martedì 9 aprile 2013

QUEI MOMENTI...

 

Una donna felice al nostro fianco e' un dono degli Orishas a cui, mai, dovremo rinunciare.
Come ho scritto nel mio primo libro, la felicita' e' una questione di attimi.
Sicuramente non di ore, men che meno di giorni.
A gennaio, un giorno qualunque, decidiamo di andare a la Plaja Jibara, zona Purto padre.
E' stata  la volta che, in 5 minuti d'orologio, decisi di comperare la casa che avete visto qualche giorno fa'.
Prima passammo dove vive la famiglia di mia moglie, c'era da prendere il bimbo che, in quei giorni, visti i lavori che proseguivano nella casa tunera, aveva deciso, saggiamente, di lasciare la'.
Da dove vive, visto che la strada per il mare e' in gran parte sterrata ed aveva piovuto da poco, prendemmo un trattore.
Mi adeguo a tutto, sono un camaleonte.
Passamo insieme una bella giornata, ricordo che, con noi portammo il pastore belga che, all'epoca, era davvero un cucciolo.
Io, lei, il bimbo, il cachorro, sua sorella e suo marito.
Arriviamo a la playa, vedo qualche casa da acquistare, lei trova da qualcuno dei granchi da fare fritti, non avevano pescato visto il tempo non bello della notte prima.
Faccio l'acquisto, e verso il tramonto, prima che arrivino i maledetti mosquitos, rientriamo verso la base.
Il trattore tirava su' polvere, cosi' mia moglie col bimbo in braccio, si piazza su un pianale dietro il guidatore del mezzo.
Ad un certo punto passiamo accanto ad una piantagione di canna da zucchero.
Mio cognato e il guidatore del mezzo scendono e tagliano qualche canna, il resto del viaggio e' tutto un ciucciare di quei cosi.
Da parte loro, per me tutto quello zucchero e' troppo.
Ad un certo punto mi giro verso mia moglie e ho davanti una di quelle immagini che, le poche volte che ci capitano davanti, ci accompagneranno poi per tutta la vita.
Lei, col bimbo in braccio, il bimbo con un pezzo di canna in bocca, lei sorridente e felice come raramente l'avevo vista.
Serena, con suo figlio, con noi, dopo una splendida giornata di mare.
Quando dico che la felicita' e' una questione di attimi, proprio a questo mi riferisco.
Una donna, un bambino, un gran sorriso, Cuba, il sole.....non c'e' di molto meglio su questo pianeta.

10 commenti:

  1. Bel post Milco. Chi è stato a Cuba lo comprende ancor di più. C'è molta semplicità in quel che hai scritto. Quella che qui da tempo è andata perduta. Ricordo una volta in cui ero in un campo. Era piovuto di brutto e le strade erano infangate. Passò un trattore per caso, di notte, ed io e la novia prendemmo un passaggio per andare dove neanche mi ricordo più, forse a una piccola disco all'aperto distante qualche centinaio di metri. Quando scendemmo lei mi domandò: "Non ti sei accorto che ti sei seduto sopra un bambino?". :-/ Col buio e col fatto che avevo mezzo culo di fuori dal trattore pensavo forse di essermi appoggiato un po' al guidatore che si era dovuto spostare verso di me perché dall'altra parte si era messa la novia. Mi sono sentito in colpa. Vabbeh, se non ha urlato significa che non è stato niente di grave jajaja.

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  2. Luca magari chi fosse sato a Cuba potessee comprendere.....in realta' una buona parte di noi italiani che sbarchiamo da quelle parti lasciamo un pessimo ricordo.
    Anche tu sei un fan di Erode...ahahahah

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    1. Sicuro. Come ben sai, bastasse un aereo per cambiare una persona....

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    2. La realta' e' che, per legge, a molta gente andrebbe ritirato il passaporto...

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  3. A me questo post ha fatto venire il magone. Forse perché non so quando riuscirò a tornarci.. Forse perché l'ho sentito dentro..

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  4. Cara Daria...te l'ho detto che "ora" ad andare a Cuba avrai qualche problema.....ascolta lo Zio...

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    1. Uffi ma non mi ascolti! Non è per lui, appena ci siamo conosciuti avevo già messo le mani avanti sui miei viaggetti! è che ho "discusso" con la mia companera de viaje...

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  6. Daria vai da sola...dove sono i problemi?

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