lunedì 12 luglio 2010

VADO A VIVERE A CUBA - 1 - DAL WEB


Si parte!
Non è facile descrivere cosa mi aveva spinto a trasferirmi a Cuba. Forse è quello che spinge tutti
a fare un passo del genere, e cioè un po' il senso dell'avventura, un po' la voglia di cambiare "aria"
che prende tutti quelli che hanno intorno ai 30 anni. Io avevo già conosciuto quella che poi sarebbe
diventata mia moglie e lei era già venuta qua in Italia in visita per un mese nel 1995. A lei non era
piaciuta l'Italia (e ancora non le piace adesso!) e mi aveva sempre detto che non avrebbe mai
lasciato il suo paese (mai dire mai, eh eh eh!). Così appena mi si è presentata l'opportunità di un
lavoro a Cuba ho deciso di fare il grande passo, e ciò è avvenuto pressapoco a giugno del 1995,
quando lei, Maribel, telefonandomi da Cuba mi dice che lì a Niquero dove vive c'è un piccolo
centro di calcolo dove sarebbe possibile entrare a lavorare (io sono analista-programmatore).
Ad agosto sono andato giù per sposarmi e per parlare con il direttore del centro di calcolo. Il
matrimonio era fino ad allora un concetto per me sconosciuto e non ne avevo mai voluto sapere
(mai dire mai!!).
Sposarsi a Cuba è una delle cose a base di burocrazia che si svolgono più facilmente: bastano
due certificati tradotti e legalizzati in Italia e 600 dollari e il gioco è fatto.
La decisione di trasferirmi si è materializzata solo nel momento in cui ho trovato la possibilità di
lavoro: è vero che se hai dei soldi (molti) puoi vivere a Cuba anche senza fare niente, però non è
quello che cercavo io. Io volevo condurre una vita normale così come la conducono i cubani. Prima
pensavo che fosse possibile, ma solo molto tempo dopo mi sono reso conto che non lo era affatto.
Infatti tutti a Cuba mi dicevano: non sarà facile per te vivere qui, ma chi te lo fa fare di venire
qua se in Italia puoi avere molto di più e vivere meglio, ecc... E chi mi diceva queste cose non
erano, come si potrebbe pensare, degli anti-rivoluzionari invidiosi della mia "libertà", anzi, erano
persone come mio suocero, combattente della rivoluzione cubana, fervido sostenitore di Fidel,
patriota integerrimo, comunista dalla testa ai piedi. Ma io no, volevo fare di testa mia, dicevo: cosa
c’è di strano a venire a vivere a Cuba, ma scusate, siete o non siete rivoluzionari, il vostro paese non
è meglio del nostro in quanto a stile di vita, solidarietà sociale, ecc...? Allora perché mi dite che in
Italia si sta meglio? Non ci capivo molto in tutto ciò, sapevo solo che volevo trasferirmi a Cuba, e
ora ne avevo l’opportunità. E siccome anche io sono un simpatizzante della rivoluzione cubana
pensavo che nulla mi poteva fermare, che avrei trovato le porte aperte, che finalmente potevo vivere
e realizzare ciò che in un paese capitalista come l’Italia non è possibile trovare.
Quindi non sarei potuto andare a fare il nababbo, sarebbe stato un insulto per la società cubana.
L’aver trovato un lavoro chiudeva il cerchio e mi portava a compiere quel salto che doveva
cambiare completamente la mia vita. Decidere di trasferirsi per sempre in un altro paese non è una
scelta facile: in quei giorni che precedono la partenza quando ti svegli al mattino ti senti invadere da
un senso d’angoscia (che per fortuna dura poco, ma sembra interminabile) durante il quale ti chiedi
se stai facendo la cosa giusta, vedi tutta la tua vita scorrere velocemente, pensi agli amici che non
vedrai più come prima, anche alla famiglia, se ce l’hai, a tutte le cose che facevi e che d’ora in poi
non avrai più la possibilità di fare, specialmente se vai a Cuba, un paese bello sì, ma molto, molto
diverso dal nostro.
Dicevo, allora, che ad agosto del ‘95 mi sono sposato e ho avuto l’incontro con il direttore del
centro di calcolo, il quale mi dice: bene, sono contento che tu venga qui a lavorare da noi, ho un
sacco di iniziative per la testa, con il tuo aiuto potremo fare delle cose nuove, ecc... Bella
prospettiva, interessante, non c’è che dire... Solo che uno dei difetti de cubani è quello di
"esagerare" un po’ nel fare i progetti, le pianificazioni; di solito sono molto ottimisti e sbagliano per
eccesso. Bisogna saper interpretare molto bene le loro dichiarazioni, per evitare successivamente
malintesi a volte insanabili.
Così, una volta tornato in Italia, mi ero un po’ montato la testa, ero eccessivamente esuberante
nel pensare a tutte queste cose che andavano a gonfie vele. E nel bel mezzo di questo godimento ho
fatto le valigie, ho "inscatolato" casa mia (nel senso che ho imballato tutti i mobili e li ho spediti in
aereo) e il 23 novembre 1995 sono partito per il Nuovo Mondo.
Arrivando a Cuba con tutta la mia "mercanzia" (praticamente avevo portato tutto, anche il letto e
il divano!) mi sono imbattuto nei primi, drammatici, estenuanti meandri della burocrazia cubana e
delle incomprensioni che ne scaturiscono. Prima di partire dall'Italia mi ero informato al Consolato
di Milano e mi avevano detto che non c'erano problemi: andando a Cuba per risiedervi avevo,
secondo loro, il diritto di portarmi dietro le mie cose. Purtroppo non era proprio così. Io arrivai
all'Avana un venerdì sera dove mi stavano aspettando il fratello di mia moglie, suo zio e suo cugino
con un camion e due autisti che avevano noleggiato per l'operazione presso un'impresa agricola
locale (non ci sono le imprese di traslochi!), un camion per il trasporto delle merci, coperto da un
telo, dentro il quale avremmo dovuto viaggiare anche noi quattro per una notte intera. Loro con quel
camion avevano già fatto il viaggio di andata da Niquero a l'Avana e ora dovevamo fare il percorso
inverso. Peccato però che di venerdi sera la dogana è chiusa, e il sabato mattina pure.
Aspettammo quindi fino al lunedi, quando ci presentammo di nuovo all'aeroporto, zona "cargo",
agli sportelli della dogana. Qui un vetro separava me dalla persona che stava oltre, ma la cosa
angosciante, kafkiana oserei dire (e kafkiano fu tutto il mio rapporto con Cuba in quel periodo in cui
rimasi laggiù), era che una tapparella oscurava il vetro quasi totalmente, lasciando aperta in basso
solo una fessura di circa 10 centimetri, il minimo necessario per far passare i documenti, e non
permetteva quindi di vedere in faccia la persona con cui stavo parlando, ma solo le sue mani, e la
voce a malapena si udiva, così che dovevo abbassarmi verso quella fessura per accostare l'orecchio,
cercando invano di individuare il volto della donna che parlava, ma potendo solo vedere al massimo
il suo mento. In questa situazione, già di per sé desolante, mi sento anche dire che non avrei potuto
ritirare le mie cose, perché da nessuna parte risultava che io fossi già residente cubano, quindi
dovevo prima dimostrare questa mia posizione.
La cosa si complicò parecchio. Ritornammo in città per cercare una soluzione presso l'Ufficio
Stranieri, cercando di farci rilasciare uno straccio di documento che mi desse qualche possibilità.
Qui, in un atrio semideserto, una poliziotta stava seduta ad un tavolino, impegnata a fare nulla;
ascolta impassibile le nostre richieste e alla fine, senza batter ciglio, con lo sguardo fisso davanti a
noi, con la monotonia della voce, risponde che non si può fare nulla. Insistiamo ma ripete che devo
recarmi prima nel luogo prescelto per la residenza e farmi dare da loro un certificato provvisorio.
Continuiamo a insistere (da l'Avana a Niquero sono 850 km!) e finalmente riusciamo a schiodarla
da quella benedetta sedia, si alza e dice che va a consultare i suoi superiori. Torna dopo dieci
interminabili minuti. Lo sguardo è sempre lo stesso, stampato come sul bronzo, così che non si
riesce a percepire, guardandola solamente, se le notizie che deve darci sono buone o cattive.
Purtroppo erano cattive. Nulla da fare: secondo loro dobbiamo tornare a Niquero per cominciare le
pratiche di residenza, e poi tornare qui con quelle.
Non ci arrendiamo tanto facilmente. Tentiamo ancora una sortita nientemeno che alla Direzione
Generale Della Dogana Di Cuba. (Detto per inciso muoversi rapidamente in una città grande come
l'Avana senza un mezzo proprio significa ogni volta prendere un taxi e spendere in una giornata
qualche decina di dollari: solo il tragitto dal centro all'aeroporto costa circa 13-14 dollari).
Qui sembra che qualche possibilità in più ci sia: la donna alla reception è molto più disponibile e
umana di quelle che l'hanno preceduta nella nostra odissea. Capisce che il mio problema è
fondamentalmente dovuto ad una errata e superficiale informazione datami dal Consolato di Cuba
in Italia, così mi consiglia di fare un esposto indirizzato alla Direzione (anzi, mi avrebbe anche fatto
parlare con un responsabile, ma in quel momento non era lì). Entro un paio di giorni ci avrebbero
fatto sapere qualcosa, così ci consigliano di non lasciare l'Avana e aspettare una loro telefonata.
Dopo due giorni la risposta arriva: purtroppo non si può proprio fare nulla. Devo proprio andare
prima a Niquero e poi tornare qui con un certificato di residenza. L'unico vantaggio acquisito finora
è che almeno ufficialmente abbiamo lasciato una traccia con quell'esposto alla Direzione Generale
della Dogana. Torniamo all'aeroporto a prendere mio cognato e suo cugino che erano rimasti lì nel
piazzale della zona cargo per delle ore sotto il sole sperando che arrivassimo con delle buone notizie
(naturalmente il telefono cellulare a Cuba è un lusso per pochi, così come il telefono in generale, sia
privato che pubblico, e ciò ci ha complicato la vita non poco in quest'occasione come in altre).
Si decide allora di partire per l'Oriente cubano, destinazione Niquero, ridente località della
provincia Granma (si fa per dire!). Il camion viene a prenderci verso sera, già carico di mobili per
metà, perché i due autisti di loro iniziativa avevano deciso di dare un passaggio fino a Niquero a
due conoscenti che dovevano portare dei mobili fin laggiù. Già, e i miei mobili dove li avremmo
messi, visto che non c'era più spazio?? Ma ai due sembra non importare molto...
Così passiamo una notte tremenda di viaggio dentro il cassone di un camion che ad ogni buca del
terreno (e ce ne sono molte sull'unica autostrada cubana che percorre l'isola per lungo) ti rimescola
gli organi addominali in maniera tale che quando credi di avere male alla milza in realtà è il fegato,
che ha cambiato posto.
A Niquero comincio le pratiche per la residenza. Ogni straniero che voglia stabilirsi a Cuba deve
richiedere la residenza, che è di due tipi: permanente o temporanea. Quella temporanea viene
richiesta da chi deve rimanere per un periodo definito e limitato nel territorio dello stato, per motivi
di lavoro, di studio, o altro. Ti viene consegnato il cosiddetto Carnet de Identidad di colore grigio e
con questo non hai problemi, puoi andare dove vuoi, fare quello che vuoi, ecc... La residenza
permanente viene richiesta solo da qualche "pazzo" come il sottoscritto (non ho conosciuto altri
stranieri che l'avessero chiesta) che decide di trasferirsi per un tempo indefinito a Cuba: ti viene
consegnato un Carnet de Identidad di colore verde e anche con questo puoi fare tutto quello che fa
un cubano, anche aprire un'attività per conto proprio (cosa che con il carnet grigio, se non ricordo
male, non si può fare) e ritirare di diritto la tua quota di alimenti con la famosa "libreta". Ma la
differenza più spettacolare tra i due carnet (a parte il colore, ovviamente) è che quando decidi di
uscire dal paese devi chiedere prima il permesso alle autorità di polizia e attendere circa una
settimana e pagare circa 30 dollari nel caso del carnet grigio, mentre se hai la residenza permanente
devi aspettare circa un mese e pagare 150 dollari (!), esattamente come un qualsiasi cubano.
Ovviamente io non ero al corrente di queste "insignificanti" differenze, e tantomeno a nessuna di
tutte le persone con cui ho dovuto parlare negli uffici della polizia è mai venuto in mente di
dirmelo...
Quando vado all'ufficio immigrati di Niquero pensavo di cavarmela in qualche ora. Ad agosto,
quando ero venuto a Cuba per sposarmi, ero già venuto qui negli stessi uffici ed avevo parlato con
un grassone baffuto, vagamente somigliante al sergente Garcia del famoso telefilm "Zorro", il quale
mi aveva scrutato dalla testa ai piedi e chiedendomi perché volevo prendere la residenza qui
sfogliava il mio passaporto: "Così lei è stato in Cecoslovacchia... e in Ungheria... Come mai?" I
cubani sono talmente poco abituati ad uscire dai confini del loro paese (se lo hanno fatto in passato
era solo per missioni ufficiali di lavoro) che non riescono a concepire che uno possa recarsi
all'estero semplicemente per turismo, specialmente se il tuo interlocutore è uno della polizia o della
dogana. "E' stato anche in Nicaragua e in Salvador... lei viaggia molto!". Insomma, alla fine mi dice
che per chiedere la residenza non devo far altro che portare il certificato di matrimonio.
Per questo in quel giorno di novembre non avrei mai immaginato che ottenere il Carnet de
Identidad sarebbe diventato arduo come poi è stato. Adesso mi dicono che lì a Niquero non si può
fare nulla di tutto ciò, che loro dipendono da Manzanillo (una cittadina più grande che dista 60 km)
e che quindi devo andare là.
Va bene, andiamo a Manzanillo. Scriverlo è semplice (sono 5 parole) ma metterlo in pratica
significa alzarsi alle 5 del mattino, recarsi alla stazione degli autobus di Niquero (non è che ci siano
autobus, però come saprai ci sono gli "amarillos" che controllano il transito dei camion statali e su
quelli vuoti fanno salire la gente), sperare che passi qualche mezzo pesante e sopportare 1 ora e
mezza di strada dissestata in piedi. Un viaggio a Manzanillo è come una temibile punizione.
A Manzanillo troviamo proprio lui, il grassone, che mi riconosce pure e riconosce anche Maribel
e fa anche il gentiluomo: come va?, tutto bene? No, io qui non posso fare niente, ora dipende tutto
da Bayamo (il capoluogo della provincia Granma che dista altri 60 km, per un totale di 120 km da
Niquero), dovete andare là. Per fortuna quel giorno eravamo in macchina, ci avevano portato quelli
del centro di calcolo di Niquero (il mio futuro nuovo posto di lavoro), e quindi in 1 ora circa
arriviamo a Bayamo. Ci manca solo più che anche qui ci dicano che loro non possono fare niente e
che dobbiamo andare magari fino a l'Avana...
Invece pare che siamo arrivati nel posto giusto; nell'ufficio immigrazione di Bayamo il tipo che
mi riceve va a prendere il testo della legge sull'immigrazione e mi dice: prendi nota, per chiedere la
residenza occorre:
- certificato di matrimonio
- 2 foto
- dichiarazione del futuro datore di lavoro
- dichiarazione del coniuge che si assume le spese di vitto e alloggio
- esami del sangue (ricerca HIV), delle urine e delle feci
- radiografia al torace
- certificato penale
Di fronte a una lista del genere avevo capito che forse ci avrei messo un po' più di un'ora. Mentre
eravamo a Bayamo siamo andati alla sede centrale dalla quale dipende il centro di calcolo di
Niquero, dove ho avuto un colloquio con la direttrice, la quale ad un certo punto sai cosa mi dice?
Che per poter iniziare a lavorare dovevo prima avere la residenza! Gli emigranti hanno vita difficile
in qualsiasi parte del mondo si trovino. Comunque almeno sono riuscito a farmi dare la
dichiarazione in cui si dice che si impegnavano ad assumermi: un documento era già fatto, ne
mancavano solo più altri sette...
Analisi varie le ho fatte a Niquero (meno male che le prestazioni sanitarie non si pagano, o
meglio: in una grande città te le farebbero pagare, in quanto straniero, ma qui in un paese piccolo
con le amicizie si riesce a fare qualsisasi cosa), l'assurda dichiarazione del coniuge che si assume le
spese di vitto e alloggio è solo una formalità (un modulo da sottoscrivere e sul quale si applica una
marca da bollo di 50 dollari, pari a otto mesi di stipendio di Maribel!), il certificato di matrimonio
l'avevamo già, mancavano solo più il certificato penale e le foto.
Per il certificato penale provo a rivolgermi telefonicamente all'ambasciata italiana: "Ah ma
questi sono problemi suoi, l'ambasciata non è mica qui per fare i certificati! Deve farselo lei in
Italia!" mi risponde la scortese e scorbutica funzionaria che si occupa degli italiani resdienti qui
(non è che se ne occupi poi tanto, se li tratta tutti così). La cosa quindi si complica: non posso mica
andare in Italia solo per fare un certificato!
Qualche giorno dopo da Niquero telefono a mia sorella, le spiego la situazione, si va ad
informare in procura e mi dice che accettano anche una persona delegata, con fotocopia della carta
d'identità dell'interessato. Sembrerebbe facile, se non fosse che fare una fotocopia a Niquero è più
difficile che fare 6 al superenalotto. Qui non ci sono fotocopiatrici, però adesso che mi viene in
mente al museo civico c'è un fax, così vado lì e siccome conosco il direttore e tutti quelli che ci
lavorano non ho problemi ad ottenere una discreta copia della mia carta d'identità. Devo solo più
mandarla via posta in Italia e normalmente ci vuole circa un mese di tempo (più un altro mese per la
risposta fanno circa due mesi di attesa).
Nel frattempo ammazzavo il tempo al centro di calcolo, dove mi avevano proposto di cominciare
comunque a frequentare, tanto per vedere l'ambiente e conoscere i colleghi. Oltretutto avevo portato
giù anche il mio glorioso 486 DX 33 con modem e scanner manuale (il modem in realtà non è che
servisse molto, dato che il collegamento a internet non è previsto per i cubani) che faceva la sua
bella figura al centro, dotato solo di un povero 386, pure senza Windows. Io invece con il mio
Windows 3.1 sfoggiavo una superiorità invidiabile, tale che dovetti organizzare un corso di
Windows per pochi adepti. Nella sede centrale di Bayamo, però, ricordavo di aver visto molti PC
anche potenti, dotati già di Windows 95 e altre meraviglie: fu allora che cominciarono ad assalirmi i
primi sospetti su quanto poco fosse tenuto in considerazione il centro di calcolo di Niquero e le
persone che vi lavoravano.

