mercoledì 27 febbraio 2013

QUEL GIORNO




 
Non so per quanti di voi il giorno del matrimonio abbia rappresentato il pieno rispetto delle proprie aspettative.
So che, per molti, si tratta di tornare indietro di 20/30 anni, per alcuni il pensiero corre ai bombardamenti angloamericani sulla propria citta'....
Ovviamente scherzo, so benissimo che i temba che seguono il blog sono ariditi e ginnici.
I rimbambiti sono altrove....
Comunque prima di parlare del giorno della mia boda devo fare un breve escursus sul mio passato.
Oltre 20/25 anni fa' partecipai ai vari matrimoni dei miei amici, amici che tuttora sono piu' che mai presenti.
Venerdi', con gli stessi. L'Aston Villa torna in campo....
Tutti si sono piu' o meno sposati con la ragazza della porta accanto, ho assistito ai loro preparativi, ho toccato con mano lo stress per la casa, il ristorante, le bomboniere, la chiesa  e tutte le menate che un matrimonio in Italia comporta.
Ho visto e partecipato, con molta riluttanza, alle foto con la famiglia di lei, poi quelle con la famiglia di lui, poi gli amici di lei , poi ecc....
Un paio di volte ho fatto il testimone, un altro paio ho guidato l'auto degli sposi.
Ricordo, atterrito, le foto o il filmino al castello del parco del Valentino, con l'immancabile foto accanto al pozzo....
Ad ogni matrimonio mi presentavo, immancabilmente, con una fidanzata differente.
Alla fine sono rimasto solo io da sposare.
Ricordo che gia' allora manifestai il desiderio di fare una cosa completamente differente da tutto quello a cui avevo dovuto assistere per l'amicizia che mi legava, e mi lega, con quei fantastici ragazzi.
Dissi a tutti che io avrei fatto una cosa diversa, che avrei voluto sposarmi, se mai mi sarebbe toccato, in jeans e camicia, circondato soltanto dalle persone a me piu' care.
Fanculo parenti e imbucati assortiti.
Allora non potevo immaginare che quel desiderio si sarebbe realizzato a quasi 10000 km dall'Italia.
Le ragioni della boda le ho esposte tempo fa' e non e' il caso di ritornarci sopra.
Volevo una cosa ASSOLUTAMENTE informale, pero' di solito questa cosa si fa' in 2, quindi ho chiesto al Feldmaresiallo come la pensava.
Le ho chiesto se desiderava una cosa piu' tradizionale, la carnevalata del carro scoperto che fa' il giro della citta'.
Mi veniva la pellagra al solo pensarci......
Fortunatamente lei aveva gia' dato, non voleva assolutamente sposarsi in bianco ne' tanto meno fare il giro in auto.
L'avevo scampata bella.
Devo dire che ho preso il matrimonio molto alla leggera, forse troppo.
Un paio di giorni prima del fatidico giorno, il mio testimone, l'allevatore di papagallini mi chiede se era tutto a posto.
"Milco e' tutto ok? Loa papeles, la consultoria, gli anelli?"
"Gli anelli?....Cazzo!"
Me ne ero completamente scordato....
Per fortuna che Tunas e' piena di gente che vende oro....
All'"evento" ho invitato non piu' di una quindicina di persone fra italiani e cubani, alla sera tutti miei ospiti a mangare al Rio Chico.
Bon.
Il mio amico di Monterosso si e' sposato 3 settimane dopo 80 invitati.
Ha speso meno di me in birre barate e key e si e' ritrovato cubani ubriachi in ogni angolo del patio....ni muerto!
Malgrado che un paio di italiani col tur e 3 cubani col Lada si siano offerti di venirmi a prendere a casa quel fatidico giorno, ho rifiutato, dicendo ad uno di loro di passare a prendere mia moglie.
Io mi sarei aggiustato.
Cosi' quella mattina in jeans e camicia bianca vissuta, ho inforcato la mia MTB e...sono andato a sposarmi.
Fantastico, neanche nei miei migliori desideri avrei potuto pensare ad una cosa simile.
Mi sono sposato da uomo libero, senza convenzioni sociali da rispettare, senza parenti in mezzo ai coglioni e col solo rammarico che gli amici di sempre non c'erano.
Era il 27 dicembre, sono tutti sposati, sposati-separati-risposati, sposati-separati-fidanzati e sotto le feste il viaggio non era  pensabile.
Sono pero' stato sommerso da sms e chiamate.
In consultoria mi veniva da ridere......
Quando ho detto il SI  mi sono girato verso il pubblico con l'espressione della mucca quando passa il treno.....
Quando siamo usciti dalla consultoria mia moglie e' andata a fare spesa ed io a casa a cambiarmi.
La giornata era ancora lunga.....
Esiste dell'evento una unica foto, che non postero' per ripetto di mia moglie, ma che conservo gelosamente.
Unica testimonianza di un giorno fantasticamente normale.

