La Habana, 25 mar (PL) El trovador cubano Silvio Rodríguez y el cantautor Carlos Varela abrirán hoy la primera edición habanera del festival sueco Peace and love, un llamado a la paz y el amor en favor del medio ambiente.
Fundado hace más de una década en la ciudad de BorlÃñnge, el encuentro unirá durante dos días a ocho destacadas bandas de distintas tendencias, cuatro de ellas de Suecia.
Con sede en los jardines de la antigua cervecería La tropical, un espacio de gran convocatoria popular, la cita fue organizada por el músico cubano X Alfonso y su proyecto Fábrica de arte.
Rockeros suecos como Familjien y Timbuktu and dawn compartirán escenario con intérpretes de la isla como Hipnosis y Zeus, en una gran descarga que comenzará desde la tarde y se prolongará hasta entrada la medianoche, con el lema Coraje, amor y esperanza.
Además de la música habrá una amplia representación de otras manifestaciones, entre estas danza y artes plásticas. Como adelantó en rueda de prensa su principal gestor, la idea es darle continuidad anualmente a este proyecto.
Peace and love fue creado en 1999 y se ha convertido en uno de los mayores festivales de Suecia. En su más reciente edición reunió a unas 40 mil personas.
sabato 26 marzo 2011
DALL’ALFABETIZZAZIONE A “YO SI PUEDO”
Scritto da Intervista a Manolo Garcìa Crespo, a cura di Federica Cresci
3) Il Che parlava della costruzione dell’Uomo Nuovo, in quanto affermava che il socialismo economico solo non sarebbe stato sufficiente a creare una nuova società, se non fosse stato accompagnato dalla preparazione morale e della coscienza dell’essere umano. Cuba come ha messo in pratica questa teoria?
5) Le nuove generazioni cubane sono cambiate rispetto a quelle che diedero avvio alla Rivoluzione cubana, in quanto, grazie allo sviluppo del sistema educativo cubano post rivoluzionario, hanno potuto studiare e prepararsi. Che cosa si aspetta il popolo cubano da queste nuove generazioni e che tipo di cammino, pensa, possano intranprende per il futuro rivoluzionario di Cuba?
- “Questa capacità di creare, questo sacrificio, questa generosità degli uni verso gli altri, questa fratellanza che oggi regna nel nostro popolo, questo è Socialismo!” –
Fidel Castro, 22 dicembre 1961, conclusione della Campagna di Alfabetizzazione e dichiarazione “Cuba, territorio libero dall’Analfabetismo".
Fidel Castro, 22 dicembre 1961, conclusione della Campagna di Alfabetizzazione e dichiarazione “Cuba, territorio libero dall’Analfabetismo".
1) Cuba quest’anno festeggia il 50° Anniversario della campagna di Alfabetizzazione. Che cosa ha rappresentato per lo sviluppo culturale dell’isola?
La campagna di alfabetizzazione rappresentò un elemento molto importante nell’insieme delle azioni che portò avanti la Rivoluzione durante i suoi primi anni di vita, per dar compimento al Programma del Moncada.
Dopo il trionfo del processo rivoluzionario, quest’ultimo, che era il riflesso stesso di ciò che era stato affermato da Fidel Castro, durante la sua autodifesa nel processo per l’assalto alla Caserma Moncada, aveva come elemento indispensabile l’evoluzione culturale delle grandi masse che vivevano nell’oscurità dell’analfabetismo.
È necessario sottolineare che nel 1953, quando appunto si realizzó l’assalto alla Caserma Moncada, un milione di cubani erano analfabeti ed un altro milione semianalfabeti o sub scolarizzati e già dai primi mesi del 1959, la Rivoluzione ebbe come primo compito ed obiettivo quello di educare le masse.
C’è da dire che già durante la guerriglia, soprattutto nel Primo Fronte “Josè Martí” e nel Secondo Fronte “Frank País” diretti da Fidel e Raúl, furono creati dei dipartimenti educativi per iniziare ad alfabetizzare i contadini nelle zone in cui svolgevano le loro azioni le truppe ribelli.
Alle fine del 1959, migliaia di giovani furono chiamati a far parte dei volontari che fossero disposti al lavoro di alfabetizzazione in qualità di maestri, dando avvio così alla grande campagna del 1961.
Nel mezzo di una realtà in cui vi erano forti scontri politici, di cui la destra divenne protagonista cercando di distruggere con tutti i mezzi lo sviluppo della Rivoluzione, in cui vi erano ancora grandi latifondisti, in cui i grandi monopoli nordamericani proprietari delle migliori aree coltivabili di Cuba, cercavano di impedire a tutti i costi la grande riforma agraria che era stata approvata durante il quinto mese dopo il trionfo della Rivoluzione....bene, nel mezzo di tutte queste battaglie, si iniziò nel paese la campagna di Alfabetizzazione.
In giorni cosi violenti, la battaglia era contemporaneamente aperta su diversi fronti e mentre avvenivano l’aggressione ed i bombardamenti all’Avana, a Sant’Antonio de los Baños e Santiago de Cuba, il 15 aprile si stavano organizzando i preparativi per le future azioni degli alfabetizzatori, iniziando ufficialmente la campagna che culminerà con la dichiarazione “Cuba territorio libero da analfabetismo” del 22 dicembre del 1961.
Ciò vuol dire che nel 2011, ci sentiamo felici di celebrare il 50° Anniversario dell’Alfabetizzazione, che rappresentò un avvenimento culturale importantissimo: si tratta del “decollo” verso quell’obiettivo prefissato da Fidel nel 1960, quando disse che Cuba avrebbe dovuto essere nel futuro un paese di uomini di scienza. Ed il solo fatto di aver alfabetizzato migliaia e migliaia di cubani, senza dubbio, ha rappresentanto per tutti noi un momento di avanguardia culturale di dimensioni gigantesche.
Dopo il trionfo del processo rivoluzionario, quest’ultimo, che era il riflesso stesso di ciò che era stato affermato da Fidel Castro, durante la sua autodifesa nel processo per l’assalto alla Caserma Moncada, aveva come elemento indispensabile l’evoluzione culturale delle grandi masse che vivevano nell’oscurità dell’analfabetismo.
È necessario sottolineare che nel 1953, quando appunto si realizzó l’assalto alla Caserma Moncada, un milione di cubani erano analfabeti ed un altro milione semianalfabeti o sub scolarizzati e già dai primi mesi del 1959, la Rivoluzione ebbe come primo compito ed obiettivo quello di educare le masse.
C’è da dire che già durante la guerriglia, soprattutto nel Primo Fronte “Josè Martí” e nel Secondo Fronte “Frank País” diretti da Fidel e Raúl, furono creati dei dipartimenti educativi per iniziare ad alfabetizzare i contadini nelle zone in cui svolgevano le loro azioni le truppe ribelli.
Alle fine del 1959, migliaia di giovani furono chiamati a far parte dei volontari che fossero disposti al lavoro di alfabetizzazione in qualità di maestri, dando avvio così alla grande campagna del 1961.
Nel mezzo di una realtà in cui vi erano forti scontri politici, di cui la destra divenne protagonista cercando di distruggere con tutti i mezzi lo sviluppo della Rivoluzione, in cui vi erano ancora grandi latifondisti, in cui i grandi monopoli nordamericani proprietari delle migliori aree coltivabili di Cuba, cercavano di impedire a tutti i costi la grande riforma agraria che era stata approvata durante il quinto mese dopo il trionfo della Rivoluzione....bene, nel mezzo di tutte queste battaglie, si iniziò nel paese la campagna di Alfabetizzazione.
In giorni cosi violenti, la battaglia era contemporaneamente aperta su diversi fronti e mentre avvenivano l’aggressione ed i bombardamenti all’Avana, a Sant’Antonio de los Baños e Santiago de Cuba, il 15 aprile si stavano organizzando i preparativi per le future azioni degli alfabetizzatori, iniziando ufficialmente la campagna che culminerà con la dichiarazione “Cuba territorio libero da analfabetismo” del 22 dicembre del 1961.
Ciò vuol dire che nel 2011, ci sentiamo felici di celebrare il 50° Anniversario dell’Alfabetizzazione, che rappresentò un avvenimento culturale importantissimo: si tratta del “decollo” verso quell’obiettivo prefissato da Fidel nel 1960, quando disse che Cuba avrebbe dovuto essere nel futuro un paese di uomini di scienza. Ed il solo fatto di aver alfabetizzato migliaia e migliaia di cubani, senza dubbio, ha rappresentanto per tutti noi un momento di avanguardia culturale di dimensioni gigantesche.
2) Martí diceva: Essere colto è l’unico modo per essere libero. Quanto il sistema educativo cubano ha influito sul processo di liberazione del popolo cubano dal tentativo colonizzatore statunitense?
Al termine della campagna di Alfabetizzazione, sorsero inmediatamente nuove mete e nuovi propositi nell’ambito educativo ed in altri destinati al miglioramento dei più bassi livelli culturali restanti. Migliaia di contadini andarono all’Avana per studiare nelle scuole del Programma Ana Betancourt; migliaia di giovani ottennero borse di studio previste nel grande programma educativo della Rivoluzione nei suoi primi anni che diedero luogo alla creazione di un sistema educativo che coinvolse tutti i livelli dell’insegnamento, fino anche all’insegnamento artistico che fece i suoi primi passi con la Scuola degli Istruttori d’Arte, che proprio quest’anno compie 45 anni di fondazione. Si diede avvio anche all’educazione speciale e se vogliamo dimostrare come il sistema educativo cubano abbia sviluppato questo concetto martiano di “Essere colti è l’unico modo per essere liberi”, possiamo affermare che oggi di fatto ci sono più di cento scuole nelle montagne e nei luoghi più sperduti che hanno anche un solo studente. Ci sono scuole per bambini disabili, con limitazioni fisiche motorie; non esiste a Cuba nessun bambino in grado di ricevere l’insegnamento che non lo riceva di fatto e concretamente. L’insegnamento giunge perfino ai bambini ricoverati in ospedale per problemi gravi di salute.
Ciò vuol dire che tutti i movimenti che sorsero con la campagna di Alfabetizzazione, oggi hanno un'espressione concreta sia nel campo della cultura che della salute e della scienza, sia nello sviluppo culturale, nella creazione di centri di ricerca scientifica, nel Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia, nel Centro Nazionale dei Vaccini, il Polo Scientifico dell’Ovest, ossia in tutto ciò che ha una ripercussione sulla vita sociale, economica, politica del paese. Si tratta di un importante modo per essere fedeli a Martí e di mettere in pratica i suoi insegnamenti.
Ciò vuol dire che tutti i movimenti che sorsero con la campagna di Alfabetizzazione, oggi hanno un'espressione concreta sia nel campo della cultura che della salute e della scienza, sia nello sviluppo culturale, nella creazione di centri di ricerca scientifica, nel Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia, nel Centro Nazionale dei Vaccini, il Polo Scientifico dell’Ovest, ossia in tutto ciò che ha una ripercussione sulla vita sociale, economica, politica del paese. Si tratta di un importante modo per essere fedeli a Martí e di mettere in pratica i suoi insegnamenti.