CONTINUA......

Comunicato stampa dell’Arcivescovado de L’Avana


Lo ha diffuso Prensa Latina A mezzogiorno di mercoledì 7 luglio, il cardinale Jaime Ortega Alamino è stato ricevuto dal presidente cubano Raúl Castro Ruz.

All’incontro hanno partecipato anche il ministro degli Esteri e della Cooperazione della Spagna, Miguel Ángel Moratinos,con il ministro degli Esteri di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla.

Alcune ore prima il cardinale Ortega aveva realizzato una riunione di lavoro congiunta con i ministri Moratinos e Rodríguez Parrilla.

Negli incontri si è parlato del processo iniziato lo scorso 19 maggio, quando il presidente Raúl Castro Ruz, aveva ricevuto il cardinale Jaime Ortega ed il presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici di Cuba, monsignor Dionisio García Ibáñez.

Sino ad oggi lo sviluppo di questo processo ha permesso la liberazione di un recluso e il trasferimento di altri dodici nelle loro province diresidenza.

Nell’ambito di questi incontri e seguendo la continuità del processo già menzionato, il Cardinale Ortega è stato informato che, nelle prossime ore, altri sei detenuti saranno posti in libertà e potranno partire presto per la Spagna in compagnia dei loro familiari.

Le auotorità cubane hanno inoltre informato che i 47 detenuti che restano, tra coloro che furono reclusi nel 2003, saranno posti in libertà e potranno andarsene dal paese.

Questa gestione si concluderà in un periodo di tre o quattro mesi, partendo da ora, dice il dispaccio.

Questo processo ha considerato le proposte espresse precedentemente al Cardinale Ortega dai familiari dei detenuti.

