martedì 28 febbraio 2012
VADO A VIVERE A CUBA
Vado a vivere a Cuba e' un racconto di Alessandro Pilotto che ora e' diventato un libro.
Ne postai alcuni brani tempo fa,parlano di una Cuba che forse oggi sotto alcuni aspetti,non esiste piu' ma sicuramente ci danno un idea delle difficolta' in cui doveva dibattersi chi anni fa decideva di giocarsi le sue carte nella maggiore delle Antille.
Vi lascio il link cosi potete darci un occhiata
http://vadoavivereacuba.blogspot.com/
UNA VACANZA DIFFERENTE
Da 2/3 anni a questa parte mi sono piu' volte chiesto il senso dei miei tanti viaggi a Cuba.
Dopo tanti anni di anda e rianda mi sono domandato se dovevo radicarmi definitivamente in quel paese o se era il momento di cambiare e di riprendere il viaggio.
La solita vita,le solite facili vittorie mi erano venute a noia,alla fine ti rendi conto che non stai costruendo nulla e che di viaggio in viaggio l'entusiasmo si e' un po' affievolito.
La precedente situazione cubana impediva di vedere molto al di la' del proprio naso,non che ora per noi turisti le cose si siano poi molto modificate,ma i cambi che si stanno verificando mi hanno spinto verso una scelta tesa a un mio maggiore radicamento nel contesto.
Da qua' il discorso di avere,anche tramite interposta persona,qualcosa di solido in mano,dei muri,un pezzo di terra,un qualcosa che apra orizzonti futuri.
A Cuba serve avere qualcuno per potersi lanciare in certi meccanismi,pensavo fosse la persona precendete ma era troppo giovane e questo non e' certo un delitto ma per determinate cose ci vuole un minimo di esperienza e l'aver vissuto magari anche situazioni diverse fuori dal paese.
Ora la persona con cui sto' realizzando le mie cose e' una persona importante,non sono tipo da utilizzare,ne' da pensare,a situazioni affettive estreme ma sicuramente e' una persona che per eta',vissuto ed esperienze puo' accompagnarmi in questo cammino.
Potrei essere il suo ultimo treno e questa e' una cosa che ha un suo valore.
In questi giorni che anticipano il mio viaggio ha comprato 2000 ladrillos e alcuni sacchi di cemento,quelli che servono,a la tienda a 116 pesos l'uno,sono ribassati parecchio.
Mi piace pensare di andare a Cuba per iniziare i lavori della mia casa,non sara' una vacanza come le altre,seguiro' i lavori,saro' presente ovviamente non faro' io il magut (panate' fa el to' meste'...) ma so come si deve lavorare e so cosa ho in testa come risultato finale.
Non ho fretta,ci metteremo il tempo che serve,quando mi avvanzano 2 soldi li mettero' li',in fondo e' un investimento sul futuro per tenere,ancora una volta, lontana la bocciofila.
Dopo tanti anni di anda e rianda mi sono domandato se dovevo radicarmi definitivamente in quel paese o se era il momento di cambiare e di riprendere il viaggio.
La solita vita,le solite facili vittorie mi erano venute a noia,alla fine ti rendi conto che non stai costruendo nulla e che di viaggio in viaggio l'entusiasmo si e' un po' affievolito.
La precedente situazione cubana impediva di vedere molto al di la' del proprio naso,non che ora per noi turisti le cose si siano poi molto modificate,ma i cambi che si stanno verificando mi hanno spinto verso una scelta tesa a un mio maggiore radicamento nel contesto.
Da qua' il discorso di avere,anche tramite interposta persona,qualcosa di solido in mano,dei muri,un pezzo di terra,un qualcosa che apra orizzonti futuri.
A Cuba serve avere qualcuno per potersi lanciare in certi meccanismi,pensavo fosse la persona precendete ma era troppo giovane e questo non e' certo un delitto ma per determinate cose ci vuole un minimo di esperienza e l'aver vissuto magari anche situazioni diverse fuori dal paese.
Ora la persona con cui sto' realizzando le mie cose e' una persona importante,non sono tipo da utilizzare,ne' da pensare,a situazioni affettive estreme ma sicuramente e' una persona che per eta',vissuto ed esperienze puo' accompagnarmi in questo cammino.
Potrei essere il suo ultimo treno e questa e' una cosa che ha un suo valore.
In questi giorni che anticipano il mio viaggio ha comprato 2000 ladrillos e alcuni sacchi di cemento,quelli che servono,a la tienda a 116 pesos l'uno,sono ribassati parecchio.
Mi piace pensare di andare a Cuba per iniziare i lavori della mia casa,non sara' una vacanza come le altre,seguiro' i lavori,saro' presente ovviamente non faro' io il magut (panate' fa el to' meste'...) ma so come si deve lavorare e so cosa ho in testa come risultato finale.
Non ho fretta,ci metteremo il tempo che serve,quando mi avvanzano 2 soldi li mettero' li',in fondo e' un investimento sul futuro per tenere,ancora una volta, lontana la bocciofila.
CON LA MIA GENTE SENZA SE E SENZA MA
Era inevitabile che prima o poi ci scappasse la tragedia.
Cio' che e' successo ieri nella faccenda no tav che coinvolge la mia valle con la caduta dal traliccio di uno dei leader della rivolta che versa ora in fin di vita e' soltanto l'ultimo grado di un escalation iniziata anni fa.
Quando venne fuori il discorso ricordo che in linea di principio non ero contrario alla Torino-Lione,pensavo e ancora penso che il progresso debba aiutarci a vivere meglio.
Poi pero' col tempo ho modificato il mio pensiero riguardante questa "opera pubblica" fondamentalmente per come e' stata gestita tutta la faccenda.
E' sotto gli occhi di tutti che in Francia la cosa non ha creato problemi ma prima di iniziare il governo francese ha convocato tutti i sindaci coinvolti e le comunita' montane d'oltrealpe per spiegare loro bene di cosa si sarebbe trattato,quali benefici avrebbe portato,quale impatto ambientale ci sarebbe stato e quali vantaggi economici il governo destinava alle popolazioni sotto forma anche di benefit e di sgravi fiscali.
Da noi semplicemente si e' detto "passa di qua'!" senza tener alcun conto delle popolazioni e di tutto il resto.
Oggi fa comodo parlare di no global e di ex brigatisti come se loro fossero i protagonisti di questa protesta,ovviamente si sono infilati nel movimento elementi che avrebbero fatto meglio a fare altro ma sia ben chiaro che non dovete farvi infinocchiare dalla tv,questo e' un movimento di popolo,la valle intera e' mobilitata,ci sono il mio benzinaio,il mio macellaio,il giornalaio,tutti padri di famiglia che lottano per il diritto di difendere la propria terra.
Quando assegnarono i lavori la maggior parte fu' appaltata a ditte collegate all'allora ministro Lunardi e questo la dice lunga sulla limpidezza di certi meccanismi.
Due anni fa a Venaus la polizia carico' non i no global che allora non c'erano ma la gente della valle in presidio pacifico.
Poi ovviamente ci furono anche episodi di violenza esecrabili ma questo e' un movimento pacifico che cerca in tutti i modi di difendere la propria terra.
Fra l'altro il Politecnico di Torino,una delle poche facolta' di eccellenza di questo paese,ha bocciato,tramite studi dei suoi esperti,il progetto definendolo inutile,costoso e con un enorme impatto ambientale.
Ieri tornavo da Torino ed era tutto bloccato dopo Avigliana,la cosa si sta' facendo davvero pesante.
Io cittadino torinese trapiantato,forse temporaneamente,in queste valli,sono solidale con questa gente e con la loro legittima lotta che questo piccolo blog appoggia senza se e senza ma.
Cio' che e' successo ieri nella faccenda no tav che coinvolge la mia valle con la caduta dal traliccio di uno dei leader della rivolta che versa ora in fin di vita e' soltanto l'ultimo grado di un escalation iniziata anni fa.
Quando venne fuori il discorso ricordo che in linea di principio non ero contrario alla Torino-Lione,pensavo e ancora penso che il progresso debba aiutarci a vivere meglio.
Poi pero' col tempo ho modificato il mio pensiero riguardante questa "opera pubblica" fondamentalmente per come e' stata gestita tutta la faccenda.
E' sotto gli occhi di tutti che in Francia la cosa non ha creato problemi ma prima di iniziare il governo francese ha convocato tutti i sindaci coinvolti e le comunita' montane d'oltrealpe per spiegare loro bene di cosa si sarebbe trattato,quali benefici avrebbe portato,quale impatto ambientale ci sarebbe stato e quali vantaggi economici il governo destinava alle popolazioni sotto forma anche di benefit e di sgravi fiscali.
Da noi semplicemente si e' detto "passa di qua'!" senza tener alcun conto delle popolazioni e di tutto il resto.
Oggi fa comodo parlare di no global e di ex brigatisti come se loro fossero i protagonisti di questa protesta,ovviamente si sono infilati nel movimento elementi che avrebbero fatto meglio a fare altro ma sia ben chiaro che non dovete farvi infinocchiare dalla tv,questo e' un movimento di popolo,la valle intera e' mobilitata,ci sono il mio benzinaio,il mio macellaio,il giornalaio,tutti padri di famiglia che lottano per il diritto di difendere la propria terra.
Quando assegnarono i lavori la maggior parte fu' appaltata a ditte collegate all'allora ministro Lunardi e questo la dice lunga sulla limpidezza di certi meccanismi.
Due anni fa a Venaus la polizia carico' non i no global che allora non c'erano ma la gente della valle in presidio pacifico.
Poi ovviamente ci furono anche episodi di violenza esecrabili ma questo e' un movimento pacifico che cerca in tutti i modi di difendere la propria terra.
Fra l'altro il Politecnico di Torino,una delle poche facolta' di eccellenza di questo paese,ha bocciato,tramite studi dei suoi esperti,il progetto definendolo inutile,costoso e con un enorme impatto ambientale.
Ieri tornavo da Torino ed era tutto bloccato dopo Avigliana,la cosa si sta' facendo davvero pesante.
Io cittadino torinese trapiantato,forse temporaneamente,in queste valli,sono solidale con questa gente e con la loro legittima lotta che questo piccolo blog appoggia senza se e senza ma.
lunedì 27 febbraio 2012
Chavez a Cuba per intervento, accolto da Raul
Nella notte il presidente Hugo Chavez e' giunto all'aeroporto internazionale dell'Avana, dove e' stato ricevuto dal collega cubano, Raul Castro. A Cuba, Chavez si dovra' sottoporre nei prossimi giorni a un nuovo intervento chirurgico per la rimozione di una nuova "lesione cancerosa", a quanto sembra ancora nella regione pelvica, da dove gia' gli specialisti cubani gli avevano asportato un tumore l'anno scorso. Appena sceso dall'aereo, Chavez si e' messo in contatto telefonico con l'emittente venezuelana Vtv, alla quale ha spiegato che si dovra' sottoporre a "consulti, analisi e preparativi" per l'imminente operazione, la terza in poco piu' di otto mesi dopo quelle del giugno 2011. Il leader venezuelano era tornato per cinque volte nell'isola caraibica per sedute di chemioterapia, che dovra' affrontare anche questa volta, o per controlli, in occasione dell'ultimo dei quali, lo scorso fine settimana, gli e' stato diagnosticato un secondo cancro. Lo hanno accompagnato la figlia Rosa Maria e il fratello Adan, insieme al ministro della Sanita', Eugenia Sader, che gli fara' da portavoce. Nell'accomiatarsi dai suoi sostenitori, Chavez aveva assicurato: "Ritornero', e ritornero' con piu' vita che mai per dedicarmi alla patria!" .
UN PONTE PER CUBA
Non da oggi sostengo che il meglio che ci sia in giro oggi riguardante cio' che si puo' dire su Cuba lo stiano esprimendo i blog.
Spazi in cui si esprimono opinioni,opinabili come quelle di ognuno,si raccontano situazioni,si danno informazioni ecc.
Il tutto senza interventi da parte di gente per cui Cuba e' solo una parte della grande rumenta rappresentata dalla loro vita.
Vi segnalo oggi un nuovo blog che parla di Cuba,ho trovato il link nel blog dell'affascinante Daria.
Il blog si chiama "Un ponte per Cuba" e' di una ragazza che scrive bene e che,se non ho capito male, rappresenta la meta' italiana di una coppia mista.
Dateci un occhiata che merita.
http://unpontepercuba.blogspot.com/
Spazi in cui si esprimono opinioni,opinabili come quelle di ognuno,si raccontano situazioni,si danno informazioni ecc.
Il tutto senza interventi da parte di gente per cui Cuba e' solo una parte della grande rumenta rappresentata dalla loro vita.
Vi segnalo oggi un nuovo blog che parla di Cuba,ho trovato il link nel blog dell'affascinante Daria.
Il blog si chiama "Un ponte per Cuba" e' di una ragazza che scrive bene e che,se non ho capito male, rappresenta la meta' italiana di una coppia mista.
Dateci un occhiata che merita.
http://unpontepercuba.blogspot.com/
El guía turístico
Damián es un muchacho joven espigado y de buena conversación, pero su profesión de guía turístico aflora constantemente sin importar el tema sobre el que gire su conversación. “Trabajé por cinco años con la empresa estatal Habaguanbex, que se llama así porque ese era el nombre del cacique indio que fundó el poblado que hoy es la ciudad de La Habana”.
El muchacho va acompañado de dos mujeres que resultan evidentes turistas y que atienden sus explicaciones en un fluido alemán. Por momentos, Damián interrumpe su disertación sobre balcones barrocos y zanjas reales para vigilar los alrededores. “Después de tanto tiempo perdí mi trabajo, fueron ‘problemas del corazón’ con una turista, alguien me denunció diciendo que yo atendía a la muchacha en horario de trabajo”.
Damián niega con la cabeza con exageración y con un gesto melodramático, se cubre con la mano derecha la parte izquierda de su pecho, “yo juro que esto es falso, la muchacha me encantaba pero yo seguía haciendo mi papel de guía, ella quería ver la parte de los muelles del puerto y por eso me desvié un poco del circuito habitual, pero estaba trabajando”. El muchacho vuelve a su conducta normal, deja caer su brazo, esta vez sin estilo y apesadumbrado agrega, “al final nadie me creyó”.
La Ciudad de la Habana está llena de lugares pintorescos e históricos, pero en la parte conocida como La Habana Vieja se concentran la mayoría de las plazas y edificaciones coloniales, este trozo de la ciudad es el periplo obligatorio de todos los turistas que llegan a la capital cubana, por ello es común ver a grupos de visitantes atendiendo a las explicaciones de guías uniformados.
Damián mira a los guías que se mueven por la Plaza de la Catedral y se le nota la nostalgia. “Yo era uno de ellos, me conozco cada rincón de la ciudad y la historia de cada piedra o cañón viejo, por eso cuando me quedé sin trabajo no tenía otra opción y seguí haciendo de guía turístico pero esta vez por mi cuenta”.
Los guías turísticos tienen un sueldo oficial que les paga la empresa que les contrata, pero su ingreso principal depende de las propinas que les obsequian sus clientes. Estas propinas si bien son en menor cuantía que el salario que reciben, resultan importantes porque son en monedas convertibles o CUC, lo que aumenta el poder adquisitivo de estos trabajadores del turismo.
“No soy cuentapropista porque no me dieron la licencia, así que no me puedo anunciar. Yo vivo del turista que me encuentro andando solo, por su cuenta, sin un guía. Mi trabajo es difícil porque tengo que cuidarme de mis antiguos compañeros y de los inspectores, te juro que más de una vez he tenido que correr y dejar solo al turista en medio de una ruta, sin poder cobrarle, porque peor es que te detengan o te multen”.