3) Il Che parlava della costruzione dell’Uomo Nuovo, in quanto affermava che il socialismo economico solo non sarebbe stato sufficiente a creare una nuova società, se non fosse stato accompagnato dalla preparazione morale e della coscienza dell’essere umano. Cuba come ha messo in pratica questa teoria?
La Rivoluzione cubana, con il suo proposito “tutto il bene per l’essere umano”, è destinata a compiti che mirano al miglioramento dell’essere umano, riempirlo giorno dopo giorno della ricchezza spirituale affinchè si trasformi in un essere capace di sentire il dolore di ogni altro essere sulla terra, in qualsiasi posto si trovi. Penso che la vita ce ne abbia dato una dimostrazione concreta.
La trasformazione dell’essere umano in un essere rivoluzionario, che sia capace di offrire agli altri le sue conoscenze, che sia capace di prendersi cura degli altri, è stato evidente nel progretto rivoluzionario cubano, per esempio, quando Cuba ha avuto la possibilità di avere migliaia di giovani collaboratori, tutti volontari, che hanno portato avanti una battaglia di quasi quindici anni cooperando con diversi paesi per sconfiggere l’Apharteid in Africa. Ha appoggiato ed offerto sostegno medico volontario in zone colpite da cataclismi o gravi epidemie, come Haiti, i terremoti in Cile, Pakistan ecc. ecc. Cuba è stata legata alla lotta per il mantenimento della sovranità di molti paesi, è stata legata ai movimenti di liberazione dei paesi africani. Questo è parte del lavoro internazionalista di Cuba ed è l’espressione manifesta di ciò che può fare disinteressatamente un vero rivoluzionario per il miglioramento ed il progresso dei suoi simili.
La trasformazione dell’essere umano in un essere rivoluzionario, che sia capace di offrire agli altri le sue conoscenze, che sia capace di prendersi cura degli altri, è stato evidente nel progretto rivoluzionario cubano, per esempio, quando Cuba ha avuto la possibilità di avere migliaia di giovani collaboratori, tutti volontari, che hanno portato avanti una battaglia di quasi quindici anni cooperando con diversi paesi per sconfiggere l’Apharteid in Africa. Ha appoggiato ed offerto sostegno medico volontario in zone colpite da cataclismi o gravi epidemie, come Haiti, i terremoti in Cile, Pakistan ecc. ecc. Cuba è stata legata alla lotta per il mantenimento della sovranità di molti paesi, è stata legata ai movimenti di liberazione dei paesi africani. Questo è parte del lavoro internazionalista di Cuba ed è l’espressione manifesta di ciò che può fare disinteressatamente un vero rivoluzionario per il miglioramento ed il progresso dei suoi simili.
4) Molti paesi dell’America Latina guardano Cuba come un esempio. In che modo la Rivoluzione Cubana, dal punto di vista dell’internazionalismo culturale, aiuta paesi come il Venezuela, la Bolivia, l’Ecuador ecc. ?
L’espressione contemporanea della campagna di Alfabetizzazione di Cuba è il progetto “Yo si puedo” (io si posso) che è stato portato avanti in Venezuela, in Bolivia, in Ecuador, in luoghi molto distanti come Timor del Est, in alcune regioni spagnole, quindi anche in zone europee. Questo è un metodo didattico d’insegnamento cubano che si adatta alle caratteristiche e alla necessità delle popolazioni del territorio in cui è utilizzato. Il metodo “Yo si puedo”, una volta approvato dai Ministeri dell’Educazione del paese richiedente, è applicato dai professori con l’aiuto degli esperti cubani del settore educativo che lavorano in questo senso volontariamente e gratuitamente. La Campagna di Alfabetizzazione a Cuba ha permesso che nel nostro paese si siano laureati medici e paramedici, sono gli stessi che prestano servizio volontario in paesi che necessitano aiuto, come Haiti.
La presenza nella nostra isola della ELAN, ossia la Scuola Latino Americana di Medicina, permette a molti giovani provenienti dal Sud Africa, dall’America Latina ed anche Stati Uniti, Nuova Zelanda ed Asia, con nessuna possibilità economica di poter accedere all’Univeristà, di poter studiare a Cuba gratuitamente e poter diventare medici avendo poi la possibilità di lavorare e prestare servizio ed assistenza nei loro rispettivi paesi.
Il fatto che migliaia di persone di varie nazioni possano a Cuba accedere alla cultura e fare i primi passi per aprirsi al mondo, significa che alfabetizzare è sinonimo di eliminazione dell’oscurità per le masse.
Quando il 22 dicembre del 61 il territorio cubano fu proclamato libero dall’analfabetismo, fu pubblicato un manifesto in cui si diceva “La lanterna deve continuare ad illuminare”; questo perchè gli alfabetizzatori che andavano ad insegnare in posti isolati del paese in cui la luce elettrica ancora non era giunta, portavano con loro delle lanterne per poter lavorare meglio. Di fatto in quei luoghi giunse poi la luce elettrica, ma appunto la luce dell’insegnamento doveva continuare ad illuminare menti e coscienze. Cuba lo continua a fare e porta la luce dell’insegnamento ed il lavoro solidale dei nostri professori e dei nostri medici in diverse parti nel mondo.
La presenza nella nostra isola della ELAN, ossia la Scuola Latino Americana di Medicina, permette a molti giovani provenienti dal Sud Africa, dall’America Latina ed anche Stati Uniti, Nuova Zelanda ed Asia, con nessuna possibilità economica di poter accedere all’Univeristà, di poter studiare a Cuba gratuitamente e poter diventare medici avendo poi la possibilità di lavorare e prestare servizio ed assistenza nei loro rispettivi paesi.
Il fatto che migliaia di persone di varie nazioni possano a Cuba accedere alla cultura e fare i primi passi per aprirsi al mondo, significa che alfabetizzare è sinonimo di eliminazione dell’oscurità per le masse.
Quando il 22 dicembre del 61 il territorio cubano fu proclamato libero dall’analfabetismo, fu pubblicato un manifesto in cui si diceva “La lanterna deve continuare ad illuminare”; questo perchè gli alfabetizzatori che andavano ad insegnare in posti isolati del paese in cui la luce elettrica ancora non era giunta, portavano con loro delle lanterne per poter lavorare meglio. Di fatto in quei luoghi giunse poi la luce elettrica, ma appunto la luce dell’insegnamento doveva continuare ad illuminare menti e coscienze. Cuba lo continua a fare e porta la luce dell’insegnamento ed il lavoro solidale dei nostri professori e dei nostri medici in diverse parti nel mondo.
5) Le nuove generazioni cubane sono cambiate rispetto a quelle che diedero avvio alla Rivoluzione cubana, in quanto, grazie allo sviluppo del sistema educativo cubano post rivoluzionario, hanno potuto studiare e prepararsi. Che cosa si aspetta il popolo cubano da queste nuove generazioni e che tipo di cammino, pensa, possano intranprende per il futuro rivoluzionario di Cuba?
L’espressione concreta di queste “persone nuove” che si incarnano nelle nostre giovani generazioni, è appunto il fatto che siano capaci di portare avanti l’internazionalismo culturale che illumina coscienze e che va alla conquista, nonostante tutti gli ostacoli, della convinzione che un mondo migliore sia possibile. I giovani cubani, anche se nel mezzo di insufficienze ed ostacoli, sanno che la lotta che abbiamo iniziato non sarà sconfitta, il sogno del Che sarà portato avanti e non lasceranno che l’umanità sia schiacciata dalle ingiustizie e dai cataclismi naturali come il riscaldamento globale della terra o i repentini cambiamenti climatici. I giovani cubani sono coscienze che si sono forgiate e che si aprono il cammino verso un futuro che permetterà che questo nostro mondo sia migliore per tutti.
Manolo Garcìa Crespo è il Consigliere culturale dell'Ambasciata di Cuba in Italia
I MIEI RACCONTI - CHE FARE? 2005
Come avrete notato ogni tanto salto fuori con qualche storia,piu' o meno interessante.
Capita che durante una vacanza vedo e noto tante cose che immagazzino in un angolo della memoria per ritirarle fuori in periodi dove annaspo sul bagnasciuga.
Questa si riferisce al viaggio di andata a marzo,il volo da Malpensa.
Di solito non amo ,in aereo ,socializzare troppo,sara' perche' lo faccio per lavoro, mi piace durante il volo leggere un buon libro e vedermi i film (quando non fanno cagate tipo Garfield o come diavolo si chiama quel terrificante gatto.....).
Quindi non do mai troppa confidenza al mio vicino di posto,sopratutto ,e capita,se pinzo quei tritamaroni che dopo 2 viaggi hanno capito tutto,sanno tutto, hanno amici ovunque e a loro non e' facile fregarli......
Poi quando si sbarca vedo il tipo di donne che vengono a prenderli e non posso esimermi da sorridere mestamente...
Comunque ,a marzo mi capita un tipo con la faccia da bravo ragazzo,ha paura di volare ed e' nervoso per il decollo,si vede.
Allora gli sorrido e si inizia a chiacchierare,ripeto cosa insolita per me,ma il ragazzo ispirava fiducia mi incuriosiva la sua paura di volare.
Comunque dopo il decollo mi racconta che e' la terza volta che prende l'aereo,e' la terza volta che esce dall'italia e di conseguenza e' la terza volta che va a Cuba.
Quindi 3 viaggi a Cuba
In 3 anni
15 giorni all'anno
All'Avana.
Andava a sposarsi......
Operaio di una industria della prima periferia milanese,con stipendio medio basso.
Questo povero Cristo andava all'Avana per sposare una che per 3 anni aveva visto 15 giorni all'anno per poi portarla subito in Italia.......
Che fare?
Fargli le congratulazioni,mordendomi la lingua per non dire quello che obiettivamente andava detto oppure insinuare il dubbio.
In effetti in queste situazioni ti poni il dubbio e ti domandi che diritto hai di infrangere il sogno di chi parte dall'Italia per trovare la persona con cui dividere la vita.....
Delicatamente ho iniziato a fargli qualche domanda,dove abita la novia,come l'aveva conosciuta e le solite cose....
Le risposte,purtroppo sono state quelle che conosciamo...era la sua diversa..... a cui mandava pure dei soldi .....e che passava le sere ed aspettare la telefonata del novio italiano.....
Chissa' come e' andata a finire.....suerte amico.....
Pero' mi chiedo cosa mai abbia questa isola per tirare matti ragazzi che matti non sono,mi chiedo come si possa fare un passo importante come il matrimonio e uno ancora piu' rischioso come il portarla qua' quando l'oggetto dei desideri e' in realta' una perfetta sconosciuta......
Ma questi ragazzi si comportano allo stesso modo di fronte a tutti i problemi e alle opportunita' della vita?
Capita che durante una vacanza vedo e noto tante cose che immagazzino in un angolo della memoria per ritirarle fuori in periodi dove annaspo sul bagnasciuga.
