martedì 9 novembre 2010

FORZA BARBARA


Sul Barrio de Cuba ho visto che hanno postato l'evoluzione della storia di Barbara,l'italiana condannata a 4 anni a seguito di un incidente stradale a Las Tunas in cui e' morta una cubana.

http://forum.barriodecuba.it/forum/viewtopic.php?p=333440&sid=03cadb028a6248bd6319db02a7ee667b

Il fatto che io,qua' sopra,metta un link del Barrio vuol proprio dire che i tempi sono cambiati e forse e' meglio cosi',molti di loro leggono il mio blog e,a volte, io faccio un salto da loro a leggere sopratutto notizie su Tunas.

Conosco Barbara da settembre dello scorso anno,avevo gia' raccontato l'episodio in cui ci siamo conosciuti,ero in palestra e vedo una bionda arrivare e iniziare ad allenarsi insieme a una mulatica,la palestra e' piccola ed e' possibile che fossimo i soli 2 biondi della provincia tunera.

Mi avvicino e inizio a parlarle in spagnolo del piu' e del meno,a un certo punto le chiedo di dov'e' e lei mi dice "Italiana di Milano e tu?" "Italiano di Torino quindi forse e' meglio che la smettiamo di parlare in spagnolo".

Dopo una bella risata iniziamo a parlare di noi e lei mi racconta il misfatto,mi dice che ha un avvocato cubano esperto in diritto internazionale e che la nostra ambasciata ha promesso di inviare un rappresentante al processo.

Ovviamente mi da' una sua versione dei fatti.

Il marito e' cubano,un bel tipo...diciamo il classico personaggio che fa animazione nei locali latini italiani....pero' simpatico.

Non puo' uscire dalla citta' ne' andare al mare,ha preso l'aspettativa sul lavoro e la madre e' gia' venuta a trovarla.

Non mi risulta che la madre fosse presente all'incidente come riportato dal barrio ma magari ho capito male io.

Ne' credo che lei potesse uscire dal paese subito dopo il fatto,di solito resti a Cuba in attesa di giudizio.

La bambina e' figlia se non ricordo male di un altro latino,forse un equadoriano,durante i miei primi 2 mesi ci si vede spesso,anche al Cadillac,fanno una vita normale un po' al di sopra dei cubani ma sicuramente non da turisti.

La rivedo a dicembre quando torno giu' per i secondi 2 mesi e mi racconta della condanna,dell'avvocato incapace o...complice e della nostra ambasciata che se ne e' ampiamente sbattuta i coglioni brillando per la sua totale assenza ma questa non e' una novita',paghiamo fior di quattrini quella gente che in cambio si fa i cazzi suoi fottendosene di quando abbiamo dei problemi gravi a migliaia di km da casa.

Sicuramente sono partiti bei soldi,per l'avvocato e tutto ma il risarcimento alla figlia della deceduta e risibile,almeno se le cifre sono quelle riportate e un famiglia a Cuba vive piu' che bene con 200 euro al mese,e mi tengo decisamente alto.

Certo non fai la turista ma in attesa di tempi migliori intanto tiri sera.

Le difficolta' economiche sono comprensibili ma con 2500 euro vive un anno,sono soldi ma comunque e' una cifra gestibile anche se non voglio fare i conti in tasca a nessuno....ma qualcosa non mi quadra.

Anche io,da qua' e forse con un po' di leggerezza,sento un sottile odore di bruciato ma forse e' un impressione errata anche se.......

A dicembre cerchero' di vederla,so dove vive e le diro' che in Italia si parla di lei,le portero' la solidarieta' di tutti noi ,con cui magari non ci compri l'arroz,ma che sicuramente fa piacere e aiuta.

TIENI DURO BARBARA!

Lettera aperta alla sig.ra Taismary Aguero


Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba. Circolo di Roma

Gentile sig.ra Aguero,
Siamo i responsabili del Circolo di Roma dell'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba. Abbiamo deciso di scriverle perché constatiamo ancora una volta come una vicenda personale possa essere usata dalla stampa per attaccare e screditare il Governo cubano.

L'immagine offerta dai media di un Governo crudele e dispotico che nega ad una figlia l'ultimo saluto alla madre morente è evidentemente costruita ad arte omettendo una quantità di elementi decisivi.

A quanto ci risulta, lei dopo aver vinto con la nazionale cubana di pallavolo due olimpiadi consecutive, ha deciso nel 2001, durante una tournée della sua squadra in Europa, di abbandonare illegalmente il suo Paese; ci risulta anche che lei avrebbe avuto un ruolo attivo nell'incoraggiare altri atleti a fare altrettanto; naturalmente non tardò ad arrivare un adeguato ingaggio. In seguito lei ha chiesto asilo politico in Italia e ha preso la cittadinanza italiana.

Alla luce dei fatti, dunque, lei per il Governo cubano è una persona che volontariamente ha voltato le spalle al proprio Paese. Lei non ha voluto uscire legalmente da Cuba per vivere altrove la sua vita come fanno molti cubani per i motivi più diversi e che, perciò, non hanno nessun problema a rientrare nel loro Paese. Lei, invece, ha voluto marcare questa sua separazione con ingiuria per il suo Paese. La richiesta di asilo politico, infatti, è un atto contro il suo Paese dal peso politico e morale, enorme. Siamo sicuri che nel momento in cui lei decise di compiere questo passo era ben consapevole delle conseguenze che esso comportava. Perché oggi si tacciono queste cose?

E ancora, lei, pur sapendo già da tempo delle gravi condizioni di salute di sua madre, si è decisa a rivolgersi alle autorità cubane per ritornare nell'Isola solo la settimana scorsa, quando ormai le sue condizioni erano gravissime. E allora perché pretendere dalle autorità cubane il rilascio immediato del visto con una velocità che lei non aveva certo avuto? E perché alla fine, ottenuto il visto, ha deciso che era più importante ritornare a Pechino che partecipare ai funerali di sua madre?

Gentile sig.ra Agüero, tutto questo ci fa pensare che lei ancora una volta si sia prestata ad uno sporco gioco contro il Paese che le ha dato la possibilità di diventare quello che è oggi.

La invitiamo a riflettere su come sarebbe stata la sua vita di donna di colore se la Rivoluzione non avesse trasformato l'isola di Cuba, a partire da quel lontano 1° gennaio 1959, da "bordello" degli U.S.A., qual era, in un Paese in cui tutti, persone di colore comprese, studiano e praticano sport.

Ci dispiace per la scomparsa di sua madre, ma siamo anche dispiaciuti che un'atleta valida e colta come lei, si sia lasciata trascinare in un'avventura che, alla fine, gioverà solo ai nemici di tutti quei poveri che hanno osato alzare la testa.

Pensi a tutto questo quando, forse, a Pechino, si troverà a giocare contro sei ragazze che vestiranno i colori di quella che fu la sua Patria.


Il Direttivo del Circolo di Roma
Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba

Roma 12 agosto 2008


P.S.
Nelle prigioni degli USA ancora dopo dieci anni sono rinchiusi, innocenti, cinque cubani che hanno combattuto contro il terrorismo che ha insanguinato Cuba.
Vorrebbe lei prendere pubblicamente posizione a favore di questi Eroi?
Li chiamiamo Eroi perché, oltre a sopportare umiliazioni e privazioni, hanno rinunciato alla libertà e a tanti dollari che avrebbero ottenuto in cambio di una sola cosa: tradire Cuba.

UN PO' DI COMICITA'

CRONACHE DALL'ALTRO DEL BLOQUEO 2010


03/01/2010

La situazione sanitaria inizia ad essere preoccupante.

Il pomeriggio del 31,poco dopo essermi ripreso dal mal di pancia ha iniziato a darmi fastidio un occhio,avevo come la sensazione di avere un granitos dentro e infatti ho iniziato a ravanare nel tentativo di toglierlo col solo risultato di arrossire il bulbo.

Vado dalla fanciulla per l'ultimo dell'anno e quindi verso la una andiamo a casa a dormire.

Al mattino mi sveglio lo specchio del bagno mi restituisce l'immagine di Vito Antuofermo dopo l'incontro con Marvin Hagler.....

Un occhio quasi chiuso e ancora la sensazione di avere dentro qualcosa....

La fanciulla voleva portarmi subito al policlinico ma prima di proseguire e' bene che vi spieghi il mio rapporto coi dottori.

In vita mia ho fatto fondamentalmente 3 attivita' fisiche usuranti,il Judo a livello importante,il calcio da oscuro medianaccio, le attivita' musicali e tirar su ghisa nelle palestre.

In 6 lustri tutto cio' mi ha regalato 2 distorsioni tibio tarsiche,2 fratture da stress al quinto metatarso,un menisco,una distorsione ai legamenti,una frattura al pollice della mano destra,una al medio della sinistra,3 strappi seri e innumerevoli stiramenti e contusioni.

In funzione di cio' ho sempre avuto a che fare unicamente con 2 tipi di medici.

Quelli sportivi e gli ortopedici.

Molti sono amici,parliamo lo stesso linguaggio,sono laureato in scienze motorie di conseguenza se c'e' un problema lo capisco oramai da solo e a loro chiedo solo una dotta conferma.

Tutti gli altri medici sono roba da "civili",gente a cui cerco di stare molto ma molto alla larga.

Quindi immaginatevi l'entusiasmo prima di entrare al policlinico vicino a casa....

Sono cose che ti fanno pesantemente optare per l'assicurazione sanitaria che al prossimo soggiorno lungo sara' una assoluta priorita'.

Comunque con la Favola entro al policlinico e vedo un infermiera all'accettazione con una voglia di lavorare che le saltava addosso...

"Buenas...avrei un problema all'occhio"

"Entonces?"

'Entonces se vi avanza un medico che non avete mandato in missione mi farebbe piacere che mi desse un occhiata.

Mi fa accomodare in una sala di aspetto e dopo un minuto di orologio mi fa entrare in ambulatorio.

Questa estate portai una delle mie ragazze al pronto soccorso di S.Benedetto e aspettai 6 ore perche' le dessero un occhiata....

In ambulatorio eravamo in 3,uno che aveva un taglietto al dito,una che aveva mal di testa e io...qua' vanno in ospedale per ogni puttanata.

L'ambulatorio stava un po' in candela ma in Italia ho visto di peggio.

C'erano 2 dottori,o meglio uno era o sembrava tale con il camice,la barba di 3 giorni e i postumi della borracera in faccia mentre l'altro era un ragazzetto brufoloso che suppongo fosse uno studente universitario.

Stabilisco mentalmente che se mi visita il brufoloso me ne vado seduta stante invece arriva il doc che mi chiede cosa ho.

Torna dopo un minuto con una inquietante bacchetta di legno con cui mi gratta la pupilla e mi dice che ho una infiammazione,mi da'la ricetta per un collirio e per delle pastiglie,le stesse che usa la mia fanciulla per i dolori mestruali...andiamo bene....

Comunque anche se era sera vado in farmacia e per un peso e 94 mn mi procuro tutto.

La mattina del 2 va un po' meglio anche se ho una strana sensazione di stanchezza addosso.

Verso le cinque vado in pista a correre ma mi fermo esausto dopo 400 metri....ndo cazzo vado?

Alla sera sono in giro con la fanciulla e la Beba arrivata in attesa del nostro eroe che e' poi giunto in nottata.

