa un milione di telespettatori. Più d’uno accusa il direttore di sfornare una informazione troppo allineata col governo e di dare un taglio troppo leggero al suo notiziario. Senza considerare l’epurazione dei giornalisti contrari alla sua linea che ha coinvolto anche alcuni volti molto stimati del Tg. Adesso – come sostiene oggi Repubblica – arriva pure la condanna dei dati Auditel ad aumentare il livello delle critiche che piovono sul berlusconiano Minzolini. Dati che saranno presentati al Cda della rai dal consigliere Nino Rizzo Nervo lunedì prossimo.Dati preoccupanti – Secondo le anticipazioni i dati si riferiscono agli ultimi 5 anni di gestione del telegiornale della prima rete. Quello che colpisce subito è che in questo periodo l’edizione delle 20 di Minzolini ha perso un milione di ascoltatori rispetto, per esempio, al primo anno del Tg condotto da Gianni Riotta (2006-2007). Se poi si prende in considerazione lo share si è scesi sotto i 7 milioni di spettatori. Ma i dati sono preoccupanti per tutte le edizioni minzoliniane. Al mattino (Tg delle si sono persi 220mila spettatori, realizzando una flessione del 6%. Mentre l’edizione delle 13,30 ha visto sparire 348 mila utenti.Il Tg5 incalza – Questa situazione rischia di portare presto alla sconfitta nella competizione col concorrente Tg5 che è in netto avvicinamento. L’analisi dei dati evidenzia, inoltre, che il crollo di ascolti è da imputare al telegiornale e non alla rete. Fino al momento immediatamente precedente la messa in onda del Tg1, infatti, Rai1 perde molto meno, in termini di video ascoltatori di quanto non faccia il notiziario.Rizzo Nervo: “L’azienda non può continuare a far finta di niente” – Per quanto riguarda lo share, sceso sotto il 30%, i dati dal primo aprile sono altrettanto negativi. Alle 13,30 il Tg1 si attesta al 27,66%, alle 20 non supera il 27,05%. Un’analisi sulle fasce di età ha poi consentito di stabilire che il rifiuto crescente per le edizioni made in Minzolini riguarda tutti, dai giovanissimi agli anziani. E la situazione non è rosea nemmeno se si parla di titolo di studio. Si allontanano dal Tg1 sia i laureati (-6% alle 13) che i telespettatori con semplice licenza elementare (-3% alle 20). Non è quindi tenero nei confronti del direttorissimo il consigliere Rai Rizzo Nervo, pronto a sottolineare come, negli anni passati, quando si scendeva sotto la soglia del 30% di share si parlava apertamente di sconfitta. “Capisco l’atteggiamento di conduttrici come Tiziana Ferrario e Maria Luisa Busi e ne apprezzo il coraggio”, ha detto Rizzo Nervo. “Per i suoi contenuti e parzialità il telegiornale della rete ammiraglia non è più il telegiornale di riferimento di tutti gli italiani e l’azienda non può più continuare a far finta di niente”.

SEVERGNINI


Caro Beppe,
spero tutto bene nella vecia Milan. Bangkok, la città degli angeli, è stata messa a ferro e fuoco. I disordini non sono ancora stati sedati e il coprifuoco durerà ancora qualche giorno. Durerà invece molto di più il conflitto interno. Il Paese è diviso in due non solo dal colore delle magliette, ma da ciò che il colore rappresenta. Giallo filo governativo, borghese e cittadino. Rosso filo opposizione, povero e contadino. Poco importa se da una parte ci sta Abhisit e dall'altra Takhsin, hanno infatti perso entrambi e ancora una volta saranno i militari a intervenire. In tutto questo la cosa più preoccupante è il silenzio dell'amatissimo re ammalato che nulla può fare per riunire il suo popolo. Bangkok e la Thailandia stanno vivendo un difficile momento e probabilmente il peggio deve ancora venire. Salutoni dal sud-est asiatico.
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Grazie dell'opinione. Anch'io penso molto a Bangkok, in questi giorni. Mi colpisce come le società asiatiche - basate sul consenso e la tradizione - siano capaci di queste eruzioni di violenza sconvolgente. Non accade solo in Thailandia, è successo anche in Cina, in India e altrove. Ho scritto ad Alessandro Ursic alex_ursic@hotmail.com - Italian doc, giovane bravo collega dell'Ansa - che mi ha portato in giro per Bangkok, in ottobre, spiegandomela. Sta facendo un ottimo lavoro, in questi giorni (l'ho sentito anche su Sky Tg 24). Gli ho raccomandato - un po' paternalisticamente, lo ammetto - di essere prudente. Lì ad Hanoi invece tutto tranquillo? Conto di tornarci, in autunno (quando esce il libro in vietnamita).

Il prezzo della Mercedes


Dopo aver strillato al complotto, alla truffa, al pericolo per la democrazia, Mercedes Bresso ha ritirato il ricorso contro la vittoria del suo rivale Roberto Cota nelle recenti elezioni del Piemonte. In cambio la Lega si è limitata a togliere il veto alla conferma della signora nel prestigioso incarico di presidente del Comitato delle Regioni europee. «Ho accettato la mediazione raggiunta per consentire a uno svelenimento dei rapporti nell’ottica di un reciproco riconoscimento», ha spiegato Bresso in una neo-lingua dai significati oscuri, eppure fin troppo chiari.

Abbiamo smesso da tempo di credere che chi fa politica sia dotato di una spina dorsale più solida di quella di noi comuni mortali. Ci accontenteremmo che appagasse le sue ambizioni personali senza sovrapporle ai destini della democrazia. Una precauzione che dovrebbe valere soprattutto per coloro che chiedono il voto agli elettori di sinistra, ergendosi a paladini degli ultimi. Mai visto Robin Hood mettersi d’accordo con lo sceriffo di Nottingham. Sarà anche vero che tutti hanno un prezzo, ma la presidenza di un comitato sembra un saldo di fine stagione. Una mancia, se paragonata per esempio alla liquidazione di Sant’Oro. La prossima volta che le toccherà di «consentire a uno svelenimento dei rapporti nell’ottica» suggeriremmo a Bresso di farsi assistere anche lei dal manager di Santoro e Paola Perego, Lucio Presta. Si tratterà di un «reciproco riconoscimento».

MASSIMO GRAMELLINI

GONZALO


15/10/2007

Conobbi Gonzalo ai tempi in cui conobbi Ramon,la buonanima del mio dueno della casa de renta illegal che frequentai durante gli anni in cui se non eri sposato ti toccava trombare nei boschi.

Quando Ramon mi porto' in casa sua conobbi questo bell'uomo (ogni tanto occorre riconoscere che ce ne sono...) che era il proprietario della parte superiore della bella casa di Ramoncito.

L'aveva comperata direttamente da lui,e Ramon impego' quei soldi per cercare di uscire dal paese per raggiungere nel New Jersey padre e sorella visto che gli avevano negato il ricongiungimento famigliare.

Si pago' il passaggio per le Bahamas,ma....la sfiga impera sempre e proprio mentre era in mare Bahamas e Cuba firmarono un trattato per la restituzione alla nostra isola di tutti coloro che approdavano in quella isola di negri ricchi che appunto si erano rotti i coglioni di vedere cubani arrivare.

La casa di Gonzalo era bella,ben arredata e,ovviamente rentata illegalmente addirittura per 2 cuarti.

Ramon detestava Gonzalo,ma apparentemente erano amiconi,da Gonzalo girava bella gnocca,un paio di fanciulle di Manati' caderono pure nelle grinfie del bandolero sabaudo.

Non siamo mai stati amici con Gonzalo,e' uno che sta' molto sulle sue,sembra altezzoso ma non e' un cattivo Cristo e abbiamo passato pure qualche buona serata in disco,in compagnia di buon ron e belle femmine,quando da Ramon era occupato ho rentato alcuni giorni da lui trovandomi bene e senza avere alcun rompimento di coglioni.

Gonzalo per molto tempo e' stato responsabile della cafeteria della funeraria che e' a 50 mt dalla casa in Lico Cruz.

Per gli standard cubani e' uno che ha soldi,ed e' per questo che la bella gnocca non gli e' mai mancata.

