martedì 31 gennaio 2012

NUOVA CASA DE RENTA...COL PANCIONE

In  questo ultimo mese a Cuba sono stato in una nuova casa de renta,nuova in senso assoluto,era aperta da una decina di giorni e sono stato il suo primo cliente.
La casa ha una piccola storia particolare che merita di essere raccontata.
Si trova di fronte a una primaria situata accanto alla piscina della scuola dello sport,una decina di minuti dal centro vicino al paladar Casa Mia giusto perche' i "tuneri" capiscano.
La si riconosce da fuori perche' e' una bellissima e nuova casa pitturata di viola (sic)
Ho pagato per un mese 14 cuc al giorno compreso il garage per lo scooter che si trovava a 50 metri dalla casa.
Cuarto bellissimo e confortevole,se devo dare un voto direi che il 7 ci sta' tutto,e al massimo io do' 8.
La duena e' una 36 enne attualmente con la barriga al settimo mese,lei vive in un' altra casa vicino al garage,nella casa vivono in pianta stabile,l'altra figlia che ha di 19 anni e la madre.
A 17 anni ebbe questa figlia da un cubano e un anno dopo conobbe un canadese,siamo in pieno periodo especial e mi immagino che lo yuma sia davvero caduto dal cielo per lei.
Si sono sposati e lei e' stata piu' volte in Canada,poi 6 anni fa improvvisamente lui e' morto di infarto mentre era nel suo paese.
Lei percepisce da allora una ottima pensione e anche sua figlia ha una piccola rendita mensile che arriva dal paese della foglia di acero.
Dopo la morte del marito ha iniziato a costruire la casa,ci ha messo 6 anni e tanti soldi,i rapporti con le figlie di lui sono ottimi tanto che sono arrivate a Tunas il giorno della mia partenza e ho potuto conoscerle.
Hanno portato i documenti perche' la figlia di lei possa andare a studiare in un college canadese.
Non so chi sia il padre del futuro nascituro,presumo un cubano che pero' non ha mai fatto capolino in casa.
Lei e' una persona assolutamente splendida,di poche parole ma disponibile al 100%.
Il problema e' che tutti gli altri sono dei fancazzisti che approfittano del suo benessere e del frigo sempre pieno.
Quando verso le 11 del mattino tornavo dal ginnasio per farmi la doccia e la vedevo col panzone piegata a pulire la doccia mi chiedevo,e le chiedevo,che cazzo facessero gli altri.
Lei in tutta sincerita' mi ha detto che sia la madre che la figlia non hanno voglia di fare un cazzo e in piu' in casa gira il fratello di lei,brava persona ma voglia di lavorare saltagli addosso,il novio studente messicano della figlia e,a volte,la novia del fratello.
Malgrado questo eccessivo via vai ho potuto constatare l'assoluta sicurezza del posto,potevo lasciare soldi in giro,e i primi giorni l'ho fatto di proposito,e nessuno toccava nulla,anche perche' nel cuarto a pulire entrava solo lei.
Col solito discorso cuidate que yo te cuido mi ha consentito una certa liberta' di manovra,terminata ai primi di gennaio quando e' riapparsa una persona che conosco da quasi 10 anni e che ora e' al mio fianco,solito discorso carne' sulla mesa e via andare.
La figlia e' carina e in tutta onesta' mi ha fatto capire piu' volte che ci sarebbe stata molta trippa per il gatto ma evito sempre di mischiare le cose e di fare casini nella casa dove devo vivere.
Sta' facendo il biennio di lavoro come informatica ma va' a lavorare un giorno su tre e la sola cosa che ha in testa e' divertirsi,in questo non e' molto diversa dalle sue coetanee italiane.
La madre della duena e' testimone di geova,ci ha provato una volta a introdurre il discorso con me e le ho detto che vista la faccenda delle trasfusioni era meglio che con me parlasse di altro.....
Non credo che in quella religione ci sia un dettame che impedisce di dare una mano nei lavori di casa alla figlia incinta.....
Il fratello,ripeto brava persona campa con lavoretti saltuari che fa nel garage,avere la dispensa della sorella aperta e' probabilmente uno stimolo al fare meno possibile.
L'ultimo giorno la duena mi ha chiesto come mi ero trovato e,visto che ero il suo primo cliente,se avevo qualche consigli da darle.
Intanto metta fuori un grande cartello che indichi che quella e' una casa de renta perche' dalla strada non si vede.
Poi che faccia sparire un po' di gente dalla casa,a me non e' dispiaciuto un po' di movimento ma altri turisti potrebbero essere molto piu' camurriosi di me.
Le ho detto che lei DEVE vivere e soggiornare nella casa (stava tutto il giorno in casa ma andava a dormire a casa sua),gli yuma non sono mica tutti come il sottoscritto che sara' anche fimminaro ma e' pirsona per bene,come direbbe Mimi' Augello il vice di Montalbano.
La sua presenza costante e' anche una tutela per noi.
Intanto in giro e' pieno di pezzi di merda che faranno il possibile,in caso di sua assenza,per portarle in casa minorenni,civate del parque,batterie e Dio solo sa cosa d'altro.
Fra l'altro quando il carne' e' sulla mesa e la coppia nel cuarto lei deve prendere i dati della ragazza nel caso sparisse qualcosa o il fenomeno si addormentasse,nel caso poi che l'obolo non fosse adeguato lei deve essere presente e intervenire ai primi schiamazzi per evitare che la fanciulla inizi a tirare addosso al Sancho Panza di turno tutto cio' che le capita in mano.
Le ho dato qualche consiglio perche e' una persona a cui mi sono un po' affezionato,la mia compagna e' diventata sua amica e spero in futuro di poter tornare in quella casa che mi sento di consigliare a tutti voi.
Fidatevi.

Abrazo de Hugo Chávez a las familias de Cienfuegos


El Presidente de la República Bolivariana de Venezuela, Comandante Hugo Rafael Chávez Frías envió un abrazo y un agradecimiento a las familias de Cienfuegos, que acogieron en sus viviendas a estudiantes latinoamericanos de seis países.
Luego de seis años de estudios en la Universidad cienfueguera, 332 recibieron los títulos de Doctores en Medicina mediante un Programa de la Alianza Bolivariana para los Pueblos de América Latina y el Caribe ideado por Fidel Castro y Hugo Chávez.
Trasmitió el mensaje el Embajador de Venezuela en Cuba, Excelentísimo Señor Edgardo Antonio Ramírez en la entrevista realizada luego del acto de graduación en el cine Luisa de la Perla del Sur.
"Hoy el sueño de Fidel y de Chávez se ha cumplido, por eso un eterno y profundo abrazo desde el corazón de Venezuela, en nombre del Comandante Presidente Hugo Chávez Frías, quien ama esta Patria y está convencido de que hay ejemplo y virtudes" expresó.
Muy emocionado, el embajador venezolano agradeció a las abuelitas, los padres, hermanos, tíos, novios, y en fin a toda la familia y al gobierno, junto a los Comités de Defensa de la Revolución, la Federación de Mujeres Cubanas, la Unión de Jóvenes Comunistas y a la Universidad, que hicieron posible la convocatoria, respondiendo a Fidel cuando dijo "hay que recibir en las casas a la legión de médicos".
"Sí, muy emocionado, reiteró, porque es el Socialismo para la vida, hecho desde América Latina y el Caribe. Los revolucionarios que acompañamos y recibimos las orientaciones de los Comandantes Fidel y Chávez tenemos que estar también firmes y convencidos de que el único camino que tiene la humanidad es el Socialismo.
"Solo con el socialismo habrá perpetuidad de la especie y respeto a la Madre Tierra, así como paz y justicia en el mundo. Cienfuegos es el calor y el amor. Somos una misma Patria, la que soñaron Bolívar y Martí".
Agregó que "Cuando una cantera de jóvenes exhibe el titulo de médicos socialistas para la vida y para atender a los excluidos históricamente en otras naciones, se hace realidad ese proyecto encontrado en Cienfuegos. Por eso hay mucha alegría y estamos conmovidos por el esfuerzo de jóvenes y familias.
"Médicos que van a contribuir a hacer posible el Socialismo y la paz. El Imperio hace la guerra y el Socialismo hace la paz. Estos son los que van a atender en las montañas, los ríos, los caseríos, donde la medicina privada nunca llega porque esa es la racionalidad del Capitalismo, mientras la nuestra es el amor y la medicina humanista para quien no la tenía.
"Este continente de América Latina y el Caribe es sumamente importante para esta legión de jóvenes, de hombre y mujeres que no solamente están en Cuba, pues los vemos en Bolivia, Ecuador, Venezuela, Colombia, Uruguay, incluso en África. El sueño hecho real con más médicos, educadores deportistas y científicos sociales. Por eso lo que está ocurriendo es el proyecto de Bolívar y Martí hecho realidad por Fidel, Raúl y Chávez".

