sabato 29 dicembre 2012

POCHI MINUTI

Il natale e' passato praticamente nell'anonimato come accade da queste parti, da parte mia nessun ripianto.
Ho cambiato uffcialmente il mio stato civile, ne parlero' in modo dettagliato al mio rientro.
In citta' meno turisti degli altri anni anche se i negozi sono pieni e la gente spende e spande.
In casa mi manca un mese circa di lavori e un migliai di dollari e poi dovrei mettere una toppa a questo bagno di sangue...forse.
oggi stavano lavorando nel solar perche' sia pronto per quando faro' arrivare gli attrezzi.
Ho cambiato il terzo gruppo di albanil...niente da fare partono tutti bene ma poi si perdono per strada...
Questi sono praticamente dei vicini e spero continuino con la buona lena con cui hanno iniziato.
Visti i lavori in casa il bimbo resta, al momento, coi nonni, inutile tirarlo qua' fino a quando c'e' un mezzo cantiere in casa....basta e ne cresce con la perrita.
Le cose vanno bene, sto' sul pezzo e proseguo per la mia strada tirato come un treno, come dico spesso fra il fare e il guardare c'e' una grande differenza.
Il turismo di questo periodo e' fondamentalmente un turismo datato, l'altro giorno ero in piscina e sembrava di girare il seguito di Cocoon...fate un po' voi.
Ne approfitto per fare a tutti noi i migliori auguri per un 2013 ricco di tutto cio' che cerchiamo e ci meritiamo.
Fino a quando i progetti saranno superiori ai ricordi siamo sulla buona strada.

domenica 23 dicembre 2012

BUONE FESTE A TUTTI!

Un saluto dal balcon sull"oriente cubano.
Inizio subito con qualche notizia utile, almeno spero.
Il Feldmaresciallo mercoledi' era a Santiago por papeles, la citta' si sta' riprendendo lentamente, il colera c'e' ed esiste in forma massiccia, lasciate stera le cazzate de los gusanos a pagamento, il problema esiste.
Prima di entrare in citta' hanno fermato la guagua  per fumigarla e tutti hanno dovuto lavarsi le mani con acqua e cloro.
Lo stesso se entri in un locale o una tienda.
In piu', se entri in una tienda, devi mettere i peidi su una specie di tappetino impregnato di disinfettante.
Pochissimi turisti, molte cose da mangiare por la calle, per mitigare il malcontento sono stati inviati generi alimentari in quantita' e a prezzi molto bassi..
A seguito di Sandy e dei saccheggi di tiendas ed hotel che ne sono seguiti sono state arrestate oltre 150 persone, le condanne sono intorno ai 25 anni di reclusione.
In pratica il reato e' stato equiparato ad un tradimento in stato di guerra....in alternativa a tirare loro il collo.
25 anni...pinga.
Veniamo a Tunas, la citta' e' sottosopra per lavori, stanno facendo il nuovo boulevar nella via dove c'e' la Bodeguita, ci saranno parecchi nuovi negozi.
Di fronte alla peluqueria illusion stanno aprendo 3 nuovi locali mentre anche la via dove io abito e' sotto sopra per lavori, ojala che me la asfaltino...
Parecchi turisti, molti meno italiani del solito....
Mi hanno dato, anche in assenza di todos los papeles la visa familiar e quindi vivo a casa nostra,.
Ragazzi e' tutto un altro viaggiare...
Lunedi' riprendiamo i lavori, ne parlavo l'altro giorno con un admin di un form su Cuba anche lui en la pelea por lo mismo...non c'e' niente da fare...se non siamo presenti fanno cazzate....
Quindi occorre esserci e far fare i lavori sotto la nostra severa supervisione esclusivamente quando siamo presenti e peleanti altrimenti chao pescao.
Fra l'altro c'e' qua' anche un altro admin di un altro forum su Cuba.
Visto che i rapporti fra i due sono peggior di quelli fra le 2 Coree cerchero' di farli sedere insieme ad un tavolo del Cadillac, se capitera"  l'occasione...ma la vedo dura.
Il giorno prima del mio arrivo il feld ha portato il cagoncito dai suoi, c'era troppo da viaggiare e troppe cose da fare per averlo fra i piedi, quando giovedi' sera tutto sara' finito lo andra' a riprendere.
Ieri ho messo la prima firma sulla boda e giovedi ci sara' la cosa vera e propria con cena degli amici al Rio Chico
Poi non se ne parla piu' va bene.....?
La famiglia e' cresciuta....da 2 giorni e' con noi un cucciolo femmina di pastore tedesco, ha 45 giorni e si chiama Laika, in onore della Compagna cangetta nello spazio.
Appena recinto le proprieta' prendo anche il maschio, ovviamente si chiamera' Birillo...chi ama Sly sa perche'...
Due bei cagnoni e nessuna inferriata.
Ho iniziato a far pulire il solar per il ginnasio, c'e' da metterci della terra e batterla, poi potro' pensare a far arrivare gli attrezzi.
Continuo piu' che mai per la mia strada.
Vi saluto che ho da fare...i migliori auguri a tutti gli amici di questa Isola nel sole, diventata per molti, me compreso, una piacevole abitudine.

sabato 15 dicembre 2012

I MIEI AMICI, UN GRANDE PRIVILEGIO

 















Avevo gia' accennato alla squadra, in modo velato, che ci sarebbe potuto essere un lieve cambiamento al mio stato civile.
Ieri, di fronte ad una platea incredula (vedi foto), ho ufficializzato la cosa.
Oggi fra i componenti della squadra c'e' stato un fitto giro di mail sulla materia.
Da sempre una mail che uno di noi invia ad un altro, in automantico viene inviata a tutti.
Queste sono alcune;

"Milco
Mandami le foto .... Non riesco a crederci :)"


"Per il capitano, su cui l'ombra oscura del matrimonio si allunga, proporrei ovviamente, iniseme a incontri di preghiera e riti woodoo, un addio al celibato presso l'erigenda casa del proletario con pellegrinaggio guidato in convento di clausura maschile, dove possa apprezzare appieno i vantaggi della nuova condizione di vita che si appresta a vivere serenamente e in letizia & castita'.........o no?!?!?!?!"

"Ci vediamo l’8 febbraio e mi spiace per chi non c’era ieri perche’ si e’ perso la possibilita’ di vedere per l’ultima volta Milco SIGNORINO !!"

Milco sposato è una immagine che nessuno di noi avrebbe mai voluto vedere!!!!! Sempre che la vedremo!!!!!
                                         
                                        RISPOSTA
Innanzi tutto volevo ringraziare Roberto, noto "anglofono", per l'impegno profuso nella realizzazione del progetto Felpe Aston Villa.
Ogni anno che passa, ed oramai stiamo insieme piu' o meno da quando ci stanno i Pooh, la nostra amicizia si consolida e questo a prescindere da quanta frequentazione riusciamo a dedicarci reciprocamente.
Questo pur con le nostre differenze ed i nostri caratteri piu' o meno facili.

C'ero quando eravamo ragazzini e con alcuni di voi giocavo in una via di una Torino ancora vivibile.

C'ero quando avete iniziato a frequentare le prime ragazzine, anche perche' quasi tutte ve le ho presentate io....Fico

C'ero ai vostri addio al celibato, quando avete deciso di sposare, molti di voi, la ragazza della porta accanto.

C'ero quando avete deciso di mettere al mondo figli, almeno spero che il contributo in materia sia stato il vostro.....AHAHAHAH

C'ero quando molti di voi hanno divorziato, c'ero e ho evitato una frase che spesso mi saliva dalle viscere...."ve l'avevo detto..."