E' sempre stato immanicato con la policia,ma credo lo fosse pure Ramon,non si spiega altrimenti come per anni la loro casa fosse piu' frequentata da yumas che l'hotel Las Tunas.

Addirittura arrivavano i pescatori e i guajiri al monte a vendere roba da mangiare,tutti sapevano....figuratevi la PNR.....

Sta' di fatto che se arrivava un controllo,e passava da Ramon(sono pure scappato una volta coi calzoni alla cacaiola....) da Gonzalo girava largo e Ramon si incazzava come un puma.

Infatti quando svaligiarono la casa dell'allora novia di Gonzalo piena di ogni ben di Dio non escludo che Ramon....non avesse le mani ben immerse nella marmellata.

Poi avvenne il fattaccio......

Il fratello di Gonzalo si imbarco' con 2 compari per raggingere gli states,pare che avesse qualcosa come 20000 dollari con se,fatto sta' che i 2 compari di fuga lo sbarcarono su un isoletta lo fecero letteralmente a pezzi fuggendo col malloppo.

Erano ancora in acque cubane e furono presi,la notizia fece rapidamente il giro della citta' e fu chiaro a tutti che quei soldi erano di Gonzalo,il fratello aveva le pezze al culo.

A quel punto iniziarono per lui i problemi,perse il posto di lavoro,prese 1000 dollari di multa per avere rentato illegalmente la casa e si salvo' da danni ben peggiori pagando con tutto quello che gli restava un giudice.

Ora se la passa decorosamente,e' uno che si rialza sempre,ma l'ho rivisto a maggio.

Invecchiato e senza speranze.

PER NON DIMENTICARE


Un esercito di 2.500 ambasciatori della legalità provenienti da tutta Italia è appena sbarcato al molo di Palermo. Ieri sera i ragazzi, studenti di 250 scuole selezionate dal ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone, erano partiti a bordo delle due navi della legalità da Napoli e Civitavecchia per partecipare alle cerimonie in occasione del 18/o anniversario dalla strage di Capaci. Ad accoglierli sul molo molti loro coetanei palermitani, che li hanno salutati con canti in onore di Falcone e Borsellino e contro la mafia.

Nel cielo sono volati centinaia di palloncini tricolore, mentre i «giovani della legalità» indossavano magliette bianche con la scritta «gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini» firmata dal giudice Falcone. Sul molo è stato allestito un palco, dal quale i ragazzi sono stati salutati dalla sorella di Falcone, Maria, dal presidente di Libera, don Luigi Ciotti e dal procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, che ha fatto la traversata in mare assieme agli studenti partiti da Civitavecchia.

sabato 22 maggio 2010

Roma: contestazione alla Artemide contro Yoani Sanchez


Roma. Contestazione alla Artemide, lazienda produttrice di lampade, che ha assunto Yoani Sanchez come testimonial per la sua campagna pubblicitaria. Da diverse settimane si legge nel comunicato - la Artemide riempie pagine e pagine di giornali con una campagna pubblicitaria, The Human Light, che ha adottato come testimonial principale Yoani Sanchez, la dissidente cubana che finge di essere perseguitata politica ma che gestisce tranquillamente un blog controrivoluzionario senza che nessuno le abbia mai torto un capello. Così facendo la Artemide pur di vendere qualche lampada, contribuisce direttamente alla campagna di aggressione mediatica contro Cuba e la rivoluzione cubana. Riteniamo incredibile che si sia arrivati alla mercificazione e alla commercializzazione dei diritti umani e ancora più incredibile che per farlo si usi Cuba, un paese che nonostante un blocco economico cinquantennale assicura a tutti, gratuitamente casa, lavoro istruzione e sanità. Abbiamo pertanto deciso di ricalibrare la campagna pubblicitaria affiggendo manifesti che chiedono la liberazione di Gerardo Hernandez, Ramon Labanino, Fernando Gonzales, Antonio Guerriero e Renè Gonzales. Cinque cittadini cubani che dal 1998 sono sepolti nelle prigioni Usa per aver denunciato alle stesse autorità americane i piani terroristici delle organizzazioni anticastriste con base in Florida. A questi 5 prigionieri politici, da dodici anni viene impedito di incontrare i propri familiari, di mantenere rapporti continuativi con i propri legali, negandogli di fatto un processo scevro da pregiudizi. Che si accendano finalmente anche su di loro le human lights. Il comunicato, titolato Spegniamo lipocrisia e accendiamo la verità è a firma del Comitato di Difesa della Rivoluzione/Roma.

RIZZO (CSP): GIUSTA LA CONTESTAZIONE PROCUBA ALLA ARTEMIDE


Trovo giusta e condivisibile l’azione portata avanti contro la Artemide; azione che denuncia le ipocrisie che si celano dietro i continui attacchi a Cuba queste le parole di Marco Rizzo, di Comunisti-Sinistra Popolare. L’azione di oggi continua Rizzo - rimette al centro dellattenzione pubblica il vero scandalo dei diritti, ossia lingiustificata detenzione, priva di un processo reale, di cinque cittadini cubani, detenuti ingiustamente negli Stati Uniti. Poche settimane fa Cuba ha subito un pesantissimo attacco mediatico per la morte di un detenuto in carcere, ma in Italia i morti in carcere sono più di venti dallinizio dellanno. E chiaro che siamo in presenza della logica dei due pesi e delle due misure che si adotta per attaccare il sistema socialista, che a Cuba garantisce scuola, sanità, casa e lavoro a tutti, mentre nulla si dice sulle ingiustizie profonde dei paesi occidentali. Noi staremo con Cuba, sempre!

LA DOVUTA OCULATEZZA


Mi capita spesso di leggere notizie su budget da spendere a Cuba per una vacanza,sul come spenderli e con chi.

Cosi’ come leggo spesso di sboroni che raccontano di quanto siano generosi,di come non siano taccagni e del fatto che una vacanza vada fatta sempre ad alto livello.

Personaggi simili ne ho incontrati tanti,magari spendevano 150 cuc al giorno per l’auto e poi la fanciulla doveva correr loro dietro per 10 cuc….ma lasciamo perdere che di queste cose parlero’ altre volte.

Ovviamente il budget dipende dal livello di vacanza che si sceglie,dal periodo dell’anno,dal fatto che si viva alla Capital piuttosto che in una provincia orientale ecc….

Personalmente ritengo che una vacanza la dobbiamo fare se ce la possiamo permettere altrimenti meglio stare a casa.

Detto cio’ pero’ a me hanno insegnato che i soldi non si buttano e in piu’ non essendo figlio di papa’ tutto cio’ che spendo e’ denaro guadagnato col sudore della mia fronte quindi la giusta oculatezza e' doverosa.

Voglio dire,se dopo 10 anni di Cuba per avere GLI STESSI SERVIZI spendessi quel che spende uno al secondo viaggio allora sarei un bel pirla.

Se posso avere una bella casa a 15 cuc perche’ ne devo spendere 25?

Per fare il figo nei forum?

Ma vaffanculo.

Mi muovo in scooter spendendo meno di quello che dovrei perche’ il tizio che li renta e’ un amico…e la storia che “non posso fare nulla perche’ e’ tutto di Fidel” e’ una cazzata bella e buona che rifilano ai tonti.

Mangiare decentemente e’ un problema ma oggi anche a oriente ci sono molti locali in mn dove si mangia bene.

Una porzione di pollo e’ una porzione di pollo che la si paghi 3 cuc o 25 pesos,e vi assicuro che trattasi dello stesso e identico pollo.

Il desajuno che fanno nelle case per me e’ troppo,o meglio non mi va tutti i giorni di mangiare uova,formaggio,jamon,frutta, succo ecc….

Non posso ogni giorno,vivo anche di sport…allora un giorno su due mi mangio un panino di mortadella por la calle a 5 pesos,e’ molto piu’ buono di quelle schifezze “jamon y queso” incellophanate che vendono nei rapidos in cuc e che sanno di plastica.

Non entro nel discorso fanciulle perche’ a leggere sono tutti mecenati poi pero’ a Cuba io ci passo(ci passavo…) mesi e gli stessi che a parole spendevano e spandevano facevano regolarmente figure di merda per pochi spiccioli.

Non voglio neanche parlare dei barboni che elargiscono orologini,calze di nylon e cazzate simili al posto del dovuto efectivo.