El problema está en que la Habana Vieja es un lugar de mucha aglomeración de turistas y se ha convertido en el sitio preferido para vendedores clandestinos, traficantes ilegales y ladrones o arrebatadores de prendas al descuido. Esto ha obligado a aumentar la acción policial en la zona, lo que afecta la gestión de Damián.
“Yo no vendo nada, ni tabaco, ni coral negro, no propongo oro, ni hablo de mujeres, lo mío es la ciudad, sus plazas y sus sitios”, dice Damián con evidente insatisfacción. “Con los policías pagamos justos por pecadores, nos tratan como delincuentes a todos, y no me puedo ir a otro lado de la ciudad porque solo aquí vienen los turistas, así que ya sabes, a navegar con suerte y tratar de descubrirlos a ellos antes que te descubran a ti”.
El turismo es un sector de desarrollo estable en Cuba, su crecimiento constante hace que hoy sea la industria de las industrias, superando a la zafra azucarera y a la producción de tabaco. Los trabajadores del turismo son una especie de fuerza laboral privilegiada y por ello la máxima aspiración de todos es llegar a vincularse con la exitosa industria.
“Pero tienes el problema que cuando te botan una vez, quedas marcado por mucho tiempo”, aclara Damián. “He ido a otras empresas del turismo y en todas me sale mi antecedente con Habaguanex, así que voy a tener que esperar por lo menos dos años para poder meterme otra vez en el turismo, pero mientras tanto ¿de qué vivo?”.
Damián se arriesga cada día, sabe que si le detienen varias veces ya no le pondrán multas sino que tendrá que comparecer ante un tribunal por el delito de Actividad Económica Ilícita, pero esto es algo en lo que él prefiere no pensar. “Aquí se vive al día, no tengo tiempo para mirar tan lejos, en lo que llega el momento me voy defendiendo”.
Hay otras profesiones que puede desempeñar pero su alemán y su experiencia como guía hace que tampoco sopese otra posibilidad. “Esto es lo mío, no quiero aprender otra cosa, es algo legítimo. La gente que viaja me cuenta que en lugares como República Dominicana y Puerto Rico han visto a guías como yo, trabajando por su cuenta y sin que nadie se meta con ellos, a eso es a lo único que aspiro, a que me dejen ganármela solo, si al final no estafo ni engaño a nadie, no hago daño para nada”.
Si la industria del turismo fuera más flexible a la participación de los cuentapropistas en el sector económico del momento, muchas de estas conductas ilegales desaparecerían del acontecer nacional y con ello no habría ningún riesgo para el estado, ni para Damián.
El muchacho va acompañado de dos mujeres que resultan evidentes turistas y que atienden sus explicaciones en un fluido alemán. Por momentos, Damián interrumpe su disertación sobre balcones barrocos y zanjas reales para vigilar los alrededores. “Después de tanto tiempo perdí mi trabajo, fueron ‘problemas del corazón’ con una turista, alguien me denunció diciendo que yo atendía a la muchacha en horario de trabajo”.
Damián niega con la cabeza con exageración y con un gesto melodramático, se cubre con la mano derecha la parte izquierda de su pecho, “yo juro que esto es falso, la muchacha me encantaba pero yo seguía haciendo mi papel de guía, ella quería ver la parte de los muelles del puerto y por eso me desvié un poco del circuito habitual, pero estaba trabajando”. El muchacho vuelve a su conducta normal, deja caer su brazo, esta vez sin estilo y apesadumbrado agrega, “al final nadie me creyó”.
La Ciudad de la Habana está llena de lugares pintorescos e históricos, pero en la parte conocida como La Habana Vieja se concentran la mayoría de las plazas y edificaciones coloniales, este trozo de la ciudad es el periplo obligatorio de todos los turistas que llegan a la capital cubana, por ello es común ver a grupos de visitantes atendiendo a las explicaciones de guías uniformados.
Damián mira a los guías que se mueven por la Plaza de la Catedral y se le nota la nostalgia. “Yo era uno de ellos, me conozco cada rincón de la ciudad y la historia de cada piedra o cañón viejo, por eso cuando me quedé sin trabajo no tenía otra opción y seguí haciendo de guía turístico pero esta vez por mi cuenta”.
Los guías turísticos tienen un sueldo oficial que les paga la empresa que les contrata, pero su ingreso principal depende de las propinas que les obsequian sus clientes. Estas propinas si bien son en menor cuantía que el salario que reciben, resultan importantes porque son en monedas convertibles o CUC, lo que aumenta el poder adquisitivo de estos trabajadores del turismo.
“No soy cuentapropista porque no me dieron la licencia, así que no me puedo anunciar. Yo vivo del turista que me encuentro andando solo, por su cuenta, sin un guía. Mi trabajo es difícil porque tengo que cuidarme de mis antiguos compañeros y de los inspectores, te juro que más de una vez he tenido que correr y dejar solo al turista en medio de una ruta, sin poder cobrarle, porque peor es que te detengan o te multen”.
El problema está en que la Habana Vieja es un lugar de mucha aglomeración de turistas y se ha convertido en el sitio preferido para vendedores clandestinos, traficantes ilegales y ladrones o arrebatadores de prendas al descuido. Esto ha obligado a aumentar la acción policial en la zona, lo que afecta la gestión de Damián.
“Yo no vendo nada, ni tabaco, ni coral negro, no propongo oro, ni hablo de mujeres, lo mío es la ciudad, sus plazas y sus sitios”, dice Damián con evidente insatisfacción. “Con los policías pagamos justos por pecadores, nos tratan como delincuentes a todos, y no me puedo ir a otro lado de la ciudad porque solo aquí vienen los turistas, así que ya sabes, a navegar con suerte y tratar de descubrirlos a ellos antes que te descubran a ti”.
El turismo es un sector de desarrollo estable en Cuba, su crecimiento constante hace que hoy sea la industria de las industrias, superando a la zafra azucarera y a la producción de tabaco. Los trabajadores del turismo son una especie de fuerza laboral privilegiada y por ello la máxima aspiración de todos es llegar a vincularse con la exitosa industria.
“Pero tienes el problema que cuando te botan una vez, quedas marcado por mucho tiempo”, aclara Damián. “He ido a otras empresas del turismo y en todas me sale mi antecedente con Habaguanex, así que voy a tener que esperar por lo menos dos años para poder meterme otra vez en el turismo, pero mientras tanto ¿de qué vivo?”.
Damián se arriesga cada día, sabe que si le detienen varias veces ya no le pondrán multas sino que tendrá que comparecer ante un tribunal por el delito de Actividad Económica Ilícita, pero esto es algo en lo que él prefiere no pensar. “Aquí se vive al día, no tengo tiempo para mirar tan lejos, en lo que llega el momento me voy defendiendo”.
Hay otras profesiones que puede desempeñar pero su alemán y su experiencia como guía hace que tampoco sopese otra posibilidad. “Esto es lo mío, no quiero aprender otra cosa, es algo legítimo. La gente que viaja me cuenta que en lugares como República Dominicana y Puerto Rico han visto a guías como yo, trabajando por su cuenta y sin que nadie se meta con ellos, a eso es a lo único que aspiro, a que me dejen ganármela solo, si al final no estafo ni engaño a nadie, no hago daño para nada”.
Si la industria del turismo fuera más flexible a la participación de los cuentapropistas en el sector económico del momento, muchas de estas conductas ilegales desaparecerían del acontecer nacional y con ello no habría ningún riesgo para el estado, ni para Damián.
UN FUTURO POSSIBILE
Negli anni passati,discorrendo con persone che conosco a Tunas che avevano dei figli,trapelava dai loro discorsi un inquietudine per il futuro dei loro figli a Cuba.
Quali prospettive poteva avere a la isla un ragazzo quando la sola possibilita' era un lavoro statale pagato una miseria?
Ora le cose col discorso dei cuentapropisti sono drasticamente cambiate.
Sto' postando,e continuero' a farlo,racconti di persone che si sono messe per conto proprio e che,pur con tutte le difficolta' di una cosa che sta' iniziando,riescono a sbarcare il lunario.
Come ho gia' scritto nella mia citta' di adozione e' tutto un aprire di locali,di attivita' e di laboratori in cui vengono svolti i lavori piu' disparati in ottemperanza alla legge.
Oggi esiste la possibilita' di un futuro a Cuba per un giovane,certo la cosa non e' ancora cosi' a tutti i livelli,ad esempio un laureato in storia qualche problema continua ad averlo ma anche da noi non e' che vadano via come il pane.
Un mestiere che e' in espansione in modo pazzesco e' l'albanil.
Muratore,costruttore o decoratore che sia se sei uno che lavori bene e hai voglia di lavorare non sai piu' a chi dare i pezzi.
Oggi ogni casa e' in costruzione o in fase di restauro,un tempo gia' al venerdi' chi faceva lavori simili la piantava li' per dedicarsi al week end lungo oggi invece e' normalissimo il sabato e la domenica vedere gente appollaiata su un tetto o intenta a girare il cemento.
La possibilita' di guadagno immediato sta' rendendo i cubani piu' lavoratori e meno dediti a la gozadera anche se questo concetto non vale certo per tutti.
Un padre oggi ha delle prospettive per i figli,con un piccolo capitale si puo' aprire quacosa nella speranza che le cose vadano bene.
Certo occorre anche cambiare la testa di molti,se guadagnano 100 e' bene che non li sputtanino in 2 ore ma che ne tengano una parte per i momenti difficili,concetto duro da far entrare loro in testa ma indispensabile in un ambito di mercato.
Quali prospettive poteva avere a la isla un ragazzo quando la sola possibilita' era un lavoro statale pagato una miseria?
Ora le cose col discorso dei cuentapropisti sono drasticamente cambiate.
Sto' postando,e continuero' a farlo,racconti di persone che si sono messe per conto proprio e che,pur con tutte le difficolta' di una cosa che sta' iniziando,riescono a sbarcare il lunario.
Come ho gia' scritto nella mia citta' di adozione e' tutto un aprire di locali,di attivita' e di laboratori in cui vengono svolti i lavori piu' disparati in ottemperanza alla legge.
Oggi esiste la possibilita' di un futuro a Cuba per un giovane,certo la cosa non e' ancora cosi' a tutti i livelli,ad esempio un laureato in storia qualche problema continua ad averlo ma anche da noi non e' che vadano via come il pane.
Un mestiere che e' in espansione in modo pazzesco e' l'albanil.
Muratore,costruttore o decoratore che sia se sei uno che lavori bene e hai voglia di lavorare non sai piu' a chi dare i pezzi.
Oggi ogni casa e' in costruzione o in fase di restauro,un tempo gia' al venerdi' chi faceva lavori simili la piantava li' per dedicarsi al week end lungo oggi invece e' normalissimo il sabato e la domenica vedere gente appollaiata su un tetto o intenta a girare il cemento.
La possibilita' di guadagno immediato sta' rendendo i cubani piu' lavoratori e meno dediti a la gozadera anche se questo concetto non vale certo per tutti.
Un padre oggi ha delle prospettive per i figli,con un piccolo capitale si puo' aprire quacosa nella speranza che le cose vadano bene.
Certo occorre anche cambiare la testa di molti,se guadagnano 100 e' bene che non li sputtanino in 2 ore ma che ne tengano una parte per i momenti difficili,concetto duro da far entrare loro in testa ma indispensabile in un ambito di mercato.
CERCASI BOMBER
Ieri vinto da lo morbo infame ho deciso di non uscire di conseguenza la partita del Toro l'ho sentita da casa seguendo la cronaca di una tv locale dove si commentava la partita.
Classica partita da vincere 5-0 e che invece siamo riusciti a perdere.
15 tiri verso la porta bresciana contro 5 dei loro verso la nostra,pali,traverse,miracoli del portiere gol divorati in quantita' industriale poi loro fanno mezzo tiro e ci facciamo il gol da soli riuscendo a perdere una partita che,se vinta,ci avrebbe consentito di prendere il volo.
Non vinciamo in trasferta da 4 mesi e sopratutto non segnamo vanificando il grande lavoro che fa' la squadra.
Il nostro capocannoniere e' Antenucci con la miseria di 6 gol,con una punta degna di questo nome ieri dopo il primo tempo la partita era gia' finita ma Meggiorini,ieri preferito al Capitano,si e' dimostrato il divora gol che e' sempre stato.
Antenucci ha sbagliato molto e Bianchi quando e' entrato ha dato comunque segnali di vita ma col vero Bianchi a questo punto avremo 10 punti in piu'.
Nessun allarmismo,restiamo primi e domenica ospitiamo il Verona,perdere giocando bene fa girare i maroni ma e' meglio che perdere facendo schifo,prima o poi la butteremo dentro e' anche questione di quella suerte che ieri sicuramente non e' stata al nostro fianco.
Classica partita da vincere 5-0 e che invece siamo riusciti a perdere.
15 tiri verso la porta bresciana contro 5 dei loro verso la nostra,pali,traverse,miracoli del portiere gol divorati in quantita' industriale poi loro fanno mezzo tiro e ci facciamo il gol da soli riuscendo a perdere una partita che,se vinta,ci avrebbe consentito di prendere il volo.
Non vinciamo in trasferta da 4 mesi e sopratutto non segnamo vanificando il grande lavoro che fa' la squadra.
Il nostro capocannoniere e' Antenucci con la miseria di 6 gol,con una punta degna di questo nome ieri dopo il primo tempo la partita era gia' finita ma Meggiorini,ieri preferito al Capitano,si e' dimostrato il divora gol che e' sempre stato.
Antenucci ha sbagliato molto e Bianchi quando e' entrato ha dato comunque segnali di vita ma col vero Bianchi a questo punto avremo 10 punti in piu'.
Nessun allarmismo,restiamo primi e domenica ospitiamo il Verona,perdere giocando bene fa girare i maroni ma e' meglio che perdere facendo schifo,prima o poi la butteremo dentro e' anche questione di quella suerte che ieri sicuramente non e' stata al nostro fianco.
domenica 26 febbraio 2012
ESPECULAR OGGI
Il fenomeno di "especular" e' insito nella cultura cubana di questi ultimi 20 anni.
Tutti sapete di cosa parlo,nel momento in cui una fanciulla o un hombre hanno qualcosa che,a loro parere,li differenzia dalla massa,li mettono in mostra in tutti i modi possibili e immaginabili.
Potrei portare centinaia di esempi,sia di persone che grazie a sponsor o a parenti all'exterior hanno veramente qualcosa di piu' sia se parliamo di gente che non ha un cazzo ma che vuole far vedere di avere chissa' che cosa.
A dire il vero il fenomeno non e' solo cubano,non a caso qua' si usa dire,a Milano,a una persona che si comporta in un certo modo "non fare il bauscia" oppure dalle mie parti "fa nen el gadan".
Anni fa la cosa a Cuba non dico avesse un senso ma era comprensibile,riuscire ad elevarsi dalla massa era cosa che agli occhi della gente faceva la differenza ma oggi,dove il livello di vita e' salito ha ancora un senso?
Fa ancora effetto vedere cubano americani girare con un oreficeria al collo quando si sa bene che quasi sempre si tratta di roba rentata per il viaggio?
I telefonini,un po' come e' stato da noi,sono un altro fenomeno di especulation,qualche anno fa la gente che ne possedeva uno girava con lo stesso appeso al collo come fa il San Bernardo con la fiaschetta di cordiale.
Oggi il fenomeno e' ancora piu' comico,sappiamo bene che telefonare a Cuba costa,ora per fortuna hanno eliminato l'opzione in cui anche chi riceve paga,di conseguenza il traffico telefonico e' estremamente limitato a meno che non entriamo in piasta noi in quel caso asterisco 99 e' d'obbligo.
Al ginnasio le fanciulle finivano la lezione e correvano subito a prendere il movil per vedere chissa' quale inesistente chiamata,piu' che altro volevano mostrare al mondo il nuovo fiammante telefonino.
