martedì 4 dicembre 2012

VITA DI BARRIO

 

Tempo fa' un antico frequentatore del web cubano mi scrisse che, quando avessi iniziato a vivere Cuba da dentro un barrio cubano mi sarei accorto di molte cose ed altrettante avrei iniziato a vederle con un occhio differente.
Fino a quando si vive in una casa de renta molte cose sfuggono o, piu' probabilmente, hanno per noi poca importanza.
Nel momento in cui si entra, davvero, all' interno della societa' cubana allora i parametri devono essere modificati.
Il mio ultimo soggiorno tunero l'ho trascorso vivendo praticamente tutto il giorno, notte esclusa, nel barrio dove ho costruito casa.
Molte cose che ho appreso gia' le sapevo e il viverle in prima persona ha confermato tutte quelle mie impressioni.
Intanto ci si immagina che lo yuma sia visto come un dollaro con le gambe, non e' proprio cosi'.
O meglio, non e' sempre cosi'.
Certo se ci si rapporta unicamente con cubani che si relazionano con noi nel parque o in zone simili allora e' normale che ci sia dietro una sorta di interesse.
La notizia che uno yuma veniva ad abitare nella via e' circolata rapida, com'e' uso a Cuba, sono venuti alla casa albaniles, idraulici, elettricisti, gente che vende cemento e pintura, carpentieri ed altri che potevano essermi utili.
Sicuramente il fatto che ci fosse uno straniero ha accellerato loro il passo ma sarebbero comunque andati nella casa di chiunque stesse costruendo.
Fra l'altro, oramai sono un esperto in materia, ho pagato ogni cosa che ho comprato, ogni persona che ha lavorato per me, esattamente quanto avrebbe pagato un cubano, i costi si conoscono bene.
Anzi a volte, il fatto di comprare cash e coi soldi in mano ci ha fato risparmiare qualcosa.
Non c'e' stato alcun assalto alla diligenza, i vicini sono venuti a presentarsi e per tutto il periodo dei lavori si sono resi disponibili, a titolo totalmente gratuito, per piccoli favori che ci hanno risolto dei problemi.
Da uno, quando ancora non c'era el tanke, los albaniles andavano a prendere acqua, un altro ha prestato una carriola , un altro ci ha permesso, in un suo solar, di stipare terra e sabbia e via discorrendo.
Quando sento dire che sono tutti ladroni e fancazzisti mi rendo davvero conto che di Cuba, anche dopo 1000 viaggi, ci sara' sempre gente che non capira' un cazzo.
Un barrio dove tutti lavorano, dove si trova di tutto, dove se hai bisogno di qualcosa c'e' sempre chi ti indichera' dove trovarla.
Una Cuba normale, fatta di gente normale.
Bella scoperta direte voi.....
Il fatto e' che se non si entra in certi meccanismi si e' portati a pensare che i soli cubani che esistano siano i 4 chulos che inseguono i turisti per vendere roba od offrire favori.
Non e' neache vero che semrpre, a fronte di un favore, la gente si aspetti soldi o regali.
La responsabile dell'impresa elettrica tunera e' un amica del Feldmaresciallo esattamente come la nostra abocada.
Sono cresciute insieme nella stessa piccola citta' e ora vivono a Tunas.
La prima ci ha risolto il problema del contatore, problema di non facile soluzione in questi tempi a Cuba.
La mia compagna voleva darle qualcosa ma non c'e' stato verso ,alla fine le ha comprato dei pomodori e glieli ha portati a casa.
La seconda non ha voluto neache quelli, essendo la abocada della vivienda ci ha risolto tutti i problemi relativi alla proprieta', ed in modo rapido.
E' incinta e al final la fanciulla le ha comprato un paio di vestitini per la nascitura visto che di accettare denaro non se ne parlava.
Chi pensa che sempre occorra il denaro per risolvere le cose forse non conosce bene la gente cubana.
Non voglio dire che non serva, all'OMIV per adelantare la situazione....qualcosa abbiamo fatto ma se esistono saldi vincoli di amicizia, esattamente come da noi, un favore resta un favore e non una transazione economica.
La gente si rapporta con noi in funzione di come noi ci rapportiamo con la gente, se l'approccio e' normale (ne' arrogante ne' eccessivamente amicale) il tipo di relazione sara' normale, come accade in ogni parte del mondo.

12 commenti:

  1. Sono d'accordo con te....anche se io sono un fanatico della Mesa Redonda e di Randy!!

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  2. Ho sbagliato post, era in quello della TV!

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  3. Tanti anni fa, durante il mio primo soggiorno a Santiago, sono riuscito a convincere il dueño della casa dove stavo a venire con me in disco, una sera. Volevo offrigli una bevuta perchè mi ha risolto tante di quelle situazioni che non posso elencarle. E' finita che ha fatto lui lo yuma, e ha pagato tutto x me. Un vero signore, come poi si è dimostrato nel corso del tempo. Ma ho anche altri aneddoti da raccontare, di gente che si è prodigata per aiutarmi senza interesse. Al massimo il rimborso delle spese sostenute, e documentate.

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  4. Basta avere un po d`occhio e non girare con l `anello al naso e si trova anche gente per bene

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  5. ti ricordi che neparlavamo ai tempi de gente de cuba? ed io ti dicevo che quano conosci la vera cuba avresti cambiato idea.....poi se hai la fortuna come me di avere vicine molto carine ...in tutti i sensi :-))
    giumiro

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  6. Infatti mi riferivo proprio a te. Dove vivo è il paese dei balocchi ma sono un tantino "marcato"

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  7. Hola Milco sempre in assoluta sintonia, io che sono un napoletano anzi un vesuviano doc, considero il popolo Cubano anni luce più aperto e generoso del Napoletano che in Italia si distingue per tali criteri. Non abbordiamo poi i confronti tra malavitosi in quanto Cuba è senz'altro uno dei pochi paesi al mondo dove è di fatto inesistene qualsiasi organizazzione criminale permanente. Mi sto anch'io dedicando alla ristrutturazione casa de mi hijo, ed ho scoperto, nella pur "metallica" Avana, rapporti di vicinato altruisti e collaborativi. Certo è un vero casino la ricerca dei materiali tipo IGIENICI DI LIVELL0, bidè, miscelatori ecc.: Napoli docet: quello che non trovi nelle Ferreteria sta nella calle... e tutto con fattura! Alla prossima. Il 17 sto all' Avana e torno a Febbraio. Ciao Milco. Francesco Franz

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  8. I problemi esistono ma se si ha un po' di esperienza di vita tutto si risolve

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  9. Credo sia la cosa che più manca a chi vive Cuba – o almeno a me – con la dimensione della vacanza bi o tri-settimanale. Ci si rende conto che c’è dell’altro ma, proprio per lo spazio temporale concesso che obbliga quasi a vivere la vacanza al massimo, si tralasciano situazioni e opportunità che meriterebbero.
    Un po’ come viaggiare in treno o a piedi. Il paesaggio, seppur interessante, scorre dai finestrini come fosse un film. Immergendoci in quel paesaggio si scoprono aspetti che non avremmo mai conosciuto. Insomma, da parlare di Cuba sto quasi facendo un elogio della lentezza.
    Ma, in effetti, quello che alla fine di tanto turbinare si cerca è scendere dal treno in corsa e guardarli passare, quei treni, magari con una Bucanero ghiacciata in mano.

    Jack Walsh

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  10. La possibilità di rallentare i ritmi è una delle cose migliori che Cuba offre

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