Si possono poi cambiare soldi …a qualche punto in piu’ ma qua’ e’ bene stare attenti perche’ non tutti possono srotolare centinaia di euro in barrios a rischio come il sottoscritto…quindi lasciate perdere.

Il volo…basta avere pazienza e voglia di girare sul web,qualche buona offerta salta sempre fuori.

Se trovo un volo “giusto” a Las Tunas per due settimane non vado oltre i 1500 euro todo includo senza farmi mancare nulla ma proprio nulla,bella casa, scooter,mangiare fuori ogni sera,intrattenimenti….vari ecc.

Parlo di ora con il cambio a 1,15….figuratevi quando era a 1,40.

L'oculatezza e' un dovere in questi chiari di luna.

La matta,la bandolera e il plotoncino


12/10/2007

Raccontare la storia della matta anche a distanza di un anno mi diverte molto anche per il fatto di riportare alla memoria una serata passata fra amici.

Durante l'estate avevo continuato a scambiare sms col mago,appoggiandomi sul cell di una sua amica e dal quale lui rispondeva,a spese dell'amica stessa.

Non conoscevo la tipa,il mago mi disse che era sposata a un gordon tedesco e che 6 mesi all'anno viveva in Germania e gli altri 6 a Cuba dove,ovviamente, trovava chi l'aiutava a spendere il dinero dell'alemanno.

Arrivo a Cuba,una mattina sono col mago,Jose' e il rasta alla cafeteria in MN, entra la tipa,il mago me la presenta,e' un discreto cesso,la saluto ringraziandola per aver messo il suo movil a disposizione per i nostri sms,lei mi sorride e mi stringe forte la mano....mah....

Arriviamo la sera alla Bolera col mago,sua moglie,la fanciulla del racconto precedente e altra gente,prendiamo una mesa d'angolo e dopo un po' arrivano Pedro,Giocaribe e Papito Habanero a Tunas a trovare altra gente.

Ci si abbraccia,Pedro e Papito li conoscevo mentre con Gio' e' stata una piacevole frequentazione,si chiacchiera e si cazzeggia e arriva la tipa del movil,ubriaca come un camallo di Genova che vince il superenalotto.

Saluta il mago,mi sbavuscia un bacio e si piazza alla mesa fissandomi a lungo.....per fortuna la fanciulla che mi accompagnava era un po' oramai italianizzata e si e' subito accorta che l'altra era fuori come un davanzale.

La tipa inizia a fare avances,ripeto un cesso ubriaco,i bandoleros italiani,il mago e la mia fanciulla se la ridono,io sono un po' a disagio....dico al mago di intercedere presso la matta per fare in modo che non scassi la minchia...macche'...vuole stare con me.....

Mi alzo e vado fare un giro e lei dietro,vado al bar e lei dietro....un rompimento di zibidei notevole.

A un certo punto vado al cesso,i lussuosi cessi della bolera...esco e...parte l'agguato.

Sulla scalera mi salta letteralmente addosso cercando di baciarmi.

Ora,chi conosce la bolera sa che la scalera che porta ai cessi e' un vero porto di mare,c'e' sempre un casino di gente....

Cosi' mentre mi divincolavo dalla pitonessa c'erano Angelo il maricon,3 e dico 3 fanciulle che "conoscevo bene",il negron dell'ingresso e il mago(bastardo lui aveva capito le intenzioni della matta.....) che erano tutti piegati in 2 dal ridere e io come un pirla a dire alla matta di stare tranquilla anche perche' quando una e' piena di ron non e' che sia facile farla ragionare.

Va in crisi di pianto e dopo un po' torna alla mesa insultandomi........

La serata finisce con lei che si toglie a fatica dai coglioni.

La sera dopo sono alla bolera con un'altra ragazza,per fare capire chi e',parlero' in latino.....

E' una che prima di stare con me eveva fatto un viaggetto con un amico,poi io l'ho presentata a un altro amico con cui ha avuto molti,molti,molti,molti problermi,anzi i problemi pare e dico pare a questo punto che li abbia avuti l'amico e che ora e' stata amica di un amico rientrato pochi giorni fa che invece non ha avuto alcun problema.

Piu' chiaro di cosi'.......

Comunque la tipa,e' bella,bandolera e cazzuta.

La matta riparte alla carica,io molto meno ben disposto le dico di non rompere i coglioni,lei si piazza bordo pista e mi fissa continuamente,la mia accompagnatrice mi chiede chi e' la matta,le spiego la cosa e lei,sorridendo,mi dice solo "aspettami qua'" e mi molla a centro pista.

Raggiunge la matta a bordo pista e,sempre sorridendo indica me col dito,l'altra fa si con la testa e la mia accompagnatice le serra con una mano la mascella facendole venire le labbra a culo di gallina.....

Il tutto sempre indicandomi....poi la molla e torna da me..."adesso vedrai che non verra' piu'"

Non si e' mai piu' fatta vedere......

Chi conosce la mia accompagnatrice,e oramai siamo un bel plotoncino,sorridera' e riconoscera' nelle mie parole il carattere della fanciulla.

I giovani cubani e i vietnamiti hanno sfide e mete comuni


Nyliam Vázquez García

Quando i legami di fratellanza costituiscono l’essenza dello sguardo tra due nazioni, le giovani generazioni ereditano questo lascito e costruiscono nuovi ponti. Per questo, per il Membro Alterno del Comitato Centrale del Partito e primo segretario dell’Unione di Giovani Comunisti Ho Chi Minh, Vo Van Thuong, la priorità è stata la ratifica degli impegni.

“Nella mente e nel cuore dei giovani vietnamiti, Cuba occupa una posizione estremamente importante, abbiamo gli stessi ideali, le stesse sfide da superare…Uniti vinceremo” La gioventù Ho Chi Minh starà sempre al fianco dell’Unione dei Giovani Comunisti cubani” ha affermato il dirigente giovanile in un’intervista con JR.

Vo Van Thuong, in visita nel nostro paese, ha discusso sulle prospettive di lavoro comune e i successi degli scambi con i colleghi cubani, con i quali – ha assicurato – i giovani vietnamiti hanno molto in comune.

“Le relazioni tra l’UJC di Cuba e l’Unione di Giovani Comunisti Ho Chi Minh si caratterizzano per la solidarietà, la cooperazione e la fratellanza speciale”, ha spiegato il dirigente, che ha anche risaltato il bilancio positivo dell’intercambio e sottolineato le mete condivise da entrambe le organizzazioni, costituendosi come contingenti di riserva di fiducia dei Partiti Comunisti.

“Abbiamo mantenuto lo scambio di informazione, di delegazioni per condividere le esperienze, e ci appoggiamo mutuamente nelle trincere internazionali”, ha segnalato senza dimenticare la sfida della preparazione ideologica dei giovani, e l’arduo compito di mobilizzazione per le nuove sfide di questi tempi.

Secondo il commento, esistono ancora molti artisti che vorrebbero ampliare la cooperazione tra le due organizzazioni. A suo giudizio l’intercambio ha molto potenziale perché l’UGC Ho Chi Minh è un’entità che ha un sistema di giornali e pubblicazioni molto forte. Ha anche menzionato la cooperazione nel campo dello sport e della cultura, quest’ultimo come un meccanismo molto potente per permettere ai giovani di entrambe le parti di conoscersi meglio.

“Abbiamo incrementato le basi della cooperazione e possiamo dire che dobbiamo continuare a farlo nel futuro. Dobbiamo consolidare i contenuti delle relazioni tradizionali tra le due organizzazioni”, ha affermato il dirigente giovanile.

In un altro momento del dialogo, ha menzionato la profonda impressione che gli ha causato la partecipazione nell’atto per il 120 anniversario del natalizio di Ho e il 115 della caduta in combattimento dell’Eroe Nazionale di Cuba, José Martí.

“Mi sento commosso per aver presenziato a questo evento a Cuba, una terra che i vietnamiti amano molto. Ho potuto apprezzare con profondità i legami che uniscono i due popoli”, ha spiegato.

