martedì 24 aprile 2012

CIAO FABIONE


L'altro giorno sono andato su Gente di Cuba,non capitava da mesi,per recuperare il post sull'Ungheria che ho poi postato qua'.
Proprio in quel momento Fabio ha postato questo scritto che ho trasferito di qua' senza chiedere il permesso (di nuovo...).
Essendo questo blog frequentato in larga parte da gente che non sa nulla del passato ricordo brevemente che insieme a Fabio abbiamo creato quel forum e per oltre 3 anni lo abbiamo amministrato in totale armonia.
A un certo punto decisi che quell'esperienza,almeno per me,era conclusa e me ne andai.
Forse lui la prese male,forse io sbaglia tempi e modi,sta' di fatto che ci furono alcuni fastidiosi fraintendimenti che posero fine se non a una amicizia ad anni di rispetto e buone,anche se occasionali (io vivo a Torino lui a Roma) frequentazioni.
E' passato del tempo,forse sbaglio' lui,sicuramente sbagliai io...pero' mi dispiace.
Condivido in pieno le sue considerazioni sui forum sempre pacate ma che arrivano diritte al punto.
Eppure basterebbe avere un minimo di conoscenza delle leggi che regolano la comunicazione per capire che il discredito nei confronti degli altri e' il sicuro viatico verso il suicidio virtuale,e' sempre successo cosi' e le cose non cambieranno.
La gente non e' stupida,sa chi ci mette la faccia e chi si nasconde, legge.....misura la credibilita' e fa' le sue scelte.
La vita e' gia' grama di per se in questi chiari di luna,Cuba per noi,tutti noi,e' una zona franca,un posto felice,un luogo dove siamo persone migliori.
Non e' certo denigrandola e tirandole palate di guano addosso che si conquistano nuovi forumandi.
Questo non vuol dire ignorare i problemi ma appesantire il clima in uno spazio che dovrebbe essere di svago non e' certo una grande linea editoriale.
Peccato perche' sono stati importanti,personalmente ho imparato molto da tanta gente e sicuramente parecchio anche da Fabio.
Non sono certo un nostalgico del passato,non lo sono mai stato,ma mi piace ricordare quella serata alle Capannelle a Roma,ero con la bailarina e c'erano Fabio,Bebo e Sandrone Hacaspita.
La foto fatta da Yane ci ritrae tutti assieme sereni dopo una bellissima serata mentre stava iniziando il concerto del Califfo.
Non so se Fabio legge il blog,se e' cosi' lo saluto con la stima di sempre,e' andata cosi'...non e' colpa di nessuno...pero' peccato.
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Oggi dopo mesi ho effettuato l'accesso forse più per nostalgia di quel luogo dove mi piaceva scrivere e discutere con qualche amico, che per la pura curiosità di vedere se ci fosse ancora qualcuno a bordo.
Non mi aspettavo certo di trovare nuovi post o nuovi utenti, ma è stato ugualmente triste vedere la pagina iniziale delle discussioni recenti totalmente vuota.
Apparsa dal nulla c'era solo la fottuta bakeka della chat, prontamente eliminata dalla testata del Forum, dove capeggiava la frase "Vascello fantasma!".
E' sicuramente vero che con la situazione economica attuale che ci sta mettendo letteralmente in ginocchio forse la gente non ha più tempo e voglia di cazzeggiare come prima.
Ma gli spazi come questo, dove poter condividere pensieri, riflessioni, esperienze con gli amici vecchi e nuovi non dovrebbero essere un piccolo, piacevole e gratuito passatempo?
In teoria sì, eppure la gente è sparita.
Io non sono scomparso dal Forum per mancanza di interesse verso Cuba, per la Thailandia o per i viaggi in genere.
Sono persino tornato a Cuba dopo tanti anni per motivi di lavoro, e malgrado il tempo libero sia stato davvero esiguo è stata tutto sommato una bella esperienza.

Ho aperto un tread sull'argomento, ma non sono mai riuscito a continuare a scrivere o postare le foto che ho scattato.
Purtroppo non è la voglia che manca, ma è il tempo da dedicare allo svago che è sparito.
Ho dovuto rimboccami le maniche e darmi da fare ancora di più per non subire passivamente questa situazione che altrimenti mi avrebbe messo a tappeto.
E questo è significato sicuramente molte ore di lavoro in più, maggiore apertura ad eventuali differenziazioni della professione per adeguarmi prontamente
alle difficoltà e ai cambiamenti, ma anche pochissimo tempo da dedicare allo svago e alle cose meno essenziali.
Io non viaggio più per motivi di piacere da molti mesi e ho cancellato molte delle mie attività ricreative preferite privilegiando altre cose alle quali prima davo poco peso.
Insomma si tira davvero la cinghia.
Questo non vuole in alcun modo giustificare la mia scarsa presenza sul Forum, che è iniziata ben prima che la situazione del nostro paese si aggravasse in maniera così pesante,
dato che un luogo virtuale vitale ed abitato da chi ha voglia di fare e scrivere non ha certo bisogno dell'Amministratore per andare avanti.
Tempo fa mi confrontai con altri amici che gestiscono spazi virtuali come questo, ma con tematiche di fondo differenti, e da tutti indistintamente mi è giunto un feed back
coerente che evidenziava uno spegnimento generale dell'entusiasmo nei confronti di questo genere di cose ed una migrazione di massa in direzione dei grandi social network.
Insomma, le persone amano ancora frugare nelle novità e magari curiosare un po' nella vita altrui, ma sempre più preferiscono farlo utilizzando piattaforme dove con un
minimo investimento in termini di cose personali si può accedere ad una quantità di dati impressionante.
C'è sempre stato e ci sarà sempre chi ha voglia di raccontare, mettendoci del proprio o scrivendo con la sola fantasia, e sempre ci saranno quelli che amano leggere,
senza per questo essere obbligati ad esporsi, per mille motivi.
Ma questo non dovrebbe essere un blog dove qualcuno scrive le sue gloriose memorie, ma un Forum di discussione, dove tutti dovrebbero contribuire a far andare avanti
e a far crescere nel modo giusto e giorno dopo giorno lo spazio comune.
Forse è destino delle piccole realtà finire per essere schiacciate da quelle più grandi.
Così come è già avvenuto per i negozi per l'arrivo e l'espasione dei grandi centri commerciali e dei grandi ipermercati tematici.
Quale sia la stato degli altri Forum su Cuba sinceramente lo ignoro, ma credo che la situazione generale non sia particolarmente luminosa.
Peccato, perché Cuba rimane un bellissimo posto dove andare e sarebbe bello che ci fossero ancora spazi per scrivere e leggere delle storie autentiche.