BENTORNATO CARO MONDO

La notizia che da ieri Emiliano Mondonico e' il nuovo allenatore del Novara non puo' che rallegrare ogni persona che ama il calcio e ha seguito la vicenda personale di questo indomito Cuore Granata come ha fatto,con puntualita',questo Blog.
Lo scorso anno il mister allenava l'Albinoleffe,a un certo punto dovette lasciare la squadra per operarsi allo stomaco a causa di un tumore.
Era poi tornato ad allenare la squadra salvandola dalla C per poi tornare ad operarsi nuovamente.
A settembre aveva annunciato che il male era estirpato e che poteva tornare alla vita normale.
Lo avevo visto in qualche trasmissione televisiva pimpante e arguto come sempre e con,finalmente, un po' piu' di kg addosso.
Chi conosce Mondonico sa che razza di persona e',noi granata lo sappiamo bene,ci ha allenati per anni portandoci alla finale di Uefa con l'Aiax persa solo perche' il destino con noi non e' mai stato benevolo,i 3 pali ad Amsterdam tremano ancora.....
Tutti lo ricordano mentre al terzo palo nostro alzava la sedia sopra la testa,inimitabile Mondo.
Non tutti sanno pero' che ogni volta che viene a Torino passa al campo del Lucento,vicino a dove ho abitato per anni,per parlare coi ragazzi e per l'amicizia che lo lega a molti dirigenti di quella antica e gloriosa societa'.
Non tutti sanno che una volta la settimana da anni allena una squadra di carcerati infondendogli valori positivi e un minimo di normalita'.
Non tutti sanno che quando venne a Torino a giocare col suo Albino porto' tutti la squadra al museo della Memoria Granata dove riposano,fra tanti altri cimeli,ricordi e oggetti appartenuti a Capitan Valentino e agli altri Eroi.
Questo mentre Cairo non aveva mai pensato di portarci il Toro a visitare quel museo,infatti lo fece dopo la visita del Mondo.
Ieri in un itervista radiofonica si lamentava perche' fra 2 domeniche deve andare a Milano a giocare con l'Inter ma quel giorno c'e' la sagra al suo paese e gli tocca saltarla....
Ora non posso dire che sia andato ad allenare la squadra a noi Granata piu' simpatica del mondo,ma sono contento che il vecchio guerriero sia di nuovo in pista.
In bocca al lupo vecchio Mondo.

lunedì 30 gennaio 2012

Discurso de Raúl Castro: “El rumbo ya ha sido trazado”

Raúl en la Clausura de la Primera Conferencia Nacional. Foto: Ismael Francisco
Raúl en la Clausura de la Primera Conferencia Nacional. Foto: Ismael Francisco