lunedì 25 febbraio 2013

CHE CASINO!


 http://www.puffi.biz/img/gargamella.gif

Sto' seguendo i risultati elettorali......che casino!
Alla camera dovrebbe vincere il PD mentre al senato e' un delirio, sono le 18.51 e un minuto fa' il PD era avanti dello 0,5%.
Grillo ha fatto il pieno, pescando sopratutto a sinistra, Monti e' affossato e Ingroia sparito.
Ho sempre votato Comunista in vita mia ma quando, per 4 cadreghe in parlamento, si rinuncia  alle proprie radici e agli amati simboli e' giusto sparire.
In attesa che il mio amico Marco Rizzo scenda in campo con il C.S.P. ho "prestato" il mio voto a Gargamella.
L'ho fatto turandomi il naso con entrambe le mani, l'ho fatto per della gente che ha rinunciato a un giovane come Renzi, che avrebbe portato una ventata d'aria nuova preferendogli l'incubo dei puffi.
L'ho fatto malgrado Vendola che detesto, non certo per le sue scelte sessuali, ma perche' ogni volta che parla di Cuba spara cazzate a manetta. 
Quindi mi tocca fare il tifo per i post comunisti, mettendo bene in chiaro che non sono per niente un "post".
Lo scenario, in questo momento dice forte e chiaro che presto torneremo a votare.....con questi numeri non si governa.
Grillo, dicevo, ha fatto il pieno ora pero', dopo che ci ha urlato cosa non funziona in questo paese e' il momento che ci dica anche come farlo funzionare senza ridurci in 2 mesi come i Greci.
Se si torna a votare dopo l'Imu va a finire che mi restituiscono anche l'Irpef......
Monti fuori dai coglioni, giusto cosi' e il bello e' che si porta nella tomba anche Fini e Casini.
Tre parassiti in meno da mantenere.
Davvero non vedo come si possa governare, anche se il PD e' in testa anche al Senato colui che mi restituira' L'irap e' in testa in Lombardia, Veneto e Sicilia quindi con il premio di maggioranza dato da questa merda di sistema elettorale, sarebbe comunque avanti nei seggi.
Che casino gente.....
Abbiate pazienza se oggi ho parlato solo di politica, ma sono giorni importanti in entrambe le terre in cui vivo, quindi questo interesse e' giustificato.   

   SENATO
  • Centro-Sinistra: 31,64%
  • Centro-Destra: 30,71%
  • Movimento 5 Stelle: 23,79%
  • Monti:9,14%
  • Ingroia: 1,79%
  • Giannino: 0,90%

      CAMERA
    • Centro-Sinistra: 29,56%
    • Centro-Destra: 29,17%
    • Movimento 5 Stelle: 25,53%
    • Monti: 10,57%
    • Ingroia: 2,24%
    • Giannino: 1,12%

      venerdì 22 febbraio 2013

      LA LISTA


       

      Un blog, sopratutto questo, e' fondamentalmente un diario personale.
      In un diario uno ci puo' scrivere di tutto, a grandi linee io racconto non piu' del 10% del come riempio la mia vita.
      Di conseguenza, non avendo l'obbligo di scrivere cose che cambieranno il corso del sistema solare posso tranquillamente perdermi in facezie e boberie assortite.
      Da qualche giorno sto' facendo una lista delle cose che dovro' portare giu' a marzo/aprile quando andro' a trovare il familion (una moglie, un figlio suo e 2 cani) nella nostra casa.
      Ogni giorno, mi vengono in mente altre cose, quindi la lista e' assolutamente incompleta.
      Magari a qualcuno puo' servire.   