In disco poi siamo alle comiche,le fanciulle entrano col movil acceso e la luce in evidenza aspettando chissa' quale comunicazione e controllando ogni minuto le decine di chiamate.....in arrivo ovviamente sotto gli occhi di tutti altrimenti che gusto c'e'?
Se non hai mai avuto nulla quando hai qualcosa vuoi mostrarlo al mondo ma anche al ridicolo c'e' un limite.
Tutti sapete di cosa parlo,nel momento in cui una fanciulla o un hombre hanno qualcosa che,a loro parere,li differenzia dalla massa,li mettono in mostra in tutti i modi possibili e immaginabili.
Potrei portare centinaia di esempi,sia di persone che grazie a sponsor o a parenti all'exterior hanno veramente qualcosa di piu' sia se parliamo di gente che non ha un cazzo ma che vuole far vedere di avere chissa' che cosa.
A dire il vero il fenomeno non e' solo cubano,non a caso qua' si usa dire,a Milano,a una persona che si comporta in un certo modo "non fare il bauscia" oppure dalle mie parti "fa nen el gadan".
Anni fa la cosa a Cuba non dico avesse un senso ma era comprensibile,riuscire ad elevarsi dalla massa era cosa che agli occhi della gente faceva la differenza ma oggi,dove il livello di vita e' salito ha ancora un senso?
Fa ancora effetto vedere cubano americani girare con un oreficeria al collo quando si sa bene che quasi sempre si tratta di roba rentata per il viaggio?
I telefonini,un po' come e' stato da noi,sono un altro fenomeno di especulation,qualche anno fa la gente che ne possedeva uno girava con lo stesso appeso al collo come fa il San Bernardo con la fiaschetta di cordiale.
Oggi il fenomeno e' ancora piu' comico,sappiamo bene che telefonare a Cuba costa,ora per fortuna hanno eliminato l'opzione in cui anche chi riceve paga,di conseguenza il traffico telefonico e' estremamente limitato a meno che non entriamo in piasta noi in quel caso asterisco 99 e' d'obbligo.
Al ginnasio le fanciulle finivano la lezione e correvano subito a prendere il movil per vedere chissa' quale inesistente chiamata,piu' che altro volevano mostrare al mondo il nuovo fiammante telefonino.
In disco poi siamo alle comiche,le fanciulle entrano col movil acceso e la luce in evidenza aspettando chissa' quale comunicazione e controllando ogni minuto le decine di chiamate.....in arrivo ovviamente sotto gli occhi di tutti altrimenti che gusto c'e'?
Se non hai mai avuto nulla quando hai qualcosa vuoi mostrarlo al mondo ma anche al ridicolo c'e' un limite.
IL CIECO DI SORRENTO
Ieri sera pur se leggermente febbricitante sono andato da amici a vedere la partita Frignoni-Berluschini.
Se quello e' il meglio che il nostro calcio e' in grado di esibire allora siamo davvero ben messi.
La partita l'hanno fatta i berluschini ma ho visto 2 squadre di operaiacci della pedata con poco talento e meno ancora idee.
Il gol non convalidato ai berluschini con la palla un metro dentro e il guardalinee perfettamente in linea rasenta la cattiva fede perche' non puo' non aver visto che il boccino toccava quasi le maglie della rete a fondo porta.
Oppure era il cieco di Sorrento...
Poi e' vero che il gol di Matri si poteva dare,ma parliamo di cm,pero' se i berluschini andavano sul 2-0 per i frignoni era dura rimontare.
Oggi alle 12.30 il Toro gioca a Brescia un partita importantissima,il Pescara ha perso in casa e il Sassuolo ha pareggiato,se si ferma anche il Verona e noi si vince prendiamo di nuovo il largo anche se un pareggio non sarebbe un risultato negativo ma si va per vincere.
Se il morbo mi da' tregua,vado nel solito baraccio operaio a Coazze a vedere la partita,si parla esclusivamente in dialetto e i gobbi li si brucia in piazza.
Forza Toro!
Se quello e' il meglio che il nostro calcio e' in grado di esibire allora siamo davvero ben messi.
La partita l'hanno fatta i berluschini ma ho visto 2 squadre di operaiacci della pedata con poco talento e meno ancora idee.
Il gol non convalidato ai berluschini con la palla un metro dentro e il guardalinee perfettamente in linea rasenta la cattiva fede perche' non puo' non aver visto che il boccino toccava quasi le maglie della rete a fondo porta.
Oppure era il cieco di Sorrento...
Poi e' vero che il gol di Matri si poteva dare,ma parliamo di cm,pero' se i berluschini andavano sul 2-0 per i frignoni era dura rimontare.
Oggi alle 12.30 il Toro gioca a Brescia un partita importantissima,il Pescara ha perso in casa e il Sassuolo ha pareggiato,se si ferma anche il Verona e noi si vince prendiamo di nuovo il largo anche se un pareggio non sarebbe un risultato negativo ma si va per vincere.
Se il morbo mi da' tregua,vado nel solito baraccio operaio a Coazze a vedere la partita,si parla esclusivamente in dialetto e i gobbi li si brucia in piazza.
Forza Toro!
Peces tropicales
Iraide tiene la casa llena de grandes peceras, no hay muebles ni adornos en los espacios que normalmente estarían ocupados por la sala y el comedor. Solo enormes peceras, de cristales transparentes en sus cuatro dimensiones, que se mantienen elevadas en unas rústicas y gruesas estructuras metálicas de diferentes niveles, que le permiten soportar hasta tres de los enormes acuarios.
Las peceras están orientadas una a continuación de otra, marcando una especie de ruta dentro de la casa para que los visitantes puedan caminar en un solo sentido por este laberinto de cristales y metal. Al final del recorrido se termina en la misma puerta por la que se ingresó.
Iraide vende peces tropicales, los tiene de varios tipos, tamaños y colores. También de varios precios. Hay algunos sencillos como los kiupis que cuestan dos pesos, pasando por los molineses y colisables de diez pesos, o los gold fish y escalares; que van desde 20 hasta 100 pesos, llegando a unos muy complicados que se llaman Discos; son muy bellos pero precisan de calentadores, termómetros y filtros de agua, esos cuestan 50 dólares cada uno, no los hay en moneda nacional, son tan exóticos que atraen la atención de todos los visitantes.
En el peculiar acuario hay una mesa llena de diminutos pomos de conserva, separados entre sí por piezas de cartón, en cada pomo hay un bello pez de largas colas que permanecen estáticos, son los peleadores que, según dice Iraide, ni se pueden ver entre ellos porque se matan contra el cristal tratando de enfrentarse con el vecino.
Las decoraciones interiores de las peceras pueden ser desde plantas naturales hasta imitaciones en plástico, pero la gama se extiende a miniaturas de cofres, buzos, piratas y barcos hundidos. Los precios dependen del acabado y el tamaño de las figuras o del grosor de los mazos de plantas.
El pequeño patio de la casa es el almacén de la tienda, allí están debidamente protegidos los alimentos para peces que Iraide comercializa también. En algunos casos la comida consiste en delgadas lombrices vivas que deben permanecer en unos estanques fangosos, pestilentes y repulsivos a la vista. Un letrero garabateado a mano advierte que se trata de Calandracas y que la bola pequeña cuesta 10 pesos, mientras que la grande se vende por 30 pesos.
Otros paquetes de comida seca permanecen apilados en estantes que les protegen de la intemperie y humedad. La comida es muy importante porque cada comprador de peces se lleva alrededor de 200 pesos de comida como promedio. Además, periódicamente regresan para buscar más.
De cada pecera salen tubos, alambres y conexiones que hacen ruidos y burbujean. Este es otro de sus negocios. Ella vende desde compresores artesanales para oxigenar el agua, hasta aparatos importados que crean corrientes de agua o sirven de filtros.
También comercializa las peceras en tres diferentes tamaños y tiene una nueva modalidad de venta para clientes exigentes, a los que les garantiza la instalación y mantenimiento de las peceras a domicilio. Iraide asegura que así atiende la decoración de dos restaurantes y alrededor de doce casas de familia que visita periódicamente y que le reportan buenos ingresos mensuales.
A pesar de lo raro de la casa y su distribución, siempre está llena de clientes, algunos no tan jóvenes pero en su mayoría niños. Desde la calle, justo sobre la entrada de la casa, se puede ver un enorme pez de metal que indica a los compradores a dónde han llegado.
Iraide sonríe cuando se refiere al número de personas que vienen a su casa diariamente, no todos son compradores, su negocio es también el paseo del barrio, hay quienes solo vienen a mirar, pero ella no se molesta, al final, alguna vez, le comprarán también, aunque sea uno de los peces chiquitos.
Iraide es cuentapropista y su especialidad es la venta de peces tropicales y accesorios para su cría. Tiene su licencia y paga un impuesto mensual que le permite dedicarse a tiempo completo a este tipo de negocio.
Ella no cría ni reproduce los peces, solo los vende en tamaños comerciales. Tiene varios suministradores de los que legalmente adquiere las especies que luego revende. Tampoco fabrica las peceras y los accesorios, pero igualmente los obtiene de manera legal.
Ella vive en los dos cuartos y la cocina de la casa, lo que parece un poco incomodo, pero Iraide está convencida de que no tiene hacia donde crecer y que el uso de la azotea no le brinda seguridad.
Iraide tuvo que comprar una planta eléctrica artesanal que mantenga funcionando los filtros y respiradores si se cortara el servicio eléctrico. Una especie de cajón con baterías de autos conectadas entre si, y enchufadas a un toma corriente de la pared de la sala. En épocas pasadas estuvo a punto de cerrar como resultado de los apagones, se le morían casi todos los peces, hasta que consiguió el artefacto artesanal que hace funcionar sus aparatos.
Su actividad es altamente rentable y vende durante todo el año. Según su experiencia es un negocio que se puede montar en cualquier barrio de Cuba, puesto que conjuntamente con los peces y las peceras, solo precisa de una condición imprescindible: Niños, muchos niños en el barrio quienes además de ser sus principales clientes, le alegran la casa y le dan ganas de trabajar cada día.
Ella se ríe y rectifica su afirmación, es que algunos de los niños que van a casa de Iraide tienen alrededor de 60 años.
Las peceras están orientadas una a continuación de otra, marcando una especie de ruta dentro de la casa para que los visitantes puedan caminar en un solo sentido por este laberinto de cristales y metal. Al final del recorrido se termina en la misma puerta por la que se ingresó.
Iraide vende peces tropicales, los tiene de varios tipos, tamaños y colores. También de varios precios. Hay algunos sencillos como los kiupis que cuestan dos pesos, pasando por los molineses y colisables de diez pesos, o los gold fish y escalares; que van desde 20 hasta 100 pesos, llegando a unos muy complicados que se llaman Discos; son muy bellos pero precisan de calentadores, termómetros y filtros de agua, esos cuestan 50 dólares cada uno, no los hay en moneda nacional, son tan exóticos que atraen la atención de todos los visitantes.
En el peculiar acuario hay una mesa llena de diminutos pomos de conserva, separados entre sí por piezas de cartón, en cada pomo hay un bello pez de largas colas que permanecen estáticos, son los peleadores que, según dice Iraide, ni se pueden ver entre ellos porque se matan contra el cristal tratando de enfrentarse con el vecino.
Las decoraciones interiores de las peceras pueden ser desde plantas naturales hasta imitaciones en plástico, pero la gama se extiende a miniaturas de cofres, buzos, piratas y barcos hundidos. Los precios dependen del acabado y el tamaño de las figuras o del grosor de los mazos de plantas.
El pequeño patio de la casa es el almacén de la tienda, allí están debidamente protegidos los alimentos para peces que Iraide comercializa también. En algunos casos la comida consiste en delgadas lombrices vivas que deben permanecer en unos estanques fangosos, pestilentes y repulsivos a la vista. Un letrero garabateado a mano advierte que se trata de Calandracas y que la bola pequeña cuesta 10 pesos, mientras que la grande se vende por 30 pesos.
Otros paquetes de comida seca permanecen apilados en estantes que les protegen de la intemperie y humedad. La comida es muy importante porque cada comprador de peces se lleva alrededor de 200 pesos de comida como promedio. Además, periódicamente regresan para buscar más.
De cada pecera salen tubos, alambres y conexiones que hacen ruidos y burbujean. Este es otro de sus negocios. Ella vende desde compresores artesanales para oxigenar el agua, hasta aparatos importados que crean corrientes de agua o sirven de filtros.
También comercializa las peceras en tres diferentes tamaños y tiene una nueva modalidad de venta para clientes exigentes, a los que les garantiza la instalación y mantenimiento de las peceras a domicilio. Iraide asegura que así atiende la decoración de dos restaurantes y alrededor de doce casas de familia que visita periódicamente y que le reportan buenos ingresos mensuales.
A pesar de lo raro de la casa y su distribución, siempre está llena de clientes, algunos no tan jóvenes pero en su mayoría niños. Desde la calle, justo sobre la entrada de la casa, se puede ver un enorme pez de metal que indica a los compradores a dónde han llegado.
Iraide sonríe cuando se refiere al número de personas que vienen a su casa diariamente, no todos son compradores, su negocio es también el paseo del barrio, hay quienes solo vienen a mirar, pero ella no se molesta, al final, alguna vez, le comprarán también, aunque sea uno de los peces chiquitos.
Iraide es cuentapropista y su especialidad es la venta de peces tropicales y accesorios para su cría. Tiene su licencia y paga un impuesto mensual que le permite dedicarse a tiempo completo a este tipo de negocio.
Ella no cría ni reproduce los peces, solo los vende en tamaños comerciales. Tiene varios suministradores de los que legalmente adquiere las especies que luego revende. Tampoco fabrica las peceras y los accesorios, pero igualmente los obtiene de manera legal.
Ella vive en los dos cuartos y la cocina de la casa, lo que parece un poco incomodo, pero Iraide está convencida de que no tiene hacia donde crecer y que el uso de la azotea no le brinda seguridad.
Iraide tuvo que comprar una planta eléctrica artesanal que mantenga funcionando los filtros y respiradores si se cortara el servicio eléctrico. Una especie de cajón con baterías de autos conectadas entre si, y enchufadas a un toma corriente de la pared de la sala. En épocas pasadas estuvo a punto de cerrar como resultado de los apagones, se le morían casi todos los peces, hasta que consiguió el artefacto artesanal que hace funcionar sus aparatos.
Su actividad es altamente rentable y vende durante todo el año. Según su experiencia es un negocio que se puede montar en cualquier barrio de Cuba, puesto que conjuntamente con los peces y las peceras, solo precisa de una condición imprescindible: Niños, muchos niños en el barrio quienes además de ser sus principales clientes, le alegran la casa y le dan ganas de trabajar cada día.
Ella se ríe y rectifica su afirmación, es que algunos de los niños que van a casa de Iraide tienen alrededor de 60 años.
sabato 25 febbraio 2012
MA NON SUCCEDONO SOLO A CUBA COSE SIMILI?

RAUL INCONTRA 2 SENATORI USA
In un evento che non ha precedenti negli ultimi anni, il presidente cubano Raul Castro si e' riunito ieri sera con due senatori Usa, che fanno parte di una delegazione di sei congressisti provenienti da Haiti. Lo ha reso noto oggi il quotidiano 'Granma' – che pubblica una foto della riunione -, limitandosi a precisare che, nel corso del colloquio, a cui era presente anche il ministro degli esteri, Bruno Rodriguez Parrilla, ''sono stati affrontati temi di interesse per i due Paesi''.
All'incontro hanno partecipato il senatore democratico Patrick Leahy che presiede la Commissione giustizia del Senato e ed il collega repubblicano Richard Shelley, leader della minoranza del Comitato banche, immobili e problemi urbani.
