giovedì 25 aprile 2013

LA SCUOLA

 
Volevo approfondire cio' che un amico ha scritto, in un paio di commenti, ieri.
La sua scelta e' stata quella di tornare, col familion, in Italia, anche a causa della cultura monotematicha che si insegna nella scuola cubana.
Come ho gia' scritto altre volte, la sola esperienza che conosco di un bambino che, dopo un paio di classi elementari in Italia, e' stato trasferito a Cuba, dalla famiglia, e' quella del figlio del mio amico toscano.
Ovviamente il paragone fra i 2 sistemi educativi, regge poco.
La mamma del bimbo mi diceva che in Italia, ogni pomeriggio, minimo erano 2 ore di compiti, a Cuba in 10 minuti il problema e' risolto e si va' a giocare por la calle.
Con le 2 classi fatte in Italia vive di rendita per un paio d'anni.
L'amico del blog, suppongo, si riferiva all'indottrinamento politico che a Cuba, gia nella primaria, e' parte del programma educativo.
Personalmente ci sono alcuni gesti che ritengo approppiati, tipo il rito del saluto, dell'inno, dell'atto e di cose simili che i bambini e gli studenti cubani devono fare prima di entrare in classe.
Poi certo, altre cose potrebbero essere da rivedere.
Oggi molti insegnati a Cuba sono poco piu' che ragazzini, spesso ignoranti come capre mentre qua', pur nella vergogna che i politici hanno fatto diventare la nostra scuola statale, ( te ne accorgerai amico mio....) ci sono insegnati seri e preparati che, se pur malpagati, ogni giorno fanno in pieno il loro dovere.
C'e' pero' una grande differenza, sopratutto culturale.
A Cuba scuola e famiglia sono un blocco unico, una trincea che, pur con tutte le difficolta' che conosciamo, tenta di dare ai ragazzi il meglio che oggi, Cuba puo' dare.
Ho amici che hanno figli che vanno a scuola a Cuba, vengono spesso convocati per riunioni, consigli, informazioni e cose simili.
Ripeto famiglia e scuola sono un corpo educativo solo.
Qua' sono in contatto con un mio vecchio compagno dell'Isef, insegna nelle medie educazione fisica.
Parcheggia l'auto a 3 isolati dalla scuola, gia' 2 volte gliela hanno rigata i ragazzi dopo note o brutti voti.
Quando andavo a scuola io, se prendevo una nota, arrivavo a casa e le prendevo pure dai miei perche', appunto scuola e famiglia erano un blocco compatto.
Oggi se un docente rifila una nota o un brutto voto ad un ragazzo, arriva il padre a scuola per menare il professore che e' stato autore di un simile "misfatto".
A Cuba le condizioni delle scuole sono quelle che sono, comunque decorose, da quello che vedo nel mio barrio.
Qua',a causa dei tagli della Gelmini, ma non solo, stanno letteralmente cadendo a pezzi, manca tutto, dal riscaldamento alla carte igienica, dai gessetti alla carta.
Restano solo gli insegnati come ultima trincea, lasciati soli da un sistema che dell'istruzione se ne fotte.
E' solo un costo.
Qua' lo stato taglia i fondi alla scuola pubblica per darli a quella privata che gia' prende le rette.
Un paese che non  investe in cultura, ricerca, sanita' ed istruzione e' un paese finito.

Fra una scuola che da', giuste o sbagliate che siano, delle regole ed una che ha dovuto abdicare da questo compito la scelta e' presto fatta.
Almeno per me.

12 commenti:

  1. La Gelmini potrebbe tornare ad essere ministro della pubblica istruzione.

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  2. Dio ce ne scampi.....