      - Saliera
      -Pepiera
      -Zuccheriera
      -Coltelli
      -Forchette
      -Cucchiai
      -Cucchiaini
      -Pentole basse di diverso tamagno
      -Caffettiera grande "seria"
      -Il maledetto apribottiglie
      -Tovaglie per il tavolo da pranzo
      -Tende per tutte le finestre
      -Tappetini da doccia 
      -Tappetino da entrata in casa
      -Tappeti vari
      -Oggetti etinici da attaccare ai muri
      -Lenzuola doppie
      -Fodere dei cuscini
      -Centrini della nonna
      -Termhos serio per il caldo
      -Sacchi neri della rumenta in quantita' industriale
      -Salviette per lavare i piatti
      -Salviette per lavare altre cose
      -Deodoranti ambiente e per bagno
      -Deodorante per la tazza del cesso
      -Cassetta attrezzi con martelli, cacciaviti, pinze, chiodi eccc (possibilmente che non rimanga in mano il manico alla prima volta che si usano)
      -Trapano
      -Forbici
      -Coltelli da carne que sirvano e di varie dimensioni
      -Ddt
      -Insetticidi vari e zampironi
      -Maniglie per porte
      -Sottobicchieri
      -Pirofile assortite-
      -Vacuna pentavalente per i cani
      -Vitamine per i cani
      -Guinzagli
      -Medicine varie sia per cani che per cristiani

      ecc ecc ecc    

      Molte di queste cose le trovi anche a Cuba ma....no sirvono.        

      mercoledì 20 febbraio 2013

      SEGURO SANITARIO


       http://commenti.kataweb.it/commenti/multimedia/75660/2008/02/14/image/75800.jpg

      La stragrande maggioranza di noi, nella preparazione di un viaggio a Cuba, trascura di dare la giusta importanza al seguro sanitario.
      Mi ci metto io per primo.
      Faccio la solita telefonata, spendo poche decine di euro, praticamente non mi interesso dei massimali e di cose simili e prendo cio' che mi mandano.
      Un grosso errore.  
      Stiamo facendo passare sotto gamba un potemziale problema di dimensioni davvero grandi.
      Sopratutto ora, che passo a Cuba un discreto numero di mesi ogni anno e che...tengo famiglia.
      Il fatto e' che partiamo tutti dal presupposto che, certe cose a noi non possono capitare, che sia solo un ulteriore balzello che ci impongono per poter andare a Cuba.
      Come se in gioco non ci fosse la nostra salute.
      I prezzi delle degenze ospedaliere a Cuba li conosciamo bene, ballano anche centinaia di cuc ogni giorno, senza contare il caso in cui si debbano effettuare interventi ed operazioni.
      Durante il mio ultimo soggiorno tunero e' toccata questa sorte ad un mio conoscente.
      Un campano, ex policia che, come il sottoscritto, e' "cliente destinguido" nella renta degli scooter dal mio amico Alberto, dietro il complesso Luanda.
      Il tipo, con lo scooter, ha sempre fatto grandi giri, Holguin, Camaguey, Puerto Padre, Bayamo, Manzanillo ecc.....
      Una mattina si trovava presso Buenaventura che e' il primo paese della provincia di Holguin appena fuori da quella tunera.
      Era dietro un camion di quelli che trasportano cristiani.
      Si e' distratto un attimo, il camion si e' fermato per caricare gente e letteralmente, gli e' entrata in faccia la sbarra che sporge da dietro il camion.
      Gli ha disfatto il volto.
      Lo scooter praticamente intatto, lui si e' fatto 3 settimane in ospedale con annessa operazione di ricostruzione facciale.
      Migliaia di euro coperti, a suo dire, integralmente dalla sua assicurazione.
      E' gia' stato fortunato a poter raccontare la cosa.......
      Quando andro' giu' a settembre, per passarci l'inverno, mi attrezzero' con un seguro degno di questo nome.
      Vero che non mi e' mai successo nulla ma, se la fortuna e' cieca, la sfiga ci vede benissimo. 
                 

