mercoledì 5 dicembre 2012

IDIOMA

 

L'italiano e' probabilmente il solo viaggiatore del mondo civile che gira il globo terracqueo senza quasi parlare una parola di nessuna lingua che non sia la propria.
Ed anche in questo caso in modo zoppicante.
Ho lavorato in tanto mondo e, nella maggior parte dei casi, ho assistito a scene non molto dissimili dal classico “noios voulevant suvuar” di toto'peppinesca memoria.
La mia generazione ha frequentato le scuole quando l'inglese era un fastidio da relegare, alle medie, ad un paio di noiosissime ore la settimana.
Siamo pigri, abbastanza ignoranti e pensiamo che la nostra celeberrima gestualita' mediterranea ci venga in soccorso in ogni situazione.
Lavorando nei villaggi di mezzo mondo ho perfezionato l'inglese e in zone creole o francofone anche un po' di francese, qua' aiutato dalle mie radici piemontarde ed occitane.
Una volta sbarcato a Cuba mi sono trovato a dover affrontare lo spagnolo, non lo spagnolo pulito degli iberici ma quello imbastardito dei cubani.
L'idioma della calle.
Per noi italiani imparare questa lingua e' piu' semplice rispetto ai canadesi o ai tedeschi questo e' sicuro, ma il luogo comune per cui lo spagnolo e' come l'italiano con una s al finale di ogni parola e' durato lo spazio dall'aeroporto di Holguin a Tunas, durante il primo viaggio.
Era venuto a prendermi un italiano con una novia ed un altra fanciulla. Parlavano fra di loro ed io non comprendevo una amata minchia.
Io, che non do' mai consigli, mi sento di darne uno a chiunque si avvicina alla nostra isola; imparate la lingua nel piu' breve tempo possibile.
Questo e' quello che ho fatto io, dal secondo viaggio ho cercato di stare il meno possibile con italiani e il piu' possibile a contatto della gente.
Ho cercato, spesso arrancando, di comprendere cio' che dicevano.
Ho preso appunti, ho cercato di leggere in spagnolo piu' cose possibili, dal Granma ai libri.
Devo dire che le mie duenas storiche, Nancy e Glennys, mi hanno aiutato molto, tutelandomi quando c'era da farlo e mettendomi al riparo da mecaniche assortite, le stesse che tutti dobbiamo affrontare nei primi viaggi.
Capire l'idioma ti permette di relazionarti al meglio con le fanciulle, di capire se la fulana e' solo un paio di belle tette oppure anche una con cui vale la pena di passarci del tempo.
Al ristorante sapere cosa ordinare e poter revisar la cuenta individuando il solito “errore” nella somma finale.
Rapportarti coi mille cagacazzo che, ai primi viaggi, ci fermeranno por la calle con le scuse piu' orignali.
Parlare col poliziotto che ti ferma per un controllo mentre sei in auto o in scooter per contestarti qualcosa.
Ho fatto solo i primi esempi che mi vengono in mente, ricordo ancora la mia totale incomprensione di tutto durante i velocissimi dialoghi fra cubani nei miei primi viaggi.
Era una cosa che mi faceva andare in bestia.
Andare in un posto e non poterti rapportare con la gente e' una delle cose che da' piu' fastidio.
Conosco tanti italiani che incontro, occasionalmente, in citta', gente con 6/7 viaggi sulle spalle che hanno 50 vocaboli nella garganta e niente di piu'.
Frequentano solo italiani, hanno sempre bisogno di qualcuno che li tiri fuori da casini in cui si infilano e da cui non sanno uscire, proprio per la mancanza di conoscenza dell'idioma.
Quando sei con una ragazza...mica si deve ridurre tutto all'arf arf....
Cazzo ci dovrai parlare un po', se tutto si riduce a “quello” allora meglio stare qua' ed andare a puttane.
Capisco che ad una certa eta' e' difficile apprendere una nuova lingua, specie se gia' si hanno dei problemi con l'italiano avendo il proprio dialetto come unico riferimento.
Nessuno pretende di parlare come un Hidalgo, ma perlomeno sapere relazionarsi con il mondo cubano e' una prerogativa a cui tutte le persone intelligenti devono ambire.


14 commenti:

  1. ....l'hai detta nell'ultima tua frase la verità . Certo che se viaggi solo per limpiarte el tubo la lingua la usi in altro modo y nada mas :-)))

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    1. Il problema è che siamo un popolo di provinciali

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  2. Primo viaggio a Cuba: mi aspetta un mio amico italiano, che appena varchiamo la soglia di casa mi fa: "ti presento la tua fidanzata!". Dopo i convenevoli, resto solo con lei, che mi guarda e fa "y entonce?". Ed io: "Ommadonna, e mo' che ha detto?".

    E cmq, il palestino habla cantando, anche questo va detto.

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    1. In effetti i primi incontri con le cubane sono stati un casino

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  3. .....nell'ultima tua frase la verità.
    Certo che se vai a Cuba solo per limpiar el tubo , la lingua avrà solo un altro scopo :-)

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  4. Sì, a quel punto è bene che la sappia usare soprattutto lei!

    Cazzate a parte, condivido (anche questa volta) in pieno, Milco, la tua forma di "approcciarti" che è il minimo, naturalmente, che ti consente di conoscere, capire e di interagire.
    Ho anche visto un blog precedente nel quale suggerisci (oltre ovviamente al tuo libro!) alcuni autori cubani: anche quello sarebbe un bel tema da sviluppare.

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  5. Ok in futuro ti dirò quali autori cubani preferisco. Non è che ne conosco poi tanti.

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  6. Cancellare messaggio delle 11:35 p.f.

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  7. Quando avevo 20 ho fatto il primo viaggio(quasi tutto in autostop) a Salisburgo.Dormendo sulle panchine,all'alba ci svegliavano i netturbini che parlavano tutti un inglese perfetto........Max

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  8. In estate vedo i bambini tedeschi e olandesi che a 8 anni già s i destreggiano
    con l 'inglese

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  9. Hai messo il classico dito nella piaga, caro Aston.
    Ogni volta resto allibito nell’ascoltare certi connazionali il cui numero di viaggi a Cuba si misura non più sulle unità ma sugli anni di frequentazione, che inciampano sulle frasi più comuni. E mi domando: ma com’è possibile che vieni qui quattro volte l’anno, passi in questo paese quasi metà della tua vita e ancora non dico che tu possa discernere tra il significato di “ser” e “estar”, ma che almeno tu riesca, che so, a declinarli questi verbi, almeno all’indicativo presente. Dico, solo perché ascolti continuamente chi ti sta intorno qualcosa dovresti aver digerito, no? Niente.
    Forse la chiave sta proprio nella chiosa finale del tuo post. Amareggia vedere che Cuba importa in buona parte non dico il nostro peggio ma di certo la tipologia dei frequentatori della Isla, in una buona porzione, è ben nota.

    Jack Walsh

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    1. Se leggi come si esprimono in italiano alcuni frequentatori del web cubano comprenderai molte cose. . .

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  10. A me la musica è sempre stata utilissima per imparare le lingue.
    Da piccina con i Take That (e concedimelo!) ho imparato l'inglese abbastanza bene, ed ora la musica latina mi sta aiutando con lo spagnolo... anche se ne ho di strada da fare!

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    1. Anche io nei primi tempi mi aiutavo con i testi delle canzoni

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