Tra i temi piu' eclatanti delle attuali relazioni tra Washington e L'Avana vi e' il caso del contrattista Usa Alan Gross, che sta scontando in un carcere cubano una pena di 15 anni con l'accusa di 'attivita' sovversiva'' per aver introdotto materiale per Internet destinato alla comunita' ebrea, ed i cinque agenti cubani, in carcere negli Usa dove sono stati condannati a 13 anni di pena, con l'accusa di spionaggio.
All'incontro hanno partecipato il senatore democratico Patrick Leahy che presiede la Commissione giustizia del Senato e ed il collega repubblicano Richard Shelley, leader della minoranza del Comitato banche, immobili e problemi urbani.
Tra i temi piu' eclatanti delle attuali relazioni tra Washington e L'Avana vi e' il caso del contrattista Usa Alan Gross, che sta scontando in un carcere cubano una pena di 15 anni con l'accusa di 'attivita' sovversiva'' per aver introdotto materiale per Internet destinato alla comunita' ebrea, ed i cinque agenti cubani, in carcere negli Usa dove sono stati condannati a 13 anni di pena, con l'accusa di spionaggio.
UN PICCOLO PASSO AVANTI
Da un po' di tempo,diciamo un paio di anni,a Cuba si inizia a sentire parlare di medio ambiente e di educazione civica.
Piu' volte al giorno in tv passano spot che invitano la popolazione ad assumere buoni comportamenti nella vita di tutti i giorni.
Campagna doverosa ma difficile,sara' durissimo fare entrare in testa ai cubani determinate regole.
Sarebbe gia' qualcosa se non buttassero per la strada tutto cio' che hanno in mano e che non serve.
Il cubano si e' sempre comportato come se la strada non fosse parte del suo mondo,come se una citta' non fosse la sua citta',come se un barrio non fosse il luogo dove vive.
So perfettamente che anche noi italiani da questo punto di vista non possiamo dare lezioni ma veder buttare,anzi lanciare per terra lattine,scatole,mozziconi ecc a Cuba non e' piacevole.
C'e' il problema dei cestini,a Tunas hanno iniziato a metterne perlomeno in centro ma appena esci 2 quadre non se ne vede piu' traccia e la gente continua a buttare tutto per la calle.
Altre indicazioni che arrivano sono inerenti a regole di buone maniere tipo non saltare la coda,non spingere come bufali per prendere un bus,non calpestare spazi verdi e cose simili.
Ripeto la vedo durissima modificare certe abitudini ma gia' solo il fatto che arrivino imput positivi e' un bel passo avanti.
Piu' volte al giorno in tv passano spot che invitano la popolazione ad assumere buoni comportamenti nella vita di tutti i giorni.
Campagna doverosa ma difficile,sara' durissimo fare entrare in testa ai cubani determinate regole.
Sarebbe gia' qualcosa se non buttassero per la strada tutto cio' che hanno in mano e che non serve.
Il cubano si e' sempre comportato come se la strada non fosse parte del suo mondo,come se una citta' non fosse la sua citta',come se un barrio non fosse il luogo dove vive.
So perfettamente che anche noi italiani da questo punto di vista non possiamo dare lezioni ma veder buttare,anzi lanciare per terra lattine,scatole,mozziconi ecc a Cuba non e' piacevole.
C'e' il problema dei cestini,a Tunas hanno iniziato a metterne perlomeno in centro ma appena esci 2 quadre non se ne vede piu' traccia e la gente continua a buttare tutto per la calle.
Altre indicazioni che arrivano sono inerenti a regole di buone maniere tipo non saltare la coda,non spingere come bufali per prendere un bus,non calpestare spazi verdi e cose simili.
Ripeto la vedo durissima modificare certe abitudini ma gia' solo il fatto che arrivino imput positivi e' un bel passo avanti.
IL SOLE,FINALMENTE
Finalmente una giornata di sole,o meglio e' da un paio di giorni che il tempo e' bellissimo,questa mattina 21 gradi a Giaveno,un clima fantastico dopo questo mese di ghiacciaia.
Alzarsi al mattino e trovarsi davanti un cielo azzurro e uno splendido panorama affacciarmi dal mio terrazzo con vista sui laghi di Avigliana e' una cosa che ti fa partire bene la giornata.
Questa mattina un po' di spesa,aperitivo al solito bar (Erbaluce di Caluso) poi un salto in palestra per un alenamento leggero,2 braciole fatte ai ferri e verso le 16 corsa nei boschi,una figata.
In settimana dovro' pensare alla partenza ma anche alle strutture e agli ok che spero arrivino.
Ieri sera altra riunione,diciamo altra mangiata pantagruelica in pizzeria,per la scuola di ballo,c'e' ancora qualche piccolo problema per fa quadrare le richieste di affitto di quel maledetto semita del proprietario dei muri ma oramai siamo in dirittura di arrivo.
Fra un po' chiamo Cuba e vediamo come stanno le cose.
Ieri ho comprato uno smartphone e oggi sono in trincea per cercare di capirci qualcosa,a noi vecchietti certe diavolerie tecnologiche riescono difficili,ma ce la posso fare....
Alzarsi al mattino e trovarsi davanti un cielo azzurro e uno splendido panorama affacciarmi dal mio terrazzo con vista sui laghi di Avigliana e' una cosa che ti fa partire bene la giornata.
Questa mattina un po' di spesa,aperitivo al solito bar (Erbaluce di Caluso) poi un salto in palestra per un alenamento leggero,2 braciole fatte ai ferri e verso le 16 corsa nei boschi,una figata.
In settimana dovro' pensare alla partenza ma anche alle strutture e agli ok che spero arrivino.
Ieri sera altra riunione,diciamo altra mangiata pantagruelica in pizzeria,per la scuola di ballo,c'e' ancora qualche piccolo problema per fa quadrare le richieste di affitto di quel maledetto semita del proprietario dei muri ma oramai siamo in dirittura di arrivo.
Fra un po' chiamo Cuba e vediamo come stanno le cose.
Ieri ho comprato uno smartphone e oggi sono in trincea per cercare di capirci qualcosa,a noi vecchietti certe diavolerie tecnologiche riescono difficili,ma ce la posso fare....
venerdì 24 febbraio 2012
El septeto
En la autopista que va de la Habana a Pinar del Río se han construido varios kioscos para la venta de bebidas y fiambres. Todos estos nuevos establecimientos son administrados por el Ministerio del Turismo pero como empleomanía dependen de los vecinos de la zona.
El constante tráfico de turistas que se mueven de una provincia a la otra convierte a estos lugares en paradas obligatorias, por lo que se ha desarrollado una especie de competencia entre ellos, donde cada destino se esfuerza en garantizar las mejores y más atractivas ofertas para conseguir la preferencia de los turistas sobre los demás locales.
Como por lo general, todos ofrecen una similar gama de productos alimenticios y bebidas, es en la ambientación de los locales y en la calidad de los servicios en donde pueden lograr destacar. La competencia ha favorecido a los locales y a lo pintoresco de sus ofertas, convirtiéndoles en sitios autóctonos, con mesas y sillas típicas, hermosos techos de guano y torcedores de tabaco que tienen sus puestos de trabajo a vista de los clientes.
A la altura del entronque de los Palacios hay un ranchón que destaca en esta competencia, porque además de todos los colores y ofertas. El sitio cuenta con la presencia de un grupo musical típico cubano, son siete muchachos con unos instrumentos muy usados y gastados a los que logran sacarle ruidosas sonoridades cada día.
“Somos de la zona, del mismo pueblo de los Palacios, pero no venimos de familia de músicos, estamos hechos por la necesidad”, dice el director del septeto mientras disfrutan de un descanso intermedio. “Cuando no llegan los turistas no tocamos, pero nada más arrima la guagua arrancamos con el repertorio”.
Los músicos no pertenecen a ninguna empresa artística, ni tienen evaluación profesional, son aficionados contratados por el administrador del local para que ambienten el área. “Esto nos trajo un problemita, porque necesitábamos legalizarnos y algunos inspectores aparecieron por aquí”.
Los músicos encontraron la solución al problema, ahora son cuentapropistas, inscritos en el registro del pueblo y pagando su licencia. “Algo menos en que preocuparnos, ya todo el tiempo es para la música, porque con las cuatro canciones que nos sabíamos no podíamos cubrir ni una hora, pero ya hemos montado números de varios países”.
Realmente les queda mucho por superarse como músicos, pero al parecer su atractivo principal está en lo improvisado de su arte, eso les hace más reales y a los turistas les gusta, todos van hacia ellos cuando llegan y algunos de ellos les piden que les dejen probar con los instrumentos.
“Ganamos un sueldo pero nuestro ingreso más importante nos viene de las propinas que nos dan los turistas”. El líder del grupo es un hombre joven, que alguna vez trabajó en una planta de regadío pero que cambió su profesión por la guitarra de sus ratos libres.
“Algunos en el pueblo nos decían vagos, como si esto no fuera trabajar, es que las cosas nuevas siempre causan rechazo y como somos los primeros músicos del pueblo, pues ya sabes”.
La floreciente industria del turismo se desarrolla en todas las latitudes del país, además de las playas y los lugares históricos, el campo y sus destinos naturales se han integrado a las ofertas y rutas ofrecidas a los visitantes.
La infraestructura para este tipo de ofertas comienza a desarrollarse y la fuerza de trabajo a emplear en ellas obligatoriamente debe proceder de los propios lugares o destinos. Por eso los vecinos de los pueblos cercanos tienen un alto potencial para involucrarse en este tipo de trabajo y como en el caso del septeto, no necesitarán de grandes evaluaciones o calificaciones.
“Desafinar es uno de nuestros encantos”, bromea el líder del grupo, “lo viejo de los instrumentos también gusta y para completar está el tema del vestuario, aquí cada cual se pone lo que tiene, con lo que parecemos cualquier cosa menos un septeto”. Ya más serio el músico repone, “la verdad es que nos va mejor que nunca, estamos en el momento más cómodo de nuestras vidas, nos gusta tanto lo que hacemos que no descansamos nunca, no hay fin de semana, porque en esos días es cuando más se llena esto”.
Aseguran que no son un caso aislado, que se acercaron al ranchón porque sabían de músicos como ellos en otros polos turísticos como Viñales, Soroa y la Moka. “Uno de los músicos más famosos de Pinar del Rio fue Polo Montañés, él empezó como nosotros, quizá lleguemos a ser como él”. Ahora todos se ríen y se burlan de ellos mismos.
Pero está llegando un ómnibus y deben volver al pequeño escenario. El líder ha logrado escucharlos hablar y cree que son italianos, así que arrancan a tocar, ‘Voooolareee’, grita el líder mientras el resto del grupo le sigue en la versión más rara que se puede haber escuchado de la famosa canción, pero los turistas parecen no notarlo y hasta tararean con ellos.
El constante tráfico de turistas que se mueven de una provincia a la otra convierte a estos lugares en paradas obligatorias, por lo que se ha desarrollado una especie de competencia entre ellos, donde cada destino se esfuerza en garantizar las mejores y más atractivas ofertas para conseguir la preferencia de los turistas sobre los demás locales.
Como por lo general, todos ofrecen una similar gama de productos alimenticios y bebidas, es en la ambientación de los locales y en la calidad de los servicios en donde pueden lograr destacar. La competencia ha favorecido a los locales y a lo pintoresco de sus ofertas, convirtiéndoles en sitios autóctonos, con mesas y sillas típicas, hermosos techos de guano y torcedores de tabaco que tienen sus puestos de trabajo a vista de los clientes.
A la altura del entronque de los Palacios hay un ranchón que destaca en esta competencia, porque además de todos los colores y ofertas. El sitio cuenta con la presencia de un grupo musical típico cubano, son siete muchachos con unos instrumentos muy usados y gastados a los que logran sacarle ruidosas sonoridades cada día.
“Somos de la zona, del mismo pueblo de los Palacios, pero no venimos de familia de músicos, estamos hechos por la necesidad”, dice el director del septeto mientras disfrutan de un descanso intermedio. “Cuando no llegan los turistas no tocamos, pero nada más arrima la guagua arrancamos con el repertorio”.
Los músicos no pertenecen a ninguna empresa artística, ni tienen evaluación profesional, son aficionados contratados por el administrador del local para que ambienten el área. “Esto nos trajo un problemita, porque necesitábamos legalizarnos y algunos inspectores aparecieron por aquí”.
Los músicos encontraron la solución al problema, ahora son cuentapropistas, inscritos en el registro del pueblo y pagando su licencia. “Algo menos en que preocuparnos, ya todo el tiempo es para la música, porque con las cuatro canciones que nos sabíamos no podíamos cubrir ni una hora, pero ya hemos montado números de varios países”.
Realmente les queda mucho por superarse como músicos, pero al parecer su atractivo principal está en lo improvisado de su arte, eso les hace más reales y a los turistas les gusta, todos van hacia ellos cuando llegan y algunos de ellos les piden que les dejen probar con los instrumentos.
“Ganamos un sueldo pero nuestro ingreso más importante nos viene de las propinas que nos dan los turistas”. El líder del grupo es un hombre joven, que alguna vez trabajó en una planta de regadío pero que cambió su profesión por la guitarra de sus ratos libres.
“Algunos en el pueblo nos decían vagos, como si esto no fuera trabajar, es que las cosas nuevas siempre causan rechazo y como somos los primeros músicos del pueblo, pues ya sabes”.
La floreciente industria del turismo se desarrolla en todas las latitudes del país, además de las playas y los lugares históricos, el campo y sus destinos naturales se han integrado a las ofertas y rutas ofrecidas a los visitantes.
La infraestructura para este tipo de ofertas comienza a desarrollarse y la fuerza de trabajo a emplear en ellas obligatoriamente debe proceder de los propios lugares o destinos. Por eso los vecinos de los pueblos cercanos tienen un alto potencial para involucrarse en este tipo de trabajo y como en el caso del septeto, no necesitarán de grandes evaluaciones o calificaciones.
“Desafinar es uno de nuestros encantos”, bromea el líder del grupo, “lo viejo de los instrumentos también gusta y para completar está el tema del vestuario, aquí cada cual se pone lo que tiene, con lo que parecemos cualquier cosa menos un septeto”. Ya más serio el músico repone, “la verdad es que nos va mejor que nunca, estamos en el momento más cómodo de nuestras vidas, nos gusta tanto lo que hacemos que no descansamos nunca, no hay fin de semana, porque en esos días es cuando más se llena esto”.
Aseguran que no son un caso aislado, que se acercaron al ranchón porque sabían de músicos como ellos en otros polos turísticos como Viñales, Soroa y la Moka. “Uno de los músicos más famosos de Pinar del Rio fue Polo Montañés, él empezó como nosotros, quizá lleguemos a ser como él”. Ahora todos se ríen y se burlan de ellos mismos.
Pero está llegando un ómnibus y deben volver al pequeño escenario. El líder ha logrado escucharlos hablar y cree que son italianos, así que arrancan a tocar, ‘Voooolareee’, grita el líder mientras el resto del grupo le sigue en la versión más rara que se puede haber escuchado de la famosa canción, pero los turistas parecen no notarlo y hasta tararean con ellos.
EDUCAZIONE PLEASE
Ieri mi e' arrivato un sms dalla mia signora dove mi chiedeva se potevo ricaricarle il movil,nessun problema solo che a quella richiesta mancava una parola.
"Por Favor"
Cosa strana perche' la fanciulla e' molto educata,ha viaggiato,e' stata qua' e altrove,sa come funziona il mondo,probabilmente,visto che l'sms lo ha mandato da un movil di un amica aveva fretta e ha omesso le due paroline.
