lunedì 7 maggio 2012

Los Calderones


“Es la mejor playa del mundo, como esta arena no hay otra en el universo”, dice Pipa, con unos inmensos espejuelos que desde la punta de su nariz, desafían la ley de gravedad y el más elemental de los equilibrios.
Ella selecciona caracoles con sus manos dentro de un bulto con olor a mar, que reposa en el centro de su mesa de comedor. Con una increíble agilidad separa pedazos de mangle, restos de coral, piedras de mar y alguno que otro espinazo de pescado, pero cuando sus uñas dan con un caracol, entero y uniforme, lo separa hacia unos pequeños espacios en donde los va clasificando.
“Por eso es que Varadero está lleno todo el año, por eso tenemos trabajo los doce meses”. Pipa es una abuela que pertenece a una familia histórica en el balneario más famoso de Cuba, la playa de Varadero. Los miembros de su familia, por más de 100 años se han dedicado al negocio de la artesanía para el turismo.
“Mi abuelo vendía adornos con caracolas para los turistas que venían a la playa cuando solo era un pueblo de pescadores, allí nació la tradición de mis parientes, hoy los Calderones son sinónimo de artesanos de la playa, todos vivimos de esto”.
Pipa habla sin levantar la vista de su mesa de fórmica, estilo años 50 del siglo pasado, va desmenuzando la inmensa montaña de conchas y piedras que parece un pedazo de mar sobre la mesa.
A su lado trabaja el esposo, ensartando caracoles similares en unos hilos, hasta armar los collares que conforman un set con los juegos de aretes de iguales formas y colores. “Mi marido es el responsable de hacer las combinaciones de los collares y aretes, que se venden de inmediato, regresamos sin nada cada noche”.
Pipa tiene licencia para vender productos artesanales en la propia arena de la playa. Sus mejores clientes son los turistas extranjeros, pero sus productos son tan populares que los vacacionistas cubanos también le compran. Y el precio es igual para todos. “Todos mis precios son en dólares, la diferencia está en que cuando tengo la baja del turismo internacional, disminuyo los precios, pero en época de alta, todos compran al mismo precio, cubanos y extranjeros por igual”.
Los juegos de collares y aretes, combinados con las mismas piedras o caracoles, realmente están elaborados con muy buen gusto. “Ahora lo que está de moda son los caracoles pintados, a mi me gustan naturales, pero los clientes marcan la pauta, así que cuando Librado termina de ensartar, los teñimos en diferentes colores para satisfacer los gustos”.
Queremos saber cuál es el producto que más se vende, si los aretes o los llaveros, si los collares o los dijes, pero Pipa dice no son estos productos los que tienen más aceptación. La mayor demanda está en los sombreros de coco que ellos elaboran delante del cliente, a partir de una hoja o penca de cocotero, muy decorativos, además de funcionales contra el sol.
Librado es el responsable de la exhibición, con un arte increíble y una habilidad que solo la práctica otorga, el esposo arma un hermoso sombrero a partir de los flecos de una hoja de cocotero, con las fibras vegetales que le sobran conforma un saltamontes y hasta una mariposa, que sirven de adornos en los bordes del sombrero. “Ahora está todo verde, pero cuando se seca se pone más fuerte y queda con un color oscuro de lo más elegante”, explica Librado.
El vehículo de trabajo es una bicicleta, de sus manubrios cuelgan diferentes tipos de collares, en su parrilla van los exhibidores de los juegos de aretes y dijes, en un costado cuelgan las hojas de cocotero y cada uno, Pipa y Librado, llevan mochilas con otras artesanías.
“Ahora a andar a la playa”, dice Pipa que muestra sus licencias y permisos para deambular la arena del balneario más famoso de Cuba. “Yo mantengo a mis nietos y mis hermanos viven igual de bien, esto es un empleo trabajoso pero bien pagado, la constancia nos hace famosos. Hay turistas que llegan y van directo a mi casa porque quieren alguna prenda que le vieron a un amigo, somos famosos, hasta artículos sobre nosotros han publicado en revistas internacionales”.
Cuba está llena de playas y la artesanía puede complementar una oferta que hoy se encuentra subutilizada, el ejemplo de los Calderones puede servir de motivación para muchos.
“Al principio nosotros recogíamos los caracoles en la playa, ahora nos va tan bien que ya se los compramos a otros”, dice Pipa mientras se alejan, muy pegados a la playa y dejando una estela en la arena mojada, las marcas de las rueda, a medida que avanzan con su bicicleta cargada de tesoros.

RICEVO E PUBBLICO


Ovviamente,garantendo il totale anonimato,posto una delle mail che mi arrivano,amico mio nei prossimi giorni ti rispondo in modo dettagliato,lo faro' sul blog in modo che possa essere utile anche ad altri,ammesso che cio' che scrivo possa anche essere utile...
Chao
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Ciao Aston Villa, sono un ragazzo italiano amante di Cuba leggo il tuo blog da circa un paio di anni ma ti scrivo solo ora.
Sono solito passare dai due ai quattro mesi all'anno nell'isola (in totale ho trascorso 18 mesi sempre intervellati) non sono sposato ne troppo esposto sentimentalmente sono solo innamorato dello stile di vita caraibico.
ho vissuto sempre da turista sia al nord (capitale, guanabo) che nel caliente oriente (santiago), quindi posso dire di conoscere abbastanza bene tutta l'isola e soprattutto la mentalità della gente. un paio di volte mi sono innamorato perso ma alla fine sono rinsanito senza spendere troppi soldi.

e quando torno i n italia immancabilmente sprofondo in depressione e  solo il pensiero del prossimo viaggio mi manda avanti.
ed anche quando penso di tentare di fare qualcosa per rimanere per sempre a cuba (od almeno averne il diritto) mi scontro con la realtà che ad oggi impedisce allo yuma di imprendere direttamente con beneficio proprio, e mi fa ancora più incazzare in quanto sono perfettamente conscio che il futuro non è nell'italia paese di merda ma in una cuba libera che ha tutte le carte in regola per tornare ad essere la protagonista dei caraibi como fu anni fa.
ho riletto più volte il tuo post sulla possibilità di scambio di case ed altri beni tra cubani dalla fine del 2011, chiaro ci possono essere affari ma cosa te ne fai di un appartamento o casa singola a pezzi e soprattutto va intestata ad un cubano di fiducia (a trovarne......), un idea como tu scrivi potrebbe essere nel campo della ristorazione ma anche qui il problema è l'intestazione. chi lo fa si assume tutti i rischi del caso.
insomma fino a quando cuba non lascierà via libera agli stranieri per imprendere e proprietà privata (come in republica dominicana, conosco amanti dell'isola che hanno attività  lì a causa delle difficoltà di cui ti scrivo) penso che ci siano più rischi che benefici, sicuramente chi ci ha provato lo fa sapendo anche di non spendere cifre folli ma diciamo che 15000 cuc (penso sia la media un po per tutto l'oriente) per un appartamento sono sempre soldi e se li perdi sono sempre cazzi.

cosa ne pensi, sai qualcosa di più al riguardo? vorrei la tua opinione, in  rete ho letto tante di quelle cazzate scritte dai soliti italiani del cazzo......
ed anche aprire conti e ricevere bonifci dall'estero mi risulta sia quasi impossibile infatti quando vado porto tutto cash; è ancora così che funziona?
tu passi i 4 mesi sempre a las tunas? se riesco a starci dentro quest'inverno novembre, diciembre dovrei andare a guanabo, se sei in zona habana potremmo andare a bere qualcosa
una domanda personale: sei sposato? perchè ho letto che stai ristrutturando una  casa sempre a las tunas
scusa il disturbo, continuerò a leggere i tuoi post e magari ti romperò ancora. complimenti ancora

saludos y suerte
 

UNA SCELTA IMPORTANTE


Giovedi' mi sono sentito con un conoscente italiano del giro di compatrioti che mi capita di frequentare a Cuba,mi ha reso partecipe di una sua importante decisione.
Cosi' come fece lo scorso anno un altro italiano,ve lo avevo raccontato,anche lui ha deciso di trasferire moglie,cubana ma in Italia da anni,e figlio di 10 anni a Las Tunas.
Il bimbo ha passato tutte le estati a Cuba ma ha sempre vissuto,coi genitori,in Italia,zona Massa Carrara.
Il padre ha sempre lavorato al desk delle navi da crociera,corto raggio,la madre faceva lavoretti a terra.
Ora dopo la tragedia del Giglio e il successivo calo draconiano delle prenotazioni gli hanno sensibilmente ridotto il periodo di imbarco cosi' ha deciso di spostare calesse e carretto a Cuba.
Ha messo,da anni,a posto la casa dei genitori,loro hanno il primo piano mentre i vecchi vivono sotto.
Mi ha fatto lo stesso discorso che mi fece l'altro conoscente,"qua' e' tutto finito e non c'e' futuro per la mia famiglia,la' con 3/400 euro al mese con la casa fatta si vive piu' che bene,il bimbo parla spagnolo e continuera' la scuola la'.Io lavorando 5/6 mesi posso passare gli altri con la famiglia gestendo il gruzzoletto".
Oramai e' una tendenza a crescere con quella cifra ma direi anche con 500 euro al mese a stare larghi,se la casa e' ok si vive piu' che bene,non parlo della vacanza di 15 giorni ma di andarci a vivere.
Una scelta non solo da rispettare ma anche da condividere,magari lei prendera' una licenza e si guadagnera' qualche soldino che non fa' mai male.
Sempre piu' gente si sta' indirizzando in questa direzione e,francamente,non riesco proprio a dare loro torto sopratutto se hai dei figli.
Q'ua' e' tutto fatto la' e' tutto da fare.