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  3. Il rito del saluto e dell'inno è una cosa che andrebbe fatta anche in Italia. Complimenti a Cuba. Ricordo che quando facevo il militare la gente faceva a gara per imboscarsi all'alza bandiera. Siamo meno nazionalisti dei francesi e dei tedeschi. Le cose si dovrebbero fare fin da subito. Si ha più a cuore il proprio Paese se si ha un'identità nazionale. Poi è chiaro che bisognerebbe anche mandare a casa il 90% dei parlamentari e qualcuno pure in galera. Però visto che si parla di scuola e rimanendo in questo ambito credo che qui tante cose debbano essere migliorate. Ma proprio tante. Riguardo alla Gelmini direi questo. Io credo che abbia fatto anche cose buone e che il sistema universitario che sembra tante piccole monarchie dovesse prendere una bella randellata. Detto questo concordo con Milco e non appoggerò mai nessuno che tagli dove mai si dovrebbe tagliare, ovvero sull'istruzione. Qui però non me la farei mai troppo sui ministri. Non credo che esista un ministro o un sindaco, di destra, centro o sinistra che sia, che non si sia lamentato per le poche disponibilità economiche. Lei non ha fatto altro che fare con quello che gli passava Tremonti e come tutti i suoi colleghi avrà rotto i coglioni per avere più disponibilità economiche. In parte c'è riuscita ad avere qualcosa in più ma non era granché. Tagliano sull'istruzione ed hanno rimborsi superiori alle spese. Come se io facessi una cena di lavoro pagando 200 euro e chiedessi un rimborso di 300. Va là va là. Un bel cappio al collo... Poi la gente non dovrebbe incazzarsi. Tolgono il futuro ai figli degli italiani per andare a spenderseli in puttane, videopoker, gratta e vinci e nutella. Qulla gran merda der Batman per 10 cm di neve si è fatto comprare il SUV dalla Regione. Se proprio eri in difficoltà esistono anche i noleggi, ciccione di merda che non sei altro.

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  4. In effetti un po' d'amore di patria non guasterebbe.
    Siamo un paese giovane fatto mettendo insieme gente che magari non ne aveva voglia.
    La Gelmini e' uno dei peggiori disastri mai abbattutosi sul nostro povero paese.
    Per il resto.....concordo.

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  5. Tutto vero quello che hai messo sul post,detto da un'insegnante che nonostante un amore quasi smodato per l'insegnamento pensa spesso e volentieri che se dovesse tornare indietro non farebbe mai questo mestiere.Sempre Resistenza!.Max

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  6. E lo credo....lo stipedio e' quello che e', le soddisfazioni quasi nulle, il contesto di lavoro deprimente, il materiale inesistente e devi pure litigare con le famiglie....chiaro che ti rompi i maroni.

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  7. Per esperienze dirette:
    Dell'istruzione "di base" a Cuba posso dire che fa semplicemente schifo. Personale carente e scarsamente preparato e/o incentivato. L'istruzione diventa decente al PRE e all'università, ma prima è un disastro.
    Ovviamente non è al livello della nostra, ma se ne hai voglia e sopratutto la capacità, a Cuba puoi avere una buona formazione universitaria. L'UCI (università delle scienze informatiche), per esempio, è un buon posto e ci sono molti giovani talenti.

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    1. Prima occorrerebbe prendere un tutor o un insegnante privato per l'inglese e l'informatica per completare la carente preparazione scolastica.
      Non penso ci manchino i mezzi per farlo.

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  8. meglio che cresca in qualche campo cubano piuttosto che in un paese dove a 6 anni ha gia' un telefonino in mano.Stefano

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    1. Basterebbe non darglielo il telefonino, il fatto e' che qua' oramai crescono in un contesto piatto e massificato.
      Io credo che la multiculturalita' sia ancora una carta vincente, ne parlero' domani.

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  9. io penso che farsi tante paranoie su dove crescere i figli,non fara in modo che crescano come un genitore vorrebbe,cioe super colti e che diventino chissa quali professori o scenziati,va bene che un genitore vuole sempre il meglio per un figlio,ma solo la testa dello stesso figlio lo fara diventare o meno qualcuno,non di sicuro se cresce a cuba invece che in italia o in africa.quindi noi i nostri li cresceremo dove avremo le possibilita,senza farci troppi problemi e restando sempre uniti,il resto sono chiacchere,quando cresceranno faranno le loro scelte.

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  10. Vero, ma fino ad allora le scelte toccano ai genitori.
    Crescere in un posto piuttosto che in un altro puo' non essere la stessa cosa.

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