Ovviamente nel mio sms di risposta menzionavo questa mancanza,l'ho fatto in modo leggero perche' so che non e' suo costumbre e che non sto' parlando con una ragazzina ma comunque l'ho fatto.
Qualunque ragazza scelga di stare con me deve avere nel suo bagaglio culturale le regole di buona educazione che distinguono gli esseri umani dalle bestie.
Questo e' un piccolissimo esempio ma ve ne cito altri ben piu' gravi da parte di fanciulle dei miei amici,fanciulle che ritengono che tutto sia loro dovuto e scontato ignorando che se oggi hanno il frigo pieno domani non e' escluso che la dieta torni ad essere arroz blanco y cicero.
Ero a Guaymaro una notte, di fronte a quella specie di disco rustica all'aperto,ero col mio amico,avevo cenato a casa sua,una casa che ha fatto davvero bene,la sua donna sta' con lui da 7 anni,ogni estate un invito in Italia,ogni inverno lui 6 mesi a Cuba.
Eravamo soli e stavamo guardando 2 culi di mulatte da blocco aortico a un certo punto appare la sua novia e lo apostrofa in malo modo in italiano;"Che cazzo guardi?"
Ora,lui ha abbozzato un sorriso e via,ma il tono della fanciulla non era per nulla conciliante.
Se mai fosse successo a una donna che sta' con me...una che di fronte ad altra gente,ma anche se fossimo noi 2 soli,si permette di rivolgersi a me in quel modo...beh..vi assicuro che da una parte del Po non avrebbe piu' visto l'altra sponda....
Altro esempio e altra reazione.
Eravamo a casa Azul con un altro mio amico e la sua novia,lui le compra cosmetici,gel de bagno e altro,un bel po' di roba.
Arriviamo alla cassa e lei,ad alta voce,si gira verso di lui e gli dice "Paga".
Anche qua' il tono era di una che voleva far vedere al mondo che qualcuno pagava i suoi acquisti.
Pagare se la fanciulla merita non e' mai un problema ma c'e modo e modo di comportarsi.
Infatti usciti dalla tienda lui la prende da parte e le dice papale papale "la prossima volta che fai un cinema simile in pubblico ti lascio li' con tutta la tua mercanzia e per te divento storia".
Lo avrei abbracciato.
Va bene tutto,va bene lo scambio merci ETA'-ROPA va bene dimostrarsi generosi va bene che spesso le fanciulle debbano aguantar hombre non esattamente in forma ma il rispetto per chi comunque ti aiutando e' il minimo che si possa pretendere.
E ci mancherebbe altro...
UN SALUTO A CHI PARTE
Ricevo in questo momento da un lettore del blog e pubblico
Ciao Milco,
Ti sto scrivendo dalla Malpensa xchè sono in partenza Cuba, destinazione L'Avana.
La prima parte del viaggio la'
Buon viaggio e divertiti!
Ciao Milco,
Ti sto scrivendo dalla Malpensa xchè sono in partenza Cuba, destinazione L'Avana.
La prima parte del viaggio la'
Buon viaggio e divertiti!
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI
Uno delle cose che ho imparato nella ricerca in rete dei voli e' che certe occasioni vanno colte al volo perche' poi sfumano.
Per svariate ragioni sono un paio d'anni che sbarco a La Habana,fra l'altro i costi sono ben diversi rispetto a Holguin e uno come me che minimo si fa 4 viaggi ogni anno deve tener conto anche di questo fattore .
Come dicevo,e questo vale anche come consiglio,bisogna setacciare i vari siti che vendono viaggi quando si sa di dover acquistare il biglietto in giornata o quasi.
Piu' volte in passato ho visto prezzi appetitosi,ma che duravano neanche un giorno,poche ore,magari devono riempire un aereo,hanno 3 posti vuoti,tirano il prezzaccio ma quando i 3 posti sono acquistati chao pescao.
Tre giorni fa sul sito KLM ho acquistato,come dicevo,el boleto a 527 euro,un bel prezzo.
Lo stesso prezzo c'era anche su Opodo,solo che loro poi ti aggiungono 32 euro per il disturbo ma se non lo avessi trovato dagli olandesi lo avrei preso da loro.
Fra l'altro acquistandolo dai tulipani metto in carniere anche qualche punto flying blu essendo il tutto collegato con Air France.
Ieri per uno sfizio sono tornato a vedere il prezzo.
Su klm era a 650 mentre su Opodo era sparito.
Di conseguenza se decidete di partire e trovate un prezzo ok acquistatelo seduta stante perche' il giorno dopo o qualche ora dopo potrebbe essere andato a donne di cattivi costumi.
Per svariate ragioni sono un paio d'anni che sbarco a La Habana,fra l'altro i costi sono ben diversi rispetto a Holguin e uno come me che minimo si fa 4 viaggi ogni anno deve tener conto anche di questo fattore .
Come dicevo,e questo vale anche come consiglio,bisogna setacciare i vari siti che vendono viaggi quando si sa di dover acquistare il biglietto in giornata o quasi.
Piu' volte in passato ho visto prezzi appetitosi,ma che duravano neanche un giorno,poche ore,magari devono riempire un aereo,hanno 3 posti vuoti,tirano il prezzaccio ma quando i 3 posti sono acquistati chao pescao.
Tre giorni fa sul sito KLM ho acquistato,come dicevo,el boleto a 527 euro,un bel prezzo.
Lo stesso prezzo c'era anche su Opodo,solo che loro poi ti aggiungono 32 euro per il disturbo ma se non lo avessi trovato dagli olandesi lo avrei preso da loro.
Fra l'altro acquistandolo dai tulipani metto in carniere anche qualche punto flying blu essendo il tutto collegato con Air France.
Ieri per uno sfizio sono tornato a vedere il prezzo.
Su klm era a 650 mentre su Opodo era sparito.
Di conseguenza se decidete di partire e trovate un prezzo ok acquistatelo seduta stante perche' il giorno dopo o qualche ora dopo potrebbe essere andato a donne di cattivi costumi.
giovedì 23 febbraio 2012
L'EUROPA CI RIPORTA NELLA CIVILTA'
Stop ai respingimenti in mare. Bocciate le espulsioni collettive. La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato all'unanimità l'Italia per i respingimenti verso la Libia. Nel cosiddetto caso Hirsi, che riguardava 24 persone nel 2009, è stato violato l'articolo 3 della Convenzione sui diritti umani, quello sui trattamenti degradanti e la tortura. Strasburgo ha così posto un freno ai respingimenti indiscriminati in mare e ha stabilito che l'Italia ha violato il divieto alle espulsioni collettive, oltre al diritto effettivo per le vittime di fare ricorso presso i tribunali italiani. L'Italia è stata condannata a versare un risarcimento di 15mila euro più le spese a 22 delle 24 vittime, in quanto due ricorsi non sono stati giudicati ammissibili.
Riccardi. La sentenza della Corte di giustizia di Strasburgo che ha condannato l'Italia per i respingimento in Libia di alcuni immigrati "sarà ricevuta e valutata con grande attenzione" dal governo italiano "e ci farà pensare e ripensare alla nostra politica per l'immigrazione". Così il ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi, a margine della due giorni Ifad sull'agricoltura sostenibile. Il ministro ha spiegato che come governo "ne prenderemo insieme visione e capiremo che fare. Io l'accetto con molto rispetto per le istituzioni europee", ha aggiunto Riccardi, sottolineando che il fine del governo è quello di "fare una politica chiara, trasparente e corretta sull'immigrazione".I La politica migratoria del vecchio governo Berlusconi continua a perdere pezzi. A picconare i pacchetti sicurezza e la Bossi-Fini 1 sono tribunali ordinari, Consiglio di Stato, Corte di Cassazione, Consulta e Corte di giustizia dell'Unione europea. Sotto le loro sentenze cadono: l'aggravante di clandestinità, il divieto di matrimonio con irregolari, il reato di clandestinità (nella parte che punisce con il carcere gli immigrati irregolari). Ora a crollare è il muro dei respingimenti in mare dei migranti, sotto i colpi della Corte europea dei diritti dell'uomo 2
Il respingimento del 6 maggio 2009. La sentenza della Corte di Strasburgo colpisce i respingimenti attuati dall'Italia verso la Libia, a seguito degli accordi bilaterali e del trattato di amicizia italo-libico siglato dal governo Berlusconi. "Il 6 maggio 2009, a 35 miglia a sud di Lampedusa - spiega il Consiglio italiano per i rifugiati 3 (Cir) - in acque internazionali, le autorità italiane hanno intercettato una nave con a bordo circa 200 persone di nazionalità somala ed eritrea (tra cui bambini e donne in stato di gravidanza). I migranti - stando al ricorso - sono stati trasbordati su imbarcazioni italiane e riaccompagnati a Tripoli contro la loro volontà, senza essere prima identificati, ascoltati né preventivamente informati sulla loro effettiva destinazione. I migranti non hanno avuto alcuna possibilità di presentare richiesta di protezione internazionale in Italia. Di queste 200 persone, 24 (11 somali e 13 eritrei) sono state rintracciate e assistite in Libia dal Cir e hanno incaricato gli avvocati Anton Giulio Lana e Andrea Saccucci dell'Unione forense per la tutela dei diritti umani di presentare ricorso dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo".
Le condizioni di detenzione in Libia. "Le successive condizioni di vita in Libia dei migranti respinti il 6 maggio 2009 sono state drammatiche - sostengono dal Cir - La maggior parte è stata reclusa per molti mesi nei centri di detenzione libici, dove ha subito violenze e abusi di ogni genere. Due ricorrenti sono deceduti nel tentativo di raggiungere nuovamente l'Italia a bordo di un'imbarcazione di fortuna. Altri sono riusciti a ottenere protezione in Europa, un ricorrente proprio in Italia. Prima respinti e poi protetti, a dimostrazione della contraddittorietà e insensatezza della politica dei respingimenti". Al riguardo va ricordato che, secondo le stime dell'Unhcr, circa 1.500 migranti hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l'Italia via mare nel 2011.
Le reazioni alla sentenza. "Viene condannato il governo italiano ma vince lo spirito della nostra Costituzione, nonché la tradizione del popolo italiano - sostiene Andrea Olivero, presidente nazionale Acli - quella di un paese accogliente che non respinge i disperati in mare consegnandoli ad un tragico destino. Un monito durissimo per il governo che ha commesso quell'errore e per le forze politiche che non solo difesero, ma si fecero vanto di quell'azione, mentre tutte le organizzazioni della società civile per il rispetto dei diritti umani ne denunciavano l'illegalità e la disumanità".
Unhcr. La sentenza è "un'importante indicazione per gli stati europei circa la regolamentazione delle misure di controllo e intercettazione alla frontiera". Lo ha affermato Laurens Jolles, il Rappresentante dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) per il sud Europa: "ci auguriamo che rappresenti un punto di svolta per ciò che riguarda le responsabilità degli Stati e la gestione dei flussi migratori".
L'Unchr comprende le "sfide che le migrazioni irregolari pongono all'Italia e agli altri paesi dell'Unione Europea e riconosce i significativi sforzi compiuti dall'Italia e dagli altri stati per salvare vite umane nell'ambito delle loro operazioni di ricerca e soccorso in mare". Ma sottolinea l'Alto Commissariato, "Le misure di controllo alla frontiera non esonerano gli stati dai loro obblighi internazionali; l'accesso al territorio alle persone bisognose di protezione dovrebbe pertanto essere sempre garantito"
L'Alto Commissariato è inoltre preoccupato che l'Italia abbia riattivato il trattato bilaterale con l'attuale Governo libico senza rinunciare formalmente alla pratica dei respingimenti che è il risultato di tale accordo. "Ci auguriamo che questa sentenza rappresenti un motivo di riflessione che porti ad un segnale di discontinuità da parte del Governo italiano", ha concluso Jolles.
Riccardi. La sentenza della Corte di giustizia di Strasburgo che ha condannato l'Italia per i respingimento in Libia di alcuni immigrati "sarà ricevuta e valutata con grande attenzione" dal governo italiano "e ci farà pensare e ripensare alla nostra politica per l'immigrazione". Così il ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi, a margine della due giorni Ifad sull'agricoltura sostenibile. Il ministro ha spiegato che come governo "ne prenderemo insieme visione e capiremo che fare. Io l'accetto con molto rispetto per le istituzioni europee", ha aggiunto Riccardi, sottolineando che il fine del governo è quello di "fare una politica chiara, trasparente e corretta sull'immigrazione".I La politica migratoria del vecchio governo Berlusconi continua a perdere pezzi. A picconare i pacchetti sicurezza e la Bossi-Fini 1 sono tribunali ordinari, Consiglio di Stato, Corte di Cassazione, Consulta e Corte di giustizia dell'Unione europea. Sotto le loro sentenze cadono: l'aggravante di clandestinità, il divieto di matrimonio con irregolari, il reato di clandestinità (nella parte che punisce con il carcere gli immigrati irregolari). Ora a crollare è il muro dei respingimenti in mare dei migranti, sotto i colpi della Corte europea dei diritti dell'uomo 2
Il respingimento del 6 maggio 2009. La sentenza della Corte di Strasburgo colpisce i respingimenti attuati dall'Italia verso la Libia, a seguito degli accordi bilaterali e del trattato di amicizia italo-libico siglato dal governo Berlusconi. "Il 6 maggio 2009, a 35 miglia a sud di Lampedusa - spiega il Consiglio italiano per i rifugiati 3 (Cir) - in acque internazionali, le autorità italiane hanno intercettato una nave con a bordo circa 200 persone di nazionalità somala ed eritrea (tra cui bambini e donne in stato di gravidanza). I migranti - stando al ricorso - sono stati trasbordati su imbarcazioni italiane e riaccompagnati a Tripoli contro la loro volontà, senza essere prima identificati, ascoltati né preventivamente informati sulla loro effettiva destinazione. I migranti non hanno avuto alcuna possibilità di presentare richiesta di protezione internazionale in Italia. Di queste 200 persone, 24 (11 somali e 13 eritrei) sono state rintracciate e assistite in Libia dal Cir e hanno incaricato gli avvocati Anton Giulio Lana e Andrea Saccucci dell'Unione forense per la tutela dei diritti umani di presentare ricorso dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo".
Le condizioni di detenzione in Libia. "Le successive condizioni di vita in Libia dei migranti respinti il 6 maggio 2009 sono state drammatiche - sostengono dal Cir - La maggior parte è stata reclusa per molti mesi nei centri di detenzione libici, dove ha subito violenze e abusi di ogni genere. Due ricorrenti sono deceduti nel tentativo di raggiungere nuovamente l'Italia a bordo di un'imbarcazione di fortuna. Altri sono riusciti a ottenere protezione in Europa, un ricorrente proprio in Italia. Prima respinti e poi protetti, a dimostrazione della contraddittorietà e insensatezza della politica dei respingimenti". Al riguardo va ricordato che, secondo le stime dell'Unhcr, circa 1.500 migranti hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l'Italia via mare nel 2011.
Le reazioni alla sentenza. "Viene condannato il governo italiano ma vince lo spirito della nostra Costituzione, nonché la tradizione del popolo italiano - sostiene Andrea Olivero, presidente nazionale Acli - quella di un paese accogliente che non respinge i disperati in mare consegnandoli ad un tragico destino. Un monito durissimo per il governo che ha commesso quell'errore e per le forze politiche che non solo difesero, ma si fecero vanto di quell'azione, mentre tutte le organizzazioni della società civile per il rispetto dei diritti umani ne denunciavano l'illegalità e la disumanità".
Unhcr. La sentenza è "un'importante indicazione per gli stati europei circa la regolamentazione delle misure di controllo e intercettazione alla frontiera". Lo ha affermato Laurens Jolles, il Rappresentante dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) per il sud Europa: "ci auguriamo che rappresenti un punto di svolta per ciò che riguarda le responsabilità degli Stati e la gestione dei flussi migratori".