DOVEROSI COMPLIMETI


Ieri sera 3 secondi dopo il triciple fischio di Trieste sono iniziati ad arrivare gli sms dei tifosi della seconda squadra cittadina.
Sono uomo di sport ritengo anche in possesso di una buona onesta' intellettuale di conseguenza non posso non riconoscere che lo scudetto ai pigiami e' piu' che meritato.
Oddio se davano il gol a Muntari la storia poteva cambiare ma se mia nonna avesse avuto le ruote io ora sarei un tram...
Scudetto meritato e non,come in passato,sgrafignato grazie ad arbitri comprati,dirigenti mafiosi o federcalcio inesistente.
Sulla carta il Milan valeva di piu' ma nello sport valgono ancora i valori espressi dal campo e Conte,nei rari momenti passati a non frignare,ha dimostrato di essere un ottimo allenatore.
Ora possono mettersi anche 50 stelle tanto con quegli inetti della federazione possono fare cio' che vogliono.
Certo le regole dello sport nel mondo dicono un altra cosa;Contador ha vinto l'ultimo giro d'Italia ma poi giudicato dopato e' stato squalificato e la vittoria e' andata a Scarponi che era arrivato secondo.
Cosi' vanno le cose nello sport e nella vita nei paesi normali...appunto nei paesi normali...
Ora spero che fra qualche settimana tocchi alla prima squadra cittadina festeggiare....

sabato 5 maggio 2012

Commemorato il 25 aprile italiano- Pinar del Río


Il 25 aprile è stato commemorato il 67º anniversario del “Giorno della liberazione d’Italia” dal fascismo e dall’occupazione nazi-tedesca, avvenuta due settimane prima della fine della Seconda Guerra Mondiale.
Nell’occasione è stata inaugurata e aperta al pubblico la mostra di fotografie di Roma intitolata “Testimoni del tempo”, dell’artista italiano Bernardino Pompili, nel salone dell’Archivio Provinciale di Storia, nel centro della città di Pinar del Río.  All’inaugurazione hanno partecipato una trentina di persone, tra le quali discendenti di italiani e discendenti di spagnoli delle isole Canarie, vari artisti e  scrittori invitati. 
Il Dott. Gerardo Ortega, scrittore e storiografo della provincia, ha pronunciato alcune parole inaugurali ed ha parlato anche il Dott. Leonardo Oriolo, professore nella Scuola di Medicina della Capitale e presidente della Filiale provinciale del Comitato di gestione dell’Associazione d’Amicizia Cuba Italia “Miguel D’Estefano Pisani”.
Nei loro brevi discorsi sono stati evocati i grandi sacrifici del popolo italiano per la sua liberazione e come la Resistenza dovette pagare un alto prezzo in vite umane per ottenere la librazione di Roma e sopratutto del nord del paese.
L’eccellente presentazione dell’esposizione è una cortesia del Centro Provinciale delle Belle Arti, e sono stati espressi elogi su questa mostra,  che permette di conoscere parte dell’antica Roma per mezzo dei suoi grandi monumenti, ben conservati nonostante il passare dei secoli.

venerdì 4 maggio 2012

IL GIORNO DEL RICORDO


Oggi non si parla di Cuba.
Oggi su Cuba un'isola nel sole e' il giorno del Ricordo.
Il dolce Ricordo per la piu' grande squadra che "occhio umano abbia mai visto" giusto per trovare un connubbio fra la nostra isla e il Toro.
63 anni fa il cielo stabili' che il posto degli Immortali era fra gli Angeli e decise di non restituirceli piu'.
Il Toro,quel Toro non e' soltanto patrimonio di noi,della sua gente,quel Toro e' patrimonio di tutto il paese,di chi ama la sport ma anche di chi non lo segue.
Erano anni diffcili,il fascismo ci aveva messo col culo per terra,avevamo finito per la seconda volta una guerra mondiale con alleati diversi da quelli con cui l'avevamo cominciata e queste sono cose che non depositavano a favore del nostro paese.
Serviva una rinascita,uno sbalzo morale,serviva qualcuno che ci facesse sentire di nuovo orgogliosi di essere italiani.
Il Grande Torino,insieme alle imprese di Fausto' e di Gino per le strade d'Europa ci fecero di nuovo gonfiare il petto di fronte al mondo.
L'Italia era tornata.
Oggi sento parlare del Barcellona come la quadra piu' forte di tutti i tempi,a parte il fatto che quest'anno non ha vinto nulla e che i paragoni fra epoche diverse sono sempre arditi ma mi sarebbe piaciuto vedere gli Immortali contro i catalani.
Che partita sarebbe saltata fuori.
Erano ragazzi semplici,oggi stiamo assistendo ad episodi vergognosi,ragazzini che insultano gli allenatori,tifosi che chiedono ai propri giocatori di togliersi le maglie,giocatori che si vendono le partite,beh....vedere i volti semplici di quei ragazzi,le loro facce da contadini ci rimette in pace col mondo,ci ricorda che il calcio e' un gioco,un gioco meraviglioso e avvincente,pero' sempre un gioco.
Oggi la squadra salira' al Colle,Don Aldo come sempre dira' messa poi Capitan Rolando leggera' i nomi degli Eroi,uno per uno.
Ci andiamo da primi in classifica,spero che questo basti per evitare di vedere le vergognose scene di contestazione al presidente dello scorso anno.
Vero che siamo circondati da idioti ma spero che i nostri idioti oggi stiano a casa e che a Superga salgano solo i tifosi del Toro che con la loro presenza ci rappresenteranno tutti,tutto il milione e piu' che siamo.
Oggi e' il giorno del Ricordo.
Oggi non si parla di Cuba.

4 maggio 1949

 
Torino 4 maggio 1949 notte - nebbia, pioggia, vento, silenzio laddove 6 ore fa si è sfracellato l'aeroplano che riportava a Torino la più bella squadra di calcio d'Italia. Un pallido, rossastro riverbero illumina ancora palpitando le muraglie della Basilica di Superga. Un pneumatico dell'apparecchio sta ancora bruciando, ma la fiamma cede, tra poco sarà completamente buio. Lo spaventoso disastro è successo alle 17:05. Superga era avvolta in una fitta nebbia. A 30 metri non si vedeva niente. Nella sua stanza al primo piano della basilica il cappellano del tempio, prof. Don Tancredi Ricca stava leggendo.

La pioggia, una impetuosa pioggia quasi da temporale scintillava scrosciano contro i vetri. Dal silenzio usciva poco a poco un rombo. Un aeroplano, pensò don Ricca. Ma ne passano tanti di aeroplani, un traguardo fra gli aviatori in arrivo. Prima di scendere al campo aeronautica d'Italia i piloti usano fare un picco sopra la Basilica, un ultimo giro.
Niente di strano, dunque ... Non è vero! Non è vero! Alcune ore sono passate prima che i torinesi, diciamo gli italiani, uscissero a conoscere nella sua selvaggia crudeltà questa sciagura.
Pare che pochi minuti prima della tragedia il marconista del campo di Torino in collegamento radio col collega a bordo dell'apparecchio ha scambiato con lui brevi messaggi. L'aereo - un 212 Fiat trimotore - gli avrebbe richiesto l'orientamento comunicando di trovarsi in mezzo a una formazione temporalesca a 2000 metri di quota. Poco dopo l'aeroplano si frantumava contro il pianterreno di Superga.
Possibile che in così breve tempo, tenendo conto della visibilità che avrebbe dovuto consigliare prudenza, l'aereo fosse disceso di quasi 1300 metri? E' sorto così il dubbio che l'altimetro si sia bloccato e che quindi il pilota, convinto di essere sempre a una quota notevole, non dubitasse minimamente del tremendo pericolo a cui andava incontro. C'è qualcuno che assicura di aver rintracciato il cruscotto e visto il quadrante dell'altimetro. Secondo questa testimonianza non ancora controllabile, la lancetta è ferma e punta a quota 2000. Se ciò fosse vero, sarebbe trovato il motivo principale del disastro.


Ore 17:03 ultimo messaggio:


"Ok. Arriviamo".


Ore 16:45, campo di volo dell'Aeronautica. La pioggia che ha provocato danni in tutto il Piemonte scende con raffiche violente, le nubi incombono basse, cupe. Nella cabina della stazione radio un silenzio angosciato: si aspettano messaggi da parte dell'aereo del Torino atteso per le 17:00. Finalmente un tichettio dell'apparecchio. Il tasto batte: "Siamo sopra Savona. Voliamo di sotto delle nubi, 2000 metri, fra 20 minuti saremo a Torino". La notizia giunge al bar vicino, dove tutti brindano. Il tasto riprende a battere: "__.__..__" VUole il rilevamento radiogonometrico. E' un'operazione semplice. Piton ci mette pochi secondi "QSM 280°".
Alle 17:02 la richiesta del bollettino metereologico: "Nebulosità intensa, raffiche di pioggia, visibilità scarsa, nubi 500 metri".
Ore 17:03. L'aereo trasmette: "Ricevuto, sta bene, grazie mille".
E' l'ultimo messaggio.