La Primera Conferencia Nacional del Partido que hoy concluye sus sesiones ha estado dedicada, en correspondencia con la convocatoria librada por el 6to Congreso, a evaluar con objetividad y sentido crítico el trabajo del Partido, así como determinar con voluntad renovadora las transformaciones necesarias para situarlo a la altura que demandan las actuales circunstancias.
No olvidemos que solo el Partido, como institución que agrupa a la vanguardia revolucionaria y garantía segura de la unidad de los cubanos en todos los tiempos, solo el Partido, repito, puede ser el digno heredero de la confianza depositada por el pueblo en el único Comandante en Jefe de la Revolución Cubana , el compañero Fidel Castro Ruz .
No me detendré a exponer los datos de los participantes en el proceso de discusión del proyecto de Documento Base ni las numerosas modificaciones que resultaron del mismo, considerando el informe presentado por el Segundo Secretario del Comité Central, compañero José Ramón Machado Ventura, en la inauguración de este evento, que como todos conocen no comenzó ayer, sino casi inmediatamente después de la clausura del Congreso del Partido.
Tras la elaboración del primer borrador del Documento y su posterior análisis en múltiples reuniones del Buró Político y del Secretariado antes de la discusión en las organizaciones de base del Partido y la Unión de Jóvenes Comunistas (UJC), durante los meses de octubre y noviembre del pasado año, sus resultados fueron analizados por el Tercer Pleno del Comité Central, celebrado el 21 de diciembre de 2011.
También en las primeras semanas de este mes, a nivel de provincia, se realizó el estudio y discusión por parte de los delegados a la Conferencia y otros cuadros. En total se elaboraron nueve versiones del Documento.
A diferencia del proyecto de Lineamientos de la Política Económica y Social del Partido y la Revolución , cuyo debate incluyó, en uno u otro modo, a toda la población, el Documento Base de la Conferencia , dado su alcance menos abarcador y su enfoque más dirigido al funcionamiento interno del Partido fue analizado por toda la militancia, si bien nuestro pueblo conoció íntegramente su contenido a través de los medios de prensa.
Por otra parte, en el proceso preparatorio de la Conferencia fue debatido el papel de los militantes en interés del perfeccionamiento de las relaciones del Partido con la UJC , la Central de Trabajadores de Cuba y demás organizaciones de masas, de manera que las mismas incrementen, en las actuales condiciones, su protagonismo e influencia en la sociedad.
Como era de esperar, desde la publicación del Documento no han faltado las críticas y exhortaciones de quienes, confundiendo sus más íntimas aspiraciones con la realidad, se ilusionaron con que la Conferencia consagraría el inicio del desmontaje del sistema político y social conquistado por la Revolución , a lo largo de más de medio siglo, con el apoyo de la mayoría de los cubanos.
En este sentido, no fue nada casual que el primer objetivo del mismo exprese: “El Partido Comunista de Cuba, fuerza dirigente superior de la sociedad y del Estado, es fruto legítimo de la Revolución , al propio tiempo su vanguardia organizada y quien garantiza, junto al pueblo, su continuidad histórica”. Este concepto, al que jamás renunciaremos, se encuentra en plena correspondencia con el artículo cinco de la Constitución de la República , aprobada en referendo por el 97,7 por ciento de los electores, mediante el voto libre, directo y secreto.
Nuestros adversarios y hasta algunos que simpatizan con nosotros, abstrayéndose de la historia de permanente agresión, bloqueo económico, injerencia y el cerco mediático, expresado en las incesantes campañas de la prensa supuestamente libre, subordinada en su mayoría a los intereses imperiales predominantes, todo lo cual ha debido enfrentar la Revolución Cubana , nos exigen, como si se tratara de un país en condiciones normales y no una plaza sitiada, la reinstauración del modelo multipartidista que existió en Cuba bajo el dominio neocolonial de los Estados Unidos.
Renunciar al principio de un solo partido equivaldría, sencillamente, a legalizar al partido o los partidos del imperialismo en suelo patrio y sacrificar el arma estratégica de la unidad de los cubanos, que ha hecho realidad los sueños de independencia y justicia social por los que han luchado tantas generaciones de patriotas, desde Hatuey hasta Céspedes, Martí y Fidel.
Con el fin de organizar la lucha por la independencia de Cuba y Puerto Rico concibió Martí la creación de un solo partido político, el Partido Revolucionario Cubano, según sus propias palabras: “Para fomentar la revolución de modo que puedan entrar en ella… todos los cubanos de buena voluntad:… Todos los que amen a Cuba, o la respeten”.
Cuando ya la victoria sobre España era inminente, después de treinta años de guerra, se produjo la intervención norteamericana y una de las primerasmedidas fue disolver ese partido, al igual que el glorioso Ejército Libertador, para dar paso a lo que vino después, el multipartidismo de la república burguesa y la creación de un nuevo ejército con su represiva guardia rural incluida, garantía del dominio absoluto de todas las riquezas de la nación, de las que se apropiaron en los cuatro años de la primera ocupación militar.
Ese fue el triste final de los dos pilares de la revolución independentista, el Partido y su Ejército Libertador, resurgidos exactamente al cabo de 60 años bajo la conducción de Fidel, inspirado en las enseñanzas de Martí.  No permitiremos jamás que esa historia se repita.
No es mi propósito, en esta intervención, hacer un recuento de la evolución histórica del término Democracia, desde su conceptualización en la antigua Grecia, como el “poder del pueblo”, aunque la mayoría esclava no contaba para nada. Tampoco pretendo filosofar sobre la vigencia y utilidad de la llamada democracia representativa, que en definitiva es harto conocido que ha devenido invariablemente en la concentración del poder político en la clase que detenta la hegemonía económica y financiera de cada nación, donde las mayorías tampoco cuentan y cuando se manifiestan, como sucede en estos precisos momentos en muchos países, son brutalmente reprimidas y silenciadas con la complicidad de la gran prensa a su servicio, también transnacionalizada.
El mejor argumento es el que nos ofrece la democracia norteamericana, la cual se pretende imponer como modelo a todo el mundo, en la que se alternan el poder los partidos Demócrata y Republicano defendiendo, sin mayores diferencias, los intereses del mismo gran capital, al cual ambos se subordinan.
Ahí están, por citar unos pocos ejemplos, la Base Naval de Guantánamo, territorio ocupado por Estados Unidos ilegalmente, contra la voluntad del pueblo cubano y que así ha permanecido por más de 100 años, con independencia del partido en el poder en ese país, que tanto proclama la defensa de los derechos humanos al tiempo que, a pesar de las promesas del actual presidente, mantiene allí, hace una década, una prisión, donde en un limbo legal en estos momentos más de 170 ciudadanos extranjeros son sometidos a torturas y vejaciones.
El segundo ejemplo, la invasión por Playa Girón, concebida y planificada por un presidente republicano, Eisenhower, y llevada a cabo por el presidente Kennedy, apenas tres meses después de tomar posesión, que era del Partido Demócrata; y por último, el bloqueo económico, que ha perdurado medio siglo, sin importar si es republicano o demócrata quien ocupa la Casa Blanca.
Sin el menor menosprecio a ningún otro país por tener sistemas pluripartidistas y en estricto apego al principio del respeto a la libre determinación y la no injerencia en los asuntos internos de otros estados, consagrado en la carta de las Naciones Unidas, en Cuba, partiendo de sus experiencias en la larga historia de luchas por la independencia y soberanía nacional, defendemos el sistema del partido único frente al juego de la demagogia y la mercantilización de la política.
Si hemos escogido soberanamente, con la participación y respaldo del pueblo, la opción martiana del partido único, lo que nos corresponde es promover la mayor democracia en nuestra sociedad, empezando por dar el ejemplo dentro de las filas del Partido, lo que presupone fomentar un clima de máxima confianza y la creación de las condiciones requeridas en todos los niveles para el más amplio y sincero intercambio de opiniones, tanto en el seno de la organización, como en sus vínculos con los trabajadores y la población, favoreciendo que las discrepancias sean asumidas con naturalidad y respeto, incluyendo a los medios de comunicación masiva, mencionados varias veces en los Objetivos aprobados en esta Conferencia, los que deberán involucrarse con responsabilidad y la más estricta veracidad en este empeño, no al estilo burgués, lleno de sensacionalismo y mentiras, sino con comprobada objetividad y sin el secretismo inútil.
A este fin es necesario incentivar una mayor profesionalidad entre los trabajadores de la prensa, tarea en la que estamos seguros  contaremos con el apoyo de la Unión de Periodistas de Cuba (UPEC), los medios de comunicación y de los organismos e instituciones que deben tributarles información fidedigna y oportuna para, entre todos, con paciencia y unidad de criterio, perfeccionar y elevar continuamente la efectividad de los mensajes y la orientación a los compatriotas.
Al propio tiempo, la conformación de una sociedad más democrática contribuirá también a superar actitudes simuladoras y oportunistas surgidas, al amparo de la falsa unanimidad y el formalismo en el tratamiento de diferentes situaciones de la vida nacional.
Es preciso acostumbrarnos todos a decirnos las verdades de frente, mirándonos a los ojos, discrepar y discutir, discrepar incluso de lo que digan los jefes, cuando consideramos que nos asiste la razón, como es lógico, en el lugar adecuado, en el momento oportuno y de forma correcta, o sea, en las reuniones, no en los pasillos. Hay que estar dispuestos a buscarnos problemas defendiendo nuestras ideas y enfrentando con firmeza lo mal hecho.
Ya hemos dicho en otras ocasiones y así también se recogió en el Informe Central al 6to Congreso, que lo único que puede conducir a la derrota de la Revolución y el Socialismo en Cuba, sería nuestra incapacidad para erradicar los errores cometidos en los más de 50 años transcurridos desde el primero de enero de 1959 y los nuevos en que pudiéramos incurrir en el futuro.
No ha existido ni existirá una revolución sin errores, porque son obra de la actuación de hombres y pueblos que no son perfectos, enfrentados además, por primera vez, a nuevos y descomunales retos.  Por eso creo que no hay que avergonzarse de los errores, lo grave y bochornoso sería no contar con el valor de profundizar en ellos y analizarlos para extraerles las enseñanzas a cada uno y corregirlos a tiempo.
En este sentido, por su permanente vigencia, es oportuno recordar las palabras del compañero Fidel el 28 de septiembre de 1986 al clausurar el Tercer Congreso de los CDR, cuando señaló: “La lucha contra las tendencias negativas y la lucha contra los errores cometidos continuarán indefectiblemente, porque tenemos el deber sagrado de perfeccionar todo lo que hacemos, perfeccionar la Revolución, tenemos el deber sagrado de no estar satisfechos jamás, ni siquiera cuando creamos que estamos haciendo las cosas bien hechas, mucho menos vamos a estar satisfechos cuando sabemos que no están haciéndose todas las cosas lo bien hechas que tienen que hacerse”.
La generación que hizo la Revolución ha tenido el privilegio histórico, pocas veces visto, de poder conducir la rectificación de los errores cometidos por ella misma, muestra elocuente de que no tuvieron una repercusión estratégica, de lo contrario, no estaríamos hoy aquí. No pensamos, a pesar de que ya no somos tan jóvenes, desaprovechar esta última oportunidad.
Al referirme a este asunto, me siento en el deber de alertar, una vez más, que no caigamos en la ilusión de creer que las decisiones adoptadas en esta Conferencia Nacional y ni tan siquiera los acuerdos de alcance estratégico adoptados por el 6to Congreso, constituyen la solución mágica a todos nuestros problemas.
Para impedir que nuevamente caigan en saco roto las instrucciones del Partido, el Buró Político decidió, al igual que como se indicó en su momento con respecto a la marcha de la actualización del modelo económico y el cumplimiento de los planes anuales y el presupuesto, que los plenos del Comité Central analicen dos veces al año la aplicación de los Objetivos de trabajo del Partido aprobados por esta Conferencia.  Del mismo modo procederán los comités provinciales y municipales del Partido, en la forma y frecuencia que establezca el Comité Central.