Vado a letto alle 23.30 che sono letteralmente esausto...e non ho fatto un cazzo.

Febbre tutta la notte e oggi persistente sensazione di stanchezza.

Vediamo come andra' la nottata ma,visto che ho imparato ad ascoltare i messaggi del mio corpo,ho come la sensazione che dopo 3 mesi stia arrancando un po' a queste latitudini con questa alimentazione e questo stile di vita.

Vedremo...alla peggio stacco una settimana e vado a S.Domingo.

Oggi pomeriggio sono stato col Bebo e le nosttre fanciulle.

Per il resto ojala che si risolva questa menata fisica...

05/01/2010

Iniziamo col dire che il quadro clinico e' in miglioramente ed e' gia' qualcosa....

Resta un po' di congiuntivite a un occhio ma ieri ho gia' ripreso a correre in pista e quasi ci siamo.

Sono 2 giorni che fa davvero freschino,quasi freddo e alla sera tutti in giro col giubbotto e la felpa sotto,e siamo ad Oriente....

Siamo al correo io e Bebo a ora dai vetri si vede un pallido sole.

Dopo i bagordi di fine anno siamo tornati alla normalita',la gente ha ripreso la vita di sempre e anche qualche turista ha levato le tende.

La policia dicevo,guarda e lascia fare,ma e' un sistema che conosco,come in estate evita di intervenire ora che la citta' vive anche di turismo ma prende nota di tutto e sono sicuro che fra una decina di giorni un buon numero di ragazze dall'oggi al domani spariranno senza colpo ferire.

Ieri ho fatto un giro nelle tiendas e sono quasi tutte,quelle in divisa,desolatamente vuote...e qualcuno tutta quella roba deve averla comperata....resta il fatto che mancano quasi totalmente i prodotti di importazione,se questi non pagano i fornitori qua' restera' solo la barilla e pochi altri....

Di gnocca ne gira parecchia ma come ho gia' scritto altre volte e come molti di voi,non tutti,sanno oggi come oggi un minimo la pagnotta tocca guadagnarsela.

Parlavo ieri con un temba che e' 4 giorni che non tocca pilu,gli ho spiegato che se continua a stare seduto al parque,visto e considerato che non e' esattamente Redford e' ben difficile che facciano la coda per stare con lui.

Occorre muoversi,incontrare,parlare.....darsi un minimo da fare....non serve Casanova per carita' ma i tempi delle mani sulla patta mentre cammini per strada sono finiti da parecchio.

Per fortuna....

Ieri ho visto il buon Tuccio approdato da queste parti,non credo ci vedremo molto,diciamo che abbiamo abitudini e giri differenti.

UNA SERATA SPESA BENE


Oramai le serate che passo davanti alla tv sono rare,se devo chiudere prima delle 22.30 non sono a casa,mangio un boccone e poi gli occhi iniziano a fare pupi pupi e vado a dormire,oppure esco.

Anche perche' trovare di qualcosa di decente da vedere in quella basura che e' diventata la nostra televisione e' impresa ardua.

Lunedi' e' pero' il mio giorno libero e ieiri sera l'ho passato a zoomare col telecomando,sono stato fortunato perche c'erano 2 trasmissioni che valeva la pena davvero di vedere,e cosi' saltellando fra i 2 programmi sono riuscito a prendere il meglio di entrambe le situazioni.

Su Italia 1 c'era l'ultima puntata,temo definitiva,della saga di Rocky Balboa.

Ho adorato quei film,ho sempre trovato splendida la forza del personaggio ideato da Sly di risalire ogni volta che si trovava al tappeto,e questo non solo sul ring,c'e' sempre stata una morale dietro a quei film;non arrendersi mai,rialzarsi sempre,sapere di potercela fare anche se sei il solo a crederci e in generale il concetto che se lotti,non ti arrendi,non molli prima o poi ce la fai.

Su Rai 3 c'era la prima puntata,e spero proprio non l'ultima,del nuovo programma di Fazio.

Ascoltare Saviano,Benigni,Vendola ci fa bene,e' una boccata d'aria pulita in questa merda che e' diventata la politica e la cultura italiana.

Ascoltare qualcuno che parla chiaro,senza il politichese imperante,gente che gira con la scorta,che e' discriminata per le sue scelte sessuali,che ha vinto l'oscar e che ancora sa parlare al cuore della gente.

Splendido il monologo di Saviano sulla diffamazione,sul fatto che quando dai fastidio vigliaccamente vieni attaccato sul personale,perche' poi alla fine e' cosi' che agisce la mafia,tende a screditare chi e' un problema,il potere quando lo tocchi da vicino vuol far passare il concetto che alla fine siamo tutti uguali,tutti rubiamo alla stessa maniera,come diceva De Gregori ne "la Storia",che alla fine nessuno ha il diritto di alzare la voce perche' anche lui e' uguale agli altri.

Ogni tanto anche io ci casco in questo giro vizioso,il disgusto che provo per la nostra politica mi fa pensare che alla fine siano,siamo tutti uguali ma non e' cosi'.

Non si possono mettere bella Ciao e Giovinezza sullo stesso piano come se fossero gli inni di 2 squadre di calcio,se si nega il valore della storia allora si apre il campo alle barbarie.

Se permetteranno altre puntate guardatele,davvero fa bene alla salute.

lunedì 8 novembre 2010

UN CALIFFO SENZA PUDORE


Franco Califano, 72 anni, povero e malato, chiede aiuto allo Stato e invoca la legge Bacchelli. «Sì, non me ne vergogno: il 15 luglio di quest'anno sono caduto dalle scale e mi sono rotto tre vertebre. Questo incidente ha fatto venir meno la mia unica consistente fonte di reddito, ovvero le serate. E mi ha messo in ginocchio».
Scusi, Califano, perché dice «unica fonte di reddito»? Lei è un autore affermato, non ci sono i diritti d'autore? «Mah, io non so bene come funzioni la Siae, so soltanto che prendo circa diecimila euro a semestre. Sempre diecimila, misteriosamente non aumentano né diminuiscono mai. Non ce la faccio. Oltre a tutto vivo in affitto. E in questo momento non sono più autosufficiente con tutto quello che la cosa comporta». E così lei non disdegnerebbe un aiuto da parte dello Stato? «Io non credevo che fosse possibile. Ma alcuni amici, come il mio medico curante e il senatore Domenico Gramazio del Pdl hanno preso a cuore il mio caso e mi hanno spiegato che esiste una legge, la cosiddetta legge Bacchelli, che prevede un sussidio mensile vitalizio per persone che abbiano dato lustro alla cultura italiana. Ne so poco, ma mi sembra di avere tutti i requisiti per beneficiarne.


La Bacchelli (legge n. 440 dell'8 agosto 1995) prevede l'assegnazione di un contributo straordinario vitalizio a quei cittadini che si sono distinti nel mondo della cultura, dell'arte, dello spettacolo e dello sport, ma che versano in situazioni di indigenza.Il senatore Domenico Gramazio conferma: «Presenterò al ministro Bondi la proposta nella quale chiedo di applicare a Califano la legge Bacchelli. Perché è un poeta che ha scritto alcune delle canzoni più belle della storia della musica leggera italiana e si trova in una situazione non florida».

Senatore, ma l'attuale reddito di Califano è superiore a quello di molte famiglie. Come pensa che la prenderanno i lavoratori e i cassintegrati? «Molte persone famose delle sport o dello spettacolo hanno realizzato miliardi e poi, per una serie di ragioni, si sono ritrovate in difficoltà. Ricchi che si sono mangiati tutto. No, non ho dubbi, io vado avanti. E poi è davvero sicuro che la gente la prenderà male? "Califfo" è un eroe popolare. Lo invitai a una festa in piazza Tuscolo a Roma e richiamò cinquemila persone. E poi, anche se la cosa non è rilevante, è sempre stato un uomo di destra in tempi non sospetti».

Califano, lei è un artista molto popolare. Ma è davvero sicuro di meritare questo beneficio? «Direi di sì. È vero, sono stato un artista di fama, ma ho avuto anche un sacco di guai. Sono finito in galera per tre anni e il pubblico quando sono uscito non mi ha abbandonato».

Belle donne, auto di lusso. Lei non è stato certamente una formica... «No, lo ammetto. Ora comunque sono con le spalle al muro. Quando le cose andavano bene non ho pensato a comprare una casa anche perché amavo cambiare spesso luogo: mi spostavo in continuazione fra alberghi, residence, città diverse. Ora, anche se me lo potessi permettere, non comprerei una casa. Per chi? Non ho figli, non ho eredi».
Franco Calfano negli anni '60
«Minuetto», «La musica è finita», «Tutto il resto è noia», «Un'estate fa» sono pezzi fondamentali della cultura musicale italiana. Come pensa che reagirebbe il comune cittadino se le venisse assegnata la pensione per artisti poveri? «Non lo so. Chi mi conosce davvero sa che sono sempre stato una brava persona. Non dimentichiamo che fui arrestato nel 1970 per possesso di stupefacenti, nella vicenda che coinvolse Walter Chiari, e rifinii in carcere nel 1983 per lo stesso motivo e pure per porto abusivo di armi, questa volta insieme a Enzo Tortora. In entrambi i processi sono stato assolto perché il fatto non sussiste. Forse lo Stato mi deve qualcosa».

Dopo una vita spericolata... Lei stesso, in una delle atobiografie confessa di aver avuto oltre mille amanti. «In effetti non ero uno che badava a spese. Quando usciva un nuovo modello di auto il primo veicolo disponibile era il mio. Per non parlare delle moto (passione che mi è passata quando è arrivato l'obbligo del casco). Quando avevo storie con attrici importanti abitavo all'Excelsior o al Grand Hotel. Avevo sempre come minimo tre macchine, una Mercedes, una Jaguar decappottabile e una Maserati o una Ferrari (con la quale ho avuto un pauroso incidente). Ma poi ho sempre aiutato tutti: amici veri e falsi».Tutto questo sembra però lontano. L'affitto non viene pagato da mesi, la linea telefonica fissa è staccata, la voce incerta, l'argomentare faticoso. E tutto il resto è noia.

Mario Luzzatto Fegiz

MANGIARE A CUBA


Cuba non e' uno dei paesi al mondo in cui si mangia meglio questo e' sicuro come e' sicuro che noi italiani a livello di cibo e alimentazione dobbiamo sempre e comunque adattarci e ve lo dice uno che a lavorato,e per tempi lunghi,in parecchi posti del pianeta.

Troppo ricca la nostra alimentazione,troppo fertile la nostra terra,troppo pescosi i nostri mari e troppo generose le nostre montagne.

Da noi c'e' tutto,ogni regione ha le sue cibarie preferite e i suoi piatti prelibati.

C'e' anche da dire che l'importanza del "mangiare" varia a seconda della zona italiana in cui si vive,sono piemontese ma sono decenni che passo almeno 3/4 mesi all'anni nel centro-sud e la' vi posso assicurare che il sedersi a mangiare e' una cosa seria,quasi un rito,sai quando ti siedi al tavolo ma non quando ti alzi,da noi su' spesso piu' che un mangiare e' un nutrirsi e questo non sempre e' un bene.

A Cuba si mangia poi cosi' male?

Sara' che facendo una vita sportiva,anche per lavoro,ho una alimentazione semplice e abbastanza monotona e di conseguenza spesso al di la' di riso,carne,frutta e verdura non vado ma io a Cuba mangio piuttosto bene.

