martedì 11 dicembre 2012

MI PIACEREBBE SAPERE

 

Mi piacerebbe sapere molto di piu' del periodo especial.
Non frequentavo Cuba, ero in giro per il mondo nei villaggi, a lavorare.
Sento tanti racconti, racconti in cui da un lato si capisce come quei momenti siano stati davvero duri e dall'altra, in chi racconta, c'e' un fondo di nostalgia per un periodo in cui, si era piu' giovani e si credeva ancora in qualcosa.
Si racconta che a Las Tunas arrestarono gente perche nella pizza, invece che il formaggio, ci scioglievano i condom.
La mia compagna, aveva 10 anni e mi racconta di una miseria nera, mi parla dei chupamiao, calzature particolari, se non ho capito male la suola era fatta con pezzi di copertone di auto o qualcosa di simile.
Mi raccontano di quando ci si puliva i denti con la canna da zucchero perche' il dentifricio era introvabile.
Mi narrano di quando lo stato a La Habana e Santiago, in cambio dell'oro e dei monili che la gente si ritrovava in casa, eredita' di un tempo andato, dava in cambio generi di prima necessita' in una che rimane una delle piu' grandi truffe a cielo aperto della storia cubana.
Col crollo del blocco socialista, questa isola, mantenuta mani e piedi dal sudore dei lavoratori del blocco, si ritrovo' priva di tutto e completamente impreparata all' evolversi dei fatti.
Fidel, col suo intuito di stratega, dopo una visita di Gorbaciov in cui chiedeva all'isola di incamminarsi verso le riforme ricevendo in cambio un fermo rifiuto, avviso' la popolazione che ci sarebbero stati anni di lacrime e sangue ma nessuno era pronto per cio' che avvenne poi.
Davvero non so molto di quegli anni e mi piacerebbe sapere di piu'.
Posto un racconto ,dal web, di un italiano a Cuba in quegli anni.
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11 anni fa venni a Cuba nel mio primo viaggio al di fuori della nostra ovattata Europa. Era anche il primo viaggio in un paese povero, che prepotentemente mi mise davanti agli occhi le condizioni di vita dei cubani e mi diede un’idea di come vive la maggior parte degli abitanti del nostro pianeta. Ben altri erano i problemi che qui ogni giorno la gente affrontava, che quando solo pensavo a quelli che invece avevamo noi in Italia, nella nostra vita quotidiana, mi sentivo… un idiota, oltre che un privilegiato. Aspetti certo già visti in tv o letti sui giornali, ma finché non si vedono di persona non ci si rende conto, non si capisce.
Era però per Cuba quello (1997) anche un momento terribile, credo il più duro dall’inizio della rivoluzione castrista che pose fine alla precedente dittatura del generale Batista (1959). Giunsi infatti a Cuba sul finir del famigerato “periodo especial”, un quinquennio di grave crisi economica iniziato poco dopo la caduta del muro di Berlino e lo sgretolarsi dell’Unione Sovietica. L’URSS infatti, dopo l’embargo americano verso Cuba che ne soffocava l’economia (che vige ancora oggi: embargo seguito alla nazionalizzazione e confisca di tutte le proprietà straniere – in maggioranza americane – da parte di Fidel Castro e Che Guevara, dopo la rivoluzione), era rimasto l’unico (ma notevole) partner commerciale: comprava la canna da zucchero cubana e forniva petrolio e aiuti vari. Anche (soprattutto) per motivi di guerra fredda.
Crollata l’URSS, i russi avevano altro a cui pensare che ai poveri cubani, e la già povera economia cubana crollò bruscamente.
Il presidente Castro impose pesanti restrizioni alla popolazione e ridusse la già misera razione giornaliera di cibo che lo Stato passava (e passa ancora oggi) ad ogni suo abitante.
Io con un amico, 11 anni fa, affittammo un appartamento in un disastrato condominio nel Malecon dell’Avana, il suo affascinante lungomare. Una casa privata, che veniva affittata abusivamente da una famigliola per arrotondare il magro bilancio familiare. Con un borsone di viveri portato dall’Italia per risparmiare sui costi totali del viaggio, ogni giorno cucinavamo in casa. Pasta italiana, panini cubani (con formiche dentro) e, da buoni sardi, formaggio e salsiccia. E accadeva che, in un modo o nell’altro, ogni giorno avevamo ospiti cubani alla nostra tavola, ragazzi e ragazze. Mangiavano tutto, ovviamente, fino all’ultima briciola, ma una delle cose che mi colpì in quegli allegri pranzetti fu il fatto che i cubani conservavano e riciclavano tutto. Non si buttava mai via niente, neanche 3 spaghetti rimasti attaccati al fondo della pentola.
E in giro non si vedeva un solo obeso, non c’erano gatti (li avevano mangiati tutti), i cani erano pochissimi e solo di piccola taglia (mangiano meno). La luce mancava per diverse ore ogni giorno nella capitale (figurarsi nelle province). I ragazzi per strada provavano a vendere di tutto ai turisti (sigari, rum, affitto di case, pasti nei ristoranti clandestini, donne – anche la propria fidanzata o sorella – ecc) e le ragazze li inseguivano anche solo per avere in cambio un pasto decente.
Insomma, c’era fame!
Da allora sono passati 11 anni, durante i quali tante cose sono successe a Cuba.
C’è stata l’importante visita del Papa, nuove severe leggi contro la prostituzione e, nonostante ulteriori restrizioni all’embargo da parte americana (guarda caso dal solito G.W. Bush), pian piano nuovi importanti accordi commerciali son stati abilmente fatti da Fidel Castro con paesi come Cina, Vietnam e, soprattutto, un importante e potente vicino, il Venezuela di Hugo Chavez, con il suo prezioso petrolio. Qui ha scambiato la preparazione di migliaia di medici cubani, inviati in Venezuela per assistere la popolazione che vive nei miseri “barrios” (le “favelas” venezuelane), con i barili di petrolio. E, poco a poco, il “periodo especial” è (quasi) sparito (ma, secondo alcuni, non è mai finito).
Infine, da pochi mesi a questa parte, dopo 50 anni a capo del governo, Fidel Castro ha “abdicato” in favore del fratello Raul (ufficialmente con una elezione, ma… ).
Nei primi giorni di questo nuovo viaggio, 11 anni dopo, mi vengono subito da notare i tanti obesi, i tanti gatti, i cani anche di grossa taglia, diverse auto moderne in più, la luce sempre presente. Ma, nelle settimane successive, ore e ore passate a parlare con tanta gente mi faranno capire che, nonostante queste poche appariscenti differenze, in realtà non è cambiato quasi nulla.