      LA BLOGGARA SE FUE'


       http://www.puntomorto.it/wp-content/uploads/2007/01/dollaro.jpg

      Uno degli argomenti che, storicamente, ho sempre ignorato e' quello riguardante la bloggara a gettone.
      In questi giorni ha iniziato una vuelta del mundo che per me mantiene lo stesso interesse che ho per il prezzo del coco de mer seychellese.
      Ne ho parlato una volta soltanto su questo blog, su migliaia di post, torno a farlo oggi, prima che la fanciulla entri nell' oblio.
      Ribadisco cio' che scrissi allora, conosco troppo bene Cuba per sbagliarmi.
      In un paese dove, sopratutto negli anni passati, bastava davvero poco per avere problemi, lei, dal suo bell'appartamento havanero, scriveva su tutto, criticava, lanciava messaggi e cose simili.
      Non e' una cosa possibile nella Cuba che conosco.
      Nella Cuba che conosco, questa dopo 2 giorni era a sacar canna con i cippi ai piedi.
      I dissidenti veri, poeti e scrittori ( Pierangelo Bertoli in una sua canzone ricordava che i poeti scatenano guerre dove poi muoiono operai e contadini) hanno avuto un percorso differente.
      Un po' di carcere e poi fuori dai coglioni.
      La Giovanna invece, imperterrita, ha potuto continuare a scrivere cio' che voleva, con tutte le connessioni internet che voleva.
      Perlomeno strano.......
      In questo modo ha potuto tirare su' un po' di gettoni.....compreso quello de La Stampa che ha foraggiato lei e, mi auguro per lui, Lupi che traduceva i suoi imperdibili scritti.
      Ora le hanno dato l'agognato visto, ieri in Brasile si e' presa anche dei fischi e dei dollari finti tirati addosso.
      Non so se tornera' a Cuba, francamente non mi interessa
      A Cuba e' praticamente sconosciuta, a Tunas credo la conoscano in 3 e sono tutti chulos del parque.
      La gente che lavora ha cose piu' serie di cui occuparsi, anche perche'....appunto, lavora.
      Se decidera' di fermarsi fuori dal paese, nel qual caso non prevedo a Cuba suicidi di massa, potrebbe fare la stessa parabola dei tanti cantanti cubani che in patria avevano un minimo di seguito ma, una volta superate le 90 miglia, sono spariti inghiottiti dagli altri migliaia che li hanno preceduti.
      Non e' un caso che i gruppi di successo si sono sempre ben guardati di commettere questo errore.
      Chi paga il viaggio della Giovanna?
      Chi paga gli aerei, gli hotel, la comida, lo shopping?
      Meditate gente meditate......          

      martedì 19 febbraio 2013

      CHAVEZ

       

      Avrete sicuramente letto la notizia riguardante il ritorno in Patria di Hugo Chavez, presidente e Comandante del Venezuela.
      Il Presidente si trovava, da quasi 2 mesi, a La Habana per operarsi di un tumore maligno.
      Terza operazione per lo stesso problema.
      Chi, come purtroppo e' capitato a me, ha avuto famigliari con problemi simili sa' quale Golgota bisogna affrontare.
      Gia' portare le piume a casa dopo un operazione e' un miracolo, dopo 3....beh.....diciamo che e' molto ma molto difficile.
      In questo caso gli scenari sono solamente 2.
      Il primo puo' far pensare al fatto che i medici cubani siano riusciti a risolvere, o perlomeno a fermare, il problema, permettendo a Chavez di passare il resto della convalescenza tranquillamente nel suo paese.
      Il secondo e' rappresentato dalla resa dello staff medico cubano che, una volta resosi conto che ogni sforzo e' stato vano, ha comunicato al Presidente che non c'era nulla da fare, quindi tanto valeva trascorrere il tempo che mancava all'inevitabile in Venezuela.
      Spero nella prima ipotesi ma...temo la seconda.
      Nel caso che la salute del Presidente fosse decorosa ma non tale da permettere una vita pubblica adeguata al ruolo c'e' chi configura uno scenario "cubano".
      Chavez dietro le quinte e Maduro in trincea, come e' successo a Cuba fra Fidel e Raul.
      Soluzione molto difficile e non so se attuabile costituzionalmente.
      A Cuba c'e' stato un Triunfo de la Revolucion, esistono fra i 2 fratelli vincoli di sangue cementati in decenni di potere condiviso mentre i 2 Bolivariani sono stati eletti dal popolo ma vengono da storie differenti.
      Uno era un militare l'altro lavorava in metropolitana.
      Nei prossimi giorni, sicuramente, ne sapremo di piu', a livello di media il Venezuela non e' certo Cuba e dall'ospedale dove e' ricoverato possono tranquillamente uscire notizie.
      Dall'Avana la cosa e' risultata molto ma molto piu' complicata.
      Vamos a veer...nel frattempo ALO' PRESIDENTE!