Questa si riferisce al viaggio di andata a marzo,il volo da Malpensa.
Di solito non amo ,in aereo ,socializzare troppo,sara' perche' lo faccio per lavoro, mi piace durante il volo leggere un buon libro e vedermi i film (quando non fanno cagate tipo Garfield o come diavolo si chiama quel terrificante gatto.....).
Quindi non do mai troppa confidenza al mio vicino di posto,sopratutto ,e capita,se pinzo quei tritamaroni che dopo 2 viaggi hanno capito tutto,sanno tutto, hanno amici ovunque e a loro non e' facile fregarli......
Poi quando si sbarca vedo il tipo di donne che vengono a prenderli e non posso esimermi da sorridere mestamente...
Comunque ,a marzo mi capita un tipo con la faccia da bravo ragazzo,ha paura di volare ed e' nervoso per il decollo,si vede.
Allora gli sorrido e si inizia a chiacchierare,ripeto cosa insolita per me,ma il ragazzo ispirava fiducia mi incuriosiva la sua paura di volare.
Comunque dopo il decollo mi racconta che e' la terza volta che prende l'aereo,e' la terza volta che esce dall'italia e di conseguenza e' la terza volta che va a Cuba.
Quindi 3 viaggi a Cuba
In 3 anni
15 giorni all'anno
All'Avana.
Andava a sposarsi......
Operaio di una industria della prima periferia milanese,con stipendio medio basso.
Questo povero Cristo andava all'Avana per sposare una che per 3 anni aveva visto 15 giorni all'anno per poi portarla subito in Italia.......
Che fare?
Fargli le congratulazioni,mordendomi la lingua per non dire quello che obiettivamente andava detto oppure insinuare il dubbio.
In effetti in queste situazioni ti poni il dubbio e ti domandi che diritto hai di infrangere il sogno di chi parte dall'Italia per trovare la persona con cui dividere la vita.....
Delicatamente ho iniziato a fargli qualche domanda,dove abita la novia,come l'aveva conosciuta e le solite cose....
Le risposte,purtroppo sono state quelle che conosciamo...era la sua diversa..... a cui mandava pure dei soldi .....e che passava le sere ed aspettare la telefonata del novio italiano.....
Chissa' come e' andata a finire.....suerte amico.....
Pero' mi chiedo cosa mai abbia questa isola per tirare matti ragazzi che matti non sono,mi chiedo come si possa fare un passo importante come il matrimonio e uno ancora piu' rischioso come il portarla qua' quando l'oggetto dei desideri e' in realta' una perfetta sconosciuta......
Ma questi ragazzi si comportano allo stesso modo di fronte a tutti i problemi e alle opportunita' della vita?
IL BUON TZUNAMI
Come il Pangloss di Voltaire che tesseva l’elogio del terremoto di Lisbona coi parenti delle vittime, Roberto De Mattei ha spiegato dai microfoni di Radio Maria che lo tsunami giapponese «è stata un’esigenza della giustizia di Dio» e che «per i bimbi innocenti morti nella catastrofe accanto ai colpevoli» (ma colpevoli di che?) si è trattato di «un battesimo di sofferenza con cui Dio ha inteso purificare le loro anime». Ora, Pangloss era un paradosso letterario. Ma De Mattei esiste davvero ed è pure il vicepresidente del Cnr, tempio e motore della ricerca scientifica.
Inutile replicare alle sue farneticazioni, offensive per qualsiasi credente dotato di un cervello e soprattutto di un cuore. Chissà se avrebbe il coraggio di ripeterle in faccia ai frati che si videro cascare addosso la basilica di Assisi: immagino che, per De Mattei, il Dio dei terremoti avesse deciso di castigare anche loro. Ma in quale Paese l’autore di simili affermazioni può restare ai vertici della ricerca finanziata dal denaro pubblico, senza che si muova il governo o almeno la Croce Rossa? Forse solo nel migliore dei mondi possibili vagheggiato da Pangloss. E in Italia, naturalmente. Dove due anni fa il vicepresidente del Cnr organizzò, a spese del Cnr, un convegno contro Darwin, che è come se il vicepresidente dell’Inter organizzasse un convegno contro Mourinho. Possibile che quest’uomo non avverta l’incompatibilità paradossale fra la sua carica e le sue idee? Non resta che invocare l’intervento divino: un terremoto «ad personam» che gli sfili la poltrona da sotto il sedere.
Inutile replicare alle sue farneticazioni, offensive per qualsiasi credente dotato di un cervello e soprattutto di un cuore. Chissà se avrebbe il coraggio di ripeterle in faccia ai frati che si videro cascare addosso la basilica di Assisi: immagino che, per De Mattei, il Dio dei terremoti avesse deciso di castigare anche loro. Ma in quale Paese l’autore di simili affermazioni può restare ai vertici della ricerca finanziata dal denaro pubblico, senza che si muova il governo o almeno la Croce Rossa? Forse solo nel migliore dei mondi possibili vagheggiato da Pangloss. E in Italia, naturalmente. Dove due anni fa il vicepresidente del Cnr organizzò, a spese del Cnr, un convegno contro Darwin, che è come se il vicepresidente dell’Inter organizzasse un convegno contro Mourinho. Possibile che quest’uomo non avverta l’incompatibilità paradossale fra la sua carica e le sue idee? Non resta che invocare l’intervento divino: un terremoto «ad personam» che gli sfili la poltrona da sotto il sedere.
venerdì 25 marzo 2011
CDR
A Cuba rispetto ad ogni altro posto del mondo il popolo,almeno nelle piccole discussioni e decisioni,ha una possibilita' di influenza notevole.
L'organo statale dove questa influenza si manifesta di piu' sono i CDR.
Comitati per la difesa della Rivoluzione.
Praticamente gli abitanti di alcune quadre di un barrio si riuniscono periodicamente per prendere piccole decisioni riguardanti la vita vita di tutti loro,riunioni spesso svolte all'aperto dove si decide chi deve fare le guardie,chi le pulizie dei cortili,le richieste da inoltrare al Poder Popular e cose simili.
Ho sempre visto queste riunioni all'aperto,quasi sempre serali,come una cosa singolare,tante volte sono passato davanti a questa gente che discuteva,fra l'altro in modo civile e pacifico,nulla a che vedere ad esempio con le nostre riunioni di condominio.
La' si discute di un bene pubblico mentre qua' di uno privato e non e' esattamente la stessa cosa.
Non so se siano obbligati ad andarci a queste riunioni,spesso vedevo facce annoiate di gente che preferirebbe essere in qualunque altro posto ma nella maggior parte dei casi si trattava di discussioni che avrebbero poi portato a qualche decisione.
Ogni partecipante al CDR versa una piccola quota per la sopravvivenza dell'organismo stesso,se uno straniero e' residente in linea teorica dovrebbe parteciparvi e fare le guardie,nella realta' e' una cosa opzionale,non si fidano fra di loro figuratevi quanto possono fidarsi di uno Yuma anche se residente.
Essere presidente del CDR e' anche avere un piccolo potere e allontanare controlli vari,infatti non e' raro che duenas di case de renta ricoprino questo incarico,spesso sono le piu' bandolere del barrio...
Come mi disse una di loro,fra l'altro una di quelle da cui soggiorno e che spesso criticava il governo e il Barba "visto che questo sistema non cambiera' la sola cosa che puo' fare una persona intelligente e' cercare di trarne piu' benefici possibili e questo puoi farlo soltanto stando dentro il piu' possibile al sistema".
MALDIDA NUBE
In questi giorni sopra le nostre teste e' passata la nuvola radioattiva fuoriuscita dai reattori nucleari giapponesi.
Esponenti del nostre esecutivo si sono affrettati a comunicarci dotte disquisizioni di esperti in cui si affermava che non c'era pericoli per nessuno.
Mi occupo di sport ed intrattenimento e di queste cose ci capisco poco o nulla ma,vista anche la credibilita' nazionale ed internazionale del nostro esecutivo....be' non mi fido.
Intanto se sopra di me gira una nuvola carica di particelle radioattive qualcosa giu' cade...sempre,poi questi sedicenti esperti hanno sempre e in qualunque posto del mondo,in situazioni analoghe raccontato un sacco di cazzate.
Dopo cio' che accadde a Cernobyl le allora autorita' sovietiche raccomandavano ai residenti di quel luogo di fare lunghe docce....
Forse non molti ricordano cio' che accadde alcuni lustri fa a Seveso,in quella zona a distanza appunto di lustri continuano a nascere bambini non esattamente normali e le incidenze tumorali sono piu' alte che nel resto del territorio nazionale.
Quindi non c'e' proprio nulla di cui stare tranquilli.
Sul nucleare ho sempre avuto la mia idea,mia,non mutuata da fogli di partito e cose simili,fra l'altro mio padre lavorava all'azienda elettrica municipale di Torino e mi spiego' parecchie cose.
Questo discorso sul nucleare si o no in Italia e' una cazzata,indubbiamente come costi sarebbe positivo indubbiamente come sicurezza no.
Ma il punto e' un altro,ok non costruiamo centrali nucleari in Italia ma non molti forse sanno che la Francia ne ha un paio ad alcune decine di km dal confine italiano,nel caso di casini vari voi pensate che la nube malefica si farebbe problemi a varcare il confine di stato?
Non credo proprio,quindi qua' non le facciamo ma le abbiamo belle e ative alle porte di casa.....
I MIEI RACCONTI - CHIAREZZA 2005
RIFLESSIONI AD MINCHIAM SU UN ANTICO FORUM
Visto che ultimamente sono saltate fuori alcune discussioni sul fatto di andare a Cuba solo per donne,su sfigati e aspiranti Tom Cruise,su amici che in Italia le donne devono mandarle via a calci per la troppa foga,ritengo sia giunto il momento di fare un po' di chiarezza fra di noi ma sopratutto in noi stessi.
Se ce la faccio fra qualche giorno parto per il mio quattordicesimo viaggio alla isla,altrimenti lo faro' a settembre.
Come sempre incontro gente che conoscendo il lavoro che faccio regolarmente mi pregunta perche' vado fino a Cuba....ci vai per le donne.....eppure qua' male non te la passi....e poi pagarle pure.....
A quel punto con consumata esperienza attacco il consueto discorsetto:"ma guarda che se la ragione fosse quella ci sarei andato per 1/2 volte poi avrei cambiato,il fatto e' che poi subentrano altre cose...."
E quando dico queste cose faccio pure finta di crederci......
Ma e' la verita'?
Ne siamo sicuri?
Se il discorso donne non fosse quello che e' saremo in questo forum?
Il forum esisterebbe?
Saremmo tutti li' a fare discorsi sul puerco asado,il campo,la playa,le meccaniche,il cambio il dueno e compagnia cantante?
Guardiamoci bene negli occhi.
Io qua' posso una sera entrare in un locale ,addocchiare la piu' bella,o quella che mi attizza di piu', e con 2 parole e un sorriso portarmela via?
E la sera dopo cambiare locale,anche qui' addocchiare uno spettacolo su 2 gambe e ripetere il meccanismo?