 








giovedì 3 maggio 2012

ORCOBUE

CODA A CUBA

Domenica avevo il frigo vuoto e sono sceso in paese per comprare di che alimentarmi,vivo in zone turistiche e la domenica mattina e' tutto aperto per il piacere dei Saraceni che salgono qua' da Torino.
Al marker c'era un po' di coda alla cassa,nulla di che 5/6 persone,la cassiera era nuova e un po' rimba ma c'era da aspettare al massimo 5 minuti pero' c'e' sempre il solito vecchio rimbambito che,pur non avendo un cazzo da fare,se la prende con la cassiera per la supposta lentezza.
Oggi e' tutto computerizzato pero' io le code alla posta o in altri uffici pubblici me le ricordo bene e dovrebbe ricordarsele anche il rimba vista l'eta'.
Le abbiamo fatte le code ma da qualche anno questa cultura da noi non c'e' piu',a Cuba sappiamo bene che la situazione e' differente.
Si fa' coda per tutto,e se non si hanno argomenti "convincenti" per bypassarla la si fa' proprio tutta.
Ricordo quando aprirono la grande tienda a Tunas en moneda national,tienda di alimentari.
Apriva alle 9 e gia' alle 8 c'era la gente in fila fino a media calle.
La policia interveniva per sedare risse fra sciure ma anche fra guajiros,gente che a tirare fuori il machete ci mette meno che niente.
Non parliamo poi di quando c'e' un ribasso di prezzi da qualche parte,la gente si ammassa fuori in attesa del proprio turno e nella speranza che qualcosa rimanga.
Ho visto code importanti di fronte alla tienda Adidas dove un paio di scarpe,il piu' economico,non costa meno di 50 cuc eppure c'erano decine di persone fuori in coda.
Fuori dai ristoranti in mn malgrado la prenotazione obbligatoria,ad esempio per mangiare al 2007 devi prenotare al terminal de la guagua...i misteri di Cuba,c'e' sempre una coda importante.
Non parliamo poi del bordello negli anni d'oro fuori dalla disco....
Ora che hanno cambiato quesi tutto il personale sono riusciti a complicarsi ulteriormente la vita.
Magari vedi 5 persone in coda ma ognuno deve fare 15 biglietti per yumas,amici e amici degli amici.
I biglietti vengono scritti a mano e cosi' passi un ora ad aspettare.
Al matine poi' la gente gia' 3 ore prima dell'apertura e' li' sotto il sole per prendere il biglietto.
Di solito la gente sta' tranquilla e aspetta il proprio turno e questo vale in tutte le code.
"Chi e' l'ultimo?" e' una delle frasi che a Cuba si usa di piu'...

30 ANNI DOPO


Correva l'anno 1982,la mia morosa dell'epoca andava in vacanza a Senigallia coi genitori,frequentavo un oratorio,ovviamente per giocare a pallone e le ragazze,dove c'erano dei ragazzi che quell'estate andavano in vacanza proprio li'.
Un paio li consocevo,eravamo cresciuti nella stessa via,gli altri solo di vista.
Mi aggregai a loro unendo l'utile al dilettevole.
Ovviamente viaggio in treno e soggiorno in campeggio.
Mi trovai talmente bene con quei ragazzi che dopo 3 giorni mandai por la pinga la morosa e mi aggregai a loro per vivere la vacanza giusta.
Ero stronzo gia' a 20 anni.....
Da quella vacanza e da tutto cio' che combinammo nacque un amicizia fortissima,al rientro fondammo la squadra di calcio Aston Villa (da qua' il mio nick) di cui fui l'orgoglioso capitano fino a 5 anni fa quando i tanti impegni miei e l'usura degli anni ci convinse a smettere.
Per 3 anni siamo rimasti in contatto,3/4 cene ogni anno l'amicizia vera non ha bisogno di frequentazione assidua.
Un paio d'anni fa ripresi la situazione in mano,uno che si sbatte ci vuole sempre,e ricominciammo a giocare fra noi a calcetto,poi inserimmo i figli (i loro) ragazzi fra i 13 e i 18 anni e ora giochiamo circa ogni 2/3 settimane,dopo la partita ovviamente grande mangiata al solito circolo del tennis.
10 giorni fa eravamo in 18....
Un amicizia con 5/6 di loro che tocca i 35/40 anni.
Oggi siamo dei cinquantenni ma a vederci correre dietro a un pallone o prenderci per il culo per ogni cosa sembriamo i ragazzini di allora.
Uno e' un amministratore delegato,un altro un consulente finanziario,poi c'e' un taxista,due operai,uno che gestisce un alberghetto al giacciaio sopra Bardonecchia,uno lavora all'Inps e via di seguito.
Nel momento in cui ci si ritrova siamo quelli di allora e sono momenti in cui davvero ti accorgi che la vita puo' anche essere bella.
Sono il solo che non si e' mai sposato,quasi tutti sono separati e io c'ero ogni volta a dare una mano per quello che potevo in situazioni cosi' delicate,so che loro ci sarebbero per me.
Quest'anno cade il trentennale della creazione della nostra squadra di calcio e si torna a Senigallia...
Sabato mattina partiamo con un pulmino,siamo in 8 di cui 6 c'erano 30 anni fa,caso vuole che quest'anno abbia una struttura proprio la',soggiorneremo in un paio di bungalow che il boss mi ha messo a disposizione.
Un fine settimana "senza le donne senza la tv" come diceva Marco Ferradini,un fine settimana a giocare a pallone in spiaggia e per il resto la supercazzola come se fosse antani.
Non conosco altri coetanei che abbiano una farandula simile alla nostra eta',sicuramente ce ne sono ma io non ne conosco.
Sara' una sorta di Amici Miei,quindi nel fine settimana non aspettatevi nessun post.
Sono via con gli amici.

P.S. La foto e' di quell'estate,io sono il pirla accosciato senza cappello,il giovane Aston,forse un po' siamo cambiati ma neanche tanto,al pepe del pelo si e' aggiunto il sale ma voglio rassicurare i fans di Schettino che si sono"preoccupati",quello che c'era c'e',tenuto conto dell'eta'.
Il tempo passa per tutti ma per qualcuno passa un po' piu'...dolcemente.

Dai Papà


Dai Papà è ora di tornare, è ora di tornare allo stadio a tifare per il TORO, è ora di muoversi, quest'anno c'è qualcuno che onora la nostra maglia.
Non te lo aspettavi vero? Piaciuta la sorpresa, son passati un sacco di anni.
E' ora di tornare al Comunale (ora Olimpico), rivedere la Maratona .
E' ora di rivedere maglie granata bruciare l'erba del prato.
Dai che si va, forza, per la prima volta insieme, tu ed io.
Io che sono GENETICAMENTE GRANATA grazie a te.
Forza, dai, si va, andiamo al sabato pomeriggio così non patisci il freddo.
Dai Papà andiamo, lo so che quest'anno ne fai 78, motivo in più per tornare a vedere il TORO, ne sono passati troppi senza andare.
Ti prometto che giuderò piano, son 100 km mica 10000.
Torniamo da quelle parti dove, negli anni '60, hai vissuto per lavoro.
Dai Papà andiamo, alle sciarpe, ai biglietti ci penso io, non ti preoccupare.
Il TORO ha bisogno anche di noi proprio ora.
Dai andiamo........... FORZA TORO


Battifly Granata

Si compra e si vende a Cuba

Case e auto. Primi effetti delle riforme economiche di Raúl Castro

A ottobre le riforme di Raúl Castro hanno reso per la prima volta possibile a Cuba la compravendita di case e auto, e adesso sono arrivati i primi risultati. Secondo il quotidiano Granma, nei primi tre mesi del 2012 sono cambiate di mano 2.730 abitazioni e 8.390 vetture. Ma la direttrice della Notaría y Registro Civil del ministero della Giustizia, Olga Pérez Díaz, ha parlato anche di 10.660 donazioni di immobili e 6.780 donazioni di veicoli: un negozio che in molti casi cela probabilmente operazioni di compravendita più o meno mascherate. Sembra poco, per un paese da oltre 11 milioni di abitanti in cui questo mercato era stato interdetto per mezzo secolo.
Ma la stessa funzionaria ammette che di più non è stato possibile soprattutto per una burocrazia ancora insufficiente, tant’è che solo di uno su cinque tra questi affari è stato possibile completare tutti i tramiti.  Come in Cina, Cuba sta tentando di riformare l’economia senza toccare il monopolio del Partito comunista, ma bisognerà vedere se la riforma potrà essere possibile anche senza un profondo rinnovamento dell’apparato statale. In più, sta per scattare la riduzione da mezzo milione di posti pubblici già rinviata due volte. Nella non particolarmente trasparente tv cubana un commentatore ha ammesso una “carenza di trasparenza”. Dei 370.000 impieghi privati creati dalle riforme, in particolare, non si sa in quanti casi si tratti di impieghi nuovi, e in quanti semplicemente della formalizzazione di attività già esistenti.
 