MERITOCRAZIA


Gian Antonio Stella

«Fra' Luigi», come gli studenti più discoli chiamano il rettore dell' Università La Sapienza di Roma Luigi Frati ironizzando sul suo spropositato accento romanesco, ha lanciato una nuova invettiva. E dopo avere sparato a zero tempo fa sulle ricerche dell' équipe («sono dei mediocri») del premio Nobel Rita Levi Montalcini ha detto che «qui in questo Ateneo c' è chi ruba lo stipendio: ci sono persone che lo prendono da anni e non fanno nulla. Ora faremo pulizia». Non bastasse, ha aggiunto: «Il 30 per cento dei ricercatori della facoltà di Giurisprudenza non ha prodotto nulla nell' ambito della ricerca scientifica e in generale alla Sapienza il 10 per cento dei ricercatori non ha prodotto nulla negli ultimi 10 anni». Che abbia delle buone ragioni, nonostante abbia preso le difese dei colleghi anche un ricercatore come Giovanni Amelino Camelia (cioè uno che secondo la rivista Discover Magazine sarebbe tra gli eredi di Albert Einstein), non vogliamo neppure metterlo in dubbio. D' altra parte, se le cose funzionassero bene la più grande università d' Italia non sarebbe nella classifica avulsa (rapporto tra studenti iscritti e parametri vari: troppo facile scalare la hit parade puntando su un esorbitante numero di professori e gli studenti) al 401° posto tra le università del mondo. Una posizione catastrofica. Quello che non torna è il pulpito da cui predica «Fra' Luigi». Dio sa quanto l' università italiana abbia bisogno di un ripristino della meritocrazia per recuperare quella credibilità internazionale che, a parte poche e luminose eccezioni (la Normale e il Sant' Anna di Pisa, la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste...) appare compromessa. Ma parlare di meritocrazia, perfino in un Paese come il nostro, sarebbe più facile avendo le carte in regola. Sia chiaro: la professoressa Luciana Angeletti in Frati, il professor Giacomo Frati e la professoressa Paola Frati saranno sicuramente dei fuoriclasse nelle loro rispettive materie. E può darsi che sarebbero riusciti ad andare in cattedra, tutti e tre nella facoltà di medicina, anche se non fossero rispettivamente la moglie, il figlio, la figlia (che nell' aula magna di Patologia ha fatto pure la festa di nozze) del nostro rettore il quale, anche dopo l' elezione, si è tenuto stretta la poltrona di preside di medicina alla quale è imbullonato dal lontano 1990, quando il ministro per la Protezione civile era Vito Lattanzio, degli Esteri Gianni De Michelis e degli Interni Antonio Gava. Può darsi. Ma è lecito avere il sospetto che la parentela abbia dato una mano ai congiunti del nostro moralizzatore? Non basta, com' è noto, che la moglie di Cesare sia onesta. Deve anche apparire tale. E sotto questo profilo, diciamo la verità, non è che il rettore della Sapienza sia al di sopra di ogni sospetto. O no?

GLI OLANDESI


Prima della finale mondiale da qualche parte avevo letto che gli olandesi non e' che andassero proprio d'accordo,in campo si aiutavano ma fuori a malapena si parlavano.

Credo che la descrizione del giornale sia calzante a pennello per quel popolo.

Ne ho conosciuti parecchi,il mondo e' pieno di olandesi,d'altronde sono stati i primi veri viaggiatori per commercio,la Compagnia delle Indie era olandese e ha aperto le rotte a tutti gli altri.

Sono un popolo orgogliosamente individualista,alcuni anni fa per 2 stagioni diedi la mia animazione a un bellissimo camping village in Toscana,il 70% della clientela era olandese tanto che i cartelli all'interno della struttura erano in italiano,inglese e olandese.

Ogni tanto andavo a trovare i miei ragazzi che lavoravano la' ,notai subito che mentre i ragazzi giovani olandesi avevano fatto gruppo gli adulti coi loro giganteschi camper stavano ognuno per conto suo,ognuno mangiava col suo nucleo familiare nella sua piazzola.

Ora mi immagino degli italiani che si ritrovano in un campeggio in Olanda,l'odore della pummarola e delle grandi tavolate lo si sentirebbe a miglia di distanza,noi siamo fatti cosi' tendiamo sempre ad aggregarci...anche quando magari non sarebbe il caso...loro no,gli olandesi tendono a stare ognuno per conto proprio e a frequentarsi proprio se devono e in modo molto formale.

Domani vi parlero' dell'olandese di Las Tunas....

A LABBRA NUDE - MANERA


Salendo per le scale che occupano il minor spazio immaginabile,siamo arrivati alla fina nell'appartamento del cugino,e sopra ancora,alzando una botola,siamo sbucati in una piccola camera da letto,buia perche' William ci ha fatto arrivare l'acqua ma non ancora la corrente e costruita senza tanti scrupoli sul tetto,ingombro di depositi d'acqua e ciarpame vario messo li' casomai servisse,ma anche spalancato sullo spettacolo soprannaturale di quel cielo turbolento e di quei lampi inoffensivi,che sembrano sbalzare la notte e la citta' al riparo dal tempo.

Mentre sto' col naso per aria affacciato al finestrone e penso che su questo pianeta non c'e' gran che di meglio di una notte all'Avana,ammesso che l'Avana si trovi su questo pianeta,sento venire dalla cameretta la voce di Silvio Rodriguez in una vecchia scontata canzone.

"Vivo en un pais libre
cual solamente puede ser libre
en esta tierra en esto instante
y soy feliz porque' soy gigante"

Mi volto e nella barcollante semioscurita' ocra di una candela c'e' Maday con una collanina di pezzetti d'ambra,conchiglie paglierine e conterie gialle e un ventaglio dorato che le smuove i capelli neri.

I segni di Ochun mandano tenui luccichii quando incrociano uno scarto della fiammella.

Il resto e' il buio sulla sua pelle nuda e sulle sue labbra chiuse.

"Amo una mujer clara
que amo y me ama,sin pedir nada
o casi nada,que no es lo mismo
pero' es igual"

Che Orula signore della saggezza e della divinazione,vada a farsi un giro sul Malecon.

Non voglio piu' capire,ne' scrutare il futuro.

Voglio fare naufragio su quest'isola e sul silenzio di quella bocca.

CIAO SUDAFRICA


Sipario sui mondiali sudafricani.

Ha vinto la Spagna,giusto cosi',ha dimostrato di essere la squadra migliore,pur senza il suo centravanti,ha dimostrato che le partite si vincono e si perdono sempre in un unico settore.

Il centrocampo.

Le partite si vincono e si perdono sempre in quei pochi metri.

Ha perso l'Olanda anche se ha fatto un bel mondiale,mi dispiace perche' una sua vittoria sarebbe stata un parziale indennizzo per quella che nel 1978 i fascisti argentini rubarono alla grande Olanda di allora.

Ha vinto Mandela ma...aveva gia' vinto prima dimostrando al mondo che esistono persone e non razze.

Ha vinto Maradona anche se non ha vinto il mondiale,ha dimostrato che anche se si e' personaggi pubblici si puo' continuare ad essere uomini di popolo e la folla festante che lo ha accolto al ritorno in patria ne e' la dimostrazione.

Hanno perso Lippi e Abete....se ne vadano,spariscano,si tolgano dai coglioni una volta per tutte.

Ha perso Anelka perche' essere neri non sempre vuol dire essere dalla parte di chi ha ragione e ha subito torti..

Ha perso Blatter uomo medioevale in un futuro che lo sta' travolgendo.

Ciao Sudafrica e...grazie di tutto.

REPORT TUNERO 2007 - 9 -


Ieri sera serata abbastanza normale,prima di entrare in disco la policia nel giro di 10 minuti ci ha fermati 3 volte mentre in auto giravamo per il centro citta',cazzate....niente di che.

In disco non molta gente,d'altronde era lunedi,il cognato del tuccio ha pensato,gentile come sempre alle mesas e abbiamo passato una bella serata tutti insieme.

C'era anche il mio amico calabrotto con un altro amico romano conosciuto un anno fa amico a sua volta del solito romano che ora ha portato la novia in Italia.

Fra l'altro gira con una delle piu'belle gnocche della citta'ma anche lui e'un bel tipo,lavora a Roma nella moda,ed e'una coppia piu'che credibile.

Oggi e'saltata la gita a Colombia in quanto il papa'della fanciulla dell'italiano che vive qua'non ha trovato il maialino delle giuste dimensioni,penso che andremo giovedi'o venerdi',quindi oggi si cazzeggia in citta'.

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Bella giornata di mare,noi 3 con 3 tipiche bellezze cubane.

La blanquita stile europa dell est,la mulattona sinuosa e l'intriganye china.

Al mare ci hanno raggiunti Tuccio e signora,il leone e fanciulla e Carlo Alberto il cognato del tuccio.

Gran tavolata di 11 con pesce a volonta'e di tutto di piu',poi solito cazzeggio in spiaggia fino al rientro nel tardo pomeriggio.

Stasera,tanto per cambiare ,bolera col re del gossip Tuccio sugli scudi.

Il Toro ha scaricato la china e stasera e'di nuovo in pista...c'e'una negra borracera che lo insidia...vamos a veer.

Fra làltro il toro e'anche incaricato di pagar da bere ogni serA ALLA GIUNONICA MARIA.... :

Manca poco.....

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Ieri bella serata in disco,anche se dopo un paio di ore me ne sono andato,e'un mese che sono li'quasi tutte le sere...,.mi sono anche un po'rotto i maroni....

Per fortuna c'era ghiaccio altrimenti il Tuccio sclerava di nuovo e passava le ore in giro per la citta'a cercarlo...benedetto ragazzo....bravo ma agitato.

Oggi solo soletto ho passato la giornata al campo a Colombia a mangiare il puerco....giornata mooooltttoooo interessante....seguira'topic con foto.

Stasera....bolera....

Domani credo tutti al mare,non so se ci raggiungeranno la tuccio band ma sicuramente ci godremo lùltimo sole.

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Ultima missiva da terra cubana.

Ieri come preannunciato...e come sempre...tutti in Bolera,che nel frattempo si era trasformata in una specie di sinagoga..

E'qualche giorno che omperversano turbe di israeliani che aumentano di giorno in giorno.... :

Il dj astutamente a un certo punto ha messo un pezzo arabeggiante e...ale'....come matti tutti in cerchio a ballare...neanche fosse la festa del kibbuz... :

Sembrava la sagra del pisello circonciso...

Saran stati cazzi per le fanciulle farsi pagare....

Verso la una e mezza noi 3 con fanciullame siamo andati via,comunque non c'era un gran che...

Oggi ultimo giorno di mare e preparativi per la partenza,domani verso mezzogiorno partiremo per Camaguey dove si consegnera'il carro e poi via.

Il volo e'per il momento confermato nell orario previsto.

Si rientra....ma e'giusto cosi'.

Tanto ci sara'comunque e sempre un ritorno.

FINE

domenica 11 luglio 2010

IL MARCHETTONE



Questo post e' dedicato unicamente a quei 2/3 ( e mi tengo largo...) frequentatori del web cubano che hanno uno straccio di cultura musicale ad ampio raggio.

A Muzzo mi vengono in mente Fox Molder e Gigi (prima che si rimbambisse del tutto).... ma sicuramente ci sara' anche qualcun'altro...forse.

La musica latina non sfugge alle percentuali di qualita' che caratterizzano tutta la musica,il 10% e' buona,il 10% e' ascoltabile e il resto e' una merda.

Il fatto e' che spesso si torna da Cuba,sopratutto dopo i primi viaggi,cosi' conciati da immergersi nella musica latina 24 ore al giorno ascoltando musica che farebbe inorridire un messicano.

Il pezzo di Armada Latina e' ascoltabile,il video e' il solito minestrone coattoportoricano stile Marc Antony ma tutto sommato in giro c'e' di peggio.

Al club abbiamo un grande schermo che tutto il giorno trasmette video musicali e questo pezzo passa spesso,sulle prime guardavo il video distrattamente,giusto un occhio di riguardo per la gnocca de Puerto Rico che circolava e nulla piu'.

Eppure c'era un pezzo di canzone che mi ricordava qualcosa....

