mercoledì 29 agosto 2012

IL SENSO DI COMUNITA'

 
Ho gia' scritto altre volte come il legame che intercorre fra i/le cubani/e e il loro paese e' molto piu' grande di quello che lega abitanti di altri paesi alle proprie madripatrie.
Parlando con una cubana qualunque che vive in Italia si evince che la mancanza del proprio paese e' sicuramente la cosa che piu' si deve scontare vivendone lontano.
Alla cubana manche Cuba come entita' completa; manca la gente,il barrio, el chisme, la farandula e tante cose che non mancano sicuramente ad un italiano che vive lontano dal bel paese.
Ho vissuto fuori da confini per periodi anche di 6/7 mesi consecutivi e cio' che mi mancava dell'Italia non era cero il mio quartiere o i pettegolezzi che ne derivavano.
Mi mancava un certo stile di vita, il cappuccino del mattino, il giornale, guardare un po' di televisione, le partite di calcio da vedere e da giocare, qualche amico e nulla piu'.
Dopo un mese che ero in Italia non vedevo l'ora di ripartire per chissa' dove.
Non credo accadda la stessa cosa per i cubani.
Molti con cui parlo mi dicono sempre che per loro, con la casa a posto, basterebbe una rendita di 300 cuc al mese per salutare l'Italia in via definitiva.
Una delle cose buone del Socialismo, qualcosa di buono ha fatto, e' stata proprio questo senso di comunita' che e' riuscito a inoculare nella gente, questa abitudine all'aiuto reciproco che, malgrado il fatto che molte cose siano cambiate, continua ad essere presente.
Nessuno viene lasciato indietro, anche le persone meno abbienti hanno qualcuno che, in un modo o nell'altro le aiuta.
Un piatto di comida in qualche modo salta fuori per chiunque, come sappiamo bene Cuba e' il solo paese al mondo in cui si puo' vivere senza lavorare.
Si inventa qualcosa, consapevoli che nei momenti di difficolta', magari poco, ma un aiuto arrivera' dai vicini, dal barrio, dagli amici.
Da noi non ci si saluta ne' ci si conosce fre gente che vive nello stesso pianerottolo, siamo tutti presi dalle nostre menate quotidiane e dall' individualismo che ci dimentichiamo di chi ci vive accanto.
Non e' raro leggere di qualcuno che muore edi cui ci si accorge giorni dopo quando dalla sua casa esce uno strano odore....
Questo a Cuba non sarebbe possibile, qualcuno passerebbe ogni giorno a vedere come stai, oppure anche solo per ficcare il naso per nuove chisme.
La loro capacita' di far fiesta con nulla, di inventarsi una giornata da passare insieme divertendosi, questo senso di comunita' che rende intollerabile per molti l'assenza da Cuba e' un dato di fatto che difficilmente e' possibile ignorare.
 

10 commenti:


  1. Ciao Aston.

    Eh si. Non c'è niente da fare. Ti dirò di piu: le cubane qua da noi diventano brutte, sia fuori che dentro. Le si impigrisce il corpo e la mente, le si ingrigisce l'anima. Mettono su cellulite e si fanno venire le paturnie, le fobie e le paranoie delle nostre compatriote, colte da tempo da una nevrosi collettiva alimentata dalla televisione e dai social network del cazzo.
    Le cubane stanno bene a Cuba. Anzi, lancio un'idea di cui non si parla mai (eh, eh...): perchè non ci è mai venuto in mente di andare a vivere a Cuba ? Non è un'idea originale ?

    Ciao

    Ale

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  2. Cuba è l'Italia del dopoguerra dove la mutua assistenza diventò risorsa collettiva .
    Arrivavamo dal " me ne frego e sputo in faccia al mondo intero " che non c'ha portato da nessuna parte se non ad intraprendere una disastrosa guerra. Per come ci comportiamo sembra però che lezione non ci sia servita.....

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  3. Cioè il divertimento sarebbe di sinistra?

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  4. Ale....secondo te di cosa parliamo un giorno si e uno anche?

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  5. Tio direi che piu' o meno e' cosi'

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  6. Be' Luca...tu vai da anni in un paese Comunista e mi pare che non ti rompi del tutto i coglioni...ahahah

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  7. Mi diverto proprio perché in un Paese comunista continuo ad avere i benefici di un capitalista.

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  8. Vorrei bandolerare molto di più, vaff......

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  9. Eh si Aston, parliamo compulsivamente solo di quello; per amor di paradosso ho buttato là la cosa come un argomento nuovo.

    Vado a leggermi i tuoi ultimi post, ciao.

    Ale

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