C'ero quando, non contenti di un disastro, avete deciso di riprovarci con una nuova compagna e dei nuovi figli.

C'ero quando abbiamo deciso di tornare a giocare coinvolgendo i figli stessi, formando una congrega che in giro, assolutamente, non si trova.

Visto che ci sono sempre stato, mi sento di farvi una solenne promessa.

Ci saro' anche al vostro funerale, saro' li' in prima fila, con la fascia di capitano e gli occhioni gonfi.Fico

Vi voglio bene bastardi, Buon Natale e, davvero,  Buon Anno

Speriamo che nel 2013 ognuno di noi sappia mantenere la giusta rotta e magari, perche' no, trovare anche delle  nuove destinazioni per crescere ancora.

Il meglio deve ancora venire.

IL VOSTRO CAPITANO


PUFF....

 http://www.fmfotovideo.it/images/valigie.jpg

Ogni volta che ho in programma un nuovo viaggio mi riprometto di muovermi con adeguato anticipo per preparare tutto cio' che serve, evitando cosi' di arrivare all' ultimo momento a correre.
Tutte cazzate.
Alla fine rimandi e rimandi ritrovandoti cosi' all'ultimo giorno con tante cose da fare e poco tempo per farle.
Fare la valigia e' sempre un operazione mistica, sopratutto ora che il mio vestiario all'80%  e' gia' a Cuba, quandi en la maleta trovano posto cose per la casa e...altro.
Fai la valigia e ti accorgi che alla fine c'e' ancora roba da metterci dentro, allora la rifai una seconda volta cercando di sistemare meglio le cose ma non sempre il risultato e' conforme alle aspettative.
In piu' ieri ho passato la giornata in mezzo alla neve per un viaggio che, speriamo, in futuro porti frutti ma che comunque mi ha lasciato un po' indietro con le cose da fare. 
Alla fine l'ultimo giorno ti ritrovi una lista di cose da sistemare e da comprare che non finisce piu'.
C'e' da chiudere una casa, sistemare le cose del lavoro, impostare i progetti futuri in modo che al rientro siano li' ad aspettarti, fare la copia del passaporto, (quella del viaggio precendete e' ridotta male) controllare che visa e seguro siano a posto, dare un occhiata al boleto della corriera per Milano e alla convocazione per il viaggio, insomma le tante cose che anticipano ogni viaggio.
Accertarmi che, chi dovra' domani mattina portarmi a Torino, non se lo dimentichi....
La parte cubana e' il meno e poi, oramai, ci pensa il Feldmaresciallo a risolvere le cose.
Verificare che gli stramaledettissimi papeles per quella roba la' siano a posto e listi per la bisogna.
Siamo sotto le feste, salutare tutti mandare mail ad amici vicini e lontani, impostare certe situazioni in modo da potertene dimenticare per una cinquantina di giorni.
Sistemare la macchina in garage, farle posto fra le tante cazzate che, per motivi del tutto misteriosi, non hai mai buttato via.
Piccole cose da programmare meglio ma che, per tante ragioni alla fine ti ritrovi a dover fare correndo come un talebano inseguito da un branco di maiali. 
  

giovedì 13 dicembre 2012

PER ORA, NO

 

Riflettevo l'altro giorno sul se, come, ed eventualmente quando, richiedere la residenza permanente a Cuba.
Nel 2010 ho passato sull'isola 65 giorni, nel 2011 sono stati 85 e quest'anno siamo sui 120.
Il 2013 dovrebbe pero' regalarmi almeno una trentina di giorni in meno a Cuba.
La stagione mi iniziera' ad inizio maggio e finira' nella seconda meta' di settembre, se va' in porto il progetto torinese ci sara' da stare dietro anche a questo, credo che non andro' oltre i 90 giorni.
A queste condizioni, almeno per il prossimo anno, della RP potrei farne tranquillamente a meno.
Sara' sufficente quella cosa che si fa' in Consultoria Juridica e dove devi dire “si” per garantirmi 6 mesi, eventualmente, a Cuba senza salir dal paese.
Sei mesi suddivisi in 1 piu' 2 piu' 3.
Posso vivere a casa mia.
Ci sono ancora tante cose da fare e non ho certo in mente di acquistarne, nel breve, a Tunas, una seconda per intestarmela.
Il ginnasyo che andiamo ad iniziare richiedera' una licenza, sara' il solo ad averla visto l'andazzo attuale, licenza che puo' intestarsi la fanciulla, se non richiederanno titoli specifici oppure un amico dell'Inder che mi dara' una mano a seguirlo.
Anche in caso di RP se chiedessero titoli specifici comunque il mio Diploma Isef e la Laurea in scienze motorie non credo servivrebbero.
L'acquisto di un auto e' nei programmi futuri, ma anche per questo, per poterla guidare, basta la boda.
Anche perche' quando esco dal paese non e' che me la posso portare dietro.
Se mai dovessi avere problemi di salute (SGRAT) anche con la RP non ho in programma di approfittare del sistema sanitario cubano pesando cosi' sul contribuente dell'isola.
Preferisco, nel caso, di gran lunga salire sul primo aereo destino Italia.
L'Astro non mi interessa, continuero' a viaggiare su quella ghiacciaia del Viazul sempre e comunque.
I voli interni ve li lascio, li ho presi una volta e all'arrivo a Santiago, come un mio antico connazionale genovese, ho baciato il sacro suolo cubano tornato saldamente sotto i miei piedi.
Non ho mai frequentato case de renta in MN, oddio al limite se c'e' da matar una jugada per un ora si puo' anche fare.
In quel caso non servira' il carne' cubano, bensi qualche cuc e la cosa prendera' la direzione desiderata.
Resto dell'idea che avere la RP sia una grande cosa, ma sirve se passi sull'isola dai 6 mesi in su' senza uscirne.
Per periodi minori e se accanto hai una persona decente quella roba dove dici di “SI” e' piu' che sufficente.
L'importante, con la persona decente, e' essere stati chiari sin dall'inizio, onde evitare problemi poi.
Di conseguenza, per tornare a bomba del discorso, almeno per il prossimo anno oppure almeno fino ad ottobre non ho in programma di fare questa richiesta.
Sto' piuttosto pensando se lasciare quella roba dove dici di “si” la' oppure registrarla anche qua'.
Il fatto e' che se passo a Cuba 3-4 mesi lei almeno un paio dovrebbe passarli qua', piccolo cagone permettendo.
Credo che sia la sola cubana che dell'Italia non voglia piu' sentir parlare ma un paio di mesi, in primavera potrebbe anche trascorrerli.
In fondo il clima sara' gia' accettabile e io vivo in un gran bel posto.
Se ogni volta che verra' qua' dovro' farle un invito campa cavallo...
Intanto c'e' un discorso di costi poi, andare all'Avana e tornarci ed infine il fatto che non c'e' la certezza che diano la visa.
Insomma non vorrei dover arricchire ulteriormente Simone di Cubacenter.
Al final quello che conta e' il paese dove la boda si e' celebrata.
Comunque ne parleremo insieme, come sempre, ed insieme troveremo una soluzione.
Come vedete la RP e' importante ma bisogna analizzare bene se ci serve o meno.