L'altro giorno mi metto di buzzo buono a guardare interamente il video e nel finale vedo un arzillo vecchietto, con un abbigliamento improbabile da americano ai Caraibi, che strimpella la chitarra.

Lo guardo bene e....non ci posso credere...

Crosby.....

A questo punto il post diventa per pochi intimi...intenditori...Crosby,Stills,Nash e Young sono stati un quartetto mitico sul finire degli anni sessanta e nella prima meta' degli anni 70 ,hanno rappresentato un America diversa,contraria a quella merda del Vietnam,pacifista,libera e libertaria.

Comunque faccio qualche ricerca e ritrovo il brano in questione che fra l'altro ho in vinile...un bootleg di Woodstock..

Il brano e' lungo ma negli ultimi minuti c'e' il pezzo di chitarra poi campionato dai caraibici.

La musica del quartetto gia' allora cercava di fondere il pop e la musica latina cosa che fece poi col suuccesso che tutti sappiamo Carlos Santana.

L'operazione in questione e' un po' blasfema,probabilmente Crosby ha fatto un marchettone ma almeno spero che si sia divertito con qualche portoricana del video.

ANDAR PER MERCATO A CUBA


Ovviamente chi passa a Cuba 1/2 settimane di far da mangiare manco ci pensa,ma se,come e' capitato a me,ci passi un inverno allora almeno ogni tanto fa anche piacere organizzare una cenetta invitando un po' di gente e mettendo su una discreta farandula.

Una mattina di gennaio con scooter e fanciulla andiamo al mercato a Las Tunas,la sera avevamo ospiti e avevo precettato la cucina della casa per cucinare.

Il menu' consisteva in una bella carbonara,insalata mista,bistecche di maiale e macedonia il tutto innaffiato da un bevibile vino bianco cileno.

Ero gia' andato al mercato molte volte ma e' un esperienza divertente che consiglio a chiunque voglia farsi un immersione in un mondo cubano piu' vero al di fuori di chulos,mignotte e tutto il churrame che conosciamo bene.

Il mercato principale di Las Tunas,al di fuori della feria che pero' e' attiva solo nei fine settimana,si trova a ridosso della linea del ferrocarril,non lontano da dove vive la fanciulla.

All'ingresso c'e un tornello...giuro..proprio un tornello,suppongo per impedire l'ingresso di moto e biciclette che alzerebbero polvere peggiorando ulteriormente le gia' precarie situazioni igeniche del tutto.

Si perche' se siete di stomaco fragile e andate al mercato...allora non mangerete piu' carne per tutto il periodo in cui soggiornerete a Cuba.

Ma andiamo per gradi....anche qua' vale l'assioma per cui in presenza di uno yuma i prezzi tendono a lievitare,almeno quelli di cui non e' specificato bene l'ammontare.

Sulla frutta e la verdura il rischio e minore in quanto ci sono i cartellini col prezzo ma sulla carne e sul formaggio ...apriti cielo.

Visto che so che mi inculeranno comunque ci vado sempre con qualche cubano o cubana che perlomeno dara' un occhio al peso ed evitera' che proprio mi mettano a pecora senza neanche la vaselina.

Questo ovviamente per tutto cio' che non si acquista a "numero",per esempio le arance si comprano a quantita' e qua' stai tranquillo.

Quando arrivi alla carne....beh..qua' ci vuole stomaco..perche' la vedi li'...esposta con quel caldo torrido....con mosconi posati ovunque e ti chiedi se il tuo stomaco sapra' tollerare tutto cio'.

Ovviamente le bilance sono quelle di prima della guerra contro gli spagnoli e volendo ti inchiappettano a raffica...la cubana che ti porti dietro dovrebbe ...e dico dovrebbe....aiutarti ma non e' sempre detto che accada.

Parliamo comunque di spiccioli ma e' piu' una questione di forma,va bene essere un pelino fottuti ma un pelino.....non tutto il pennello.

Comunque abbiamo fatto il pieno di tutto,spendendo fra l'altro davvero poco per le nostre tasche occidentali ma una discreta sommetta se vista in ottica cubana.

Puoi trovare anche il formaggio ma li' non e' un granche' meglio molto meglio se conosci qualcuno al campo che lo fa come si deve e che non ti rifila un pezzo di plastica stopposa.

Comunque e' un esperienza divertente,provatela se vi capita.

A MARCHIONNE RIESCE QUELLO CHE NEANCHE A BERLUSCONI VIENE CONCESSO


La lettera con cui Marchionne canta le lodi al moderno piano di nuova schiavitù che la Fiat riserva agli operai di Pomigliano è oggi in prima pagina su tutti i giornali di ogni parte politica, nonché in onda su tutte le emittenti radio-televisive di stato e commerciali. Neanche al Cavaliere sarebbe riuscito un “en pleine” comunicativo di tal genere. Perché? Perché il piano Fiat oggi non è solo un ritorno indietro al passato per lo stabilimento di Pomigliano, ma è la nuova architrave senza diritti su cui poggerebbe il mercato del lavoro e le relazioni sindacali nel nostro Paese. Perché è la vera battaglia su cui i poteri forti vogliono giocare tutte le loro pesanti carte. Mentre il sindacalismo giallo nostrano fa impallidire gli omologhi sindacati collaborativi d’oltreoceano, la Cgil di Epifani si scorda del risultato del referendum, della Fiom e del protagonismo sindacale di base e si lamenta, non nel merito dell’accordo capestro, ma nel non esser stata “convocata” e quindi coinvolta.
“Oggi a Pomigliano, domani ad ogni lavoratore italiano” era il giusto slogan con cui abbiamo contrastato la lotta di classe dei nuovi padroni, la questione della lotta ad un capitalismo criminale è dirimente come dimostra l’arresto di otto “manager” per il fallimento Agile-Etelia che sta mettendo sul lastrico migliaia di lavoratori (notizia questa risolta con articoli di poche righe dai “democratici” giornali di destra e di sinistra così attenti alla “legge bavaglio”)

Marco Rizzo

UN ESTATE DIVERSA


Mentre siamo quasi a meta' della stagione estiva,ed e' passata la meta' piu' a rischio per il mio lavoro turistico,continuo a vivere questa estate cosi' diversa da quelle che ho attraversato negli ultimi 25 anni.

Ho passato 12 giorni al mare e nulla piu',in altri anni erano quasi 2 mesi che non rientravo a casa.

Mi sto' godendo la Val Susa in estate,la mia casa,il mio nuovo lavoro...aggiunto e in generale uno stile di vita a cui non ero abituato.

Un po' il mare mi manca,e' stato al mio fianco in tutti questi anni e ora,d'estate,svegliarmi guardando le montagna e' un po' insolito.

Il lavoro e' parecchio perche' malgrado sia meta' luglio il club continua a registrare tante presenze,continuiamo ad essere aperti di domenica (infatti scrivo dal computer della palestra prima di apèrirla in questo momento) e in generale il tempo scorre veloce.

Prevedo un giro per gli hotel a inizio agosto e uno al final de todo intorno al 11/12 settembre,ojala.

Per il resto faccio tutto per telefono e per il momento,SGRAT,le cose vanno come devono.

In vacanza almeno qua' in valle c'e' andata poca gente anche se e' vero che molti preferiscono non muoversi e godersi la montagna in questi mesi caldi,vivo qua' da 8 anni ma e' il primo anno in cui davvero "vivo" questo posto.

Grazie alla mia entrata nella societa' in un paesone come questo iniziano a conoscermi un po' tutti e visto che piu' o meno tutti sono nostri clienti inizio ad intessere una tela di relazioni che ptrebbe essermi utile in futuro,questa e' una piccola Svizzera e le opportunita' non mancano.

Cuba...mah...forse dopo il 24 agosto,ma devo vedere quanto resta in cassa ,l'esborso e' stato draconiano e occorre fare un po' come le formichine almeno per un anno poi il vento tornera' forte a tesare le vele.

Comunque sono si stanco ma non stressato come spesso succedeva nelle estati in giro,forse ci ho guadagnato persino in salute....

PRESIDENTE...MI RACCOMANDO...


Toro in B, parco giocatori in via di costruzione, una delusione da smaltire: sembra il 2005, alba dell’era Cairo, e invece oggi comincia la sesta stagione sotto la sua gestione. Riparte un’altra volta da zero, presidente?
«Abbiamo fatto cose buone e altre meno, ma non sono stati anni inutili».

Due anni di fila in serie B, se non è zero questo...
«Ma ripartiamo dagli ultimi sei mesi di campionato: la scelta di Petrachi, prima al fianco di Foschi e poi in assoluta autonomia, la capacità di prendere certi giocatori. Decisioni, non condivise da tutti, che ho preso io e che hanno permesso al Toro di vincere il girone di ritorno. Lo dico a chi mi contesta».

Ma la realtà resta la serie B.
«Un rigore su Bianchi negato, il gol annullato ad Arma: vi ricordate come è andato lo spareggio col Brescia».

«Cairo vattene»: volantini in città e sul web. Oggi lei non sarà al raduno: c’è un nesso?
«Non c’ero nemmeno gli anni scorsi. Poi senta, io sono una persona responsabile e voglio andare avanti per il bene del Toro. Guardatevi intorno, il mercato è fermo e non solo per noi, non ho i 7,5 milioni di paracadute dalla retrocessione: l’economia mondiale è in crisi, il calcio non fa eccezione».

In 5 anni ha detto tutto e il contrario di tutto. Ha fatto strage di allenatori e ds, impossibile trovare un equilibrio?
«Ho compiuto molti errori, è vero. Pozzo, patron dell’Udinese, mi ha detto che all’inizio era come me. “Ma tu hai fatto più in fretta a capire gli sbagli”, ha aggiunto».

E che cosa avrebbe capito?
«D’ora in poi gestirò il Toro come negli ultimi sei mesi. Basta comprare giocatori per compiacere la piazza, non mi interessa che il Toro sia pronto oggi, voglio che lo sia per il 31 di agosto. E che sia quello pensato e voluto da Lerda e Petrachi».

Con Bianchi e Ogbonna?
«Vorrei tenere Bianchi, lui mi ha detto che vuole restare. Bianchi rimarrà».

E Ogbonna?
«Vediamo come si evolve il mercato»

Con un’offerta di 8-10 milioni Ogbonna se ne andrà, vero?
«Vedremo».

Il Toro ignora il mercato estero. Invece di dare 500 mila euro all’anno a Pratali fino al 2012, non sarebbe stato meglio copiare il Palermo e organizzare una rete di osservatori?
«Ma quanto ci ha impiegato Zamparini?».

Ma lei quanto tempo ha perso?
«Con Antonelli e Pederzoli pensavo di aver risolto il problema. Non è andata così. Ora è arrivato Matteo Lauriola, ha fatto molto bene al Manfredonia. Sarà lui a organizzare il lavoro».

«La maggior parte dei tifosi sta con me» ha detto. Però le due curve la contestano, a Superga non l’hanno voluta, ora i volantini: proprio sicuro di essere così amato?
«Questi tifosi mi presentino chi vuole il Toro. Ci ho rimesso 15 milioni l’anno scorso, una follia. I miei figli dovrebbero interdirmi per questo».

