sabato 1 dicembre 2012

BASI NUOVE

 

Anni fa' un forumando scrisse, in uno dei suoi rari momenti di lucidita', una cosa che, pur nella sua banalita', racchiude un fondo di verita' importante.
Sradicare una cubana dalla sua terra e' un crimine contro l'umanita'”.
Piu' o meno l'”illuminato” pensiero recitava cosi'.
In pratica portare via da Cuba una Cubana era ritenuto un errore che spesso si pagava a caro prezzo.
Ripeto, il concetto ha un suo perche' ma occorre approfondire la cosa ed essere un filino meno superficiali.
Parlo con cognizione di causa, ne ho prtate 2 qua' in questi 12 anni e, pur essendo state entrambe esperienze positive, ci sono state situazioni che, inevitabilmente, mi hanno fatto riflettere.
Ad altri e' andata molto ma molto peggio, pensando di portarsi qua' una palma reale si sono ritrovati a dividere il talamo con un salice piangente.
Che qua' la qualita' di vita sia decisamente peggiore di quella che viviamo a Cuba e' cosa nota.
Certo, entriamo in un supermercato e c'e' di tutto, abbiamo 100 canali tv, se serve qualcosa si esce di casa a lo si compra ma al final la triste verita' e' siamo tutti soli come cani.
Viviamo in citta' congestionate, in condomini affollati dove non conosciamo nessuno, i rapporti interpersonali sono quasi esclusivamente legati agli interessi e spesso, per convenzioni sociali, ci tocca frequentare parenti che sono peggio di una metastasi.
Esagero?
Forse, ma non ne sono del tutto sicuro, anche perche' a scrivere cazzate buoniste sono tutti capaci.
Portiamo qua' fanciulle decisamente piu' giovani di noi, sradicandole da un contesto completamente differente.
Un contesto in cui sono, volenti e nolenti, protette da tutto un sistema sociale e famigliare che garantisce loro almeno il minimo sindacale.
Qua' siamo banderuole al vento nella speranza che soffi sempre al traverso per consentirci di tirare avanti.
Ci lamentiamo che loro, una volta qua', cambiano cessando di essere le mulatte sorridenti che abbiamo conosciuto.
Le trasportiamo dal sole cubano al cazzo di freddo europeo, freddo che ti entra nell'anima e che ti fa' dimenticare le cose buone che dimostri di avere quando sei nella maggiore delle Antille.
Le lasciamo sole a casa, (lavorare bisogna) lasciandole ad ingozzarsi di porcate e di inutili novelas.
Le lasciamo frequentare loro connazionali che spesso rappresentano il peggio che Cuba abbia saputo offrire.
Le facciamo, a volte, convivere con genitori che non avevano alcuna necessita' di ritrovarsi in casa una ragazzetta di un colore misterioso e, per loro, incomprensibile.
E poi ci si lamenta che cambiano......
Cambiano loro e cambiamo noi.
Qua' e' una pelea quotidiana, non ci si puo' permettere di abbassare la guardia in nessun momento.
Oltre ai problemi di cui sopra dobbiamo aggiungere uno stato ladro e delinquente che cerca unicamente di metterci a pecora spremendoci come limoni soltanto per poter permettere la sopravvivenza di privilegiati e truffatori costituzionali.
Come si fa' ad essere quelli che siamo quando frequentiamo Cuba?
Ieri ho viaggiato fino in Veneto, zona Jesolo, Cavallino Treporti per la precisione.
Avevo 2 contratti in ballo per la prossima estate, uno piccolino che ho chiuso in pochi minuti ed uno molto grande, con parecchi soldi in ballo e una decina di persone da far lavorare per quasi 5 mesi.
Ho passato 2 ore e mezza a discutere con la proprieta' i mille aspetti della stagione.
Quando sara' Pentecoste ed arriveranno i Tedeschi, quando finiscono le scuole in Olanda, quando e' il momento della discesa degli austriaci, quando scenderanno i danesi ecc.....
Alla fine e' andata bene, abbiamo chiuso un bel contratto ma ho fatto il viaggio di ritorno con un mal di testa che mi si apriva.
La notte precedente avevo dormito poco e male, per la tensione della trattativa che avrei dovuto sostenere.
Niente a che vedere con lo spensierato adolescente cinquantenne che, con la faccia da cadetto di Guascogna, si aggira per le vie di Las Tunas.
Se avessi avuto una cubanita accanto probabilmente avrebbe risentito di questo momento per me importante ma delicato.
Secondo me la soluzione e' una sola; rivedere tutto su basi nuove.
Lei dovrebbe capire che qua' non e' la'....che i soldi non crescono sui pioppi, che solo nel vocabolario la parola “diritti” viene prima di quella chiamata “doveri”, che se vuole essere parte di una famiglia deve condividere il bello ma anche il brutto.
Noi dobbiamo, dal canto nostro, capire che portiamo qua' una ragazza che arriva dall'altro mondo, molto piu' giovane di noi che, ogni tanto, avrebbe bisogno anche di divertirsi come fa' la gente della sua eta'.
Comprendere che il salto di culture e' per loro molto piu' difficile che per noi.
Per loro e' il primo viaggio, noi, almeno una parte di noi, abbiamo visto tanto mondo e tanta gente.
Molti di voi queste cose le sanno bene.
Personalmente il mio futuro insieme e' a Cuba ma per molti e' e sara' l'Italia, quindi bisogna, giocoforza, tenere in considerazione tutte queste cose.
In caso contrario il fallimento sara', inevitabilmente, nei fatti.