L'Unchr comprende le "sfide che le migrazioni irregolari pongono all'Italia e agli altri paesi dell'Unione Europea e riconosce i significativi sforzi compiuti dall'Italia e dagli altri stati per salvare vite umane nell'ambito delle loro operazioni di ricerca e soccorso in mare". Ma sottolinea l'Alto Commissariato, "Le misure di controllo alla frontiera non esonerano gli stati dai loro obblighi internazionali; l'accesso al territorio alle persone bisognose di protezione dovrebbe pertanto essere sempre garantito"
L'Alto Commissariato è inoltre preoccupato che l'Italia abbia riattivato il trattato bilaterale con l'attuale Governo libico senza rinunciare formalmente alla pratica dei respingimenti che è il risultato di tale accordo. "Ci auguriamo che questa sentenza rappresenti un motivo di riflessione che porti ad un segnale di discontinuità da parte del Governo italiano", ha concluso Jolles.
precedenti.
RISPETTO E VERGOGNA
I fatti recenti che hanno coinvolto il nostro povero connazionale deceduto ad Holguin in circostanze misteriose hanno riaperto nel web cubano una discussione riguardante la sicurezza a Cuba
Alcuni sostengono che le cose sono peggiorate,io sara' perche' vivo a Las Tunas,una provincia tutto sommato tranquilla,questo aumento di criminalita' non l'ho visto.
Ovviamente resto dell'idea che se cerchi grane anche a Cuba le trovi.
Per il resto di fronte a queste nuova tragedia che segue in ordine cronologico quella del giovane Anselmi (nella foto) e della ragazzina di Bayamo bisogna una volta per tutte prendere una posizione anche nei confronti di chi a Cuba gestisce il potere.
Le mie idee politiche sono note,sono con la Rivoluzione,mi ritengo a mio modo un rivoluzionario,Gramellini mesi fa scrisse che fare il proprio dovere bene in tempi come questi e' essere rivoluzionario.
Credo che Cuba sia stata e sia un punto di riferimento per la regione e che abbia indicato che un altra via sia possibile ma questo non ci deve chiudere gli occhi di fronte ad errori ed omissioni.
Difendere cio' che non puo' e non deve essere difeso e' esercizio che dobbiamo lasciare a chi,vivendo da parassita sulle spalle del popolo cubano nega anche l'evidenza piu' assoluta semplicemente per la paura di mordere la mano del padrone che elargisce il mestolo quotidiano di caldosa.
Dire che nel caso del giovane Anselmi ci siano state gravissime responsabilita' da parte dell'ospedale dove era ricoverato,responsabilita' che hanno portato alla morte del ragazzo e' fare un servizio a favore della verita'.
Nel caso della ragazzina dodicenne morta a Bayamo dopo un festino a base di sesso e droga alcuni italiani sono detenuti a Cuba ma non possiamo tacere il fatto che siano stati rimossi e arrestati alcuni alti funzionari della citta',il caso in questione e' stato solo uno di un complesso di episodi simili avvenuti grazie alla connivenza di personaggi in vista del potere cittadino,non e' un caso che tutte le indagini siano state svolte da inquirenti della capitale e non da quelli della citta'.
Ora leggo nel caso del povero Roberto,sulla cui morte ancora non si sa molto,affermazioni che lo disegnerebbero come un drogato o uno che si dilettava con carne giovane.
Dichiarazioni vergognose,ed e' una vergogna che si estende a chi mette a disposizione il proprio spazio per ospitare questi tipo di diffamazioni da parte di chi dovrebbe scomparire inghiottito nella propria basura.
Nessuno sa ancora come realmente siano andate le cose ma anche se l'italiano si fosse trovato in situazioni sconvenienti io mi chiedo non ha gia' pagato abbastanza?
La perdita della propria vita non basta?
Se e' stata una casualita' allora vuol dire che era la sua ora,se se l'e' cercata....ha gia' pagato abbastanza.
Ci vorrebbe rispetto per la famiglia,per chi legge e un po' di vergogna da parte di chi scrive cose che infangano la memoria di una persona che non c'e' piu'.
Se extienden en Las Tunas nuevas alternativas de empleo no estatal
Aunque la incertidumbre le asaltó al inicio, para este barbero y su "clientela fija", bastaron solo días para acoger el nuevo modelo de gestión implementado desde diciembre del 2011.
Noemí Meriño Utra es una de las cinco féminas que ejercen el oficio de relojera en la unidad Precisión, de esta ciudad. Una especialidad técnica que eligió hace 22 años para no arrepentirse. Hoy el cambio tocó a su buró para hacerla valer por sus propios esfuerzos. "Todavía me estoy adaptando, después de tanto tiempo como obrera estatal, con asignaciones y un plan de entrega, paso a ser cuentapropista."
Aunque la mayor preocupación se asienta en las vías que se implementarán como parte del proceso para la adquisición de piezas y materia prima, asegura con confianza que la afluencia de personal se mantiene igual, porque "hemos tratado de mantener afines los precios. Estamos buscando brindarle al cliente la oferta de mejor calidad para que se vaya complacido y retorne siempre que lo necesite".
Ya ha transcurrido poco más de un mes desde que Las Tunas, como parte de las seis provincias seleccionadas nacionalmente, comenzara a implementar el nuevo procedimiento de Gestión económica con el arrendamiento de 24 locales para nueve actividades por cuenta propia.
Como un paso positivo en la viabilidad hacia el incremento del trabajo no estatal en la provincia, la Empresa provincial de Servicios Técnicos, Personales y del Hogar está ofertando a la población locales vacantes para el arrendamiento en las actividades: reparación de bicicletas, ponchera, plomero, zapatero remendón, tapicería, joyeros, peluquería, manicura, lustrador de calzado, reparador de equipos de oficina, televisores y radios, reparación y llenado de fosforeras, hojalatería, parqueo de bicicletas y motos, reparación de colchones, cristaleros, enrollado de motores, bobinas y otros equipos, fotógrafo, cerrajero, lavandero o planchador y reparador de paraguas y sombrillas.
"Entre los locales disponibles se encuentran los combinados de servicios: Horizontes, reparto las 40, El Yunque, Cuatro Caminos y Santa Librada, en sus respectivos poblados; Club familiar en la carretera hacia Holguín, El mango, reparto Aguilera, La Avanzada en el reparto Buena Vista, Baluarte, reparto La Loma y Acción en las alturas de Buena Vista, ciudad de Las Tunas. En el resto de los municipios la población podrá informarse en las direcciones de Servicios Técnicos, Personales y del Hogar", informó Rafael Cruz Pérez, subdirector de la Empresa de Comercio, Gastronomía y los Servicios en Las Tunas.
Asimismo el directivo aclaró a la población, que pagará arrendamiento el trabajador que se incline por estas nuevas actividades y entrarán en funcionamiento las unidades que actualmente se encuentran cerradas, solo cuando sean aprobadas las tarifas de arrendamiento, según la Resolución 333/2011 del Ministerio de Finanzas y Precios, establecidas bajo la tutela de los Consejos de la Administración Provincial y Municipal.
Las unidades La Victoria y el Taller de Bicicletas, que contaban con servicios interrumpidos temporalmente, completaron la pasada semana su aprobación (ocho pesos por metro cuadrado por encontrarse en zona comercial), con trabajadores incorporados.
"¿Ya no quedan peluquerías estatales?, es una inquietud recurrente en la población del municipio tunero -comentó Rafael Cruz- la respuesta de la Empresa de Servicios es que además de las unidades de peluquería y barbería incorporadas a este modelo de gestión económica en Las Tunas, se mantienen funcionales unidades estatales en calidad de institutos, como el de salud y belleza Ilusión ubicado en calle Lucas Ortiz del municipio de Las Tunas, con servicio incluido de gimnasio. Además el Instituto Infantil y un centro de Salud y Belleza en el municipio de Puerto Padre."
El resto de las municipalidades se orienta al incremento de locales y la inserción de nuevos servicios en dependencia de las demandas puntuales, todos bajo el nuevo modelo por Cuenta Propia.
Como versa la Resolución 333/2011 del Ministerio de Finanzas y Precios, las tarifas de arrendamiento cuyo valor mínimo puede aumentar o disminuir, se adecuan a las particularidades del inmueble y su entorno económico. En correspondencia, los precios de las ofertas deberán estar acordes a las coyunturas sociales y la demanda, sin incurrir en el exceso o abuso de derechos.
Resta y urge esclarecer en medio del proceso de cambio, viabilidades de adquisición de recursos en las diferentes actividades que se incorporan, ya sean a través de la red comercial estatal como por las vías tradicionales acomodadas al nuevo modelo. La sociedad junto a las máximas direcciones políticas y de masas en cada localidad serán los mejores árbitros del cambio.
Noemí Meriño Utra es una de las cinco féminas que ejercen el oficio de relojera en la unidad Precisión, de esta ciudad. Una especialidad técnica que eligió hace 22 años para no arrepentirse. Hoy el cambio tocó a su buró para hacerla valer por sus propios esfuerzos. "Todavía me estoy adaptando, después de tanto tiempo como obrera estatal, con asignaciones y un plan de entrega, paso a ser cuentapropista."
Aunque la mayor preocupación se asienta en las vías que se implementarán como parte del proceso para la adquisición de piezas y materia prima, asegura con confianza que la afluencia de personal se mantiene igual, porque "hemos tratado de mantener afines los precios. Estamos buscando brindarle al cliente la oferta de mejor calidad para que se vaya complacido y retorne siempre que lo necesite".
Ya ha transcurrido poco más de un mes desde que Las Tunas, como parte de las seis provincias seleccionadas nacionalmente, comenzara a implementar el nuevo procedimiento de Gestión económica con el arrendamiento de 24 locales para nueve actividades por cuenta propia.Como un paso positivo en la viabilidad hacia el incremento del trabajo no estatal en la provincia, la Empresa provincial de Servicios Técnicos, Personales y del Hogar está ofertando a la población locales vacantes para el arrendamiento en las actividades: reparación de bicicletas, ponchera, plomero, zapatero remendón, tapicería, joyeros, peluquería, manicura, lustrador de calzado, reparador de equipos de oficina, televisores y radios, reparación y llenado de fosforeras, hojalatería, parqueo de bicicletas y motos, reparación de colchones, cristaleros, enrollado de motores, bobinas y otros equipos, fotógrafo, cerrajero, lavandero o planchador y reparador de paraguas y sombrillas.
"Entre los locales disponibles se encuentran los combinados de servicios: Horizontes, reparto las 40, El Yunque, Cuatro Caminos y Santa Librada, en sus respectivos poblados; Club familiar en la carretera hacia Holguín, El mango, reparto Aguilera, La Avanzada en el reparto Buena Vista, Baluarte, reparto La Loma y Acción en las alturas de Buena Vista, ciudad de Las Tunas. En el resto de los municipios la población podrá informarse en las direcciones de Servicios Técnicos, Personales y del Hogar", informó Rafael Cruz Pérez, subdirector de la Empresa de Comercio, Gastronomía y los Servicios en Las Tunas.
Asimismo el directivo aclaró a la población, que pagará arrendamiento el trabajador que se incline por estas nuevas actividades y entrarán en funcionamiento las unidades que actualmente se encuentran cerradas, solo cuando sean aprobadas las tarifas de arrendamiento, según la Resolución 333/2011 del Ministerio de Finanzas y Precios, establecidas bajo la tutela de los Consejos de la Administración Provincial y Municipal.
Las unidades La Victoria y el Taller de Bicicletas, que contaban con servicios interrumpidos temporalmente, completaron la pasada semana su aprobación (ocho pesos por metro cuadrado por encontrarse en zona comercial), con trabajadores incorporados.
"¿Ya no quedan peluquerías estatales?, es una inquietud recurrente en la población del municipio tunero -comentó Rafael Cruz- la respuesta de la Empresa de Servicios es que además de las unidades de peluquería y barbería incorporadas a este modelo de gestión económica en Las Tunas, se mantienen funcionales unidades estatales en calidad de institutos, como el de salud y belleza Ilusión ubicado en calle Lucas Ortiz del municipio de Las Tunas, con servicio incluido de gimnasio. Además el Instituto Infantil y un centro de Salud y Belleza en el municipio de Puerto Padre."
El resto de las municipalidades se orienta al incremento de locales y la inserción de nuevos servicios en dependencia de las demandas puntuales, todos bajo el nuevo modelo por Cuenta Propia.
Como versa la Resolución 333/2011 del Ministerio de Finanzas y Precios, las tarifas de arrendamiento cuyo valor mínimo puede aumentar o disminuir, se adecuan a las particularidades del inmueble y su entorno económico. En correspondencia, los precios de las ofertas deberán estar acordes a las coyunturas sociales y la demanda, sin incurrir en el exceso o abuso de derechos.
Resta y urge esclarecer en medio del proceso de cambio, viabilidades de adquisición de recursos en las diferentes actividades que se incorporan, ya sean a través de la red comercial estatal como por las vías tradicionales acomodadas al nuevo modelo. La sociedad junto a las máximas direcciones políticas y de masas en cada localidad serán los mejores árbitros del cambio.
mercoledì 22 febbraio 2012
UN SALTO A CASA
Nel giro di pochi giorni dovrei avere chiara la situazione sulle strutture per l'estate,le selezioni per i ragazzi le iniziero' dopo il 20 marzo di conseguenza ho un po' di giorni per andare a Cuba e iniziare i lavori della casa tunera.
Oggi sul sito KLM ho preso il boleto,partiro' nei primi giorni di marzo e staro' la' 18 giorni.
Linate-Havana con Air France
Havana-Malpensa con KLM
Costo tutto compreso € 527,00
Un buon prezzo anche se dovro' vedere come arrivare a Linate e se c'e' un bus che parte da Torino ma questo al final e' l'ultimo dei problemi.
Vado anche,per non aver rimpianti,a vedere un po' la situazione playa.
Nella casa tunera finiremo la terrazza,e con quella arriva la proprieta',e sicuramente tireremo la placa per il primo piano.
Ora le solite cose,la casa de renta (speriamo sia libera l'ultima dove sono stato) ,lo scooter ecc..
Ci sara' giu' anche il temba maratoneta e vedremo di fare un po' di mare.
Oggi sul sito KLM ho preso il boleto,partiro' nei primi giorni di marzo e staro' la' 18 giorni.
Linate-Havana con Air France
Havana-Malpensa con KLM
Costo tutto compreso € 527,00
Un buon prezzo anche se dovro' vedere come arrivare a Linate e se c'e' un bus che parte da Torino ma questo al final e' l'ultimo dei problemi.
Vado anche,per non aver rimpianti,a vedere un po' la situazione playa.
Nella casa tunera finiremo la terrazza,e con quella arriva la proprieta',e sicuramente tireremo la placa per il primo piano.
Ora le solite cose,la casa de renta (speriamo sia libera l'ultima dove sono stato) ,lo scooter ecc..
Ci sara' giu' anche il temba maratoneta e vedremo di fare un po' di mare.
Advertencia oficial
Como herreros se conocen en toda Cuba a los trabajadores por cuenta propia que se dedican a hacer cercas de protección para ventanas y puertas. Son trabajadores consagrados a su negocio que con la combinación de oxígeno y acetileno sueldan marcos a la medida en las propias casas de los clientes. El trabajo es agotador pero rinde sus frutos.
Sus trabajos nunca son iguales de estéticos que de funcionales. Los adornos y las puntas de estilo que antaño hicieron de las cercas y rejas una industria decorativa, han quedado abandonados por la seguridad de los nuevos sistemas de protección. En muchos casos son solo armazones de metales construidas a base de recortes o inclusive estructuras conformadas por cabillas corrugadas de las utilizadas para las fundiciones en concreto.