La experiencia nos ha enseñado que aquello que no se controla con efectividad, no se cumple o se ejecuta superficialmente.
Se impone trabajar y perseverar con Orden, Disciplina y Exigencia por hacer realidad los Lineamientos de la Política Económica y Social, igual que los Objetivos aprobados en este evento, dejar atrás el lastre de la vieja mentalidad y forjar con intencionalidad transformadora y mucha sensibilidad política la visión hacia el presente y el futuro de la Patria , sin abandonar, ni por un instante, el legado martiano y la doctrina del marxismo leninismo que constituyen el principal fundamento ideológico de nuestro proceso revolucionario.
Para lograr el éxito en este empeño es imprescindible, como se expresa en el objetivo número 37, “fortalecer la unidad nacional en torno al Partido y la Revolución, estrechar el vínculo permanente con las masas y consolidar la convicción de preservar la nación cubana y las conquistas económico-sociales, sobre la base de que Patria, Revolución y Socialismo, están fusionados indisolublemente”.
Ahora bien, el meollo del asunto no está en haber formulado adecuadamente ese objetivo o cualquier otro, sino en determinar las vías y formas en que lo llevamos a la práctica, con la máxima firmeza, de manera que podamos evaluar con integralidad cuánto y cómo avanzamos, detectar a tiempo las tendencias negativas y ser capaces de movilizar a la militancia y al pueblo en la consecución del objetivo en cuestión.
Esto mismo es aplicable a los enunciados relacionados con la Política de Cuadros, área que como también expresa el Informe Central del 6to Congreso, sufrió los efectos de la improvisación y la falta de previsión y sistematicidad, trayendo como secuela que no contemos todavía con una reserva de sustitutos experimentados y maduros, con preparación suficiente para asumir las complejas funciones de dirección en el Partido, el Estado y el Gobierno, tarea que por razones obvias, como todos comprenderán, reviste una importancia estratégica para la Revolución y en la cual trabajamos sin precipitación, pero sin pausa, en el cumplimiento de los acuerdos del Congreso.
Aprovecho la ocasión para ratificar que en la medida en que avancemos en la definición de todos los ajustes que será necesario introducir a la Constitución de la República y al marco legislativo complementario, entre otros asuntos, implementaremos la decisión de limitar a un máximo de dos períodos consecutivos de cinco años, el desempeño de los cargos políticos y estatales principales.  Al respecto, considero que una vez definidas y acordadas las políticas por las instancias pertinentes podemos iniciar su aplicación paulatina sin esperar por la reforma constitucional, recurso al que no debemos estar acudiendo a cada rato, o sea, ir a modificar algo de la Constitución, aunque sea por el propio Parlamento, sin necesidad de referendo.  Igualmente deberán modificarse en ese sentido los Estatutos y otros documentos rectores del Partido.
Al hablar de estos temas, no puede dejar de mencionarse la importancia de asegurar que la autoridad moral del Partido, de sus militantes y en especial de los dirigentes, en todos los niveles, se fundamente en el ejemplo personal, a partir de demostradas cualidades éticas, políticas e ideológicas y el permanente contacto con las masas.
La Revolución de los humildes, por los humildes y para los humildes, que tanta sangre costó a nuestro valeroso pueblo, dejaría de existir sin efectuarse un solo disparo por el enemigo, si su dirección llegara algún día a caer en manos de individuos corruptos y cobardes.
Estos conceptos, que no son nada nuevos, bien vale la pena tenerlos siempre presentes por el daño real y potencial que para el presente y futuro de la nación significa el fenómeno de la corrupción.
En las últimas semanas los diputados de la Asamblea Nacional y numerosos cuadros y funcionarios de todo el país, han recibido copiosa información acerca de algunos procesos investigativos, que en esta materia desarrollan los órganos especializados del Ministerio del Interior, en estrecha armonía con la Fiscalía y la Contraloría General de la República.  A su debido tiempo, luego del pronunciamiento de los tribunales correspondientes, toda nuestra población conocerá con amplitud estos hechos.
No hace mucho, al intervenir en la clausura de las sesiones del Parlamento el pasado mes de diciembre, me referí a la convicción de que la corrupción es, en la etapa actual, uno de los principales enemigos de la Revolución, mucho más perjudicial que el multimillonario programa subversivo e injerencista del gobierno de Estados Unidos y sus aliados dentro y fuera del país.  También dije que en lo adelante no permitiríamos que las acciones de enfrentamiento al delito fueran efímeras, como ciertamente nos ha sucedido en otras ocasiones.
Afortunadamente, sin el menor ánimo de restarle gravedad a este mal bastante generalizado en el planeta, considero que nuestro país puede ganarle la batalla a la corrupción, primero frenarla y luego liquidarla sin contemplaciones de ningún tipo. Ya advertimos que en el marco de la ley seremos implacables con el fenómeno de la corrupción.
Con frecuencia, varios de los implicados en los casos detectados ostentaban la militancia del Partido, demostrando fehacientemente su doble moral y el empleo de esa condición para agenciarse posiciones en las estructuras de dirección, violando de manera flagrante los deberes de un militante comunista, establecidos en los Estatutos.
Por ello, sin esperar a la revisión que se ejecuta en el marco de la actualización de los documentos rectores del Partido, el Tercer Pleno del Comité Central, celebrado en diciembre pasado, precisó que la sanción a aplicar a quienes participen en hechos de corrupción no puede ser otra que la expulsión de las filas del Partido, sin menoscabo de la responsabilidad administrativa o penal que corresponda, pues hasta ahora, como práctica, esta medida -la de expulsión- era excepcional y se reservaba a casos de traición a la Patria y delitos graves.
No nos cabe la menor duda de que la enorme mayoría de los ciudadanos y los cuadros de dirección son personas honestas, pero sabemos que eso no es suficiente, no basta con ser honrados y parecerlo, hay que pelear y enfrentarse, pasar de las palabras a la acción.
Es cierto que el Partido desde hace años venía librando el combate contra este flagelo; sin embargo, este andaba por un lado y el Gobierno por otro. Para asegurar el éxito es preciso que el Partido asuma definitivamente la conducción del proceso, lo cual no significa en lo más mínimo que suplantará las funciones que a cada institución le pertenecen.
El Partido, en primer lugar, exigirá a todos responsabilidades por el cumplimiento de sus obligaciones, sin intervenir en la administración, pero sí llamar la atención, alertar y luchar allí, desde el núcleo, el municipio, hurgar, pensar y volver a pensar en cómo movilizar al conjunto de las fuerzas en ese empeño. Cada vez que hagamos eso, vamos a comprobar que la correlación de fuerzas en todos los sentidos nos favorece en este empeño de derrotar la corrupción.  La importancia hay que dársela a la organización y constancia de esa lucha.
Además, esta no es función exclusiva de los militantes, es también un deber de cada ciudadano y ciudadana, militante o no, que se preocupe por su país.
Vale en este contexto retomar, por su actualidad, conceptos definidos desde 1973, hace casi 40 años, como parte del proceso preparatorio del Primer Congreso.
El Partido debe estar en capacidad de dirigir al Estado y al Gobierno, controlar su funcionamiento y el cumplimiento por ellos de las orientaciones trazadas, estimular, impulsar, coadyuvar al mejor trabajo de los órganos de gobierno, pero en ningún caso sustituirlos.  Los dirige mediante el control, y este término debe entenderse en la acepción de comprobar, examinar y revisar, nunca en el sentido de intervenir o mandar.
Aunque no está en el texto, está en el pensamiento de todos, de toda la masa de militantes, que en el Partido debe acabarse definitivamente el “mandonismo” su fuerza es moral, no jurídica, por eso hay que tener moral para dirigir el Partido y llevar a la masa de militantes ese espíritu, ¡es la fuerza moral!
El Partido dirige controlando que sus directivas, junto a las del Estado y el Gobierno, se ejecuten apropiadamente por quienes corresponda.
La organización partidista controla por intermedio de sus estructuras y de todos sus militantes, de arriba a abajo y viceversa, lo cual no niega el papel de control que el Gobierno realiza sobre la actividad administrativa a su cargo.
El control es simultáneo, pero no presupone interferencias. En una empresa de la producción o los servicios, este se ejerce por la administración de la entidad, por sus niveles superiores y por organismos estatales o gubernamentales, según competa, ya sea la Contraloría , la Fiscalía , los bancos, las oficinas de la administración tributaria, etcétera.
Las organizaciones del Partido en la base llevan a cabo el control mediante el accionar de sus militantes, ya sean simples trabajadores o dirigentes, apremiando con el ejemplo, del que emana su autoridad, que la administración se atenga estrictamente al cumplimiento de las normativas jurídicas vigentes, sin dejar de trasmitir a los organismos políticos superiores la información pertinente.  El Partido controla que los planes económicos y el presupuesto se elaboren de manera correcta y luego de aprobados por el Gobierno y el Parlamento se cumplan con rigurosidad.
Estos conceptos están bien claros hace bastante tiempo, desde el Primer Congreso, pero después nos olvidamos de aquellas resoluciones, de aquellos acuerdos, de aquel magnífico congreso y los engavetamos, y por eso casi medio siglo después tenemos que estarles quitando el polvo a los papeles de lo que hicimos hace 40 años, porque nos dedicamos a otras cosas, por una razón o por otra.  Por eso defendemos tanto la institucionalidad y que cada cual haga lo que le corresponda, sin interferir a los demás, más bien apoyándonos. Estos conceptos, además, han sido actualizados, por lo que se hace imprescindible desde la base, o sea, en el propio núcleo del Partido y el Comité de Base de la Juventud , educar a los militantes en esos principios y en cómo se hace esa tarea:  cada uno en el marco donde desenvuelve sus actividades; cómo se hace eso que hemos orientado en los diferentes congresos o Conferencia, como en este caso, o sea, educar a los militantes en los mismos para incorporarlos a su accionar diario.  No hay que hacerse filósofo, ¡no hay que hacerse filósofo!
Eso es lo que les debemos enseñar, sencillo y poco a poco irlos educando en las reuniones correspondientes, en cursillos o en lo que sea, que sepan cuál es su función, cuál es su papel; pero para desempeñar ese papel hay que tener moral en todos los sentidos.  Y les decía que ese es, en mi modesta opinión -y este fue un tema bastante discutido en algunas de las comisiones ayer-, el aspecto esencial del llamado trabajo político ideológico y no las consignas vacías y las frases prefabricadas.
Antes de concluir estas palabras considero necesario denunciar, una vez más, las brutales campañas anticubanas instigadas por el gobierno de Estados Unidos y algunos otros tradicionalmente comprometidos con la subversión contra nuestro país, con el concurso de la gran prensa occidental y la colaboración de sus asalariados dentro de la isla en el propósito de desacreditar a la Revolución, justificar la hostilidad y el bloqueo contra la población cubana y crear una quinta columna que facilite la aspiración de privarnos de la independencia y soberanía nacional.
Como expresa el editorial del periódico Granma del pasado lunes 23, los hechos hablan más que las palabras.  Las campañas anticubanas no harán mella en la Revolución ni en el pueblo, que continuará perfeccionando su socialismo.  Quedará nuevamente demostrado que la mentira, por muchas veces que se repita, no necesariamente se convierte en verdad, porque “un principio justo, desde el fondo de una cueva, puede más que un ejército”.
Compañeras y compañeros:
En menos de un año hemos efectuado dos eventos del Partido, esta Primera Conferencia Nacional y sobre todo el 6to Congreso, con acuerdos trascendentales para el presente y el futuro de la Revolución y el Socialismo en Cuba.  El rumbo ya ha sido trazado, avancemos pues con la misma decisión, la firmeza ideológica, el valor y la serenidad demostrada en más de 13 años de injusta prisión por nuestros Cinco Héroes, por cuya libertad nunca dejaremos de luchar y a quienes hacemos llegar el saludo fraternal de los comunistas y de todo el pueblo cubano.
Muchas gracias.
---------------------------------------------------------------------
Che sia la volta buona che prendano a pedate nel culo i tanti parassiti che vivono sulle spalle del popolo cubano.....

