martedì 12 febbraio 2013

ORIENTE ROSSO?

 

Proseguendo nella discussione di ieri ci si potrebbe domandare perche' le regioni oientali di Cuba, notorialmente, siano piu' "fideliste" mentre quelle occidentali decisamente meno.
In piu' ci si puo' domandare perche' la stragrande maggioranza della policia cubana sia di origine palestina.
Per quanto riguarda questa ultima domanda credo che il buon Luca abbia centrato il problema in un suo commento di ieri.
Un posto in policia o nell'esercito e' un posto sicuro, vuol dire un decoroso stipendio e la possibilita' di "arrotondare" nei piu' svariati modi.
In Italia la stragrande maggioranza del nostro esercito e delle nostre forze di polizia e dei carabinieri sono meridionali, e questo e' un fatto indiscutibile.
Le ragioni sono fondamentalmente contingenti, con ogni probabilita' nella parte meno industrializzata del paese e con un tasso di disoccupazione al di sopra della media nazionale un posto sicuro e' oro.
Esattamente come accade la'.
Sul discorso riguardante l'essere fidelista ( cosa diversa dall'essere Comunista) da parte delle provincie orientali probabilmente la cosa dipende da ragioni storiche e culturali.
Chiunque frequenti un po' la Capital e i capitolini sa' perfettamente che il detto "l'Avana e' Cuba, tutto il resto e' area verde" e' dentro la natura di ogni habanero.
Prima del Triunfo de la Revolucion questo modo di dire era ancora piu' radicato nella realta', La Habana era una metropoli come e piu' di ora, mentre il resto del paese viveva in uno stato di arretratezza dovuto alla corruzione di Batista e a decenni di incuria e di mal governo.
La realta' e' che quel che e' stato fatto in Oriente lo hanno fatto la Revolucion y los barbudos.
Magari male e in ritardo ma lo hanno fatto loro.
Questa puo' essere una delle ragioni per cui le provincie orientali siano legate maggiormente a questo sistema di governo rispetto alle altre.
In verita' le nuove generazioni di tutta l'isola oggi pensano a vivere meglio che possono e, esattamente come i nostri giovani, non hanno alcuna stima della politica e dei suoi protagonisti

9 commenti:

  1. è vero i capitolini son i più fighetti e per loro cuba è la habana-centrica (anche se di habaneri veri data la massiccia migrazione de palestinos ce ne sono ormai pochi). come tutti gli abitanti delle capitali di tutto il mondo si sentono più importanti. non dimentichiamoci che sono quelli più a contatto con lo yuma in ogni senso sia geografico che tattile quindi sono influenzati dallo sfrenato consumismo e dalla voglia di vivere nel migliore e più comodo dei modi.
    parlando di rivoluzione probabilmente quando arrivarono gli orientali guidati da castro e guevara si sentirono tagliati fuori e videro il passaggio come forzato. infatti la maggior parte de los gusanos en miami sono originari della capitale città.
    forse le nuove generazioni, senza distinzione tra capitalinos y orientales campesinos, non si ricordano di quello che era cuba prima del 1959 un bordello americano con riciclaggio, prostituzione in vetrina, gioco d'azzardo con l'85% delle terre dell'intera isola di proprietà del governo usa. gli analfabeti erano il 90% della popolazione e gli unici che godevano di questo a parte i turisti erano i latifondisti e governanti che gli americani invitavano ai casino per giocare.
    secondo me l'epoca di fidel ha ridato onore e dignità ad un popolo totalmente sottomesso e guidato solo dal dollaro pensiero, certo di cazzate e cose ancora ingiuste ce ne sono (i dirigenti del partito che si fanno importare acqua perrier e girano in suv, il razzismo ancora evidente - la grande promessa mancata della rivoluzione - ). personalmente penso che il socialismo sia la maniera ideale di governare ma è appunto perchè il mondo non è ideale, causa essere umano ossia l'animale più bastardo, finisce per fracassare come tutte le altre. chao de boxe85@

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  2. La cosa piu' divertente e' che pare che tutti i cubani arrivati in Italia siano de L'Avana centro...ahahahah
    Ricordati pero' che tanti sono anche i palestini che se ne sono andati, la provincia di Tunas ha avuto storicamente piu' punti di fuga ; Manati', Puerto Padre, la Jibara ecc...
    Per quanto riguarda il socialismo...be'...le cose a Cuba potevano essere fatte meglio, la realta' e' che si e' fatto cio' che si e' potuto non cio' che si e' voluto.

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  3. Dicono che sono dell'Avana x darsi un tono. Ma le contraddizioni delle grandi città sono molte di più rispetto a quelle dei piccoli centri. Sé uno è di Gioveno o di Roccaraso é di quel posto e basta. Mentre sé uno dice di essere napoletano lascia adito a molte interpretazioni perché potrebbe abitare al Vomero, ma anche essere uno scugnizzo di Forcella.p.

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  4. Torniamo al discorso di prima "Cuba e' La Habana, il resto e' area verde"....dicono.

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  5. Concordo sull'importanza della rivoluzione a Oriente.
    Il sentimento, per quanto ho potuto constatare è vivo e genuino in molti e non riducibile semplicemente al discorso della divisa e dello stipendio connesso.
    Uno dei tanti casi è quello della nonna della mia compagna che vive
    in un piccolo paesino in Granma ed è stata una sorta di staffetta della rivoluzione.
    Per tutta la vita ha lavorato la terra, cresciuto una famiglia numerosa e aiutato la gente del pueblo.
    Una volta scherzando le chiesi perchè non si fosse mai messa a vendere i dolci, cosa abbastanza comune a Cuba, considerato anche che nel pueblo non c'è nemmeno un bar.
    Mi ha risposto seria che non l'avrebbe mai fatto perchè non avrebbe sopportato di non potere vendere i biscotti ai bambini che non avevano soldi.

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  6. Non sono d'accordo, almeno non mi è parso così a Granma, nei posti dove sono stato.
    La cultura socialista e rivoluzionaria emerge nel modo di comportarsi, pensare, giocare anche dei più piccoli.
    In alcuni casi, ciò è anche tra i più giovani motivo di orgoglio:
    quest'estate un gruppetto di ragazzi dagli 11 ai 15 anni mi ha portato a piedi nella selva a visitare la casa di un comandante con tutti i reperti della rivoluzione.

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  7. Puo' essere pero' ,da quello che io vedo, non e' facile coinvolgere i piu' giovani raccontando loro fatti accaduti oltre 50 anni fa'.
    I ragazzi in fondo si assomigliano ovunque.

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  8. Beh, ma scusa vuoi mettere quel che hanno fatto loro 50 anni fà con il nostro passato prossimo?!

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