mercoledì 12 dicembre 2012

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI

 http://ecx.images-amazon.com/images/I/51Ev2G3pV8L._SL500_AA300_.jpg

Da qualche mese mi giungono richieste, via mail, di "scambi merci" da parte di persone che hanno un blog e che mi chiedono di metterlo qua' in evidenza, ovviamente contraccambiando la cortesia.
Qualcuno, che ha un blog fatto a piu' mani mi ha chiesto di collaborare con qualche scritto.
Ho dovuto, a malincuore, rispondere di no a quasi tutti.
Nel secondo caso per motivi legati al tempo da dedicare alla scrittura, tempo che mi consente a malapena di mandare avanti questo giochino e non mi consente di leggere gli altri spazi per capire quale in quale contesto scrivere.
Nel primo caso per la natura, molto settoriale e personale di questo blog.
I blog, i forum e i siti che consiglio hanno tutti, per me, una valenza particolare.
Uno e' di un amico reale; Fabioeur, alcuni di amici virtuali; Daria,Gugu e Roberto.
Avana solo andata mi piace, ovviamente ci sono Quinta Avenida e il sito di Srefano.
Ammiraglio 61 e' interessante, ci sono poi un paio di blog tuneri e Cubadebate.
Non puo' mancare il sito della leggenda Granata.
C'e' il sito del partito dell' amico Marco Rizzo perche' nella vita in qualche modo bisogna schierarsi.
C'e' il blog di Linus e il sito di quel fenomeno assoluto di Alex Zanardi.
Per quanto riguarda i forum, in passato ho messo qualche link, piu' che altro perche' mi veniva fatto notare che dall'altra parte accadeva la stessa cosa.
Oggi, in sincerita', mi sento di consigliare il solo che, per 10 visite in piu' al giorno, non e' costretto ad abbeverarsi alla mia fonte.
Esercizio che in passato ha messo una pietra tombale su piu' di un forum.
La gente e' molto ma molto meno stupida di quanto si crede....
L'unico che, al momento, mi pare abbia messo Cuba al centro del progetto, per quel poco che riesco a seguire e' il barrio di Cuba, quello che esiste da anni.
Questi sono, oggi, i miei consigli, sono sempre pronto a cambiare idea, a modificare le cose, senza peraltro la necessita' di contraccambio da parte di nessuno.
Non ne ho bisogno.

martedì 11 dicembre 2012

MI PIACEREBBE SAPERE

 

Mi piacerebbe sapere molto di piu' del periodo especial.
Non frequentavo Cuba, ero in giro per il mondo nei villaggi, a lavorare.
Sento tanti racconti, racconti in cui da un lato si capisce come quei momenti siano stati davvero duri e dall'altra, in chi racconta, c'e' un fondo di nostalgia per un periodo in cui, si era piu' giovani e si credeva ancora in qualcosa.
Si racconta che a Las Tunas arrestarono gente perche nella pizza, invece che il formaggio, ci scioglievano i condom.
La mia compagna, aveva 10 anni e mi racconta di una miseria nera, mi parla dei chupamiao, calzature particolari, se non ho capito male la suola era fatta con pezzi di copertone di auto o qualcosa di simile.
Mi raccontano di quando ci si puliva i denti con la canna da zucchero perche' il dentifricio era introvabile.
Mi narrano di quando lo stato a La Habana e Santiago, in cambio dell'oro e dei monili che la gente si ritrovava in casa, eredita' di un tempo andato, dava in cambio generi di prima necessita' in una che rimane una delle piu' grandi truffe a cielo aperto della storia cubana.
Col crollo del blocco socialista, questa isola, mantenuta mani e piedi dal sudore dei lavoratori del blocco, si ritrovo' priva di tutto e completamente impreparata all' evolversi dei fatti.
Fidel, col suo intuito di stratega, dopo una visita di Gorbaciov in cui chiedeva all'isola di incamminarsi verso le riforme ricevendo in cambio un fermo rifiuto, avviso' la popolazione che ci sarebbero stati anni di lacrime e sangue ma nessuno era pronto per cio' che avvenne poi.
Davvero non so molto di quegli anni e mi piacerebbe sapere di piu'.
Posto un racconto ,dal web, di un italiano a Cuba in quegli anni.
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11 anni fa venni a Cuba nel mio primo viaggio al di fuori della nostra ovattata Europa. Era anche il primo viaggio in un paese povero, che prepotentemente mi mise davanti agli occhi le condizioni di vita dei cubani e mi diede un’idea di come vive la maggior parte degli abitanti del nostro pianeta. Ben altri erano i problemi che qui ogni giorno la gente affrontava, che quando solo pensavo a quelli che invece avevamo noi in Italia, nella nostra vita quotidiana, mi sentivo… un idiota, oltre che un privilegiato. Aspetti certo già visti in tv o letti sui giornali, ma finché non si vedono di persona non ci si rende conto, non si capisce.
Era però per Cuba quello (1997) anche un momento terribile, credo il più duro dall’inizio della rivoluzione castrista che pose fine alla precedente dittatura del generale Batista (1959). Giunsi infatti a Cuba sul finir del famigerato “periodo especial”, un quinquennio di grave crisi economica iniziato poco dopo la caduta del muro di Berlino e lo sgretolarsi dell’Unione Sovietica. L’URSS infatti, dopo l’embargo americano verso Cuba che ne soffocava l’economia (che vige ancora oggi: embargo seguito alla nazionalizzazione e confisca di tutte le proprietà straniere – in maggioranza americane – da parte di Fidel Castro e Che Guevara, dopo la rivoluzione), era rimasto l’unico (ma notevole) partner commerciale: comprava la canna da zucchero cubana e forniva petrolio e aiuti vari. Anche (soprattutto) per motivi di guerra fredda.
Crollata l’URSS, i russi avevano altro a cui pensare che ai poveri cubani, e la già povera economia cubana crollò bruscamente.
Il presidente Castro impose pesanti restrizioni alla popolazione e ridusse la già misera razione giornaliera di cibo che lo Stato passava (e passa ancora oggi) ad ogni suo abitante.
Io con un amico, 11 anni fa, affittammo un appartamento in un disastrato condominio nel Malecon dell’Avana, il suo affascinante lungomare. Una casa privata, che veniva affittata abusivamente da una famigliola per arrotondare il magro bilancio familiare. Con un borsone di viveri portato dall’Italia per risparmiare sui costi totali del viaggio, ogni giorno cucinavamo in casa. Pasta italiana, panini cubani (con formiche dentro) e, da buoni sardi, formaggio e salsiccia. E accadeva che, in un modo o nell’altro, ogni giorno avevamo ospiti cubani alla nostra tavola, ragazzi e ragazze. Mangiavano tutto, ovviamente, fino all’ultima briciola, ma una delle cose che mi colpì in quegli allegri pranzetti fu il fatto che i cubani conservavano e riciclavano tutto. Non si buttava mai via niente, neanche 3 spaghetti rimasti attaccati al fondo della pentola.
E in giro non si vedeva un solo obeso, non c’erano gatti (li avevano mangiati tutti), i cani erano pochissimi e solo di piccola taglia (mangiano meno). La luce mancava per diverse ore ogni giorno nella capitale (figurarsi nelle province). I ragazzi per strada provavano a vendere di tutto ai turisti (sigari, rum, affitto di case, pasti nei ristoranti clandestini, donne – anche la propria fidanzata o sorella – ecc) e le ragazze li inseguivano anche solo per avere in cambio un pasto decente.
Insomma, c’era fame!
Da allora sono passati 11 anni, durante i quali tante cose sono successe a Cuba.
C’è stata l’importante visita del Papa, nuove severe leggi contro la prostituzione e, nonostante ulteriori restrizioni all’embargo da parte americana (guarda caso dal solito G.W. Bush), pian piano nuovi importanti accordi commerciali son stati abilmente fatti da Fidel Castro con paesi come Cina, Vietnam e, soprattutto, un importante e potente vicino, il Venezuela di Hugo Chavez, con il suo prezioso petrolio. Qui ha scambiato la preparazione di migliaia di medici cubani, inviati in Venezuela per assistere la popolazione che vive nei miseri “barrios” (le “favelas” venezuelane), con i barili di petrolio. E, poco a poco, il “periodo especial” è (quasi) sparito (ma, secondo alcuni, non è mai finito).
Infine, da pochi mesi a questa parte, dopo 50 anni a capo del governo, Fidel Castro ha “abdicato” in favore del fratello Raul (ufficialmente con una elezione, ma… ).
Nei primi giorni di questo nuovo viaggio, 11 anni dopo, mi vengono subito da notare i tanti obesi, i tanti gatti, i cani anche di grossa taglia, diverse auto moderne in più, la luce sempre presente. Ma, nelle settimane successive, ore e ore passate a parlare con tanta gente mi faranno capire che, nonostante queste poche appariscenti differenze, in realtà non è cambiato quasi nulla.

