martedì 4 settembre 2012

UN ISOLA PER TANTI

 

Vedo che il fatto che abbia riportato sul blog la nascita di un nuovo portale, non particolarmente vicino al governo cubano, ha suscitato qualche polemica.
Polemica bonaria e dai toni assolutamente approppiati, come d'altronde siamo abituati su questa Isola nel sole.
Vorrei ricordare alcune cose.
Mi ritengo un Comunista ed un Rivoluzionario.
Questi 2 termini pero', perche' non siano obsoleti, vanno trasportati nel mondo in cui viviamo.
Nel 2012.
Per me essere Comunista oggi vuol dire vivere bene se anche gli altri, anche gli ultimi, hanno qualche possibilita' di farcela.
Stare bene in mezzo alla miseria e' una cosa che non mi interessa.
Il concetto di Rivoluzionario oggi lo ha espresso magistralmente il Fratello di Fede Granata Massimo Gramellini in un editoriale su La Stampa.
Il Rivoluzionario oggi e' colui che fa' il suo dovere, ogni giorno, senza lagnarsi sul come vanno le cose ma combattendo per fare in modo che vadano meglio.
Quindi non c'e' pericolo che io diventi un uomo per tutte le stagioni, ne' mai lo diventra' questo blog.
Su Giordano Lupi mi sono espresso piu' volte.
Scrive bene e quando non combatte battaglie che non sono sue lo leggo volentieri.
Detto cio' anche a lui deve essere successo qualcosa a Cuba, e' un classico che fatti personali influenzino il proprio modo di vedere la maggiore delle Antille.
E' una storia che abbiamo visto decine di volte.
Il suo minimo strorico, come giornalista ma anche come persona, lo ha toccato inserendo nel suo blog una vignetta ignobile su Teofilo Stevenson il giorno dopo la morte dell'Eroe.
La Sanchez non fa' male a nessuno e comodo a molti.
Vi siete mai chiesti perche' la gente normale quando parla di certi argomenti a Cuba, ahime', chiude le finestre e abbassa la voce, mentre lei scrive cio' che vuole al sicuro nel suo bell'appartamento avanero?
E' una bloggara a gettone che fa' comodo ai "dissidenti" perche' la credono un punto di riferimento e fa' comodo al governo per dimostrare che e' possibile il dissenso interno.
Per quanto riguarda Cuba e la democrazia ho imparato lavorando in mezzo mondo che con la democrazia non si riempiono i piatti e che ci sono luoghi del mondo dove certi privilegi non sono opzioni primarie.
Se vogliamo che Cuba abbia una vita normale allora facciamola diventare un isola normale.
Via l'embargo e i soldati stranieri dal suolo nazionale e poi saro' con chiunque voglia manifestare per libere elezioni e pluripartitismo.
Fino a quel momento mi tengo stretta la loro Rivoluzione che perlomeno e' una cosa concreta e non aria fritta.
Questo blog ospita chiunque lo rispetti, pensate che 2 coglioni se la pensassimo tutti nello stesso modo.....
Questo non e' un forum, per fortuna, ma uno spazio dove potersi confrontare da persone intelligenti.
Il blog sta' cambiando ma di questo parlero' domani.
Nel frattempo e' bene ricordare che su questa isola c'e' posto per tutti, e' vero che abbiamo, la maggior parte di noi, uno sguardo benevolo nei confronti della Rivoluzione o di cio' che oggi e' diventata.
Questo pero' non ci ha mai impedito ne' ci impedira' mai di dire forte e chiaro che le cose devono migliorare e migliorarsi.
Il tutto, ovviamente, in un ambito socialista.

10 commenti:

  1. Mi piace questo tuo articolo.
    Io la penso diversamente. Io sono per una Cuba diversa e cubana, sia chiaro.
    Non ho amore per gli USA che è una delle poche parti del mondo che non ho visitato... proprio perché non ho alcun interesse intellettuale per quel tipo di società.

    Io sono convinto, nel profondo del cuore, che è possibile mediare tra una Cuba socialista, solidale... diciamo anche rivoluzionaria... ma priva dei limiti alla libertà personale impliciti nell'utilizzo del partito unico.

    Sono anche convinto che questo tipo di rivoluzione... ossia rivoluzione quotidiana... non serva. Ma serva appunto una normalizzazione. Nel rispetto di quello di buono che i cubani hanno creato... che è sicuramente molto.


    Ma non tutto come certa pubblicistica di parte ci vuole convincere.

    Perché non sognare di essere rivoluzionari e democratici?