Basta organizzarsi.

Le colazioni a Cuba sono sontuose e spesso con quelle si tira fino a cena.

Per quanto riguarda i primi, quasi li evito,con tutto il riso che mangio qua' laggiu' il congri' non lo voglio vedere neanche da lontano,ogni tanto cucino spaghetti per me e per altra gente,i miei spaghetti al tonno sono memorabili,organizzano visite guidate da tutta l'isola per vederli....

Verdure ce ne sono a bizzeffe;pomodori,peperoni,insalata,boniato,patate,platano,bietole,cipolle,melanzane,carote e via discorrendo.

Sono un carnivoro,al limite evito o limito la carne di vacca perche' le loro bestie sono tutte nervi e muscoli con poca ciccia e di conseguenza la carne e' dura,ma pollo,maiale,guanajo,pavo,ovejo,chiva e anche coniglio (si trovano....si trovano), sono buonissimi.

Per non parlare di aragoste fino a stufarsi,camarones,pulpo,cangrejo,pargo e altri tipi di pescado.

Sul formaggio la scelta non e' molta ma appena fuori Tunas ci sono un paio di posti dove lo si trova persino mangiabile.

Uova bianche ma anche simili alle nostre,basta sapere dove trovarle e' solo una questione di alimentazione della gallina

Frutta poi....pina,naraja,mango,papaja,fruta bomba,sepote,anguria,uva,lime,bananite,cocco e via andare.

Sui dolci siamo scarsini,evito quelle torte colorate e dolcissime che non sanno di nulla,evito il flan perche' fa venire la caghetta,al limite qualche dolcino comprato da Donaneli.

Per quanto riguarda il vino....il Soroa lo evito al limite lo uso per cucinare,c'e' un vinello cileno che non e' male un bianchetto leggero ma fruttato.

Ripeto,io non mangio certo male,ovviamente con il grano in saccoccia e' tutto piu' facile e occorre sapersi muovere ma a Cuba si trova quasi tutto,basta sapere dove e come cercare.

Io, in questo giorno... 1° gennaio 1959


Ida Garberi

"La Rivoluzione incomincia adesso, non sarà un compito facile, la Rivoluzione sarà un'impresa dura e piena di pericoli... Possiamo dire con giubilo che, nei quattro secoli dalla fondazione della nostra nazione, per la prima volta saremo completamente liberi e l'opera dei mambises si compierà".
(Fidel Castro Ruz, Santiago de Cuba, 1° gennaio 1959)


Quest'anno, il 2009, qui a Cuba, sarà tutto un anno di festeggiamenti, di commemorazioni: infatti si compiono i 50 anni della grande Rivoluzione che, comandata da Fidel Castro, continua oggi ad essere un grande esempio per le generazioni future.

Adesso che il Comandante in Capo ci osserva un po'da lontano, opinando con le sue Riflessioni e dimostrando ancora una volta la sua grandezza, nel fatto di poter osservare dal di fuori, cosa sarà Cuba senza di lui, credo che sia ancora più importante ascoltare la voce dei suoi anziani e delle loro storie di vita, per rendere permanente questo socialismo utopico nato nel 1959 e reso tangibile e vivo in questi 50 anni.

Quegli uomini e quelle donne che hanno apportato la bellezza ed il coraggio di un popolo completo, forgiato con sangue e fuoco, terrorismo e bloqueo, scarsità materiale e abbondanza di fede e giustizia conquistata, che al fianco dei loro figli e dei loro nipoti saranno capaci di rinnovarsi, perché la Rivoluzione non è una pietra immobile e senza difetti, perché Rivoluzione sia per sempre il potere nelle mani del popolo.

E Cuba questo lo sa bene, infatti il 13 gennaio 2009 sono stata invitata da Teresa Orosa, presidentessa della Cattedra dell'Università della Terza Età de L'Avana, ad un colloquio interessantissimo e molto emozionante, dal titolo "Io, in questo giorno", dove gli allievi dovevano raccontare le loro esperienze di vita, su come avevano saputo il 1° gennaio 1959 della vittoria dell'esercito ribelle.

Nella sala 250, situata nell'edificio Varona, che è parte del complesso universitario chiamato "La Collina" erano presenti molti alunni, forse non più tanto giovani secondo i dati anagrafici, però sicuramente molto vitali e molto emozionati, oltre ad essere nervosi, per il fatto che un canale televisivo avrebbe ripreso il colloquio per trasmetterlo dopo alcuni giorni.

Fin dal primo momento dell'incontro, quando nell'aria risuonava la voce di Fidel, riportandoci a quel 1° gennaio 1959, nel Central America, vicino a Contramaestre, da dove per radio annunciò:


Rivoluzione sì! Golpe di Stato no!, i cuori dei presenti battevano accelerati.
Tra i partecipanti si trovava Luis, che all'epoca dei fatti era proprio al fianco di Fidel a combattere, nella Colonna 1 "José Martí" e ci raccontava l'enorme effervescenza che c'era negli uomini quando seppero che Batista era scappato, che Cuba era libera, ma sotto la minaccia di un golpe di stato del generale Cantillo, che nonostante avesse promesso un movimento militare per destituire Batista ed appoggiare i ribelli, al momento della fuga del dittatore stava cercando di mettere al comando della nazione una giunta diretta dal più vecchio dei magistrati del Tribunale Supremo di Giustizia.

Ma il popolo non poteva perdere tutto quello che aveva appena guadagnato, ed un esercito di cittadini, vestiti di rosso e nero, i colori del Movimento del 26 Luglio, si rovesciò per le strade frustrando qualsiasi golpe.

Intanto Fidel incominciava la sua Carovana della Libertà verso la capitale, entrando a Santiago de Cuba, dove formulò il suo primo discorso in una Cuba libera, per continuare verso L'Avana, fermandosi in diverse città dell'isola per incontrare il suo popolo: Bayamo, Holguín, Victoria de las Tunas, Camagüey, Sancti Spíritus, Santa Clara, Cienfuegos, Matanzas e da lì fino alla città di Cardenas, per rendere un tributo a José Antonio Echeverria, nel cimitero locale.

Luis ci raccontava che il Comandante in Capo annotava incessantemente degli appunti in un piccolo block-notes mentre viaggiavano per poi esporli nelle diverse piazze e che il giubilo e l'accettazione della gente era impressionante.

Fin da quel momento Luis ha saputo che erano fin da allora assolutamente vere le parole del generale Raul Castro, che questo 1° gennaio 2009 ha affermato nella piazza del Parco Cespedes di Santiago di Cuba che


"... un individuo non fa la storia, però ci sono uomini imprescindibili che influiscono nel suo corso in modo decisivo e Fidel Castro è uno di loro, nessuno ha dei dubbi, neanche i suoi nemici più acerrimi".
Un'altra alunna di questa bella cattedra, Marina, invece ha vissuto la battaglia di Santa Clara, all'epoca dei fatti aveva 16 anni e si ricordava i "barbudos" quando arrivarono alla città: con quelle barbe e quei capelli lunghi sembravano il Gesù Cristo del Sacro Cuore che sua nonna aveva nella stanza da letto. Quel 1° gennaio i ribelli stavano facendo evacuare i feriti e la popolazione dal centro della città e mentre lei e suo nonno stavano spostandosi verso il luogo segnalato, un grido di gioia li raggiunse: a mezzogiorno la notizia era ufficiale, i soldati di Batista si erano arresi.

Marina non capiva cosa stava succedendo e chiese al nonno che cosa era tutto ciò ed il nonno rispose: questo è Rivoluzione!

Dania, invece, ha visto tutto il processo da un altro punto di vista, essendo figlia di una famiglia piccolo-borghese che non accettava la sua militanza con i ribelli, era stata mandata forzatamente a Miami da alcuni parenti proprio verso la fine di dicembre ed ascolterà dalle emittenti locali nordamericane della vittoria dell'Esercito Ribelle.

Anche a Miami esplose la festa, certo, stiamo parlando di un'altra città, non di quella di oggi, a quel tempo era formata da molti rivoluzionari rifugiati dal terrore di Batista, che accorrevano all'aeroporto per tornare in suolo cubano.

Dania è riuscita a tornare a L'Avana proprio l'8 gennaio e con tremenda emozione si ricordava che la prima immagine vista alle televisione cubana, entrando in casa sua, era quella del Comandante in Capo a Città Libertà, mentre stava facendo il suo discorso con la colomba bianca sulla spalla.

Il racconto di Pilar, invece, era narrato con molta ansia e quasi con terrore, infatti all'epoca la bambina che era, non poteva capire perché la sua famiglia non stava correndo per strada a festeggiare con gli altri cittadini de L'Avana.

Pilar, con gli occhi pieni di lacrime, si ricordava che la madre la confortava dicendo che a suo padre non sarebbe successo nulla, che era un uomo onesto ed i ribelli sapevano che stava solo compiendo un lavoro che permetteva di dare il cibo alla sua famiglia, anche se sicuramente era un mestiere ingrato e pericoloso, come poteva essere quello di essere autista personale del feroce gangster Eusebio Mujal Barniol.

Effettivamente, ben presto poterono riabbracciare il padre, anche lui "liberato" dall'Esercito ribelle, soprattutto per aver acquisito il diritto di un lavoro degno e onesto, senza dover rischiare la vita ogni giorno.

Per ultimo, ha parlato un personaggio davvero notevole, con una mente lucidissima ed un sorriso ammaliante, il compagno Vicente, che catturava l'attenzione dei presenti raccontando le sue gesta al fianco del Che, che lo aveva scelto per essere un dirigente sindacale. Con i suoi splendidi 89 anni, Vicente ci raccontava con grande onore che era stato designato dal Comandante Guevara a formare una colonna operaia, per destituire immediatamente i capi sindacali corrotti e sanguinari, come appunto Eusebio Mujal Barniol, quando la Rivoluzione avrebbe trionfato.

Vicente è un'enciclopedia vivente, ha combattuto accanto al grande Lazaro Peña, uno dei grandi leader sindacali cubani, e credo sia davvero fondamentale che i giovani possano conoscere la sua esperienza e farne tesoro, perché lui stesso ci ricordava citando José Martí che:


"Amando le glorie passate, si ricavano le forze per acquisire quelle nuove".
Senza meritarlo, almeno io sicuramente, abbiamo chiuso gli interventi due ospiti stranieri presenti al colloquio: Ida Garberi, giornalista italiana residente a Cuba e Galo Espinoza, cantautore cileno del gruppo Cristal Andino, rifugiato politico in Svezia ed instancabile lottatore contro la dittatura di Pinochet.

Dal mio punto di vista ho potuto solo manifestare la mia gioia sul fatto che Cuba mi ha accolto tra le sue braccia e mi sta permettendo di porre il mio piccolo granello di sabbia rivoluzionario, tentando di smentire con i miei articoli le menzogne mediatiche che cercano di gettare sull'eroica isola caraibica.

Galo invece ha potuto raccontare di essere quasi "figlio" di questa Rivoluzione, dal momento che i suoi genitori, sinceri lottatori comunisti cileni, devono averlo concepito nell'euforia della vittoria dell'Esercito Ribelle, dal momento che la data del suo compleanno è il 7 novembre 1959.

Che cosa dire di più?

