domenica 4 novembre 2012

ESSERE ALLA STAZIONE

 

Ieri sera ero a cena con un carissimo amico e la sua fanciulla cubanita in dolce attesa.
Ovviamente si e' parlato molto di Cuba, di cio' che sto' facendo e degli scenari futuri che si stanno delineando.
Ho ribadito che per poter trarre vantaggi da un cambiamento occorre esserci dentro nel momento esatto in cui questo avviene.
Lui, dandomi ragione, mi ha pero' ricordato che fino a quando, qua', ha un lavoro che gli permette un certo tenore di vita a mollarlo non ci pensa minimamente.
Nel momento in cui certe sicurezze venissero meno il trasferimento armi e bagagli a Cuba sara' nei fatti, facendo in questo modo felice la cubanita che spinge per questa direzione.
Ovviamente il mio amico ha ragione, fino a quando qua' c'e' un buon lavoro a dare un discreto reddito sarebbe da folli rinunciarci per un tuffo nell'ignoto. Ammesso che oggi a Cuba regni ancora l'ignoto.
Pero' il solo fatto di prendere in considerazione l'opzione di un eventuale trasferimento, situazione che mi pare accomuni tanta gente, e' una novita' assoluta rispetto al recente passato.
Solo qualche anno fa' sarebbe stata considerata, da tutti, una follia.
Qua' le cose andavano bene mentre Cuba era chiusa come un riccio ad ogni riforma o novita'.
L'isola era un luogo perfetto per una vacanza e per mille racconti da dopocena nel nostro vissuto italiano.
Oggi non e' piu' cosi'.
Tanta gente vede il trasferimento a Cuba in pianta piu' o meno stabile, non piu' come un utopia ma come un progetto che potrebbe, a breve, avere una sua attuazione.
Il mio lavoro stagionale facilita le cose,anche perche' resto dell'idea che la cosa migliore sia tenere i piedi ai due lati del bloqueo.
L'interesse con cui tanti amici seguono i miei movimenti dimostra che nella testa di molti c'e' la voglia di cambiare
Voglia di un paese dove tutto sia ancora da fare rispetto al nostro dove, oramai, tutto e' stato fatto....e spesso fatto male.
Certo ci vuole una donna, una cubana residente nel paese, per poter avviare un percorso, occorre un matrimonio per poter accedere a una residenza permanente.
Si puo' iniziare anche con una residenza temporanea, magari iscrivendosi ad un universita' se proprio si vuole sondare il terreno per qualche mese.
Poi ci vuole una casa, molti sposati con cubane questa ce l'hanno, la casa della famiglia di lei.
Puo' essere una scelta iniziale, che io non ho fatto ma che comprendo.
Si puo' pensare ad una attivita' di cuentopropista, in attesa di poter mettere su un attivita' visibile e con vetrine sulla strada (anche per questa riforma A MIO AVVISO non manca moltissimo).
Si puo', una volta risolto il problema della casa, comprare un mezzo di trasporto anche se non e' una cosa imprescindibile.
Insomma le soluzioni esistono, Cuba cambia, sta' cambiando e cambiera' ancora.
Solo 3-4 anni fa' i cubani non entravano nella maggior parte degli hotel del paese e non potevano rentare un carro, oggi possono fare tutto cio', possono avere una attivita' privata, comprare e vendere case e auto, uscire dal paese liberamente.
Appena a Cuba potremo avere, a cifre accettabili, internet non e' detto che certe situazioni professionali, italiane, non possano essere gestite anche da la'
Certo per iniziare una nuova vita a Cuba occorre un minimo di capitale iniziare, fondi per vivere per un certo periodo nel quale guardarsi attorno per capire come muoversi, ma la cosa non e' piu' un utopia.
Ovviamente fino a quando qua' si ha cio' che serve per vivere o....sopravvivere e' difficile fare una certa scelta ma rimandare all'infinito puo' far perdere opportunita' importanti.
Certo io la faccio facile, mangiato io mangiato tutti.
Mi rendo conto che se ci sono dei figli la cosa puo' essere piu' complicata ma conosco gente che lo ha fatto.
I figli si sono ambientati benissimo a Cuba, la scuola non sara' di livello come le nostre ma i ragazzini crescono piu' liberi e sicuramente piu' felici.
Sono scelte, come quelle di ognuno, ogni scelta porta delle conseguenze che occorre essere in grado di gestire.
Scelte che ,secondo me, non vanno troppo posticipate.
Quando il treno passa, se non sei in stazione...lo perdi.

2 commenti:

  1. anche io sono messo cosi,fin che qua il lavoro mi permette di mantenere la mia famiglia,non si puo mollare,ma se il lavoro viene a mancare abbiamo le valige pronte con la nostra casa che ci aspetta

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  2. Infatti e' esattamente come dicevo caro Paolino

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