lunedì 6 dicembre 2010

GLI ISRAELIANI DI LAS TUNAS



Da un paio di anni a questa parte a Tunas e' facile incontrare israeliani,prima erano pochi,ora sono un battaglione.

Non tutte le case de renta li accettano,avere un israeliano nel cuarto e un po' meno impegnativo di avere un americano...ma appena un po'.

La duena si ritrova la casa sotto sorveglianza,ogni giorno arrivano ispettori,policia sempre nei pressi della casa,domande,insomma un bel rompimento di coglioni.

Israele e' uno dei 4 paesi che ogni anno all'Onu vota contro l'eliminazione del bloqueo,gli altri di solito sono gli USA,le isole Marshall e Palau che ho sempre saputo fosse in Sardegna....

A sto' giro sopratutto i primi giorni della mia permanenza ce ne erano 6/7 poi scesi a 3 nergli ultimi giorni.

Joel il mio chaffeur in altre vacanze li ha scorrazzati un po' in giro ed e' loro amico,lo invitano spesso a colazione....lui ci va per amicizia e perche' magari ci scappa il regalino perche',mi dice,mangiano autentiche schifezze.

Comunque la seconda sera entro in disco con lui e ci invitano gli israeliti al loro tavolo,eravamo solo noi 2,avevano 5/6 femmine al tavolo,un paio le conoscevo bene tant'e' che con una,mentre andava al cesso ho poi combinato per il giorno dopo da me....

Da ragazzo mi erano piu' simpatici i palestinesi ovviamente ma dopo l'11 settembre,Hamas e sopratutto dopo aver lavorato per anni con mussulmani a casa loro ho rivalutato di molto gli israeliani.

E' gente tosta,che coltiva frutta nel deserto sotto certi aspetti come Cuba in stato di guerra perenne con la differenza che loro la guerra la fanno sul serio.

L'esperienza e il mio lavoro mi hanno insegnato a non avere mai preconcetti nel conoscere le persone e questi israeliani,questi mezzo europei e mezzi arabi alla fine mi sono risultati simpatici.

Sono organizzati,anche in vacanza c'e' uno che prende le decisioni,sono a tutti gli effetti un gruppo con un leader credo sia per loro un abito mentale.

Parlano uno spagnolo terrificante e la si sfanga con l'inglese,sulla tavola ron blanco e le fanciulle preoccupate di essere poi pagate vista la fama dei semiti....

Passiamo una bella serata e lego in particolare con un tipo dai capelli lunghi e la faccia da paisa',e' il solo che ha la novia fissa a Cuba da 2 anni,si passa 4/5 mesi all'anno alla isla e ha messo a posto la casa di lei gia' da tempo.

Preferisce venire lui a Cuba che portare lei a Tel Aviv e come non dargli torto?

Lei e' carina,mai vista in giro e la faccia da ragazza della porta accanto,sono sempre insieme e sono una gran bella coppia.

Lui ogni volta che facciamo una battuta mi abbraccia o mi da il 5.... succedera' ogni volta che ci si vedra',mi abbraccera' come un amico che non vede da anni....

Insomma si diventa amici e mi invita,con Joel e il Mago alla festa di compleanno della ragazza a casa della fanciulla.

Menu' a base di spiedini di capra verdura e ovviamente la solita torta dolcissima e coloratissima.

Premetto che mai abbiamo parlato di politica o del suo paese,lui conosceva l'Italia ed era meglio parlare del mio di paese....

Comunque passiamo a prendere 3 femmine per noi e tutti e 6 andiamo a questa festa nel primo pomeriggio.

La casa l'ha fatta bella,sicuramente ha speso bei soldini,strano per un israeliano.....e su una mensola avra' avuto 20 vasetti di spezie che si e' portato da Israele....

Sono 3 di loro piu' parentade di lei compreso uno tio che mi si attacchera' addosso per tutto il giorno,e non e' la prima volta che mi succede.....sti zii...mi conoscono si ubriacano e cominciano a chiamarmi hermano,mi dicono dove abitano e che la loro casa e' la mia casa ecc....tutti io li becco....

Questo sentendo il mio cubano della calle mi ha detto che potevo essere di Sancti Spiritus dove pare ci siano molti cubani biondi.....mi pare una cazzata e poi oramai era ubriaco..

Comunque vedo gli spiedini....spiedini il cazzo c'era solo carne,dico all'israelita di lasciare perdere che ci penso io...e lui..."italiano...professionista"....ci mancherebbe che lascio cucinare un israeliano....

La capra deve essere morta di vecchiaia da quanto e' dura....

Rifaccio gli spiedini mettendoci fra un pezzo di carne e l'altro un po' di cipolla e di pomodoro,quello c'era.....,e metto il tutto sulla griglia.....

C'e' un bel clima e ci si diverte parecchio,le donne bevono e giocano a carte,noi beviamo e cuciniamo,il tio beve e mi abbraccia....

A un certo punto ai semiti iniziano ad arrivare dei messaggi...le loro espessioni cambiano,si riuniscono e le facce diventano serie,al mattino su internet avevo letto del loro attacco a Gaza,quando tornano fra noi chiedo a Rami,il mio amico,se si tratta di quello e lui mi dice di si che molti suoi amici sono impegnati nell'offensiva ma mi chiede di non parlare di cio' per non rovinare la festa.

Verso le 6 di sera salutiamo tutti ci abbracciamo per l'ennesima volta,tutti meno il tio che e' stato portato al lavoro,fa il guardiano in un edificio.....era tamente sverso che l'edificio potevano rubarglielo intero da sotto il naso....

Ci rivedremo la mattina dopo,il mio ultimo giorno,al bar dell'hotel Cadillac dove sono con altri italiani,ci riabbracciamo per l'ennesima volte e ci ripromettiamo di vederci presto.

Forti sti' israeliani...

PERCHE' NESSUNO DIMENTICHI



Un elmetto giallo su tutti i monumenti della città per ricordare i morti della Thyssen, per non dimenticare
il tragico rogo che nella notte tra il 5 e il 6 dicembre del 2007 provocò la morte di sette operai dello stabilimento di corso Regina Margherita. Un'azione simbolica, che la scorsa notte ha coinvolto un gruppo dell'associazione Terra del Fuoco, per non far passare sotto silenzio l'anniversario e per rammentare ai torinesi cosa è successo tre anni fa. In tutto una ventina, compreso il Caval d'Brons e il Conte Verde di piazza Palazzo di Città, i monumenti presi di mira.

"Come associazione  -  racconta Oliviero Alotto di Terra del Fuoco  -  seguiamo i familiari delle vittime a tutte le udienze del processo. Non vogliamo lasciarli soli". Il caschetto giallo, simbolo della sicurezza sul lavoro, è un modo per annunciare la manifestazione che Terra del Fuoco sta organizzando: l'appuntamento è per mercoledì 8 dicembre alle 15 in piazza Statuto. Il corteo raggiungerà prima le ex concerie Fiorio di via San Donato, poi lo stabilimento Thyssen di corso Regina, e terminerà nell'area ex grandi motori, dopo un passaggio davanti al Santo Volto. Sempre Terra del Fuoco invita a sostituire alla propria foto su Facebook, nel profilo personale, un messaggio che parli di sicurezza sul lavoro, di diritti o un passaggio tratto dalla Costituzione. Le citazioni si possono scaricare dalla pagina del gruppo sul social network, "Anniversario Thyssenkrupp".
 