Ha anche commentato che la vita politica di entrambi i leader sarà esempio permanente per i giovani del Vietnam e Cuba, e ha ricordato che le vite di entrambe le persone hanno molto in comune: “Il patriottismo fin da giovani, lo spirito studioso con l’obiettivo di continuare a partecipare nel processo educativo e la voglia di lottare per i propri popoli…”

Per il leader dell’Unione dei Giovani Comunisti Ho Chi Minh, tali basi uniscono i due popoli, ed in particolare, la gioventù comunista cubana e quella del Vietnam.

venerdì 21 maggio 2010

QUELLE CHE...NON RITROVI PIU'


24/09/2007

Puo' essere capitato a molti.

Incontri una,ci passi una notte da urlo,una di quelle che non si dimenticano e poi....

Il nulla...

Non riesci piu' a rintracciarla,non c'e' verso e anche se ci riesci qualcosa sempre si frappone alla possibilita' di rivederla.

Avevo gia' scritto delle due fanciulle che avevo frequentato nel novembre scorso.

Prima una,poi l'altra,poi insieme.

L "capo banda"...mi propone una sua amica,per la sera successiva la doppietta.

Non mi sono mai piaciuti gli appuntamenti al buio,quasi sempre arriva na "simpatica".

Il che vuol dire un cofano inguardabile.

Ma visto il bene che mi avevano fatto passare le 2 fanciulle mi sono fidato.

L'avrebbero mandata verso mezzanottedi fronte alla disco.

Una fuori da ogni giro,mi dicevano loro,una che lavorava come amministrativa in una scuola.

Senza molta convinzione riguardo a tutto cio' la sera dopo,come ogni sera col fedele mago si va alla bolera.

Solito tavolo,solita gente.

A mezzanotte mando il mago alla porta coi soldi per farla entrare,continuando ad aspettarmi un boiler o alla meglio un 2 di picche.

Dopo 5 minuti vedo rientrare il mago con 2 occhi stralunati e al suo fianco una gnocca...ma una gnocca...

Mulatta,capelli neri lunghi,abito lungo nero(poi ho saputo prestato da una delle 2 fanciulle.

Un vero schianto,una di quelle perle rare che ancora capita di incontrare a Cuba.

Ha una fottuta paura della polizia e del DTI.

Iniziamo a parlare con calma,e' intelligente,simpatica e non ha nessuno dei modi di fare classici di chi conosce bene gli yumas.

E Dio quanto e' bella....

Prima di toccarla con un dito passa piu' di un ora trascorsa sempre a parlare,ci sto' bene,e' una che mette tranquillita'.

Poi andiamo a bere qualcosa al Ranchon,passando per vie parallele per evitare cagamenti di cazzo della policia.

La notte passa veloce,lei e' appassionata e dolce,senza particolari malizie o numeri da circo.

Il giorno dopo la congedo alle 6,deve andare a lavorare,prometto di chiamarla....

Era il periodo in cui davo fondo all'agendina....ogni giorno era un via vai...non l'ho piu' sentita fino a quando l'ho chiamata uno degli ultimi giorni.

Abbiamo combinato per vedersi direttamente a casa mia,per la paura solita.

Ho aspettato...non e' venuta.

Chissa' perche'...non l'ho piu' cercata.

Peccato...davvero.

LUCIANINA


Mi tocca. Torno al mio elemento. Torno al focolare, alla materia grassa, al fango primordiale della comicità svaccona, torno alla notizia idiota che, trattata da me, non può che peggiorare. Novità per tutti i walterini d’Italia. D’ora in avanti chi ha problemi di decollo dell’arnese, di consistenza dell’attrezzo, insomma chi non sa come far decollare il suo modellino miniaturizzato, c’è la calamita. Sì. La calamita da walter. E’ un nuovo ritrovato. Vi dico anche come si chiama. Segnatevelo. Che male c’è? Non è mica vergogna, se ti resta molle come una acciuga sott’olio... Si chiama Vigor. Più o meno come la marca dei cicles. Anche facile da ricordare. Se ce l’hai come un buble gum prendi Vigor. Di cosa si tratta. Spiego l’ambaradan. Tu, maschio che soffri di caduta libera, maschio che hai spesso il walter che fa bungee jumping, tu maschio che vorresti che ti saltasse fuori dalle mutande il lupo cattivo e invece si affaccia pollicino, basta che ti sistemi all’attaccatura delle orecchie due piccole calamite e per magia il walter ti diventa di ferro e si solleva. Come il ponte levatoio dei castelli. Senti anche il rumore: Sradadadadan...

Sì, perché pare che nell’orecchio ci siano dei punti magici che si possono stimolare per guarire da un sacco di malattie compreso lo smollacchiamento del joystick. Insomma, la calamita cosa fa? Attiva dei neurotrasmettitori che mandano l’impulso al Grande Fratello che entra in nomination. Si solleva come Polifemo quando lancia i massi a Ulisse. E tu maschio non dovrai mai più gridare alla tua donna: Buttati che è morbido! Però attenzione: non è che devi metterti la calamita prima di fare il ciupa dance, prima della performance... Anche perché non sarebbe carino. Tu inviti a cena una, lei vede le calamite e capisce subito che aria tira. Certo, le puoi sempre dire: «Amore per questa serata importante ho pensato di mettere gli orecchini di mia madre...», ma poi lei si preoccupa ancora di più. No, tu ti devi caricare prima. Come se fossi un telefonino. Ti metti in carica le orecchie come si fa per il cellulare. Minimo 20 minuti e ti dura 4 ore, massimo 60 minuti e l’effetto dura 14 ore. Giuro che è tutto vero. Nei casi più difficili ci vogliono due magneti da motore marino, che pesano sui quaranta chili l’uno. Ma scusa, mi chiedevo, se per far risorgere il geco albino ti metti i magneti nelle orecchie, per guarire dalla otite ti implacchi due calamite sugli amici di Maria? Vedrai che ci sarà gente che si farà fare delle calamite enormi.

Si, perché voi maschi siete così. Non vi basta mai. Dovete avere la macchina più lunga, l’orologio più grosso e le calamite più enormi. Peccato che poi ci andremo di mezzo sempre noi. Perché passeremo da un estremo all’altro. Dal nulla cosmico, alla tempesta magnetica. Capace che per strafare teniate poi i magneti in carica nelle orecchie per due settimane. Così poi dalle mutande vi parte un manico di rastrello che vi prende in fronte e andate giù come salami. Messi ko dal vostro stesso pralinato ducale.

SE SOLO VOLESSERO...


Ogni tanto capita di leggere qualche racconto di chi torna da Cuba (sempre piu' raramente per la verita' la gente si e' stufata di dare in pasto a vecchi rimbambiti e psicopatici le proprie emozioni) in cui si narra dell'ennesimo giro di vite della policia nei confronti delle fanciulle.

E' un discorso che viene da lontano,dall'inizio del periodo especial quando il pesciolino rosso cubano si trovo' dall'essere tranquillo e nutrito nella sua bolla all'essere scaraventato in mare aperto senza piu' alcuna tutela e protezione.

Cuba in quei durissimi anni fu salvata dai soldi dei narcos colombiani a cui fu permesso di sorvolare lo spazio aereo cubano per portare la loro mercanzia negli Usa e dalle fanciulle che andavano coi turisti chiamate poi jinetere.

Per alcuni anni la policia lascio' fare anche per l'enorme massa di stranieri che questo fenomeno trascinava verso Cuba ma a un bel momento la cosa degenero' e anche sotto la spinta delle feroci critiche dei cubani di Miami che affermavano che Castro era tenuto in piedi dalle jinetere si decise di mettere un freno alla cosa.

Siamo intorno al 2001 anche se Varadero era gia' "chiusa" da qualche anno.

Da allora ad intervali regolari le forze dell'ordine intervengono per cercare di tenere sotto controllo il fenomeno ma lo fanno senza in realta'....farlo veramente del tutto.

L'economia cubana ancora oggi non puo' permettersi che il flusso di yumas che va a Cuba per le donne si interrompa,quando a Las Tunas per 2 anni non permisero ai non sposati di portare le fanciulle nelle case de renta il turismo calo' in citta' del 70% a quel punto riaprirono la cosa.

Cuba la conosciamo,e' un paese dove se fai la pipi' in un barrio nel barrio dal lato opposto della citta' si sa di che colore l'hai fatta....quindi molte delle precauzioni che si prendono francamente sono....ridicole.