Un caro saluto a tutti.

Fabione

DOMANDA INTERESSANTE


Una cubana in un commento postato sul blog un paio di settimane fa' chiedeva perche' gli italiani vanno a Cuba a cercare le donne e se in italia non ce ne sono che potrebbero risolvere il problema senza fare tutti quei km e spendere tanti soldi.
Se fossi uno cattivo direi all'amica cubana di guardarsi alcune foto di raduni dei vari forum,o di cio' che resta,e avrebbe tutte le risposte ma siccome non sono uno cattivo questa cosa non la dico......
Bella domanda comunque.....
Partiamo da un discorso anagrafico;credo di non dire un eresia se affermo che la media di eta' dei frequentatori abituali della calle cubana sia intorno ai 60.
Ancora oggi,malgrado i 50,io sono un pivellino al confronto della maggior parte degli stranieri che vedo a Cuba.
Quel tipo di viaggiatore,anagraficamente parlando,si divide in 3 categorie
La prima coninvolge non piu' di un 10/15% del campione preso in esame,rigurda i pochi che nella vita hanno avuto una certa dimestichezza con l'altro sesso,gente che ha sempre girato ben accompagnata ma che,col passare degli anni e in assenza di un portafoglio a fisarmonica,ha visto finire il periodo in cui fanciulle decisamente con la carne piu' dura si concedevano loro.
L'altrenativa non mercenaria consiste in qualche balera a ficcare la lingua nell'orecchio a una vegliarda coi capelli blu,meglio andare a cercare paesi in cui era ancora possibile accedere a un certo tipo di fanciulle.
Gente che sa vivere,fisicamente ancora in piazza,piacevoli al dialogo con cui le ragazze ,malgrado la differenza di eta',stanno bene.
Un altro 15-20% e' rappresentato dai vedovi e dai separati,gente che ha passato la vita in un contesto familiare ma che poi o per il destino o per i rompimenti di coglioni si sono ritrovati da soli,coi figli che non li vogliono piu' vedere e con pochissimi legami nel loro paese.
Questi cercano la sostituta o la facente funzioni,di solito fanno le cose seriamente,prendono la residenza permanente per avere qualche sicurezza in piu',e' gente che non vedi molto in giro,in genere tornano a fare la vita da sposati,quasi sempre si mettono con donne non giovanissime ne particolarmente avvenenti ma che diano loro un po' di sicurezza che in realta' e' cio' che cercano.
Mettono su casa e solitamente raggiungono i loro scopi.
Il restante 65-75% e' formato da gente che la gnocca non l'ha mai vista neanche in fotografia a meno di non mettere mano al borsillo.
Solitamente vengono da piccoli paesi,pochissima esperienza di viaggi,quasi mai usciti del loro contesto di vita.
Da qualche amico hanno sentito che a Cuba la danno facile e si sono imbarcati sul primo aereo con la camicia di flanella e il pantalone di vigogne ascellare,il calzino sotto i sandali come i tedeschi a Jesolo.
Solitamente ne combinano piu' di Bertoldo in Francia facendo piu' danni della grandine.
Le donna sono uguali in tutto il mondo,uguali sono le tecniche di approccio e alla fine sono sempre loro,le donne,a decidere come e quando dare inizio e concludere la storia.
Se non hai un minimo di vissuto e di esperienza con le donne rischi di cascare in gironi danteschi da cui e' poi durissima uscirne.
Questi si innamorano seduta stante del primo ragade che incontrano,la coprono d'oro...letteralmente,la portano qua' dando vita quasi sempre a storie in cui gia' all'inizio e' scritta la fine.
Si fanno pelare come platanos machos e speremere come limoni fina all'epilogo che li portera' ad affermare che Cuba e' un paese di merda e le cubane tutte zoccole.
Un film gia' visto,e' facile addossare ad altri le conseguenze e le responsabilita' dei propri fallimenti.
Talmente facile che lo puo' fare perfino l'ultimo degli idioti.
Nei prossimi giorni continuero' questo discorso.