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    1. Caro massimo tanto di cappello al tuo postulato rivoluzionari e democratici! Il mondo non è un paradiso lo sai. Ma ammettilo anche tu, il nuovo governo di Raul fa progresii sul piano delle libertà. Dalla fuciliazioni del 2003 davvero il boia è in pensione. I cubani dal 2007 possono accedere liberamente negli hotel sul loro territoio: prima negavano l'acceso ai cubani sopratutto in oriente. I cittadini cubani dotati di cuc possono comprare medicinali alle farmacie enternational, fino al 2007 accesibili ai soli stranieri, vero scandalo. I cubani da novembre 2011 posono vendere e comprare casa e ricevere qualsivoglia somma dall'estero sul loro conto corrente sin problema. Raul ha limitato la permanennza del prossimo mandatario, suo sostituo a 2 legislature, massimo 8 anni. Ha liberato un pò le carceri all'arrivo del papa. Privatizzato il coomercio su strada. E' imminente l'uscita della nuova legge migratoria, perrò appettiamo di leggerla per commentarla. Qualcosa si muove. Diamo tempo al tempo. Saludos Francesco Franz

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    2. Francesco sono piccole gocce in un oceano di limitazione delle libertà personali.
      Non sono ipocrita e ti dico meglio queste piccole gocce che nulla. Però non credo che queste cose veramente minime nel contesto molto grande delle limitazioni delle libertà personali e di libera associazione... significhino un desiderio di cambiamento.

      Sono piccole concessioni di chi detiene fermamente il potere. Non risultati raggiunti dalla società civile.
      Per questo non mi fanno impazzire di felicità.

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  2. Aston è accaduta una cosa buffa.
    Mentre tu facevi questo tuo articolo... io ne facevo uno simile sul mio portale

    http://nuovacuba.wordpress.com/2012/09/04/un-demone-di-nome-democrazia/

    Tu hai confermato la natura del tuo spazio digitale, che trovo molto interessante... io facevo lo stesso sul mio che è appena nato.

    Sarò un romantico del diavolo, ma sono sicuro che si può mediare tra Revolucion e post Revolucion... che è già iniziata.

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  3. P.S Un'altra bella novità è la vendita diretta dei prodotti agricoli da parte dei campesinos con licenza agli Hotel:dopo anni di pina costaricana e mango dominicano quasi non potevo credere di mangiare al Cohiba una pina di Rancho Boyeros! Stanno dando crediti fino 4.000 cuc a chi ristruttura casa. Prima per cambiare la residenza in un'altra provincia era quasi un problema de seguridad d'estado: ora grazie alla ley de compraventa è più facile. Prima per ristrutturare casa ti affidavi a lavoratori a nero e che Dio te la mandava buona erano casini infiniti: mancanze di rispetto e inadempimenti a iosa. Oggi si può contrattare l'elettricista, carpintero e abanil con licenza. Volendo si può firmare un contratto di servizio, se sei cubano residente da registrare al notario national se con PRE alla notaria enternational. Nel contratto di restauro si possono inserire costi tempi e modalità cogenti per le parti. Addirittura la nuova legge che favorisce i rapporti con firma extraniera impedisce di fatto il solo negoziare accordi se l'entità cubana non ha i soldi nel presupposto dell'anno. Stanno pagando i crediti anche grossi vantati da imprese anche italiane. Massimo questo non è una goccia ma un bell'aquazzone di rinfrescante legalità. Francesco Franz

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  4. Il problema caro Francesco è che per quelli che la pensano come Massimo (o Matteo?)puoi fare tutte le riforme che vuoi ma finchè non sentono dire la parolina magica "libere elezioni" non sono contenti.Se sapessero cosa pensa il cubano medio a riguardo.......

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  5. Massimo...non Matteo....ho cappellato io

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  6. Comunismo vuol dire abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione alias produrre per i bisogni e non per il profitto. Il discorso egualitarisa e ridistributivo si presta a molte varianti che possono anche non essere comuniste(personalmente non lo vedo come un'esigenza primaria, fatto salvo consentire che tutti possano avere il necessario).
    Cuba è una dittatura socialista sui generis e a latitudini tropicali; anche rivoluzionari cubani ancora nel regime dubitano dell'esportabilità del modello, il che è una contraddizione in termini posto che il comunismo o è internazionalista o non è (se non altro, ancora) comunismo.
    Il socialismo e l'ideologia è filtrato e vive nella società cubana anche in piccole cose che piacciono a me e a molti amanti della Isla, penso solo per fare esempi a tutti noti al noto e da tutti provato senso di solidarietà o anche solo alla più spicciola e da noi assente cultura deportiva o ai tavoli di domino e alle partite a calcio e baseball por la calle.
    Il video pubblicato da Nuova Cuba ci riporta anche ad un'altra faccia, più torbida del regime, che non mi ( e credo ci) piace e non per questo deve essere mistificata come fatto dai giornalisti a ragione criticati da Nuova Cuba.
    Ciò detto bando da questo a fare battaglie ideologiche sulla superiorità della/e nostra/e demokrazia: queste e cose anche ben peggiori succedono anche alle nostre latitudini.
    MR

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  7. Infatti dovremo piu' spesso guardare alle miserie di casa nostra, il fatto e' che Cuba e' oramai dentro di noi con tutte le sue contradizioni e i suoi casini.

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