"Un leader giovane e forse la rivoluzione"La ricetta degli italiani per uscire dalla crisi


Usciremo dalla crisi entro i prossimi tre anni, ma saremo più poveri. Per cambiare, il Paese avrebbe bisogno di riforme oppure - parola che sembrava uscita dal vocabolario della politica - di una rivoluzione. E il leader del futuro dovrà essere, prima di ogni altra cosa, giovane. Sono alcune delle risposte a un sondaggio di Ipr marketing commissionato dalle Acli - i lavoratori cattolici - alla vigilia del congresso che si aprirà domani a Roma. La fotografia insomma di un'Italia pessimista, rassegnata al peggioramento delle condizioni di vita. Ma disposta perfino a soluzioni estreme per uscire dall'attuale fase di stagnazione.
Questo mentre il numero uno dei vescovi, Angelo Bagnasco, prende posizione contro l'antipolitica: "Non risolve nulla - ha detto - e deprime, mentre il primo modo per partecipare alla vita della società è il voto".
Spese fuori controllo. Il campione di Ipr marketing è stato sottoposto a dieci domande, partendo dalla percezione della crisi. "Quanto peserebbe sul bilancio mensile della sua famiglia un spesa imprevista di cento euro?", è stato chiesto. Per sei italiani su dieci (60,2%) molto o abbastanza. Al Sud la preoccupazione per una spesa fuori budget riguarda il 70,9% dei cittadini. Sopra la media anche le donne (68,7%) e gli under
35 anni (62,7%).
L'inizio della sofferenza. Ma quando è davvero cominciata questa crisi? Quasi la metà degli intervistati (47,5%) ha iniziato a percepirla nella vita quotidiana tra il 2010 e il 2011. Solo il 14,8% dichiara di essere stato in una situazione di sofferenza economica prima del 2008. Questa fase di recessione potrebbe rappresentare un'occasione di cambiamento? La grande maggioranza degli italiani (72,4%) non lo ritiene possibile.
Futuro. La parola futuro è associata al concetto di preoccupazione per il 27,4% del campione, all'insicurezza per il 17,3% e al pessimismo per il 12,4%. La speranza ha invece il sopravvento sul pessimismo per gli uomini oltre i 54 anni, i laureati e i cattolici praticanti.
La ricetta. L'equità è la ricetta più invocata per uscire dalla crisi sociale: la reclama il 24,9 per cento degli intervistati; al secondo posto c'è la moralità (22,8 per cento), seguono la competenza delle classi dirigenti (18,5%) e l'innovazione (12,7%). Corollario della risposta sull'equità è quella sui ricchi e la crisi: per il 74,8% degli italiani sono i cittadini più facoltosi che devono sostenere il carico maggiore, in questo momento di difficoltà. Opinione condivisa in maniera trasversale, da tutti i segmenti socio-demografici della popolazione.
Il leader. Quale potrebbe essere l'identikit del leader in grado di farci uscire dalla crisi? La risposta più gettonata è una persona giovane (53%); seguono un laureato (per il 49%) e poi un esperto, magari docente universitario (37%). Poco conta che si tratti di una donna (25%), di una persona sposata (14%) o di un cattolico (14). Ancor meno che si tratti di un esponente di partito (6%). Ma quali sono gli interventi più urgenti? Per il 75 per cento degli intervistati, bisognerà occuparsi innanzitutto delle famiglie e dei conti dello Stato, e solo dopo tenere conto delle indicazioni delle istituzioni internazionali (56%). Insomma, no al puro rigore finanziario imposto finora dai diktat tedeschi. 
Il metodo. Cosa occorre per cambiare il nostro Paese? La maggioranza degli intervistati (50,9%) propende per la strada delle riforme, con interventi graduali e condivisi (35,7%) ma anche impopolari (14,6%). I più propensi a una via riformista sono gli uomini, gli over 54enni, e i cattolici praticanti. L'aspetto forse più sorprendente è che per il 32,2 per cento degli intervistati - praticamente un italiano su 3 - l'unico mezzo per uscire dall'attuale situazione è la rivoluzione. C'è poi un 17,2% totalmente pessimista, che sentenzia: "questo Paese non cambierà mai". Un dato da collegare, probabilmente, all'onda montante dell'antipolitica.
L'indicatore della ripresa. Il lavoro viene considerato come il  primo segnale della ripresa dal 26,3 per cento degli intervistati, la ripresa dei consumi dal 19,8%. Opinione questa condivisa in maniera trasversale da tutta le fasce di popolazione intervistate.
Quando ne usciremo. Sui tempi, gli italiani sono moderatamente ottimisti. La crisi finirà entro 3 anni
per la maggioranza del campione: il 51,3%. Il 37,7% ritiene, invece, che servano dai 4 ai 10 anni. C'è uno zoccolo duro di pessimisti - pari al 10,9% - che invece ritiene l'attuale situazione senza ritorno. 
Il dopo crisi. Usciremo dalla crisi, ma come? Il 40,2% degli italiani pensa che saremo in condizioni peggiori. Per il 30,5% , invece, l'Italia si riprenderà come prima. Ma c'è anche chi vede rosa: un terzo degli italiani immagina un futuro migliore quando la crisi sarà passata. Chi sono questi ottimisti? Soprattutto uomini (34,5%), di età matura cioè oltre i 54 anni (32%), e residenti nel Sud (33%). Nell'orizzonte dei prossimi 10 anni, il 44,7 per cento si immagina più povero contro un misero 19,1 che pensa a un miglioramento della propria condizione. Nelle risposte, si avverte qui una forte divaricazione in base al titolo di studio e all'età. L'approccio più ottimista è quello dei laureati e dei giovani.  

mercoledì 2 maggio 2012

LA RISPOSTA DI FABIOEUR


Un abbraccio caro Milco, ti auguro ogni bene e tutto ciò che desideri.

Fabio

CISMOSI ITALIANI


Concludo oggi il discorso iniziato l'altro giorno sul chisme.
Come dicevo nella conclusione del post precedente spesso parliamo di cubani e cubane cismose ma ci dimentichiamo di noi italiani.
Non voglio parlare del chisme qua' in Italia,scenderei nei luoghi comuni,nei paesi tutti si conscono e sanno i cazzi di tutti mentre nelle citta' ognuno si fa gli affari suoi ecc ecc...
Parlo di noi italiani quando siamo a Cuba e sopratutto di coloro che passano a Cuba mesi e mesi.
Las Tunas e' un ottimo laboratorio per questo tipo di riflessioni,citta' di medie dimensioni dove la vita che conta si svolge tutta nella zona centrale.
Oddio la vita che conta fino a un certo punto perche' quelli svegli per farsi i fatti loro escono 3 cuadre dal centro e ...risolvono...
Ma di yumas svegli in giro per la citta' non e' che se ne vedano tantissimi.
Frequento un gruppo di italiani,siamo 6/7,tutti di lunga frequentazione cubana,di tutti io coi miei 4 mesi all'anno e i 50 anni sono il piu' giovane (di una decina di anni buoni) e quello che trascorre a Cuba il minor tempo sopratutto considerato che i 4 mesi sono intervallati de 30 giorni passati nel bel paese.
L'altro giorno scrivevo che el chisme e' figlio di una vita non particolarmente brillante e di molto tempo libero.
Questi 2 fattori si riscontrano in pieno nelle frequentazioni di cui vi parlavo sopra.
Frequentazioni che non e' che siano di lunga durata,giusto una mezzora il pomeriggio e un altra la sera dopo cena ma comunque da anni siamo piu' o meno sempre gli stessi,d'altronde se stai giu' tanto tempo e' normale conoscere gente.
E' gente che non fa' nulla tutto il giorno,al limite fa' la spesa e nulla piu',di conseguenza la sola cosa in cui si eccelle e' il guardare cio' che accade attorno e di scatenare el comentario.
Ovviamente siamo tutti piu' furbi degli altri,chiunque si muove in qualunque direzione e' un fesso,sono tutti cornuti(ovviamente gli altri) e le donne tutte zoccole e via discorrendo.
Alla fine si finisce sempre per parlare dei cazzi altrui ed e' una delle ragioni per cui li frequento ma senza esagerare,avendo la giornata abbastanza piena.
Dopo 10 minuti in cui si raccontano le gesta di Caio o di Sempronio ne ho gia' belle che le palle piene.
Ogni ragazza carina,ma anche no,che passa viene radiografata che neanche all'ospedale Molinette di Torino,sanno tutto,con chi e' stata, se le hanno fatto la casa,se e' stata all'estero,se e' brava nei sofegot e via discorrendo.
D'altronde se non si ha modo di passare le giornate in modo diverso non resta che guardare come le passano gli altri,e' il discorso di sempre e Cuba non fa' certo eccezione.
Al confronto el chisme cubano e' roba da dilettanti,il bello e' che prima di ogni filippica la frase di prammatica e' "io non mi permetto di giudicare nessuno,ognuno e' libero di fare cio 'che vuole ..pero'..." e inizia il racconto delle gesta del Caio che e' passato 2 minuti prima.
Sinceramente non riesco a capire come facciano a conoscere tante cose,certo molte sono balle e interpretazioni personali di un evento che spesso sono molto lontane dalla realta', pero' e' indubbio che il DTI  a questa gente fa' una pippa... 
Se devo dire la mia ci sono modi piu' divertenti per passare il tempo che occuparsi dei fatti altrui ma chissa' che fra una decina di anni anche io non sia come loro....in fondo la vita e' una ruota.
Spero davvero di no.