L'IMPUESTA E...SAPER FARE DI CONTO


Se e' vero che a Tunas,e in tutta Cuba stanno aprendo tanti locali di ogni tipo e' anche vero che una buona parte di loro chiudono nel giro di poco tempo.
Le ragioni sono fondamentalmente 2;la prima e' che non hanno esperienza di questo embrione di capitalismo,non sanno fare i calcoli bene e spesso lavorano in perdita,la seconda ragione,a loro dire,e' che l'impusta statale e' troppo alta.
Sul primo punto c'e' molto da dire,ho parlato con parecchia gente che sta' gestendo ho ha gestito particular sopratutto in campo gastronomico e semplicemente non sanno farsi ben i conti.
Questo vale anche per il paladar italiano che,non a caso,ha aumentato i prezzi poco prima che io partissi.
Da noi sappiamo come funziona,chi lavora nella gastronomia sa comprare,sa fare magazzino riducendo al minimo le perdite,la' la faccenda e' piu' complicata spesso non comprano aragosta o camarones per la paura che rimangano loro sul groppone ma in questo modo non hai un prodotto che il turista cerca e che fai fuori velocemente.
Ovviamente c'e' anche il discorso che l'aragosta sarebbe.....da non comprare ma questo e' un problema bypassabile.
Hanno chiuso un paio di paladar, ma si mangiava male e costavano troppo poco,paghi l'impuesta,i lavoranti che ti obbligano a prendere,i prodotti in piu' ci metti dentro i costi affrontati per aprire l'attivita' ed e' facile saltare a gambe in aria se non fai un certo incasso.
Nessuno fa' lo sforzo di differenziare l'offerta,tutti i merenderos offrono le stesse cose,tutti i bar hanno lo stesso listino prezzi,capisco che quello c'e' ma inventati qualcosa per rendere speciale il tuo locale.
Poi c'e' il discorso impuesta,il proprietario del Rio Chico mi diceva che gli era arrivata una botta di 1300 cuc da pagare non so per quale periodo di riferimento,non e' male....
Le duenas delle case de renta sono in rivolta perche' pare che sia stata fatta una modifica che le manderebbe a gambe all'aria.
Fino ad oggi all'imposta di fine anno veniva sottratta quella della licenza che pagano ogni mese.
Se per esempio una casa deve pagare di imposta in un anno 2000 cuc,a quei 2000 andavano sottratti 1800 che rappresentavano 12 mesi di imposta a 150 cuc al mese.
Ora,pare,che questa sottrazione non si fara' piu' di conseguenza oltre ai 150 al mese devono pagare i 2000 interi.
A presto su questo saro' piu' chiaro.
Il taxista che mi ha portato dal terminal Viazul de La Habana a casa di Kerry e poi all'aeroporto alcune ore dopo e' uno di quelli che appena uscita la legge e' diventato particular.
La macchina,nel suo caso moderna,resta dello stato ma tutto il resto;benzina,riparazioni,usura,olio ecc e' a suo carico.
L'imposta per loro e' alta,mi diceva che paga  fra le varie voci 1800 cuc al mese,praticamente 60 cuc al giorno del suo guadagno vanno allo stato dove pero' e' compresa la benzina anche se non so come funziona il meccanismo.
Pero' lui e' libero di andare dove vuole,lavorare le ore che vuole,far pagare la cifra che vuole e spostarsi in tutta Cuba col suo taxi senza rendere conto a nessuno.
Vive al Vadado e mantiene 2 figli gia' grandi non credo che se la passi male.
Comunque mi diceva che stanno spingendo,i taxisti,per avere un ribasso dell'impuesta statale e che le cose cambiano molto in fretta.

SVEGLIAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!


No.
Non ci siamo per nulla.
Il Toro e' scivolato al terzo posto dopo essere stato in testa anche con 6 punti di vantaggio sulla seconda,in un paio di mesi ci siamo mangiati tutto questo margine.
Onestamente la squadra e' arrivata fino a qua' grazie a Ventura,i giocatori,come ogni anno dell'era Cairo,non sono certo prime scelte,dovevano arrivare Gillet e Gazzi oggi al Bologna e al Siena,fedelissimi di Ventura ma che il Bari non cedeva gratis invece sono arrivati altri giocatori in prestito o a parametro zero.
La squadra fa gioco ma non segna,Bianchi e' un ombra e meno male che ogni tanto Antenucci la butta dentro perche' altrimenti e' notte fonda.
Serviva gente forte ora a gennaio e invece arrivano Meggiorini e Pasquato(un gobbo) che non sono esattamente dei cecchini,i soliti giocatori mediocri che probabilmente non aggiugeranno nulla.
Era prevedibile un calo ma di solito in questi momenti le individualita' salvano la baracca, da noi non sta' succedendo.
Resto ottimista anche se gli altri si rinforzano e corrono, un quarto anno di B consecutivo sarebbe intollerabile.
In settimana e' morto Cimminelli,al di' la' del fatto che una morte non e' mai bella ci mancava solo che la squadra avesse messo il lutto domenica...
Cimminelli e' stato il presidente gobbo messo li' da Moggi per mandarci dal culo,cosa concretizzatasi col fallimento,e' stato quello che ha definito coglioni i fratelli che ogni anno vanno a Superga a trovare gli Eroi.
Uno cosi' al Toro non avrebbe mai dovuto arrivare ma negli ultimi tristi 20 anni dell'epopea granata c'e' stato posto anche anche per uno individuo simile e il suo fido Romero.