IL SILENZIO....CONFLITTIVO

In questi mesi mi sto' allenando nella palestra del palasport di Giaveno,struttura dove si svolgono parecchi eventi.
Ci gioca la squadra di volley di A2 che,malgrado l'ennesima sconfitta,guida ancora la classifica con solo piu' un punto di vantaggio,poi ci gioca il basket e hanno luogo concerti musicali.
Quasi ogni domenica mattina ci sono gare delle varie arti marziali.
Un paio di settimane fa di venerdi' sera a sabato tutta la giornata c'e stata la final four del campionato italiano di calcetto per ....silenziosi.
Una volta venivano chiamati muti oggi non e' piu' politicamente corretto ma io non so quale altro termine usare.
Fra l'altro non mi sembrava un infermita' che impedisse di giocare regolarmente coi diamo normodotati ma forse mi sbagliavo io.
Comunque ero in palestra un sabato mattina e c'erano 2 squadre che si stavano allenando,meta' campo a testa.
Non volava una mosca,era tutto in farsi gensti per comunicare,nel silenzio di quel palasport volavano piu' parole e gesti di quanti ne potessi mai immaginare.
Il gestore della struttura mi diceva che era preoccupato perche' e' il terzo anno che organizzano la finale e negli altri 2 e' sempre finita in rissa,botte da orbi con tanto di intervento dei carabinieri e dei vigili urbani per sedare i tafferugli.
Nell'immaginario collettivo si pensa che se uno ha subito un accidente dalla vita debba per forza essere un buono,chissa' perche' poi,io sarei incazzato come una iena...
Se ci pensiamo bene il fatto che vengano alle mani e' abbastanza normale.
Beppe Grillo,quando faceva la cosa che sa fare meglio,in un suo spettacolo parlando di Toto' Riina diceva che e' normale che sia un violento,se uno ha solo 100 vocaboli,quando li ha finiti non puo' fare altro che usare le mani.
Questi non hanno neanche i 100 vocaboli...
Tutti noi giochiamo o abbiamo giocato a pallone,capita sopratutto a livello amatoriale che si rischi la rissa,un entrataccia e tutto si puo' scatenare,ma prima di passare alle vie di fatto c'e' ancora l'uso della parola.
Ricevi un fallaccio,ti alzi,mandi a fare in culo chi te lo ha fatto,lui ti dice che non ti ha toccato,interviene un tuo compagno che ti dice di stare calmo,interviene un suo compagno che ricorda che la mattina dopo andiamo tutti a lavorare e che non e' il caso di farsi male ecc....
Insomma esiste un filtro fra il gesto e le mani addosso.
Loro questo filtro non ce l'hanno,non e' facile se hai il sangue alla testa mettersi a gesticolare per spiegarsi di conseguenza si passa subito alle vie di fatto e volano i cartoni.
E' una cosa comprensibile e spiegabile ma che comunque mi ha sorpreso.
Non si finisce mai di imparare brava gente.

New Orleans, Port-au-Prince d'America


LA STAMPA
New Orleans è la Port au Prince d'America. Una storia quasi in fotocopia. Fondate entrambe dai francesi e grossomodo nello stesso periodo - Big Easy ha solo 31 anni più di Pòtoprens - entrambe fuori dalla giurisdizione di qualunque Dio, entrambe poverissime (Haiti col reddito pro-capite più basso d'America, la Louisiana col quarantaduesimo reddito pro-capite degli Stati Uniti), entrambe nere, entrambe convertite al culto del voodoo, entrambe flagellate dagli uragani più devastanti della storia, entrambe violente, illegali, entrambe capaci di una corruzione spudorate.

Dal 1997 al 2006, la Louisiana non ha avuto rivali nel detenere la corona di stato più corrotto d’America. Che però corrompe con un altro stile. In Illinois la corruzione è micragnosa (nel 1970 comprare il voto di un deputato costava solo 25 dollari) e chi viene colto in flagrante corre subito a scusarsi in tivù. In Louisiana la corruzione è spudorata, flamboyant, da corno d’Africa. Perchè gli elettori della Louisiana, come amava ripetere il governatore Long: “Don’t want good government, they want good entertainment” A Port au Prince infierì François Duvalier, detto papà Doc, dottore col pallino dell’etnologia, inventore del fascismo nero e ferocissimo tiranno che amava incominciare i suoi discorsi ricordando che: ‘Il Destino del popolo di Haiti è la sofferenza' Nel 2005 Katrina devastò New Orleans e la Louisiana quasi come il terremoto che il 12 gennaio ha inghiottito Port au Prince e Haiti.

I giornali titolarono 'Good Bye, New Orleans. It’s time we stopped pretending'. Gli scienziati sconsigliarono di ricostruire New Orleans e i suoi sistemi di difesa perché era solo una questione di tempo. Più alti sarebbero stati gli argini artificiali, più disastrosa sarebbe stata la prossima inondazione. Il direttore dei servizi geologici statunitensi andò in tivù e sentenziò ferale: “Fra 100 anni New Orleans non esisterà più". Sette anni dopo, Big Easy è risorta. Mentre l'altra America è bollita dalla crisi, economicamente a pezzi, squassata da tifoni finanziari, a New Orleans si vive un anomalo stato di grazia. Qui i prezzi delle case non sono tracollati, i cantieri edilizi lavorano, le betoniere macinano, gli architetti sognano in grande e il tasso di disoccupazione è del 5,3% contro l’8,1% del resto del paese.

Nell’agosto del 2007 il ‘New York Times’ titolava:‘A billion dollars later, New Orleans Still a Risk'. La ricostruzione di Big Easy non decollava, la città divorava i fondi stanziati dal Governo e le polemiche sul rinforzamento degli argini infuriavano. Quasi cinque anni dopo, New Orleans rialza la testa e grazie all’economia post-Katrina dà lezioni di benessere al paese intero. E due ani fa si e' tolta anche lo sfizio di vincere il primo Superbowl della sua storia. Chissà che nei prossimi anni anni la favola non si ripeta anche coi cugini di Pòtoprens... colera, terremoti, uragani e dittatori, permettendo