Se vogliono risolvere il problema lo fanno in 2 giorni e non se ne parla piu'.

Il resto e' solo teatro come dicono in Sicilia,le fanciulle per non essere puntate devono uscire di casa alle 6 del mattino,come se fosse normale in giro vedere una fanciulla a quell'ora con minigonna ascellare,le duenas ti dicono che se proprio devi....non al mattino perche' possono esserci ispezioni,pero' alle 4 del pomeriggio si...con tutto il barrio alla finestra che guarda e commenta...

Gli esempi portebbero essere decine.

Fa tutto parte di un gioco,alle fanciulle e' permesso farlo per qualche mese....nella speranza che una volta trovato il merlo si tolgano dalla strada,a noi e' permesso farlo a patto di stare nella legge evitando tentazioni "ragioneristiche",alle duenas e' consentito chiudere un occhio a patto che l'altro sia bene aperto e....riferisca.

Se poi dopo mesi la fanciulla e' ancora in giro allora,dopo avvertenze ed espedienti aperti...se la impacchettano ma non si puo' certo dire che il cartellino rosso non sia arrivato dopo numerosi gialli.

Per noi grossi problemi non ce ne sono, a Cuba dobbiamo evitare solo 3 cose;

-Minorenni
-Droga
-Politica

Stiamo fuori da queste 3 situazioni e tutto il resto sicuramente...non sara' noia.

Usa e Cuba collaborano per marea nera


L'allarme provocato dalla marea nera nel golfo del Messico ha innescato dei contatti tra Usa e Cuba. La situazione è tale, che è di reciproco interesse avere un confronto a «livello operativo» per cercare di affrontarla insieme, per questo una serie di funzionari americani e cubani si sono incontrati per cercare di risolvere il problema. La collaborazione però, hanno tenuto a precisare fonti anonime del dipartimento di Stato citate dai media americani,sarà solo «a livello di lavoro».

Nel frattempo si sta verificando ciò che gli scienziati ambientali temevano. Secondo la Noaa (National oceanic and atmospheric administration) e l'Esa (Agenzia spaziale europea) una frangia della marea nera, dal 20 aprile scorso si è allargata davanti alle coste della Louisiana ed è entrata nella “Loop current”, la corrente sottomarina che ruota in modo circolare all'interno del golfo del Messico e che spinge normalmente le acque verso la Florida.

La Noaa ha confermato che una “piccola porzione” della marea nera del golfo del Messico è entrata nella “Loop current” e potrebbe portare il petrolio a toccare le coste dell'arcipelago di Key West, di Cuba e della Florida nell'arco di pochi giorni. La Noaa tra l'altro non esclude che, sempre per effetto della corrente, il petrolio possa entrare in una sorta di vortice costante rimanendo al centro del golfo del Messico.

L'Esa ha comunicato da Parigi che uno dei suoi satelliti è stato in grado di rilevare con esattezza, il 18 maggio, l'andamento della marea, fotografando dall'alto la situazione nel golfo del Messico. Dalle immagini, scattate dal satellite Envisat, è apparso evidente che a sud est del punto in cui è affondata la piattaforma Deepwater Horizon, una frangia della marea nera è stata “risucchiata” dalla corrente circolare. Quelle acque, seguendo l'andamento naturale della “Loop current”, ci metteranno circa una settimana per arrivare alle isole Key West quindi proseguiranno oltre la punta meridionale della Florida, per risalire lungo le coste esterne americane. Ciò significa che la macchia nera non solo potrebbe raggiungere l'arcipelago delle Key West, ma toccare anche le coste nordoccidentali di Cuba, lambire le coste meridionali della Florida e risalire fino a Miami.

Usa e Cuba non hanno relazioni formali da oltre mezzo secolo, tuttavia non è la prima volta che un'emergenza provoca un avvicinamento obbligato. I due Paesi collaborarono direttamente in occasione del terremoto di Haiti del 12 gennaio scorso: Cuba aprì il suo spazio aereo ai voli di soccorso americani.

Nel frattempo, è stato escluso che il catrame trovato nei giorni scorsi a Key West sia di provenienza Bp. «I risultati dei test condotti sulle macchie di catrame - ha precisato la guardia costiera Usa - non coincidono con il tipo di petrolio proveniente dalla fuoriuscita della piattaforma».

Intanto all'interno della comunità scientifica c'è chi paragona il disastro petrolifero nel golfo del Messico a quello di Chernobyl: «Lo sversamento sottomarino nel golfo del Messico è un disastro ambientale peggiore di quello causato dall'esplosione di un reattore nucleare a Chernobyl nel 1986» ha detto Nicholas A. Robinson, co-direttore del centro per gli studi giuridici ambientali Pace Law School di New York, intervenendo alla conferenza internazionale Icef sulla governance globale per l'ambiente. «È un vero assalto alla vita sottomarina - ha concluso Robinson - che né la Bp, né nessun altro sa come fermare. Finora è stato catturato solo il 10% del flusso del petrolio con misure palliative e la corrente sta portando la chiazza sulla costa atlantica degli Stati Uniti».

giovedì 20 maggio 2010

TRE SETTIMANE


Queste prime 3 settimane sono quasi in archivio.

Il nuovo lavoro come socio al 33,33% del club devo dire che e' parecchio iniziativo o meglio...diciamo che mi stavo arrugginendo e questo nuovo impegno mi ha riportato in trincea e io storicamente quando sono in trincea do' il meglio.

Gli orari fra le mie 2 attivita'sono draconiani,sono rientrato quaranta minuti fa da stamattina alle 8.30 ma va bene cosi'.

Domani mega pizzata e siamo piu'di 100...

Iniziare questa nuova importante avventura un mese prima dell'inizio di stagione della mia agenzia e' stata una scelta forse azzardata ma sicuramente perfetta per essere pronto a settembre a partire a mille.

Nel club c'e' un casino di gente,in tutto ci lavorano una quindicina di persone,istruttori di Spinning,Walking,Musicali,Krav Maga,Kick,Karate e 2 donne delle pulizie.

Una cosa importante frequentata da gente importante,il sindaco,anzi la sindachessa di Giaveno,un sottosegretario in carica,alcuni personaggi dello sport e tanta gente che sta' decisamente bene a quattrini.

Non facciamo personal perche' ogni persona la trattiamo come se pagasse un personal,mi faccio in sala pesi una decina di ore al giorno piu' i corsi piu' la reception e tutto il resto.

Domenica c'era maggionatura e abbiamo fatto un esibizione in piazza di diverse attivita' il 19 giugno c'e' la notte bianca e stiamo preparando di tutto,io tornero' dai miei giri per quella data e presentero' la serata.

Mi sono ritagliato 2 mezze giornate per preparare alla bene e meglio la stagione estiva,anche quest'anno sono 7 hotel ma con 5 equipe in quanto una girera' fra 3 hotel.

La mia previsione e' di partire il 2 giugno e starte via fino al 18 poi un mese al club e quindi un altro giro a cavallo fra luglio e agosto,se riesco a fine agosto una settimana a Cuba ma questa non e' una priorita' anche se una Favola sta' aspettando....

Tornando al club siamo un bel terzetto di lavoro coeso e affiatato,certo si discute ma senza scazzi o cose simili,3 professionisti che sanno fare il loro lavoro tant'e' che ci stiamo guardando intorno per ....bissare ma ci vorra' almeno un anno....sopratutto a me per mettere in cascina un po' di ...ossigeno ma comunque sono pronto.

Oggi mi ha chiamato il mio amico Volpino,domenica sera si va al ristorante messicano a Torino,ci sara' anche Flaco ed Elsonero.

I miei amici sabaudi si fanno vivi e il nostro legame resta saldo.

Altri dopo la mia uscita dal forum sono...scomparsi ma e' normale....me lo aspettavo,cosi' e' la vita.

La Corea del nord minaccia Seul


Tornano a soffiare forte i venti di guerra tra le due Coree. Oggi il governo di Seul ha ufficializzato che l'affondamento della corvetta Cheonan, costato la vita a 46 marinai, è stato causato da un siluro nordcoreano, e ha promesso un'azione forte. Pyongyang ha negato ogni addebito, e ha minacciato una "guerra generale" se Seul dovesse promuovere anche a livello internazionale l'adozione di nuove sanzioni.