      sabato 16 febbraio 2013

      CHE FATICA!

       

      Come ho avuto, altre volte, modo di scrivere, sono uno dei rarissimi stranieri che a Cuba, quasi ogni giorno, fa' sport.
      Forse e' anche per questo che i cubani non mi vedono come un pezzo di merda parassita, come avviene per altri miei valenti connazionali.
      La maggior parte del mio allenamento da quel lato del bloqueo e' rappresentato dal jogging.

      E' la soluzione piu' semplice, o al mattino in giro per la citta', o al pomeriggio intorno alle 17.30 alla pista di atletica che circonda il campo di calcio.
      Per poter utilizzare la pista occorre attendere che la maggior parte degli atleti veri finisca di allenarsi, dopodiche' viene aperto il cancello per noi "amatori".
      Tre volte la settimana vado a tirare su ghisa in una delle palestre dell Inder, quelle tanto decantate dal solito parassita residente.
      Una palestra male attrezzata, con poche possiblita' di combinazioni di attrezzi e che e' anche un passaggio per le varie Mami che cercano di tirare giu' la gordura nella zona di aerobio.
      A ottobre quando apriro' il mio ginnasio rustico, finalmente, avro' la possibilita' di allenarmi come gli Orishas comandano.
      Una volta la settimana vado a giocare a pallone, mettendo a repentaglio le mie caviglie, nello stadio vecchio della pelota accanto alla pista insieme a dei ragazzi che conosco da tempo e con cui sempre mi diverto.
      In piu', da quando sono nella pelea delle costruzioni mi muovo in MTB, quindi pedalo come neanche il vecchio Gino ai bei tempi sullo Stelvio.
      Avendo, in passato, lavorato in vari luoghi tropicali e caraibici so perfettamente che, prima che il fisico si abitui allo sforzo a quelle latitudini e con quel clima ci vogliono mesi.
      Un tempo che non trascorro mai senza uscire da Cuba.
      Quindi faccio decisamente fatica ad allenarmi, appena arrivo, per qualche giorno approfitto della condizione fisica "europea" dopodiche' inzio ad arrancare come un vecchio macinino in salita.
      Fare sport con quella calura e quell' umidita e' davvero un problema.
      Non e' un caso che gli atleti cubani di altrissimo livello, ma anche i giamaicani, le loro migliori performance le abbiano fatte nella fresca Europa e non in mezzo ai manghi.
      Di ogni tipo.....
      Il problema, almeno per me, e' che a Cuba mangio poco, ho poca fame.
      Sara' il clima oppure non so, sta' di fatto che faccio colazione poi fino a cena non tocco cibo.

      Simplemente non ne sento la necessita' e questo non e' certo il modo di alimentarsi di uno che deve allenarsi.
      Prendo integratori e vitamine ma non bastano.
      Mi rendo proprio conto di fare fatica, certo non ho piu' 20 o 30 anni ma appena torno in Italia in fisico riprende a dare le risposte a cui sono abituato.
      E dire che non faccio neanche piu' tante attivita' fisiche alternative come un tempo.....
      Probabilmente e' un problema di testa.