lunedì 23 aprile 2012

Cuba, in spicchi fragranti

di Simona Maggiorelli


Quattro anni fa la scoperta di una Habana di notte, sensuale e fiera, nell’elegante bianco e nero di Ernesto Bazan. Ora il fotografo siciliano torna sui suoi passi, rileggendo la capitale cubana a colori, con lo splendore accecante del sole vivo in ogni stagione, con i toni caldi e friabili di un gioiello di architettura coloniale e liberty che, come un castello di sabbia, sembra svanire davanti al nostro sguardo.
L’Habana di notte sa come coprire le sue ferite. E le stradine madide e strette della città vecchia brillano nelle luci fioche di rari lampioni. Le facciate scrostate sembrano trovare una nuova, morbida, pelle. Mentre persino il Malecòn può sembrare un romantico lungomare, risonante di musica, lungo cui passeggiare senza che lo sferragliare di vecchie auto americane copra ogni altro suono, compreso il rumore del mare.
È questa Cuba incantata eppure vera, magica e insieme autentica, che Ernesto Bazan sa cogliere con il proprio lavoro di fotografo e ricercatore sul campo. Anche in questo suo nuovo libro Al Campo (Bazan Photo Publishing) realizzato tornando di recente sull’isola caraibica, dopo averci soggiornato lungamente tra il 1992 e il 2006.
Ernesto Bazan Rocking chair

Nel libro composto di 88 scatti e nella mostra che li presenta nello spazio malinese di Byline Photo ritroviamo spicchi fragranti di vita quotidiana nelle campagne cubane, in piccoli villaggi in cui la luce radente fa sembrare quadri iper-realisti fotogrammi di
realtà domestica, con la classica sedia a dondolo per la siesta in veranda fra piante lussureggianti.

Ed è il tempo del sole battente, ma anche quello improvviso e inaspettato di una pioggia tropicale, che non lascia scampo.
Ernesto Bazan qui ce li resistituisce come stati del cuore, come riflessi di un mondo interiore che a Cuba, nonostante non sembri mai accadere niente, non è mai fermo e quieto.

«Per anni avevo desiderato Cuba come si desidera  una donna che incontri una volta e che non riesci più a toglierti dalla testa», annota Bazan. Rivederla è stata nuova passione.