En la zona marginal del barrio del Vedado conocida con El Fanguito hay varios cuentapropistas que trabajan como herreros. Hoy todos han sido citados a la oficina del jefe de sector de la policía para una reunión formal, el objetivo es hacerles una advertencia oficial. Al parecer van a tener que controlar su gestión.
Los herreros sospechan que se trata de lo poco estético que resulta la fabricación de estas rejas cercas y demás vallas protectoras. Por eso ripostan de inmediato a los agentes de la policía. “Nosotros no pusimos de moda las rejas y las cercas”, replica un señor que ha preferido no sentarse y que permanece cerca de la puerta como si se fuera a retirar en cualquier momento, “solo cumplimos con los pedidos de los clientes”.
El más joven de todos interrumpe al señor que permanece de pie. “Si los dueños deciden afear sus casas es un problema de ellos, no tenemos ninguna responsabilidad”, asegura desde su silla, “pero la verdad que la moda de cerrarlo todo nos ha venido muy bien”.
Los agentes del orden le interrumpen, el problema viene en otra dirección. Según sus datos el 100 por ciento del oxígeno y acetileno utilizado por los herreros es de procedencia ilegal y la mayoría de los materiales con que laboran son adquiridos en el mercado negro y no metales reciclados como todos dicen en sus declaraciones.
Los herreros han quedado mudos por un momento, pero al rato ripostan, “mejor hablen con los responsables del suministro de estos materiales para que nos vendan con más frecuencia”, dice el más joven. Otro herrero prefiere no reconocer responsabilidades y con evidente desacuerdo pregunta de dónde sacaron esos datos. El resto se suma a la protesta del primer inconforme y aseguran que no cometen ningún delito.
Pero los agentes tienen una lista de trabajos recientes realizados por ellos y advierten que la cantidad de rejas no puede ser cubierta con los pocos papeles de respaldo presentados por ellos. El jefe del sector precisa que se trata solo de una advertencia, pero que si reinciden serán procesados penalmente, además de las multas que les pueden poner los inspectores de la actividad.
Los herreros se retiran muy preocupados, están perdiendo el momento de mayor demanda por el evidente problema de no contar con un suministro legal. “¿Para qué nos dan las licencias si saben que no hay materiales en el mercado? Si quieren que paguemos todas las licencias y los impuestos nos tienen que dejar trabajar”, dice el joven un tanto preocupado.
Avanzan en grupo como si con ello ayudaran a encontrar una solución, pero cada nuevo comentario es tan pesimista como el anterior. Un señor de espejuelos gruesos dice que devolverá su licencia, que lo que les espera será un infierno porque sin comprar materiales en el mercado negro no se puede trabajar.
“Recuperar hierros no te da material ni para una ventana, tienes que caminar toda la ciudad y solo consigues cuatro hierros, lo otro que te queda es soldar cubos o tapar huecos a ollas y calderos viejos, pero de eso no sacas ni para pagar la licencia”, explica este herrero.
Estéticamente el trabajo de los herreros puede ser reprochable, algunos dicen que cuando van a robar ni las rejas protegen, pero la verdad es que son una oferta más en el estrecho mercado actual y que con las nuevas restricciones pueden desaparecer, y por este solo hecho ya es preocupante.
“En El Fanguito no contamos con muchas opciones, si comienzan a desaparecer las pocas que tenemos no nos queda otra cosa que vivir del invento”, dice el de los espejuelos gruesos. “Además de advertirnos sería bueno que nos propusieran soluciones o encontraran la manera de que nos vendan algo para poder hacer lo nuestro”.
Han comenzado a separarse, van tristes y preocupados, algunos tiene trabajos a medio hacer que ahora no se atreven a continuar. Otros aseguran que tomarán el riesgo, pero la mayoría prefiere no atreverse. El más joven dice unas rimas a modo de sentencia: “Hasta aquí llegó el herrero, ahora empieza el desespero…”.
Uno de ellos que hasta ahora había permanecido en silencio sugiere que algo hay que hacer. “No somos los únicos que vivimos del mercado negro, así que no tenemos que ser los únicos que desaparecen”, habla en voz alta para que todos le escuchen. “Pensemos entre todos, más cabezas de seguro encuentran la forma de subsistir, ¡si desde que nos dieron la licencia siempre nos están amenazando!, este puede ser solo otro capítulo”.
Pero no hay mucho optimismo, cada cual sigue su rumbo, cavilando, pensando en lo que les depara el día de mañana.
"Portami un cuscino e una coperta Qui li hanno finiti"
Guarda che Teresa non ha il cuscino, se vieni a trovarla portalo, e anche una coperta. Mi hanno detto che ne avevano ancora tre, ma poi più niente. Sì, sì me lo hanno detto le infermiere». Maria Grazia Golinelli è una piccola signora sorridente che avrà poco più di sessant’anni e un’amica che è ricoverata in pronto soccorso al Martini, ma di anni ne ha ottanta. Ieri pomeriggio fuori dal Dea di via Tofane Maria Grazia era al telefono, poi ha raccontato: «Ho visto la mia amica che aveva la testa su una parte del letto dura, le dava fastidio, ho chiesto un cuscino ma non ne avevano più...». Maria Grazia si occupa dell’amica, le fa coraggio e le chiama il medico quando serve, e ieri ha temuto il peggio così ha chiamato il 118.
Le immagini da Roma
Al Pronto Soccorso del Martini, alle 16 di ieri, sembrava irriverente quel televisore acceso su «Pomeriggio cinque» dove il senatore Ignazio Marino raccontava i disastri degli ospedali romani. «Lo vede, noi siamo mica messi tanto meglio sa?» Antonio e Caterina ieri indicavano la tv, e poi: «Siamo qui dalle dieci di questa mattina - diceva Antonio - abbiamo portato mio suocero che è cardiopatico, si è raffreddato ha ottant’anni e siamo preoccupati. Ma nessuno ci dice niente». Maria Grazia intanto spiega che di là, cioè al di là della porta che divide la sala d’attesa dal settore visite «ci sono tutti letti occupati, e barelle dappertutto. I medici sono pochi e le infermiere fanno quello che possono. Ho visto anche un corridoio pieno di barelle». La comprensione o la rassegnazione spesso sono i migliori amici in situazioni come queste. «Però dovrebbero dirci qualcosa - protesta Caterina - sono dovuta entrare io per chiedere di mio padre». Il problema è proprio la comunicazione «E’ il difetto dei reparti di emergenza, su quello dobbiamo lavorare, ma non solo noi, in tutt’Italia» aveva detto Paolo Mussano direttore sanitario del Maria Vittoria qualche settimana fa dopo le lettere di protesta a Specchio dei Tempi. «Nessuno mi dice niente di mio marito. Siamo arrivati qui a mezzogiorno e nessuno mi dice come sta. Ho chiesto i suoi esami che saremmo andati dal medico di famiglia. Anche lui è dottore no, ci saprà capire qualcosa?». Elena è giovane e preoccupata sono le cinque e mezzo e non sa ancora nulla del marito, l’ha visto per qualche minuto: «Prima su una barella con una flebo, poi sono riuscita ad entrare ancora una volta e stava su una sedia. Ma se mi danno gli esami io lo porto a casa, almeno lì sta sul letto».
Il bambino
Piero ha solo due mesi, in braccio a suo padre dorme, mentre la mamma aspetta da tre ore di essere visitata: «L’abbiamo portato con noi perché prende ancora i latte. E qui non si sa mai a che ora si finisce». L’attesa che sembra infinita sono anche quelle porte che oppongono malati «contro» medici e infermieri, forse basterebbe che qualcuno al di là delle porte le attraversasse per spiegare. «Se ci dicono perché stiamo qui tante ore noi possiamo capire. Se ci spiegano non saremmo così in ansia» Mario racconta di Angela: «Le hanno portato la madre alle Molinette senza dirle nulla. Perché non l’hanno avvertita?». «Sa che le dico? Se non stiamo attenti finiremo come la Grecia» Marino ha 64 anni e si definisce un «pensionato contento, fortunato» sua moglie Mariangela di anni ne ha 59, e tanta pazienza: «Non è colpa dei medici se non ci sono i letti. Come possono fare? Sono tutti questi tagli. Come farete voi giovani tra qualche anno?». Già.
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QUESTA E' TORINO....E POI PARLIAMO MALE DELLA SANITA' CUBANA....
QUE LASTIMA
Ieri incontro al vertice en la palya di Puerto Padre,di buon ora la mia signora e' passata a prendere con un carro la responsabile della vivienda di PP e sono andati a la Playa dove gia' c'era l'ispettore che si occupa appunto de la playa.
Ovviamente entrambi comodamente sistemati sul mio groppone.
Ieri in qualche modo volevo decidere il da farsi e se c'erano i presupposti,o perlomeno un minimo di presupposto legale per lanciarmi in questa avventura.
Intanto,ufficialmente e' stato sbugiardato Sancho Panza (che in questi giorni nel caso del povero italiano morto a Holguin sta' dando prova che non esiste limite a quanto squallore possa albergare in un solo essere umano) che in uno dei suoi soliti deliri aveva affermato che a la playa non si puo' comprare nulla.
A la playa si puo' comprare tutto a patto che esista una proprieta' o un permesso di costruzione e anche in assenza di questi la cosa e' comunque fattibile,una strada a Cuba la si trova sempre.
Giornata di tante telefonate,alla mia signora,al venditore e al mio amico di Monterosso con cui dovrei dividere l'impresa.
In breve non c'e' la proprieta' ne' il permesso di costruzione e tutto cio' che e' stato fatto (la savata e un paio di muri) e' abusivo.
La cosa resta fattibile,la mia signora puo' spostare la residenza nel bugigattolo all'interno del terreno dove vive chi vende,il permesso di costruzione sarebbe intestato a lei intestato a lei,il dueno va via dalla casa,si inzia a costruire una casa cubana (2 cuarti e un bagno anche senza placa) a quel punto arriva la proprieta' che la mia fanciulla cederebbe al 50% alla fanciulla del mio amico.
Il venditore vuole il 50% di grano ora e il 50% quando arriva il permesso di costruzione.
La situazione non e' semplicissima,il mio amico giustissimamente dice che gia' e' un terno all'otto intestare una proprieta' alla propria novia,figurarsi a quella di un altro...
Non e' questione di fiducia ma di buon senso,c'e' la spesa inziale dio acquisto e in piu' i lavori per avere la proprieta' e tutto questo senza che lui,ne' la sua donna,abbiano nulla in mano,io non ci starei.
Se avessi davanti 6 mesi a Cuba potrei pensarci anche da solo ma da qua' a ottobre se va bene passero' 15 giorni alla isla pochi per stare dietro a tutto.
In piu' se la mia fanciulla prende la residenza la' la casa di Tunas va intestata temporaneamente a sua sorella,che conosco da quando si metteva le dita nel naso ma che comunque e' sempre una variabile in piu'.
C'è gia' la casa tunera da mettere a posto,la scuola di ballo qua' da fare,a settembre ho alcuni lavori da fare nella casa in Italia,davanti ho 6 mesi sbattuto chissa' dove seguendo le mie animazioni.
La mia signora ha un bimbo e non posso chiederle,anche se ha i coglioni e la capacita' di farlo,di stare dietro a tutto e poi diciamocelo francamente;dietro a certe situazioni dobbiamo starci noi in prima persona,punto e basta.
Peccato perche' era un negocio tremendo,vorra' dire che a ottobre tornero' a la playa e mi guardero' di nuovo attorno.
C'e' un limite di cose dietro alle quali una persona puo' stare,limite che si abbassa se le cose si devono seguire a distanza.
Ovviamente entrambi comodamente sistemati sul mio groppone.
Ieri in qualche modo volevo decidere il da farsi e se c'erano i presupposti,o perlomeno un minimo di presupposto legale per lanciarmi in questa avventura.
Intanto,ufficialmente e' stato sbugiardato Sancho Panza (che in questi giorni nel caso del povero italiano morto a Holguin sta' dando prova che non esiste limite a quanto squallore possa albergare in un solo essere umano) che in uno dei suoi soliti deliri aveva affermato che a la playa non si puo' comprare nulla.
A la playa si puo' comprare tutto a patto che esista una proprieta' o un permesso di costruzione e anche in assenza di questi la cosa e' comunque fattibile,una strada a Cuba la si trova sempre.
Giornata di tante telefonate,alla mia signora,al venditore e al mio amico di Monterosso con cui dovrei dividere l'impresa.
In breve non c'e' la proprieta' ne' il permesso di costruzione e tutto cio' che e' stato fatto (la savata e un paio di muri) e' abusivo.
La cosa resta fattibile,la mia signora puo' spostare la residenza nel bugigattolo all'interno del terreno dove vive chi vende,il permesso di costruzione sarebbe intestato a lei intestato a lei,il dueno va via dalla casa,si inzia a costruire una casa cubana (2 cuarti e un bagno anche senza placa) a quel punto arriva la proprieta' che la mia fanciulla cederebbe al 50% alla fanciulla del mio amico.
Il venditore vuole il 50% di grano ora e il 50% quando arriva il permesso di costruzione.
La situazione non e' semplicissima,il mio amico giustissimamente dice che gia' e' un terno all'otto intestare una proprieta' alla propria novia,figurarsi a quella di un altro...
Non e' questione di fiducia ma di buon senso,c'e' la spesa inziale dio acquisto e in piu' i lavori per avere la proprieta' e tutto questo senza che lui,ne' la sua donna,abbiano nulla in mano,io non ci starei.
Se avessi davanti 6 mesi a Cuba potrei pensarci anche da solo ma da qua' a ottobre se va bene passero' 15 giorni alla isla pochi per stare dietro a tutto.
In piu' se la mia fanciulla prende la residenza la' la casa di Tunas va intestata temporaneamente a sua sorella,che conosco da quando si metteva le dita nel naso ma che comunque e' sempre una variabile in piu'.
C'è gia' la casa tunera da mettere a posto,la scuola di ballo qua' da fare,a settembre ho alcuni lavori da fare nella casa in Italia,davanti ho 6 mesi sbattuto chissa' dove seguendo le mie animazioni.
La mia signora ha un bimbo e non posso chiederle,anche se ha i coglioni e la capacita' di farlo,di stare dietro a tutto e poi diciamocelo francamente;dietro a certe situazioni dobbiamo starci noi in prima persona,punto e basta.
Peccato perche' era un negocio tremendo,vorra' dire che a ottobre tornero' a la playa e mi guardero' di nuovo attorno.
C'e' un limite di cose dietro alle quali una persona puo' stare,limite che si abbassa se le cose si devono seguire a distanza.
martedì 21 febbraio 2012
COMMENTI
Seguendo l'esempio della bella Daria ho eliminato non solo le verifiche parole ma anche la moderazione commenti.
Siamo in molti e tutte persone per bene,vediamo di continuare cosi',al limite si torna all'antico
Siamo in molti e tutte persone per bene,vediamo di continuare cosi',al limite si torna all'antico
Cuba, il giallo dell'italiano precipitato dalla questura . «Ha ceduto un muro»
C'è una nuova ipotesi sulla misteriosa morte a Cuba di Roberto Avelli, il giovane falegname di Mozzanica (Bergamo) in vacanza sull'isola con amici. Una caduta nel vuoto accidentale, nella quale Avelli sarebbe stato coinvolto con un altro straniero, e dovuta al crollo di un parapetto sul quale i due erano appoggiati. Secondo quanto riferito al Corriere da Caridad Caballero Batista, attivista e giornalista indipendente di Holguin, città dove è avvenuto il fatto, lo scorso 15 febbraio un muro di protezione di una terrazza al secondo piano di un edificio ha ceduto, facendo cadere in strada i due. Un giovane spagnolo sarebbe tuttora ricoverato in gravi condizioni, mentre per l'italiano non c'è stato niente da fare. Avelli si è ferito gravemente alla testa, ed è deceduto poco dopo.