Ancora oggi l'emozione mi chiude la gola, posso solo unirmi a Galo nel ringraziare la Rivoluzione Cubana per aver saputo resistere sola nel mondo, soprattutto dopo la caduta del socialismo reale, per aver dimostrato che lei, sì, può farcela ed essere oggi faro e guida di questo Socialismo Latinoamericano del Secolo XXI, a cui auguriamo di spargersi il più presto possibile come un'onda inarrestabile per tutto il resto del mondo.

Felice 50° anniversario a tutti i Rivoluzionari del pianeta.

CRONACHE DALL'ALTRO LATO DEL BLOQUEO 2009/2010


30/12/2009 aston villa

Il camion mi mancava...ovviamente non dietro ammassato come un animale ma....davanti accanto all'autista

Sono andato dall'autista di un fiammante Ford Pegaso giallo del 52' e gli ho chiesto quanto voleva perche' viaggissi accanto a lui...20 pesos...MN che e' meglio dei 20 cuc di un particular,ma mi intrigava l'esperienza.

D'altronde se non hai fretta,se per te arrivare alle 12,13,14,15 non fa differenza che problemi hai?

Siamo arrivati in un ora e 20 ed e' stato davvero divertente.

Il boss del camion avra' avuto 65 anni e a Vasquez e' salito davanti con noi un suo coetaneo...

Cazzo sembravamo i Buena Vista Social Club in tournee.....

Qua' vedi davvero la differenza fra noi e loro,da noi 2 di quell'eta' pensano solo in chiave passata...questi hanno parlato solo di figa...hanno per le mani 2 quarantenni mulattone,e di negocios da concludere...gente avanti con gli anni con ancora tanta strada davanti,davvero mi sono divertito.

Questa sera lascio la fanciulla a casa e vado per la prima volta in disco...vamos a veer...

Aspetto il Bebo che arrivera' viaggiando col Tuccio a inizio gennaio e anche Noesfacil dovrebbe passare di qua'.

Vi aspetto qua',sul balcon dell'oriente tunero.

01/01/2010

L'altra sera sono andato per la prima volta da quando sono qua'al Luanda con Jose'e un arbitro di Basket che ho conosciuto correndo.

Molta gente e quasi tutti cubani,anche se ci sono molti turisti l'altra sera al locale ne ho visti pochi.

C'erano dei muratori al lavoro stavano preparando il monolocale per Tuccio in arrivo...

Comunque seriamente parlando non e'piu'un posto per me,ci posso andare con qualche amico una volta ogni tanto per cambiare ma quel giro non e'piu'il mio anche perche'e'cambiato drasticamente con gli anni.

Le solite troiacce da 3 soldi e qualche ragazza carina ma accompagnata dal novio cubano.

Qua'siamo tutti profondi conoscitori della isla...be'quasi tutti... e sappiamo bene che i bei tempi in cui un figone entrava in disco col novio cubano e usciva con noi sono belle che finiti perche'ora magari il novio ha piu'grano dello yuma.

Non sopporto piu'la fumeria....il dover lavare tutti i vestiti il giorno dopo perche'impregnati di fumo,davvero mi chiedo come ho fatto a bivaccarci per tanti anni.

In piu'sto'con una che e'davvero ma davvero notevole e se devo fare un cornino almeno farlo con una di pari valore altrimenti e'un marchettone come tanti e francamente non e'piu'il tempo.

Di buono cé'che pare sia arrivata una circolare che impone una tot percentuale di musica cubana e cosi i pezzi house o come cazzo si chiama sono stati notevolmente ridotti.

Comunque sono entrato alle 23 e all'na di notte roncavo come un orso.

In concomitanza delle feste e della calata degli yuma la policia e'scesa in campo in massa.

L'altra sera mi siedo sul muretto del parque con un italiano e di fronte avevo 2 panchine intere piene di gente,suppongo della siguritad dello stato,in borghese ma si vedeva lontano un miglio che erano policia....

A pochi metri da me avevo 2 temba franco canadesi,arriva una flaquita e di fronte a tutto questo armamentario di policia si siede sulle gambe di uno dei due....ma che cazzo ha in testa questa gente mi chedo?

Ovviamente impacchettata e spedita seduta stante.....

Personalmente sul discorso policia la vedo in modo non del tutto negativo,certo quando ti toccano da'fastidio ma se non giri con un baldraccone non corri pericoli.

Se posso circolare tranquillo alle 4 di notte e'proprio grazie a un controllo cosi'pressante quindi preferisco godermi i lati positivi della cosa piuttosto che lamentarmi di quelli negativi.

domenica 7 novembre 2010

CRONACHE DALL'ALTRO LATO DEL BLOQUEO 2009/2010


29/12/09

Intanto devo dire che ho volato con una compagnia che merita questo nome,l'Air France.

E' venuto a prendere il mio amico col suo taxi e mi ha depositato all'aeroporto di casalle per il volo su Parigi.

Avevo gia' fatto il check via internet e al check ho trovato una signorina gentilissima che ha verificato il tutto prima di invitarmi a mettere i bagagli sul rullo.

Nulla a che vedere col caravanserraglio di BP o Livingmerda.

perfettamente in peso e via....

Alle 8.45 ero a Paris e visto che il volo per La Habana era alle 13.35 ne ho approfittato per leggere,sentire musica e mangiare baguettes.

Alle 12.30 al mio gate vedo sbucare con la sua consueta andatura caracollante il nostro Pippo che arrivava dal volo da Bologna con un suo amico.

Sul volo per Cuba avevamo posti distanti in quanto il check lo avevamo fatto nelle nostre citta' di partenza.

Siamo partiti con un ora di ritardo e atterrati con 5 minuti di anticipo....e' tutto dire.

Sul volo mangiare adeguato,non e' che si pretenda la luna ma c'e' gente che aveva pagato anche 1500 euro e un minimo e' giusto pretenderlo,lo schermo piccolino per i film nella parte posteriore del sedile anteriore,un centinaio di film a disposizione in lingua francese e inglese e una trentina in italiano e spagnolo...una pacchia.

Arrivati all'Avana c'era il problema di passare indenni al controllo bagagli.

Fortuna ha voluto che insieme a noi arrivasse un KLM e il ritiro bagagli era un girone dantesco.....

Per 20 minuti non mi e' arrivato nulla tanto che gia' mi immaginavo nerboruti congolesi indossare la mia pregiata linea di abbigliamento destinata al mercato tunero....quando all'improvviso sono apparse sia la maleta che il borsone....

Milagro.

Aspetto che anche gli altri ritirino il tutto,Pippo aveva al seguito un intero stadio del tennis con tribune e spettatori inclusi....e ci avviamo sulla sinistra a uscire...ovviamente si passava uno per volta....e temevo che mi cuccassero....infatti una cicciona mi ferma e mi chiede il passaporto,prima di aprirlo mi chiede con aria truce ..."italiano?"....

Ho subito pensato che nel giorno in cui non avevo seguito i media il nostro pregiudicato ne avesse combinata un altra delle sue con rottura di rapporti diplomatici con Cuba invece era impegnato a prendere a nasate le miniature del duomo.

Fatto sta' che al mio SI... mi fa segno di passare.....evvai!

Passano anche gli altri e vado a cercare un taxi per il terminal viazul,lo trovo quasi subito e per 15 cuc ci porta al terminal.

Qua' ci aspetta una...lista de espera...ma vaffanculo...si avvicina il responsabile dei taxi del terminal che ci chiede se volevamo andare a Tunas con un monovolume 9 posti insieme a 2 fanciulle che andavano a santiago....ci chiede 220 cuc per tutti e tre...chiudiamo a 170.

Il viazul costava 43 a cranio piu' almeno 10 se non di piu' per il sovrapeso...quindi al final abbiamo pagato lo mismo viaggiando in auto.

Alle 3.30 eravamo a casa,loro 2 dovevano proseguire per Puerto Padre e si sono appoggiati da me fino al mattino.

30/12/09

La casa e' quella che avevo 5 anni fa a fianco a Nancy che era occupata da 2 italiani che da anni prenotano un anno per l'altro da meta' dicembre a meta' gennaio.

Il cuarto e' spartanuccio ma molto piu' grande del solito e anche il bagno e' bello spazioso.

Lei e' una brava persona e il marito,che oggi sembra il nonno di Compay Segundo da vecchio e' stato per decenni il boss della gastronomia tunera.

Ho anche raggiunto un discreto accordo economico,11 di diaria,1.5 per la desajuno,3 per la comida e 0.5 per il parqueo dello scooter.

Fra l'altro cucina da Dio e pur non amando mangiare in casa ci sono quasi costretto se voglio salvaguardare il mio stomaco sempre piu' a rischio.

Avendo la fanciulla puntata posso portarne una nel pomeriggio ma non sto' abusando di questa possibilita'.

la fanciulla non sapeva del mio arrivo e cosi' dopo aver fatto compagnia a Pippo tutta la notte sono subito andato a ritirare lo scooter che avevo bloccato dall'Italia e sono passato da lei.

Era li' che stava limpiando il piso di casa,che per inciso e' meglio di vederla limpiare la pinga di un negron,e al vedermi e' letteralmente esplosa in un fragoroso...."e tu che ci fai qua'?" ....e' fatta cosi'...molto direi piemontese negli atteggiamenti ed e' proprio il fatto che lesini all'inverosimile i consueti mi amor e mi vida che me la rende cosi' interessante.

L'intervento del benefattore sabaudo ha fatto si che il cuartico sia quasi a posto....ho fatto cio' che dovevo...

Passiamo parecchio tempo insieme anche se un paio di giorni la settimana salgo sullo scooter e vado a PP o a Guaymaro dove ho dei discreti movimenti.

Meglio farsi i cazzi propri a una cinquantina di km di distanca per avitare le solite menate anche se avendo impostato il tutto sulla linea del "chi paga comanda" la fanciulla evita di rompere i coglioni.

Comunque ci sto' bene e per un cagacazzo come me e' cosa rara...d'altronde e' la seconda diciamo cosa con un po' di impegno in un decennio a Cuba e non mi pare sia molto.

Quando sono arrivato c'erano ancora molte case libere mentre ora 'e tutto a palla,pieno di turisti in ogni buco,c'e' gente che si aggira offrendo anche 30 cuc di diaria pur di avere una legal dove piazzarsi,cifre folli a Tunas.

C'e' una marea di policia ma,almeno per ora,si limita a osservare anche perche' al parque oramai ci trovi solo piu' la puteria piu' smandlappata e le altre girano molto largo.

Non sono mai stato fermato al di la' dei punti di control per il mare o per Guaymaro e non ho mai avuto problemi,non ne avro' certo in citta',almeno credo,tutti la conoscono perche' i poliziotti vanno a mangiare il gelato dove lavora,la gelateria diciamo IN della citta' e sanno bene chi e'.

Stara' a lei non mettersi sulla stessa strada di altre ma a qual punto non saranno certo piu' cazzi miei.

Molti italiani e della peggior specie,roba vecchia e messa davvero male,non e' necessario che mi erga a narciso se dico che non deve essere facile per le fanciulle infilare la lingua in bocca fra catarri e dentiere a questa gente...cazzo che almeno si facciano pagare bene.....

In citta' proprio oggi hanno aperto un negozio grande a fianco della pizzeria dove vendono carne e prodotti latteari in mn,sembra una cosa fatta davvero bene infatti oggi era un assalto all'arma bianca.

Domani e' l'ultimo dell'anno ed e' un periodo difficile per i maiali qua' nell'isola.....