CINQUE ALLA FINE


E' passata un altra giornata e siamo ancora primi.
Tutte le 4 squadre di testa hanno vinto ma la cosa importante era di rimanere sul pezzo e ci siamo riusciti.
Partita non bella,ma chi se ne frega,dove pero' non abbiamo rischiato nulla.
Sono 36 partite che non ci danno un rigore,anche ieri uro era enorme con l'abitro a 3 metri ma nisba...
Ha segnato Meggiorini,ed e' tutto dire,ma la cosa triste della faccenda e' che ha giocato decisamente meglio lui di Bianchi.....
Ora mancano 4 giornate,a noi 5 per il recupero del 15.
Sabato abbiamo il Padova in casa e dopo la porcheria che ci hanno combinato la vedo bella calda come partita,poi sempre in casa arriva il Sassuolo per il recupero,quindi andiamo a Pescara dopodiche' tutto in discesa con il Modena,gia' salvo,in casa e L'Albinoleffe,gia' retrocesso a Bergamo.
A Naso direi 3 vittorie e 2 pareggi per un totale di 11 punti ma anche 9 potrebbero bastare.
A questo punto gioca chi sta' meglio,ieri Ventura ha tenuto a riposo Parisi inserendo D'Ambrosio sulla sinistra,non e' la sua fascia ma ha giocato discretamente.
Ora che i punti valgono doppio giochiamo quasi sempre coi 3 mediani e le mille ali che abbiamo,i vari Guberti,Pasquato,Odumandi,Verdi e Surraco guardano le partite dalla panchina o dalla tribuna.
Davanti il mister sta' facendo ruotare tutti e 4,ieri le due punte nel secondo tempo sono state sostituite da Antenucci e Sgrigna,l'importante e' buttarla dentro.
Cinque partite alla fine di cui 3 in casa,siamo in pole ma nessuno si illuda,non e' finita.

El inspector y el karate


Alfonso vive en un garaje, justo en los bajos de un edificio multifamiliar en el centro de La Habana, el mismo sótano en el que su padre, hace muchos años, levantó paredes y puso ventanas, para inventarse su espacio. La casa de Alfonso no es nada lujosa, pero tiene una gran ventaja sobre las otras residencias del barrio, el enorme parqueo subterráneo le sirve de portal, de patio propio, de área de entrenamiento.
Cada tarde, al garaje donde vive Alfonso, llegan niños de diferentes edades y sexo, todos vestidos con kimonos caseros, confeccionados de lona dura. Unos cuantos jovencitos vienen solos, a otros los acompaña algún familiar, más sin importar como vengan, todos lucen de lo más respetuosos y organizados. En el transcurso de unos minutos el lugar está lleno por completo.
Alfonso fue de los muchachos que vivieron la fiebre por las artes marciales tan de moda a finales de los años 70, pero a diferencia de los demás, él no perdió el impulso, siguió practicando, algunas veces en escuelas y otras por su cuenta, así resultó entre los jóvenes de su generación el único fiel a la disciplina asiática.
Hoy que es un cuarentón maduro, más gordo y con pelo cano, Alfonso es el profesor de karate del barrio y de eso vive, cobra 20 pesos por muchacho y tiene dos turnos de clases, primero el de los más pequeños y luego el de los mayorcitos.
Alfonso lleva en este negocio siete años, al principio comenzó con los vecinitos y solo para mantener la forma, pero la cosa se puso seria y el garaje se comenzó a llenar, luego mantuvo la actividad de cada tarde como un complemento, que si bien no eran muchos los ingresos que generaba sí le ayudaba a compensar el sueldo de su trabajo. Pero desde hace un año la cosa marcha tan bien que dejó el trabajo y solo se dedica a esta actividad deportiva.
Alfonso siempre tiene listo un discurso para los padres que llegan por primera vez, donde enumera las ventajas del karate, la disciplina y la voluntad que desarrolla y lo importante que resulta para forjar el carácter y la decisión en muchachos tímidos o con problemas de personalidad. Luego pasa a enumerar los éxitos que ha logrado con diferentes chicos y al final presume de no haber tenido ningún accidente con los estudiantes, en los siete años que lleva en este negocio nunca un alumno ha recibido un golpe y jamás un padre ha tenido que reclamarle algo.
El problema está en que Alfonso, que no tiene nada de maldad, no supo distinguir a los inspectores del Ministerio del Trabajo que vinieron simulando ser dos padres de niños interesados en incorporarse al entrenamiento diario.
Alfonso no sospechaba que hacía algo ilegal y fue amplio en detalles, como siempre, así que los inspectores, luego de enterarse de todo por él mismo, le han sancionado con mil pesos de multa, según le explicaron, habían sido benévolos por ser la primera vez, pero le advirtieron que si no saca la licencia de cuentapropista y no paga los impuestos acumulados por tantos años de ilegalidad, cuando regresen, le pueden poner una multa mucho más alta y hasta acusarlo de cometer un delito y llevarlo a tribunal.
El pobre profesor no entiende nada, para el nivel de sus ingresos mil pesos cubanos resultan una suma extraordinaria, ahora mismo no sabe cómo pagarla, solo le queda seguir dando clases porque de otra manera no puede asumir ninguna de las responsabilidades y de los impuestos que también le reclaman.
Enseguida visitó la oficina de los trabajadores por cuenta propia y supo que sí, que hay licencia para gimnasios y centros de entrenamiento, pero también le explicaron que la cosa no es de un día para otro y que lo más seguro es que con una multa de los inspectores no le den la licencia de cuentapropista. Ahora mismo espera por la decisión.
El garaje ha comenzado a llenarse, al profesor se le nota el nerviosismo, constantemente vigila por las ventanas, tratando de descubrir algún inspector escondido entre los padres que permanecen sentados a un lado del espacio principal, en donde los pequeños atletas calientan y estiran sus músculos.
Alfonso pide consejo, pero él mismo se responde, necesita la licencia, pero también necesita el dinero. Asegura no ser una mala persona, mientras sale de su pequeño departamento, los alumnos al verle aparecer forman filas y le saludan con una inclinación de cabeza, Alfonso les responde de igual forma, mientras con evidente tensión controla cada esquina del local.
“Hoy practicaremos las defensas”, dice y todos comienzan a hacer movimientos uniformes, parejos, concentrados en cada tirón de brazos.
Esta vez, el único que no logra seguir el ritmo del grupo es Alfonso, lo que desconcierta a sus pupilos que insisten en rescatar la rutina cientos de veces ensayada con él.
El profesor es una buena influencia en el barrio, su desconocimiento lo ha situado en una posición de desventaja, si no se encuentra una solución los más perjudicados serían estos muchachos, ellos merecen que se perdone a Alfonso, que alguien hable por él, que se resuelva este problema.

683 vittime dei pedofili nella chiesa Usa. In un anno


683 persone, 21 delle quali minorenni, hanno denunciato abusi sessuali nel 2011 da parte di rappresentanti del clero cattolico negli Stati Uniti. Lo svela il nono rapporto annuale pubblicato dalla Conferenza americana dei vescovi cattolici.
IL RAPPORTO - “683 adulti vittime di abusi in passato hanno riferito i fatti per la prima volta” nel 2011, secondo il rapporto sull’applicazione della Carta per la tutela dei minori, precisando che “la maggior parte delle accuse lanciate oggi riguardano fatti avvenuti negli ultimi decenni”. Il 68% delle accuse riguarda fatti avvenuti tra il 1960 e il 1984 e molti tra il 1975 e il 1979, aggiunge la relazione, secondo la quale la maggior parte delle persone accusate sono morte, hanno smesso le loro funzioni sacerdotali o l’hanno fatto dopo essere stati accusati di abusi in precedenti rapporti.
IL MONITORAGGIO - Le accuse provengono anche da 21 persone attualmente minorenni. Sette di loro sono state ritenute credibili dalla polizia mentre la Chiesa ha voluto sottolineae come tre ragazzini avessero mentito. La ricerca, condotta dalla società di consulenza StoneBridge Business Partners, è realizzata ogni anno dalla chiesa americana dopo il mega-scandalo dei preti pedofili negli Stati Uniti nel 2002, quando l’arcivescovo di Boston aveva protetto un sacerdote responsabile di numerosi abusi.

martedì 1 maggio 2012

Ciao Daiquiri


Riporto qua' uno scritto di un'antico frequentatore di forum cubani ,personalmente non posso che dargli ragione...
Ciao Daiquiri
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Parlavo giorni addietro con un amico grande estimatore di Cuba, ma anche persona con gli occhi aperti e non foderati di prosciutto.
Discutevamo di come sia cambiato il frequentatore di Cuba.
Basta dare un'occhiata ai forum sul tema: si sono prima riempiti di idioti e poi sono implosi su se stessi; le notizie hanno lasciato il posto agli insulti e poi al nulla.
Sulle tv private vi sono spot in cui si raffigura chi va a Cuba come uno sfigato, grassone, uno all'ultima spiaggia che va a Cuba come andrebbe a Lourdes: per ottenere la grazia. Signore fammi scopare!
Mi diceva tempo addietro una dottoressa cubana che quando arrivò in Italia diceva di essere dominicana, altrimenti pensavano subito cubana=puttana. Adesso mi diceva il mio amico che in discoteca se dici che sei stato a Cuba le donne ti isolano come un appestato. Molto meglio dire che arrivi da Miami e che frequenti i locali latini di lì o di Puerto Rico.
D'altronde sono almeno 8 anni che gli italiani nelle barzellette cubane fanno la parte dei fessi creduloni e la vox populi è "Venite a Cuba perchè in Italia non avete mai scopato"
Disse una volta qualcuno che un turista europeo scopa in una settimana a Cuba un numero di donne pari a quelle che scopa in Europa nella sua vita. Ed aveva ragione.
La discussione era nata perchè un sedicente esperto di Cuba raccontava da un'altra parte che le ragazze adesso chiedono 100 cuc. Il genio aveva pensato bene di chiedere a delle ragazze in una discoteca per turisti a mezzanotte che equivale ad andare a corteggiare una stripper in un night di Milano con il Carrera ben in vista fuori.
Onestamente mi sembra anche giustificato che i cubani si siano rotti le palle di questa gente.