COL CAZZO!
Posso provare alle fermate degli autobus a piazzarmi con la portiera dell'auto aperta a caricare chi scende col sorriso dei giorni migliori.....?
Se va di culo mi mandano a cagare altrimenti becco una denuncia per molestie.....
E non ho una brutta auto e il mio sorriso non e' da buttare.......credo....
Non parliamo poi se vedo due ragazze che camminano por la calle a cui offro un passaggio......
Quindi piantiamola di raccontarci cazzate.
Le donne sono la ragione principale per cui ci sciroppiamo sorridenti 22000 km.
Poi possono esistere anche quelli che qualcuno chiama sfigati,ma ricordiamoci sempre che non a tutti sono state date in mano le stesse carte........
Il discorso potrebbe cambiare per coloro che hanno sposato e portato in Italia la cubanita,in fondo il viaggio potrebbe essere niente piu' che una visita ai suoceri.....salvo poi,come spesso vedo,piccole disgressioni sul tema....
E il discorso vale spesso anche per le donne.....
Ho frequentato a lungo Santiago e ho visto infinita' di europee aggrappate a qualche negrone......
Legittimamente,per carita'.....se lo facciamo noi non vedo perche' non possano farlo loro.....
A differenza di altri NON mi sento troppo vecchio......e spero ,sinceramente,ogni volta di trovare a Cuba quello che cerco.
Serenita',sorrisi,amici e sopratutto belle donne.
Se ce la faccio fra qualche giorno parto per il mio quattordicesimo viaggio alla isla,altrimenti lo faro' a settembre.
Come sempre incontro gente che conoscendo il lavoro che faccio regolarmente mi pregunta perche' vado fino a Cuba....ci vai per le donne.....eppure qua' male non te la passi....e poi pagarle pure.....
A quel punto con consumata esperienza attacco il consueto discorsetto:"ma guarda che se la ragione fosse quella ci sarei andato per 1/2 volte poi avrei cambiato,il fatto e' che poi subentrano altre cose...."
E quando dico queste cose faccio pure finta di crederci......
Ma e' la verita'?
Ne siamo sicuri?
Se il discorso donne non fosse quello che e' saremo in questo forum?
Il forum esisterebbe?
Saremmo tutti li' a fare discorsi sul puerco asado,il campo,la playa,le meccaniche,il cambio il dueno e compagnia cantante?
Guardiamoci bene negli occhi.
Io qua' posso una sera entrare in un locale ,addocchiare la piu' bella,o quella che mi attizza di piu', e con 2 parole e un sorriso portarmela via?
E la sera dopo cambiare locale,anche qui' addocchiare uno spettacolo su 2 gambe e ripetere il meccanismo?
COL CAZZO!
Posso provare alle fermate degli autobus a piazzarmi con la portiera dell'auto aperta a caricare chi scende col sorriso dei giorni migliori.....?
Se va di culo mi mandano a cagare altrimenti becco una denuncia per molestie.....
E non ho una brutta auto e il mio sorriso non e' da buttare.......credo....
Non parliamo poi se vedo due ragazze che camminano por la calle a cui offro un passaggio......
Quindi piantiamola di raccontarci cazzate.
Le donne sono la ragione principale per cui ci sciroppiamo sorridenti 22000 km.
Poi possono esistere anche quelli che qualcuno chiama sfigati,ma ricordiamoci sempre che non a tutti sono state date in mano le stesse carte........
Il discorso potrebbe cambiare per coloro che hanno sposato e portato in Italia la cubanita,in fondo il viaggio potrebbe essere niente piu' che una visita ai suoceri.....salvo poi,come spesso vedo,piccole disgressioni sul tema....
E il discorso vale spesso anche per le donne.....
Ho frequentato a lungo Santiago e ho visto infinita' di europee aggrappate a qualche negrone......
Legittimamente,per carita'.....se lo facciamo noi non vedo perche' non possano farlo loro.....
A differenza di altri NON mi sento troppo vecchio......e spero ,sinceramente,ogni volta di trovare a Cuba quello che cerco.
Serenita',sorrisi,amici e sopratutto belle donne.
ETERNA - DAL FORUM DELLA GENTE DEL TORO
Sono vecchi.
Non ce la fanno fisicamente.
Hanno i capelli bianchi.
Non li hanno più.
Sono sovrappeso.
Fanno fatica.
"...certo che più di quarantacinque minuti la vedo dura..."
Facce piene di rughe.
Qualcuno ha un male da combattere.
Altri magari dormono male perchè per amore della loro passione giocano magari nella Nicese.
Poi c'è chi ha il fiatone.
E c'è n'è un'altro che salta tra i pali sperando di non farsi male.
Uno ha fatto venti ore di aereo.
Eppure, tutti questo Vecchi di colpo sono tornati giovani, combattenti della prima e dell'ultima ora. Ora che il Toro è compagine molle e priva di coraggio, questi Vecchi sono la luce, il bagliore ed il lampo, lo tsunami che da decenni mancava dentro quelle casacche Granata calcanti il terreno della tinozza del Comunale-Senza-Nome.
Ma la miccia che li ha accesi parte sempre e comunque dalla Maratona. Unica Curva rimasta oggi a baluardo del Calcio che non c'è più. Unico colore che non si vuole piegare al molle imperante, agli zigomi finti, alle palle di silicone ovunque esse siano messe, agli opinionisti da tivvù di milano scurrili e volgari nei loro loden cuciti con fili di cocaina, alle faccende dei faccendieri, alle false Curve, al falso Tifo, alle false aspettative, ai falsi complimenti, ai falsi terzini, ai falsi Granata-da-voto, ai Rolex regalati, ai punti comprati, agli arbitri con escort al seguito, ai Suv mal guadagnati, ai privè per pochi come schiaffo ai lavori umili di Noi Granata.
Una Curva che è il Simbolo di ciò che siamo stati e che saremo. Un Simbolo d'Onore rimasto solo in questo desolante panorama italico da striscione.
Un Curva, anzi, La Curva che ha insegnato la vita a molti di noi e che raccoglie simbolicamente tutti i Granata del mondo anche se non ha i posti per tutti.
Un luogo alle spalle del Toro che ne protegge le corride, sanguinose e da troppo tempo troppo pericolose per Lui, animale fiero e sempre con gli occhi pieni di sangue.
E ne è corso di sangue. Veramente. Tragicamente. Incolpevolmente. Scendendo dalla Collina Infame e che non è riuscita a raggiungere la città, divisa da un Fiume che anch'esso non ha colpe, impedendo che impregnasse meglio le coscienze che, in questa città, svillanano chi fa bene, chi ci vuole provare, chi ha la sua idea, chi costruisce, chi ha sogni e chi riesce a metterli in pratica.
La Curva. Apoteosi rassicurante che ha dettato gli schemi del tifo europeo, mondiale. Luogo di culto quanto solo una chiesa può. Religione per Noi. Incomprensibile per altri.
Ma non per quei Vecchi.
Che già dagli spogliatoi vibravano. Allacciando gli scarpini scaldavano i motori. E poi il verde, la tinozza e Lei. La Maratona.
Ogni schema mentale salta. Ogni contraddizione sparisce. Ogni timore viene cancellato in un colpo di palpebre per aggiustare la vista per il troppo colore, unico, accecante e pastoso.
Come il sangue.
Un mare di sangue che cola da spalti che danno le spalle al Nord Polare, cancellando anche antiche dicerie sull'energia nulla della polarità ancestrale.
Sangue di persone che ci credono, figlie di chi ci ha creduto, padri e madri di chi ci crederà, ancora e sempre.
E quei Vecchi si sono accesi. Ed hanno giocato. Bene. Da Toro.
Ma come in tutti i matrimoni, due individui che si trovano devono essere compatibili.
Tra la Maratona ed il suo cuore e molti, troppi, tra coloro che oggi vestono la Maglia non c'è quella compatibilità.
Uno solo ce l'ha per dna e gruppo sanguigno. Ma non basta.
Comunque sia, ieri, alcuni Vecchi hanno insegnato cos'è il Toro a dispetto delle leggi fisiche e morali che ci vorrebbero già defunti.
Ma non lo siamo ancora. E quei Vecchi lo hanno ricordato a Noi ringraziando a modo loro, sul campo, anni di amore che Tutti Noi gli abbiamo dato.
E ancora una volta il mondo si è ricordato che esiste un luogo fatto di persone che non ci stanno, che sperano e che lottano come possono e che tifano una squadra di calcio che è molto di più di una squadra di calcio.
Il Toro.
Grazie Maratona. Eterna come il Toro.
Non ce la fanno fisicamente.
Hanno i capelli bianchi.
Non li hanno più.
Sono sovrappeso.
Fanno fatica.
"...certo che più di quarantacinque minuti la vedo dura..."
Facce piene di rughe.
Qualcuno ha un male da combattere.
Altri magari dormono male perchè per amore della loro passione giocano magari nella Nicese.
Poi c'è chi ha il fiatone.
E c'è n'è un'altro che salta tra i pali sperando di non farsi male.
Uno ha fatto venti ore di aereo.
Eppure, tutti questo Vecchi di colpo sono tornati giovani, combattenti della prima e dell'ultima ora. Ora che il Toro è compagine molle e priva di coraggio, questi Vecchi sono la luce, il bagliore ed il lampo, lo tsunami che da decenni mancava dentro quelle casacche Granata calcanti il terreno della tinozza del Comunale-Senza-Nome.
Ma la miccia che li ha accesi parte sempre e comunque dalla Maratona. Unica Curva rimasta oggi a baluardo del Calcio che non c'è più. Unico colore che non si vuole piegare al molle imperante, agli zigomi finti, alle palle di silicone ovunque esse siano messe, agli opinionisti da tivvù di milano scurrili e volgari nei loro loden cuciti con fili di cocaina, alle faccende dei faccendieri, alle false Curve, al falso Tifo, alle false aspettative, ai falsi complimenti, ai falsi terzini, ai falsi Granata-da-voto, ai Rolex regalati, ai punti comprati, agli arbitri con escort al seguito, ai Suv mal guadagnati, ai privè per pochi come schiaffo ai lavori umili di Noi Granata.
Una Curva che è il Simbolo di ciò che siamo stati e che saremo. Un Simbolo d'Onore rimasto solo in questo desolante panorama italico da striscione.
Un Curva, anzi, La Curva che ha insegnato la vita a molti di noi e che raccoglie simbolicamente tutti i Granata del mondo anche se non ha i posti per tutti.
Un luogo alle spalle del Toro che ne protegge le corride, sanguinose e da troppo tempo troppo pericolose per Lui, animale fiero e sempre con gli occhi pieni di sangue.
E ne è corso di sangue. Veramente. Tragicamente. Incolpevolmente. Scendendo dalla Collina Infame e che non è riuscita a raggiungere la città, divisa da un Fiume che anch'esso non ha colpe, impedendo che impregnasse meglio le coscienze che, in questa città, svillanano chi fa bene, chi ci vuole provare, chi ha la sua idea, chi costruisce, chi ha sogni e chi riesce a metterli in pratica.