C'e' tutto un movimento di preparazione alla grande borracera di domani,io festeggero' nel barrio boschivo della fanciulla una cosa credo ben fatta...con maiale e parenti vari...

Il mio contributo a questo sentito momento rivoluzionario e' al momento rappresentato da 2 casse di cerveza rubia e da 4 bottiglie di ron.

Sono andato sul popolare perche' tanto e' inutile comprare roba buona,questi bevono anche il kerosene...spero solo che nessuno,a una certa ora mi abbracci con l'alito putrescente dicendomi che sono suo hermano e che chi si mette con me si mette con lui ecc......

L'ultima volta a PP sono andato in macchina con Roberto,all'andata.

Abbiamo diviso un particolar,al pomeriggio mi aspettava una sorta di ninfomane mentre la sera ho dato il via al movimento tortillero con una famosa operatrice locale e una fanciulla della sua scuderia...fra tutte e due persino il lenzuolo e' stato aspirato via...

Al mattino dopo malfermo sulle gambe sono andato al terminal per trovare un auto per tornare a Tunas,mi sono ricordato di come ogni tanto viaggi Roberto e ho sperimentato un mezzo di trasporto mai usato in un decennio cubano....il camion.

C'E' UN TORO CHE VINCE


Il Torino primavera di Asta supera brillantemente il Sassuolo di mister Mandelli. I granata riescono ad imporsi sugli emiliani, grazie ad una difesa granitica e ad un attacco effervescente. La squadra torinese allunga così a cinque la sua striscia di risultati positivi.

Appena scesi n campo, i padroni di casa si portano subito in vantaggio. Dopo due soli minuti, Pinelli incorna di testa il calcio d’angolo battuto da Miello. Il pallone va sotto le gambe del portiere ed entra in rete. Il Sassuolo sembra sentire il colpo. L’asse granata Miello-Pinelli funziona alla perfezione e le incursioni dell’ala destra sono sempre pungenti. Gli ospiti si fanno vivi dopo una decina di minuti, quando Conforto impegna Brusa dalla distanza. Verso la mezz’ora, la panchina granata si lamenta per un fallo di mani in area avversaria. Secondo l’arbitro è tutto regolare. Il primo tempo si chiude con il Torino meritatamente in vantaggio per 1-0, superiore sul piano del gioco e dell’intensità.

La seconda frazione di gara vede, tra le fila del Torino, l’ingresso in campo di Chiosa al posto dell’infortunato Isoardi. Il copione della ripresa è lo stesso del primo tempo. Al secondo minuto di gioco, Taraschi, servito da Fiore, raddoppia, finalizzando un’ottima azione di contropiede. Le squadre si allungano e sono ancora i ragazzi di Asta a trarne vantaggi, soprattutto grazie alle giocate di Suciu.

Il Sassuolo cerca qualche trama per impensierire la difesa avversaria, ma la retroguardia di Brusa è chiusa ermeticamente. L’occasione più nitida per i neroverdi arriva al trentesimo minuto, quando, a portiere battuto, Chiosa respinge sulla linea il tiro di Albanese. Nel finale, ancora un’occasione per Barbuti, ma il suo tiro finisce a fil di palo. Il Torino esce così vittorioso dalla sfida con una sua diretta rivale, sorpassandola in classifica.



TORINO-SASSUOLO 2-0

Marcatori: pt 4’ Pinelli, st 2’ Taraschi

Ammoniti: Vignali, Guidetti, Miello, Conforto, Taraschi

Torino: Brusa, Isoardi (pt 1’ Chiosa), Franchino, Scaglia, Panepinto, Fiore, Miello (st 42’ D’Alessandro), Ippolito, Pinelli, Suciu (st 22’ Gentile), Taraschi. A disp.: Gomis, Milani, Ferrante, Fumana. All. Asta

Sassuolo: Della Corte, Guidetti, Albanese, Vaccari (st 20’ Pecorini), Dermaku, Benedetti, Vignali (st 11’ Barbuti), Conforto, Lodovisi (st 17’ Candido), Cinelli, Mella. A disp.: Pagani, Baldaccini, Martino, Zecchini. All. Mandelli



Ecco i risultati dell'ottava giornata:
Girone A
Cesena-Novara 0-1
Empoli-Parma 3-1
Fiorentina-Piacenza 2-1
Livorno-Genoa 0-1
Modena-giu***tus 0-6
Sampdoria-Bologna 2-2
Torino-Sassuolo 2-0

Classifica: Genoa 19, giu***tus 16, Fiorentina e Torino 14, Sassuolo e Empoli 13, Novara 12, Sampdoria 11, Bologna e Livorno 9, Piacenza 8, Parma 7, Modena 5, Cesena 4
Da recuperare (4.a Giornata): Empoli-Fiorentina

Il distratto della SINA


Ida Garberi

Porque esta gran humanidad ha dicho "¡Basta!"
y ha echado a andar.
Y su marcha, de gigantes,
ya no se detendrá hasta conquistar la verdadera independencia,
por la que ya han muerto más de una vez inútilmente.
(Ernesto Che Guevara)

"Che passi una buona giornata, compagna", mi dice un ragazzo negro molto bello e imponente, di quasi due metri, con un sorriso disarmante e con la divisa di guardiano dell'Ufficio di Interessi Nordamericano a L'Avana (SINA), mentre stringe le sue mani, unite, così forte, che le nocche delle dita diventando bianche, in segno di vittoria.

Ed ha ragione, perché quello che ho appena fatto, insieme alla coordinatrice del Comitato Internazionale per la libertà dei Cinque cubani, non lo aveva mai fatto nessuno, credo, in questi ultimi cinquanta anni a L'Avana.

Questo 2 aprile 2009 resterà per sempre negli annali della SINA (e nella mia memoria!).

Io avevo proposto questo tipo di azioni già alcuni anni fa, ma devo riconoscere che il Comitato le aveva sempre rifiutate, pensando giustamente che l'amministrazione assassina e arrogante di Bush avrebbe potuto utilizzarle come scusa per abusare una volta di più sui miei Cinque fratelli prigionieri politici dell'impero e le loro famiglie.

Però quest'anno è diverso, quest'anno alla Casa Bianca c'è Barack Obama, e spinta dal suo "Yes, we can" e dal fatto che anche Graziela Ramirez era d'accordo sull'utilità di consegnare un dossier al console USA a L'Avana, Stephen Murphy, e allo stesso Obama, per ottenere il diritto dei visti multipli per i famigliari dei Cinque cubani e soprattutto perché si permetta che Olga Salanueva e Adriana Perez di visitare i loro mariti prigionieri negli USA, ci presentiamo alla SINA.

Io sinceramente pensavo che dal momento che siamo due cittadine straniere ci avrebbero concesso, se non di incontrarci immediatamente con il console, almeno un appuntamento ben definito.

Premetto che astutamente quando ci siamo presentate alla porta, Graciela affermava con aria innocente, che avremmo dovuto vedere il console per un assunto di interesse cruciale degli USA, che si trattava di

"... un caso notevole di violazioni dei Diritti Umani e che trattava di prigionieri politici".

E qui sicumente l'equivoco era d'obbligo, chiaramente provocato da noi, che loro pensassero che stavamo domandando ancora più appoggio per i famosi 75 “mercenari della verità”, nonché erroneamente chiamati dissidenti (che adesso poi in carcere sono solo 54).

La nostra sorpresa è molto grande quando arriviamo alla porta e ci viene detto da un custode, gentilmente, che questo tipo di appuntamenti si gestisce solo per telefono e ci viene fornito un numero degli Stati Uniti!!!

Sinceramente, io sono sicura che per educazione, sia nell'ambasciata italiana che in quella spagnola, almeno, si sarebbe presentata una segretaria scusandosi dell'inconveniente, per fissare il famoso incontro richiesto.

Dopo alcune trattative, riusciamo ad ottenere il numero del centralino degli Uffici della SINA e cerchiamo un telefono per parlare con calma.

Graciela, con una sacrosanta pazienza, incomincia una lunga spiegazione, che dura circa mezz'ora, mentre le passeranno al telefono tutti gli uffici e tutti i funzionari presenti quel giorno.

Molto gentilmente cerca di mettere sempre in risalto che il dossier era "un caso notevole di violazioni dei Diritti Umani e di prigionieri politici", di un interesse estremo per il governo degli Stati Uniti e che noi eravamo solamente le portavoci di 170 personalità a livello mondiale, tra cui si contavano 10 premi Nobel.

Tutto questo per i cittadini numero uno del pianeta non era assolutamente importante, l'unica cosa che li ha fatti letteralmente saltare è stata una parola magica: siamo giornaliste.

Il fatto che la stampa era coinvolta deve avere paralizzato loro i cervelli, che già erano un poco incuriositi dal fatto che stavamo chiamando da un territorio praticamente nordamericano: avrei voluto davvero vedere la faccia dell'operatore quando si è reso conto della provenienza della chiamata!!!

Ecco, che dopo la parola magica, tra tutte le voci anonime con cui avevamo trattato, che continuavano a chiederci i nostri nomi senza mai presentarsi, appare per miracolo il distratto della SINA: il signor Gregory Adams, che si presenta come responsabile della sezione "Stampa e Cultura".

Figuratevi se "il nostro uomo a L'Avana" è un po' confuso che non sa che le sue funzioni sono quelle di Responsabile delle Relazioni Pubbliche, come riporta la pagina web del suo luogo di lavoro... pazienza, nel nostro dialogo dimostrerà di non essersi accorto di molte cose che sono accadute nel suo paese negli ultimi mesi...

Quando riusciamo ad incontrare fisicamente il nostro Gregory, siamo nella sala di ingresso della SINA, all'entrata del personale dell'ufficio, che passerà per tutto il tempo della discussione al nostro fianco, incuriosito e marcando il cartellino.

Questo è per spiegare che siamo state ricevute nel posto di controllo dei lavoratori, dove un metal detector (e sicuramente un microfono ed una telecamera) registrano tutte le persone che passano nella piccola stanza.

Gregory arriva all'appuntamento un poco molesto e nervoso, quasi seccato e autosufficiente, come chi sa già che si incontrerà di fronte ai soliti fanatici sostenitori dei dissidenti cubani, un male necessario che nell'era di Bush è stato utilizzato dai controrivoluzionari per sostenere le loro sporche bugie sulla mancanza dei diritti elementari di libertà di espressione nel Grande Caimano Verde.

Ed io mi domando: come mai si critica Cuba sui diritti ai carcerati quando a nessuno dei 75 arrestati, dal 2003, è stato negato il permesso di vedere i loro famigliari?

Perché nessuno è riuscito ad ottenere fino ad oggi i visti di Olga e Adriana, che da dieci anni reclamano il loro sacrosanto diritto ad incontrare René e Gerardo, che sono dei prigionieri politici dell'impero?

Ed ecco che quando formuliamo la domanda al nostro funzionario disattento, subito il suo interesse si sveglia, guarda con orrore il dossier che Graciela gli sta porgendo ed esclama:

"Ah... ma voi venite per le Cinque spie!!!".

Devo dire che l'atmosfera del luogo cambia completamente e non ci sentiamo più in un ambiente ostile: prima le persone che erano attorno a noi ci osservavano in modo diffidente e quasi disgustato, pensando di trattare con i soliti sostenitori dei ricercatori di elemosina e bustarelle, cioè i mercenari ideologici chiamati erroneamente dissidenti, ed ora si rendono conto che invece siamo sostenitori di Cinque cubani innocenti che sono colpevoli solo di aver difeso la loro patria da attentati terroristi del braccio armato della controrivoluzione di Miami.