da left avvenimenti

IL GIOVANE ASTON E L'UNGHERIA

Scrissi questo report di viaggio alcuni anni fa e lo postai su Gente di Cuba,il bel forum che allora coamministravo.
Parla di fatti accaduti oramai 27 anni fa ma di cui conservo vividi ricordi che voglio condividere con voi.
In fondo se in tv si vede il giovane Montalbano perche' non leggere qualcosa del giovane Aston?
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Maggio 1985,su un giornale di annunci torinese,il vecchio BUSINESSS avevo trovato annunci di ragazze straniere che volevano corrispondere con italiani,non c'era internet o altre cose simili e si viaggiava per lettera.  Iniziai a corrispondere con una svedese e una ungherese,mi mandarono le foto ed erano carine,andammo avanti un po' fino a quando l'ungherese mi invito' ad andarla a trovare.  
Ungheria nel 1995,al di la' della cortina di ferro.....cazzo.....  
Avevo messo via qualche soldo l'estate precedente lavorando nelle colonie coi bambini,i villaggi sarebbero venuti poco dopo,frequentavo l'ISEF e mi mantenevo lavorando in palestra tutti i pomeriggi dalle 14 alla chiusura.  
Quindi qualche soldino mi avvanzava.  
L'istinto gia' era quello dello zingaro,avevo girato un po' di Europa e lavorato per un paio di mesi a Londra,come facevano molti ragazzi per perfezionare l'inglese.  
Tramite conoscenze di famiglia ottenni in tempi molto brevi il prezioso visto dall'ambasciata ungherese di Roma,telefonai alla ragazza per avvisarla che sarei arrivato e partii....solo e...in macchina.  
Avevo all'epoca una fiammante uno diesel,l'avevo pagata poco,di un granata (ovviamente) intenso.  
Partire solo per l'Ungheria a 23 anni e in quel periodo storico non era proprio uno scherzo.  
Mio padre mi disse solo che se avevo bisogno potevo contare sui suoi agganci e mi disse di non fare cazzate,d'altronde ero mentalmente e economicamente indipendente e piu' di tanto non poteva dirmi.   
Cosi' una mattina presto partii...Torino-Venezia e poi,ovviamente mi perdetti in Carnia... ...non ricordo bene perche' passai di la',so solo che attraversai il confine con l'Austria per poi scendere verso l'allora Jugoslavia.  
Entrato in quella che oggi si chiama Slovenia e scendendo verso l'attuale Croazia mi accorsi subito che nel socialismo qualcosa non quadrava... ..nessuno faceva un cazzo,attraversavo cantieri e nessuno lavorava,andavo a fare gasolio e il tipo mi faceva aspettare un quarto d'ora per arrivare pure se non c'era nessuno......  
Attraversai quella terra triste e desolata......e arrivai in una alba rosso fuoco,proprio di quelle da film al confine ungherese.....la cortina di ferro....  
Mi venne incontro un soldato con un copricapo tipo piccolo colbacco e sulla fronte del colbacco in belle vista la falce e martello.  
Io parlicchiavo inglese,lui mas o meno....mi fecero fermare e accomodare in una saletta,all'epoca una macchina come la mia era laggiu' quasi come una Ferrari e iniziarono a perquisire dappertutto,aprirono il cofano,credo piu' per guardare il motore che per ispezionare e dopo un ora buona mi fecero entrare nella Repubblica Socialista Popolare di Ungheria.
L'Ungheria era la Svizzera dei paesi dell'est e in effetti il paeaggio rispetto alla disastrata Jugoslavia era senza dubbio migliore.  
Avevo cambiato i soldi locali gia' in Italia mi pare si usasse il fiorino,la loro lingua era qualche cosa di incomprensibile.  
La ragazza,si chiamava Judit viveva a Szeged,una citta' universitaria nella parte bessa del paese vicina ai confini romeno e jugo.  
Dovetti girare un po' e perdermi piu' volte,non c'era un cazzo di cartello e io dovevo passare da Pecs....meno male che trovai un ragazzo che parlava inglese e mi indico' la strada.  
Szeged era una bella citta' universitaria con un casino di gioventu',la chiamai e lei mi diede appuntamento vicino all'universita'.  
La mia macchina attirava l'attenzione di tutti la' giravano vecchie Fiat,Lada e quelle terrificanti Trabant a due tempi della DDR.  
Lei arrivo' con 2 amiche,carine pure loro ,io ero impacciato,cazzo ero un ragazzino dall'altra parte del nostro mondo,almeno cosi' pensavamo noi di qua' del muro. 
Era carina,solare e sembrava un po' una nostra ragazza del sud,parlava inglese in quanto studiava lingue e da un paio d'anni pure la' avevano inserito l'inglese a scuola....insieme al russo ovviamente.  
Andammo a casa sua,una piccola casa in un palazzone da socialismo reale,mi avevano preparato un lettino,io ero pronto ad andare a dormire pure altrove,fra l'altro ero convinto che non si potesse,ma lei mi disse che era tutto posto e che il letto era di suo fratello mandato a dormire da degli zii....  
Cenai a casa loro,con la madre e il padre che non parlavano inglese e allora lei traduceva per loro,gente normale,semplice con facce da contadini e mani spesse,mi misero subito a mio agio.  
Dopo cena andammo a mangiare un gelato in una specie di bar,avevano solo un gusto,ma mi sembrava buono.  
Conoscendo i suoi amici inizialmente l'approccio fu freddino,in fondo ero un "nemico",uno dall'altra parte del muro,erano universitari e un po' di inglese chi piu' e chi meno lo parlavano tutti e parlando scoprii una cosa che oggi magari sembra ovvia perche' il mondo e' diventato molto piu' "piccolo" ma che allora mi colpi' molto.  
I ragazzi sono tutti uguali,in ogni parte del mondo,mi aspettavo gente arretrata e trovai ragazzi colti,istruiti,certo di una istruzione limitata dall'ideolgia ma gia' laggiu' circolavano nuove idee e poi.....non scordiamoci cosa accadde in Ungheria quache decennio prima.....  
Nei giorni a seguire....quei ragazzi in modo nemmeno troppo velato piu' volte mi manifestarono....non una particolare simpatia per i sovietici che ancora comunque erano ben presenti nel paese e che vedevo circolare spesso in citta' in divisa e con le loro famiglie.  
Quando si andava in giro,non e' come a Cuba che hai tutti sul groppone ma laggiu' ero io l'ospite e loro cercavano sempre di farsi carico di ogni evenienza.  
Era un problema anche solo offrire una bibita,volevano dimostrarmi che anche loro potevano...  
Dell'Italia conoscevano molte cose,sapevano di calcio e ascoltavano Celentano...  
Gia' giravano per il paese i nostri compatrioti con le calze di njlon nel bagagliaio ma le ungheresi stavano economicamente meglio di polacche e rumene e la cosa era un po' piu' complicata.  
Pero' un po' di diffidenza da parte sua la percepii almeno all'inizio poi la cosa cambio'.  
Avevo 23 anni e una fidanzata in Italia a cui avevo raccontato una palla per poter partire e piu' che farmi la ragazza pensavo a conoscere questo mondo completamente nuovo.
Trovai un paese ordinato e pulito,con gente fiera e orgogliosa che mal digeriva di trovarsi sotto uno stato di polizia.  
Abituato alla pressione della policia cubana ricordo che laggiu' al confronto era rose e fiori,non mi fermo' mai nessuno e nessuno mi venne a rompere le palle perche' stavo con una ungherese.  
Con lei andammo 3 giorni a Budapest da sua zia e qua' ricordo dovemmo andare al commissariato vicino a dove abitava la zia per segnalare la mia presenza,ma non ricordo di essere mai stato sorvegliato,oppure non me ne sono mai accorto.
 

Budapest era bellissima con la sua splendida collina,mi ricordo che lei mi fece vedere le ville dei gerarchi tutti col macchinone in giardino mentre la gente faceva la fila per il pane,e ricordo l'odio con cui lei mi diceva queste cose.  
Sono passati 22 anni e molti momenti sono finiti nel dimenticatoio ma mi ricordo che non costava veramente un cazzo niente e che nei ristoranti degli hotel per stranieri potevi pagare in dollari.  
Dopo una settimana di gulash e altre schifezze simili volevo qualcosa di diverso e entrammo in uno di questi bellissimi ristoranti di questi hotel dove mangiammo una pizza terrificante ma ricordo la sua contentezza per poter essere in quei posti che altrimenti mai avrebbe potuto permettersi,eppure pagai una cazzata....  
Gia' trovavi gente che comperava dollari in nero ma che lo faceva con una paura della madonna e mi ricordo anche la massima sicurezza in tutto tanto che a Budapest lei mi chiese per quale ragione chiudevo a chiave la macchina,tanto nessuno mi avrebbe toccato nulla....io comunque chiudevo tutto....  
Visitai altri posti in quei 10 giorni,e ricordo distintamente che...."quadrai" la cosa con lei..... la quarta o quinta notte in un piccolo alberghetto che definire spartano e' poco sulle rive del Danubio perso da qualche parte del paese.  
Ricordo ancora che al mattino per colazione ci portarono una tazza di Nescafe' ,salame e un piatto di un pesce strano che pareva una anguilla...una schifezza...sopratutto al mattino.  
Prima di ripartire regalai praticamente tutto agli amici che avevo conosciuto,e comprai qualcosa a lei in una scarna boutique alla moda.........  
Ci ripromettemmo di rivederci,lei voleva fare la presentatrice alla televisione.....aveva un anno in meno di me...per un po' continuammo a scriverci poi io partiii per la mia prima stagione di vilaggio e non ebbi piu' tempo di scriverle.  
Di lei non ho mai saputo piu' nulla.........  
Ungheria 1985,il giovane Aston.