La Curva. Apoteosi rassicurante che ha dettato gli schemi del tifo europeo, mondiale. Luogo di culto quanto solo una chiesa può. Religione per Noi. Incomprensibile per altri.
Ma non per quei Vecchi.
Che già dagli spogliatoi vibravano. Allacciando gli scarpini scaldavano i motori. E poi il verde, la tinozza e Lei. La Maratona.
Ogni schema mentale salta. Ogni contraddizione sparisce. Ogni timore viene cancellato in un colpo di palpebre per aggiustare la vista per il troppo colore, unico, accecante e pastoso.
Come il sangue.
Un mare di sangue che cola da spalti che danno le spalle al Nord Polare, cancellando anche antiche dicerie sull'energia nulla della polarità ancestrale.
Sangue di persone che ci credono, figlie di chi ci ha creduto, padri e madri di chi ci crederà, ancora e sempre.
E quei Vecchi si sono accesi. Ed hanno giocato. Bene. Da Toro.
Ma come in tutti i matrimoni, due individui che si trovano devono essere compatibili.
Tra la Maratona ed il suo cuore e molti, troppi, tra coloro che oggi vestono la Maglia non c'è quella compatibilità.
Uno solo ce l'ha per dna e gruppo sanguigno. Ma non basta.
Comunque sia, ieri, alcuni Vecchi hanno insegnato cos'è il Toro a dispetto delle leggi fisiche e morali che ci vorrebbero già defunti.
Ma non lo siamo ancora. E quei Vecchi lo hanno ricordato a Noi ringraziando a modo loro, sul campo, anni di amore che Tutti Noi gli abbiamo dato.
E ancora una volta il mondo si è ricordato che esiste un luogo fatto di persone che non ci stanno, che sperano e che lottano come possono e che tifano una squadra di calcio che è molto di più di una squadra di calcio.
Il Toro.
Grazie Maratona. Eterna come il Toro.
IL PENSIERO DEBOLE
Vorrei parlarvi delle notizie positive della settimana ma non ce ne sono. Nothing. Rien da faire. Nada de nada. Ho cercato ma niente. Un parto pluri gemellare, una vincita megamilionaria al Superenalotto, Bondi che sorride... niente. L’unica notizia buona che ho trovato è che Giovanardi ha minacciato le dimissioni da sottosegretario. Per il resto solo notizie di emme. E il disastro in Giappone, e la guerra in Libia, e i barconi a Lampedusa e Yara... Sai che rimpiango Ruby, Noemi e la D’Addario? Pensa come sono messa. No, una notizia piccola c’è. La Marcuzzi è incinta di una bambina. Che bello. Complimentonissimi. Speriamo solo che non la chiami Maria Stuarda... o Casciarel... Appello: Alessia? Non fare come le tue colleghe. Cortesemente. Chiamala come vuoi, ma ti prego escludi questi nomi: Anacarda, Milza, Coriandola e Pesciapalla. Ti prego. E neanche Marca Marcuzzi o Facchia Facchinetti per cortesia ti prego. E nemmeno Winnie the Pooh, visto il nonno. Alessia mi fido di te.
E poi: volevo pregarti di un’altra cosa, Ale. Ti supplico. Potresti non farti fotografare anche tu con la pancia per aria? No, perché, non so se avete notato, adesso è partita ’sta moda qua. Che appena una scopre di essere incinta ecco che tira fuori la trippa e la sfoggia tronfia ai giornali. Si leva la canottiera e mostra la cupola di San Pietro a grandezza naturale. Si fa fotografare in copertina con le mani sulla mongolfiera, il braccio che copre le tette e la faccia da santa martire, inspiegabilmente vergine. Ma perché? Mai per dire che una si faccia fotografare subito dopo il parto, quando condividere lo sfrangimento è salutare e costruttivo, con le sue belle smagliature che vengono a tutte le donne che fanno i figli, che al posto della pancia sembra che abbiano delle strisce pedonali. Macché. Meglio mostrarsi femmina de panza. Ma io mi domando e dico: la gravidanza non è una roba privata? Un miracolo intimissimo? Allora perché non schiaffare in copertina anche un maschio dominante magari con gli amici di Maria in bella vista? D’altronde parte tutto da lì, dalle sfere dei ching... Che poi, tra l’altro, le pance incinte sono tutte uguali... sembrano tutte dei cofani delle Cinquecento. Delle angurie giganti di quelle che trovi ammonticchiate nei chioschi d’estate... Sono pancioni, è come vedere Galeazzi dopo pranzo. Resisti Ale, dammi retta... Anche se l’ha fatto la Nannini, l’ha fatto la Herzigova, l’ha fatto la Seredova, tu non farlo. Perché poi è un po’ un’ostentazione, no? Come quelli che si fanno fotografare vicino alla Ferrari, con quello sguardo superbo che sembra che dica: «Guarda che roba?!... son figo eh?». Senza contare che tante donne brigano e trigano da anni come matte e non riescono a rimanere incinte neanche se si fanno sparare gli spermatozoi a cannonate, e ci restano male a vedere ’sto trionfo di ovuli andati a buon fine. Comunque io la ammiro, la Marcuzzi: fare un figlio che avrà tutti i Pooh come nonni non è mica uno scherzo. Ci va coraggio.
LUCIANA LITTIZZETTO
E poi: volevo pregarti di un’altra cosa, Ale. Ti supplico. Potresti non farti fotografare anche tu con la pancia per aria? No, perché, non so se avete notato, adesso è partita ’sta moda qua. Che appena una scopre di essere incinta ecco che tira fuori la trippa e la sfoggia tronfia ai giornali. Si leva la canottiera e mostra la cupola di San Pietro a grandezza naturale. Si fa fotografare in copertina con le mani sulla mongolfiera, il braccio che copre le tette e la faccia da santa martire, inspiegabilmente vergine. Ma perché? Mai per dire che una si faccia fotografare subito dopo il parto, quando condividere lo sfrangimento è salutare e costruttivo, con le sue belle smagliature che vengono a tutte le donne che fanno i figli, che al posto della pancia sembra che abbiano delle strisce pedonali. Macché. Meglio mostrarsi femmina de panza. Ma io mi domando e dico: la gravidanza non è una roba privata? Un miracolo intimissimo? Allora perché non schiaffare in copertina anche un maschio dominante magari con gli amici di Maria in bella vista? D’altronde parte tutto da lì, dalle sfere dei ching... Che poi, tra l’altro, le pance incinte sono tutte uguali... sembrano tutte dei cofani delle Cinquecento. Delle angurie giganti di quelle che trovi ammonticchiate nei chioschi d’estate... Sono pancioni, è come vedere Galeazzi dopo pranzo. Resisti Ale, dammi retta... Anche se l’ha fatto la Nannini, l’ha fatto la Herzigova, l’ha fatto la Seredova, tu non farlo. Perché poi è un po’ un’ostentazione, no? Come quelli che si fanno fotografare vicino alla Ferrari, con quello sguardo superbo che sembra che dica: «Guarda che roba?!... son figo eh?». Senza contare che tante donne brigano e trigano da anni come matte e non riescono a rimanere incinte neanche se si fanno sparare gli spermatozoi a cannonate, e ci restano male a vedere ’sto trionfo di ovuli andati a buon fine. Comunque io la ammiro, la Marcuzzi: fare un figlio che avrà tutti i Pooh come nonni non è mica uno scherzo. Ci va coraggio.
LUCIANA LITTIZZETTO
CUBA 2005
Cuba, tra afflato rivoluzionario e ansia di modernità.
Cuba, enfatizzata dalla retorica della propaganda patriottica dell'ultima iniziativa del governo di Fidel Castro, la battaglia delle idee.
Cuba, denigrata dalla retorica neoconserva
tive statunitense dell'embargo e dei tentativi di eliminare il líder máximo. Cuba e il suo esperimento rivoluzionario sopravvivono da quasi 50 anni, a dispetto di un capitalismo neoliberista che plasma un pianeta globalizzato e detta le leggi di nuove iniquità sociali mondiali. Anacronismo o esempio da seguire?
A Cuba l'istruzione pubblica gratuita ha eliminato l'analfabetismo, il sistema sanitario nazionale è il migliore dell'America Latina e garantisce cure a tutti i cittadini senza alcun costo, le abitazioni sono state riscattate grazie alla riconversione degli affitti in rate da pagare su base ventennale. Così la maggior parte della popolazione è diventata proprietaria di casa. La disoccupazione è praticamente inesistente e da quando i cubani possono affittare le loro case ai turisti, è stato permesso alla gente comune di arrotondare le entrare e possedere valuta forte. L'accesso agli investimenti stranieri sotto forma di joint venture è uno dei segnali di apertura del governo e riguarda principalmente il turismo, le comunicazioni e l'industria mineraria.
I cubani, popolo orgogli
oso e fiero, lamentano la scarsità del loro salario statale in pesos cubanos, ma si arrangiano con i negocios, piccoli affari con i quali guadagnano pesos convertibles, la valuta forte parificata al dollaro US. I cubani si lamentano perchè non possono lasciare il paese e viaggiare. Questa misura, dovuta alla preoccupazione statale di non fare uscire denaro da Cuba, trova giustificazione nel fatto che tutti i soldi vengono reinvestiti in patria per garantire diritti sociali inalienabili.
I cubani si lamentano, ma si divertono anche moltissimo perchè loro sono dei Tropici! La cultura afrocubana si esprime in ritmi musicali incalzanti e struggenti, l'arte delle città coloniali e i monumenti rivoluzionari rappresentano una ricchezza unica e speciale.
Non c'è niente di banale in un paese e in un popolo di così intensa storia e chissà se il manifesto politico di Fidel Castro del 1953 "La storia mi assolverà" abbia valore profetico...
Cuba, enfatizzata dalla retorica della propaganda patriottica dell'ultima iniziativa del governo di Fidel Castro, la battaglia delle idee.
Cuba, denigrata dalla retorica neoconserva
tive statunitense dell'embargo e dei tentativi di eliminare il líder máximo. Cuba e il suo esperimento rivoluzionario sopravvivono da quasi 50 anni, a dispetto di un capitalismo neoliberista che plasma un pianeta globalizzato e detta le leggi di nuove iniquità sociali mondiali. Anacronismo o esempio da seguire? A Cuba l'istruzione pubblica gratuita ha eliminato l'analfabetismo, il sistema sanitario nazionale è il migliore dell'America Latina e garantisce cure a tutti i cittadini senza alcun costo, le abitazioni sono state riscattate grazie alla riconversione degli affitti in rate da pagare su base ventennale. Così la maggior parte della popolazione è diventata proprietaria di casa. La disoccupazione è praticamente inesistente e da quando i cubani possono affittare le loro case ai turisti, è stato permesso alla gente comune di arrotondare le entrare e possedere valuta forte. L'accesso agli investimenti stranieri sotto forma di joint venture è uno dei segnali di apertura del governo e riguarda principalmente il turismo, le comunicazioni e l'industria mineraria.