Devo riconoscere che da questo momento la discussione diventa di un livello molto basso, il "nostro" Gregory cerca di provocare ed insultarci sperando che anche noi ci abbassiamo al suo livello, pensate che arriverà ad affermare che i premi Nobel che fanno parte della Commissione che chiede il visto di Olga e Adriana per visitare i loro mariti ed ottenere i visti multipli per gli altri famigliari sono premi da novella, giocando sul suono della parola Nobel-novella (umorismo di cattivo gusto, se mi permettete!!).

Durante la continua botta e risposta, mentre Gregory cercava di provocare una risposta maleducata, ha avuto il coraggio di affermare che un serial killer ha più diritti dei miei Cinque fratelli prigionieri politici perché ha ucciso dei cittadini nordamericani, magari quasi cento, però non è un problema perché non si è intrufolato negli interessi dello stato... senza parole!!!

Chiariamo questo punto: per un funzionario dell'era di Bush la vita dei cittadini del suo paese non sono un assunto dello stato, mentre invece considera i terroristi di Miami come parte del Dipartimento di Stato, allora non ho ragione ad affermare che Gregory è un po' distratto?

Il "nostro caro" funzionario poi ci dimostra che ha anche dei piccoli problemi con la matematica, cioè ci racconta che ogni anno gli Stati Uniti devono "sopportare" l'immigrazione di 20000 cittadini cubani che chiedono la residenza nordamericana come redatto negli accordi migratori tra i due paesi, senza citare le difficoltà che sempre creano all'accordo stesso, anche se poi alla fine dell'anno rispettano sempre quello che si è stipulato. Qui non resisto e sbotto accusandolo di essere un bugiardo, perché non posso credere che non sia a conoscimento di dati arcinoti che servono solo ad alimentare l'emigrazione illegale e la legge assassina di Aggiustamento Cubano.

Ed ecco che anche Gregory perde le staffe e mi chiede perché sono venuta da tanto lontano per occuparmi di Cuba, perché non penso al mio paese ed ad agli italiani.

Ed io lo accontento subito domandandogli perché gli Usa non estradano Luis Posada Carriles, omicida confesso di Fabio Di Celmo, un giovane italiano che è stato solo colpevole di stare a L'Avana nel luogo equivocato e nel momento equivocato, come ha affermato il suo feroce assassino.

Incomincia a farfugliare che Posada Carriles non è suo amico (per fortuna, altrimenti non so come finiva la discussione...), accetta il documento e scompare dentro l'edificio della SINA.

Io e Graciela ci avviamo all'uscita con l'augurio felice del ragazzo negro e con l'animo sollevato per aver compiuto la nostra missione.

Però oggi è già passato il 10 aprile, data dell'appuntamento di Adriana alla SINA, dove le hanno detto di aspettare, ancora una volta, e dove invece Olga non è stata neanche citata, per essere stata dichiarata l'anno scorso "ineleggibile" dalla cara Condoleezza Rice.

Premetto che il mio Comitato ha già emesso una nota di stampa per informare della consegna del dossier: AFP ed il sito controrivoluzionario "cubaencuentro", sicuramente in mala fede affermano nei loro articoli che è stata Cuba ed il governo cubano a consegnare il documento. Assolutamente falso, noi siamo cittadini liberi che facciamo i più diversi lavori, siamo quasi tutti stranieri ed abbiamo deciso di sommarci alle file della solidarietà dei Cinque cubani perché come ha detto un giorno il Che Guevara

"... siamo capaci di tremare di indignazione ogni volta che si commette un'ingiustizia".

Per concludere questa cronaca, vorrei fare un appello al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, io sono sicura che lui "Yes, we can", che è capace di ascoltare il nostro grido che chiede giustizia perché è un uomo diverso dal suo predecessore, che anche lui sa che deve stare attento con certi funzionari, come Gregory, che gli hanno lasciato in eredità, che approfittando questo momento della crisi mondiale non hanno nessuno scrupolo a screditare ed infangare la nuova amministrazione, soprattutto dopo aver perso le elezioni.

Però, presidente Obama, come può non ascoltare l'appello che un altro presidente le ha inviato, in questo Summit delle Americhe, un suo collega, stimato economista, presidente dell'Ecuador ha chiesto che si faccia giustizia e si pensi soprattutto a quanto stanno soffrendo i figli dei miei Cinque fratelli prigionieri dell'impero: per piacere, Obama, per una volta, fa che possa credere alle promesse elettorali che si fanno nel capitalismo!!

EL NEGRON DELL'IMMIGRATION DI LAS TUNAS


Le duenas delle case de renta tunere hanno un incubo.

El negron dell'immigration.

Questo e' sicuramente il funzionario piu' temuto da chi gestisce una casa de renta ma anche dai molti turisti che per le ragioni piu' varie devono recarsi in quegli uffici.

Fra l'altro e' uno che punta a far carriera,spesso molti ispettori quando si presentano per controllare,di buon mattino,cosa succede in quella determinata casa de renta e' possibile che poi ne escano con un regalito che fa sempre comodo,col negron neanche a provarci,sarebbero casini grossi come mammuth.

El negron durante l'inverno scorso quando ero la' per 2 volte si e' presentato al parque con 2 assistenti (questa ma l'hanno raccontata perche' in entrambi i casi ero al mare) chiedendo il passaporto per controllo a tutti gli stranieri presenti in quel momento in piazza e nella terrazza dell hotel Cadillac.

Il passaporto in originale.

Sappiamo bene che nessuna persona sana di mente gira in citta' con in saccoccia l'originale del passaporto,tutti abbiamo una copia perche' nel caso che si perda l'originale poi tocca andare alla nostra ambasciata all'Avana per avere un duplicato non prima pero' di aver fatto regolare denuncia in policia e avere ottenuto un papel che ci autorizza a stare a Cuba in attesa della copia che ci fornira' la nostra ambasciata.

Insomma un casino,ma lui vuole l'originale e da' a tutti 15 minuti per andare a casa,prenderlo e farglielo vedere.

Il tutto in malo modo,e' evidente che ne' i turisti ne' chi fa affari con loro,tipo le duenas delle case de renta,gli sono molto simpatici.

Ebbi a che fare con lui un anno fa e devo dire che non mi ando' male.

Come scrissi qualche giorno fa il 15 ottobre del 2009 mi recai per la prima volta all'immigration tunera por sacar la proroga per il secondo mese.

Non sono molti i turisti senza prostata annessa che passano a Cuba e a Tunas piu' di un mese ed,evidentemente,quei pochi li devono conoscere bene.

Fatto sta' che 2 giorni dopo,alle 9 del mattino,el negron arriva nella mia casa de renta per un ispezione.

Stavo desajunando con la Favola,puntata nel registro e senza precedenti puntature (questo ho potuto verificarlo tutte le volte che ci hanno fermato per controllo papeles) ,mi guarda con aria severissima,io mi alzo,lo saluto con un largo sorriso e gli do' il mio passaporto cosi' come la Favola gli da' il carne'.

Fra l'altro lei era in divisa e stava per andare a lavorare,lui la guarda malissimo e ritira i documenti,con la duena vanno in salotto e sento che chiacchierano,noi tranquilli continuiamo a mangiare,e' tutto in regola e non ha nulla a cui attaccarsi.

Dopo un po' vedo che vanno a vedere la mia camera e l'altro cuarto che in quel momento era sfitto.

A un certo punto sento che mi chiama per nome ( la policia cubana ha questo vezzo) e mi restituisce il passaporto senza nessun "desculpa por la molestia" e,dopo un altro sguardo torvo restituisce il carne' alla ragazza non senza averle prima chiesto in quale cafeteria lavorava.

Come dicevo era tutto a posto ed eravamo anche una coppia presentabile nel senso che la parte maschile ancora camminava in stazione eretta e non aveva il pantalone di flanella sotto l'ascella tenuto su con le bretelle mentre quella femminile era una norlale lavoratrice senza segnalazione alcuna che non fosse per la bella presenza.

Insomma siamo sempre passati per una coppia normale come tante.

Comunque ha rotto i coglioni alla duena per il fatto che il figlio,visto che il cuarto era sfitto ci dormiva e pare che non si possa.

Bella cazzata.

A meta' gennaio mi reco per la seconda volta all'immigration per un altra proroga di un mese e questa volta lo trovo li',miracolosamente mi saluta e mi chiede in quale casa sono e se sono sempre con la stessa ragazza.

Gli dico che sono nella casa al fianco di quella della volta precedente e che la ragazza e sempre la stessa.

Mi restituisce il passaporto con la proroga sulla visa e puntandomi il dito contro,ma con una cosa sul viso che assomigliava vaghissimamente a un sorriso mi dice "portate bien Milco."

Ripeto quello che ho detto giorni fa; se fai una vacanza normale,ti comporti in modo normale e frequenti gente normale a Cuba non avrai mai problemi.

Anche col peggiore cagacazzo di tutte le provincie orientali

MOU E RAFA...MOU E RAFA?


- Mourinho ha vinto il triplete,Benitez ho qualche dubbio che arrivi a mangiare il panettone.

- L'equipe di Mourinho era una squadra unita e coesa,quella di Benitez sembra l'armata Brancaleone.

- Con Mourinho i giocatori sapevano sempre cosa fare in campo con Benitez sembra che si siano trovati li' per caso 5 minuti prima.

- I giocatori erano felici di fare parte della squadra di Mourinho mentre con Benitez alcuni non vedono l'ora di potersene andare....QUANDO GIA' NON SE NE SONO ANDATI

- Mourinho era diretto,sincero assolutamente vero,Benitez e' balbettante,tentennante e non sembra neppure troppo sincero.

- Mourinho ci metteva sempre la faccia e attirava su di se le polemiche per fare in modo che non toccassero la squadra,Benitez con la sua faccia da pretino di campagna e il suo untuoso e inutile buonismo sta' permettendo che le polemiche rovinino irreparabilmente cio' che il suo predecessore ha creato.

- La squadra precedente di Mourinho con un altro allenatore valido ha continuato a vincere,quella di Benitez oltre a rischiare il fallimento e' in fondo al campionato inglese.

- Mourinho ha preso una squadra mediocre trasformandola in una vincente,Benitez la sta' trasformando in perdente circondandosi anche di qualche ulteriore perdente acquisito dopo la partenza di Mourinho.

- Mourinho era incazzoso,polemico,permaloso,arrogante ma...vinceva.

- Benitez e' pavido,pauroso,ponziopilatesco ma...sta' sfasciando il poco che resta in piedi.