lunedì 10 dicembre 2012

EDUCAZIONE CIVICA

 

L'altro giorno accennavo all'educazione civica.
Da un po' di tempo, sulla tv cubana, si spinge molto in questa direzione.
Si vedono spot in cui si invita a non abbandonare gli anziani, non molestare le ragazze, non fare uso di alcoolici, sopratutto in giovane eta', a non fumare, usare il preservativo, a fare bene il proprio lavoro e, infine, a tenere pulita la strada.
Quest'ultimo e' un bel problema.
Lo e' sempre stato, soltanto che prima non veniva messo in risalto da questi spot televisivi.
Nello si invitano i cittadini a non buttare per terra l'immondizia ma a metterla nei cestini.
La domanda e' molto semplice...
Dove sono i cestini?
Sono anni che giro isolati ed isolati con della carta o una lattina in mano perche' non c'e' un posto dove buttarla, alla fine, ti adegui all'andazzo generale e la cosa non va' bene.
Il Cubano, lo sappiamo, per abitudine, butta tutto cio' che ha in mano por la calle, ora non mi si dica che non e' vero perche' gli occhi per vedere li abbiamo tutti.
Questo avviene perche' non e' mai stata fatta, fino ad ora, una campagna di sensibilizzazione in questa direzione.
Accadde lo stesso qua', fino a quando la gente non impara che la citta' e' la SUA citta' continuera' a fottersene.
Tanto qualcuno che pulisce c'e' sempre.
Una volta passata la comunicazione devi approntare gli strumenti per metterla in atto altrimenti sono solo chiacchiere.
Mi da' fastidio fisico quando vedo gente gettare lattine e altro per terra, anche in presenza dei pochi cestini che ci sono.
Nei tavolini del Cadillac ci sono i posacenere eppure vigliacco se vedessi un cubano o una cubana che li usa.
Tutti lanciano il mozzicone sul Boulevard...tanto qualcuno che lo raccoglie ci sara' sempre.
Le uniche che li usano sono le cubane che vivono nell'exterior e che sanno come funzionano le cose.
Noi italiani, in questo campo, non siamo certo degli esempi da seguire, chi e' stato nel nord Europa sa di cosa parlo, ma perlomeno, negli ultimi decenni qualcosa e' stato fatto.
Per inciso i nordeuropei quando vengono qua' si comportano come e peggio dei peggiori italiani.
Non e' un problema di gente ma di regole e di applicazione, controllata, delle stesse.
A Tunas ci sarano una decina di cestini in tutta la citta' ,tutti in zona centrale, appena esci da quelle 2 cuadre non c'e' speranza di trovarne uno.
Ovviamente la gente getta per terra tutto cio' che ha per le mani...
La situazione, in questi ultimi anni, e' un pochino migliorata ma la strada da percorrere e' ancora molto lunga.

UNA CAZZATA

 

Ieri ho letto su un quotidiano (Il Giornale....lo so...lo so...) che a Cuba, pare, si voglia mettere al bando, nei locali pubblici, il Reggaeton.
Ovviamente, essendo quel giornale...quello che e', veniva messo in risalto come la policia si occupava di queste cose e non dei turisti del sesso che da ogni parte del mondo raggiungono l'isola.
Ho letto l'articolo, il funzionario, di cui non era ben specificato il ruolo, affermava che i testi delle canzoni sono diseducativi e faceva anche vaghi accenni al movimento di bacino che le cubane fanno per ballare questo tipo di musica.
I testi di un determinato tipo di canzoni sono un problema anche negli Stati Uniti, infatti alcuni rapper negri hanno avuto non pochi problemi a causa dei loro testi, non ultimo l'unico rapper bianco di un certo livello, Eminem.
In Italia non sono lontani i tempi in cui si censuravano i testi delle canzoni, da Dio e' morto in poi.
Quindi il problema non e' solo cubano, ovviamente se una certa cosa accade a Cuba fa' piu' scalpore per i motivi che ben conosciamo.
L'articolo diceva anche che, in ambito privato, ognuno poteva continuare ad ascoltare cio' che voleva, e ci mancherebbe pure....
La faccenda, se confermata, mi sembra una stronzata, una di quelle clamorose autoreti in cui cade il governo cubano a cadenza regolare.
Personalmente non sono un grande amante del genere, ascolto 2 pezzi poi ne ho gia' le palle piene.
Certo mi piace vederlo ballare da loro, a volte ho pure sgambettato con un culo che mi faceva su e giu' sulla fava.
Tutto piacevole...per qualche minuto.
Ho assistito in questi anni a uno svilimento della musica cubana a favore della merda che ci viene propinata qua'.
Ascoltare,anche a Cuba , Lady Gaga non e' estattamente il massimo.
Una volta in disco l'80% della musica che veniva proposta era salsa, merengue, cumbia, bachata e solo un 20% di porcheria commerciale.
Oggi il rapporto e' esattamente capovolto.
In disco oramai e' come andare da noi, la stessa musica del cazzo, le stesse porcherie che si ascoltano qua'.
Ovviamente vedo le cose in modo estremamente negativo ma riconosco, e ci mancherebbe, ai cubani il diritto di ascoltare cio' che vogliono.
Il problema sono i testi, nel reggaeton, sopratutto ultimamente, venivano usati per dire...e non dire...
E' diventato famoso aumma aumma il pezzo di un tunero sulla malanga, con tutta una serie di doppi sensi.
Qualcuno ci vede una sorta di ribellione e di critica al regime, d'altronde in tutto il mondo, in ogni epoca la musica e' stata veicolo di proteste sociali e di rivendicazioni di diritti.
Pensate a cosa sono stati Woodstock e L'isola di Man.
I ragazzi cubani amano il reggaeton e impedirne l'ascolto in locali pubblici non farebbe altro che aumentare il loro malcontento e favorire critiche per altro, almeno in questo caso, giustificate.
Ripeto, l'ascolto ma non e' la mia musica ma rivendico il diritto dei giovani cubani di ascoltare cio' che vogliono.
Va bene un controllo sui testi, uno stato serio si pone anche il problema di una guida educativa, ma vietare un certo tipo di musica sa' tanto di caccia alle streghe.

venerdì 7 dicembre 2012

CHAO PESCAO...

