sabato 16 marzo 2013

SI INVECCHIA....CAZZO!


 

Dopo, questa settimana, oltre che di Cuba, aver parlato di politica italiana ed estera e dell'elezione del nuovo pontefice, oggi, che e' sabato, direi di tornare sul...leggero.
Come ho raccontato ho la fortuna di essere parte di un gruppo di amici che sono tali da quando eravamo ragazzi.
Ogni quindici giorni, come avviene da oltre trent'anni ( anzi fino a qualche anno fa' accadeva ogni settimana) ci ritroviamo per giocare a calcio, precisamente a calcio a otto.
Da 3 anni abbiamo inserito anche i figli, loro, e qualche amico dei ragazzi.
Fanciulli dai 13 ai 19 anni.
Da meta' marzo a meta' maggio la mia vita e' abbastanza regolare, non sono piu' a Cuba e non sono ancora in giro per l'Italia seguendo il mio lavoro.
Quindi e' il periodo in cui meglio riesco ad allenarmi, palestra fatta come si deve con proteine, ramificati e omega, jogging e il sabato pomeriggio nuoto libero.
Alimentazione adeguata.
Nel resto dell'anno mi alleno come posso ma in questi mesi riesco a dare una continuita', in modo da riuscire a mettere su' un po' di massa per poi camparci su' il resto dell'anno.
Il problema e' che se un muscolo si ipertrofizza perde di elasticita', a questa legge ogni atleta sa' che deve attenersi.
In piu', dopo una vita da mediano, da un paio di partite mi diverto a fare il centravanti.

La porta l'ho sempre vista anche giocando nel mezzo del campo, quindi ho ingrigliato, nelle due ultime partite, un discreto numero di pappine, divertendomi come un matto.
Pero' giocare a centrocampo vuol dire, sopratutto a questa eta', una corsa ritmica, metodica, senza troppi strappi ne' allunghi.
Il muscolo si scalda e le cose vanno el migliore dei modi.
Giocare davanti e' un altro discorso, un gioco fatto di pause e scatti, scatti e pause.
Ieri sera dopo 15 minuti mi arriva una palla lunga, il campo da calciotto e' in sintetico, e' piu' corto di quello normale e quella palla era davvero lunga....
Un 51 enne provvisto di un minimo di apparato cerebrale funzionante o e' a casa a guardare Amici oppure quella palla la lascia andare.
Il fatto e' che se sei stato un atleta, e hai ancora la presunzione di esserlo, non lasci scappare nulla quindi mi sono lanciato, stupidamente, all'inseguimento di quell'inutile palla.
Tac.
Un colpo secco nella zona distale del bicipite femorale.
Conosco bene il mio corpo, so che quel tac e' un campanello forte e chiaro di allarme.
Mi fermo, provo un paio di scatti ma capisco subito che se continuo que tac, risolvibile in un paio di giorni, potrebbe trasformarsi in un Traaaaac bello deciso.
Stiramento, ci sono gia' passato, coi gamboni che mi ritrovo ci metto un mese a mettermi a posto.
Mestamente, con la testa bassa, tirando giu' tutte le madonne della volta celeste sono rientrato nello spogliatoio.
Fra l'altro cambiandomi e docciandomi da solo mi sono perso uno dei piu' bei riti del venerdi.
Vedere un imprenditore turistico, il piu' grosso consulente mediolanum del nord Italia, un dirigente Pirelli, un programmatore Fiat, un dipendente inps, un manager che lavora per una multinazionale, un taxista e un operaio metalmeccanico, tutti cinquantenni viaggiare rasenti i muri, prendersi per il culo tutto il tempo e fare a gara per vedere a chi cade la saponetta per primo sotto gli occhi attoniti ma divertiti dei figli.
Loro con la testa sulle spalle, noi meno.
Sono cose che non hanno prezzo.
Ovviamente l'infermita' non mi ha impedito, nel circolo di tennis dove andiamo sempre a mangiare, di prendere d'assalto il risotto ai frutti di mare e i gamberoni.
Oltre che mettermi una busta di ghiaccio sulla parte lesa.
Ragazzi la verita' e' una sola.
Si invecchia.
Possiamo tingerci i capelli, tentare di avere gli addominali a tartaruga, essere fans di Peter Pan e della sua sindrome, svegliarsi al mattino con una coperta fatta di pelle giovane addosso, compraci moto ed auto sportive, vestire grunge, ascoltare i Gemelli Diversi ma gli anni passano e questi sono episodi che, puntualmente, ce lo ricordano.
Il cervello ci spinge ancora, come un tempo, verso quel pallone ma le catene cinetiche e i muscoli usurati, pur se ancora allenati, ci ricordano che era meglio guardarlo andare fuori.
Detto cio', questa mattina alle 10 saro' in palestra, ci arrivero' arrancando e zoppicando ma saro' comunque in mezzo alla ghisa.
Fanculo al tempo che passa.

6 commenti:

  1. Come darti torto, gran verità, si invecchia ed il campo di calciotto- ahimè- ce lo ricorda ogni settimana!

    P.S. Mi complimento per come scrivi, pur avendo in qualche caso (vds i Marò) idee differenti dalle tue, è piacevole leggere quello che pubblichi, specialmente quello che descrivi!

    Angelo

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  2. Amico mio pensa che palle se la pensassimo tutti allo stesso modo. . .

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  3. Tutti invecchiano. Non tutti invecchiano alla stessa maniera maniera ma il momento di rendersene conto arriva per tutti. Certi segnali sono inequivocabili.

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  4. ...ed è solo l'inizio: cala la vista, cala la memoria, cala l'esuberanza abajo, ecc ecc

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