BUON COMPLEANNO (103...) A UN ORGOGLIO NAZIONALE

VITA DI BARRIO


Come la stragrande maggioranza dei turisti che vanno a Cuba non negli hotel e dei villaggi sono sempre andato in case de renta,di solito vicine al centro cittadino,la vita si e' sempre svolta por la calle,in casa si sta' giusto il tempo di dormire,farsi una doccia e se possibile...passarla bene.
Per il resto i percorsi sono quelli noti,i locali del centro,le vie principali,a volte la playa e nulla piu'.
Non ho mai fatto vita di barrio,se capitava salutavo chi abitava nelle case vicine ma ero solo uno dei tanti stranieri che bazzicava in quella casa.
Durante l'ultimo viaggio a Cuba,complice l'inizio dei lavori alla casa,sono entrato in contatto con il mondo a me poco conosciuto del classico barrio cubano.
Devo dire in tutta sincerita' che e' stata una scoperta piacevole,un conto e' una conoscenza superficiale come quella che avevo dopo 12 anni di un certo tipo di Cuba un altro e' la prospettiva di vivere chissa' per quanto in un luogo preciso.
Ho sempre pensato,da turista classico,che i cubani che si approcciavano a noi lo facevano sempre per un tornaconto personale,cosa che continuo a pensare se rientro nei panni del turista tradizionale ma l'essere entrato a contatto con la realta' di un barrio cubano ha in parte modificato questo mio modo di vedere le cose.
Andro' a vivere in un popoloso quartiere non nel centro di Las Tunas,una calle larga e arieggiata,casa libera sui 4 lati in un barrio dove ci sono alcune belle case ma anche case normali e baracche di legno.
Il sergente maggiore,da antica venditrice,ha subito attaccato bottone anche coi sassi,appena saputo che in quella casa si iniziavano i lavori e sarebbe venuta a vivere una coppia mista e' arrivata un po' di gente a presentarsi.
In tutta sincerita' sono rimasto sorpreso da molte cose,il fatto che fossi uno non di passaggio ma che avrebbe vissuto li' ha,secondo me,cambiato un po' le cose.
Chiaro,visto che si stavano iniziando i lavori,e' arrivata anche gente proponendo ogni sorta di oggetto finalizzato alla costruzione,ma molta gente e' venuta solo per fare conoscenza e magari per cismoseare un po'.
Ho avuto l'impressione di un buon barrio,illuminato bene,ci sono passato di notte e non ho visto brutte facce in giro,tutti mi hanno confermato che e' un bel posto,tranquillo e con pochissima delinquenza.
Abbiamo conosciuto tanta gente,saggiamente ho detto alla fanciulla che se le cifre dei vari preventivi non si discostavano troppo di far lavorare gente del barrio,in questo modo sia le finestre che le porte le hanno fatte persone che vivono vicino a casa.
Mangiare per los albaniles lo ha fatto una signora che vive di fronte,quando loro vanno a casa nel fine settimana in casa nostra sta' dormendo un ragazzo di una casa d'angolo e via di seguito.
Ho conosciuto gente per bene,gente che al mattino va' a lavorare,gente che inventa e gente che non fa' neanche quello.
Yumas non ne ho visti,probabilmente dietro a qualche bella casa c'e' qualche straniero ma io in giro non ne ho visti.
Sono venuti a presentarsi sia l'jefe de sector che la presidentessa del CDR a cui mi sono affrettato a dire che la casa e' per la fanciulla e che io sono un amico che da' una mano...per il momento.
Il fatto di parlare bene spagnolo mi ha aiutato a instaurare buoni rapporti con tutti,il mio carattere gioviale ha fatto il resto.
Non e' difficile andare d'accordo coi cubani e se sono miei vicini questa e' una cosa molto importante da tenere in considerazione

UNA BRUTTA DOMENICA


Ieri doveva essere una domenica speciale,era la domenica dopo la morte del povero Morosini,magliette celebrative,minuto di silenzio e via di seguito.
Purtroppo si e' riusciti a rovinare tutto dimostrando per l'ennesima volta che una parte della componente che forma il mondo del calcio e' formata da una manica di cazzoni.
Avrete visto i fatti di Genova,lo stadio in mano a 60 delinquenti,i giocatori costretti a togliersi la maglia per compiacere quella gentaglia,le famiglie e la gente per bene che lasciava lo stadio schifata e spaventata, la partita che riprendeva per ordine del questore che,giustamente,non l'ha data vinta a quella teppaglia.
Preziosi non mi e' simpatico ma nella conferenza stampa di fine partita ha detto cose giustissime.
Quale daspo?
Questi delinquenti devono finire in galera,basta connivenza fra le societa' e quella gente,le dirigenze delle varie squadre hanno paura delle curve che tengono sotto scacco le societa' con la minaccia di fare casini e causare cosi' multe da decine di migliaia di euro.
Non si puo' andare avanti cosi',come si fa a portare un figlio allo stadio in mezzo a questa gente?
Bisogna fare come in Inghilterra dove hanno estirpato l'erbaccia semplicemente mettendo in galera,galera vera,chi va allo stadio per scaricare i suoi istinti peggiori.
Ieri allo stadio di Genova ci saranno stati 10 poliziotti come gia' era capitato con quei pazzi dei serbi.
Quando c'e' da mandare la polizia a manganellare donne e vecchi in Val Susa gli agenti si trovano sempre ma quando c'e' da salvaguardare l'ordine pubblico dentro uno stadio allora il numero e' sempre insufficente.
Questo e' un problema che si porra' ogni volta fino a quando gli stadi non saranno tutti di proprieta' e le societa',come in Inghilterra,avranno il compito di pensare da sole alla sicurezza.
Si fanno tanti discorsi e poi si finisce ostaggio di 4 imbecilli.
Accadde anche al Toro anni fa e pagammo con 5 domeniche di squalifica del campo.
Non basta,quella gente deve finire in galera!

domenica 22 aprile 2012

ALE' LE GAUCHE!