I cubani, popolo orgogli
oso e fiero, lamentano la scarsità del loro salario statale in pesos cubanos, ma si arrangiano con i negocios, piccoli affari con i quali guadagnano pesos convertibles, la valuta forte parificata al dollaro US. I cubani si lamentano perchè non possono lasciare il paese e viaggiare. Questa misura, dovuta alla preoccupazione statale di non fare uscire denaro da Cuba, trova giustificazione nel fatto che tutti i soldi vengono reinvestiti in patria per garantire diritti sociali inalienabili. I cubani si lamentano, ma si divertono anche moltissimo perchè loro sono dei Tropici! La cultura afrocubana si esprime in ritmi musicali incalzanti e struggenti, l'arte delle città coloniali e i monumenti rivoluzionari rappresentano una ricchezza unica e speciale.
Non c'è niente di banale in un paese e in un popolo di così intensa storia e chissà se il manifesto politico di Fidel Castro del 1953 "La storia mi assolverà" abbia valore profetico...
giovedì 24 marzo 2011
DA VOGLIO VIVERE COSI'
CONSIGLI PER I LETTORI DA UN ITALIANO IN FUGA 23/3/2011
Mi chiamo Massimo (ormai Max), professionista romano, 56enne, che ha deciso di lasciare per sempre l'Italia, mai sentito come il "suo" Paese, ma come quello in cui, casualmente, è nato.
Le ragioni di tale decisione credo siano note e condivise dai lettori del sito; forse un po' tardi, come età, ma come dice il proverbio:" meglio tardi...."
Sull'età, un primo suggerimento: lasciate l'Italia prima dei 30 anni, se potete, giacchè saranno i giovani (categoria che oggi comprende anche i 45enni...) a pagare i conti lasciati in sospeso da chi li ha preceduti. Studio, lavoro, assistenza sanitaria e previdenziale: niente sarà più come prima e prima se ne prende atto, meglio è. Da oltre un trentennio, purtroppo, i fatti non fanno che confermare le più pessimistiche previsioni. La decadenza di un Paese, che è stato grande, ma non lo sarà mai più, poichè gli uomini, e le donne, che lo resero tale non ci sono più, è continua, inarrestabile, ed appena percettibile, avviene giorno dopo giorno...............
Sull'età, un primo suggerimento: lasciate l'Italia prima dei 30 anni, se potete, giacchè saranno i giovani (categoria che oggi comprende anche i 45enni...) a pagare i conti lasciati in sospeso da chi li ha preceduti. Studio, lavoro, assistenza sanitaria e previdenziale: niente sarà più come prima e prima se ne prende atto, meglio è. Da oltre un trentennio, purtroppo, i fatti non fanno che confermare le più pessimistiche previsioni. La decadenza di un Paese, che è stato grande, ma non lo sarà mai più, poichè gli uomini, e le donne, che lo resero tale non ci sono più, è continua, inarrestabile, ed appena percettibile, avviene giorno dopo giorno...............
Meno libertà, più arroganza, meno diritti più potere a chi già ne ha troppo, più televisione, meno libri, più omologazione, meno capacità critica, più servilismo meno cultura, e potrei continuare. Mutuando al contrario il titolo di un recente film si potrebbe dire: "Non è un paese per giovani".
Non illudetevi e siate un filo egoisti: chi, istituzionalmente, dovrebbe occuparsi degli altri, pensa solo e soltanto a sé, ai suoi famigliari, agli accoliti, all'arciconfraternita dei propri, e dei viciniori, interessi. E' sufficiente salire su un treno, entrare in un ufficio postale od in una banca, peggio ancora in un ospedale, frequentare una scuola pubblica, avere un incidente d'auto etc...
La prima violenza del sistema (che, molti anni fa, doveva abbattersi e non cambiarsi, ricordate?) riguarda il tempo: quello del cittadino/utente (non cliente si badi bene...) vale zero. Chi è debole, nel 2011 in Italia, è destinato, tranne sconvolgimenti che non sono mai stati nella italica natura, a diventarlo ancora di più, senza essere turlupinato da difensori civici che non difendono, da giudici di pace, che non giudicano, da ombudusman (scusate, ma la parola è svedese...) che sono spesso
parti in causa, quando non dovrebbero esserlo, da patti chiari emanati da chi con la mancanza di chiarezza ha rimpinguati per decenni i propri bilanci.
Allora? Si tratta di passare dal pessimismo, o meglio da un sano realismo, all'azione, sempre che si possa fare, perchè sono migliaia le persone che vorrebbero, ma non possono.......
parti in causa, quando non dovrebbero esserlo, da patti chiari emanati da chi con la mancanza di chiarezza ha rimpinguati per decenni i propri bilanci.
Allora? Si tratta di passare dal pessimismo, o meglio da un sano realismo, all'azione, sempre che si possa fare, perchè sono migliaia le persone che vorrebbero, ma non possono.......
Andare dove?
La mia prima esperienza, più istintiva che razionale, fu per la Nuova Zelanda; il posto più lontano dall'Italia e dove gli italiani sono soltanto l'11esima comunità: è stata l'esperienza più arricchente e formativa della mia vita! Già parlavo Inglese, ma la "scusa" fu un corso di lingua semestrale ed intensivo.
Soldi spesi?
Tanti, anche se, allora, con un cambio favorevole. Non tutti li possono spendere, lo so, ma, in una scelta che possiamo definire vitale, non si devono sottovalutare i due principali elementi: il denaro, elemento-base, sia pure di diversa considerazione in alcune parti del mondo e la lingua. A mio avviso (sono commercialista) il budget minimo non dovrebbe essere inferiore ai 30.000 euro, destinato ad aumentare in relazione all'età, al numero dei familiari ed al costo della vita del paese-meta.
E la lingua? Quale, poi?
Posso parlarvi dell'Inglese, del Francese, e dello Spagnolo. Nel primo caso averla studiata (sic!) soltanto a scuola non vi servirà a nulla! Avrete le prime difficoltà già nell'aeroporto di arrivo......Per impararla meglio un mese a Londra (senza frequentare italiani) che sei mesi a Milano, o a Roma.
Costa anche meno... Il Francese è parlato anche in zone apparentemente anglofone: dal Quebec alla Lousiana, dalla Polinesia, ad Haiti, per non dire dell'Africa centro-settentrionale. Anche qui vale lo stesso discorso: meglio Parigi che Bologna...
Lo Spagnolo.
Lo Spagnolo.
Lingua simpatica e simile all'Italiano è parlata in tutto il Centro-Sud America (con l'eccezione del Brasile), ma anche in alcune zone degli USA, come la Florida, il Texas, la California. Potreste anche evitare di studiarlo, ma avrete sempre problemi di scrittura. A voi la scelta, considerando che lo studio di una lingua straniera è sempre un investimento!
Quindi, lingua, soldi ......e poi?
Idealmente, a parte paesi "indesiderati" e statisticamente irrilevanti (senza fare nomi...) il mondo può dividersi in due grandi blocchi, tra loro profondamente diversi : quello latino-ispanico e quello anglosassone.
Da una parte: Brasile, Italia, Messico, Spagna, Honduras, Argentina ed oltre.......
Dall'altra :USA, Canada, Regno Unito, New Zealand ed Australia, Sud Africa e non solo. Tutte le statistiche, oltre ad assegnare i più alti standard di vita al secondo gruppo, rilevano che i flussi migratori sono sempre avvenuti, e continuano ad avvenire, dal primo al secondo gruppo, mai viceversa.
Da una parte: Brasile, Italia, Messico, Spagna, Honduras, Argentina ed oltre.......
Dall'altra :USA, Canada, Regno Unito, New Zealand ed Australia, Sud Africa e non solo. Tutte le statistiche, oltre ad assegnare i più alti standard di vita al secondo gruppo, rilevano che i flussi migratori sono sempre avvenuti, e continuano ad avvenire, dal primo al secondo gruppo, mai viceversa.
Io non faccio eccezione e, dopo sei mesi trascorsi in Repubblica Dominicana ho deciso, per diversi motivi, che non fa per me. Osservo però che, più i paesi mettono dei filtri, più hanno da offrire a chi riesce ad entrare. Diversamente dall'Italia dove, l’effettiva mancanza di filtri (basti seguire gli avvenimenti attuali riguardo Lampedusa) si sposa a un costo della vita significativamente alto cui non corrisponde affatto un'alta qualità della stessa.
La cosa peggiore sarebbe pensare di entrare in un paese del secondo gruppo per poi stare là "all'italiana", con quella "finta" furbizia che da sempre ci contraddistingue. Sono paesi (come la Nuova Zelanda, in cui sono rimasto oltre un anno) in cui la pubblica amministrazione, pagata da TUTTI con le imposte è efficiente e composta da persone, dai poliziotti agli impiegati statali, lieti ed onorati di svolgere quel servizio.
La cosa peggiore sarebbe pensare di entrare in un paese del secondo gruppo per poi stare là "all'italiana", con quella "finta" furbizia che da sempre ci contraddistingue. Sono paesi (come la Nuova Zelanda, in cui sono rimasto oltre un anno) in cui la pubblica amministrazione, pagata da TUTTI con le imposte è efficiente e composta da persone, dai poliziotti agli impiegati statali, lieti ed onorati di svolgere quel servizio.
La burocrazia è assente o squisitamente fisiologica. Se si lavora "in nero", espressione che un kiwi non capirà mai, si verrà nel tempo individuati, immediatamente espulsi e con nessuna possibilità di ritornare. Inoltre, tra Australia, Nuova Zelanda, Usa e Canada esiste un sistema di reciproca informativa, per cui l'espulsione da uno di questi può pregiudicare l'ingresso negli altri.
Qual'è il peccato più grave in un paese protestante, basato sul merito e sulla fiducia?
Senz'altro la menzogna. Nixon prima, Clinton poi ne sanno qualcosa... Se si lavora, è perchè CI HANNO CONSENTITO DI FARLO seguendo norme, regole, direttive che possono pure sembrare bizzarre, ma che vanno SEMPRE osservate.
Qual'è il peccato più grave in un paese protestante, basato sul merito e sulla fiducia?
Senz'altro la menzogna. Nixon prima, Clinton poi ne sanno qualcosa... Se si lavora, è perchè CI HANNO CONSENTITO DI FARLO seguendo norme, regole, direttive che possono pure sembrare bizzarre, ma che vanno SEMPRE osservate.
Se entriamo come studenti (è stato il mio caso ad Auckland) non potremo lavorare per tutta la permanenza, e ciò sarà annotato sul passaporto (ed anche ottenere il visto in ambasciata a Roma non è proprio una passeggiata...). Se poi, senza chiederne previamente l'autorizzazione, rimarremo OLTRE il nostro periodo, potremo essere espulsi. E questo avverrà sicuramente. Prima o poi.
Cose che in Italia fanno sorridere come la P.A. efficiente, lì vengono attuate. Non basta inoltre "sapere" l'Inglese, ma è necessario provarlo attraverso esami internazionalmente riconosciuti quali lo IELTS od il TOEFL.