Sulla "tragedia assurda" che "deve costituire un ammonimento costante per rendere più intesa e incisiva l'opera di prevenzione e la repressione di condotte illecite che pongono a rischio la sicurezza dei lavoratori". è intervenuto ieri il presidente della Camera, Gianfranco Fini in un articolo pubblicato dal periodico "Sicurezza e Lavoro". Fini nell'articolo osserva che "la cultura della sicurezza sul lavoro in Italia sta finalmente cambiando", e cita  le statistiche sugli incidenti mortali e le malattie professionali.

"Pur nella sua drammaticità il bilancio di quest'anno è meno negativo rispetto agli anni precedenti. E' un risultato incoraggiante che tuttavia non deve farci dimenticare le tante vittime e i tanti feriti", dice. "Su questo argomento - conclude il presidente della Camera - la stella polare è costituita dall'impegno dimostrato costantemente dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella sua azione di denuncia e di sensibilizzazione sociale".

Ieri sera un flash mob in piazza Castello, a cui ha partecipato anche l'unico operaio sopravvissuto alla tragedia, Antonio Boccuzzi, ora deputato Pd, ha ricordato la tragedia.  Oggi alle 9.30 messa e deposizione di una corona al cimitero Monumentale. Alle 11 scopertura di una lapide al murales di corso Valdocco, vicino a via Giulio. Tra gli appuntamenti è in programma un convegno al centro incontri della Regione, in corso Stati Uniti 23, aperto ai rappresentanti delle associazioni che si sono costituite dopo altre tragedie sul lavoro, dall'Eternit di
Casale alle strage ferroviaria di Viareggio. Alle 19, al salone della circoscrizione 3 di corso Ferrucci 65/A, dibattito sempre sui  tempi della sicurezza e della salute nei luoghi di lavori. Fino al 13, al Cit Turin, sempre in corso Ferrucci, restano aperte le mostre su "L'Italia che muore al lavoro" e "Le donne e la miniera".

Se i blog sono terapeutici, chi paga la terapia di Yoani Sánchez?



Alcuni bloggers d'esperienza dicono che i blog hanno delle virtù terapeutiche. Per Yoani Sánchez la terapia adatta alla sua frustrazione è stata un abile prodotto di comunicazione che soddisfa destroidi, controrivoluzionari e anticubani di ogni sorta.
Troppi sospetti si affacciano allorché si analizza "Generazione Y" e la sua autrice.
Fra milioni di blog esistenti in Internet, di qualunque tematica, non sembra casuale che proprio "Generazione Y" sia stato scelto dal Grupo PRISA e che l'opinione di questa signora sia stata elevata al rango di "voce autorizzata" nel quotidiano El País per vomitare ingiurie su Cuba. E mettendo da parte altri arrivisti che pure si sentono "meritevoli" in tal senso.
Yoani ha i requisiti richiesti per la cyber-dissidenza: essere una specie di "impiegata virtuale", essere sul posto e subire "repressione e censura" (sebbene le permettano di concedere interviste a destra e a manca), di non essere mai interrotta, come ha potuto constatare la stampa straniera all'Avana, e fare inchieste come lei stessa ha spiegato... Tipico della "raffinata repressione" di cui è vittima la poverina.
Fra le denunce raccolte, come quelle dei colleghi cubani M. H. Lagarde e Rosa Miriam Elizalde, vengono spontanee alcune, ovvie, domande.
  • Per quale motivo il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha dato l'ordine — ordine eseguito — di far sparire più di 80 siti Internet legati a Cuba perché "fomentavano il commercio" e "violavano le leggi nordamericane", e non si è accorto del travaso di denaro proprio attraverso Internet verso il sito di Yoani?
In "Generazione Y" appare in evidenza un link per comprare il libro di Yoani in italiano, "Cuba libre". Lo può fare chiunque tramite PayPal, ma non un cubano che vive a Cuba, perché contravviene le regole dell'embargo, dove la normativa che proibisce il commercio elettronico è molto precisa.
Molti giornalisti rimasti senza lavoro vorrebbero "avere l'abilità" di usare le loro capacità con un servizio di pagamento gateway o elettronico per l'invio di denaro mediante carta di credito. In ogni caso Yoani, a scanso di equivoci, ha il suo bel Copyright © 2009 Generazione Y (All Rights Reserved). Una cosa che nessun cubano può fare nemmeno da Cuba.
  • Chi ha fornito il supporto tecnico del blog? Chi si occupa di mantenerlo in attività?
Quanto costa il servizio di personalizzazione di questo software? Si tratta di un supporto tecnico esclusivo, disegnato da un esperto, il cui salario non lo paga certo Yoani dividendo i suoi guadagni. Il suo "patriottismo"non arriva fino a qui, anche se di denaro ne ha. Dai dati del dominio che appaiono su Internet del portale Desde Cuba, quello che ospita il blog di Yoani, usa il sistema Joomla. E' un complesso sistema di gestione di portali dinamici e di contenuti, i cui moduli possono essere abilitati solo da avanzate conoscenze informatiche. E non è il caso di questa signora.
Se "Generazione Y" può sembrare un blog semplice sul piano grafico, l'occhio del blogger coglie subito che non si tratta di un blog comune sul piano dei requisiti tecnici. Ha versioni in 18 lingue diverse (non un semplice traduttore per blogger), un alto traffico, con centinaia di commenti in ogni post, risorse per la pubblicità su Internet e per immagazzinare la memoria a lungo. Tutto ciò si può mantenere solo grazie a una forte sovvenzione. Soltanto per il traffico che provoca questa pagina e i GB di commenti immagazzinati, oltre ai servizi di amministrazione, "Generazione Y" richiede denaro, specie se i suoi server sono in Europa. E non sono gratis!
  • Chi è Josef Biechele, il vecchio amico di Yoani che "disinteressatamente" anni fa ha portato il server Desde Cuba all'estero?
Lui sì, che deve sapere come si sovvenziona questo portale, alloggiato in un server dell'azienda Cronos AG Regensburg, una succursale dell'azienda Strato in Germania.
Se si visita la pagina di questo provider in Internet all'indirizzo http://www.cronon-isp.net/index.html si noterà che un utente comune, in questo caso un blogger, non potrebbe essere fra i suoi clienti. Non appare pubblicato né il menù, né la lista dei prezzi, e nemmeno i termini e le caratteristiche dei servizi. Perché c'è scritto che bisogna scrivere a questa compagnia: "Professional IT-Services" e domandare direttamente quanto costerebbe affittare un sito? Allora significa che il servizio viene attivato tramite contrattazione diretta, non si pubblicizza.
Sembrerebbe che Cronon AG non abbia interesse al marketing e confidi nel fatto che i suoi probabili clienti contattino l'azienda tramite Internet o arrivino tramite raccomandazioni. Un fatto insolito o molto esclusivo nel mercato delle telecomunicazioni, che getta dei sospetti sulla lista dei suoi clienti.
  • Chi paga ciò di cui Cronon AG rende noto sulle caratteristiche dei suoi server in Germania? Così esposte:
— Superficie totale di più di 3500 m2 (spazio di esposizione netto) diviso in sei abitazioni.
— Ampiezza di banda: Connessioni esterne 2 x 20 Gbit/s per la colonna vertebrale di Freenet, 1 x 10 Gbit/s per il DE-CIX Frankfurt, le connessioni più piccole in quest'ampiezza di banda sono fino a 155 Mbit.
— 1 GBit per il trasporto d'entrata e uscita.
— Acceso / Sistema elettrico 48 e 230 volt in tutti gli ambiti. Multipli UPS ridondanti (per parcella ognuno da 230 e 48 volt).
— Energia elettrica d'emergenza: 4 x motori diesel e diesel 2 di Riserva. Un megavatt di potenza (6 Megavatt totali).
— 45.000 litri di gasolio in magazzino, continuamente preriscaldato, ora d'inizio: 40 secondi.
— 6 stazioni proprie con un trasformatore di un 1 megawatt.
— Controllo d'accesso: 24/7 sicurezza; Lettore di carte — Anticipo — Vigilanza CCTV — Registrazione scritta.
Dice anche che può disporre di "Connessioni esterne": 2 x 20 Gbit / s". In altri termini: non è un provider qualunque.
Pur dando per scontato che "il primo mondo ne è pieno", la realtà di Cuba (grazie a quell'embargo che Yoani si guarda bene dal criticare) è che il sito che ospita il blog "Generazione Y" ha 60 volte l'ampiezza di banda di cui dispone tutta Cuba, per tutti i suoi utenti Internet!
  • Tramite chi si è potuto registrare il dominio del blog di Yoani?
Tramite GoDaddy, la compagnia preferita per registrare il sito che il Pentagono usa per la cyber-guerra. GoDaddy è il modo più anonimo e sicuro di comprare un dominio negli USA, lo afferma questa stessa azienda. Comprare! Quindi non c'entra per niente l'astuzia di qualche ragazzo ribelle come invece si cerca di far credere nel suo marketing politico e pubblicitario.
Perché si da per scontato che l'anonimato sia innocente e Yoani tanto audace? Perché usare la stessa strategia del Pentagono? Casualità? Come fa la "Super Yoani" a impedire che GoDaddy non le chiuda il dominio, come è successo con decine di siti che promuovevano eventi culturali e viaggi a Cuba? Perché nessuno parla delle restrizioni che pesano su Cuba — e continuano a pesare con Obama — sul commercio elettronico grazie all'embargo?
  • Il blog di Yoani curiosamente è stato il primo a fornire informazioni tramite Internet con fini sovversivi tramite Granpa, all'indirizzo: http://www.granpa.info/. Non si sono nemmeno preoccupati di mascherare il legame con i suoi padrini che hanno usato le stesse righe del registro e ubicazione dei server in Europa usata dal blog "Generazione Y".
Il dominio di Granpa è stato creato il 9 giugno 2009, proprietari anonimi. Il suo server si trova a Copenaghen, Danimarca. Il proprietario del conto corrente che ha pagato il dominio ha registrato un indirizzo della carta di credito nel paradiso fiscale di Gran Caiman, secondo i registri pubblici che compaiono in Internet. L'indirizzo IP in cui si trova questo sito è 82.103.135.163, che appartiene a ISP Easyspeedy Networks.
Granpa è un servizio esclusivo per Cuba, con la caratteristica che chiunque può registrare un numero di telefono dell'Isola senza avere avuto l'autorizzazione del proprietario del telefono. Chi possiede un cellulare a Cuba non riceve un codice di accesso per verificare che desideri davvero ricevere i titoli quotidiani selezionati fra i tre giornali di più rabbiosa filiazione anticubana: New Herald di Miami, Cubaencuentro e Penúltimos Días, spagnoli.
Si intende che questo servizio può inviare messaggi senza che il proprietario li abbia richiesti, in violazione delle regole che proteggono la privacy degli internauti e delle regole contro l'immondizia digitale. Come si sa, le tariffe internazionali di messaggeria per cellulare si pagano.
Nel sito di Vodafone, provider di servizi di telecomunicazione in Spagna, si può vedere che il prezzo di questo servizio di messaggeria verso altri paesi d'Europa e all'estero oscilla fra 1,16 e 2,50 euro per messaggio. Si verifichi all'indirizzo: http://www.cronon-isp.net/index.html.
Quindi, quanto costano, e chi finanzia l'invio massiccio di questi sms a Cuba dall'Europa?
  • Quanti blogger hanno il Grupo PRISA spagnolo come agenzia? Perché Prisa, che si dice sia in grave crisi finanziaria, ha potuto comprare Noticias 24 - il sito più aggressivo del web contro il governo venezuelano - ed ha pagato a Yoani un premio di 15.000 euro? Nientemeno che il premio Ortega y Gasset, tradizionalmente conferito a personalità letterarie, di lunga esperienza e attività?
Com'è possibile che la casa editrice italiana Rizzoli paghi 50.000 euro a una "scrittrice" sconosciuta? Quel denaro non lo ha mai ricevuto nessun'altra figura indiscutibile della letteratura cubana. Alla lista si aggiungono circa 100 premi, tra cui la recente menzione al María Moors Cabot, dell'Università nordamericana di Columbia.
Non voglio accusare Yoani di essere una mercenaria. No, è lei che si accusa da sola! Le hanno creato un'immagine fittizia, al punto di arrivare a definirsi una rivoluzionaria, ma frustrata e tanto "afflitta" da curarsi con la terapia del blog, che paga qualcuno per i suoi "sacrifici alla patria" (ma il denaro non ha Patria).
A fronte di tutto ciò non viene da pensare a un sofisticato marketing contro Cuba? Il suo blog potrebbe disporre della visibilità raggiunta senza un finanziamento di grosso calibro mascherato con i premi?
Yoani non parla al cittadino comune dell'isola, le fa piacere crederlo e approfittare del fatto che se non viene letta è opera della "repressione". Però sa portare bene l'acqua al suo mulino. Ricordate come ha preso le distanze dalla fogna della blogosfera cyber-dissidente? Come a dire: "I soldini solo per me". E certo anche per suo marito, lo scrivano.
Così, prosegue a messaggiare secondo i principi della cyber-guerra del Pentagono per un "pubblico esterno", con degli interessi che non possiamo pensare che ignori, come quello che finanzia la terapia delle sue frustrazioni.