HABEMUS PLACA.....QUASI

Sono in contatto diretto con il sergente maggiore,la placa e' quasi finita,il graduato ha mobilitato 5/6 persone da dove vive per portarle a Tunas,per tirare una placa ci vuole gente.
Ha comprato un puerquitos e ieri hanno banchettato in pausa pranzo col mammifero nazionale.
Credo che il banchetto mi abbia fatto risparmiare qualcosa sul compenso per quella gente ma sta' gestendo la cosa lei e ha carta blanca.
Fra l'altro terminare la placa e' una priorita' anche per los papeles,con la placa fatta la casa a Cuba e' considerata terminata e al permesso di costruzione si sostituisce la proprieta' vera e propria con un aggrego per poter continuare i lavori.
E' arrivato l'ok per la placa a la playa ma prima di cacciare la pila lei andra' col suo primo albanil,quello che mi sta' facendo i lavori,a vederla,a mio avviso e' un po' sottile e occorrera' rinforzarla con una gettata di cemento prima di costruire sopra.
In ogni caso e' l'albanil che ci deve dare l'ok per l'acquisto se quella placa non regge il peso che andremo a ponerci sopra non se ne fa nulla.
La ragazza e' prudente e accorta esattamente come deve essere visto che si gioca coi soldi del papi italiano.
Come raccontavo l'altro giorno non si possono piu' fare versamenti su una postapay che non sia la nostra e visto che mancavano 2/300 cuc per la placa e mancavano i tempi per inviarli e' intervenuto il suo di Papi,nel senso di suo padre.
Ho gia' raccontato che e' gente che sta' decisamente bene,negocios e traffici vari da decenni,ha messo lui il grano io ho fatto un bonifico sul suo conto corrente che ci mettera' qualche giorno ad arrivare e in piu' lunedi' con i 20 kg di pacco mandero' giu' anche una postapay,servira' in ogni caso quando la casa dovra' essere arredata.
La voglia di fare un salto anche solo di una settimana per vedere le cose e' grande ma non ho tempo,qua' inizio ora ad organizzare le equipes e non e' il momento di avere altro por la cabeza.
Tutto procede e quando alla fine vi diro' quanto ho speso per comprare casa e ristrutturarla,postando le foto del lavoro finito,vi renderete conto di come le cifre che girino siano delle autentiche trampas.
Loro buttano l'amo se poi il branzino abbocca....e' poi inutile lamentarsi.

UN ALTRO PASSO AVANTI

Ieri,come spesso accade,ero nel solito baraccio proletario,antimperialista e rivoluzionario....... a vedere il Toro impegnato a Bari.
Oramai siamo una cricca,una trentina piu' o meno sempre gli stessi,adoro vedere il Toro cosi' mentre vederlo in casa mi mette tristezza e sapesso mi annoia.
C'e' gente di tutte le eta',dai ragazzi di 20 anni a chi ha visto giocare capitan Valentino e gli altri Eroi.
Il tifoso del Toro e',senza ombra di dubbio,il piu' polemico,rompicoglioni e bastian contrario che ci sia nel nostrano panorama calcistico.
Nascono discussioni gigantesche,si urla,si litiga ma poi alla fine si beve insieme un generoso e misterioso rosso delle mie parti.
Ieri erano tutti un insoddisfatti per il nostro pareggio,in effetti se si vinceva era quasi fatta....
Ero uno dei pochissimi contento del risultato ma non della partita,e' un po' di sabati che non giochiamo benissimo ma siamo alla trentaseiesima giornata e ci toccano 9 partite in 34 giorni caso credo unico nella storia del calcio.
Ieri ai punti avremo vinto ma anche col Modena,il Brescia e l'Empoli si era dominato per poi perdere nell'unico tiro in porta fatto dagli altri.
Si giocava in una situazione ambientale non facile,Parisi e' rientrato nel nostro bus scortato dalla Digos,per i fatti che hanno coinvolto il Bari lo scorso anno e alcuni nostri giocatori coinvolti a diverso titolo in quella storiaccia.
Abbiamo comunque portato a casa il punto,schierando,come da me invocato,i 3 mediani.
Il Verona ne ha prese 3 a Crotone mentre il Sassuolo ne ha prese 2 in casa dal Gubbio (sconfitta strana...Paolino ma volete davvero venire in A?) il Pescara ha giocato a tennis col Padova ma veniva da 3 sconfitte consecutive.
Si e' un po' tutti con la lingua di fuori.
Siamo in testa da soli con 2 partite in meno del Verona e una in meno di Pescara e Sassuolo.
Per me e' stata una giornata buona,certo a vincere sarebbe stata buonissima ma mi accontento.
Mercoledi' recuperiamo il secondo tempo con la Reggina che nel frattempo ha richiamato Breda e ieri ne ha fatti 4 a Nocera,partiamo da 1-0 per noi,bisogna assolutamente portare a casa i 3 punti.