Altro elemento assolutamente inderogabile, è quello anagrafico.
In Nuova Zelanda a 55 anni, ed in Australia a 45 si è già vecchi per richiedere la "permanent residency" e le uniche chanches rimangono il matrimonio o la convivenza PROVATA DOCUMENTALMENTE con un cittadino/residente, anche dello stesso sesso.
E' stato il mio caso, assistito dal miglior consulente d'immigrazione, con la mia partner locale, finito male anche a causa del loro principale problema sociale: l'alcoolismo. Altrove, come Irlanda ed Australia, mi è stato detto che è anche peggio. Meglio saperlo prima, soprattutto se si decida di portare bambini.
E' stato il mio caso, assistito dal miglior consulente d'immigrazione, con la mia partner locale, finito male anche a causa del loro principale problema sociale: l'alcoolismo. Altrove, come Irlanda ed Australia, mi è stato detto che è anche peggio. Meglio saperlo prima, soprattutto se si decida di portare bambini.
Altri aspetti andrebbero poi analizzati, magari con l'ausilio di un consulente specializzato su queste tematiche (che spesso rappresenta la principale spesa di insediamento). In alcuni casi il consolato italiano può esservi d’aiuto.
I principali elementi di diversità riguardano:
- Il clima (è stata la ragione principale della mia partenza dalla Repubblica Dominicana, dove esiste una sola stagione caldo –umida);
- La cucina locale (pensavo si mangiasse male in Nuova Zelanda, ma non fino a quel punto);
- Il sistema sanitario (scordiamoci la gratuità del nostro che lo fa apparire, anche se non è vero, come uno dei migliori al mondo);
- La sicurezza (in tal senso la distanza che intercorre tra paesi latini e anglosassoni è abissale, soprattutto in chiave sanzionatoria: chi sbaglia paga. Forse anche per una errata interpretazione della religione);
- Le infrastrutture civili, commerciali ed industriali (in questo il Canada è decisamente all'avanguardia...);
- Il rispetto dell'ambiente e, last but not least, IL RISPETTO DELLE REGOLE.
- La cucina locale (pensavo si mangiasse male in Nuova Zelanda, ma non fino a quel punto);
- Il sistema sanitario (scordiamoci la gratuità del nostro che lo fa apparire, anche se non è vero, come uno dei migliori al mondo);
- La sicurezza (in tal senso la distanza che intercorre tra paesi latini e anglosassoni è abissale, soprattutto in chiave sanzionatoria: chi sbaglia paga. Forse anche per una errata interpretazione della religione);
- Le infrastrutture civili, commerciali ed industriali (in questo il Canada è decisamente all'avanguardia...);
- Il rispetto dell'ambiente e, last but not least, IL RISPETTO DELLE REGOLE.
E’ amaro osservare che, quanto più ci si allontana dal "modello italico", tanto più si cresce nella scala di civiltà contemporanea. A titolo di esempio, in due diverse occasioni (Repubblica Dominicana e Canada) connazionali lì presenti mi hanno venduto (non sempre in modo eticamente ineccepibile) i loro servizi,
ed altri hanno tentato di venderne. Niente di male, ovviamente, però è bene saperlo...Concludendo dunque, il sito, ormai patrimonio comune di chi pensa oggi di lasciare l'Italia, deve servire ad offrire più informazioni possibili per prendere una decisone VITALE IN MODO CONSAPEVOLE.
ed altri hanno tentato di venderne. Niente di male, ovviamente, però è bene saperlo...Concludendo dunque, il sito, ormai patrimonio comune di chi pensa oggi di lasciare l'Italia, deve servire ad offrire più informazioni possibili per prendere una decisone VITALE IN MODO CONSAPEVOLE.
In tale prospettiva, mi offro, in maniera del tutto GRATUITA, per offrire informazioni riguardo la Nuova Zelanda, il Canada e la Repubblica Dominicana.
Questo, insieme all'esperienza personale e professionale di un romano, 56enne che ha deciso di reinventarsi la vita, altrove.
Massimo Costanzi
Massimo Costanzi
I CUBANI E IL MARE

I cubani,nella loro quasi totalita',hanno un raporto col mare parecchio conflittuale.
Cuba e' un isola,in quanto tale circondata da acqua ma i cubani che in quell'elemento si trovano a proprio agio sono davvero pochissimi e in linea di massima quei pochi ci vivono proprio a ridosso del mare.
Cuba e' un isola,in quanto tale circondata da acqua ma i cubani che in quell'elemento si trovano a proprio agio sono davvero pochissimi e in linea di massima quei pochi ci vivono proprio a ridosso del mare.
Il cubano non sa nuotare e ha una paura fottuta di fare il bagno in mare nel momento in cui l'acqua gli arriva appena sopra la panza.
Se ci facciamo caso il cubano si siede in acqua appena dopo il bagnasciuga con un bicchiere di ron in mano e passa ore e ore in quel brodo non azzardandosi mai ad andare oltre.
Le cubane vengono al mare con noi,tolti pochi casi,non per amore del grande fratello blu,ma per compiacerci,per mangiare pesce e in generale per passare una giornata diversa dalle solite che trascorrono dove vivono.
Al sole non ci stanno quasi mai per i noti discorsi sul colore della pelle,quindi se come me siete delle lucertole tocca trovare un posto dove accanto alla spiaggia assolata ci sia un punto d'ombra.
Personalmente se mi porto una donna al mare deve essere una che non rompe esageratamente i coglioni perche' una giornata e' lunga.....in 11 anni credo di aver portato al mare 4 donne diverse,ovviamente piu' volte ognuna e in periodi differenti,solo la bailarina,una Jawa' scura,stava ore sotto il sole ben sapendo che era proprio il suo incredibile colore ambrato la causa della sua fortuna quindi non era un problema scurirsi ulteriormente.
La Favola e' triguena e ogni tanto un po' al sole sta' ma dopo 15 minuti va a conquistarsi la sua zona d'ombra,in acqua ci sta' fino al collo ma di nuotare non se ne parla.
Da noi bene o male impariamo a nuotare da bambini,o al mare o in piscina,loro non hanno questa possibilita' quindi pur vivendo a ridosso della playa o nelle vicinanze spesso ci vanno 2 volte all'anno e rigorosamente con uno yuma pagante e sognante.
AMICI MIEI
Ci sono alcuni film che sono un po' le banbiere della mia generazione,film anche diversi e di differenti generi ma che hanno segnato i nostri anni andati e che,anche se li abbiamo visti piu' e piu' volte,appena possibile li andiamo a rivedere.
Per me ci sono stati i vari Rambo 1,Rocky 1,Mediterraneo,Marackesh express,un mercoledi' da leoni,Fuga per la vittoria,Momenti di gloria ...e qualcun altro fra cui...Amici miei,sopratutto i primi 2 episodi quelli girati da Monicelli.
Le zingarate dei protagonisti rivelano un mondo da vivere con leggerezza a dispetto delgi anni che passano e poi mi hanno sempre fatto scompisciare dal ridere.
Proprio per questa ragione non vedevo proprio la necessita',a distanza di decenni,di rifare o meglio tentare di rifare quella saga ambientandola nel rinascimento fiorentino.
Questo dei rifacimenti e' un vezzo molto italiaco che immancabilmente non riesce mai,giusto per fare 2 esempi di opere non memorabili ma significative basti pensare ai rifacimenti del terrunciello di Abbatantuono e a quello dell'allenatore nel pallone con la sua bizona.
Francamente 2 cagate rispetto ai film originali anche se almeno in quel caso gli attori erano gli stessi.
Ora, Ghini,Panariello,De Sica,Ceccherini e Haber sono discreti attori ma vogliamo metterli con Tognazzi,Noiret,Moschin,Celi,Montagnani,Stoppa,Del Prete e gli altri protagonisti della saga storica?
Vogliamo mettere Neri Parenti accanto a Monicelli?
Quella era un Italia un po' cialtrona ma viva e vitale,fatta di personaggi veri,questa e' quella dei cinepanettoni di cui Perenti e' maestro,l'italia di culi e tette sbattuti e da sbattere ovunque,tanto quell'Italia era malinconica ma vera quanto questa e' penosa e decadente.
Il film non l'ho visto e non lo andro' a vedere,ho visto qualche spezzone e mi e' sembrato brutto,una amica l'ha visto e non ha praticamente mai riso che per un film comico non e' il massimo.
Mi chiedo era proprio il caso per tirare su 2 soldi di rovinare il nome di una delle piu' delle opere del dopoguerra dopo quelle del neorealismo?
Era il caso di mettere su questo marchettone?
I MIEI RACCONTI - GRATIS? 2005
Cena da amici.
Io solo, loro con mogli ,figli,cani,mutui,station vagon..ecc
Solita discussione storica da dopocena....
Si parla di Cuba e del fatto che ci vado spesso,loro andarono anni fa una settimana in un villaggio,solite banalita' di chi non ha visto ne' capito un cazzo...ma tant'e'oramai sono abituato ai soliti luoghi comuni...
A un certo punto si parlava di donne e di prostituzione a Cuba,al che ho fatto notare loro che mentre parcheggiavo vicino al portone ne avro' notate almeno 4,e parliamo di un bel quartiere di Torino....
Al che la moglie,la conosco da 20 anni e mi sta' sulle palle da 25,salta fuori col discorso;"Non capisco uno come te che va fino a Cuba per stare con una donna a cui magari,poi, dai anche dei soldi".
Allora per amicizia del marito non le ho ricordato che sono 10 anni che non lavora e che il povre diablo si spara un culo a mattonella per mantenerle palestra,estetista,parrucchiere,auto e minchiate varie.
Poi,perche' non tutto deve passare impunito,ho iniziato a tirare giu' 2 conti di quanto costa portare fuori una donna qua' una sera.
-Tralasciando le califanate(che Dio lo protegga sempre )del tipo di cambiare la lenzuola,iniziamo col portare la macchina a lavare dentro e fuori 12€,mica sono un barbone...
-Mettiamo che lei sia di Torino,di solito frequento li,da alcuni anni abito a 30 km dalla citta' quindi 30 scendere,10 per cercare il ristorante,30 per risalire 30 per riportarla a casa = 100Km,quindi malcontati 20€ di broda.
Premetto che se invito lo faccio per una che merita e quindi la serata deve essere adeguata.
-Aperitivo non meno di 10€
-Ristorante,e mi tengo su una fascia media ,100€ senza mangiare chissache'....
-Un salto a bere qualcosa de qualche parte,si potrebbe evitare volendo ma puo' succedere visto che al ristorante non esiste l'intimita' necessaria. 20€
Quindi siamo al buono,ho speso oltre 160€(alla romana con un certo tipo di donne non se ne parla e poi non mi piace,anche se il gesto di prendere il portafoglio e' sempre gradito anche se da me non accettato).
A questo punto potresti anche NON AVER LA CERTEZZA CHE LA FANCIULLA TI CONCEDA LE SUE GRAZIE
Di solito si va a colpo quasi sicuro ma e' un eventualita' da non trascurare.