UNA FANCIULLA MOLTO PRATICA

La fanciulla e' una spettacolare mulatta india che ho incontrato di nuovo a distanza di 2 anni trovandola ancora piu' bella.

All'epoca era agli inizi della sua lucha mentre ora,sopratutto a letto, mi sono subito reso conto che era passata un bel po' di acqua sotto a quel ponte.

La vedo un giorno mentre entra al correo,la chiamo,ci si riabbraccia e mi chiede della mia ex novia...ma cazzo tutta Tunas sapeva la cosa?

La informo che sulla sedia non c'e' piu' nessun cappello e le chiedo se passa da me nel pomeriggio...la casa la conosce...e' la stessa di allora.

In giro mi dicono che era sparita dalla circolazione,un novio italiano particolarmente generoso,sparita del tutto no...ogni tanto...la si vedeva in giro.

Comunque, come molte,avendo chi risolve le sue esigenze primarie preferisce mettersi tranquilla arrotondando di tanto in tanto quando e con chi vuole lei.

A casa mia....dopo....chiacchierando le chiedo come se la passava,mi racconta del novio,non e' lo faccia impazzire anzi....ma non sputa nel piatto in cui mangia.

Le chiedo perche' e' venuta con me visto che e' tranquilla e lei mi risponde intanto che sono un vecchio amico e che poi...aveva un problemino....

Il novio le aveva inviato per Natale 400 euro coi quali,lei dice,si e' comprata una mega equipo de musica spendendo il tutto.

Lei dice.

Ha iniziato a sparare a palla la musica nel barrio e un vecchio che vive di fronte a lei si e' incazzato interessando il jefe de sector sulla cosa.

La patata e' passata a un tizio della policia,dice sempre lei,che e' amico del vecchio.

Il policia ha verificato che la fanciulla in 3 anni e' segnata in sole 4 case de renta quindi inattaccabile e a quel punto le rifila 1000 pesos MN di multa per disturbo alla quiete pubblica o qualcosa di simile.

Sono 40 cuc e lei chiede al novio se le manda 50 euro per risolvere il problema,il nostro baldo compatriota che gia' ha mandato e parecchio per Natale le risponde picche a quel punto la fanciulla fresca come un quarto di pollo gli dice che sa bene lei come procurarseli.