Le accuse di Seul. L'affondamento della corvetta Cheonan, avvenuto il 26 marzo scorso, è la tragedia più grave nella storia della marina sudcoreana. "E' del tutto evidente che la nave sia affondata come risultato di un'esplosione esterna sotto il livello del mare, a seguito di un siluro della Corea del Nord", ha spiegato Yoon Duk-Yong, co-presidente del pool investigativo, arricchito di esperti internazionali, voluto dal governo di Seul per fare luce sulla sciagura. "Le prove schiaccianti raccolte - ha aggiunto Yoon nel corso di una attesissima conferenza stampa - portano a dire che il siluro sia stato lanciato da un sottomarino nordcoreano. Non ci sono altre spiegazioni plausibili". Tra gli elementi a supporto delle responsabilità di Pyongyang ci sarebbero parti di un siluro trovate sul luogo del naufragio, nel mar Giallo, su cui è stato possibile anche ritrovare un numero di serie.

Il presidente sudcoreano Lee Myung-bak ha promesso una "azione forte" contro la Corea del Nord dopo la pubblicazione del rapporto del pool di esperti. "Misure forti - ha osservato Lee - saranno adottate contro la Corea Nord in modo che possa ammettere le sue responsabilità di fronte alla comunità internazionale".

Le minacce del Nord. Ma Pyongyang nega ogni addebito e alza il livello dello scontro. In una nota diffusa dalla tv di stato, le conclusioni della commissioni di inchiesta sono state definite "imbottite di bugie". Subito dopo, un comunicato della Commissione nazionale di difesa letto dalla radio di Stato ha minacciato l'adozione di "misure forti", fino alla "guerra generale" in caso di rappresaglie da parte di Seul. Un portavoce non identificato della Commissione nazionale di difesa ha aggiunto che il Nord risponderebbe con un "colpo di forza fisica senza pietà".

Condanna di Usa, Gb e Onu. La comunità internazionale sembra intenzionata a mobilitarsi per isolare Pyongyang. Immediata la condanna degli Stati Uniti nei confronti delle minacce nordcoreane. La Casa Bianca ha dichiarato di appoggiare le conclusioni della commissione d'inchiesta internazionale che addossa alla Corea del Nord la responsabilità dell'affondamento della corvetta, e ha espresso pieno sostegno a Seul. "Questa aggressione - ha affermato Washington - è un altro caso dell'inaccettabile comportamento della Corea del Nord e del suo rifiuto di rispettare le leggi internazionali".

"Le azioni della Corea del nord acuiranno il discredito internazionale", secondo il ministro degli Esteri britannico William Hague. "L'attacco dimostra totale indifferenza nei confronti della vita umana e degli obblighi internazionali", ha aggiunto Hague, spiegando che il suo Paese lavorerà a stretto contatto con Seul per trovare "una risposta appropriata e multilaterale" all'affondamento della corvetta.

Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha espresso "grande preoccupazione". In una nota, Ban ha affermato di aver apprezzato gli sforzi di Seul per fare luce sulla tragedia della corvetta, e ha parlato di accertamenti condotti "in modo obiettivo e scientifico sia da esperti sia nazionali sia internazionali". I fatti contenuti nel rapporto "sono profondamente preoccupanti", ha concluso, promettendo che continuerà a seguire "gli sviluppi della vicenda da vicino".

Il premier giapponese, Yukio Hatoyama, ha definito "atto imperdonabile" l'affondamento della corvetta sudcoreana da parte della Corea del Nord. "Il nostro Paese sostiene pienamente la Corea del Sud", ha spiegato Hatoyama, in una nota letta dal portavoce del governo, Hirofumi Hirano. "Il gesto della Corea del Nord - inoltre - è imperdonabile e lo condanniamo nel modo più deciso".

Secondo il viceministro degli Esteri cinese Cui Tiankai, l'affondamento della corvetta Cheonan è stato "uno sfortunato incidente. Le persone di questa regione", ha aggiunto, condividono la speranza che questo incidente possa essere gestito in maniera appropriata, per garantire la stabilità della penisola". Da Pechino è arrivato anche un "appello alla moderazione" nei confronti di tutte le parti in causa.

NOTTI CHE NON SI SCORDANO


11/09/2007

La conobbi una notte alla Bolera.

Ero li' col mago,una di quelle notti in cui non ti apetti nulla di particolare.

Una tavolata di amici,un bicchiere di ron buono e nulla piu'.

Vedere le mulatte ballare,i loro culi alti e sodi,il loro sorriso accattivante.

L'ho vista appena entrata,lei e la sua amica.

Bionda di quel biondo...fantasioso che conoscono le cubane.

Bella come solo una palestina sa essere.

Mando il mago a invitarle al nostro tavolo,dopo un minuto arrivano belle e sorridenti.

Mignotte il giusto,belle piu' del giusto.

Si siedono accanto a me una da una parte e una dall'altra.

La piu' bella, la meglio vestita delle due,ugualmente ben vestite,mi guarda e mi sorride.

"Con quale di noi due vuoi stare?" mi chiede con uno sguardo da ingrifare un eunuco.

Le dico che voglio stare con lei ma che anche l'altra e' nei miei pensieri.

Magari domani....

Mi sorridono tutte e due e mi dicono che non ci sono problemi.

La classe non e' acqua, sono mignotte ma lo sono della miglior razza.

Vado con la bionda,passo una notte con movenze da film.

Mi sento bene,sono nel momento giusto,al posto, giusto, con la donna giusta....

Non mi importa di altro,l'Italia,il lavoro,la mia gente....

Nulla...solo io e lei.

Una notte di sesso bastardo come non mi capitava da tempo e non mi capitera' piu per chissa' quanto.

Sudati...eccitati...non si finiva mai....ogni volta si ricominciava.

Come i cammelli...quando posso bevo...sopratutto se l'acqua e' buona.

La notte dopo l'altra....

Tanto la prima era tranquilla e di classe tanto questa e' selvaggia e puttana.

Ma che Dio benedica le puttane.

Mi toglie anni di vita,do' tutto quello che ho.

Anche quello che non ho....

Ho poche frequentazioni di puttane ma se sono tutte cosi'...coinvolte...

Vaffanculo le fidanzate...

La terza notte tutte e due insieme.

Ho faticato per far girare alla duena di casa la testa dall'altra parte...

Ma cazzo...che battaglia.

Loro non tortillano e mi tocca stare sempre sul pezzo.

Sapendo che comunque avrei potuto non farcela chiedo aiuto alla piccola sorellina azzurra..

Andiamo avanti fino alle 6 del mattino,se ne va una bottiglia di ron e le energie che neanche pensavo di avere.

Mi sveglio un mattino in un groviglio di gambe,braccia e seni.

Le guardo dormire e penso...

Un giorno paghero' questa fortuna e questo sentirmi fottutamente e maledettamente vivo.

E' passato piu' di un anno ma quella notte...e' ancora sempre...

Con me..

