venerdì 23 novembre 2012

POST DI MATTEO

 

Ho due figli italo-cubani, la più grande l'anno prossimo va a scuola.
Uno delle paure (o delle scuse) che ci trattiene è anche l'idea che il sistema educativo italiano (non tra i migliori stando ai ranking, ma chissenefrega dei ranking) dia, comunque, più opportunità per i nostri figli domani rispetto a quello cubano.
La mia compagna non amava (per indole e motivi vari) particolarmente la scuola a Cuba (né in Italia del resto!); sua sorella, invece, era una delle migliori e ciò le sta consentendo comunque (con una grande dose di impegno) di fare l'università a Miami.
A L'Havana avevo conosciuto una cugina laureata in informatica che insegnava (3 anni fa) la materia in provincia con una tastiera di cartone.
Il discorso, come sempre, torna anche sui mezzi economici e le opportunità che si aprono; per adesso l'idea è quella che dall'Italia si fa sempre tempo ad andare a Cuba, mentre è più difficile il passaggio inverso; ma le cose cambiano e forse il discorso vale più per le nostre paure che per i nostri figli.
Naturalmente il "sistema educativo" non si ferma alla scuola e all'istruzione (nel senso di sapere); da questo punto di vista quello che si trova in Italia e a Cuba è alquanto diverso; alcuni esempi:
- contesto sociale e valori di riferimento (sui quali comunque la famiglia può molto ma non tutto e il riferimento si dà praticando), capitalismo vs. socialismo solo per semplificare, ma il discorso vale anche per i rapporti con il resto del mondo;
- cultura, (pur essendo "anti-nazionalista") mi piacerebbe che i miei figli conoscessero bene l'Italia, la sua arte, l'Europa e praticassero se non il greco almeno un po' di latino (che anche a Cuba serve); d'altra parte il rincoglionimento culturale che ci sommerge è sempre più evidente e la sete di sapere, se c'è, non teme le distanze, ma, anzi, ne è affascinata;
- contesto e istituzioni di riferimento, alcuni esempi banali per tutte l'età: giochi cubani vs. giocattoli italiani; cultura deportista a Cuba vs. oratorio; a Cuba si cresce nel ballo, qui per una scuola di danza di una bambina di 5 anni arrivano a chiederti più di 1.000 euro!

Mi piacerebbe condividere idee ed esperienze sul tema, soprattutto di chi ha superato le paure e ha mandato la figlia all'escuela con la uniforme (magari accorciata, di nascosto!) 


9 commenti:

  1. MATTEO IL DUBBIO CREDO LO ABBIANO MOLTI CON FIGLI IN ETA' SCOLASTICA.
    Meglio a Cuba o da noi?
    Sicuramente la scuola italiana, per inciso una delle peggiori dell'Europa occidentale, e' piu' formativa sia dal punto di vista dei contenuti sia da quello delle prospettive, sopratutto se queste prospettive puntano fuori dal paese.
    Io, personalmente opterei per Cuba, magari con qualche lezione privata di inglese ed informatica.
    Forse avrebbero meno nozioni ma crescerebbero piu' felici sopratutto con un padre che puo' qualcosa alle spalle.

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  2. Ti ringrazio per il post, la bellissima foto e per dare spazio a questo tema.

    Ma che può il padre alle spalle?!

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  3. così per andare a Cuba hai la scusa di andare a trovare i figli.. potresti fare il contrario: tu vai a "lavorare" a Cuba e i figli rimangono a studiare in Italia .. a parte gli scherzi io li farei stare in italia, studiando bene lo spagnolo, poi quando sono grandi, se vogliono, possono fare un'anno di superiori là o l'università

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    1. Ciao Marcucci si potrebbe essere una soluzione Dai un occhiata a Gente di Cuba 2

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    2. Grazie, marcucci, ma vista l'ortografia (mia e tua), forse è meglio che andiamo tutti a Cuba senza studiare un cazzo!

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    3. sì a Cuba la calle es la escuela..

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  4. Avere le spalle coperte in un paese come Cuba aiuta sempre

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  5. A mio avviso un ragazzo forse non sarebbe triste se potesse trascorrere l'infanzia a Cuba. Infatti non ricordo di aver visto bambini tristi nella più grande delle Antille. Anzi mi raccontava un amico di Cojimar che un paio di bambini ucraini erano statai mandati li, accompagnati dalle madri, per trascorrere lunghi periodi all'aria aperta con un clima gradevole, rispetto alle condizioni proibitive dettate dal meteo delle steppe dell'Europa dell'est. Lui stesso aveva fatto caso al cambiamento nell'umore dei fanciulli, i quali erano molto pallidi e tristi appena arrivati e diventati, grazie all'esperienza cubana e alle scorribande con i loro coetanei caraibici, gioiali.
    Alla luce di ciò credo che sia meglio per un ragazzo stare insieme ai compagni e giocare, la famosa scuola delle strada, piuttosto che davanti ad internet o con la play station. I problemi iniziano dopo, quando una volta entrati nel mercato del lavoro non hanno possibilità occupazionali allettanti. Anche se detto per inciso al momento e in prospettiva di un immediato futuro non ce le abbiamo neanche noi. (P)

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    1. Grazie, sono d'accordo su divertimento e benefici vari. Quest'estate anche i miei nel campo ci hanno dato dentro!Non che quì siano infelici del resto, ma senz'altro Cuba offre molto per bambini e poi per ragazzi. Il pnto è però proprio quello del dopo e della scelta di vita, e in altri termini la paura di "sbagliare" non solo per noi, ma soprattutto per loro.

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