8 commenti:

  1. Non sempre sono d'accordo con quello che scrivi, ma la tua logica, molto spesso, è ampiamente condivisibile. Bellissimo post.

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    1. Caro Carlito pensa che palle se fossimo sempre d'accordo su tutto...

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  2. tutto vero quello che scrivi,alla base di un matrimonio,ci vogliono gli stessi obiettivi per entrambi per la vita futura,per me e mia moglie viene prima di tutto l amore e l unione della nostra famiglia,i nostri figli,ed io e lei abbiamo ruoli ben definiti.poi tanta fortuna di aver trovato la persona giusta,ma pensarla alla stessa maniera su quello che si voglia creare insieme in futuro,mi pare una buona ricetta perche funzioni bene.

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  3. Paolino mi sa' che e' sparito il tuo commento sull'altro post.....orcobue.
    Per il resto...esatto...tanta fortuna ed un p' di occhio.

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  4. "una palma reale si sono ritrovati a dividere il talamo con un salice piangente". VERISSIMO (QUESTO E TUTTO CIO CHE HAI SCRITTO).
    taxi draiver

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  5. Buonismo a parte, a volte ce la possono e possiamo fare.
    Ovviamente non è facile (come del resto, non lo è per noi, ma certo per loro meno ancora considerato che - a parte il sistema di partenza diverso, svantaggiato e spesso disprezzato - l'integrazione da noi è senza sconti e con molte barriere da superare).
    Personalmente dipingo sempre di nero la situazione a quelle amiche, amici e parenti che da Cuba vorrebbero venire a cercar fortuna da noi. Soprattutto adesso.

    Mi è capitato più di una volta, volente o nolente, di fare l'embajador de Cuba per giovani e meno giovani compagne di sventura della mia compagna e amiche conosciute qua, venute a cercare fortuna e finite senza un tetto.
    Il discorso chiaro a tutte (e l'unico possibile) era che il sostegno che potevo dare era limitato; passato un certo periodo di tempo l'unica alternativa era il biglietto di ritorno.
    Non l'ho comprato a nessuna.
    La maggior parte ha messo su famiglia con ragazzi o uomini diversi da quelli con i quali era venuta. Una è andata in Spagna. Alcune lavorano, altre no.

    La reclusione in casa a ingordare quando non è voluta, può divenire una necessità imposta dall'assenza di possibilità.
    Il "salto" non è facile.
    Presa rapida coscienza che qui non è l'Eldorado, il primo passo e più difficile è capire che "il non sono qui per pagare le tasse a Berlusconi" fa male solo a se stesse.
    Fatto questo passaggio, la voglia di fare, di buttarsi e mettersi alla prova in un mondo diverso e le qualità che spesso le nostre novie posseggono, possono fare la differenza, anche se, come per tutti, non è un'equazione matematica.
    La giovane età da questo punto di vista, può essere un vantaggio, specie se accompagnata da un'esperienza della vita e dalla voglia di riscatto.

    Da parte nostra, dobbiamo dare aria e sostenerle nel difficile processo di integrazione, spingendole, spesso contro la loro ostinazione e le loro (e le nostre) paure, a uscire a farsi una loro vita di lavoro, amicizie e interessi anche qui; altrimenti la trasformazione della palma, oltre che fisiologica, è inesorabile.

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  6. Mi sembra normale...quasi sempre si porta qua' una perfetta sconosciuta...

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