      Quando sono la' la cabeza va' verso altre direzioni, direzioni che possono portare verso il culo di una mulatta o dalle parti di un sacco di cemento.
      Comunque, anche se fatico, non mollo, arranco ma continuo ogni giorno a cercare di mantenermi in forma anche sotto quel sole de pinga che gia' alle 8 del mattino ti picchia sulla cabeza.

      LA RICERCA DEL GRANDE TORINO

       

      Tutti hanno un Grande Torino nel cuore. Anche chi tifa altre squadre o non ne tifa alcuna. Può essere il primo amore, il primo aquilone lanciato in volo, oppure semplicemente la giovinezza. Il Grande Torino è un archetipo sentimentale del Tempo Perduto, come i giardini del’Eden o l’Atlantide. Un momento di gloria irripetibile, che lascia dietro di sé una scia di sconsolata nostalgia e si installa nella memoria come un termine di paragone cocente contro cui andranno a scontrarsi tutte le speranze di futuro. 

      I predicatori di benessere insegnano che il torcicollo emotivo è una dannazione e che bisogna alzare lo sguardo dal portone che si è chiuso per sempre, scrutando l’orizzonte alla ricerca di un nuovo cancello da varcare. Ma non è così facile. Non per chi il suo Grande Torino, qualunque esso sia, è riuscito a viverlo direttamente o nel racconto dei testimoni diretti. C’è stato un tempo, subito dopo la guerra (e qui mi riferisco al Grande Torino vero) in cui una squadra di guasconi che arrivavano al campo di allenamento in tramvai inanellava scudetti con un calcio effervescente e giocava cento partite di fila in casa senza perderne nemmeno una. C’è stato un tempo, ed era sempre quel tempo, in cui si era poveri, ma ogni mattina ci si svegliava leggermente più ricchi e con addosso la certezza che la mattina dopo lo si sarebbe stati ancora un po’ di più. Il declino stava ormai alle spalle, la vita era una convalescenza e una rimonta. Ora l’Italia del Grande Torino abita in Brasile, in Turchia. Come fare a ricrearla, se mancano le condizioni economiche e sociali? 

      E’ l’unica domanda a cui dovrebbero rispondere i politici. Noi qui trattiamo sentimenti e ce ne poniamo altre. Come ricreare le condizioni psicologiche della rimonta? Come imparare a vivere senza il peso del paragone con un passato che sembra sempre migliore del presente persino quando non lo è? Se tenti di rimuoverne il ricordo, il cuore appassirà come un fiore strappato dalle proprie radici. Ma se lo rimpiangi, quel passato irriproducibile, il cuore brucerà di rabbia impotente. Un essere umano evolve quando si sforza di resistere alla tentazione di rimuovere come a quella di rimpiangere. E accetta il cambiamento anche se il cambiamento non gli piace, perché sa che solo accettandolo potrà a sua volta tentare di cambiarlo. Io ci provo tutti i giorni, ma riconosco che è dura. Così la notte torno a smarrirmi nel sogno del mio Grande Torino. 


      Massimo Gramellini

      venerdì 15 febbraio 2013

      SISTEMI A CONFRONTO

       
      Avendo trascorso, da settembre ad oggi, 3 mesi e mezzo a Cuba ho avuto la possibilita' di essere presente ad entrambe le tornate ellettorali che si sono svolte da quel lato del bloqueo.
      Ora, che sono da questo lato del bloqueo mi accingo a fare il mio dovere di cittadino nelle prossime elezioni italiane.
      Lungi da me fare parallelismi, mi limitero' a mettere in evidenza le caratteristiche dei 2 sistemi politici e l'atteggiamento della gente nei confronti del sistema politico in vigore in ogni singolo paese e il loro giudizio nei confronti dei politici.


      Parliamo di Cuba.