FESTA DEI LAVORATORI


Oggi e' il Primo Maggio.
Voglio,per una volta,lasciare da parte le valenze politiche di un giorno come questo,sapete come la penso e potete immaginare che questo giorno sia,da sempre,un giorno non comune per chi e' cresciuto in certi ambienti,ci sono cose che rimangono malgrado il tempo che passa.
Vorrei dire qualche parola sul valore attuale e pratico del giorno dedicato alla Festa dei Lavoratori.
Perche' ci sia una Festa dei Lavoratori occorre che ci sia un lavoro e questo,drammaticamente,e' il vero problema di questi tristi anni.
Oramai non ci stupiamo piu' di nulla,ogni giorno assistiamo al veloce fluire di notizie tristi e drammatiche,sono talmente tante che oramai ci abbiamo fatto l'abitudine.
Io,pero',non voglio abituarmi a sentire di gente che si ammazza perche' perde il lavoro o perche' non e' piu' in grado di pagare chi lavora per lui.
Ancora ieri quel portiere napoletano che si e' tolto la vita perche' oltre a perdere il lavoro avrebbe perso pure la casa.
Non si puo',non esite di morire in questo modo,oramai e' in atto una strage silenziosa a cui non facciamo neanche piu' caso convinti come siamo che siano cose che a noi non possono capitare.
Ne siamo davvero sicuri?
Il lavoro non e' soltanto un mezzo per portare a casa il denaro che serve per vivere,il lavoro e' un qualcosa che conferisce dignita' ad una esistenza,che permette di guardare la propria moglie e i propri figli con la testa alta,il lavoro permette ai giovani di affrancarsi dalla famiglia per intraprendere un proprio cammino come e' giusto che sia.
Ve lo dice uno che sta' offrendo in questi giorni 40/45 posti di lavoro,ragazzi la situazione e' davvero drammatica.
Mi chiama gente di 50 anni che ha fatto stagioni 25 anni fa e che adesso e' disposta a rimettersi in gioco per un lavoro che oramai per loro e' fuori tempo.Mi scrivono,mi chiamano,mi dicono che hanno assolutamente bisogno di lavorare,che sono a casa da mesi....
Ma io non posso far partire gente di quella eta' che per 5/6 lusti ha fatto altro e che non ha piu' il passo per una stagione in spiaggia.
E' un disasto gente,fabbriche che chiudono,gente lasciata a casa e chi ha un lavoro deve accettare tutto,nessun orario,nessuna festa,nessuna alzata di testa,ancora grazie che si lavora...
Ecco il mio augurio in un giorno come questo e' che le cose cambino e si torni a poter guardare al lavoro e alla vita con ottimismo,che i giovani non debbano andarsene da questo paese e che il nostro futuro torni a colorarsi di tinte diverse da quelle attuali.
Buona Festa dei Lavoratori.

PALESTRE A CUBA


Durante i miei periodi a Cuba,lunghi o brevi che fossero,ho sempre cercato di tenermi in allenamento,gli anni passano ed e' sempre piu' difficile cercare di mantenersi in discreta condizione ma visto che una parte del mio fatturato da decenni arriva dallo sport allenarmi fa' anche parte del lavoro.
Allenarsi a Cuba non e' complicato se si ha un po' di forza di volonta' e non si fa' una vita esagerata.
Chiaro che se si arriva a casa alle 4 del mattino ubriachi il giorno dopo con la risaca e quella temperatura e' meglio restare a letto a dormire.
Come in tutte le cose occorre disciplina.
Di solito alterno la corsa alla palestra,a volte faccio entrambe le cose.
Anni fa' ero il solo pirla che di mattina o al tramonto arrancava per le vie tunere ma da due/tre anni a questa parte vedo sempre piu' gente che arranca come me.
Un tempo chi voleva correre lo faceva unicamente in pista,per tante ragioni,non ultimo il fatto,assolutamente idiota,che correre por la calle dava "pena"...
Ora incontro gente di ogni tipo,dalla gordona,al militare dalla studentessa di un paese sudamericano allo yuma (mai italiano)
A Cuba lo sport al di fuori del periodo scolastico e' sempre passato in cavalleria sopratutto in anni in cui il solo problema era di mettere insieme il pranzo con la cena.
Oggi che i bisogni primari,quelli di base bene o male sono soddisfatti la gente comincia a pensare anche alla propria salute scoprendo che prevenire e' meglio che curare.
Anni fa in palestra eravamo 3 gatti,c'e da dire che la palestra sembrava quella di Stallone in Sorvegliato Speciale mentre oggi alcuni attrezzi cinesi da home fitness e alcuni inventi hanno migliorato la situazione.
Il boom sta' avvenendo nelle attivita' aerobiche,nella palestra Illusion si fanno una decina di ore di corso al giorno,10 ore pressoche' uguali...e sono quasi tutte piene di fanciulle.
Ci sono le gordone ma anche ragazze in buona forma che vogliono mantenersi,ragazze che hanno vissuto all'exterior imparando a curarsi del proprio corpo.
Anche l'abbigliamento si e' evoluto,oggi hanno la licra di marca,le scarpe giuste e appena finita lezione vanno a revisare el movil esattamente come fanno le nostre italiane.
I costi sono anch'essi evoluti,un paio di mesi fa il mensile e' stato portato da un cuc a due,una cazzata per noi ma non esattamente per chi porta a casa 15/20 seuse al mese.
Ammesso e non concesso che ci sia ancora gente che vive solo di salario a Cuba...
Le 2 palestre ufficiali,l'altra e' al fianco del parque,sono frequentate quasi solo da donne mentre i ragazzi preferiscono le palestre private nate in alcune case,placas o scantinati.
Ghisa come si tirava una volta senza troppi fronzoli.
Non ho controllato se esite il cuentopropista del settore o se continuano a svolgere questa attivita' aumma aumma anche se credo che la cosa sia stata regolarizzata.
Esiste poi una sorta di meccanismo di lezioni a domicilio,al mattino correndo per la citta' ho visto in 2 grandi portal 5/6 sciure che facevano ginnastica agli ordini di una fanciulla che non credo fosse li' pro bono.
Oramai i tempi sono maturi per il passaggio delle palestre cittadine ai privati,si parla di pochi mesi,oramai ci siamo.
Gia'...ci siamo....

Siamo i nostri figli


Milioni di italiani, nati e cresciuti nel dopoguerra, hanno avuto un’immensa fortuna, senza precedenti nella storia dei popoli della nostra Penisola e forse senza neppure rendersene conto: quella di vivere un tempo nel quale una felice coincidenza di fattori, economici, politici, internazionali, finanziari, sociali, alimentati dalla prodigiosa capacità italica di alzarsi dal tappeto dopo ko inflitti e autoinflitti, di inventarsi, di farsi il culo a pedriolo (trad. dal tardo milanese: a imbuto) aveva permesso di godere insieme dei vantaggi del sistema capitalista e delle garanzie collettive del socialismo democratico europeo. Il livello di alimentazione, di cultura, di tempo libero, di libertà individuali, di assistenza medica di un lavoratore italiano medio sono stati per decenni superiori non soltanto al 90% della popolazione mondiale, ma a quello di signori e signorotti feudali che sembravano ricchi soltanto in rapporto alla fame che li circondava, e questo evitando sia la brutalità del mercato all’americana, sia lo squallore miserabile del socialismo sovietico. Credo che questo tempo, del quale la mia generazione ha potuto, a volte con qualche merito a volte per pure fortuna, approfittare anche sfacciatamente con pensioni ai quarantenni, sia finito e che nessuno dei vecchi e nuovi magliari della politica sia in grado di farlo ritornare, per quanto seducenti siano le loro fanfaronate. Chi ce lo promette, per farci sopra qualche soldino o per prolungare il proprio tramonto, ci mente e sa di mentire. Il nuovo tempo sarà migliore, o molto peggiore, ma certamente sarà diverso. Vi ricordate quando le cassandre ci dicevano che stavamo firmando cambiali che un giorno i nostri figli e nipoti avrebbero pagato? Ecco, i nostri figli e nipoti siamo noi. Buon Primo Maggio.

