venerdì 26 aprile 2013

IL VALORE DEL RICORDO


Ieri mattina, intorno alle 11, sono sceso a Giaveno per fare un po' di spesa e per il solito, aperitivo, di rito.
Sapevo anche che c'era la manifestazione per il 25 aprile.

In piazza, sotto la lapide dei caduti giavenesi di tutte le guerre c'era il sindaco, Daniela, la banda le majorettes e un po' di gente presente all'atto.
Poca, poca gente.
Le persone passavano, guardavano 2 minuti ed andavano via  come se tutto quello non avesse alcun significato.
Questa zona e' stata una zona di forte presenza partigiana, in paese ci sono numerosi ceppi che ricordano dove alcuni ragazzi che scelsero di essere uomini liberi, furono trucidati dai nazisti e dai fascisti locali.
Il Piemonte si sollevo' subito dopo la calata dei tedeschi.
La Val Ossola si erse a repubblica Partigiana e resistette per 40 eroici giorni.
Ci liberammo da soli, quando i Partigiani entrarono a Torino gli anglo americani erano ancora lontani....
Sono passati 68 anni e i ricordi di quelle gesta si stanno perdendo nell'oblio.
Guardavo ieri una signora anziana con il suo basco rosso e il bastone, porbabilmente una che c'era e ha dato il suo contibuto perche' tutti noi oggi fossimo liberi.
Liberi anche di fare le cazzate che stiamo facendo.
I ragazzi, come scriveva Gramellini, non sanno neanche perche' ieri non sono andati a scuola.
Con la fine del passaggio terreno di chi c'era e ha potuto raccontare quegli anni, si perdera' un pezzo fondamentale della nostra storia e le testimonianze di chi seppe scegliere.
Gente a cui dobbiamo molto di quello che oggi siamo.

6 commenti:

  1. Se si arriva a negare l'olocausto vuol dire che tutto e' possibile. Marco

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  2. Rimangono pochi, eroici, testimoni di quei tempi, purtroppo

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  3. Questa maniera di essere senza memoria e indifferenti a tutto la pagheremo cara.Intanto il grande sindaco di Torino darà la cittadinanza onoraria a Yoani Sanchez,che merda! Max

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  4. Fassino e', da sempre, uno dei piu' grossi idioti in circolazione...

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  5. Querido hermano, che emozione ritrovare i vecchi partigiani, ma anche i nuovi dell'A.L.P.I, leggere nei loro occhi l'orgoglio di esser li nella piazza.
    Poco importa se ci si ritrova in pochi, anche nella chiesetta dove vado io ci sono 20 persone, non è il numero a trasmettere l'emozione.
    Prova a chiedere chi era Guido Picelli,
    le sue parole oggi più che mai sono attuali:
    "Coloro che oggi tengono divise le masse sono dei piccoli uomini, che vogliono essere valorizzati per conferirsi un'autorità che non hanno. Sono degli egoisti e degli speculatori, che subordinano ai loro interessi
    personali a quelli della collettività. Fanno il giuoco degli avversari e sono dei traditori.
    La salvezza del proletariato, sta solamente nella valorizzazione delle sue forze effettive, nell' unità."
    Onore a chi ha avuto la forza ed il coraggio di combattere e resistere a tutte le avversità.
    Hasta Siempre Hermano
    Santa Fè-Sardinia

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  6. Ieri sono andato alla presentazione del libro di Marco Rizzo, nei prossimi giorni vi racconto alcune cose.

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