domenica 29 gennaio 2012

CREDITI E SUSSIDI

Nei giorni di gennaio che ho passato a Cuba sono entrati in vigore i nuovi provvedimenti riguardanti crediti e sussidi da parte degli istituti bancari cubani nei confronti della popolazione.
Hanno fatto 3 tavole rotonde dove Randy ha convocato ministri,responsabili di vivienda e direttori di istituti bancari per spiegare bene la faccenda.
Dalle mail che arrivavano trapelava da parte della popolazione molta confusione e forse una mancanza di informazione da parte di chi di dovere.
In pratica la stragrande maggioranza dei crediti e la totalita' dei sussidi sono rivolti alla ristrutturazione di casa,una mia amica e' andata a chiedere soldi per comprare una camera vicino ad un potrero e le hanno detto che i soldi non potevano essere indirizzati a quell' uso.
Intanto bisogna distinguere fra crediti e sussidi.
I primi sono dei prestiti che fa la banca e che il cittadino deve restituire con interessi variabili a seconda della lunghezza del periodo di restituzione.
In 1 anno e' il 4.5% in 5 mi pare sia il 9%.
Il credito puo' arrivare agli 80000  pesos mn al massimo,tecnicamente il prelievo mensile nei confronti del cittadino dovrebbe essere di un terzo dello stipendio ma puo' arrivare anche alla meta' se richiesto dal cittadino stesso.
Il prestito e' in funzione dello stipendio,e' l'istituto di credito che ti dice quanto ti puo' dare in funzione di quanto guadagni.
Ovviamente ci vuole un reddito e 1/2 persone che garantiscono per te,persone che devono avere un reddito superiore al tuo.
Alcune mail proponevano dubbi a cui le risposte non mi sembravano molto esaudienti;tipo quale reddito deve avere colui che garantisce per poter a sua volta chiedere un prestito.
Secondo me su questa gente che garantisce si mettera' su un bel negocio.
Poi c'e' gente a cui viene gia' detratto una parte di stipendio per il pagamento di elettrodomestici e questi non sapevano se avrebbero potuto chiedere il prestito.
Il prestito come dicevo e' per la ristrutturazione di casa,di conseguenza devi rispettare delle tempistiche,in piu' non si stratta di soldi veri e propri ma di check.
Tu vai alla tienda,quindi niente dalla calle, ti fai fare un preventivo di cio' che ti serve con quello vai al banco dove ti hanno accettato il prestito e loro ti danno un check col quale comprerai la merce.
Una parte del credito mi pare fino al 30% e' per i costi di manodopera.
Il sussidio invece e' un aiuto a fondo perduto,si chiede alla direction municipal de la vivienda - oficina de tramite,non andra' restituito e si elargisce nei confronti di chi vive in situazioni abitative estremamente disagiate.

Raul concluye Conferencia Nacional del Partido

El primer secretario del Comité Central del Partido Comunista de Cuba (PCC), Raúl Castro, preside hoy  la jornada de clausura de la Primera Conferencia Nacional de la organización.
Los más de 800 delegados aprobarán los dictámenes de las cuatro comisiones instaladas la víspera en el Palacio de las Convenciones, así como una resolución acerca de los objetivos de trabajo del Partido.
En la jornada inaugural, los comunistas de la isla centraron sus debates en el vínculo con la población y las diferentes organizaciones de la sociedad, la política de cuadros, el cumplimiento de los lineamientos económicos del VI Congreso del PCC -realizado en abril último- y el papel en el enfrentamiento a las ilegalidades y la corrupción.
Al instalar este sábado la Conferencia, el segundo secretario del PCC, José Ramón Machado Ventura, consideró el foro un espacio para resumir el fruto de los criterios, opiniones y sugerencias de cientos de miles de militantes Machado Ventura exhortó a convertir esos aportes -realizados en un proceso previo- en objetivos de trabajo y acciones encaminadas a garantizar la ejecución de los acuerdos del VI Congreso del PCC, de abril último, en el cual se trazaron lineamientos para la actualización del modelo económico cubano.

 

GIORGIO PERLASCA



L'altro giorno ho scritto un post in cui parlavo della pavidita' del nostro popolo prendendo ad esempio Schettino ovviamente evitando di generalizzare ma ci sono situazioni che hanno visto nel tempo protagonisti nostri connazionali che ci mondano almeno in parte da quella che e' la nostra natura di popolo sicuramente non leonino.
In questi giorni si e' celebrato il giorno della memoria,tutti sappiamo di cosa si tratta,l'olocausto patito dal popolo ebraico durante la follia nazista e fascista nella seconda guerra mondiale.
Ogni anno in qualche televisione ritrasmettono un film che parla di un grande italiano.
Giorgio Perlasca.
Ogni anno guardo questo film con la pelle d'oca,gli occhi gonfi e un incazzatura addosso per come la natura umana si manifesti col suo volto piu' vile ed abbietto.
Il protagonista nel film e' Luca Zingaretti,il protagonista del commissario Montalbano per capirci.
E' bravissimo e si vede che la parte gli era entrata dentro,non sempre capita agli attori.
Giorgio Perlasca era un fascista della prima ora,volontario in Spagna e Abissinia che nel 1944 si trovava a Budapest lavorando per una impresa italiana che importava bestiame.
Siamo nel periodo storico in cui l'Asse sta' perdendo colpi sopratutto grazie agli uomini e alle donne dell'Armata Rossa Sovietica che dopo Leningrado ha iniziato una travolgente avvanzata ricacciando indietro i tedeschi e i loro alleati romeni e ungheresi (noi....ci eravamo gia' sfilati...) .
In citta' ci sono nazisti e un corpo di polizia ungherese che e' l'equivalente delle SS,una manica di assassini.
Il Raich ha bisogno di braccia e si organizza cosi' il rastrellamento di tutti gli ebrei per deportarli nei campi.
Perlasca si trova in mezzo alla situazione quasi per caso,voleva tornare in Italia,gli italiani dopo l'armistizio non erano popolari dove c'erano i nazisti e si ritrova a difendere questi ebrei.
Si ricorda che in Spagna Franco in persona gli aveva dato un papel in cui di suo pugno aveva scritto che grazie ai servizi resi alla Spagna in qualunque punto del mondo si fosse trovato avrebbe sempre potuto contare sui favori iberici.
A quei tempi a Budapest  i paesi neutrali;Spagna,Svezia,Svizzera,Portogallo,Vaticano ospitavano e proteggevano come potevano gli ebrei in case che godevano dell'extraterritorialita' ma spesso questo non era sufficente.
Lui va all'ambasciata spagnola dove ottiene passaporto e visa per andarsene,ma vuole salvare gli ebrei.
Quando l'ambasciatore spagnolo lascia la citta',i sovietici erano vicini e mal disposti verso gli spagnoli,lui resta e con credenziali false si nomina Console spagnolo tenendo aperta la sede diplomatica e garantendo protezione.
In questo modo salva migliaia di vite e quando i sovietici sono alle porte offre salvacondotto al capo della milizia ungherese in cambio del mancato posizionamento di mine all'interno del ghetto ebreo salvando cosi' di fatto 70000 vite.
Coi sovietici in citta' riesce a fuggire,da console spagnolo (anche se taroccato) sarebbe stato impiccato,la Spagna era un paese fascista,e torna in Italia.
Questo Eroe sparisce nel nulla,avrebbe potuto grazie a tutto cio' che aveva fatto vivere in modo agiato invece lo ritrovano a Padova nel 1988 alcune donne ungheresi che lui aveva salvato,fa una vita piu' che modesta.
Nel 1990 Deaglio racconta la sua storia Minoli lo invita Mixer dove per la prima volta,parla con immensa modestia di tutto cio' che aveva fatto.
Italia,Stati Uniti e Spagna lo celebrano con gli onori dovuti e Israele lo nomina uno dei 36 giusti..
Questo eroe silenzioso la cui storia andrebbe insegnata ai bambini nele scuole e' uno degli esempi di cui il nostro paese ha davvero bisogno.
Giorgio Perlasca.
Uno dei 36 giusti.

sabato 28 gennaio 2012

CHE VE LO DICO A FARE?