Non sarà facile convivere?
«Io faccio il presidente, loro i tifosi. Ma in agosto nessuno si è mai lamentato delle precedenti campagne acquisti. Vennero in 5 mila per Recoba...».

Paura della contestazione?
«No, rispetto tutti. Farò da parafulmine come Mourinho, prenderò io i lazzi pur di proteggere la squadra».

Vuole ancora cedere il Toro?
«Una società non può stare sempre in vendita. Ora devo dare solidità alla squadra».

Lerda: perché le piace?
«Mi parla di gioco. Di come la squadra starà in campo. Gli altri non lo facevano? Basta con il passato».

La tessera del tifoso è contestata, cosa farà il Toro?
«Nemmeno a me piace, ma è una legge dello Stato».

Tessera, mancata promozione: teme l’emorragia di abbonati?
«Vedremo. A giorni lanceremo la nuova campagna: tariffe ridotte di oltre il 10%, prezzi speciali per under 16 e per le donne in tutti i settori».

Questione Filadelfia: le ipoteche stanno scomparendo, ora la palla passa al Comune e a lei. Disposto sempre a investire 3,5 milioni come promise?
«Mai fatto cifre. Ma vorrei vederlo rinascere sotto la mia gestione».

Sembra che continui a non interessarle più di tanto. Se invece il Toro smuovesse le acque...
«Non c’è mai stato un anno tranquillo in cui poter pensare al Filadelfia».

Ha incontrato Cota e Chiamparino, l’anno prossimo a Torino ci saranno le elezioni. Lei ce li vuol mettere i soldi o no?
«Darò il mio contributo, ma sarebbe ora che qualche imprenditore torinese, e non mi sembra che manchino, desse qualche segnale».

BENTORNATO COMANDANTE


In piedi, con l'ormai consueta tuta da ginnastica bianca, insieme a delle persone che gli stanno intorno: così appare Fidel Castro in quattro fotografie scattate lo scorso mercoledì e successivamente pubblicate su due blog, in quella che viene definita la prima visita del "lider maximo" di questo tipo, e cioè in pubblico, dal luglio del 2006.

I blog con le immagini del convalescente 83enne Fidel sono gestiti dalle cubane Norelys Morales Aguilera e da Rosa C.Baez, la quale precisa che si tratta di foto scattate con un telefono cellulare: «Compagni, abbiamo avuto l'onore della visita a sorpresa di Fidel. Quando stava andando via, la gente l'ha aspettato nella "lobby": non lasciavano passare nè avvicinarsi, ma quando è uscito non sono riusciti a tenere la gente sotto controllo. Sono stata a tre metri di distanza da lui», afferma la Baez nel testo che accompagna le immagini.

Fidel Castro «è magro ma si vede che sta bene, secondo il nostro direttore anche mentalmente», aggiunge la blogger cubana, precisando che l'ex presidente «si è fermato, ha salutato e ha "lanciato" dei baci». Durante la visita al "Centro nacional de investigaciones cientificas" (Cnic) - rileva a sua volta la Aguilera - Fidel «è stato accolto dai dirigenti del centro», mentre «i lavoratori dell'istituzione si sono avvicinati a salutarlo. Appariva sorridente e in salute».

La visita nel Cnic è avvenuta lo stesso giorno in cui il fratello di Fidel, il presidente Raul Castro, ha avuto un colloquio con il ministro degli Esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos, nella settimana in cui - rilevano fonti locali - L'Avana e la Chiesa cubana hanno annunciato la liberazione, in tempi diversi, di un gruppo di 52 prigionieri politici. Negli ultimi anni sono apparse diverse foto di Fidel ripreso durante i suoi colloqui con presidenti, leader politici o amici, tra i quali il venezuelano Hugo Chavez.

A LABBRA NUDE


Sopra all'Avana si e' scatenata a notte fonda una immane tempesta elettrica che illumina dall'interno grosse nuvolone rigonfie.

Sembrano delle sfere con dentro una madonnina o un monumento che,rivoltate,s'innevano,e alcune si accendono.

Oya' impetuosa regina della scintilla,dei temporali e dei venti,preme sulla citta' senza mai sfiorarla..

La investe con l'eccitazione di una vollutta trattenuta.

Sono lampi senza tuoni,bagliori di gelosia per Chango',che guardo come un film muto,come prove di effetti speciali.

Nell'Avana vecchia le luci sono rare e diseguali,salvo i parallelepipedi degli alberghi,che si stagliano come inghirlandate oasi verticali.

E sulla pelle della citta' restano le chiazze oscure degli apagones.

Le vie sono rischiarate a stento da fiochi fanali di biciclette,anche se molte non hanno nemmeno il fanale e solo i raggi delle loro ruote saettano timidi quando passano nei pressi di una lampadina portata in un cortile con un filo,con la gente attorno e una siepe di ibisco accanto.

Aggayu' Sola',il gigante patrono dell'Avana e dei viandanti mi ha condotto fin su questo tetto lungo un tragitto che non saprei ricostruire.

Sono entrato con Maday in quello che da fuori appariva un palazzone decrepito e abbiamo attraversato un dedalo di passaggi che immettono a una serie di stanze disadorne e calde,tra cunicoli di muretti di cemento,grate,bugigattoli.fumi di cucine,biciclette appese e lucchettate ,pezzi di motori,uno che mangia le solite cose seduto sulla soglia,un altro che dorme ignaro di tutto, un terzo vestito di stracci che si passa e si ripassa la mano sulla barba di vari giorni in un gesto sconfortato ,poi dei bambini bradi nonostante l'ora tarda,con addosso magliette rimediate chissa' come recanti la pubblicita' di sconosciuti prodotti di un altro mondo,dal cibo per gatti al fuoribordo,con tanto di numero di fax.

E in un cortiletto interno,incongruente come un apparizione,un grande cactus con fiori a coppa che spandono un fortissimo profumo di vaniglia

DANILO MANERA

REPORT TUNERO 2007 - 8 -


Ieri sera serata tranquilla,oramai i bei sabati tuneri con musica e tutta la gente por la calle sono un lontano ricordo.

Col Toro abbiamo mangiato alla bodeguita mentre il Trop si riposava per il superlavoro e poi siamo andati al Taino per lo show.

Dopodiche'loro due sono andati in disco,mentre con la fanciulla zigzagando per le calle secondarie per evitare la policia onnipresente siamo andati a casa.

Oggi si pensava di andare al mare ma il tempo non e'buonissimo quindi mattinata di cazzeggio e poi matine'coi Napuli e il Tuccio,dopo un paio di ore me ne sono andato mentre loro saranno ancora sul pezzo.

Stasera noi 3 e la panterona danzante andiamo a mangiare da Luis,il posto di Tunas dove in assoluto si mangia meglio,e'una casa de renta dove cucinano benissimo e poi vedremo se il tropical dell'hotel e'aperto anche perche'la domenica non c è un cazzo da fare.

Domani sicuramente mare mentre martedi'vado a Colombia alla finca a mangiare il maialino.

Ultima settimana di descanso,credo vissuta in una indecente monogamia,comunque mi sono divertito pure questa volta,le difficolta'esistono ma con pazienza e buon senso si passa sopra a tutto.

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Ieri sera gran mangiata di pescado da Luis,lo consiglio caldamente a tutti gli amici tuneri,7 cuc per avere aragosta,polipo,gamberetti,e i soliti contorni,cucinati perfettamente senza quelle cazzo di salse che rovinano i sapori.

Faceva un freddo cane,ma proprio freddo.....siamo andati al tropical,la disco dell'hotel,una specie di buco stracolmo di gente.

Eravamo i soliti 4 io,la fanciulla,Trop e Toro che nel pomeriggio avevano colpito e affondato.

Nel locale abbiamo trovato il mago,che si fa vedere il meno possibile in quanto e'a pochi cm dall'essere preso,il cognato del Tuccio e o'lione l'amico del Tuccio.

Poi abbiamo visto una ragazza che era meglio se non vedevamo....ma lasciamo stare...

Dopo un oretta me ne sono andato e anche gli altri sono rientrati prestino.

Stamane tutti al mare,e'rientrata da Holguin la fanciulla dell'uccellaccio,il Toro ha portato una fanciulla che si e'presentata con la canottiera con scritto Italia(ne avra'di ogni paese?) : e le unghie dipinte col nostro tricolore.

In sei sul carro si stava strettini ma viaggiare con 3 belle giovani fanciulle a bordo per noi quarantenni e passa in eta'da pensione....non e'proprio male..

Al mare mi sono fatto i miei consueti 40 minuti di corsa,giusto per rimandare l'insorgere della prostata e poi tutti a mangiare da Roberto,polipo pargo e camarones il tutto sempre a 3 cuc a cranio.

Stasera vedremo come butta.

sabato 10 luglio 2010

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PERCHE' CORRERE SEMPRE?


Ho fatto in tutti questi anni vacanze a Cuba per periodi diversi,periodi che andavano da una settimana ai 2 mesi.

Questa differenza si ripercuote nel nostro modo di vivere la vacanza.

Mi spiego meglio,se ho una vacanza di 15 giorni un giorno di pioggia e' un casino perche' mi fa perdere un giorno di mare o una notte in disco.

Vero che a Cuba tutti,per fortuna,rallentiamo i nostri ritmi ma una notte senza un troione o una brava fanciulla accanto e' giudicata,probabilmente a ragione,una notte sprecata.

Devo dire che piu' volte piuttosto di portarmi a casa una che non mi convinceva del tutto preferivo dormire da solo ma questo e' un mio modo di vedere le cose non sempre o necessariamente condivisibile.

Nell' ultima vacanza di 2 mesi dopo i primi 20 giorni di caldo torrido(parlo di un caldo in cui dall'una alle cinque del pomeriggio era meglio stare in camera con aire a palla...meglio se non da soli....) sono arrivati un paio di giorni di pioggia e di freschino,i turisti arrivati il giorno prima sacramentavano e tiravano giu' tutte le madonne del creato mentre personalmente mi godevo il fresco.

La cosa assume ancora diverso valore se si vive la' a quel punto il tempo in generale assume una valenza assolutamente relativa.

Una cosa che spesso mi racconta Roberto di Puerto Padre e' il modo in cui lui arriva a Tunas appunto da PP.

Premetto che non ha il braccino,e' uno che,con la giusta cognizione di chi vive la',non si fa mancare nulla,a Tunas mangiamo sempre insieme alla Bodeguita,alloggia nella casa di Ramon,una delle piu' belle e certo non a buon mercato,e approfitta di essere in una citta' con piu' tiendas per comperare di tutto.

Quando deve venire a Tunas dunque lui alle 10 del mattino e' al terminal di Puerto Padre per vedere cosa parte verso la capitale tunera.

Se uno avesse 15 giorni di vacanza prende un taxi o un particular,spende 15,20,25,30 cuc o quello che e' e in un ora e' in citta'.