Io casco a fagiolo....diciamo.......

Ci vedremo alcune volte,verra' con me anche al pranzo dall'israelita e ha potuto cosi' pagarsi la multa....e oltre.....

Mi piacciono le donne che hanno una soluzione ad ogni problema....

I POTERI FORTI


Settimo risultato utile consecutivo,terzo pareggio di fila e seconda vittoria buttata al vento nel finale.

Noi ci mettiamo del nostro,perche' giochiamo bene,dominiamo ma non chiudiamo le partite e alla fine si prende la pera che vanifica tutto il lavoro fatto.

Pero' questa volta ci siamo imbattuti nel "palazzo romano" ,e' una vita che in A combattiamo contro i poteri forti ma doverlo fare anche in B e' una cosa davvero vergognosa.

Il presidente del Siena e' Mezzaroma  un altro dei parassiti,mafiosi e palazzinari che ruota attorno al potere romano,come vanno le cose da quelle parti lo sappiamo bene noi del Toro.

Ci hanno fatto fallire per una misera fidejussione da un milione di euro mentre alla Lazio per il suo debito di centinaia di milioni sono stati concessi 23 anni senza interessi.

La Roma poi ce l'abbiamo sul groppone tutti noi con Unicredit...altrimente sarebbe gia' a gambe all'aria.

In piu' il Siena oltre alle protezioni romane e' pure in orbita gobba e si fa in fretta a fare 2 piu' due.

Il presidente mafioso si era lamentato tutta la settimana e puntuale e' arrivata la ricompensa,3 rigori negati e un espulsione inesistente fatta addirittura nei confronti del giocatore che non aveva commesso il fallo....

Un porcheria annunciata.

Comunque se contiunuiamo a giocare cosi' di partite ne vinceremo tante perche' finalmente si vede un Toro all'orizzonte,ora col rientro la Bianchi e con,si spera,qualche buon acquisto a gennaio davvero ci divertiremo.

Se ce lo consentiranno...

domenica 5 dicembre 2010

PARTIDO COMUNISTA DE CUBA COMITÉ CENTRAL


La Rivoluzione cubana, nel suo battagliare per edificare una societá
piú giusta, si apprestra a celebrare il VI Congresso del Partito
Comunista di Cuba.
Le attivitá preliminari sono giá iniziate con il dibattito critico e l’analisi
puntuale da parte della popolazione e dei suoi militanti del progetto
delle Linee guida della Politica Economica e Sociale, documento
che racchiude l’essenza dell’aggiornamento di cui ha bisogno il
nostro modello economico, basato sulla pianificazione e non sul
mercato.
Il prossimo Congresso sará celebrato in un contesto caratterizzato
dalla necessitá di fronteggiare gli effetti di 50 anni di guerra
economica degli Stati Uniti, le conseguenze della crisi economica
internazionale e la perdita di 20.900 milioni di dollari tra il 1998 e
il 2008 a causa di eventi climatici. In ambito interno, la situazione
é aggravata dalla bassa efficienza di vari nostri settori produttivi;
dall’impoverimento
dall’invecchiamento e dalla stagnazione della crescita della
popolazione; e da misure concettuali ed umane opportune in un
determinato momento ma che nelle condizioni
essere sradicate della base produttiva.
La stampa internazionale e molti autodefiniti analisti su temi
cubani, hanno iniziato a distorcere, a reinterpretare e a falsificare il
contenuto, la portata e gli obiettivi delle misure che oggi discutiamo
a Cuba. Con ció cercano di macchiare lo spirito umanista del nostro
progetto socialista.
L’annuncio sulla soppressione di circa un milione di posti di lavoro
superflui, soprattutto nei settori che gravano sul bilancio dello Stato
e dei servizi, dei quali ne verranno eliminati circa 500 mila prima
del mese di marzo del 2011, é trattato dalla stampa internazionale
come una misura di licenziamenti in massa. Qualcuno ha utilizzato il
termine “terapia d’urto”.
I mezzi di comunicazione e gli analisti omettono che si tratta di
un processo diretto ad ottenere una migliore riorganizzazione
e distribuzione della forza lavoro e a sradicare poco a poco il
pernicioso fenomeno della sottoccupazione; a rendere sostenibile
ed efficiente, dal punto di vista economico, il nostro progetto
rivoluzionario e socialista nelle condizioni attuali giá descritte; e a
correggere misure che hanno portato il nostro Stato ad assumere
atteggiamenti paternalisti che mettevano a rischio la continuitá del
Socialismo a Cuba.
La riorganizzazione lavorativa ha tra i suoi obiettivi anche quello di
reindirizzate una buona parte di quella forza lavoro verso altri settori
produttivi che l’economia del paese oggi richiede. Inoltre, poco piú
del 20% di quei 500 mila, cambieranno soltanto la forma di gestione,
mai la loro occupazione, ció alleggerirá il carico finanziario dello
Stato e pertanto si trasformerá in una maggiore efficienza
produzione e nei servizi.
A tutto ció bisogna aggiungere che é nota la ferma volontá dello
Stato socialista di mantenere le sue conquiste sociali e di non
lasciare senza garanzie alcun operaio o impiegato, ma offrendo loro
nuove formule piú sostenibili.
La grande stampa monopolizzata, non dirá mai che le misure
che oggi si implementano e quelle che saranno approvate dal VI
Congresso del PCC sono frutto di un’analisi opportuna e riflessiva
e delle proposte che il popolo ha espresso nel dibattito che é stato
promosso a Cuba sul futuro della Rivoluzione e che ha tre grandi
momenti:
il primo di essi é stata la discussione generata dal discorso del
Comandante in Capo, Fidel Castro, all’Universitá de L’Avana nel
mese di novembre del 2005, in cui chiamó a riflettere sui pericoli
interni che minacciavano la Rivoluzione e la responsabilitá di tutti i
cubani a preservarla e rafforzarla.
Il secondo momento ebbe inizio posteriormente all’intervento del
compagno Raúl Castro il 26 luglio del 2007. A partire da quella data,
e per mesi, tutto il popolo ebbe l’opportunitá di esprimere le proprie
opinioni sulla societá e sulla Rivoluzione cubana e sul futuro
del Socialismo a Cuba. Tale dibattito é continuato nel 2008,
ma all’interno di ogni settore produttivo e sociale, affinché si
proponessero tutte le soluzioni possibili per diagnosticare
correggere, settorialmente e integralmente, le deficienze del nostro
modello economico. Tutte le opinioni, tutte, sono state raccolte dal
Partito e dalla dirigenza del paese e rappresentano la bussola che
segna il processo che oggi ha raggiunto una nuova tappa.
Il terzo momento é quindi il Congresso del PCC iniziato nelle
strade, nelle case, nelle industrie, in tutti gli angoli del paese, con
l’analisi critica da parte di tutta la popolazione delle Linee guida
della Politica Economica e Sociale, documento che é frutto delle
precedenti discussioni e che non é chiuso, in quanto recepirá
ancora le opinioni ed i suggerimenti finali che saranno dibattuti ed
approvati dai delegati al VI Congresso del PCC:
Amici e Amiche del mondo:
Il VI Congresso si colloca nel 50° anniversario della Vittoria di Playa
Girón, la prima grande sconfitta militare degli Stati Uniti in America,
e della Proclamazione del carattere socialista della Rivoluzione
Cubana.
Cuba, il suo popolo e la sua Rivoluzione, sono coscienti del
cammino scelto nel 1959 e del ruolo che giocano nel mondo di oggi.
Abbandonare la strada del socialismo sarebbe un suicidio, in quanto
soccomberebbe la nostra sovranitá e tradiremmo milioni di donne e
di uomini che hanno sacrificato le loro vite difendendo il progresso
della nazione.
Assicuriamo ai nostri amici e alle nostre amiche nel mondo che
la difesa irrinunciabile della nostra indipendenza e del nostro
socialismo sono oggi, e saranno sempre, le principali bandiere del
processo rivoluzionario cubano.
DIPARTIMENTO RELAZIONI INTERNAZIONALI
L’Avana, 26 novembre 2010.