In questa giornata 2 buone notizie e 2.....meno.
Iniziamo da queste ultime cosi' ci si toglie il mal di pancia.
Nevica.
Ha aspettato il mio ritorno per nevicare,la neve e' bella se sei in procinto di andare a sciare ma se vivi su un cucuzzolo come me e' un bel pasar trabajo....
Ho lasciato il carro fuori dal parco del complesso residenziale dove vivo lasciandolo sulla strada in modo che domani possa muovermi a patto che il sindaco pulisca la strada.
Il Toro va sempre peggio,ora siamo terzi...ma ne parlero' domani oggi sono troppo incazzato.
Veniamo al buono...ho chiamato la fanciulla che era nella nostra casa tunera a prendere misurazioni che servono per un papeles,poi vi parlero' anche di come funziona in pratica la vendita e l'acquisto di un immobile,se ho capito bene il meccanismo.
Lunedi' la coppia che ha venduto lascera' la casa,mi avevano chiesto 10 giorni per trovare una sistemazione ed e' la ragione per cui una meta' dei soldi li hanno visti prima e l'altra meta' la vedranno lunedi'.
Prenderla in culo e' un lampo brava gente.... quindi e' bene una prudenza in piu' che una in meno.
Il permesso di costruction a la playa si sta' avvicinando ma per dirla alla Donnie Brasco.....che ve lo dico a fare?
Fatti non pugnette!

DOS EMIGRANTES



Canzoni come questa giustificano in pieno la mia stima nei confronti di questi 2 ragazzi guantanameri in questo video a Miami per la seconda volta.

Quante volte abbiamo visto i 2 tipi di cubani che la canzone racconta?
Certo la maggior parte di quelli che tornano sono del genere col collo dorato ma ne conosco parecchi che sanno cosa e' la poverta' e che rispettano el sentido di chi e' rimasto ricominciando veramente da dove avevano interrotto.
Gran pezzo!

RISPOSTA A "RICEVO E PUBBLICO"

Carissimo amico
E' un piacere avere di nuovo tue noltizie dopo tanto tempo,in effetti non ci si vede da un po' ma viviamo lontani e io spesso sono in giro buttato da qualche parte.
Conservo bei ricordi del tempo trascorso insieme sia in Italia che a Cuba e chissa' che in futuro non ci si possa incontrare di nuovo da qualche parte.
Mi fa piacere sapere che sei tornato a Cuba e che stai ancora con la negrita che ho conosciuto.
Rispondere alla tua domanda oggi come oggi non e' semplice per nessuno,allo stato attuale non e' possibile vivere a Cuba traendo dalla stessa i mezzi per mettere insieme pranzo e cena,fra pochi mesi potro' essere piu' chiaro ma sempre avendo una persona la' come riferimento a noi,turisti,e' ancora precluso ogni negocio come ben sai.
Posso portarti pero' ad esempio alcune persone che vivono a Las Tunas,che tu conosci,italiani con una pensione piccolina o un reddito che qua' non garantirebbe loro gran liberta' di manovra.
Intanto qualche anno fa si sono sposati e questo ha eliminato il problema dell'uscita ogni 2 mesi,poi hanno comprato casa e l'hanno messa a posto il tutto con un investimento di poche migliaia di euro,non c'era ancora la follia attuale in cui anche una grotta vale come una villa.
A quel punto hanno gia' dato una bella mazzata ai costi,sicuramente non vivono come il turista dei 15 giorni e neanche come me che comunque 60/70 cuc al giorno li spendo,fanno una vita normale con una donna normale.
Hanno un budget di 500/700 euro al mese che detto cosi' sembra nulla ma per un certo stile di vita e' piu' che sufficente e non parlo di fare i barboni.....
Facciamo un esempio sui 600 euro che al cambio attuale sono circa 25 cuc al giorno che sono 600 pesos in mn se si cambia a 24.
Non stare a pensare a come viviamo noi o alla farandula dei vacanzieri,pensa a uno che vive la'.
600 pesos al giorno in mn non sono pochissimi,al mercato un arancio vale un peso,una banana dolce 0.50,la carne la compri a piu' o meno 1 euro e 60 al kg.......se vuoi pagarla cara,diciamo che con 25 pesos alla libra ti sei tolto la paura.
Poi se conosci gente con una certa familiarita' con quelle bestie che fanno MUUUU e devono fare fuori in fretta la carne,per i motivi che sai, la trovi anche a 12/15 pesos alla libbra....ma io queste cose non te le ho dette....
Ogni 10/15 giorni un giro al mare dove comprano pescado,pulpo e camarones da mettere nel congelatore,ogni tanto in disco e un paio di volte la settimana qualche scappatella ma sicuramente non con una zoccola della disco o del Cadillac ma bensi con una normale,una lavoratrice,una madre a cui un aiuto puo' sempre servire.
Se decidi di vivere la' e il tuo budget e' questo allora puoi farcela senza neanche tirarti il collo credimi,una volta risolto l'alloggio e i viaggi il resto e' gestibile.
Diciamo con un rientro in Italia in un anno loro spendono intorno agli 8000 euro o poco piu'.
Sono scelte rispettabili come quelle di ognuno di noi.
Un abbraccio e...pensaci.

RICEVO E PUBBLICO


.....OVVIAMENTE TUTELANDO LA PRIVACY

Caro Milco,
ci conosciamo  da lunga data e anche se ci siamo persi di vista continuo a seguire le tue avventure e .... per un verso ad invidiarti. Soprattutto con i tempi che corrono non è facile potersi permettere tanti mesi al caldo di Cuba. Io per non perdere il rapporto con l'isla ho strappato due settimane a metà novembre.
Sono andato a stare qualche giorno dalla negrita che conosci, pur avedo altri contatti ho preferito una situazione tranquilla che al final però stava diventando monotona. Il problema non è legato alla ragazza, perchè alla fine se uno ha tempo riesce a farsi anche qualche avventura, ma quando hai i giorno contati alla fine finisci per immobilizzarti. Soprattutto se hai casa in un posto lontano dai vari movimenti, dove non c'è neanche un bar e per andare al primo rumbo (a La Palma) devi farti qualche chilometro. Io, se sei pratico de L'Avana, risiedevo in una casa privata (nel senso di proprietà di una coppia che mi ha lasciato il posto trasferendosi temporeaneamente da un'altra parte) nella zona di Boyeros precisamente alla Guinera vicino al Capri. Purtroppo è un posto fuori da tutto, pur essendoci sulla via principale un grande traffico durante le ore diurne. Certo io ormai disabituato alla farandula non ho sofferto più di tanto questo distacco dalla folla, vivendo quasi come un cubano e avendo problemi pure a mangiare dal momento che nei bracchini spesso c'era poco e niente. Ovviamente organizzandosi i riuscirebbe a viverci, però i problemi non sono pochi. Durante la vacanza non mi sono fatto mancare due serate alla casa della musica di Miramar e un giorno alla playa.
Premesso ciò non nascondo il fatto che le cose in Italia vadano meglio, non voglio annoiarti con i problemi della crisi e del lavoro. Adesso, dopo aver letto con attenzione i tuoi ultimi post, sono a chiederti se a Cuba, Paese considerato spesso ancora appartenente al terzo mondo, ci sono possibilità concrete di realizzarsi, non nascondo il desiderio di poter giocare con un piccolo mulatto e se effettivamente queste aperture consentono agli stranieri una permamenza più lunga a Cuba. Sarei contento di ricevere un tuo parere pe rquesto se hai volgia puoi rispondermi o telefonarmi
Un cordiale saluto.
---------------------------------------------------------------
A PRESTO LA MIA RISPOSTA

OCCHIO ALLA PENNA....

