martedì 5 marzo 2013

PORTE APERTE


 


Una delle cose che caratterizza il vivere a Cuba, vivere in un barrio normale, e' il fatto che le case sono....aperte.
Tempo fa' raccontai che a casa nostra entra solo un certo tipo di gente, lo fa' tenendo le mani a posto e col massimo rispetto.
Pero' e' innegabile che i rapporti di vicinato siano immensamente differenti da quelli che ci ritroviamo da noi.
Dal mattino la porta di casa e' aperta, la gente passa, i conoscenti si fermano, entrano e chiacchierano con me o con mia moglie.
Ci si conosce piu' o meno tutti, di tutti si sa' vita, morte e miracoli.
Ogni tanto passa qualche vicino e con mia moglie si mettono a cismoseare su Tizio, Caio o Sempronio.
Personalmente di queste chisme non frega una fava ma so che fanno parte della vita cubana quindi, pur cercando di non farmi coinvolgere, accetto la cosa.
Dopo una certa ora arrivano i bambini.
Una casa grande, un patio sui 4 lati, grande spazio, un bimbo e 2 cuccioli sono una sirena imperdibile per i bambinetti dei vicini.
Io, che non sono esattamente un fan di "Save the children", osservo con un certo divertimento questo via vai di piccole creature, di solito vanno nel patio.
In frigo abbiamo sempre dolci, gelato o macedonia; e' difficile che tornino a casa con lo stomaco vuoto.
Al tramonto passa un vicino o l'altro, o mi invitano a passare da loro, 2 balance attendono nel loro portal, oppure si fermano da me e la boccia di ron la tiro fuori io.
Bisogna solo, subito, fare una buona selezione, tenere alla larga gli inevitabili cagacazzo cismosi che ci sono in ogni barrio, e relazionarsi con la gente que sirve.
Fra l'altro, con la costruzione, il via vai era moltiplicato per 10, ognuno che vendeva qualcosa che avrebbe potuto servire, di mattina presto, passava da casa per vendere.
Una mattina sono venuti pure i Geova, mia moglie ha visto che stavo partendo col moschetto in mano e, anticipandomi, con gentilezza, ha detto loro che avevamo da fare e non eravamo comunque, interessati.
Fra l'altro credo che mia moglie abbia gia' partecipato a qualche riunione del CDR, visto anche che il presidente ci abita esattamente di fronte.
Abituati come siamo a vivere, qua', rintanati nei nostri appartamenti dovremo tutti provare a vivere in quel modo, A PORTE APERTE, senza troppe barriere e col sorriso disegnato sul volto per il piacere di incontrare altre persone.
Un sorriso che qua', pare, sia stato cancellato.          
    

6 commenti:

  1. Ciao, che bello leggere ituoi post, rispecchi realmente la Cuba vera, io la stò vivendo pressapoco come tè ed è propio così. Sei molto utile e tutti quelli che intendono iniziare un avventura a Cuba i tuoi post danno l'esatta realtà Cubana e quindi uno si fà un 'idea.
    GRANDE CIAO DA ENRICO LAGO GARDA

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    1. Grazie Enrico.
      Ti ho inviato una mail una decina di giorni fa', l'hai letta?

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  2. SI LETTA GRAZIE
    CIAO
    ENRICO

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  3. Se penso che certi miei vicini di casa manco mi salutano... Ricordo con il cuore gonfio quando mi rilassavo sotto al patio della casetta di baracoa... era un viavai di gente che portava pentole, ritirava uova, passava per un saluto, lanciava un sorriso...
    Eh niente, è un'altra storia dai...

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  4. Infatti...altro mondo, altra gente amica mia...

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