 

Potevano succedere molte cose.
Ci poteva essere un cataclisma naturale nella provincia di Bergamo che avrebbe reso inagibili tutte le attivita' commerciali della provincia.
Avrebbero potuto sbarcare gli alieni a Milano, zona Pirellone, dando fuoco a tutto il quartiere.
Monti avrebbe potuto fare una legge in cui impediva ad ogni italiano di viaggiare da e per Cuba.
Si sarebbe potuto mettere fuorilegge tutte le agenzie di spedizioni in ogni parte del territorio nazionale.
A causa di un infestazione di pulci il consolato cubano di Milano avrebbe potuto chiudere temporaneamente, con tutte le pratiche sospese a tempo indeterminato.
Tutto il sistema informatico del nord Italia avrebbe potuto andare in tilt, col blocco di ogni flusso da e verso ogni destinazione, virtuale o reale.
Raul avrebbe potuto fare un editto in cui impediva i matrimoni misti, pratica che sarebbe diventata fuorilegge e, addirittura, controrivoluzionaria.
Tutte le donne cubane, compresa la mia, avrebbero potuto diventare tortillere odiando ferocemente l'altro sesso.
Invece no.
Non e' successo niente di tutto cio'.
Le attivita' commerciali nella provincia di Bergamo sono vive ed attive.
Gli alieni sono sbarcati davvero, ma dopo aver visto giocare il Toro nel derby sono fuggiti disgustati.
Monti ha altro a cui pensare.
Le agenzie di spedizioni sono in piena attivita'.
Le pulci si sono tenute alla larga dal consolato di Milano.
Il nostro sistema informatico, maomeno, funziona.
Raul non puo' strozzare la gallina dalle uova d'oro.
Tutto si puo' chiedere ad una cubana, meno di rinunciare all'altro sesso.
Quindi ieri e' accaduto.
Ore 13.30
Suona il citofono.
Un corriere
Una busta.
Cubacentre.
Los papeles por la boda.....
Chao Pescao.....

AAAAAAAHHHHHHHHHGGGGGGGGG!!!!!!!!!!!

giovedì 6 dicembre 2012

SICUREZZA

 

Se ne parla sempre troppo poco, forse perche' e' piu' comodo parlare di altro o forse perche' di Cuba occorre sempre parlarne in modo negativo.
Uno dei fattori che mi ha portato ad eleggerla a seconda, o prima, residenza e' stata la sicurezza che si respira nelle strade delle citta, nelle spiagge e nei campi cubani.
La patonza la si trova in tante parti del mondo ,se si sa come funziona il meccanismo, anche nel nostro paese.
Se fosse solo per quello dopo 2 viaggi avrei fatto rotta verso destinazioni altrettanto appaganti e, decisamente, meno problematiche.
La possibilita' di girare ad ogni ora in ogni luogo senza la paura che qualcuno ti assalti e' un fattore assolutamente positivo nella nostra scelta di frequentare, ad oltranza, l'isola.
Ogni giorno nei nostri telegiornali, assistiamo a veri e propri bollettini di guerra, furti, scippi, omicidi, gambizzazioni, attentati, guerre dei poveri, un disastro.....
A Cuba, la Rivoluzione ha fatto in modo che la popolazione possa vivere in tranquillita', assicurando alla giustizia che si pone al di fuori della stessa.
Ho perso il conto delle centinaia di nottate passate por la calle, alle 4 del mattino, in assoluta sicurezza, tranquillo, anche se sempre vigile.
Noi turisti siamo come le vacche, tutelati in ogni modo anche quando non ce lo si merita.
In verita', se fossi un cubano, alcune volte a fronte di alcuni nostri atteggiamenti arroganti, arroganza figlia unicamente di 4 soldi che ci si ritrova in tasca, le mani avrei fatto fatica a tenerle a posto.
Detto questo coi cubani non e' difficile andare d'accordo.
Certo ci sono bandoleros e delinquenti anche fra di loro, ma parliamo di una delinquenza all'acqua di rose, se mandi la' 4 camorristi di bassa tacca in un mese ti colonizzano l'isola.
Mi piacerebbe vedere la loro policia avere a che fare con dei delinquenti veri e non coi soliti 4 rubagalline.
Ovviamente, anche a Cuba, se i guai li cerchi...li trovi.
Conosco personalmente un paio di italiani che hanno preso una barottata in testa fuori dalla loro casa de renta, ma in entrambi i casi si tratta di connazionali...problematici
Gente che ha fatto piu' danni della grandine.
Quindi non saprei se l'assalto e' avvenuto per vendicare qualche cazzata o per un furto vero e proprio.
Se poi ci si dimentica delle elementali regole di prudenza che mettiamo in atto qua' allora poi non ci si deve stupire se succede qualcosa di poco piacevole.
Se vai in giro con 2 kili d'oro al collo, se sventoli a destra e a manca mazzette di soldi solo per fare lo sborone (esistono anche questi “fenomeni”) allora e' possibile che qualcuno si faccia idee strane.
Se ti porti a casa l'ultima zoccola raccattata alle 4 del mattino e poi ti addormenti ubriaco, non c'e' da stupirsi se al mattino ti ritrovi pelato come un platano macho.
Poi, come ogni posto del mondo ci sono quartieri in cui un po' piu' di prudenza, sopratutto di notte, non guasta.
Penso all' Havana Vieja, ad alcuni luoghi di Santiago, al barrio Mexico di Las Tunas.
Si tratta di eccezioni.
Cuba e' forse il paese piu' sicuro al mondo ,un paese dove puoi andare a fare il pezzo di merda e portare a casa le piume.
Provate a S.Domingo a portare via una ragazza ad un dominicano, e a farlo pubblicamente, poi mi dite qualcosa, ammesso e non concesso che abbiate la possibilita' di raccontarlo.
A Cuba e' successo mille volte e, quasi sempre la cosa e' stata senza conseguenza deprecabili.
La policia di cui spesso ci lamentiamo tutela anche e sopratutto noi, ricordiamocelo ogni volta che ne parliamo male.

mercoledì 5 dicembre 2012

IDIOMA

 

L'italiano e' probabilmente il solo viaggiatore del mondo civile che gira il globo terracqueo senza quasi parlare una parola di nessuna lingua che non sia la propria.
Ed anche in questo caso in modo zoppicante.
Ho lavorato in tanto mondo e, nella maggior parte dei casi, ho assistito a scene non molto dissimili dal classico “noios voulevant suvuar” di toto'peppinesca memoria.
La mia generazione ha frequentato le scuole quando l'inglese era un fastidio da relegare, alle medie, ad un paio di noiosissime ore la settimana.
Siamo pigri, abbastanza ignoranti e pensiamo che la nostra celeberrima gestualita' mediterranea ci venga in soccorso in ogni situazione.
Lavorando nei villaggi di mezzo mondo ho perfezionato l'inglese e in zone creole o francofone anche un po' di francese, qua' aiutato dalle mie radici piemontarde ed occitane.
Una volta sbarcato a Cuba mi sono trovato a dover affrontare lo spagnolo, non lo spagnolo pulito degli iberici ma quello imbastardito dei cubani.
L'idioma della calle.
Per noi italiani imparare questa lingua e' piu' semplice rispetto ai canadesi o ai tedeschi questo e' sicuro, ma il luogo comune per cui lo spagnolo e' come l'italiano con una s al finale di ogni parola e' durato lo spazio dall'aeroporto di Holguin a Tunas, durante il primo viaggio.
Era venuto a prendermi un italiano con una novia ed un altra fanciulla. Parlavano fra di loro ed io non comprendevo una amata minchia.
Io, che non do' mai consigli, mi sento di darne uno a chiunque si avvicina alla nostra isola; imparate la lingua nel piu' breve tempo possibile.
Questo e' quello che ho fatto io, dal secondo viaggio ho cercato di stare il meno possibile con italiani e il piu' possibile a contatto della gente.
Ho cercato, spesso arrancando, di comprendere cio' che dicevano.
Ho preso appunti, ho cercato di leggere in spagnolo piu' cose possibili, dal Granma ai libri.
Devo dire che le mie duenas storiche, Nancy e Glennys, mi hanno aiutato molto, tutelandomi quando c'era da farlo e mettendomi al riparo da mecaniche assortite, le stesse che tutti dobbiamo affrontare nei primi viaggi.
Capire l'idioma ti permette di relazionarti al meglio con le fanciulle, di capire se la fulana e' solo un paio di belle tette oppure anche una con cui vale la pena di passarci del tempo.
Al ristorante sapere cosa ordinare e poter revisar la cuenta individuando il solito “errore” nella somma finale.
Rapportarti coi mille cagacazzo che, ai primi viaggi, ci fermeranno por la calle con le scuse piu' orignali.
Parlare col poliziotto che ti ferma per un controllo mentre sei in auto o in scooter per contestarti qualcosa.
Ho fatto solo i primi esempi che mi vengono in mente, ricordo ancora la mia totale incomprensione di tutto durante i velocissimi dialoghi fra cubani nei miei primi viaggi.
Era una cosa che mi faceva andare in bestia.
Andare in un posto e non poterti rapportare con la gente e' una delle cose che da' piu' fastidio.
Conosco tanti italiani che incontro, occasionalmente, in citta', gente con 6/7 viaggi sulle spalle che hanno 50 vocaboli nella garganta e niente di piu'.
Frequentano solo italiani, hanno sempre bisogno di qualcuno che li tiri fuori da casini in cui si infilano e da cui non sanno uscire, proprio per la mancanza di conoscenza dell'idioma.
Quando sei con una ragazza...mica si deve ridurre tutto all'arf arf....
Cazzo ci dovrai parlare un po', se tutto si riduce a “quello” allora meglio stare qua' ed andare a puttane.
Capisco che ad una certa eta' e' difficile apprendere una nuova lingua, specie se gia' si hanno dei problemi con l'italiano avendo il proprio dialetto come unico riferimento.
Nessuno pretende di parlare come un Hidalgo, ma perlomeno sapere relazionarsi con il mondo cubano e' una prerogativa a cui tutte le persone intelligenti devono ambire.