VITTORIO ZUCCONI

PRIMO MAGGIO A CUBA


Il Primo  Maggio è la Festa dei Lavoratori, e a Cuba si sommano le famiglie intere, e per questo è di tutti l’allegria che mobilita a festeggiare con orgoglio l’opera della Rivoluzione, a celebrare la nostra libertà e la nostra indipendenza, ed è di tutti l’impegno per affrontare le grandi sfide che implicano l’attualizzazione del nodello economico cubano e la decisione di preservare e perfezionare il socialismo.
“La mobilitazione di domani sarà una nuova dimostrazione dell’unita indistruttibile dei lavoratori e del popolo attorno alla Rivoluzione e al Partito, a Fidel e a Raúl!”
Lo ha affermato parlando al quotidiano  Granma, Salvador Valdés Mesa, membro del Burò Politico e segretario generale della Centrale dei Lavoratori di Cuba poche ore prima delle sfilate che si svolgeranno in Piazza della Rivoluzione José Martí, a L’Avana e nel resto dell’ Isola, nei capoluoghi provinciali  e nei municipi.
 Per la sfilata di domani i sindacati stanno ultimando i dettagli nei 15 Municipi della capitale, oraganizzati in 23 blocchi, che saranno protagonisti in Piazza della Rivoluzione José Martí e dove parteciperanno, com’è tradizione, più di 1800 dirigenti sindacali di 117 paesi.
In accordo con il programma, saranno più di 50.000 iscritti al sindacato della Sanità ad aprire la marcia; seguiranno  i lavoratori dei Servizi comunali, i Costruttori, gli Educatori, la rappresentazione dei ministeri dell’Informatica e le Comunicazioni, i civili della Difesa; poi sfileranno il municipio Plaza con i lavoratori dell’Amministrazione pubblica e di cultura; i gruppi del Turismo e dell’Avana Vecchia e la popolazione del Cerro con i membri del sindacato dell’Industria leggera.
Il municipio Centro Habana marcerà con i sindacati del Commercio, la Gastronomia e del settore del Tabacco; Boyeros con gli affiliati del Trasporto; Diez de Octubre con gli iscritti al sindacato dell’Alimentazione e lo Zucchero, seguiti da  Arroyo Naranjo con un’altra parte dell’Industria Alimentare.
Il municipio de La Habana del Este marcerà con i lavoratori di differenti settori della località. I Metallurgici sfileranno con i blocchi del Cotorro e San Miguel del Padrón; Guanabacoa sfilerà con i Contadini e gli Allevatori; Regla con i Chimici  e i lavoratori del miniere e dell’energia; Playa e La Lisa con i rappresentanti del sindacato delle Scienze e  Marianao, con una rappresentazione mista.
La chiusura sarà una grande marcia di 50.000 studenti, giovani lavoratori, combattenti, e tra loro professori e alunni dell’Università di Scienze Informatiche.
L’Incontro Internazionale di Solidarietà con Cuba, come parte delle attività per il Primo Maggio si realizzerà mercoledì 2, nel Palazzo delle Convenzioni.
All’abituale incontro che segue la grande festa operaia, parteciperanno più di 1000 rappresentanti delle organizzazioni sindacali e dei movimenti sociali e di solidarietà di decine di paesi che partecipano alla sfilata in Piazza della Rivoluzione.
Oltre ai temi vincolati alle azioni di solidarietà con il popolo cubano per l’eliminazione del blocco imposto dagli Stati Uniti da più di mezzo secolo e per la liberazione e il ritorno nella Patria dei nostri Cinque Eroi, si tratteranno altri temi relazionati alla battaglia che oggi sferrano milioni di lavoratori nel mondo per protestare per gli effetti della crisi economica globale. (Traduzione Granma Int.).

lunedì 30 aprile 2012

Volley: Il Giaveno è promosso in A1



La Banca Reale Yoyogurt Giaveno è in serie A1 del Volley. Concluso l'ultimo match vittorioso con il Puntotel Sala Consilina 3-0 (25/20, 25/17, 25/19)

EL CHISME


Una calda sera di questo inverno passato a Cuba ero al Cadillac con i soliti conoscenti italiani,una di quelle serate coi classici discorsi "storici" da dopo cena.

Uno di loro era incazzato come una biscia,sposato,6/7 mesi a Cuba ogni anno,ama spesso prendersi delle disgressioni e nello specifico l'ultima era stata comunicata alla di lui consorte dal solito chisme,la consorte gli aveva fatto il culo a capanna ma poi la cosa si era fermata li',come spesso dico a volte e' sufficente che aprano il frigo per "riuscire" ad aguantare questo ed altro.
Non dico sia giusto ma e' cosi'.
Il tipo era incazzato coi cubani e col chisme inevitabile che avvolge tutto cio' che capita nella maggiore delle Antille.
Chiedeva a noi "ma perche' i cubani sono cosi' cismosi?"
Bella domanda......
Intanto credo che in linea generale la curiosita' faccia parte della natura umana,e' positiva se ci porta a voler conoscere nuove cose che ci possono migliorare,e' invece patologia quando serve per riempire i vuoti della propria vita.
Spesso la curiosita' e'' figlia dell'invidia,visto che c'e' chi se la passa meglio si cerca di sapere splendori e miserie di chi e' piu' fortunato...o piu' abile di noi.
Personalmente ho sempre ritenuto l'invidia un fatto ineluttabile del vivere comune,a quel punto meglio suscitarla che provarla.
Il pettegolezzo e il voler infilare la testa nella vita degli altri e' sempre conseguenza di una propria vita povera e priva di situazioni per cui vale la pena emozionarsi.
Si cerca qualcosa nella vita altrui quando il quotidiano non offre spunti che ci facciano sentire bene ed e' anche possibile farlo quando si ha del tempo libero...troppo.
Conosco alcune persone che hanno avuto successo nella vita,lo hanno avuto a prezzo di sacrifici e della forte limitazione del proprio tempo libero,quando non si ha il tempo neanche per riuscire a fare le cose della propria vita non ne resta certo per infilare il naso in quella degli altri.
Se ti gira bene e' alla tua vita che pensi non a quelle degli altri.
Il chisme come lo conosciamo ha una caratteristica,il voler fare danno al prossimo senza avere nessun beneficio personale.
Murphy,nei libri che enumeravano le sue leggi considerava personaggi simili degli idioti perche' un conto e' fare danni agli altri,o perlomeno tentarci,per avere un tornaconto personale (questi sono i pezzi di merda...ma perlomeno hanno uno scopo) un altro e' farlo solo per passare il tempo.
La mia posizione e' nota da tempo e ancora una volta i fatti mi hanno dato ragione.
A Cuba a tutto cio' occorre aggiungere il Socialismo che ha complicato di molto le cose.
Se ti raccontano che tutti devono essere maomeno uguali da' fastidio vedere che c'e' chi e' piu' uguale di altri.
Se lo stato impedisce (impediva) di hacer negocios,e quel tale vicino non ha rimesse dall'esterior,come e' possibile che abbia la casa migliore della mia visto che guadagnamo la stessa miseria?
Una mia duena mi raccontava che a fare la spesa in una giornata andava una volta lei,una volta mandava il marito e una il figlio,tutto nello stesso giorno perche' non voleva farsi vedere dai vicini rientrare con un unica spesa fatta di 3 borsoni pieni,perche' poi el chisme avrebbe volato alto.
Il mio amico profesor Guillermo aveva aperto un ginnasio privato,prima che fosse consentito,2 settimane dopo era arrivata la policia con un camion per ritirare tutti gli attrezzi grazie al chisme dei vicini che vedevano il via vai di gente.
Se uno straniero chiede la residenza permanente la policia interroga tutti i vicini di dove vive il tipo per sapere come si comporta e state pur tranquilli che viene a sapere vita,morte e miracoli.
Nello specifico del mio amico,se vuoi farti una cavalcata la cosa migliore e' o andare fuori citta',al campo trovi di tutto e di piu',oppure usare i telefonini (qua' li odio..la'..meno...) e dare il gancio direttamente nella casa in modo da non farti vedere in giro.
Forse a La Habana e' possibile farla franca ma a Tunas state pur tranquilli che se vogliono....sanno.
A questo punto urge un altra domanda;gli italiani in generale e in particolare quelli che hanno a che fare con Cuba sono meno cismosi dei cubani?
Nei prossimi giorni la risposta.

PAESI A RISCHIO


L'altro giorno ero al solito bar per l'aperitivo,unico mio momento alcoolico della giornata,stavo leggendo La Valsusa,un giornale locale,lo stato invece di finanziare gli inutili giornali dei partiti dovrebbe dare una mano a queste testate locali che parlano del territorio e dei suoi problemi.
C'era un articolo su Bosusco che era andato a parlare in una scuola di queste parti raccontando la sua avventura.
Forse ricorderete e' l'italiano rapito dai maoisti in India,l'ultimo rilasciato.
L'articolo riportava i suoi racconti di guida in India,proponeva escursioni a gruppi di turisti,escursioni senza telefonini o aiuti tecnologici,andare a vedere la natura cosi com'e'.
Poi c'e' stato il rapimento e la prigionia dove lui affermava di essere stato trattato bene,ora vorrebbe scrivere un libro sull'argomento.
Bosusco e' solo l'ultimo di una lunga serie di italiani rapiti in giro per il mondo a questo punto sarebbe meglio fare una riflessione sull'argomento.
Per ogni rapito liberato,anche se la Farnesina non lo ammettera' mai,abbiamo pagato un riscatto,dico abbiamo perche' si presume che lo stato lo abbia pagato col denaro pubblico.
Visti i chiari di luna e' ancora giusto continuare a farlo?
Voglio dire,la Farnesina ha una lista di paesi a rischio,una lista accessibile a tutti,ognuno puo' controllare e verificare quali sono i paesi in cui sarebbe meglio non mettere il naso.
Anche nei paesi al di fuori di questa lista ci sono territori da cui stare alla larga e qua' dovrebbe intervenire il vecchio buon senso.
Un conto e' se la gente la mandiamo noi e ci rappresenta,penso alle missioni militari,agli addetti nelle nostre ambasciate ecc,un altro e' se uno per suo piacere o suo guadagno personale decide di andare ad infilarsi nei guai.
Se un fotografo,un giornalista,una guida,un addetto alla sicurezza si va ad infilare,per un suo lucro in uno di questi paesi,e' giusto che poi tutti noi dobbiamo pagarne le conseguenze?
Vai in simili posti a lavorare o anche solo in vacanza?
Ti trovi un assicurazione che fa' polizze contro cose simili e ti assicuri,in caso di problemi sei coperto oppure lasci del grano per la bisogna.
Lavori per un impresa,paga lei!
Oramai questi delinquenti sanno che l'Italia paga e gli italiani sono ostaggi ambiti,il governo americano non tratta,tolti casi estremi,coi terroristi questi prima di rapire un americano si accertano se la sua famiglia ha i mezzi per pagare il riscatto,un po' come fanno i messicani.
So che e' un discorso cinico ma i tempi sono cinici.
E' un po' come chi decide di fare sci estremo e poi tocca andare a prenderlo con l'elicottero,certo da un po' qualcosa paga anche lui ma mai il costo effettivo dell'intervento,la differenza la mettiamo noi.
Vuoi fare il badola con gli sci?
Paghi!