VIVA YARA



Quanto mi piace l’Italia di Yara, la ragazzina scomparsa una settimana fa. Mi piace il suo cellulare con soli dieci numeri in rubrica: un mondo piccolo di affetti seminati in profondità, perché voler bene richiede tempo e troppi amici significa nessun amico. Mi piace la sobrietà dei suoi genitori che non fanno appelli, non si affacciano ai talk show e respingono la fiaccolata proposta dal parroco: il dolore è una cosa seria, metterlo in piazza non significa condividerlo, ma svenderlo. E mi piace il contegno del suo paese, Brembate, dove nessuno rompe la consegna del silenzio. Ogni tanto spunta un microfono sotto qualche naso infreddolito, ma la reazione è sempre un diniego, un passo che accelera.

E' una storia priva di emozioni e gonfia di sentimenti, quindi poco televisiva e molto viva. Il parallelo con il circo di Avetrana sembra inevitabile, ma non è il caso di farne l’ennesima puntata di un derby Nord-Sud. Il nonno-padre-marito delle vittime di Erba era lombardo, eppure il giorno dopo stava già in televisione a perdonare tutti, come se il perdono fosse un vino novello che gorgoglia dall’uva appena pestata anziché un barolo da lasciar riposare per anni affinché sgorghi saporito e sincero. Nessuno si sarebbe appassionato ai mondi cavernosi dello zio e della cugina di Sarah Scazzi se la televisione non li avesse resi popolari prima che si accertassero le loro responsabilità. A quel punto è stato come se la polizia avesse arrestato due vip. A Brembate va in scena un'altra storia, un'altra Italia a cui ci stringiamo in silenzio, come piace a lei.


MASSIMO GRAMELLINI

GENTE DE ZONA A TORINO

WEEK END CALCISTICO

 


In questi ultimi giorni qua' avrei voluto tirare un po' il fiato ma in realta' le cose,come sempre hanno preso una piega differente.

Al di la' delle tante ore in palestra,che ci stanno visto che andro' via,mi sono ritrovato con 2 partite di calcio da giocare fra venerdi' sera e sabato mattina.

Venerdi’ sera con gli amici di sempre,una partita a calcetto con ragazzi che conosco da 30 anni e con cui una volta al mese rinverdiamo l'antica amicizia.

Diciamo che la partita e' oramai un pretesto,una scusa per,dopo,andare a mangiare tutti insieme,attivita' che vista' l'eta' ci riesce sicuramente meglio che giocare.

Sono sempre stato dell'idea che le vere amicizie,quelle che durano nei decenni sono quelle nate da ragazzi,quando non c'erano condizionamenti ne' motivi di intreresse,quelle amicizie,se resistono all'usura del tempo e alle mogli scassamaroni,sono destinate a durare per sempre.

Cosi' e' fra noi,siamo una decina e potremo non vederci per 6 mesi ma nel momento in cui siamo insieme torniamo i ragazzi di allora ed e' come se ci fossimo lasciati il giorno prima.

Ieri invece il meccanismo era differente,uno dei miei soci al Fitness Club e' stato,molti anni fa,il portiere della primavera della seconda squadra cittadina,quella col pigiama addosso,prima di fare poi una onorevole carriera in serie C,mi ha portato a giocare una partita fra vecchie glorie della Juve e del Toro,non faro' i nomi,basta dire che il piu' scarso aveva giocato in C.

Io al massimo tanti anni fa ho giocato in promozione,oggi ero uno dei piu' giovani e vista la natura del mio lavoro probabilmente quello che ha corso di piu' tant'e' che,anche per motivi morfologici e tricologici ma hanno subito chiamato Iachini.

Ho fatto la mia figura, da prima un po' intimidito poi pero' mi sono davvero divertito.

Abbiamo giocato a Venaria nel campo del Toro Femminile che gioca in serie A e pur essendo partito per salvarsi ora e' terzo con una squadra giovanissima.

Il padrone di casa era Salerno,un onorevole ex An e oggi in quota a La Destra.....giusto per ribadire ancora una volta che cio' che conta sono le persone e non le bandierine.

Fra l'altro si puo' dire che e' quello che ha fatto prendere il Toro a Cairo e infatti si mangia le mani ma gia' si e' mosso,diciamo che c'e' una importantissima cordata torinese in pole position,il problema e' che Cairo ha preso il Toro a 180 mila euro e chiede 40 milioni per andarsene e questo e' un ostacolo insormontabile

Persona cazzuta e gradevolissima,dopo la partite nel bar del complesso sportivo abbiamo mangiato tutti insieme,alla buona,come si fa fra vecchi amici,io ero l'ultimo arrivato ma mi hanno davvero fatto sentire dei loro....e c'era gente a cui Buffon chiede l'autografo....ripeto chiede e non fa' l'autografo...

Poi col presidente mi sono fermato a vedere il primo tempo della partita delle ragazze del Toro contro il Venezia,sono andato via che si vinceva uno a zero e devo dire che ho visto ragazze giocare davvero bene e sopratutto con dei fisici notevoli.

Vedremo se ci saranno tempi e modi per collaborare col Presidente....

Comunque bel week end davvero.

FUGA DAL NATALE


 

Via dal Natale

Via dalla martellante pubblicita' in cui il vecchio Babbo Natale e tirato in ballo ogni due per tre.

Via dai babbi natale pupazzati che si arrampicano sui balconi che verrebbe voglia di prenderli a fucilate.

Via dai condorelli e dal pandoro melegatti.

Via dall'untuoso buonismo di questo periodo in cui tutti fingono di essere piu' buoni per poi tornared i soliti figli di puttana il giorno 26

Via dalle mangiate pantagrueliche che hanno solo lo scopo di rovinare tutto l'allenamento dell'anno.

Via dalle riunioni parenti di cui francamente faccio molto ma molto volentieri a meno.

Via dagli alberi di Natale e dai presepi con le miniature raffiguranti il triste quotidiano italiano.

Via da questo stramaledetto freddo e gelo del nord Italia.

Via dagli auguri fatti a centinaia di persone di cui,nella stragrande maggioranza dei casi, non ce ne fotte una amata cippa.

Via da tutto questo e da tanto altro


IN UN TORRIDO POMERIGGIO TUNERO....

Durante la mia ultima vacanza a Cuba nell'aprile di quest'anno in un rovente pomeriggio tunero stavo boccheggiando al parque Garcia con un amico filosofo toscano che vive la.

Con lui la conversazione vola alta,piu' o meno.....ma gratta gratta al final si finisce sempre a parlar di gnocca....

Comunque faceva davvero un cazzo di caldo e a un certo punto vedo passare una bella negra in compagnia di 2 blanquite.

Le negre,se sono belle,mi piacciono ma a Tunas di buone ce ne sono poche....

Comunque la ragazza passando mi sorride,io sfodero il mio miglior sguardo stile Redfond nell'uomo che sussurrava ai cavalli....vabbe'...piu' o meno.... e lei si va a sedere su una panchina quasi di fronte alla mia nella zona centrale del parque.

Troppo caldo.....la fanciulla mi piaceva ma l'idea di sudare come un orso alle 4 del pomeriggio non mi faceva impazzire.