Quindi 160€.........a Cuba,magari con una che e' 2 volte piu'carina come pensate andrebbe a finire'?
Con quale spesa?
Spero nessuna italiana,cubana o altro si senta offesa,non e' mia intenzione ma i maschietti sanno bene di cosa parlo.
Mujeres cubanas, algunas deudas

Es cierto: las mujeres cubanas desde hace muchos años dejaron de ser "innombrables" para ocupar los planos más estelares, para ser las protagonistas de hazañas cotidianas que antes les fueron negadas. Para nadie es secreto dentro de este archipiélago el hecho de que han conquistado incontables espacios alguna vez reservados con el cartel de "solo para hombres". Sobran las cifras ascendentes, las historias de aquellos antes y del después que las descubren inmensas, magnánimas, imprescindibles...
Sin embargo, luego de tanta batalla dada, aún persisten rezagos de vicios machistas, a veces demasiado sutiles, que recortan el vuelo al aún llamado sexo débil. Hemos sabido de cubanas que hacen "trabajos solo de hombres", presentadas con la mayor de las algarabías, como si a más de 50 años de Revolución contar esas extrañezas fuera un logro, cuando a estas alturas del campeonato tales argumentos deberían formar parte de nuestra cotidianidad. Resulta oprobioso que subsistan prejuicios de género: deudas que entre tantos logros no deben camuflarse.
Hace unos días tuve la oportunidad de presenciar una reunión donde se discutía un asunto de jerarquía para el país. Entre los decisores, quienes ponían a punto la culminación de una importante obra, no fue difícil contar la cantidad de mujeres que aportaban esfuerzos: ¡solo dos, entre una veintena de hombres! Entonces comenzaron a diluirse aquellas cifras del inicio, pues en el terreno del día a día muchas mujeres no ocupan responsabilidades porque alguien las presume inferiores; porque alguien le "teme" a su condición de madre, cabeza del hogar, esposa: papeles que alguien supone pueden restarle neuronas a su gestión laboral; o porque sencillamente ellas, a veces obnubiladas por esas opiniones retrógradas, desertan de la vanguardia.
Por eso me detengo en las palabras pronunciadas por Fidel en el ahora lejano marzo de 1974, recientemente publicadas en estas páginas, palabras que alertan de una parte del problema aún sin resolver: "Si hay muy pocas mujeres en el Partido, significa que algo anda mal todavía en la Revolución y que algo anda mal todavía en el Partido: o que no les prestamos toda la atención a las mujeres, o que no hemos aprovechado el caudal de fuerza revolucionaria y de virtudes patrióticas que la mujer encierra, y la abnegación y el espíritu de sacrificio de que la mujer es capaz; o que las mujeres están relegadas a simples amas de casa, o que en nuestra sociedad socialista todavía prevalecen viejos criterios de las sociedades feudales y burguesas. Y tanto la mujer como el hombre tienen que luchar para llegar a lo que constituye uno de los preceptos fundamentales del marxismo-leninismo, que es la liberación de la mujer y la igualdad de la mujer con el hombre. ¡Y si tiene hijos, no debe ser un demérito; y si tiene que atender una casa, eso no debe ser un demérito para una mujer, sino un mérito!"
Sí, algo todavía no funciona bien dentro del Revolución, aunque como país podamos mostrar los pasos más agigantados. Si no de qué otra forma interpretar el hecho de que aún sean pocas las mujeres en oficios no tradicionales (eufemismo para clasificar espacios aún no ocupados); a qué se deben las caras de asombro, de de-sagrado, ante las cubanas que transgreden lo "estrictamente varonil"; cómo justificar la incoherencia de un funcionario cuando afirma en televisión que las mujeres son torpes al volante; por qué persisten en algunos espacios dosis de desconfianza hacia las féminas elegidas para ocupar un cargo; cómo seguir aceptando la lacerante frase de "mi mujer no trabaja en la calle"...
No es esta una diatriba contra el machismo sutil, milenario, por demás inútil... Quizás sea un motivo para seguir empujando, para que cinco décadas de Revolución no sean el remanso feliz donde sentarse a descansar. El andar diario demuestra, amén de la enorme participación de las cubanas en la vida de su país, que falta mucho muro por derribar: muros a prueba del salitre de los años, por tanto muros más difíciles de hacer caer. Y pudiera ser este un buen momento para que ellas sigan defendiendo el espacio más que merecido, cuando Cuba está inmersa en un proceso de disponibilidad laboral, y la orden ha sido como siempre: ¡Cero discriminación! De mujeres insustituibles está repleta esta isla, de mujeres que al llegar la tarde doblan su jornada laboral porque en casa continúan siendo "eternamente imprescindibles".
Porque aún subsisten deudas por saldar, bien vale otra mirada. Más que eso: bien valen otros modos de actuar, dejar quietas las cifras alcanzadas, los números por lograr, las historias narradas cada 8 de marzo... El camino aún es largo.
La cultura inquina
Mi inchino ammirato alla perfidia del governo, che finanzia i teatri lirici aumentando il prezzo della benzina. Gli intellettuali ostili non hanno sempre detto che la cultura è il nostro petrolio? E allora si tassi il petrolio degli altri per poter continuare ad attingere a quello metaforico, prodotto dalle viscere della storia patria. «Un piccolo sacrificio che tutti gli italiani saranno lieti di fare», ha suonato il flauto Gianni Letta. Ma basta una passeggiata sul web per accorgersi che gli italiani non sono lieti per niente. Sono esterrefatti, me compreso, per la faccia tosta della politica, che chiede sempre «sacrifici» e mai ne fa. Che mette le mani nelle tasche degli italiani, ma si guarda bene dallo svuotare le proprie. I 236 milioni destinati a cultura e spettacolo (una miseria per un Paese che a cultura e spettacolo affida quel poco che resta della sua immagine nel mondo) era davvero indispensabile spillarli ai nostri carburatori?
L’accorpamento dei referendum alle elezioni amministrative di maggio avrebbe permesso, da solo, di recuperare ampiamente il maltolto. Aggiungerei al conto le auto blu e le scorte di statisti del calibro di Scilipoti. Per carità di Patria eviterò di ricordare quanto ci costi il volo di ogni Tornado sopra la Libia in fiamme (32 mila euro all’ora, comunque). Ecco, qualche testa fina starà già pensando: perché sprecare tutti quei soldi per la cultura quando ce n’è così bisogno per i bombardamenti? Che la tassa sul petrolio vada a finanziare la guerra del petrolio: resterebbe uno scippo, ma almeno uno scippo coerente.
MASSIMO GRAMELLINI
mercoledì 23 marzo 2011
NON SARA' IL PARADISO PERO'....
Mi giungono notizie da Tunas di un proriferare di iniziative pirvate,le licenze hanno fatto che si molti cubani si mettessero in proprio e iniziassero una piccola impresa,al momento familiare in futuro chissa'.
Nelle tiendas i beni che vanno via prima sono quelli piu' cari,televisori,frigoriferi,lettori dvd e cose simili,sappiamo bene che questi articoli costano decisamente piu' che da noi ma vanno comunque via come il pane.
Di fronte al negozio Adidas di Tunas c'e' ogni giorno la coda e le scarpe che costano meno non sono sotto i 60 cuc,cosi' come nell'altro negozio di scarpe ginniche nel boulevard dove trovi Nike,Asiscs e altre marche.
Il cellulare sta' diventando di dominio pubblico,oramai non solo piu' le jine e gli statali lo posseggono ma il movil sta' inizando ad essere una cosa normale,non fa piu' figo averlo,l'especular e' diventato un fatto di entita' minore e la linea cubana ha sostituito quelle europee che regalavamo alle fanciulle nella speranza col controllo del loro traffico telefonico di esercitare un minimo di controllo sulle stesse.
Si...te atreves....
I miei riferimenti sono tuneri e Las Tunas e' una delle provincie piu' povere dell'impero,di conseguenza tutto cio' nell' "opulento" occidente cubano e' ancora piu' rimarcato.
Le ragazze vestono oramai nella quasi totalita' bene con vestiti di marca e le madri spesso vestono come loro,i profumi sono quasi tutti europei,spesso manca la merce nelle tiendas ma sicuramente non l'efectivo per comprarla.
Ora io non so se l'acquisto di auto e moto sia ancora riservato a gente dello stato ma sta' di fatto che la citta' e' piena di motorini e motor di ogni tipo,da quelle cagate elettriche (quasi 1000 cuc mica bruscolini) a moto di media cilindrata,il traffico automobilistico e' aumentato in modo esponenziale tanto che al mattino negli incroci principale non regolati da semaforo si piazza un policia motorista a dirigerlo ed e' il caso dell'incrocio di fronte all hospital Guevara.
Sempre meno auto americane anni 50 in giro e sempre piu' auto moderne quando non nuove.
Le ragazzine della secondaria che vanno a scuola con la bicicletta,le adidas ai piedi e l'i pod con le cuffiette nell'orecchio.
Tanti piccoli esempi di come Cuba sia cresciuta in questi anni,forse non per un incremento di pil interno,forse molto merito va a noi,forse non tutti gli "arricchimenti" sono di natura lecita ma comunque Cuba cresce e ora che quella parte del mondo e' governata da regimi che le sono amici credo che lo sviluppo sara' ancora maggiore.
Con questo non dico che sia il paradiso o che non ci siano grossi problemi,dico solo che pur nelle difficolta' il paese cresce.
MA CHE GUERRA E'?
Ogni giorno questa cosidetta guerra di Libia ci riserva sorprese sempre piu' inquietanti.
Intanto,ma questa non e' una sorpresa,l'ennesima figura di merda del nostro governo,quella e' una guerra,chiamala come vuoi ma resta una guerra,a una guerra o ci partecipi o non ci partecipi ma noicome dico spesso un paese di piccoli vigliacchetti,siamo riusciti a non rientrare in nessuna delle 2 categorie,come accadde con la Jugoslavia,noi prestiamo le basi,forniamo logistica,facciamo volare i nostri aerei,ma non bombardiamo...non partecipiamo.
A quel punto gli aerei cosa li facciamo volare a fare?
Non e' meglio ahorrare tutta quella benzina?
Puntualmente,come disse Bossi,le nostre coste sono prese d'assalto dai profughi,Lampedusa e' al collasso,mettiamoci nei panni di un abitante di Lampedusa,isola splendida che vive di turismo,sei straniero a casa tua visto che gli sfollati sono di piu' degli abitanti dell'isola.
Voi prenotereste una vacanza a Lampedusa con questi chiari di luna? Chiaro che siano incazzati come delle bisce.
Vengono fuori dei retroscena sulla Francia,pare che l'insurrezione sia stata guidata e foraggiata proprio da loro ovviamente lo scopo e' di barbare il petrolio libico,quindi nessuna rivoluzione,nessuna tutela dei diritti degli insorti ma solo mero calcolo economico.
Ora pare che il comando passi alla Nato che detto per inciso mi sembra molto poco convinta di questa guerra,il Raiss non molla e continua ad avanzare......un bel casino non c'e che dire....
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