- Mourinho dove e' ora si sta' comunque divertendo mentre Benitez...non sembra proprio magari in futuro cambiera' aria...e....anche li' trovera' alibi per i futuri fallimenti.

sabato 6 novembre 2010

CENNAME


Sta diventando un eroe del popolo del web, un simbolo della politica del fare, della lotta del cittadino comune contro il Leviatano della burocrazia e gli abusi del potere. Ma anche la tv si è accorta di lui: giovedì scorso ha raccontato la sua vicenda ad Annozero, mentre domenica a Report Milena Gabanelli gli ha dedicato un ampio servizio significativamente intitolato «C’è chi dice no». Perché Vincenzo Cenname, sindaco di Camigliano, paesino di 2 mila abitanti arroccato sulle falde del Monte Maggiore, sta diventando famoso per il no opposto alla legge 26 varata dal governo Berlusconi: «Una norma— spiega— che mi imponeva di trasferire tutte le competenze del servizio di raccolta dei rifiuti urbani al Consorzio unico di bacino. Ma noi, gestendolo direttamente, con soli 4 dipendenti, eravamo arrivati a superare la quota del 60% di differenziata. E i nostri cittadini risparmiavano più del 30% rispetto alla tariffa in vigore nel resto della provincia». Non è bastato. Ai primi di agosto Cenname è stato dichiarato decaduto dal Consiglio dei ministri. Uno zelo singolare, che non ha trovato riscontro in circostanze ben più gravi: «Camigliano — ha sottolineato Milena Gabanelli — dista appena 80 chilometri da Fondi, il Comune infiltrato dalla camorra che l’anno scorso il ministro Maroni si è guardato bene dal commissariare. Per Camigliano ha impiegato soli 10 giorni. Non c’è niente di più pericoloso del buon esempio».

Ora Vincenzo è a casa, mentre i sindaci che la differenziata non la fanno, o raggiungono quote irrisorie, sono ancora al loro posto. E intanto, come ulteriore beffa, dalla fine di settembre la Protezione civile autorizza i Comuni che denunciano disservizi a rescindere il contratto con il Consorzio: in poche settimane, l’hanno già fatto Sparanise e Piedimonte Matese. Il sindaco che ha osato sfidare il governo ha 38 anni, una laurea in ingegneria ambientale («faccio il libero professionista; ma da qualche mese ho anche un contratto part time con il Comune di Teano»), e vive ancora con i genitori. «Mi sono avvicinato alla politica da giovanissimo — racconta — attraverso l’associazionismo. Mi sento di centrosinistra, anche se sono profondamente deluso dai partiti, da tutti i partiti. Per me la politica è essenzialmente impegno a favore del mio territorio. Nel 2002 mi sono candidato per la prima volta al consiglio comunale, sono stato eletto e subito nominato assessore e vicesindaco».

Poi, nel 2007, la candidatura a sindaco. Fu un trionfo: eletto con quasi il 70% dei voti. Dopo due mesi, la chiusura della cava calcarea che incombeva su Camigliano, fortemente osteggiata dai cittadini: «Sovrapponendo le planimetrie con il progetto presentato in Regione, mi ero accorto che avevano già superato, e di parecchio, le quote estrattive assegnate». E ancora, la lotta contro l’impianto eolico: «Avevamo indetto un referendum e i cittadini si erano espressi a favore. Ma in corso d’opera, hanno provato a cambiare le carte in tavola: iniziative del genere non possono passare senza il pieno avallo del territorio». In questi tre anni, tuttavia, lo sforzo principale è stato rivolto agli «investimenti immateriali»: progetti indispensabili per creare una coscienza civica.

Come gli «ecoeuro», buoni fino a 30 euro da spendere nei negozi convenzionati dati bambini delle elementari (ma anche alle famiglie) per sensibilizzarli alla differenziata. Oppure i corsi di musica, danza, calcio, volley, lavorazione della ceramica. Un’amministrazione vicina ai bisogni dei cittadini, con ricette semplici e buon senso. Alle neo mamme vengono consegnati 7 pannolini di stoffa per evitare l’acquisto di quelli usa e getta (circa 800 euro di risparmio per le famiglie). Gli oli vegetali di cottura vengono raccolti e venduti. E i bilanci sono a posto, anzi Camigliano ha un attivo di quasi 220 mila euro. Vincenzo non si monta la testa per gli innumerevoli attestati di stima e le interviste televisive: «Il mio unico auspicio è che si metta in moto un processo di contaminazione e partecipazione: non è più il momento di delegare, bisogna rimboccarsi le maniche».

Pietro Falco

Alla ricerca della presenza italiana - MANTUA


Ernesto Marziota

Rispondendo all'invito degli organizzatori della Settimana della Cultura di Mantua del 2009, mia moglie e cara collaboratrice Geraldine Murphy ed io, abbiamo avuto il privilegio e la grande soddisfazione di visitare, dal 22 al 24 gennaio questo municipio rurale.

Nelle nostre menti e nei nostri cuori avevamo la volontà di ricercare le impronte dell'immigrazione e della presenza italiana a Cuba, motivati anche dalla loro partecipazione alle azioni patriottiche del 113º anniversario della fine, a Mantua, della gloriosa Invasione da Oriente a Occidente dell'Isola, guidata dal Generale Antonio Maceo, il 22 e il 23 gennaio 1896.

Io sono cubano, discendente di padre italiano, originario di Orsomarso, Cosenza, Calabria, e di madre oriunda dalla Valle di Pica Pica, a Sumidero, nella provincia di Pinar del Río, e il fatto di poter condividere dei momenti con discendenti di italiani che conservano la tradizione orale (secondo la quale Mantua fu fondata da un gruppo di naufragi italiani, com'è rappresentato nello scudo del Comune), è stato molto importante per me.

L'ipotesi che il nostro caro amico, ricercatore e scrittore mantuano di rilievo, Enrique Pertierra Serra, sostiene nel suo libro "Mantua a Cuba fra la storia e la leggenda" (Edizioni Loynaz 2005), è che lo sbarco dovette accadere tra il 1605 e il 1610; i marinai erano probabilmente genovesi e veneziani che furono armati e finanziati dal Duca Vicenzo I Gonzaga di Mantova. Ecco il perché del nome Mantua, in spagnolo.

Abbiamo potuto parlare con uno dei membri di una famiglia italiana che, fortunatamente, conserva il cognome, "spagnolizzato" con una sola t, com'è successo nella maggior parte dei casi a Cuba. Abbiamo conversato con Roberto Pitaluga, di 65 anni, marinaio che ancora oggi pesca ed è uno dei Pitaluga più anziani del paese di Arroyo de Mantua. Abbiamo anche parlato con vari dei suoi figli, nuore ed altri parenti.

La mattina, siamo saliti nella barca di Roberto, Enrique Pertierra, Mario Finalés, Geraldine Murphy ed io. Geraldine ha registrato con la camera il percorso e i luoghi storici. L'obiettivo era conoscere i luoghi a cui fa riferimento la tradizione orale e che vengono considerati segreti di famiglia.

Con emozione ci è sorta l'idea d'erigere un monumento nel punto dello sbarco per onorare la memoria di coloro che si crede diedero origine al paese. Questa proposta l'abbiamo fatta alle autorità locali.

Il suddetto monumento, potrebbe diventare un luogo di visita di mantuani, cubani e italiani avidi di conoscere le impronte che lasciarono i loro connazionali nel nostro Paese, insomma, una sorta di turismo culturale.

Abbiamo visitato il luogo dove sbarcarono gli italiani, oggi conosciuto come Cayo la Ceiba, la Vega de Luis, lo sbocco conosciuto come Punta del Río. Tutto ciò ci ha confermato a viva voce quello che, secondo la tradizione orale di Mantua — trasmesso dal nonno Antonio Pittaluga, morto nel 1910 è avvenuto. I loro antenati certamente naufragarono sulla barriera di corallo a nordovest di Mantua, in un punto vicino al Surgidero de Arroyos (identificato dopo come la Vega de Luis) dopo di che, date le difficoltà del posto, i naufraghi avanzarono su uno dei canali naturali della zona, fino al luogo conosciuto come Arroyos de Mantua.

Salvando le differenze fra i ricercatori circa l'origine storica della fondazione di Mantua, in verità in questo municipio, c'è e si sente una forte influenza italiana nel seno di varie famiglie che conservano i cognomi: i Pitaluga, i Fiallos, i Bordillo, i Buruso.

Secondo uno dei ricercatori, il signor Armando Peláez, del Museo Generalizado de Mantua, potrebbero esserci circa mille persone con cognomi italiani.

Un elemento importante della tradizione italiana presente è la venerazione della Vergine delle Nevi, patrona del municipio, a cui si rende tributo il 5 agosto da vari secoli e che, secondo la tradizione orale, era la polena della nave italiana che affondò. Questa Vergine è venerata in una delle cattedrali più importanti di Roma, a Mantova (in Lombardia), a Palermo (Sicilia), in Puglia a Neviano ed in altre località.

Un successo della visita, è stato il fatto di strutturare un comitato per gestire un progetto d'Associazione Cuba–Italia di discendenti di italiani e italiani residenti che si nomina "Miguel Di Stefano Pisani", in onore a questo illustre discendente, docente universitario e Premio Nazionale de Scienze Sociali nel 1998, con l'obbiettivo di organizzare i discendenti, analizzare il progetto degli statuti e promuovere storie poco conosciute sull'appoggio che l'Italia diede alle guerre di indipendenza di Cuba contro la Spagna, della partecipazione degli italiani in queste guerre, come mambises o in altre forme.

Devo assolutamente esprimere la forte emozione e soddisfazione patriottica che ho sentito nel partecipare come invitato ufficiale a tutte le manifestazioni commemorative, che ricordavano la sequenza storica dell'arrivo del Generale Antonio Maceo a Mantua: prima, a Mangos de Roque, dopo il banchetto, il ballo e durante l'atto in ricordo della firma per la fine dell'Invasione.

In quest'ultimo atto ho avuto l'alto onore di fare il discorso di chiusura e rivolgere la parola alla grande quantità di giovani e bambini riuniti lì, una numerosa e bella gioventù che garantirà la continuità storica della Rivoluzione nel municipio e nel Paese. Ho spiegato ai giovani i momenti gloriosi in cui gli studenti prima del triondo della Rivoluzione, ci dichiaravamo in sciopero, facevamo manifestazioni contro la tirannia di Batista, dall'Istituto di Marianao e da altri luoghi, tutti ispirati da Maceo e Martí, sospinti delle note dell'Inno Nazionale.

Considero che Mantua sia uno dei municipi del Paese con il più alto sviluppo umano, per la sua grande quantità di studenti di livello universitario, la scuola speciale per più di 300 persone, le diverse scuole, un policlinico moderno che ha ricevuto aiuti da italiani solidali della Regione Emilia–Romagna, l'impressionante sviluppo della vita culturale e sociale. È bene aggiungere la convenienza di promuovere l'insegnamento tra le lingue straniere, della lingua e cultura italiane. Speriamo che si faccia e che possa venire qualche volontario dall'Italia per insegnare.


Ernesto Marziota
Presidente del Gruppo di Discendenti di Italiani, membri della Società Culturale Dante Alighieri (comitato gestore del progetto della detta Associazione Cuba-Italia)

IL VIAGGIO DELLA SPERANZA


E' un po' che si parla di di questo farmaco estratto dal veleno dello scorpione azzurro a Cuba,e' un po' che leggo e passo oltre.

L'argomento e' scottante ma anche molto pesante,dare false illusioni in questa materia e' una delle peggiori cose che si possa fare.

Leggo di oltre mille italiani in un solo mese che hanno intrapreso questo viaggio della speranza all'Avana,sono cose su cui prima di pronunciarsi occorre meditare bene a cio' che si scrive.

Ho perso i 2 nonni paterni e sopratutto il padre per mali incurabili,tumori alla gola per un nonno e ai polmoni per l'altro e per il genitore.