martedì 4 dicembre 2012

VITA DI BARRIO

 

Tempo fa' un antico frequentatore del web cubano mi scrisse che, quando avessi iniziato a vivere Cuba da dentro un barrio cubano mi sarei accorto di molte cose ed altrettante avrei iniziato a vederle con un occhio differente.
Fino a quando si vive in una casa de renta molte cose sfuggono o, piu' probabilmente, hanno per noi poca importanza.
Nel momento in cui si entra, davvero, all' interno della societa' cubana allora i parametri devono essere modificati.
Il mio ultimo soggiorno tunero l'ho trascorso vivendo praticamente tutto il giorno, notte esclusa, nel barrio dove ho costruito casa.
Molte cose che ho appreso gia' le sapevo e il viverle in prima persona ha confermato tutte quelle mie impressioni.
Intanto ci si immagina che lo yuma sia visto come un dollaro con le gambe, non e' proprio cosi'.
O meglio, non e' sempre cosi'.
Certo se ci si rapporta unicamente con cubani che si relazionano con noi nel parque o in zone simili allora e' normale che ci sia dietro una sorta di interesse.
La notizia che uno yuma veniva ad abitare nella via e' circolata rapida, com'e' uso a Cuba, sono venuti alla casa albaniles, idraulici, elettricisti, gente che vende cemento e pintura, carpentieri ed altri che potevano essermi utili.
Sicuramente il fatto che ci fosse uno straniero ha accellerato loro il passo ma sarebbero comunque andati nella casa di chiunque stesse costruendo.
Fra l'altro, oramai sono un esperto in materia, ho pagato ogni cosa che ho comprato, ogni persona che ha lavorato per me, esattamente quanto avrebbe pagato un cubano, i costi si conoscono bene.
Anzi a volte, il fatto di comprare cash e coi soldi in mano ci ha fato risparmiare qualcosa.
Non c'e' stato alcun assalto alla diligenza, i vicini sono venuti a presentarsi e per tutto il periodo dei lavori si sono resi disponibili, a titolo totalmente gratuito, per piccoli favori che ci hanno risolto dei problemi.
Da uno, quando ancora non c'era el tanke, los albaniles andavano a prendere acqua, un altro ha prestato una carriola , un altro ci ha permesso, in un suo solar, di stipare terra e sabbia e via discorrendo.
Quando sento dire che sono tutti ladroni e fancazzisti mi rendo davvero conto che di Cuba, anche dopo 1000 viaggi, ci sara' sempre gente che non capira' un cazzo.
Un barrio dove tutti lavorano, dove si trova di tutto, dove se hai bisogno di qualcosa c'e' sempre chi ti indichera' dove trovarla.
Una Cuba normale, fatta di gente normale.
Bella scoperta direte voi.....
Il fatto e' che se non si entra in certi meccanismi si e' portati a pensare che i soli cubani che esistano siano i 4 chulos che inseguono i turisti per vendere roba od offrire favori.
Non e' neache vero che semrpre, a fronte di un favore, la gente si aspetti soldi o regali.
La responsabile dell'impresa elettrica tunera e' un amica del Feldmaresciallo esattamente come la nostra abocada.
Sono cresciute insieme nella stessa piccola citta' e ora vivono a Tunas.
La prima ci ha risolto il problema del contatore, problema di non facile soluzione in questi tempi a Cuba.
La mia compagna voleva darle qualcosa ma non c'e' stato verso ,alla fine le ha comprato dei pomodori e glieli ha portati a casa.
La seconda non ha voluto neache quelli, essendo la abocada della vivienda ci ha risolto tutti i problemi relativi alla proprieta', ed in modo rapido.
E' incinta e al final la fanciulla le ha comprato un paio di vestitini per la nascitura visto che di accettare denaro non se ne parlava.
Chi pensa che sempre occorra il denaro per risolvere le cose forse non conosce bene la gente cubana.
Non voglio dire che non serva, all'OMIV per adelantare la situazione....qualcosa abbiamo fatto ma se esistono saldi vincoli di amicizia, esattamente come da noi, un favore resta un favore e non una transazione economica.
La gente si rapporta con noi in funzione di come noi ci rapportiamo con la gente, se l'approccio e' normale (ne' arrogante ne' eccessivamente amicale) il tipo di relazione sara' normale, come accade in ogni parte del mondo.

sabato 1 dicembre 2012

BASI NUOVE

 