Il Tribeca «premia» le storie da Africa, Cuba e India


Il festival cinematografico più local di New York premia storie di presenti lontani, dai drammi dell'Africa nera alle contraddizioni dell'India contemporanea, passando per le tensioni di Cuba. Nel corso di una cerimonia tenutasi giovedì sera, nell'elegante cornice dell'Hotel Conrad di Manhattan, la giuria del Tribeca Film Festival ha premiato come miglior film War Witch, del regista canadese Kim Nguyen, la storia di una ragazzina di 14 anni rapita dai ribelli in un villaggio del Congo per essere costretta a combattere. Rachel Mwanza, che nel film interpreta la parte di Komona, la protagonista, ha inoltre conquistato il premio come miglior attrice, realizzando, secondo la giuria, una performance «sbalorditiva», e dimostrando di essere entrata pienamente nella parte, pur non avendo mai recitato.

PREMIATO «UNA NOCHE» - I premi come miglior regia, miglior fotografia e miglior attore vanno invece al film Una Noche, della regista newyorkese Lucy Molloy, che trascorrendo a Cuba diversi anni, «ha rivelato - secondo il parere della giuria - una Avana che non potremmo mai vedere, in un misto di vita vibrante, decadimento e costruzione». Il premio come miglior attore è stato diviso tra i due protagonisti, Dariel Arrechada e Javier Nuñez Florian, che hanno interpretato la parte di due teenager cubani che pianificano, tra drammi personali e collettivi, di lasciare Cuba con un'imbarcazione di fortuna per raggiungere Miami.
Come si dice, «la realtà supera la fantasia», e Florian, che in occasione del festival stava viaggiando da L'Avana verso New York con un'altra interprete del film, Anailin de la Rua de la Torre, è disperso da giorni. I due ventenni non hanno più dato notizie, alimentando l'idea che abbiano tentato di immigrare clandestinamente negli Stati Uniti.
MIGLIOR DOCUMENTARIO - Il premio come miglior documentario va invece all'India contemporanea vista attraverso gli occhi della regista canadese Nisha Pahauja. The World Before Her è la storia di due ragazze indiane in gara per il titolo di Miss India, intervallata dalle vicende di un'altra faccia del Paese, quella di un campo di Durga Vahini, il movimento femminile di fondamentalismo indù. Secondo la giuria del Tribeca «la regista ci accompagna in un viaggio per capire come le pressioni della fede, della moda e della famiglia stanno portando alla luce una generazione di donne alla disperata ricerca di un significato in una realtà fatta di poche scelte».

IL BOSS

domenica 29 aprile 2012

ABBIGLIAMENTO ADIDAS


Da un paio di anni al rientro da ogni viaggio torno con dell'abbigliamento sportivo cubano.
O meglio abbigliamento Adidas in uso alle squadre nazionali di Cuba.
Sappiamo che l'Adidas da decenni e' lo sponsor tecnico dello sport cubano ad ogni livello,d'altro canto le foto del Comandante convalescente in tuta Adidas hanno fatto il giro del mondo.
Essendo uomo di sport che passa i mesi stanziali sostanzialmente in tuta da ginnastica quando ho iniziato a vedere che le loro divise sportive circolavano por la calle ho iniziarto a comprarle.
Non si vendono a cifre particolarmente barate ma e' bella roba e poi la scritta Cuba sul retro e' un abbellimento a cui tengo in modo particolare.
Ho 2 tute ginniche una con la chiusura a cerniera e una a felpa,un borsone bello grande,2 canottiere elasticizzate e 4 magliette di quelle classiche che sono quelle che uso di piu' sopratutto a correre perche' sono fatte di un materiale che rilascia all'esterno il sudore di conseguenza sto' sempre fresco anche dopo 40 minuti di corsa.
In piu' ho un cappellino e una maglietta di Las Tunas,quelle verdi con la T grande al centro,per assurdo queste sono state le piu' complicate da trovare,quando la squadra della pelota cittadina va bene la gente fa' man bassa per mettersele quando va' allo stadio
Nelle tiendas non si trovano o si trovano della misura che andrebbe bene al mio amico Gugumarino...
Queste ultime,le magliette,costano circa 80 pesos.
Quelle Adidas,ovviamente,sono tutto un altro discorso,ho un paio di amici conosciuti correndo alla pista che sono allentatori di squadre nazionali,ogni tanto ci vediamo a bere un traco da qualche parte,e' gente che viaggia molto all'exterior e che potrebbe trovarmi molte cose ma preferisco evitare di appoggiarmi a loro,ci conosciamo da tempo e preferisco non ci siano rapporti commerciali di nessun tipo,meglio passarla bene senza mettere niente nel mezzo.
So gia' che se chiedo loro qualcosa me la regalerebbero,poi io mi sentirei in debito e dovrei a mia volta contraccambiare...preferisco,se voglio mandare loro un regalo,farlo perche' ne ho voglia e non perche' me lo hanno fatto prima loro.
Per esempio uno di loro due,povero ragazzo con tutti i problemi che ha Cuba.....,mi ha chiesto una maglia della seconda squadra cittadina,una di quelle col nome di quello che parla coi passeri...
L'ho mandata con l'ultima spedizione,avrei potuto portargliela ad ottobre quando andro' giu' ma non ho intenzione di viaggiare con quella robaccia in valigia,porta pure sfiga e non sai mai cosa possa succedere con quelle strisce al seguito.....
In realta' mi manca quella giacca sportiva,tipo k-way impermeabile da mettere sopra la tuta,i bandoleros del parque a cui do' mandato di trovarmi a Tunas tutto cio' che non riesco a reperire per altre vie,me ne avevano trovata una ma era di un martellista negro e mi andava da sacco a pelo.....
Comunque e' davvero bella roba che dura e non si rovina al lavaggio.

PATATE AL POSTO DEL PANE


Vivendo quei 4/5 mesi ogni anno di stanzialita' in una zona pedemontana cerco di godere al meglio dei vantaggi di vivere in un posto in cui il contatto con la natura e' maggiore di cio' che puo' avvenire in una citta'.
Frutta,verdura,latte e uova li compro solo e unicamente dalle massaie rurali,c'e' un mercatino giornaliero a Giaveno ma io preferisco andare in alcune cascine che ci sono nelle borgate dalle mie parti.
Mi piace entrare in quei luoghi che raccontano del passato,incontrare quelle vecchine che ti parlano rigorosamente in dialetto a cui devi rispondere nello stesso idioma.
Mangio sano e sopratutto seguo il corso della natura nel senso che mangio cio' che la natura offre in quel determinato periodo senza cercare forzature di cibi che non si trovano in quella stagione,un po' come facevano i nostri vecchi che di queste cose ne sapevano molto piu' di noi.
Ieri ero in una di queste cascine col mio bricco di latte da riempire,ne ho uno di metallo di quelli di una volta e comprando asparagi e mele.
La signora mi ha chiesto perche' non compro mai le patate,le ho detto che le trovo un po' pesanti e che preferisco altri tipi di carboidrati.
lei mi ha raccontato che con la crisi e' la cosa che sta' vendendo di piu',costano poco e riempiono la pancia.
In effetti per la strada,sopratutto nei giorni di festa,si trovano trattori carichi di sacchi di papa che si vendono agli automobilisti di passaggio.
La signora mi raccontava che ci sono famiglie che oramai sotituiscono il pane con le patate perche' costano molto di meno.
Forse da queste parti il fenomeno e' circoscritto,e' zona di un certo benessere anche se le cose stanno cambiando radicalmente ma un amico che ha un banco di frutta e verdura al mercato a Porta Palazzo a Torino mi raccontava che negli orari di chiusura ci sono decine di anziani che rabastano fra gli scarti delle varie bancarelle di alimentari per portare a casa del cibo gratis.
E' un immagine di una tristezza infinita.
Se penso che a Tunas quest'inverno la papa era introvabile,boniato quanto ne vuoi ma papa zero,e che quando si trova sale cara te dai la cuenta che ogni parte del mondo ha le sue caratteristiche che spesso sono in antitesi con cio' che avviene da altre parti.
Cuba sara' un paese povero ma nessuno si nega il pane come purtroppo sta' iniziando ad avvenire da noi.