giovedì 18 aprile 2013

IL RIFORMISTA

 
La discussione sulle riforme, vere o presunte, che si sono realizzate a Cuba, rappresenta uno dei miei cavalli di battaglia durante belle sere tunere passate con gli amici cubani al parque con una boccia di ron e la voglia degli imperdibili e "storici" discorsi da dopocena.
Sono poi i discorsi che saltano fuori qua' in Italia con gli amici di sempre e i tanti malati di Cubanite con cui, ogni tanto, passo delle belle serate.
Mi baso sui fatti e non col senno del poi, di cui fra l'altro sono piene le fosse, sulle chiacchiere.
Pochi anni fa', non due secoli indietro, i cubani non potevano entrare nella maggior parte degli hotel dell'isola, non potevano rentare nulla, non erano proprietari di immobili, non potevano comperarli ne' venderli, non avevano la possibilita' di uscire liberamente dal paese, non potevano quasi dare vita ad una attivita' di cuentopropista.
Al potere c'era, da oltre 45 anni, Fidel.
Da quando il testimone e' passato a Raul le riforme, pur con i classici ritmi cubani, si sono intensificate sia per qualita' che per quantita'.
Ora, io non penso che uno si scopra riformista a quasi 80 anni, Raul non aveva esattamente la fama dell'uomo conciliante ne' di quello da cui ci si doveva aspettare molto.
In realta' con Fidel le cose sono rimaste quelle che erano mentre con Raul si sono....mosse.
Certo e' cambiato il mondo, la crisi sta' mettendo a durissima prova economie forti, immaginiamoci le ripercussioni sulla fragilissima economia dell'isola.
Cuba non puo' piu' mantenere milioni e milioni di persone, non e' piu' in grado, neanche ai livelli minimi.
La Rivoluzione in questi decenni non ha fatto quello che ha voluto, ha fatto quello che ha potuto.
Forse e' stato sbagliato, per 30 anni, affidarsi esclusivamente agli aiuti del blocco socialista, sicuramente e' stato un grosso errore non aprirsi subito dopo il crollo dello stesso.
Facile pero' dirlo ora.....
Il mondo era diviso per blocchi e occorreva scegliere da quale parte stare.
Fidel ha tenuto il timone a dritta in acque cupe e limacciose, Raul, prima che l'acqua iniziasse a far affondare lo scafo ha messo una toppa ai vari buchi che stavano saltando fuori.
La realta e' che con Raul le cose stanno cambiando mentre con Fidel....si muovevano di poco.
Probabilmente el Comandante en Jefe approva tutto cio' che sta' accadendo, magari da dietro le quinte continua a far sentire la sua voce.
Resta il fatto che Raul sta' passando per un riformista.
Chi l'avrebbe mai detto qualche anno fa'?        

6 commenti:

  1. Hola tio Milco!
    penso che le riforme siano state un obbligo poichè viviamo in un mondo ormai globalizzato e questo anche i cubani con internet a 56k lo sanno. i giovani non sono più quelli del periodo especial cresciuti alla scuola sovietica e non vogliono - possono più sostenere certi sacrifici. in questa situazione le riforme erano inevitabili per evitare una contra-revolucion, anche senza crisi economica che entro il 2015 lascerà e sta lasciando a casa un milione di statali. il tutto era da fare per tenere calmo il popolo.
    egoisticamente vorrei, (come penso anche tutti quelli malati di cubanite) che le cose si fermino qui. di più, tipo la massiccia apertura ai grossi investitori esteri privati rischierebbe di far perdere al caiman ed alla sua gente quella genuinità che l'isolamento ha preservato (penso una delle poche eccezioni rimaste al mondo) e di cui ci siamo innamorati. non mi sembra una stronzata affermare che se cuba fosse totalmente globalizzata, tipo rep. dominicana per fare un esempio molto vicino, molti di noi non ci andrebbero più con lo stesso spirito o cambierebbero meta.
    hasta pronto.
    boxe85

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  2. Sicuramente. Vediamo cosa riserva il futuro.

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  3. Gia'prima di sostituire il fratello,Raul era andato varie volte in Cina.E'quello il modello cui lui tende e ci sta arrivando:Cuba avra'un'economia iperliberista governata dal partito unico con l'esercito come garante.Proprio come in Cina.Gia'ora le grandi corporaciones del turismo (Cubanacan,Transgaviota) e del commercio (Cimex) sono gestite direttamente dai militari.Agli stessi stanno costruendo case quasi gratis.I fidelisti che dovevano sostituire il barbone,Perez Roque e Lage,sono stati subito purgati.Socialismo adios!!

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  4. Il problema è che i cubani hanno una cultura del lavoro un po' diversa da quella cinese. . .

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  5. E'vero ma la goccia corrode la roccia.Il milione di persone che rimarranno a piedi si metteranno a lavorare per conto proprio e tu ben sai che questo crea cultura di lavoro.L'ultima volta ho portato a riparare il cellulare da un cuentapropista la domenica mattina.Non credevo ai miei occhi...cubani che lavorano di domenica!Tutto sta cambiando!

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  6. Solo i miei albanil sono rimasti dei classici cubani. . .

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