Anni fa' un forumando scrisse, in uno dei suoi rari momenti di lucidita', una cosa che, pur nella sua banalita', racchiude un fondo di verita' importante.
Sradicare una cubana dalla sua terra e' un crimine contro l'umanita'”.
Piu' o meno l'”illuminato” pensiero recitava cosi'.
In pratica portare via da Cuba una Cubana era ritenuto un errore che spesso si pagava a caro prezzo.
Ripeto, il concetto ha un suo perche' ma occorre approfondire la cosa ed essere un filino meno superficiali.
Parlo con cognizione di causa, ne ho prtate 2 qua' in questi 12 anni e, pur essendo state entrambe esperienze positive, ci sono state situazioni che, inevitabilmente, mi hanno fatto riflettere.
Ad altri e' andata molto ma molto peggio, pensando di portarsi qua' una palma reale si sono ritrovati a dividere il talamo con un salice piangente.
Che qua' la qualita' di vita sia decisamente peggiore di quella che viviamo a Cuba e' cosa nota.
Certo, entriamo in un supermercato e c'e' di tutto, abbiamo 100 canali tv, se serve qualcosa si esce di casa a lo si compra ma al final la triste verita' e' siamo tutti soli come cani.
Viviamo in citta' congestionate, in condomini affollati dove non conosciamo nessuno, i rapporti interpersonali sono quasi esclusivamente legati agli interessi e spesso, per convenzioni sociali, ci tocca frequentare parenti che sono peggio di una metastasi.
Esagero?
Forse, ma non ne sono del tutto sicuro, anche perche' a scrivere cazzate buoniste sono tutti capaci.
Portiamo qua' fanciulle decisamente piu' giovani di noi, sradicandole da un contesto completamente differente.
Un contesto in cui sono, volenti e nolenti, protette da tutto un sistema sociale e famigliare che garantisce loro almeno il minimo sindacale.
Qua' siamo banderuole al vento nella speranza che soffi sempre al traverso per consentirci di tirare avanti.
Ci lamentiamo che loro, una volta qua', cambiano cessando di essere le mulatte sorridenti che abbiamo conosciuto.
Le trasportiamo dal sole cubano al cazzo di freddo europeo, freddo che ti entra nell'anima e che ti fa' dimenticare le cose buone che dimostri di avere quando sei nella maggiore delle Antille.
Le lasciamo sole a casa, (lavorare bisogna) lasciandole ad ingozzarsi di porcate e di inutili novelas.
Le lasciamo frequentare loro connazionali che spesso rappresentano il peggio che Cuba abbia saputo offrire.
Le facciamo, a volte, convivere con genitori che non avevano alcuna necessita' di ritrovarsi in casa una ragazzetta di un colore misterioso e, per loro, incomprensibile.
E poi ci si lamenta che cambiano......
Cambiano loro e cambiamo noi.
Qua' e' una pelea quotidiana, non ci si puo' permettere di abbassare la guardia in nessun momento.
Oltre ai problemi di cui sopra dobbiamo aggiungere uno stato ladro e delinquente che cerca unicamente di metterci a pecora spremendoci come limoni soltanto per poter permettere la sopravvivenza di privilegiati e truffatori costituzionali.
Come si fa' ad essere quelli che siamo quando frequentiamo Cuba?
Ieri ho viaggiato fino in Veneto, zona Jesolo, Cavallino Treporti per la precisione.
Avevo 2 contratti in ballo per la prossima estate, uno piccolino che ho chiuso in pochi minuti ed uno molto grande, con parecchi soldi in ballo e una decina di persone da far lavorare per quasi 5 mesi.
Ho passato 2 ore e mezza a discutere con la proprieta' i mille aspetti della stagione.
Quando sara' Pentecoste ed arriveranno i Tedeschi, quando finiscono le scuole in Olanda, quando e' il momento della discesa degli austriaci, quando scenderanno i danesi ecc.....
Alla fine e' andata bene, abbiamo chiuso un bel contratto ma ho fatto il viaggio di ritorno con un mal di testa che mi si apriva.
La notte precedente avevo dormito poco e male, per la tensione della trattativa che avrei dovuto sostenere.
Niente a che vedere con lo spensierato adolescente cinquantenne che, con la faccia da cadetto di Guascogna, si aggira per le vie di Las Tunas.
Se avessi avuto una cubanita accanto probabilmente avrebbe risentito di questo momento per me importante ma delicato.
Secondo me la soluzione e' una sola; rivedere tutto su basi nuove.
Lei dovrebbe capire che qua' non e' la'....che i soldi non crescono sui pioppi, che solo nel vocabolario la parola “diritti” viene prima di quella chiamata “doveri”, che se vuole essere parte di una famiglia deve condividere il bello ma anche il brutto.
Noi dobbiamo, dal canto nostro, capire che portiamo qua' una ragazza che arriva dall'altro mondo, molto piu' giovane di noi che, ogni tanto, avrebbe bisogno anche di divertirsi come fa' la gente della sua eta'.
Comprendere che il salto di culture e' per loro molto piu' difficile che per noi.
Per loro e' il primo viaggio, noi, almeno una parte di noi, abbiamo visto tanto mondo e tanta gente.
Molti di voi queste cose le sanno bene.
Personalmente il mio futuro insieme e' a Cuba ma per molti e' e sara' l'Italia, quindi bisogna, giocoforza, tenere in considerazione tutte queste cose.
In caso contrario il fallimento sara', inevitabilmente, nei fatti.

venerdì 30 novembre 2012

LE AMERICHE

 

Durante le elezioni in Venezuela, come ho gia' scritto, ero a Cuba.
La televisione a dato un grande risalto alla cosa, mesa redonda e noticiero ne hanno parlato a lungo.
La cosa che pero' mi ha colpito di piu' e' il vedere come in tutti i paesi del latino America, le elezioni in Venezuela, abbiano avuto un grande risalto.
In tutte le maggiori piazze di questi paesi, dopo la vittoria chavista ci sono state grandi manifestazioni in cui il popolo e' sceso in piazza.
In pratica, pur se l'elezione era avvenuta in un altro paese e anche se il vincente non aveva il loro stesso carne' la gente ha riconosciuto in Chavez una figura emblematica di un continente finalmente unito.
Nelle piazze di Buenos Aires, Managua, Montevideo, La Paz, Quito e in altri luoghi si e' celebrato il sogno di un continente unito nel nome di Bolivar.
Sarebbe come dire che qua' scendiamo in piazza per festeggiare la vittoria della Merkel.....
Questa e' la grande differenza fra i 2 continenti.
L' America latina e' tutta figlia degli stessi padri mentre qua' ne abbiamo talmente tanti che la madre deve essere stata la tenutaria di un bordello.
Forse e' un discorso di lingua, parlare piu' o meno la stessa e' una cosa che accumuna e non divide.
Tolto il Brasile dove si parla portoghese e qualche enclave anglofrancolandese in tutto il continente si parla spagnolo.
La lingua, insieme alle chiese, sono l'unica vera eredita' lasciata degli iberici in quel continente.
L'America Latina e' stata per decenni la latrina degli yankee, il cortile di casa, oggi, grazie anche al fatto che Cuba ha indicato che un altra via e' possibile, la maggior parte dei paesi della regione, sono governati da gente che ha a cuore le sorti del popolo.
E' finita l' epoca delle giunte militari e degli squadroni della morte.
Se anche in Colombia si trova una soluzione ai problemi davvero la terra di Marti' e di Bolivar vivra, finalmente la sua primavera.

giovedì 29 novembre 2012

COLERA A SANTIAGO



Ieri sera mi ha chiamato un amico appena rientrato da Santiago de Cuba.
E' un musicista con cui ho collaborato per anni nelle Marche, sposato con una cubana, separato con figli.
Bazzica sempre nella provincia di Santiago anche se non e' raro che faccia una capatina a Las Tunas.
Mi diceva che la situazione colera a Santiago e' molto ma molto grave.
Non ho alcuna intenzione di seminare allarmismo ma, non avendo nessun culo da leccare per una caldosa tiepida, dico le cose come le vedo o come mi vengono riferite da persone affidabili.
Gli ospedali sono pieni di malati e, pare, ci siano anche numerodsi morti.
A las Tunas il problema e' sotto osservazione anche se sembra che il focolaio principale sia, appunto, a Santiago de Cuba.
Il problema principale e' stato, dopo il passaggio di Sandy, l'acqua.
La loro acqua, gia' di per se' non un esempio di sanita' ora e' fortemente a rischio.
Bene o male noi stranieri beviamo acqua che compriamo a la tienda, acqua che spesso usiamo anche per lavarci i denti, ma loro usano quella del rubinetto con tutti i problemi che questo, in un momento simile comporta.
Vengono date delle pastiglie da sciogliere nell' acqua stessa.
Se avro' altre notizie ve le daro', nel frattempo ognuno di voi attinga alle sue fonti santiaghere per avere un quadro piu' completo della situazione. 
CHI E' IN PARTENZA...SI INFORMI BENE.

ULTIMI GIORNI....