16 commenti:

  1. Ho appena finito di divorare lo splendido "Ancorato alla terra di nessuno", conosciuto anche grazie a te e al tuo blog. Discutendone ieri con la mia compagna, mi diceva "e' proprio questo che spiega molte cose che non capite: noi il periodo especial l'abbiamo vissuto". Mi ha stupito che dai suoi discorsi non c'era tuttavia una collocazione precisa del "periodo especial":per lei è sempre durato, sia prima della caduta del muro che dopo.

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    1. Molta gente dice che prima stavano meglio. Lo credo i russi lavoravano per loro

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  2. dai racconti che mi hanno fatto,penso che chi abbia vissuto in quel periodo,ha una scorza talmente dura che non c è crisi che gli faccia paura.

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    1. Mia nonna diceva che chi ha patito la fame la buccia del salame non la butta più via

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  3. cosi come quel periodo fu terribile,c è da dire che sempre stando ai raconti di mia suocera,i 30 anni prima furono da paese dei balocchi vero e proprio.

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  4. prova a chiedere negli anni 80 cosa prendevano con la libreta?prendi paura da quanta roba c era,e d altronde come dici tu,i russi lavoravano al gelo e i cubani mangiavano al calduccio......non era poi tanto male.....da chavez in poi diciamo che è una via di mezzo.

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  5. Infatti i cubani della mia età quando parlano di prima del crollo del muro lo fanno in modo positivo. Ci credo mangiare e trombare mentre Ivan si faceva il culo

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  6. e dopo chavez,si ritorna al periodo especial?mi sa che lo vivremo anche noi allora......

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  7. Non credo il mondo è cambiato e con lui anche Cuba

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  8. è vero,pero senza petrolio è ancora dura per tutti i paesi e per cuba piu di tutti,o sbaglio?spero di sbagliarmi,questo non ci voleva,neanche per noi che stiamo progettando un futuro a cuba.la revolucion trovera altri alleati come sempre.w la CINA!!!

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  9. Ma guarda che anche senza Chiavez governa Maduro il suò vice che è un fan di Fidel. Almeno fino al 2017

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  10. Quello che posso aggiungere io è che mia suocera in quel periodo, presa dalla disperazione e dalla depressione, si tolse la vita perchè rimasta sola con quattro figli. Il suo gesto fece si che il padre tornò a prendersi cura dei figli e ne uscirono discretamente.
    Mia moglie racconta sempre quello che si legge in giro, gatti spariti, e che, anche con i soldi in mano non c'era niente da comprare.

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    1. UNA DELLE TANTE TRAGEDIE DI QUEL PERIODO

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  11. occhio aston,sai meglio di me che i cambi di guardia al potere nei regimi militari non sono cosi semplici quando cade il leader,di cuba ce n è una sola!!!speriamo il bene......

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