Tania la guerrigliera


Il 31 agosto 1967, a Río Grande in Bolivia, una delazione portò all’annientamento del distaccamento guerrigliero diretto da Joaquín, che faceva parte dell’Esercito di Liberazione di Ernesto Che Guevara. Lì cadde la combattente argentina di origine tedesca Haydée Tamara Bunke Bider, conosciuta storicamente come Tania la Guerrigliera.
Aveva 29 anni, era nata il 19 novembre 1937 a Buenos Aires, da una famiglia comunista che era fuggita dal fascismo. L’audacia, l’impegno e la pratica sportiva sono state le caratteristiche più rilevanti della sua adolescenza. Otteneva buoni voti a scuola e tutti i professori le volevano bene. Era appassionata di letture, le piacevano molto le danze folcloristiche e la musica e imparò molto giovane a suonare il piano, l’acordeón e la chitarra.
Quando terminò il lungo periodo del nazismo la famiglia ritornò nella Repubblica Democratica Tedesca. Era l’anno 1952 e, insieme a suo fratello Olaf, studiò nella scuola di preparazione Clara Zetkin, dove affermò la sua coscienza politica e dove si specializzò a livello sportivo nel tiro a segno.
Nel 1956, a 18 anni, si trasferì a Berlino e iniziò a lavorare nel Ministero per gli Affari Esteri e successivamente nella Federazione della Gioventù Libera Tedesca. Divenne guida dei pionieri, entrò nell’Università Humbolt per studiare filosofia e lavorò come interprete di latinoamericani, rapporto che fece crescere il suo desiderio di ritornare nell’America Latina.
Era entusiasta della Rivoluzione cubana e provava ammirazione per Fidel Castro, Raúl Castro e Che Guevara.
Nel novembre del 1960 il Che visitò la RDT. La impressionò perché era un rivoluzionario latinoamericano, perché era argentino, perché era andato a lottare per Cuba, e lo accompagnò nella città di Lipsia dove tenne una riunione con studenti latinoamericani.
Giunse a Cuba il 12 maggio 1961, a 23 anni. Lavorò con delegazioni straniere in visita all’Istituto di Amicizia con i Popoli, al Ministero dell’Educazione, alla Federazione delle Donne Cubane, ai Comitati di Difesa della Rivoluzione.
Nel 1964 lasciò Cuba. Andò a coronare pienamente i suoi sogni di anni interi: lottare in altre terre del mondo dove ci fosse oppressione e miseria.
Un lungo, rischioso e complesso processo di apprendistato ha preceduto la sua entrata in Bolivia. L’obiettivo era di stabilire contatti all’interno delle forze armate e con la borghesia creola, viaggiare all’interno del paese, studiare la vita del minatore, del contadino, dell’operaio. E aspettare un contatto che le avrebbe indicato il momento dell’azione, della sua partecipazione alla lotta che si stava preparando.
Quando cominciarono ad arrivare in Bolivia i primi guerriglieri del Che, il suo lavoro divenne più dinamico e pericoloso. Il Che la nomina varie volte nel suo diario e sempre in relazione ad avvenimenti importanti. Lui l’aveva incaricata di svolgere compiti importanti a La Paz e in altri luoghi, ma circostanze impreviste e il suo desiderio di compiere la missione assegnata in un dato momento, la portarono a far parte del distaccamento. Il Che si lamentò del fatto che, essendo stata identificata dal nemico, andava perso il magnifico lavoro di due anni, pieni di sacrifici.
Il suo ruolo di combattente nella guerriglia costituisce per lei il più alto onore, il suo comportamento da soldato rivoluzionario è stato tanto esemplare quanto il suo lavoro clandestino. Di lei, avrebbe detto più tardi il Che apprendendo della sua morte, era come se gli fosse morto un figlio. Così era profondo l’affetto che sentiva per la ragazza dagli occhi verdi e dal sorriso allegro: la guerrigliera Tania, storia e leggenda per molti, in molte parti del mondo.

CUBA? NO....PADOVA!


«Prima ho lavorato come operaia anche in un allevamento di maiali. Diciamo che, visto ciò che faccio ora, non è poi così diverso». Daria (nome di fantasia) si prende gioco delle difficoltà con un umorismo nero tipicamente toscano. Dimostra 30-35 anni. Dice di vivere a Padova: da mesi, a giorni alterni, con la sua auto si ferma lungo via del Santo a Limena, in attesa di clienti. Daria è una delle quattro-cinque donne italiane che nell’ultimo anno hanno scelto il marciapiede come alternativa alla crisi economica.

E’ questo il nuovo fenomeno. Per ora circoscritto a Limena. Non un caso: chi ha provato a vendere il proprio corpo in zona industriale a Padova è stata minacciata e ha cambiato aria. A Limena non ci sono marciapiedi «in affitto». Il racket qui è beffardamente più tollerante. Vivi e lascia vivere.

Secondo i carabinieri della stazione di Limena che monitorano quasi ogni notte le strade, sono almeno tre o quattro le «new entry» italiane alle prese con il mestiere più antico del mondo per pura necessità. Un fenomeno nuovo nel panorama della prostituzione padovana. A metà degli anni Novanta ad ogni retata finivano in caserma 20-25 ragazze soprattutto straniere. Ora a «battere» sono 7-8 donne: un paio di rumene, un’albanese, un’ucraina, due nigeriane. E qualche italiana. L’effetto dell’ordinanza del sindaco che multa i clienti ha sortito solo minimi effetti. Il bisogno di soldi adesso vale il rischio, dicono. «Le donne italiane che si prostituiscono per colpa della crisi sono tante - replica Daria - Non si notano perché molte lavorano in casa».

A Limena è dintorni si conoscono tutte e si danno una mano reciprocamente. C’è la mamma di due bimbi che esce la sera dicendo ai figli che lavora come barista in un locale notturno. La veronese accompagnata dal marito rimasto senza lavoro. La ragazza della Bassa padovana che incrocia le dita ad ogni auto che si ferma sperando che non sia un conoscente. Dicono tutte la stessa cosa: «abbiamo perso il lavoro, questa è l’unica alternativa». Ma non tutte la vivono alla stessa maniera: c’è chi fa di necessità virtù e ci ride sopra, chi ha ucciso la propria anima ed è sprofondata in un tunnel da cui non vede l’ora di uscire. Nessuna di loro, tuttavia, è in grado di trovare parole convincenti per chi non si è mai trovato con le spalle al muro. Le scelte ruotano sempre attorno ad un lavoro che non c’è più: al suicidio vero e proprio, alcune di loro hanno preferito quello dello spirito. Ma la cosa più terribile e che tutte hanno scelto di mentire ad amici e familiari.

«Nessuna vergogna - replica un’amica di Daria - Io non spaccio e non rubo. Ciò che faccio non ha nulla a che fare con la mia dignità. E l’affitto bisogna pagarlo».

E’ l’una di notte: Daria e una sua collega ucraina, 40-45 anni, si fanno compagnia e coraggio durante le notti padovane. Automunite, si fermano spesso una accanto all’altra, in un parcheggio adiacente una delle tante aziende della zona industriale di Limena. Daria si prostituisce per mettere insieme il pasto con la cena. La sua collega, invece, per dare un futuro alla figlia che «è brava a scuola» e che non sa nulla di ciò che fa sua mamma per guadagnare soldi. «Le ho detto che lavoro come badante da una signora anziana. Anch’io ero operaia fino a qualche mese fa. Ho lavorato in ditte dell’Alta padovana. Ora sono a casa». Per non gettare per sempre i sogni nel cestino, ha scelto ciò che per molti appare più che altro scorciatoia. Lei, tuttavia, giura che non lo sia. «Anch’io ho detto agli amici più cari che faccio la badante - spiega Daria - Non è la prima volta che mi prostituisco. L'ho già fatto in passato. Ogni volta che sono rimasta senza lavoro. I miei clienti? Soprattutto giovani. Età compresa fra i 20 e i 40 anni. Mai visto un anziano. Il fatto di non avere un protettore mi permette di scegliere autonomamente. Se uno non mi va non ci vado. Se sono diventata amica di qualche cliente? No. Qui a Padova è impossibile. Gli uomini sono chiusi. Pagano, fanno e se ne vanno. Tempo fa mi ero trasferita a Roma. Lì è diverso. I clienti mi portavano anche a cena».

CAMBIARE DENARO


Il come,dove e quando cambiare denaro a Cuba e' una cosa che,sopratutto se si passano lunghi periodi ha una sua importanza.

In 10 anni ho attraversato un po' tutti i periodi politici e di conseguenza monetari mondiali,da quando per un dollaro ci volevano 2500 lire,a quando e' arrivato ,l'euro,da quando il Comandante ci ha rifilato la tangente agli ultimi pesanti cali della nostra moneta rispetto al dollaro.

Ci sono stati momenti aurei,a settembre dell'anno scorso in banca si e' arrivati anche a 1,35 cuc per un euro e ricordo di aver cambiato,non in banca a 1,37.

Oggi siamo intorno a 1,15 o giu' di li'...non e' proprio la stessa cosa.

Cuba ha la caratteristica che...il cambio non e' mai uguale ma varia a secondo della banca,cubana,in cui si va a cambiare.

A Las Tunas il banco internazionale conviene di meno,anche se c'e' l'aire condizionatae non fai mai nessuna coda,mentre nelle altre 4 banche il tasso varia quindi conviene farsi un giro prima di decidere dove cambiare.