Ultimi giorni da scapolo.....
Cazzo.
Ieri la fanciulla mi ha comunicato che a Santiago ha ritirato il suo divorzio dall'italiano con cui e' stata sposata e col quale ha vissuto qua'.
Los papeles miei sono in arrivo, e' questione di giorni e per il 15 dicembre ci sara' la proprieta' della casa, questo a detta dell'avvocata.
Ci hanno gia' persino dato il numero civico che non c'era....
Ri- cazzo...non ho piu' scuse, non c'e' piu' terra sotto i piedi, hanno tolto la rete da sotto e tocca camminare sull'asticella.
Inutile fare finta che siano giorni normali, che lo faccio per...prospettive future, che non cambiera' nulla.
In realta' cambiano molte cose, un conto e' farlo a 25/30 anni, un altro oltre il mezzo secolo di vita.
Ho il privilegio immenso di avere alcuni amici veri, sono stato ai loro addii al celibato, c'ero ai loro matrimoni (un paio di volte pure da testimone) ci sono stato quando hanno avuto figli, c'ero ai loro dolorosissimi divorzi, sono sempre al fianco loro e dei loro figli a giocare a pallone come deve fare un buon Capitano.
Ma adesso tocca a me, 20/25 anni dopo di loro ma tocca a me.
Lasciamo stare l'amore, Peynet e i fiori d'arancio, alla mia eta' sarebbe perlomeno poco decoroso.
Pero' se da un lato sono spaventatissimo....dall'altro sono contento.
Ci arrivo dopo 30 anni di rapporti occasionali, lavorare nell'animazione ti mette in contatto con centinaia di donne che pero'...pochi giorni dopo regolarmente si tolgono dai coglioni.
Non c'e' spazio per l'affetto, il sentimento e cose simili.
Sesso allo stato puro, fin quando fa' male fin quando ce n'e'.
Non e' mai stato possibile mettere in piedi qualcosa di decente
Eppure qualcuna buona c'e' stata.
Qualche voce giusta in un teatro troppo pieno.
Con qualcuna avrei potuto quadrare lustri fa', con un paio mi sarei anche sistemato per 3-4 generazioni ma non era cosa, non era il momento, non ne avevo per il cazzo....
Forse con la bailarina poteva quadrare ma eravamo e siamo troppo uguali, 2 prime donne sullo stesso palcoscenico non ci possono stare, se nessuno sa fare un passo indietro non si va' da nessuna parte.
Mi sposo a Cuba, probabilmente il solo posto dove avrei potuto farlo.
Vivro' la' per buona parte dell'anno.
Chissa' se, fosse ancora vivo, cosa direbbe mio padre, un Comunista di vecchio stampo, di quelli di una volta.
Lo faccio con una donna che forse non e' l'altra parte della mela (voi l'avete trovata?...Siate sinceri), una donna impegnativa e non facile ma che mi piace e mi stimola..
Sopporta il mio carattere non sempre facile, riesce a stare dietro a tutte le mie cose.
E' amante, moglie e complice...scusate se e' poco.
Se 12 anni fa' qualcuno mi avesse detto che avrei sposato quella pintuita diciottenne seduta sui muretti a lato della disco con una minigonna ascellare e gli stivalazzi al ginocchio gli avrei detto se si era bevuto il cervello.
La vita davvero ha percorsi strani.
Lo faccio ANCHE per i vantaggi che la boda mi puo' dare ma non solo per quelli, altrimenti sarebbe andata bene chiunque.
Lo faccio a Cuba, paese dove tutto e' da fare, e non in Italia, paese dove tutto sta' morendo.
Lo faccio nella Cuba ancora Socialista e Rivoluzionaria, ammesso che queste parole abbiano ancora un significato.
Mi ripeto che saremo io e lei ben sapendo che c'e' anche un bimbo nel medio di ogni discorso.
Certo c'e la sua famiglia che fara' la sua parte, so che non sara' un mio compito, ma sicuramente nel momento in cui saremo una famiglia, sapro' non tirarmi indietro come d'altronde sto' facendo.
A parlare ogni idiota e' capace la differenza, come sempre, la fanno i fatti.
Fra l'altro mi, anzi ci restano pochi anni per decidere se lasciare una traccia MIA ai posteri...anche perche' gallina vecchia non fa' buon brodo.
Fa' brodo e basta....
Se fosse solo una questione di papeles non penserei a queste cose, me ne fotterei come fanno molti cubani e mi ripeterei che e' solo un foglio di carta.
Ma non sara' solo un foglio di carta.
Le cose potranno andare bene come male,come in ogni latitudine.
Nel frattempo continuero' a muovermi in funzione di un futuro piu'...autonomo, non cambiero' alcune ...abitudini, perche' se nasci rotondo non muori quadrato.
Tutte queste cose pero' non mi faranno prendere alla leggera la cosa.
Sara' una situazione un po' anomala, vivremo insieme 6/7 mesi e per il resto separati ma, perlomeno per come sono fatto io, questa sara' una cosa assolutamente positiva.
Da sempre, sostengo che la convivenza continua sia la tomba di ogni rapporto, prendere fiato ogni tanto potra' soltanto farci del bene.
Come dice il Califfo...tutto il resto e' noia.
Ultimi giorni di solteria, nessun rimpianto, nessun rimorso.
Ha fatto cose che voi umani non potete neanche immaginare, non e' detto che sia finita qua'

martedì 27 novembre 2012

PAPELES

 
Visto che sono impegnato con los papeles magari qualche dritta burocratica puo' servire.
Per s...sp...spo...spos...ehm...non ce la faccio a dire quella parola li'...
Insomma per fare quella cosa li' a Cuba occorrono 2 documenti che dovrete fare in Italia.
Questo risponde anche alla domanda di un amico nel topic “Cambiamenti”.
Dovete andare alla vostra anagrafe e farvi dare il certificato di nascita e quello di stato libero quindi vanno fatti legalizzare in prefettura.
Dopodiche' si inizia a gastar dinero.
Occorre tradurre i due documenti che devono passare attraverso il consolato di Milano.
Se fosse stata sufficente la traduzione avrei fatto a meno di un agenzia ma per evitare rompimenti di coglioni ho deciso di affidarmi ad una collaudata.
La scelta era fra CCSC e CUBACENTRE.
Vanno bene tutte 2 ma con la prima avevo fatto un invito anni fa', ti danno 2 numeri di cellulare a cui rivolgerti per sapere a che punto sono le pratiche.
Fai fatica a farti rispondere anche se devo dire che avevano fatto il tutto nei tempi giusti.
In piu' a questi devi spedire 2 assegni circolari ecc.....
Ho optato per Cubacentre per varie ragioni.
Intanto mi e' stata consigliata da alcuni amici italiani che vivono a Tunas e che l'hanno utilizzata per le loro pratiche.
L'agenzia e' nella bergamasca, veloci ed efficenti.
Ho chiamato, concordato il prezzo (esiste un margine di....discorso) a 800 cuc tutto compreso quindi anche inclusi i 30 euro di marche da bollo.
Diciamo che fra le 2 agenzie avrei speso uguale (a mio avviso un botto...) ma quest'ultima la paghi con un normale bonifico, ti telefonano quando arrivano i tuoi documenti da tradurre e in linea di principio mi sono sembrati un po' piu' attenti.
Comunque, ripeto, sono entrambe valide e vorrei anche vedere il contrario con cio' che spendiamo per 2 cazzo di documenti.
Se poi siete divorziati o vedovi il bagno di sangue diventa di dimensioni bibliche.
Ovviamente la data del mio prossimo viaggio dipende da quando arrivano los papeles, fino a quando non ci sono, ovviamente, non prenoto nulla.