Anche io feci uno di questi viaggi anche se molto piu' vicino.

Con in mano le cartelle mediche andai a Lugano in un noto centro oncologico sul lago.

Il primario diede un occhiata alle cartelle e mi disse con delicatezza ma con fermezza che da una parte del lago non si vedeva la riva opposta......

Anni fa seguii la faccenda Di Bella e il suo protocollo,da un lato era giusto chiedere una sperimentazione meno empirica ma non mi dimentico mai gli enormi interessi delle case farmaceutiche nei confronti di tutti i farmaci che propinano i medici nel vano tentativo di salvare il paziente.

Perche' poi la realta' e' quella,come mi disse quel primario ticinese, "su queste cose e' molto di piu' cio' che non sappiamo di cio' che sappiamo,se siamo fortunati e arriviamo in tempo e l'organo attaccato non e' vitale possiamo fare qualcosa in caso contrario andiamo a tentoni in quello che spesso non e' altro che accanimeto terapeutico."

Cuba ha il grande vantaggio di essere fuori dal circuito farmaceutico,la sanita' cubana opera,per quello che puo',per fare si che gli unici beneficiari dei progressi siano i cittadini cubani e non qualche cazzo di speculatore che si arricchisce sul dolore della gente.

Leggo che distribuiscono il farmaco gratis e questa e' una cosa grandissima,lo sarebbe anche se lo facessero pagare,e' grande gia' solo il fatto che lo mettano a disposizione di tutti.

Mi fermo qua' aggiungendo che se anche solo questo farmaco contribuisse a migliorare la qualita' della vita di chi comunque e' indirizzato,purtroppo, in un unica direzione,allora avrebbe fatto una cosa grandissima,seguiro' l'evoluzione della cosa nella speranza che proprio nella piccola e povera Cuba si siano piantati i semi per una scoperta cosi' importante per milioni di persone.

ESCOZUL



«Alle dieci del mattino, prima di me (ero l' unico italiano), almeno in quindici, messicani, argentini, spagnoli, avevano già consegnato il passaporto in portineria. Normali controlli di sicurezza. Dietro, un' altra quindicina di persone». Ventotto marzo 2007, Sauro Giorgi è a Cuba, alla Labiofam, un' azienda di L' Avana che produce un farmaco anti-cancro: l' Escozul. Il farmaco, un estratto di veleno di scorpione, è per la moglie, malata di una rara forma di tumore cerebrale, già bombardata da radio e chemioterapie. «Avevo scoperto questa cura in rete - racconta Giorgi; - ho chiesto ad alcuni amici cubani, sono andato due volte a L' Avana riportando in Italia il farmaco. Non l' ho pagato: me lo hanno dato gratuitamente. Mia moglie lo prendeva al dosaggio massimo, quando ha cominciato la terapia è stata meglio, forse anche per un effetto placebo. Dopo mesi è morta per un' encefalopatia da radiazioni, ma libera dal cancro, come ha rivelato l' ultima radiografia». Sembra di risentire una delle storie alla Di Bella, il medico modenese che, nel 1997, con il suo cocktail di farmaci antitumorali aveva messo sottosopra l' Italia dei malati, degli oncologi più famosi e dei politici, ma questa volta le cose sono un pò diverse. Elena Vincis, il farmaco per il marito se l' è procurato, attraverso un giro di telefonate e di email, direttamente dall' azienda cubana che lo ha spedito in Italia, dopo avere analizzato la cartella clinica. «A mio marito, ammalato di un tumore ai polmoni - racconta Elena al Corriere - avevano dato 4 mesi di vita. È vissuto 17 mesi dopo aver cominciato l' Escozul. La Tac non aveva più mostrato metastasi, ma, per colpa anche di un ritardo nel ricovero in ospedale, Pietro è morto per un ictus e una grave insufficienza respiratoria». Alla mamma di Piero Fierro, un «forista» occasionale che scrive da L' Avana su un forum italiano (ma parlano del farmaco anche forum in lingua inglese e spagnola) è andata meglio: da qualche anno malata di cancro al seno con metastasi ossee è migliorata a vista d' occhio, dice il figlio, con l' Escozul ed è viva e vegeta. L' azienda produttrice del farmaco, che sostiene di avere iniziato una fase 3 di valutazione clinica, ha un registro dei casi trattati finora (al di fuori di protocolli, solo sulla scorta della storia medica del paziente) che ammontano a parecchie migliaia: ci sono anche numerosi americani che arrivano sull' «isola proibita» per cercare una cura. La maggior parte di questi malati soffre di tumori al seno, al polmone, al colon o al cervello. Secondo i dati raccolti, più di 25mila pazienti hanno mostrato un miglioramento in termini di remissione del tumore, aumento della sopravvivenza e riduzione del dolore. Per il 90 per cento di loro, comunque, la qualità della vita è migliorata. Più nel dettaglio. Un lavoro, che circola in rete, parla di efficacia nei tumori del retto e del colon ed è firmato da un gruppo di medici dell' ospedale generale «Dr. Agostinho Neto» di Guantanamo (naturalmente non è pubblicato in letteratura, ma, del resto, non sarebbe facile per i cubani pubblicare su riviste anglosassoni e, comunque, la sperimentazione dovrebbe seguire i protocolli della ricerca scientifica internazionale ed essere sottoposta al vaglio di esperti riconosciuti). Ecco i nomi di alcuni medici che lo hanno firmato: Elvira Poch Mulgado, Jonas J. Formental Planas, Kenia R. Alvarez Lambert. La ricerca riporta i risultati ottenuti nel periodo che va dal 1991 al 2002 su 33 pazienti a vari stadi di malattia: 23, indipendentemente dalla gravità della situazione iniziale, rivelavano, alla fine dello studio, un buono stato di salute. La storia dell' Escozul comincia nel 1985 quando Misael Bordier, un biologo cubano, scopre le proprietà antitumorali del veleno di scorpione azzurro, il Rophalurus junceus, (in realtà è rossiccio) che vive solo a Cuba. Il ricercatore, morto nel 2005, lo chiamò Escozul: è un liquido incolore e concentrato che va diluito prima dell' uso, ma non è un medicinale omeopatico. La tossina pare avere molteplici effetti non del tutto chiariti. Da un lato sembra funzionare come inibitore delle proteasi (enzimi della cellula), dall' altro ostacola la formazione della membrana cellulare e impedisce l' angiogenesi, cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni nel tumore. Stimola anche il sistema immunitario e ha un' azione antinfiammatoria e antidolorifica. Al momento non si conoscono effetti collaterali. In Italia le informazioni sul farmaco sono arrivate attraverso il passa parola e il tam tam dei forum. Nessuno, nella comunità scientifica, lo conosce. «Non ne abbiamo mai sentito parlare» conferma Pierfranco Conte, direttore dell' oncologia all' Università di Modena. Nei siti web si dice che è in sperimentazione all' Università di Pavia, ma Stefano Govoni, farmacologo e presidente del Comitato Etico dell' Ospedale San Matteo, lo esclude. Da L' Avana, invece, autorevoli esponenti dell' oncologia fanno sapere di conoscere il farmaco, ma avvertono che le autorità cubane non ne hanno approvato l' uso nella clinica, ma soltanto in protocolli di ricerca. E che l' azienda sta rifacendo gli studi preclinici. Del resto se si cerca su Medline, un database di sperimentazioni mediche, si trovano decine di lavori (preliminari) sul veleno di scorpione nella cura del cancro. Tutti si raccomandano che la storia dell' Escozul non diventi, appunto, un altro caso Di Bella, ma Internet non si ferma. E tanto vale affrontare il tema.

Bazzi Adriana

venerdì 5 novembre 2010

IN SILENZIO,PER UN GIORNO


Oggi,dopo cio' che e' successo francamente non mi sento di scrivere nulla.

Il blog CUBA,UN UN ISOLA NEL SOLE in segno di lutto e per rispetto di tutte le persone che hanno perso la vita,di qualunque paese siano,oggi restera' in silenzio.

Milco

CHI HA PERSO LA VITA






Relación de fallecidos en el accidente de la aeronave ATR-72-212

NRO NOMBRES Y APELLIDOS NACIONALIDAD

1 Guillermo Pinero Barros CUBA
2 Guillermo López López CUBA
3 Mercedes Cruz Pérez CUBA
4 Humberto Rodríguez López CUBA
5 Humberto Espinosa Texidor CUBA
6 Damaris Ocaña Robert CUBA
7 Yolennis Díaz Delgado CUBA
8 Rene Espinosa Mora CUBA
9 Frank Roman Valido CUBA
10 Gladis Soublet Bravo CUBA
11 Juan Mazorra Soublet CUBA
12 Jose Arseo Valdés CUBA
13 Isora Silva Hierrezuelo CUBA
14 Olga De La Cruz De La Llera CUBA
15 Rosa Calcedo Reyes CUBA
16 Jorge Carballo Abreu CUBA
17 Juan Manuel Pérez Salgado CUBA
18 Carlos Prado Perera CUBA
19 Angel Prado Perera CUBA
20 Aurora Pons Porrata CUBA
21 Lourdes Figueroa Sangrong CUBA
22 Rosmery Ochoa Gordon CUBA
23 Carmen Miranda Martínez CUBA
24 Maritza Alfonso Duarte CUBA
25 Ricardo Junero Rodríguez CUBA
26 Daineris Venero Acosta CUBA
27 Andrea Gordon Figueroa CUBA
28 Orlando Beirut Rodríguez CUBA
29 Osmar Moreno Pérez CUBA
30 Deisy Clemente Consuegra CUBA
31 Leonor Ruiz Méndez CUBA
32 Jose Ruiz Fernández CUBA
33 Odalys Portales Silva CUBA

MIEMBROS DE LA TRIPULACIÓN
34 Ángel Villa Martínez CUBA
35 Luis Lima Rodríguez CUBA
36 Raciel Echevarría Lescano CUBA
37 Martha María Torres Figueroa CUBA
38 Fara Guillén Brito CUBA
39 Juan Carlos Banderas Ferrer CUBA
40 Andy César Galano CUBA

PASAJEROS DE OTRAS NACIONALIDADES
41 Renata Enockl ALEMANIA
42 Harald Niekaper Lars ALEMANIA
43 Maria Pastores ARGENTINA
44 Alberto Croce ARGENTINA
45 Stella Croce ARGENTINA
46 Carlos Sánchez Marcelo ARGENTINA
47 Miriam Galucci De Sanchez ARGENTINA
48 Aruro González ARGENTINA
49 Silvia Ferrari ARGENTINA
50 Norma Peláez ARGENTINA
51 Virginio Viarengo ARGENTINA
52 Jacqueline Cunningham AUSTRIA
53 Barbara Crossin AUSTRIA
54 Manuel González Asencio ESPAÑA
55 William Mangae Kambi FRANCIA
56 Hans Vanschuppen HOLANDA
57 Dirk Vandam HOLANDA
58 Walter Vanderberg HOLANDA
59 Rafaelle Pugliese ITALIA
60 Yoko Umehara JAPON
61 Lorenzo Mendoza Cervantes MEXICO
62 Daniel González Esquivel MEXICO
63 Luis Pérez MEXICO
64 Jesus Rangel Medina MEXICO
65 Cynthia Pérez Garcia MEXICO
66 Mario Pérez Rulgines MEXICO
67 Claudia García Castillo MEXICO
68 Candida Elchaer VENEZUELA