Solitamente cambio un centinaio di euro in aeroporto,non conviene ma servono denari per il taxi e per la prima serata,da qualche anno a questa parte di solito questa cifra la conservo dal viaggio precedente in modo da bypassare anche questo piccolo fastidio.

Negli anni ho visto i cubani prendere possesso delle banche e del loro utilizzo.

Una decina di anni fa su 10 persone in coda in banca 9 erano stranieri e una cubana oggi la proporzione e' capovolta e non solo per le rimesse che arrivano da fuori e che d'altronde arrivavano anche prima.

Le cose sono cambiate molto in questi 10 anni,e' arrivato un minimo di benessere,le esigenze primarie sono state risolte e il cubano ha imparato ad utilizzare i servizi bancari.

Oramai e' normale vedere un cubano prelevare o depositare centinaia di cuc e gli occhi sgranati che anni fa ci gardavano mentre cambiavamo copiosamente i nostri soldi non ci sono piu'.

C'e' tanta gente che cambia illegalmente por la calle sopratutto da cuc in mn,la convenienza per noi e' minima piu' che altro si avita lo sbattimanto di entrare in banca.

mercoledì 19 maggio 2010

SQUADRISTI DI STATO


Il governo fa quadrato intorno agli alti esponenti della polizia di Stato nei confronti dei quali la Corte d'Appello, ieri, ha emesso una condanna più severa 1 rispetto al primo grado in relazione alla "macelleria messicana", cioè le violenze compiute alla scuola Diaz durante il G8 del 2001 a Genova. "Resteranno al loro posto" dice il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano. Perché questi uomini, insiste, "hanno e continuano ad avere la piena fiducia del sistema sicurezza e del Viminale". E perché quella della Corte d'Appello di Genova "è una sentenza che non dice l'ultima parola, in quanto afferma l'esatto contrario di quanto era stato stabilito in primo grado e quindi ora andrà al vaglio della Corte di Cassazione".

Parole che il ministro dell'Interno, Roberto Maroni dice di sottoscrivere "al 100%". "Non ho niente da aggiungere se non ribadire la fiducia per le persone che sono state coinvolte e confermare le opinioni espresse e le valutazioni del Viminale" dice l'esponente leghista.

Dopo undici ore di consiglio, ieri notte i giudici della terza sezione della Corte d'Appello del Tribunale di Genova hanno condannato 25 imputati su 27 a quasi un secolo di carcere, compresi i gradi più alti della polizia, ribaltando, appunto, la sentenza di primo grado 2. Il procuratore generale, Pio Macchiavello, aveva chiesto oltre 110 anni di reclusione per i 27 imputati. In primo grado furono condannati 13 imputati e ne furono assolti 16, tutti i vertici della catena di comando. I pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini avevano chiesto in primo grado 29 condanne per un ammontare complessivo di 109 anni e nove mesi di carcere.

A definire quel che accadde "macelleria messicana" non fu un no global. Fu Michelangelo Fournier, uno dei funzionari di polizia imputati (è stato prosciolto per intervenuta prescrizione, così come l'agente Luigi Fazio) per la sanguinosa irruzione nella scuola Diaz di Genova, la notte del 21 luglio 2001, il giorno dopo la morte di Carlo Giuliani, ucciso durante l'assalto a una camionetta dei carabinieri. Disse che la scena che si era trovato davanti era quella di "una macelleria messicana". C'era sangue ovunque e gente terrorizzata e questo è documentato da centinaia di video, foto, testimonianze. La scuola era stata scelta dal Comune di Genova come ostello per giovani arrivati da tutta Europa. Al termine dell'irruzione dei poliziotti del Reparto Mobile di Roma, guidati da Vincenzo Canterini, oltre sessanta ragazzi rimasero feriti, alcuni dei quali in modo grave. La polizia arrestò 93 giovani, tutti poi prosciolti. Furono sequestrate due bottiglie molotov che, come hanno sancito ieri i giudici, erano state portate all'interno della scuola per giustificare gli arresti.

E a proposito di quelle molotov, c'è un agente di polizia che esce completamente assolto dal processo di secondo grado: è Michele Burgio, che accompagnò il funzionario Pietro Troiani nella scuola per portare le bottiglie. Burgio è stato assolto dalle accuse di calunnia per non avere commesso il fatto e di trasporto di armi, perché il fatto non sussiste.

Le immagini dei volti feriti, dei pestaggi, del sangue fecero il giro del mondo. La Corte d'Appello, ieri, ha detto che gli alti esponenti della polizia sapevano quel che sarebbe accaduto, e quel che accadde, quella notte alla Diaz. Che ci sono delle responsabilità. Mantovano esprime la sua fiducia, da ministro e quindi come membro dell'esecutivo, nei confronti degli uomini che la Corte ha ritenuto responsabili di quelle violenze ingiustificate. Questo non significa, aggiunge il viceministro, "che alla Diaz non sia successo nulla", ma la sentenza di primo grado "aveva individuato delle responsabilità e distinto le varie posizioni", quindi Mantovano si dice "ragionevolmente convinto che la Cassazione ristabilirà l'esatta proporzione di ciò che è successo, scioglierà ogni ombra su fior di professionisti della sicurezza che oggi si trovano in questa situazione".

Insomma, gli ermellini spranno come rimettere ogni cosa al suo posto. E quei funzionari resteranno dove sono, ribadisce Mantovano, perché quello è un posto che "non si limitano a occupare" bensì "svolgono il loro ruolo con grande responsabilità e dedizione, rispetto al quale ci può essere solo gratitudine da parte delle istituzioni". E poi, aggiunge il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, quella della Corte d'Appello è una sentenza che "criminalizza tutto e tutti, e fa propria la tesi più estrema dei no-global che è totalmente accusatoria nei confronti delle forze dell'ordine e del tutto assolutoria nei confronti di chi provocò danni gravissimi, morali e materiali, alla città di Genova".

LA SIBERIANA


31/03/2007

La storia inizio' al mio primo viaggio cubano parecchi anni fa,ero con la persona che mi porto' a Las Tunas,essendo appunto al mio primo viaggio lui mi faceva da guida e mi evitava le consuete mecaniche che toccano ad ogni neofita.

Lui aveva vissuto per un anno e mezzo all'hotel e conosceva praticamente tutti,dal direttore alle donne delle pulizie.

In quegli anni al Tropical,la disco dell'hotel ogni sera c'era lo spettacolo e quini avevano un corpo di ballo,ovviamente il mio amico conosceva pure queste..... :

Un pomeriggio andiamo in hotel e da li' entriamo in piscina,essendo lui amico pure del salvavida ci siamo fatti un traco assieme,a un certo punto sono arrivate le bailarine per riposarsi dopo le prove,e conobbi lei.

Aveva un nome russo e i tratti pur con la conbsueta fisionomia caraidbica tradivano qualche antenato caucasico.

Aveva gli occhi a mandorla ma con la parte esterna rivolta verso l'alto alla siberiana.

Bella gnocca e di quelle non solo osso che piacciono a me.

Quando ce ne andammo,dovevano continuare le prove,chiesi al mio amico come rintracciarla,ero al primo viaggio e ancora non avevo capito bene come funzionava il tutto..... ..e lui mi disse che potevamo andare a beccarla a casa il giorno dopo.

Viveva in zona aeroporto in una casa in muratura di un piano,la trovai che era sul tetto che stava stendendo,le chiesi di uscire la sera e da quel momento ci frequentammo per un po'.

Lei era stata in Germania ma non aveva funzionato,aveva una figlia e ....le solite cose.

Non posso dire che divento' una cosa speciale,so che torno' in Germania una seconda volta,e fino a 4/5 anni fa ci si incontrava ancora,poi le nostre strade non si incrociarono piu'.

Fino a questo febbraio.

L'ho rivista una mattina al parque seduta a una panchina con una amica.......non la riconoscevo......era vicino alla quintalata.....

Un faccione da paura e un culo che faceva provincia...ma era lei inequivocabilmente......

Non andai a salutarla,non avrei saputo che dire....era irriconoscibile.....

Credo che molte volte sia meglio che certi ricordi restino dentro di noi,perche' la realta' spesso....te li distrugge.....