Volevo fare un invito ai due amministratori del forum Barrio de Cuba.
Tenete a bada Sancho Panza el civaton,quello che vive con la pensione della nonna e che adesso spera di barbare l'argenteria di famiglia alla vecchia zia dopo aver sposato la figlia di un graduato per avere l'acqua calda in casa.....
Tenetelo a bada intanto perche' ha polverizzato ogni forum su cui ha messo le mani,poi perche' fino a ieri per lui voi eravate uno un alcolizzato non in grado di intendere e di volere e l'altro un perfetto idiota non in grado di intendere e di volere.
Parole sue non  mie.
Ora vi lecca il culo,cosa che fa normalmente per campare,perche' essendo stato buttato fuori da ogni spazio virtuale gli restate solo voi.
Questo blog e il vostro forum sono le uniche entita' che parlano di Cuba che ancora funzionano,che hanno un seguiito e che sono prese da molti come punti di riferimento.
Ufficialmente ci ignoriamo in realta' io leggo con interesse le vostre sezioni a cui posso accedere,e voi insieme a molti dei partecipanti al forum leggete questo blog.
In fondo siamo dalla stessa parte della barricata.
Io non vi rompo i coglioni,vedete di agire nello stesso modo se permettete a Sancho panza di scaricarvi addosso la sua basura allora avrete da parte mia risposta altrettanto decisa.
Vi conosco bene mi conoscete bene e sapete che posso farlo, e ho tutti i mezzi e....lo storico per poterlo fare.
Quando qua' parlo di voi...non vi fa piacere e parlo di 2 mesi fa non del secolo scorso.
Manteniamo un cordiale rapporto di totale ufficiale disinteresse continuando a leggerci reciprocamente evitando che qualche disadattato in crisi iperglicemica alteri questo stato di cose.
Siente voi i responsabili di tutto cio' che viene scritto sul vostro forum..
In fondo siamo molto piu' vicini di quanto la gente pensi,frequentiamo la stessa citta',conosciasmo le stesse persone,giriamo per le stesse vie,non permettiamo a un parassita del popolo cubano di incattivire la situazione.
Ho fatto questo post prima di passare alle vie di fatto unicamente per una promessa fatta ad Ernesto che spero legga e  sappia valutare bene le cose...questa volta.
Questo e' quanto,non tornero' piu' sull'argomento.

venerdì 27 gennaio 2012

GALEAZZO MUSOLESI

Quando la televisione cubana nel noticiero ha mandato in onda la notizia dell'affondamento della nave da crociera e la telefonata fra la capitaneria di porto e Schettino in fuga ero a casa di un amico italiano a cena,eravamo una decina fra italiani e cubane.
Mi sono vergognato come un ladro in chiesa,vergognato di essere italiano,vergognato che dopo il bunga bunga,la crisi economica ora i cubani venissero a conoscenza anche di questi gesti di vigliaccheria tipici del nostro popolo.
Saremo anche un popolo di eroi e navigatori ma,storiacamente siamo un popolo che di Schettini ne ha sempre annoverati tanti,troppi,non e' un caso che nelle 2 guerre mondiali abbiamo iniziato da un lato dello schieramento per poi finire nel lato opposto.
Abbiamo tante qualita' ma fondamentalmente siamo un popolo di pavidi vigliacchetti altrimenti non sarebbe spiegabile il fatto di avere eletto piu' volte uno come Berlusconi che come diceva Grillo anni fa non e' altro che un vigliacchetto un po' piu' furbo della media.
Ovviamente i tedeschi ci hanno marciato sopra ma onestamente hanno torto quando dicono che con un comandante loro o un inglese una cosa simile non sarebbe mai potuta succedere?
Schettino,e lo dico con tutta l'amarezza possibile,e' l'attuale immagine che proiettiamo del nostro paese nel mondo,questi siamo e cosi' ci vedono nel pianeta.
Rimpiango i tempi in cui eravamo pizza,spaghetti e mandolino almeno eravamo apprezzati per qualcosa,15 anni di classe politica di merda ci hanno ridotti in questo modo.
D'altronde gesti di piccole e grandi vigliaccherie li vediamo quotidianamente ovunque,nel mondo del lavoro ognuno di noi ha potuto verificare come per 10 euro di aumento c'e' gente che investirebbe la madre,nel calcio i giocatori qua' appena sfiorati svengono,nel campionato inglese si tirano gran randellate ma dopo 5 secondi sono di nuovo tutti in piedi a correre.
Anche nel piccolo mondo del web cubano c'e' chi insulta nascosto dietro l'anonimato o lo fa quando c'e' una distanza siderale mentre vis a vis le cose sono estremamente differenti.....
Il mio non e' disfattismo e non voglio ovviamente generalizzare ma pensare che Schettino sia un caso isolato sarebbe un grande errore d'altronde ci aveva preso in pieno Bonvi coi suoi Strurmtruppen disegnando il soldato italiano Galeazzo Musolesi sempre pronto,a parole,alla pugna e all'ardimento salvo poi nel momento della battaglia mandare un certificato medico per giustificare la propria assenza.

Puertorico libero e sovrano!

LA SCELTA DELLA CASA

Vi racconto come ho iniziato a muovermi appena si sono create le condizioni perche' potessi farlo,magari a qualcuno puo' servire.
Come vi ho gia' detto a Las Tunas sono tutti impazziti per vendere casa,chiunque ha una baracca,una caverna,una grotta ,una palafitta la mette in vendita la prezzo che gli serve per comprarne un altra o per salire dal paese.
Insieme alla persona con cui ho attuato la cosa abbiamo parlato sul cosa prendere,cosa comprare e dove comprarlo,ovviamente parlo della casa tunera che e' gia 'realta',per il resto...aspetto buone nuove.
Non sono un amante dei centro citta',non mi piace il casino,la gente in mezzo ai coglioni tutto il giorno e il via vai ininterrotto di persone che si muovono fondamentalmente senza nulla da fare di conseguenza ho scartato a priori il centro cittadino anche perche' per vecchie case coloniche piene di vincoli e che andrebbero abbattute seduta stante chiedono cifre quasi italiane.
Ma non e' una questione di soldi,volevo una casa indipendente sui 4 lati,con un grande patio,nessun vicino cismoso al di la' del muro che se tiro una puzzetta sa cosa ho mangiato la sera prima.
Ho visto alcune case alla Victoria,Aguilera,Nuevo Sosa e Buenavista e mi sono imbattuto nei problemi di cui vi parlavo nel post di ieri e che non sto' a ripetervi.
A un certo punto mi sono indirizzato verso l'acquisto di un terreno almeno la casa me la facevo come volevo io senza dover rimediare ai casini di altri.
Ne avevo visto un uno all'Aguilera quasi di fronte al cupet sulla caretera per Camaguey ma a 1 minuto di scooter dal centro,veniva via con 50000 pesos in mn,parecchio per un terreno ma ci ho fatto un pensierino.
Poi la persona che sta' con me mi ha portato a vedere una casa in Buenavista e alla fine ho optato per quella,c'e' gia' un piano fatto ma devo fare la placa,e' nuova,c'e' gia' il coloniale attorno,il patio e' grande,e' indipendente sui 4 lati,in una buona strada,larga e ariosa.
Alla fine siamo andati a parlare col tipo che ci abitava,voleva una cifra,io gli ho offerto 1/6 in meno di quanto chiedeva e lui mi ha detto di no e che non aveva apuro al limite continuava i lavori.
La mattina dopo mi ha richiamato.......
Alla fine ha venduto al mio prezzo.
La parte bassa della casa restera' anche se con alcune modifiche,prima di partire ho dato indicazioni alla fanciulla sul come muoversi,indicazioni di massima poi ci vorra' anche il suo gusto,il gusto femminile ma mi fido abbastanza,non e' una ragazzina e comunque ogni cosa deve essere da me approvata.
In  basso via il muro che divide l'attuale cucina dalla camera,diventera' salotto e cucina con un grande arco fra i 2 locali,un piccolo bagno.
Poi una scala,comoda niente porcherie a chiocciola,e al piano sopra,che e' da fare,camera da letto e un grande bagno.
Poi nel patio un piccolo ranchon per la gozadera,pianteremo alberi da frutta e fiori,ci sara' un garage per un carro,uno scooter e un paio di bici.
La placa con la pendenza adeguata e tutte le cose di cui vi parlavo ieri.
Questo e' quanto,vedremo le cose come si evolveranno