Lui dice "ma se arrivo a Tunas alle 12 o alle 2 o alle 5 o alle 8 della sera....cosa mi cambia e sopratutto che cazzo ho da fare?"

Quindi va dal giuidatore del camion,quello che porta la gente per 5/10 pesos cubani e gli dice "ti do 50 pesos mn se mi fai salire con te a fianco del posto di guida"...e cosi' viaggia fino a Tunas.

Non ha fretta di arrivare,nessuno lo aspetta,non ha appuntamenti,nessuno gli corre dietro,non ha aerei da prendere....chi cazzo glielo fa fare di correre?

A quelle latitudini la sabbia nella clessidra scorre molto ma molto piu' lenta....

Scritto prima, come sempre


L'8 luglio del 2006, alla vigilia di Italia-Francia, dalla redazione di Torino mi telefonarono e mi dissero: racconta, in trenta righe, che finale sarà e, soprattutto, come andrà. Riassumo ciò che scrissi (prima, non dopo; carta canta): 1) sarebbe stata equilibrata; 2) avrebbero segnato Cannavaro per noi e Zidane per loro; 3) sarebbe finita 1-1; 4) non avrebbero deciso i supplementari; 5) avrebbero deciso i rigori; 6) l'uomo del destino sarebbe stato Trezeguet (anche se pensavo a una parata di Buffon e non a una traversa); 7) ci saremmo laureati campioni del mondo a sei anni dalla beffa europea di Rotterdam.

Questa volta, nessuno mi ha telefonato ma il gioco è troppo bello e, dunque, ci riprovo.
Olanda-Spagna, la finale mai vista.
I batavi, sin qui, si sono dimostrati gran cacciatori di episodi. Sei partite, sei vittorie. I «torerini» spagnoli, loro, hanno stracciato tutti nel possesso palla, la qual cosa non è sinomo di vittoria certa, come documenta il batttesimo svizzero. Il buon senso di Bert Van Marwijk e Vicente Del Bosque mi fa escludere fuochi d'artificio. Sneijder e c. lasceranno il cuore del ring agli avversari, pronti a tradurne gli errori di fraseggio in avvisi di contropiede. Risultato tipo dell'Olanda, 2-1; della Spagna, 1-0. Dunque, scordiamoci le vendemmie. Van Marwijk ha già calato tutti i suoi assi, a Del Bosque ne manca uno: Fernando Torres. Agli Europei del 2008, decise proprio la finale.

Obiezione: stai divagando, vieni al sodo, e caccia il risultato e i marcatori. Due a uno per l'Olanda, reti di Robben, Iniesta e Van Bommel con un tiro dal limite. Palo di Sneijder, traversa di Xavi su punizione. Un solo dubbio: se al novantesimo, o dopo. Dettagli. Quattro anni fa avevo le idee più chiare. Olanda e Spagna mi stanno simpatiche entrambe. Ma devo buttarmi. Fatto.

ROBERTO BACCANTINI

DETENUTI LIBERI A CUBA


Ho accolto con sincero piacere la notizia della imminente liberazione di alcune decine di detenuti dalle carceri cubane.

Alcuni sono in carcere per reati d'opinione altri sono pressapoco detenuti comuni che si sono mascherati ditetro una parvenza ideologica per dare risalto alla propria prigionia.

A prescindere da cio' pero' e' un fatto positivo,la prossima settimana usciranno i primi 5 che dovranno lasciare il paese per rifugiare in Spagna che si e' detta disponibile ad ospitare tutta la tornata di detenuti.

La cosa e' stata possibile in parte per il buon senso del goverono cubano,un altro morto in carcere avrebbe creato problemi,e in parte per la mediazione della chiesa e dell'ambasciata Spagnola a Cuba.

Resto dell'idea che nessuno dovrebbe essere messo in carcere per le proprie idee anche se mi rendo conto che in un paese sotto decennale bloqueo e con una parte del territorio nazionale in mano al nemico di sempre le leggi non possono essere quelle di un paese normale.

Sarebbe bene pero' che dall'Italia non si levassero voci di giubilo per la "liberta' ritrovata" e per "la giustizia trionfante" nei confronti di quanto accaduto a Cuba.

In questa settimana che si conclude,in questo civile paese che e' l'Italia la polizia ha bastonato i terremotati dell'Aquila e i cassaintegrati della Fiom.

Tutto questo mentre e' in atto un tentativo,che presumibilmente andra' a buon termine,di mettere il bavaglio alla stampa e a tutto cio'a cui noi possiamo avere liberamente accesso.

Bene cio' che avviene a Cuba ma ricordiamoci della deriva in corso nel nostro povero paese....

Tra poco Cuba raggiungerà un milione di laureati, riscattando le tradizioni


Cuba arriverà in meno di un mese al suo primo milione di laureati coinvolta in un processo definito oggi dal Ministro dell’Educazione Superiore, Miguel Díaz-Canel, un recupero delle tradizioni pedagogiche. Siamo passati attraverso il perfezionamento e cerchiamo di recuperare elementi che già erano nella cultura dell'insegnamento universitario cubana e di adattarli al momento attuale, ha detto Díaz-Canel. Cerchiamo, ha proseguito, il recupero delle cose migliori di questa pratica pedagogica, tecnico-scientifica, formativa ed educativa per adattarla alle sfide che abbiamo nello scenario per la formazione dei professionisti di cui ha bisogno il paese. Arrivare al dato del primo milione di laureati dice molto dello sforzo, della volontà della Rivoluzione e del potenziale di risorse umane sviluppati dal paese negli ultimi 50 anni, ha detto il Ministro. Díaz-Canel ha detto che nel prossimo anno accademico, che inizierà nel settembre prossimo, sarà mantenuto come priorità il perfezionamento della qualità dell'insegnamento nelle 69 università del paese.

Come prelevare un miliardo al bancomat


Lo spettro dei misteriosi "poteri forti", evocato dal ministro Calderoli per spiegare in modo chiaro e convincente alcune delle più evidenti porcherie fatte dal governo negli ultimi due anni, torna a intorbidare
la scena politica italiana, altrimenti limpida come un laghetto alpestre.
Ma quali sono, oggi in Italia, i poteri forti? Vediamo i più attivi e pericolosi.

Corriere della sera Incarna gli interessi economici e politici di un trust di venti proprietari (in rappresentanza di metallurgia, chimica, università, autostrade, agricoltura, edilizia, infrastrutture, Borsa, sartoria, alimentari, discografia, pelletteria, farmaceutica, odontotecnica, droga, turismo, danza, batterie d'auto, carrarmati) ciascuno dei quali telefona ogni giorno al direttore Ferruccio de Bortoli suggerendogli di non dare retta alle cazzate appena dette dagli altri 19. Al termine del giro di telefonate, che lo impegna quasi fino all'orario di chiusura del giornale, de Bortoli cerca un compromesso accettabile estraendo a sorte l'editoriale del giorno dopo, scelto tra un gruppo di venti: dieci di Panebianco, nove di Galli della Loggia e uno, di riserva, suo.

Fiat È l'industria che ha orientato le scelte macroeconomiche di tutti i governi italiani, da Giolitti, costretto a controfirmare il brevetto dei primi tergicristalli senza gomma che rigavano i vetri, ai democristiani, che asfaltarono anche le principali ferrovie, fino all'attuale, che intende costruire il Ponte sullo Stretto per consentire di girare lo spot di Lapo Elkann che presenta le nuove reti a strascico in cachemire.
L'attuale proprietà è molto divisa, tra rami maggiori e minori gli Agnelli sono alcune migliaia, ciascuno dei quali ogni giorno telefona a Marchionne chiedendogli di non dare retta alle cazzate appena dette da tutti gli altri. Tuttora molto influente Henry Kissinger, che nonostante i 93 anni appena compiuti ogni giorno telefona a Gianni Agnelli, il cui decesso non gli è stato ancora comunicato per non turbarlo.

Mediobanca La grande forza di Mediobanca è che nessuno ha mai capito esattamente che cosa sia e di che cosa si occupi. Dal presidente all'ultimo impiegato, ciascuno dei suoi uomini è convinto che gli altri conoscano la missione segreta del glorioso istituto milanese. In realtà, non solo non esiste alcuna missione segreta, ma nella sede di via Filodrammatici non sono attrezzati neanche per cambiare un assegno. Fa eccezione il Bancomat di Mediobanca, molto chiacchierato perché i clienti possono ritirare fino a un miliardo di euro, grazie all'enorme capienza del macchinario retrostante che emette, anziché le tradizionali mazzette, un muletto che trasporta a domicilio bauli di banconote. A parte questa eccezionale liquidità, ottenuta accumulando i soldi delle altre banche a loro insaputa, Mediobanca non sembra in grado di determinare granché negli orientamenti politici nazionali, se non attraverso la minaccia di rendere pubblici i video sui prelievi Bancomat.

Massoneria La massoneria è molto divisa al suo interno. Si va da logge che ancora si ispirano al Risorgimento, e si riuniscono in scantinati maleodoranti tramando contro gli austriaci, a logge anticlericali formate soprattutto da vescovi che ogni volta che aprono bocca minano alla base la credibilità del Vaticano, a logge esoteriche che calcolano basandosi sugli astri le tariffe dei notai e degli avvocati, a logge del tutto inoffensive che si occupano soprattutto del tempo libero, organizzando in palazzi pieni di stucchi convegni sulle fotografie degli Alinari o sulla battaglia di Lissa.

P2 La minaccia che la potente loggia segreta ha esercitato sulla democrazia italiana è scongiurata da tempo. Per la precisione da quando è arrivata al governo, e può applicare il suo programma alla luce del sole, senza alcun bisogno di trame occulte.

Michele Serra

REPORT TUNERO 2007 - 7 -


Lunedi sera abbiamo trovato il ristorante chino chiuso e siamo andato alla Bodeguita,eravamo io la ,Trop e Toro.

Abbiamo stranamente mangiato bene ma di questo faroº un topic al ritorno.

Poi in disco,non cºera un gran movimento visto il lunediº ,ma qualcosa cºera,con la fanciulla ce ne siamo andati verso le 2 mentre Toro trafficava con una fanciulla che gli aveva appena giurato che erano 3 anni che non metteva piede in discoteca mentre il Trop ancheggiava con discutibili risultati dietro le nalghe di una mandinga negrita.

Martediº sono ritornato solo,Marcos era di nuovo desaparecido,i Napuli erano partiti per Holguin fino almeno a domenica per passare poi di nuovo quaº lºultima settimana e il Tuccio eº a Guardalavaca.

Giornata normale,piscina,una visita,jogging e serata a chiacchiere al parque con una bottiglia in 4,poi verso la 1 sono tornato a casa raggiunto dalla fanciulla che nel frattempo aveva finito lo spettacolo al Taino.

Ieri giornata al campo,un mio amico italiano che vive quaº mi ha chiesto di accompagnarlo a Colombia a prendere la sua fanciulla per passare poi la serata insieme al Taino,faroº un report della gita al campo che verraº replicata martediº,con maialino annesso.