A un certo punto arriva Pesteboca,un italiano temba delle valli bresciane che vive laggiu' anche lui da anni.

Fine come la carta vetro ed elegante come Er Monnezza ma tutto sommato simpatico,conosce tutte le guajire del monte che scendono a Tunas a cercare fortuna anche perche' le acchiappa appena arrivano e non fa molto caso all'eta'.....comunque questa era sui 20.

Ovviamente la conosce e va a parlarci,ad occhio mi sembra una semijne ma sul "semi" non ci scommetterei la strada di casa.

Parlottano fitto e mi guardano sorridendo......dopo un po' Pesteboca viene a salutarmi e mi dice che la negra vuole conoscermi ...dice che le piaccio...che non le interessano i soldi e compagnia cantante.....

Da anni ho fatto mio il celebre detto del Presidente del Borgorosso Football Club ;"Chi si es
tranea dalla lotta e' un gran figlio di mignotta" e cosi' mi siedo accanto a lei e si chiacchiera un po'.

Simpatica,allegra e molto fine,arriva da Obajo un enclave nera come quella di Manati' nella blanca provincia Tunera.

Davvero e' un bel tipo e allora....via si va......

Passo a casa con lei un paio d'ore davvero divertenti,se fa il mestiere,cosa certa,lo fa con eleganza e stile e ci mette pure tanta passione.

Quando finiamo,in un bagno di sudore, si ferma a chiacchierare un po' ed e' bello vedere quella venere nera truccarsi nuda di fronte allo specchio del bagno.

Tratto sempre bene tutte,tutte quelle che lo meritano,non importa se sia l'ultima vergine cubana o il peggior troione del Caribe.....se mi fa stare bene allora ha fatto il massimo che poteva per me.

Le metto il dovuto in borsetta e lei mi dice che se volevo ancora divertirmi con lei non avevo che da chiamarla cosa che ho promesso di fare ma che ovviamente non ho fatto.

Bel pomeriggio con un sole di fuoco fuori e una negra de fuego en la cama

sabato 4 dicembre 2010

PAROLE SANTE!


MASSIMO GRAMELLINI


Sulla relazione annuale del Censis aleggia lo spirito di Jung. Giusto così: questa crisi non è materia per economisti, ma per psicanalisti L’Italia, sostiene il sempre immaginifico De Rita, affonda perché non sa più desiderare. In realtà molti di noi hanno ancora dei sogni. Quello che manca è l’ossigeno per raccontarli, persino a se stessi. A forza di scattare a vuoto, la molla si è inceppata. Il futuro non è un’opportunità e nemmeno una minaccia.

Semplicemente non esiste. Il futuro è la rata mensile del mutuo o il bilancio trimestrale dell’imprenditore: nessuno ha la forza di guardare più in là e si vive in un presente perenne e sfocato, attanagliati dallo sgomento di non farcela. Sulle macerie della guerra, l’inconscio dei nonni riusciva a progettare cattedrali di benessere: quegli uomini avevano visto abbastanza da vicino la morte per immaginare la vita. Sulle macerie morali del turbo-consumismo, la cui crescita dopata ha ucciso i desideri (di fronte a tremila corsi di laurea o tremila canali televisivi l’impulso è di spegnere tutto), l’inconscio dei nipoti sembra paralizzato da un eccesso apparente di libertà e dall’assenza di punti di riferimento. Anche la delega al leader salvifico, di qualsiasi colore, ha fatto il suo tempo.

Bisogna cavarsela da soli e siamo diventati troppo egoisti per ricordarci come si fa. Orfani di padre, cioè dell’autorità che trae origine dall’autorevolezza e consente ai figli di avventurarsi in territori inesplorati, sapendo di poter contare all’occorrenza su una robusta ringhiera. E con una classe dirigente specializzata nel dare cattivo esempio, priva del titolo morale per imporre regole che è la prima a non rispettare. Come si evince da quanto detto fin qui, la fotografia del Censis è decisamente beneaugurante. Almeno per chi è convinto che non ci si possa aspettare il riscatto sociale da teorie economiche e ideologie politiche, ma solo dall’urgenza di tante rivoluzioni individuali che riescano a connettersi fra loro, creando una vera comunità.

Darsi una disciplina esistenziale, fissare dei traguardi e poi mettersi in marcia senza vittimismi, perché i «se» sono la patente dei falliti, mentre nella vita si diventa grandi «nonostante». E che Jung ce la mandi buona.

La "jerga" cubana. Un piccolo vademecum sullo slang che si parla per le strade dell'Avana e nel resto di Cuba



Riccardo Ferreri


Molte delle persone che visitano Cuba rimangono stupiti dal modo di parlare dei cubani. In particolare all'Avana, la gente si esprime in maniera estremamente rapida e sincopata, spesso accompagnata da una prossemica altrettanto multicolore. Anche a Santiago, e più in generale in tutto l'Oriente cubano, la comunicazione è molto caratteristica, anche se si svolge su ritmi leggermente più bassi e con toni più distesi.

In maniera figurata, si può affermare che i cubani hanno la tendenza a comunicare in maniera estremamente musicale, come se ogni relazione interpersonale fosse identificabile con una interpretazione melodica. Può sembrare una forzatura interpretativa, tuttavia non si dimentichi che stiamo parlando dell'isola più musicale del mondo, ovvero il posto dove la creatività artistica ha fatto sì che nascessero ritmi universali come il mambo, la rumba e dove a ancora oggi molto si sperimenta tutt'oggi è in corso un laboratorio artistico e culturale di primaria importanza.

La specificità del linguaggio parlato a Cuba è ben rappresentato da un esempio: mi è capitato più di una volta di assistere a conversazioni tra cubani e spagnoli e di rilevare che spesso avvenivano parecchi fraintendimenti, malgrado gl interlocutori fossero accomunati dalla medesima radice linguistica, quella di Cervantes, tanto per intenderci...

Oltre al ritmo e all'originale linguaggio del corpo, ciò che rende il "dialetto" cubano di non intuitiva comprensione è la presenza di una moltitudine di termini gergali, in massima parte provenienti dall'eredità africana, alcuni dei quali estremamente pittoreschi.

Se, per esempio, incontrando per strada un cubano, ci sentiremo dire "¿qué bolá?", significa che il nostro interlocutore ci chiede, in maniera amichevole, come va.

Entrando in confidenza col nostro interlocutore, se questi ci indicherà che una certa situazione "está en candela..." vorrà consigliarci di lasciar perdere perché la cosa è rischiosa, o fonte di fastidiose complicazioni...

Cuba non attraversa un periodo economico felice; il nostro nuovo amico probabilmente andrà tutti i giorni alla "pincha", ovvero al lavoro, per guadagnarsi il "baro", ovvero i soldi mai sufficienti per vivere. Allo stesso tempo potrà riferirsi al vile denaro con il termine "guaniquiqui", oppure "caña", mentre se si riferisce ai tanto ambiti dollari, probabilmente li chiamerà "fulas".

A causa della grande crisi economica e sociale molti cubani sognano di andare alla "Yuma", ovvero negli Stati Uniti; il Paese nemico storico del regime di Fidel Castro è più vicino di quanto si possa immaginare: si pensi che Key West, in Florida, dista appena 90 miglia dalle coste dell'Avana.

Le difficoltà economiche non hanno, tuttavia, intaccato i rapporti umani: quando ci si rivolge ad un amico molto stretto, lo si chiamerà "asere", ovvero fratello, termine di diretta provenienza africana.

I genitori, invece, vengono definiti confidenzialmente "puros" o "viejos", mentre i ragazzini sono detti "chamas" o "chamacos".