      Cuba ha un sistema elettorale diretto, nel senso che gli elettori, votano direttamente i loro rappresentanti nei vari organismi che, periodicamente, vengono rinnovati.
      L'isola dal 1959, a seguito del Triunfo de la Revolucion, e' governata da un sistema monopartitico, non tutti gli eletti sono iscritti al partito stesso, anche se sarebbe meglio dire, non tutti i candidati.
      Il partito e' quello Comunista.
      A prescindere dagli eletti non ci sara',fino al 2018, un cambio di Presidente, dopo, il cambio, secondo la costituzione, sara' automatico.
      Non voglio, in questa sede, accennare all'anomalia cubana, un paese sotto embargo da parte della piu' grande potenza del mondo da oltre 50 anni e con una parte di territorio nazionale occupata militarmente dalla potenza stessa.
      A Cuba vanno tutti a votare, non ci sono cazzi.
      Mia moglie 2 domeniche fa' e' partita per andare al paese a votare per poi scoprire che avrebbe potuto farlo di fronte a casa visto che e' gia' residente a Tunas.
      Comunque, peleando, di mattina presto, si e' messa in viaggio per fare il suo dovere.
      Da anni frequento la stessa citta', ho una consolidata rete di conoscenze, gente che non si fa' problemi, almeno con me e la mia cara blanca, a dire cosa realmente pensa del sistema.
      La gente e' delusa e scoglionata, i commenti sono, nella maggior parte dei casi, negativi.
      "E' sempre la stessa cosa", "non cambia mai nulla", "i politici sono tutti ladri", "noi facciamo fatica e loro incassano milioni" ecc.....
      Questo e' il comentario della gente per la strada.
      Voglio ricordare che a Cuba molti servizi sono garantiti dallo stato in forma totalmente gratuita, parlo di sanita' e scuola giusto per fare un esempio.
      In generale, sopratutto da parte dei piu' giovani, si nota una disaffezione alla politica e a chi la gestisce.
      Alla gente, oggi come oggi, importa poco chi governa, quello che conta e' che il livello di vita sia compatibile con la soddisfazione dei bisogni primari, e che si possa arrivare a fine mese senza troppi affanni.
      In piu' il popolo, e le nuove generazioni, vogliono opportunita' di lavoro e di sviluppo.
      Se il paese non e' in grado di darle allora e' meglio andarsene.


      Veniamo all'Italia


      LItalia ha un sistema elettorale indiretto, direi molto ma molto indiretto.
      Noi votiamo per 6 candidati a premier e poi loro decideranno, piu' o meno, chi siedera' in parlamento.
      Il paese dal 1946, a seguito di un referendum e' una Repubblica governata da un sistema multipartitico.
      Per questa ragione credo esistano in Italia almeno una settantina di partiti e movimenti.
      Gli attuali candidati sono ; un imprenditore plurinquisito, un referente delle banche, un politico, un comico, un magistrato e un giornalista.
      In Italia vota poco piu' del 70% degli aventi diritto, almeno questo e' accaduto nelle ultime regionali.
      La gente e' delusa e scoglionata, i commenti sono, nella maggior parte dei casi, negativi.
      "E' sempre la stessa cosa", "non cambia mai nulla", "i politici sono tutti ladri", "noi facciamo fatica e loro incassano milioni" ecc.....
      Questo e' il comentario della gente per la strada.
      Voglio ricordare che in Italia, a seguito della soppressione dell'Ici e del fatto che l'imu se le' pappata quasi tutta lo stato, nel 2013 i comuni non saranno piu' in grado di assicurare ai cittadini neanche i servizi basici.
      In generale, sopratutto da parte dei piu' giovani, si nota una disaffezione alla politica e a chi la gestisce.
      Alla gente, oggi come oggi, importa poco chi governa, quello che conta e' che il livello di vita sia compatibile con la soddisfazione dei bisogni primari, e che si possa arrivare a fine mese senza troppi affanni.
      In piu' il popolo, e le nuove generazioni, vogliono opportunita' di lavoro e di sviluppo.
      Se il paese non e' in grado di darle allora e' meglio andarsene.


      CONCLUSIONE
      Visti i chiari di luna, siamo davvero in grado, noi nati nella parte "giusta" del pianeta di dare lezioni a qualcuno?
      Ci sono cosi' tante differenze fra i 2 sistemi politici, visti i risultati?
      67 anni di cosidetta democrazia sono stati migliori di 54 di cosidetta dittatura?