Casualmente nella finca della fanciulla si eº fatta trovare una procace sua amica... :

Al mio rientro ho trovato un sms dellºuccellaccio dove mi preannunciava che oggi rientrano a Tunas....Holguin eº una merda....

Ma mi ascoltassero sti benedetti ragazzi....quando in tutta la isla facevi quello che volevi ad Holguin giaº cºerano casini....

Visto che quaº comunque non si sono fatti mancare nulla oggi saranno di nuovo in pista.

Serata di S.Valentino al Taino.....

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Ieri sera si e'riformata la farandula.

Siamo andati a cena col Trop e la sua linda holguinera,Toro,la e il mago.

Holguin si'e'dimostrata come supponevo,le case puntano le ragazze che quindi non ci vanno....il solito casino.

Dopo cena siamo andati in disco,abbiamo fatto entrare qualche altra e la disco era piena il giusto senza esagerare.

Dopo un po'sono arrivati il buon Tuccio in compagnia del suo amico Lorenzo e di O'lione,oltreche'di mogli varie.

Ha fatto pure una fugace apparizione Marcos in compagnia di un negrito ma dopo un oretta e'sparito.

Serata finita a mangiare uno di quei bocaditos stopposi al cupet.

Cioe'la parte di nottata raccontabile.... :

Oggi sto'andando alla playa con l'italiano la sua novia di colombia e la mulattona danzante.

Gli altri ci raggiungeranno in orari piu'consoni alla loro natura partenopea....

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Ieri sera serata da trincea...

Ci siamo ritrovato da En familia per mangiare un boccone io il Trop,le fanciulle e Paolo(Toro).

Per trovare un gelato abbiamo girato una buona mezzora e poi visto che il Toro aveva qualche prurito decidiamo di fare una vuelta en disco.

Venerdi'e'il giorno con maggiore movimento,infatti....

Davanti all'ingresso 2 patrulle con gli agenti intensi a ravisare carnet...vvvviiiiiaaaaa.....

Salutiamo il Toro che comunque aveva trovato qua'un suo amico napoletano e in ogni caso si sarebbe visto col Tuccio dentro il locale.

Si aggiunga a noi 4 il mio amico italiano che vive qua'con la novia di Colombia,ci dirigiamo verso il cafe'cantante in piazza,le 2 fanciulle avanti e io l'uccellaccio con la coppia di amici(protetta dal papel della consultoria) 20 metri dietro...

In piazza troviamo il mago,lo mando a cambiarmi in moneta national qualcosa e vado a fare il biglitto per il locale....e'pieno e non c'e'posto!

Torna il mago e mi dice che si da'alla macchia in quanto al parque c'e'il DTI che imperversa....vvvviiiiaaaaa.....

Prendiamo un calesse,la macchina era rimasta al parqueo dietro la disco,e andiamo all hotel per vedere se funziona il tropical...chiuso...

Torniamo in centro e andiamo a vedere se e'aperto il locale sotto il ristorante chino dove si ascolta musica....chiuso.... :

Finiamo finalmente in un piropo alla vittoria dove passiamo comunque una bella serata fra noi raccontando barzellette e cazzate simili.

Verso l'una torniamo a casa.

Questa e'la situazione di un venerdi'tunero...

Oggi tempo de pinga...faro'un salto in palestra e poi alle 14 al matine'con gli altri,forse dovrebbe essere un pomeriggio piu'tranquillo....forse...

Stasera Taino per lo show,al Toro piace la solista,l'ha conosciuta in disco l'altra sera,diciamo che ho messo una buona parola : ....solo che ci vuole pazienza...io ci ho messo una decina di giorni....ma ne e'valsa la pena.

Non tutte sono uguali e non tutte ti mettono la mano sulla patta dopo 3 minuti che le conosci.

Si arriva...ma nei tempi giusti....vedremo..

Marcos,forse,parte oggi,credo.

venerdì 9 luglio 2010

SEMPRE LEI


Dai ragazzi. Fate sto ultimo sforzo, sopportate ancora la fatica per un po' di giorni e poi è fatta. Fate conto di essere dal dentista. Quando ti fa l'anestesia. Che esci, credi di avere la bocca chiusa e invece ti pende la lingua fuori come ai bulldog. Dove andate in ferie? Al mare? A far l'amore in tutti i luoghi in tutti i laghi? Avete già comprato il costume da bagno o andate in una spiaggia nudista…?Ame fan sempre ridere quelle spiagge lì perché non vedi mai bronzi di Riace, sempre solo degli omini di Botero.

Solo Amici di Maria che dondolano come i fichi appassiti sugli alberi, pance col triplo mento e sotto due pallette che spuntano… meglio un bel maschio in bermuda e retina sostieni paranza o in slippetto attillato con la cordicina sulla punta che mette in risalto il delfino di peluche. Delizioso anche il tanga spacca chiappe col conchiglino davanti con su cucite le zanne di squalo. Ma anche le jolande han bisogno di rinnovamento. Sempre tutte chiuse in locali stretti, bui e poco aerati a languire in attesa dell'estate e di qualche giro in pareo. Ma ora c'è una novità per trasformare un po’ la nostra arma letale. La vernice per jolanda. La tinta. C'è una ditta americana che produce tinte per jolande come quelle per i capelli. Dal rosa chiaro al bordò.

Granata se sei tifosa del Toro. Io al limite me la farei della Juve con le meches bianche su fondo nero. Il colore è tipo tempera e dura dalle 48 alle 72 ore… non so bene come te lo mettano… No, perché se lo danno a pennello può essere rilassante, a rullo è piacevole, se usano la pistola a spruzzo tocca stare attente. Nelle avvertenze c'è anche scritto che può darsi che produca una lieve irritazione. Sai, magari la tingi di rosso come Milva e poi ti si gonfia come un pomodoro di mare… ma capisci? Ma perché? Tanto i maschi non si accorgono di niente. Non vi accorgete dei capelli figuriamoci della talpona. Neanche a tirar su le gonne: «Amore noti niente?».

«Sì, che c'hai due femori…». Fine. Comunque. Se non ci basta averla pettinata e truccata e vogliamo anche ingioiellarla ce la possiamo crivellare di Swarovski. Sai adesso che c'è ’sta moda di far tutto Swarovski. Bien. Adesso ti fanno anche la jolanda Swarovski. Tu vai lì, nella swarovskeria, ti fanno la ceretta completa e ti impiantano i brillantini nei bulbi piliferi. E quando i peli ricrescono poi cosa succede? Che sputano fuori il diamantino? Ogni tanto senti: pling plong… «Guardi signora che ha perso un diamante della topa… ». Praticamente tu vai in giro con al posto della jolanda un globo da discoteca. Non so se ti mettano anche le luci stroboscopiche. Dovrebbero farlo anche al walter. Il walter Swarovski. Per par condicio. Un faro. Una torcia.

Che puoi usare quando scendi in cantina.Ma capisci?Ma con tutti i problemi che ci sono nel mondo, tu ti tingi e ci metti gli Swarovski? Ma se il creatore ci ha fatto così semplici, un piolo e un buco, ci sarà un motivo? Abbiamo sempre funzionato bene così altrimenti ci saremmo estinti. Se fosse servito a qualcosa, stai pur certo che ci avrebbe fatto la jolanda con le piume e il walter a tre pezzi come i missili. Speriamo almeno che ’sto sole furibondo ci riscaldi le meningi e faccia germogliare nuovi neuroni.

Raúl si è riunito con il ministro degli Esteri spagnolo e l’Arcivescovo de L’Avana


Il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, ha incontrato a mezzogiorno circa di mercoledì 7 luglio, il ministro delle Relazioni estere e la Cooperazione del Regno di Spagna, Miguel Ángel Moratinos, con l’Arcivescovo de L’Avana, Cardinale Jaime Ortega Alamino.

Ha partecipato all’incontro, durante il quale sono stati trattati temi d’interesse comune, anche il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez.

Prima di questo incontro, il ministro spagnolo era stato ricevuto dal compagno Raúl, e nell’occasione sono stati trattati aspetti delle relazioni bilaterali e dell’agenda internazionale, con la partecipazione del capo della diplomazia cubana.

RICEVO E PUBBLICO


Buongiorno,

Mi chiamo Adam e sono un esperto SEO (ottimizzazione siti internet). Le scrivo per proporle uno scambio link.
Lo scambio link è uno dei modi migliori per incrementare il valore di un sito e innalzarlo nelle sue posizioni su google e altri motori di ricerca.

Ho notato il vostro sito unisolanelsole.blogspot.com e mi piacerebbe scambiare dei link con voi. La collaborazione si intende a titolo completamente
gratuito ed è vantaggiosa per entrambe le parti.

Fatemi sapere se interessati e vi mostrerò i miei siti migliori.

Grazie,
Ada

MOVIL A CUBA


I telefonini sono da qualche anno la nuova ossessione dei cubani e sopratutto delle cubane.

I primi li abbiamo portati noi qualche anno fa,non esiteva a Cuba una linea di telefonia mobile e regalavamo loro un telefono con linea italiana che potevamo caricare,e alcuni controllare,dall'Italia.

Poi ovviamente il donatore spariva e non ricaricava e le fanciulle giravano col gingillo bene in vista,un gingillo inutile in quanto privo di credito ma che per especular era perfetto.

Sappiamo che in queste cose il cubano e' maestro.

I primi telefonini erano dei catorci magari con alcuni anni di uso che gli yuma regalavano come se fosse un dono caduto dal cielo,ma poi poco a poco il livello dei movil e' cambiato e non e' raro,anche se non sopratutto a Las Tunas,vedere fanciulle con i phone dell'ultima genrazione.

Poi e' stata introdotta la linea di telefonia mobile cubana,40 cuc di attivazione e 1 eurino circa a messaggio....

Ovviamente tocca sempre a noi risolvere.....

Quello che c'e' di buono e' che se ricevono una chiamata da qua' non pagano mentre se arriva da Cuba paga anche il ricevente.

Al Barba non scappa nulla.....

Il vero vantaggio e' che si evitano telefonate su linee fisse con interminabili attese,abuelas che urlano il nome della fanciulla chiamata e smadonnamenti vari per inutili attese a un tot al minuto....

PROGRAMMA della Festa CSP a Roma 15/18 luglio


Ecco il programma politico della Festa dei Comunisti Sinistra Popolare che si svolgerà dal giovedì 15 luglio a domenica 18 luglio in Via del Frantoio a Roma. Metro B Santa Maria del
Soccorso zona Tiburtino III:

Giov.15 luglio ore 21. Apertura Festa. Intervento di N.Natali.

Ven.16 luglio ore 18. Dibattito sul lavoro. Intervengono G.Cremaschi (Fiom-
Cgil),P. Leonardi (USB), M. Rizzo, M.Teramo (Cobas), intervistati dal giornalista L.Pietrafesa.