La cultura popolare cubana non è risultata immune all'influenza anglosassone; tuttavia sul Mar dei Caraibi è avvenuto un interessantissimo processo di assimilazione dei termini di lingua inglese e di conseguente adattamento al parlato locale: per esempio, nel gioco del baseball, detto da queste parti "beisbol", l'home run, ovvero il movimento del giocatore che compie il giro completo intorno alle quattro basi del diamante di gioco, viene detto "jonron".

Il valore culturale di questi neologismi era già stato sottolineato da Guillermo Cabrera Infante, uno scrittore cubano dalla prosa innovativa, il quale nella sua opera più famosa, "Tres tristes tigres", aveva adottato i termini gergali presi direttamente dalla strada; anche in una raccolta di racconti intitolata "Vista del amanecer en el trópico", l'autore fa uso di una prosa da strada assolutamente efficace.

Analogamente, la nuova corrente letteraria cubana utilizza lo slang come strumento per descrivere la realtà in maniera autentica ed intensa, codificando ed attribuendo così dignità letteraria ai neologismi di estrazione popolare.

In questo quadro di grande creatività, che si esplica non solamente a livello artistico, bensì in ogni aspetto della vita di tutti i giorni, appare chiaro l'interesse suscitato dalla già multicolore realtà cubana, fatta di mille contraddizioni, ma anche di mille scoperte quotidiane.

Chi avesse la possibilità di approfondire la conoscenza del modo di esprimersi e comunicare dei cubani, scoprirà un aspetto nuovo e affascinante della realtà cubana, che quasi certamente lo allontaneranno dagli scontatissimi clichè rappresentati nei depliant turistici e dalle cartoline da inviare agli amici, quasi sicuramente stampate in Italia...

NOVIA FISSA ? NO GRAZIE !


Sul fatto di avere qualcuno/a che ci attende al nostro arrivo in terra cubana esistono 2 scuole di pensiero; c'e' chi sostiene che e' bene avere una novia fissa,semifissa o fluttuante e chi invece preferisce avere le mani libere di fare le scelte che ritiene opportune.

Ci sono state alcune volte,poche,in cui qualcuna e' venuta a prendermi in aeroporto,altre in cui mi aspettava a casa,altre in cui arrivava 5 minuti dopo il mio arrivo quasi fosse appostata come un aura e ci sono state tante volte in cui sono arrivato di sera tardi,ho dormito solo,la mattina dopo mi sono svegliato e ho iniziato ad organizzarmi la vita.

Credo che quest'ultima imminente vacanza sara' caratterizzata da questo tipo di scelta.

C'era chi avrebbe voluto venire a prendermi ma visto che la mia prospettiva e' di farmi una colossale roncata durante il viaggio in auto Habana-Tunas non ha nessun senso avere il sedile accanto occupato anche se appoggiare il capino su una quarta di balconcino e' una cosa che ha un suo perche'.

La realta' e' che non voglio che nessuna si senta in dovere di mettere il cappello sulla sedia,arrivo e vedo come butta.

Qua' ci sonmo in ballo un milione di cose ed e' possibile che fino a settembre se non a dicembre non possa viaggiare di nuovo di conseguenza voglio davvero divertirmi come un raton nella groviera.

Una che mi si attacca ai cabasisi non la reggerei,non ho voglia di menate di gelosia ( a me poi....) di dovermi muovere con cautela,del chisme cittadino e di tutte queste menate.

Solo e libero di rivedere una quantita' industriale di vecchie e nuove amiche.

Al mondo,credetemi,non c'e' molto di meglio.

BIENVENIDA


Queste righe pochi giorni prima dell'arrivo della fanciulla del primo invito quiasi 6 anni fa,a rileggerle oggi mi viene da sorridere pensando ad alcuni nomi...
Con qualcuno sono tuttora in ottimi rapporti,con qualcun'altro...meno mentre c'e' anche chi e' sparito completamente dal mio orizzonte.
La vita e' questa.
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Ebbene si!


Cari amici e' giunta l'ora.

Se tutto va come deve la fanciulla,domenica mattina sbarchera' a Malpensa.

Con l'avvicinarsi del suo arrivo prende sempre piu' corpo la soddisfazione per la scelta fatta,e dire che i dubbi sono stati molti,e gli amici torinesi lo sanno bene.

Non sono piu' un ragazzino e per di piu' vengo da un ventennio di vita da solo che sia a casa mia o in qualche camera di villaggio,quindi manco assolutamente di esperienza riguardo a convivenza e robe simili.

Ma conosco il mondo,o perlomeno ne conosco molti aspetti ,e credo che in fondo certe cose non cambiano,indipendentemente da dove ci si trova.

Lavoro da sempre con la gente,per fortuna(o purtroppo) dopo 10 minuti che parlo con una persona riesco gia' a darci un prezzo e a capire se e' uno vero oppure uno dei tanti pagliacci che girano per il mondo.

E mi sbaglio di rado.....

Quindi,3 anni di conoscenza ,almeno in parte mi lasciano tranquillo,so chi arriva.

La conosco e mi conosce.

Non e' la migliore di Cuba,ne' tantomeno(per fortuna.. : ..) una Santa.

Ha fatto le esperienze che una giovane cubana fa se vuole migliorare,almeno di poco,il suo tenore di vita e non me lo ha mai nascosto,cosi' come io non le ho nascosto quello che sono.

Un uomo di 44 anni preso in mezzo da un lavoro in continua evoluzione e che richiede giocoforza atteggiamenti da manager e la voglia di leggerezza tipica di chi prende la vita in un certo modo.

Quindi abbiamo sempre giocato a carte scoperte,lei sa che e' un invito ,come sa che a fine maggio dovra' rientrare in quanto la mia vita prendera' la forma di un autostrada infinita e di tante serate con un faro sul viso per credermi attore.

Se vorra' fermarsi qua' lo fara' non per me,ne' avra' da me alcun appoggio in quanto questo non rientra nei patti.

Anche volendo non potrei....

Se tutto andra' in un certo modo tornera' qua' e allora vedremo il da farsi,in ogni caso non ora.

Ho sinceramente voglia di vederla,perche' e' lei e perche' e' cubana.

Ho bisogno in questi mesi duri e difficili,pieni di insidie,di trappole,di delusioni e di speranze del suo caldo sorriso tunero,della sua risata rotonda e del suo modo di darsi senza se e senza ma.

Ho cercato in questi mesi lontano da Cuba un surrogato di quel calore con qualche storia di passaggio e il risultato e' stato quello di sempre.

Scontato.

Sicuramente per colpa mia.

Quindi ben venga questa statuaria ragazzotta a incasinarmi ulterirmente la mia gia' di per se incasinatissima vita e che porti con se la spensieratezza dei suoi anni e la dolcezza della nostra isla.

Se il mio sbattimento per l'invito e' durato mezza giornata lo devo ad alcuni amici che ,una volta di piu',si sono rivelati tali.

Un abbraccio a Flaquito,mezza giornata dopo della mia decisione di invitarla si e' presentato in negozio con tutta la documentazione necessaria compreso il tel dell'assicuratore per fare la fidejussione e la polizza.

All'Avana,dopo aver portato giu' i papiri ha spiegato alla fanciulla come comportarsi per l'intervista e un po' cosa vuol dire venire in Italia.

Un grazie al Volpino che ha portato all'Avana un primo obolo per le spese e anche per le tante chiacchierate davanti a un Havana 7.

Grazie a Carlo per aver portato il secondo,e per fortuna ultimo,obolo alla fanciulla a Las Tunas,amico mio la conosci da un po' di tempo e il tuo giudizio favorevole e' stato per me molto importante.

Non so se la nostra strada ricalchera' quella tua e di Yaima,forse sarebbe bello,forse io non ho il tuo senso della famiglia....vedremo.