Sulla vicenda pesa il silenzio delle autorità cubane e l'angosciosa attesa della famiglia in Italia, alla quale è stata appena comunicata la morte del giovane. «È normale qui a Cuba - spiega Caridad Caballero -. Questo genere di notizie non vengono divulgate, anche quando coinvolgono stranieri. Però non ho dubbi che si sia trattato di un incidente. Tutti abbiamo visto quel parapetto sbriciolato sulla strada, è una via centrale della città». Ad aggiungere mistero alla tragedia esistono comunque altri elementi. L'edificio è la sede del servizio emigraciòn della polizia di Holguin, dove i cubani vanno a richiedere il passaporto e gli stranieri a presentare pratiche sul loro soggiorno. Perché Avelli si trovava su quella terrazza? Stava accompagnando qualcuno, o era andato in quell'ufficio per ragioni proprie? In questo caso, l'unico motivo possibile era la richiesta di proroga del visto turistico, che a Cuba ha la validità di un mese. Ma Avelli, insieme a due amici, era arrivato sull'isola il 7 febbraio, e soprattutto non aveva mai manifestato l'intenzione di spostare il ritorno in Italia, previsto per fine mese.
Al contrario, nelle ultime conversazioni con gli amici, dai quali si era separato pochi giorni dopo l'arrivo, il falegname aveva espresso l'intenzione di rientrare a casa prima del previsto. Ai familiari, per telefono, aveva detto di sentirsi a disagio e forse seguito da qualcuno. Dai due compagni di viaggio si era separato proprio perché voleva andare a Holguin. L'ambasciata italiana all'Avana sta seguendo il caso, aspettando chiarimenti dalle autorità cubane: non è ancora avvenuto l'annunciato incontro tra l'ambasciatore italiano e gli inquirenti. Il corpo del giovane potrà essere rimpatriato solo dopo l'autopsia.
PRIMI!
GRANDE PARTITA!
Ieri sera al Comunale il Toro si e' riapproppiato della testa della classifica di B in solitaria.
La vittoria contro i doriani ha un valore immenso,intanto perche sono una gran bella squadra che dopo la rivoluzione di gennaio ha preso un passo da promozione e non e' escluso che non arrivi ai play off malgrado il ritardo di punti in classifica.
Quando ho visto la formazione con 2 punte,2 tornanti e un regista con un solo mediano ho avuto paura che ci si sbilanciasse troppo ma Odu e Stefanovic hanno fatto un gran lavoro.
Dopo il gol di Antenucci abbiamo tenuto il pallino del gioco,una traversa e un palo di Bianchi,sfortunato ma finalmente vivo,ci hanno impedito il raddoppio.
Nella ripresa abbiamo preso il solito gol evitabile ma nel finale,correndo e lottando come tradizione e dna ci impongono,siamo riusciti con Meggiorini,subentrato al capitano,a metterla dentro portando a casa una vittoria importantissima.
Domenica a pranzo abbiamo il recupero a Brescia,si va per vincere ma si puo' portare a casa anche un pari,in A ci si arriva con entusiasmo ma anche con la giusta prudenza.
Ieri sera al Comunale il Toro si e' riapproppiato della testa della classifica di B in solitaria.
La vittoria contro i doriani ha un valore immenso,intanto perche sono una gran bella squadra che dopo la rivoluzione di gennaio ha preso un passo da promozione e non e' escluso che non arrivi ai play off malgrado il ritardo di punti in classifica.
Quando ho visto la formazione con 2 punte,2 tornanti e un regista con un solo mediano ho avuto paura che ci si sbilanciasse troppo ma Odu e Stefanovic hanno fatto un gran lavoro.
Dopo il gol di Antenucci abbiamo tenuto il pallino del gioco,una traversa e un palo di Bianchi,sfortunato ma finalmente vivo,ci hanno impedito il raddoppio.
Nella ripresa abbiamo preso il solito gol evitabile ma nel finale,correndo e lottando come tradizione e dna ci impongono,siamo riusciti con Meggiorini,subentrato al capitano,a metterla dentro portando a casa una vittoria importantissima.
Domenica a pranzo abbiamo il recupero a Brescia,si va per vincere ma si puo' portare a casa anche un pari,in A ci si arriva con entusiasmo ma anche con la giusta prudenza.
MARE SI,MARE NO
Rispondo con questo post ai tanti che vedono una vacanza a Cuba lontano dal mare una cosa impensabile.
Las Tunas dista dalla spiaggia una settantina di km,kilometri non tutti di buena caretera,se uno ama il mare o comunque lo vede poco durante l'anno la frequentazione di questa citta' diventa improbabile.
Diciamo che e' una questione di priorita',se il mare e' in cima a cio' che si cerca o se cio' che si cerca gia' lo sia ha e non si cercano integrazioni allora va bene lo stare vicino al mare altrimenti e' bene cercare altre soluzioni.
A Las Tunas trovi tanti italiani che qua' vivono in posti di mare;marchigiani,romagnoli,pugliesi,siciliani ecc,gente che ha il mare sottocasa oppure gente come me,che al mare ci lavora.
Di conseguenza,se togliamo La Habana e' preferibile trovare un luogo dove ci sia quacosa in piu' rispetto a un pueblocito de playa.
Comunque a La Habana per andare a playa de l'Este o Guanabo ci vuole il carro,a Santiago tolta Siboney che ha lo stesso mare di Laigueglia per andare su altre spiagge devi caomunque camminare.
La citta' offre tante cose e se vuoi andare un giorno al mare prendi e vai.
Solo pensare di farmi una intera vacanza a Puerto Padre citta' mi viene l'ansia,in settimana e' il deserto dei tartari e se togli un paio di rumbitos non c'e' nulla.
Poi se ti piace la tortilla allora qualcosa da fare trovi ma non puo' essere questa la ragione per scegliere una destinazione bella ma almeno a mio avviso poco attraente.
Alla fine al mare ci vado 1/2 volte la settimana e mi basta anche perche' le altre giornate sono gia' abbastanza piene di loro.
Detto questo....mi sto' muovendo per avere qualcosa al mare...per le vacanze.
Las Tunas dista dalla spiaggia una settantina di km,kilometri non tutti di buena caretera,se uno ama il mare o comunque lo vede poco durante l'anno la frequentazione di questa citta' diventa improbabile.
Diciamo che e' una questione di priorita',se il mare e' in cima a cio' che si cerca o se cio' che si cerca gia' lo sia ha e non si cercano integrazioni allora va bene lo stare vicino al mare altrimenti e' bene cercare altre soluzioni.
A Las Tunas trovi tanti italiani che qua' vivono in posti di mare;marchigiani,romagnoli,pugliesi,siciliani ecc,gente che ha il mare sottocasa oppure gente come me,che al mare ci lavora.
Di conseguenza,se togliamo La Habana e' preferibile trovare un luogo dove ci sia quacosa in piu' rispetto a un pueblocito de playa.
Comunque a La Habana per andare a playa de l'Este o Guanabo ci vuole il carro,a Santiago tolta Siboney che ha lo stesso mare di Laigueglia per andare su altre spiagge devi caomunque camminare.
La citta' offre tante cose e se vuoi andare un giorno al mare prendi e vai.
Solo pensare di farmi una intera vacanza a Puerto Padre citta' mi viene l'ansia,in settimana e' il deserto dei tartari e se togli un paio di rumbitos non c'e' nulla.
Poi se ti piace la tortilla allora qualcosa da fare trovi ma non puo' essere questa la ragione per scegliere una destinazione bella ma almeno a mio avviso poco attraente.
Alla fine al mare ci vado 1/2 volte la settimana e mi basta anche perche' le altre giornate sono gia' abbastanza piene di loro.
Detto questo....mi sto' muovendo per avere qualcosa al mare...per le vacanze.
lunedì 20 febbraio 2012
VINCERE!
Il campionato di calcio di serie A prosegue a spizzichi e bocconi ma piano piano dopo i casini del maltempo si sta' tornando alla normalita'.
Ogni 2 giorni c'e' il solito piagnisteo di Conte,ma ieri dopo un gol irregolare a suo favore ha definito l'arbitraggio perfetto,come da copione.
La seconda squadra di Torino ha vinto il torneo di Viareggio che un tempo neanche troppo lontano era terreno di conquista per la prima squadra cittadina ma i tempi sono grami e tocca sopravvivere.
L'Inter continua la sua discesa con una squadra invecchiata e dei dirigenti incapaci,il Milan puo' perdere lo scudetto solo se si impegna e in Europa League le nostre squadre presto lasceranno il proscenio.
Il MIlan e' oramai qualificato in Champions mentre Inter e Napoli hanno buone possibilita' di passare.
In coda il Lecce del grande Serse sta' risalendo e il Mondo ha perlomeno rimesso in carreggiata il Novara anche se temo che la strada sia senza uscita.
La Cuatto Giaveno dopo la sconfitta della scorsa settimana ieri e' tornata in cima al campionato di A2 di Volley femminile.
Stasera giochiamo in casa contro la Sampdoria,se vinciamo torniamo in testa da soli.
Chissa' se Bianchi uscira' dal lungo letargo,sarebbe anche ora.
VINCERE!
Comunque e sempre FORZA TORO!
Ogni 2 giorni c'e' il solito piagnisteo di Conte,ma ieri dopo un gol irregolare a suo favore ha definito l'arbitraggio perfetto,come da copione.
La seconda squadra di Torino ha vinto il torneo di Viareggio che un tempo neanche troppo lontano era terreno di conquista per la prima squadra cittadina ma i tempi sono grami e tocca sopravvivere.
L'Inter continua la sua discesa con una squadra invecchiata e dei dirigenti incapaci,il Milan puo' perdere lo scudetto solo se si impegna e in Europa League le nostre squadre presto lasceranno il proscenio.
Il MIlan e' oramai qualificato in Champions mentre Inter e Napoli hanno buone possibilita' di passare.
In coda il Lecce del grande Serse sta' risalendo e il Mondo ha perlomeno rimesso in carreggiata il Novara anche se temo che la strada sia senza uscita.
La Cuatto Giaveno dopo la sconfitta della scorsa settimana ieri e' tornata in cima al campionato di A2 di Volley femminile.
Stasera giochiamo in casa contro la Sampdoria,se vinciamo torniamo in testa da soli.
Chissa' se Bianchi uscira' dal lungo letargo,sarebbe anche ora.
VINCERE!
Comunque e sempre FORZA TORO!
PERCHE' LAS TUNAS
Un paio di settimane fa scrissi un post dove parlavo delle incongruenze evidenti di una citta' come Las Tunas,le difficolta' e i colpevoli ritardi nel piano di sviluppo cittadino.
Ovviamente,visto che ci vado da 12 anni,ci sono anche tante buone ragioni per trascorrerci le proprie vacanze.
Mi capita spesso di leggere commenti poco lusinghieri sulla citta',commenti che sono regolarmente anticipati dalla frase "ci sono passato per mezza giornata ad agosto e l'ho trovata morta".
Sicuramente non basta mezza giornata e per di piu' in un periodo in cui la gente va in vacanza e la citta' si svuota per riuscire a capire bene dove ci si trova.
Senza tanti giri di parole,l'attrazzione maggiore di Las Tunas sono le ragazze.
Certo ce ne sono,e in quantita' industriale,in tutta Cuba ma cosi' tante di qualita' e cosi' calienti,credetemi,non si trovano da altre parti.
Conosco abbastanza Cuba,ho girato parecchie citta' ma il "clima" tunero non l'ho riscontrato da nessuna parte.
Del resto 200 case de renta a 70 km dal mare non sono giustificabili con altri motivi.
U' pilu come direbbe Albanese.
Altra ragione che porta molti stranieri a fare base nel balcon sull'oriente cubano sono i costi tutto sommato abbordabili,se vai in un buon paladar con 5/6 cuc risolvi mentre in un ristorante in mn statale anche la meta'.
Quando approdai a Tunas intorno al 2000 era una tragedia trovare un posto decente dove mangiare oggi e' pieno di locali e la scelta e' ampia.
Un'altra cosa che mi piace e' la caratteristica di citta' rurale che malgrado i cambiamenti di questi anni la citta' ha mantenuto.
La gente in biciletta col maialino legato dietro,gli animali allevati ovunque' c'e' uno spazio,los guajiros che arrivano in citta' il sabato por al borrachera e cose simili.
Il mare e' a 70 km,Puerto Padre ed e' un bel mare con posti dove ti fai gran mangiate di pesce.
Le casa particular e' a prezzi accessibili,se ci passi lunghi periodi trovi a 10 cuc al giorno,se sei un habitue' e ti fai una vacanza normale paghi 15 altrimenti 20,proprio se sei sceso dalla montagna con la piena paghi 25 ma non e' facile....bisogna essere davvero in gamba...
Un posto tranquillo,delinquenza poca ma anche qua' sono i soliti discorsi,se non te la cerchi non la trovi.
La sera c'e' una famosa disco e poco piu' ma almeno per me le serate oggi sono fatte di chiacchierate con gli amici e di tracos di quello buono accanto a una che merita.
Ci sono modi peggiori di aspettare la signora con la falce.
Ovviamente,visto che ci vado da 12 anni,ci sono anche tante buone ragioni per trascorrerci le proprie vacanze.
Mi capita spesso di leggere commenti poco lusinghieri sulla citta',commenti che sono regolarmente anticipati dalla frase "ci sono passato per mezza giornata ad agosto e l'ho trovata morta".
Sicuramente non basta mezza giornata e per di piu' in un periodo in cui la gente va in vacanza e la citta' si svuota per riuscire a capire bene dove ci si trova.
Senza tanti giri di parole,l'attrazzione maggiore di Las Tunas sono le ragazze.
Certo ce ne sono,e in quantita' industriale,in tutta Cuba ma cosi' tante di qualita' e cosi' calienti,credetemi,non si trovano da altre parti.
Conosco abbastanza Cuba,ho girato parecchie citta' ma il "clima" tunero non l'ho riscontrato da nessuna parte.
Del resto 200 case de renta a 70 km dal mare non sono giustificabili con altri motivi.
U' pilu come direbbe Albanese.
Altra ragione che porta molti stranieri a fare base nel balcon sull'oriente cubano sono i costi tutto sommato abbordabili,se vai in un buon paladar con 5/6 cuc risolvi mentre in un ristorante in mn statale anche la meta'.
Quando approdai a Tunas intorno al 2000 era una tragedia trovare un posto decente dove mangiare oggi e' pieno di locali e la scelta e' ampia.
Un'altra cosa che mi piace e' la caratteristica di citta' rurale che malgrado i cambiamenti di questi anni la citta' ha mantenuto.
La gente in biciletta col maialino legato dietro,gli animali allevati ovunque' c'e' uno spazio,los guajiros che arrivano in citta' il sabato por al borrachera e cose simili.
Il mare e' a 70 km,Puerto Padre ed e' un bel mare con posti dove ti fai gran mangiate di pesce.
Le casa particular e' a prezzi accessibili,se ci passi lunghi periodi trovi a 10 cuc al giorno,se sei un habitue' e ti fai una vacanza normale paghi 15 altrimenti 20,proprio se sei sceso dalla montagna con la piena paghi 25 ma non e' facile....bisogna essere davvero in gamba...
Un posto tranquillo,delinquenza poca ma anche qua' sono i soliti discorsi,se non te la cerchi non la trovi.
La sera c'e' una famosa disco e poco piu' ma almeno per me le serate oggi sono fatte di chiacchierate con gli amici e di tracos di quello buono accanto a una che merita.
Ci sono modi peggiori di aspettare la signora con la falce.
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