SAB.17 LUGLIO ORE 21. COMIZIO DI MARCO RIZZO , introduce C.Benvenuti.

Dom.18 luglio ore 17. Presentazione del libro “il PCI e la rivoluzione
cubana” di O.Pappagallo, ne discuteranno con l’autore: F.Costanzi, A.Garzia e E.
Castellucci.

Dom.18 luglio ore 18. Dibattito sull’unità dei comunisti. Intervengono S.
Cararo (RdC), M.Ferrando(PCL), M.Fè, GL.Pegolo(RC), F.Turigliatto (SC),
intervistati dal giornalista Yari Selvetella.

CAIRO SVEGLIA!


E' vero che questo e' un mercato difficile.

E' vero che in giro non c'e' un euro.

E' vero che squadroni come Inter,Milan e i gobbi prima di comprare devono vendere e non e' facile.

E' vero che abbiamo 10 giocatori sotto contratto che da queste parti e' bene che non si facciano vedere.

E' vero tutto ma mancano 2 giorni al raduno e siamo ancora in alto mare.

Abbiamo riscattato D'Ambrosio,e' rientrato Abbruscato e basta,abbiamo venduto Sereni liberandoci di un ingaggio esorbitante ma perdendo un buon portiere e per il resto il nulla.

Il borsellino di Cairo resta chiuso,e lui e' il quarantaseiesimo uomo piu' ricco d'Italia...

In piu' l'altro ieri sono stati affissi in citta' centinaia di manifesti con scritto CAIRO VATTENE, come se una volta via lui ci fosse la coda di gente che vuole prenderci...

Magari poi le cose si aggiusteranno,Petrachi fara' un altro miracolo ma al momento la situazione e' buia il tutto mentre Atalanta e Siena si sono ulteriormmente rinforzate....

Andiamo proprio bene......

REPORT TUNERO 2007 - SINTESI 6 -


Venerdi'sera ci siamo finalmente trovati tutti e sei per mangiare un boccone,non lo chiamerei evento in quanto alcuni di noi si frequentano ogni giorno...si e'trattata solo di una cena,piuttosto frettolosa,caney era in partenza,Tuccio arrivava da Camaguey,ci aspettavano in disco....

Una mangiata rapida e via....meglio cosi'...

Dopodiche'io,Trophies,Toro e Marcos siamo andati in disco e Tuccio ha fatto un salto a casa.

Venerdi'sera all'entrata della bolera una bolgia da girone dantesco,quel sant'uomo del cognato di Tuccio con le unghie e coi denti e'riuscito a conquistare un paio di mesas,noi 4 con la e la cantante siamo entrati dopo, non con difficolta'.

Dentro troppa gente tanto che a un certo punto hanno chiuso le entrate e Tuccio con i suoi amici e'rimasto fuori....incazzandosi non poco ma non c'e'stato verso...

Ero stanco morto per la giornata e pure la fanciulla si era sciroppata 8 ore di prove e verso le 2 ce ne siamo andati,Toro e Trop erano in azione mentre Marcos col gambone controllava da seduto la situazione.

Ieri mattina con l'uccallaccio e Toro siamo andati al mare,bella giornata e mangiata biblica di polipo,gamberetti e pargo,poi in serata tutti al Taino a vedere lo spettacolo e poi in disco,che essendo a 10 cuc era piena il giusto.

Tuccio era in posizione ancora incazzato per la sera precedente,essendo arrivati tardi abbiamo approfittato della loro mesa.

Bella serata e gente giusta.

Oggi faro'un salto in piscina e stasera vedremo,domenica qua'non e'il massimo ma di sicuro trovero'un modo per non rompermi le palle .... :

Siamo nella seconda meta'di vacation....todo bien
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Ieri,domenica,e'per definizione una giornata un po'delle palle qua',non molta gente in giro e il tempo da impegnare.

Al mattino sono andato un paio dòre in piscina,era piena di fastidiosi connazzionali,di quelli che anni fa frequentavano làvana,Guanabo e playa dell'este e che ora non se lo possono piu'permettere.

Comunque un bel paio d'ore di sole,dopodiche'mentre rientravo verso il centro ho incrociato làuto con lùccellaccio,Toro,il mago e una fanciulla raccattata in buenavista,i fanciulli erano in arrappamento e controvoglia : sono andato con loro al matine'.

Non sono un fans del fatto di andare in disco alle 2 del pomeriggio ma non c'era molto da fare e una volta dentro,entrata a un cuc sin consumo,abbiamo comprato una mesa visto che tutte erano occupate e mi sono ritrovato a bere ron alle 2 del pomeriggio...

I ragazzi hanno subito acchiappato e direi anche bene,io mi sono astenuto,non ne avevo voglia,tantè'che verso le 4 sono uscito e mi sono seduto al fresco al parque a chiacchierare con un po'di amici.

Verso le cinque e'arrivata la fanciulla che aveva finito lo show pomeridiano al Taino e sono stato un po'con lei.

Alla sera siamo andati io,lei ,Trop la sua nuova fiamma,Toro e il mago a mangiare coniglio alla serrana,sperando di non addentare nulla che miagolasse....

In 6 pagato 195 pesos MN, un cazzo......ovviamente piu'il bere che si paga in Cuc.

Poi ognuno a farsi i legittimi affari suoi...

Oggi volevamo andare al mare ma il tempo e'un po'cosi'e il sole va e viene cosi'loro due sono andati in piscina mentre io...ho fatto altro.

Penso che ci rivedremo in tardo pomeriggio mentre stasera cena al ristorante chino poi credo disco.

Domani i 2 napuli vanno per Holguin dove uno di loro ha una specia di novia....il Toro starebbe bene pure qua'...ma si adegua.. :

Tranquilli 2 o 3 giorni e tornano...

giovedì 8 luglio 2010

DIGNITA’ E LOTTA DEL POPOLO ABRUZZESE


08 lug, 2010 0 Commenti di csp Quello che è successo oggi a Roma nei confronti della legittima protesta di oltre 5mila terremotati abruzzesi, in rappresentanza di un intero popolo, la dice lunga su cosa sia la democrazia in questo nostro paese. Le violente cariche nei confronti di chi manifestava la propria condizione di disperazione ne sono l’ennesima dimostrazione. Ma al di là della giusta condanna per gli episodi di repressione, emerge un dato politico che i media di qualunque colore tendono a coprire in ogni modo, e cioè la volontà di lotta del popolo abruzzese, che certo manifesta contro il Cavaliere e la ciarlatana propaganda di un governo assente ed indifferente al dramma, ma anche ostile alla propaganda di una falsa opposizione. I fischi e le urla “anche voi ci avete abbandonati” al solerte Bersani che sperava di giocare sul loro malessere, sono la risposta nuova di una rivolta morale e sociale ad un sistema in cui originale e fotocopia potrebbero esser obbligati in fretta a lasciare il campo sotto la pressione e la rabbia del popolo.

Marco Rizzo

Cuba annuncia: "Liberi 52 dissidenti"


Il governo cubano è pronto a liberare almeno 52 prigionieri politici detenuti da anni nelle carceri del regime castrista. Si tratta della più grande amnistia degli ultimi decenni e a darne annuncio sono alcuni rappresentanti della Chiesa Cattolica residenti all’Avana. Una decisione che arriva in seguito alle forti pressioni a cui è stato sottoposto il regime comunista dopo la morte di uno di loro, Orlando Zapata, avvenuto lo scorso 23 febbraio dopo 85 giorni di sciopero della fame. In realtà il governo di Raul Castro ha smentito categoricamente che coloro per cui si apriranno i cancelli dei penitenziari sono prigionieri politici, descrivendoli piuttosto come «criminali comuni» e «mercenari» al servizio degli Stati Uniti.

Ma secondo fonti vicine alla trattativa i 52 a cui è stata offerta la libertà appartengono tutti al gruppo di 75 dissidenti arrestati durante l’ondata di proteste del marzo 2003. L’accordo per la liberazione ha visto la Chiesa svolgere un ruolo fondamentale di mediatrice nel corso di un negoziato durato settimane tra il leader cubano Raul Castro e il cardinale Jaime Ortega. Durante le ultime trattative erano presenti inoltre il ministro degli Esteri spagnolo, Miguel Angel Moratinos, e il collega dell’Avana, Bruno Rodriguez. Secondo il cardinal Ortega i primi cinque prigionieri dovrebbero essere già liberati in queste ore, mentre serviranno altri tre o quattro mesi prima che gli altri possano riacquistare la libertà. Solo qualche giorno fa la Commissione per i diritti umani cubana aveva pubblicato un rapporto nel quale spiegava che il numero di dissidenti ancora detenuti nelle prigioni del regime comunista era sceso a 167, ovvero il numero più basso dal 1959, anno della rivoluzione che ha consentito di prendere il potere a Fidel Castro. «È il segnale che il governo cubano è pronto a liberare altri prigionieri politici», aveva detto il presidente della Commissione, Elizardo Sanchez. Il numero di dissidenti nelle galere dell’isola è andato diminuendo in particolare negli ultimi sette anni «da quando l’Avana si è resa conto che tenere imprigionati tanti dissidenti non aiutava a mantenere il controllo sociale sul popolo».

A essere rilasciati per primi sono in particolare quei detenuti che accusano gravi problemi di salute dovuto spesso per i prolungati scioperi della fame. Come Guillermo Farinas, lo psicologo e giornalista divenuto il simbolo della resistenza contro il regime castrista, che come forma di protesta ha smesso di nutrirsi dopo la morte di Zapata. Lo stesso Granma, l’organo di stampa del Partito comunista, sabato scorso aveva detto che l’uomo rischiava di morire per le sue gravi condizioni di salute, mentre lui dal suo blog metteva a segno l’ennesimo affondo al regime dichiarando che «in ogni caso gli unici veri responsabili per la mia morte sono i fratelli Fidel e Raul Castro».

DONNA SOTTO

COPPA DI CELMO


I bambini della provincia di Las Tunas hanno posto il pallone in gioco e stanno effettuando la 3ª Coppa Infantile di Calcio Fabio Di Celmo, in felice coincidenza con il Mondiale che si svolge in Sudáfrica.

All’inaugurazione era presente Giustino, il padre del giovane Fabio, vittima di un attentato terrorista nell’hotel Copacabana, della capitale cubana, pianificato ed esguito per ordine del criminale e mercenario Luis Posada Carriles, il 4 settembre del 1997, riporta la AIN.

Gli incontri si stanno effettuando ora, approfittando delle vacanze scolastiche già inziate dei piccoli giocatori, di categoria 9 – 10 anni, provenienti da Amancio, Colombia, Manatí e Las Tunas, i municipi con il miglior disimpegno calcistico nel territorio.

Las Tunas è la zona più importante per il calcio nell’Isola e da qui sono usciti atleti come Ramón Núñez, Brígido Ochoa, William Benent, Pepito Verdecia e Pedro Fenton, ex integrantes della selezione nazionale.

Nello stadio Ángel López, scenario delle gare, si effettueranno le premiazioni.