Grazie a Swash per la gentilezza e la cura con cui si e' occupato del boleto,persona,ripeto,seria e di una cortesia oggi rara.

Grazie agli amici come Ema e Bertoldo a cui ho chiesto qualche dritta su di un terreno a me completamente sconosciuto,le vostre storie sono diverse ma in entrambi i casi mi pare abbiate raggiunto il giusto equilibrio. :

Un ringraziamento finale a tutti gli amici del Forum per i consigli ma anche per le prese per il culo,ci stavano,eccome,entranbe le cose.

Che altro aggiungere?

Se non si sceglie non si vive,io ho scelto di farlo a pieni polmoni.

Poi vada come deve andare.

Bienvenida Avelennys.

venerdì 3 dicembre 2010

BUON COMPLEANNO.......


Buon compleanno......di solito questa ricorrenza di un luogo virtuale era festeggiata ....... da molta gente...ERA appunto...

Uno dopo l'altro stanno sparendo tutti inghiottiti dal deserto.

Dove c'era mare ora si vedono solo dune dopo dune...

Per chi vuole intendere....nella speranza che non sia l'ultimo compleanno...anche se non so perche' mi viene in mente Monicelli.

Potrebbe essere un consiglio.

Auguroni......condottiero "vincente"

UNA FINESTRA SUL PASSATO



L'altra sera stavo chiudendo il Club,erano le 22.30 circa,fuori neve,ghiaccio e un cazzo di freddo.

Mentre mettevo i lucchetti ho notato una coppia di ragazzini,lei una bionfdina,lui col capello corto ,avranno avuto 15/16 anni e si baciavano mentre camminavano daventi al club,imbaccuccati nei loro giubbotti invernali.

Mi e' venuta im ,mente questa bella canzone degli Stadio,il testo e' di Guccini,che mi ha riportato alle tante volte in cui sono stato protasgonista di scene simili.

Mi sono tornati in mente tanti volti,mi sono ricordato delle tante promesse non mantenute,delle lacrime,dei primi momenti di tenerezza della mia adolescenza.

Le prime conquiste dove ti sentivi come un Dio,chissa' che Cuba al final non ci piaccia anche per questo anche se la cosa e' molto differente,noi siamo differenti.

Ascoltate il testo merita davvero.

TIZIANO TERZANI

Mi piace molro leggere,sopratutto legal triller o autori di storie ambientate in posti esotici alla Wilbur Smith.

Ho una libreria abbastanza fornita e quando ho un po' di tempo mi piace dedicare tempo a un buon libro scritto bene e non troppo impegnativo.

Non mi sono mai troppo piaciuti i libri di viaggi dei vari giornalisti e reporter che sempre,a seguito,di un viaggio si sentono in dovere di partorire un libro.

Con un eccezzione.

Tiziano Terzani.

Ha vissuto in Asia per quasi tutta la vita,corrispondente di guerra per il Der Spiegel tedesco e autore di alcuni libri a mio avviso memorabili.

Durante questi 2 lunghi giorni di traghetto verso e da la Sardegna ho letto un edizione che racchiudeva 2 suoi vecchi resoconti sul Vietnam.

Il primo "Pelle di leopardo",parlava degli ultimi anni della guerra di liberazione e delle differenze fra il corrottissimo regime di Thieu e l'entusiasmo e l'organizzazione dei Vietcong,vissuto ovviamente dal punto di vista logistico dalla parte dei sudvietnamiti ma con alcune coraggiosissime puntate in territorio Viet.

Questa parte finiva con il ritiro americano che lasciava Thieu solo a combattere contro Viet e Regolari del Nord.

Il secondo libro(ma in questa edizione e' uno unico),parla della incruenta entrata in Saigon dei Viet e dei primi mesi dopo la Liberazione dove invece del bagno di sangue atteso ci fu' da parte dei vincitori il considerare i vinti come fratelli e il cercare di unire piuttosto che il vendicare.

Nella prefazione scritta nel 2000(venticinque anni dopo)a questa nuova edizione Terzani parla pero' della delusione e dei fallimenti degli anni successivi,del fatto che una dittatura era stata sostituita con un altra dittatura,una corruzzione con un altra ben piu' grande.

Mi vengono in mente i tanti anziani che conosco a Cuba ,quando ti parlano della loro rivoluzione lo fanno con gli occhi di chi ha visto scivolare via un sogno giorno per giorno e ha sostituito i desideri e le aspirazioni di quando era ragazzo con le tribolazioni di mettere insieme il pranzo con la cena.

Ma perche' va sempre a finire nello stesso modo?

Forse perche' e' sbagliato il sistema,forse il socialismo non e' applicabile,non so.

Quello che so e' che e' difficile se sei cresciuto in un sistema in cui comunque hai qualche possibilita' di emergere,adeguarsi e adagiarsi in una egalitarieta' che ritengo innaturale nell'essere umano.

A Cuba e' stato uguale,certo molto e' stato fatto,ma la rivoluzione,quella rivoluzione ha risolto i problemi che affliggevano la gente?

Certo non si muore di fame,e non e' poco,ma e' sufficente?

Perche' chi sale al potere in nome del popolo poi del popolo se ne fotte?

Ci vorrebbe forse qualcuno non intriso nel vecchio stile di vita,il famoso "uomo nuovo",ma dove si va a finire ?

A Pol Pot che massacro' milioni di cambogiani per creare un potere di immacolati bambini?

Io non ho risposte,so solo che dal 2004 Terzani non c'e' piu' e mi manca.

MEGLIO TARDI CHE MAI...



Ieri mattina il Torino Calcio ha fimelmente messo fine a una situazione vergognosa.

Tutta la squadra guidata da 2 figli del Filadelfia,Lerda e Giacomo Ferri,e' andata in visita al museo della Leggenda Granata a Grugliasco.

Non era mai andata e questo e' veramente una schifezza,ci era andato Bianchi a titolo personale ma Cairo non aveva mai avuto la pensato di portare la squadra a conoscere veramente cos'e' il Toro.

Infatti ieri mancava solo lui....

Ho messo le foto e petrachi alla fine della visita ha detto esattamente le cose che dissi io qua' qualche settimana fa.

"Ogni giocatore nuovo del Toro prima di firmare il contratto lo portero' qua' per fargli conoscere cosa vuol dire vestire la casacca granata."

E' un primo passo ma per far capire al mondo la Leggenda Granata dobbiamo di nuovo acvere la nostra casa perche' e' da li' che occorre ripartire.

Il Filadelfia.

Ora pare che qualcosa si muova,sono state tolte le ipoteche e Cota ha garantito i denari,ma visto che a presto si votera' non vorrei fosse una mossa elettorale.

La palla passera' a Cairo ma io temo che con questa dirigenza la cosa sia difficilmente fattibile anche se spero di essere smentito.

Siamo pero' la sola squadra al mondo ad avere la sede reale a 120 km da dove giochiamo e questo dice tutto.

Comunque oggi e' un giorno di festa,104 anni di leggenda e successi ;

Trofei minori

Trofei giovanili

Altri piazzamenti

Queste le finali disputate e perse dalla squadra granata:
  • 1 Coppa UEFA 1992
  • 8 Coppe Italia 1938,1963,1964,1970,1980,1981,1982,1988
  • 1 Supercoppa Italiana 1993
Il Torino ha partecipato a 11 campionati di Serie B, nel corso dei quali ha ottenuto 5 promozioni:
Una storia unica e irripetibile,oggi siamo...dove siamo ma essere del Toro vuol dire rialzare sempre la testa,cadere 10 volte e risollevarsi 11.

FORZA TORO COMUNQUE E SEMPRE!