VITTORIO ZUCCONI

Sembra che i sondaggi confermino l’ipotesi avanzata anche in questi blog di un travaso di bile e di intenzioni di voto (i voti sono altra cosa) dalla Lega che ha scarrocciato alla Grillo & Casaleggio s.p.a. Niente di nuovo. Dalla fine del regime fascista, nell’Italia repubblicana c’è sempre stata una quota di persone fra il 5 e il 10 per cento pronta a votare per qualsiasi partito, movimento, magliaro, pifferaio magico, incantatore di serpenti, tribuno, visionario più o meno disinteressato e in buon fede che agitasse forconi, vende e si proclamasse fuori da sistema o anti sistema, indipendentemente dalla verniciatura ideologica o post ideologica. Dall’Uomo Qualunque al nuovo generalissimo “Five Star”, passando per il Movimento Sociale Italiano, la Lega, “Noi dell’Italia dei Valori” eccetera qualcuno arriva sempre a riempire di furia e rumore il vuoto creato dalla decomposizione dei partiti esistenti, dalla rabbia e dalle periodiche crisi economiche. L’esistenza della Rete e dei blog, che tendono a suscitare e a moltiplicare la protesta, funziona da cassa di risonanza e crea l’impressione che i ribelli e gli antisistema siano molto più numerosi, ma, fino a prova contraria, è un effetto ottico. Nessuno di questi movimenti, a parte i Radicali che riuscirono a incidere nella storia del costume italiano e a lasciare un’eredità permanente, ha mai cambiato nulla né è arrivato a governare davvero, se non come reggi moccolo di altri, alla maniera del Msi comperato da Berlusconi quando divenne AN o dell’Uomo Qualunque, assorbito dalla DC. Protestare e proporre è facile. E’ governare che è difficile. (Ogni volta, naturalmente, ci spiegano che “questa volta è diverso”).

Los cuentapropistas de J









Los cambios radicales en la política económica de Cuba a fines del 2010 influyeron decisivamente en el crecimiento acelerado y continuo de la actividad cuentapropista. La apertura de esta actividad motivó a muchos a convertirse en emprendedores y a sacar de su interior el espíritu de negociantes.
Los más perspicaces se apresuraron en obtener una posición ventajosa para su negocio, fundamentalmente un lugar céntrico por el que circularan muchas personas con el fin de vender la mayor cantidad de productos. Los espacios más cotizados resultaron ser aquellos que se encontraban en las más importantes avenidas, asociados a grandes centros de estudios, en las cercanías de las paradas de ómnibus o vías de mucha circulación peatonal, etc.
La calle J, en el céntrico barrio del Vedado, evidenció un extraordinario crecimiento en cuestión de meses. Se convirtió de forma precipitada en una de las vías con mayor desarrollo de la actividad cuentapropista. Este gran desarrollo se ha visto con más fuerza desde la calle 23 hasta Universidad, lo cual no es obra de la casualidad: artería situada en el centro del Vedado, colindante con la calle 23, con una entrada a la Universidad de La Habana y una de las principales vías de acceso al hospital Calixto García.
En el año 2009 solo había en este sector una cafetería que se localizaba justo en la esquina J y Universidad. Según plantean muchos de sus clientes habituales los productos no gozaban de una buena calidad, pero debido a que era la única oferta de la zona siempre estaba abarrotada.
Paulatinamente comenzó a crecer el número de establecimientos y la diversidad de productos se comenzó a notar. Por primera vez aparecieron las pizzas, los helados, los sándwiches, las cajitas de almuerzo y otras muchas ofertas.
El puesto de venta La Gloria es uno de los preferidos. Muchos clientes aseguran que lo prefieren por encima de sus vecinos, porque la limpieza del lugar, la buena presencia de los dependientes así como la calidad en el servicio convergen para dar lugar a una combinación sin igual.
La evolución de la actividad cuentapropista en esta calle no solo se evidencia por el aumento de los puestos de venta y cafeterías, sino también por el perfeccionamiento que han adquirido las ya existentes ante la aparición de nuevas opciones y una difícil competencia.
Una de las cafeterías que más aceptación tuvo desde su puesta en marcha fue la pizzería que se encuentra en J entre 25 y 27. Comenzó siendo la primera pizzería de la zona y con una calidad en el servicio impresionante, el costo de las pizzas napolitanas era de $12.00, los agregos de cebolla y ají a $3.00 y de jamón a $8.00. Permanecía llena desde las 9:00am hasta las 6:00pm.
Los precios subieron súbitamente y lo que antes era una excelente opción para los universitarios se convirtió en un lugar que de solo mirarlo provocaba disgustos, fue un verdadero escándalo. Muchos clientes abandonaron sus pizzas preferidas y se fueron trasladando a las cafeterías vecinas, en la que los precios eran más asequibles a sus bolsillos.
La Favorita se ganó un puesto importante entre las preferidas de la zona. En poco tiempo se ha convertido en lugar de visita obligada para todos los transeúntes, ya que tiene ofertas asequibles al nivel adquisitivo de sus visitantes y una calidad distinguible. Uno de los productos que más aceptación gozan en esta cafetería es la caldosa cubana por un precio de $5.00.
Hace pocos días aparecieron los primeros carritos de venta. La confluencia de las calles J y 25 se ha convertido en su centro de operaciones. El carrito de comida ligera ya ha tomado su posición y todos los días brinda una variada oferta: salchipan, pan con hamburguesa, refrescos gaseados, pan con bistec, etc.
La Boutique del dulce es uno de los carritos que más fama ha obtenido entre la comunidad universitaria. Los caminantes aprovechan para comerse un sabroso dulce y además brinda un servicio en exclusivo a los autos que circulan por la avenida, ya que en más de una ocasión se detienen a comprar algunos de los dulces que ofrece la boutique: señoritas, militones, rosquitas y tartaletas.
Sin duda alguna el negocio de los cuentapropistas de J marcha viento en popa, pero no se pueden emitir criterios sustanciales a estas alturas, el tiempo dirá la última palabra.