lunedì 29 aprile 2013

UNGHERIA 1985



Scrissi questo racconto di viaggio 7/8 anni fa' su un forum che avevo creato ed amministravo.
Letto oggi e' un po' sgrammaticato e l'italiano alquanto "avventuroso" ma lo lascio cosi.
Parla di un viaggio che feci nel 1985 nella Ungheria al di la' della cortina di ferro.
Da solo, come sempre correndo dietro al bollo.
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Come altri amici mi sto' accingendo all'ennesimo viaggio alla isla,oramai spazio per le sorprese non ne e' rimasto molto,tutto abbastanza programmato,stesso posto,stessi amici,le donne alcune le stesse altre in entrata....la solita vita cubana.
Un viaggio organizzato,programmato,aereo, auto,casa confortevole,qualche soldo in saccoccia ecc.....
Ma non e' sempre stato cosi',ricordo con infinita nostalgia i viaggi che ho fatto fra i 18 e i 24 anni,quelle si che erano avventure,si partiva,anzi spesso partivo solo e andavo in giro per l'Europa a conoscere la vita.
Sono esperienze che ogni ragazzetto dovrebbe fare ma vedo che i tempi sono purtroppo cambiati.
A 19 anni sono andato a vivere da solo e da allora sono sempre riuscito a badare a me stesso mentre vedo oggi gente di mezza eta' che non si schioda da casa materna,non dico che fa male,dico solo che e' diverso.
D'altronde sempre piu' 23/25 enni vengono a fare il colloquio per partire e fare un lavoro che e' il massimo dell'indipendenza come l'animatore accompagnati dai genitori,quindi vuol dire davvero che il mondo e' cambiato.
Maggio 1985,su un giornale di annunci torinese,il vecchio BUSINESSS avevo trovato annunci di ragazze straniere che volevano corrispondere con italiani,non c'era internet o altre cose simili e si viaggiava per lettera.
Iniziai a corrispondere con una svedese e una ungherese,mi mandarono le foto ed erano carine,andammo avanti un po' fino a quando l'ungherese mi invito' ad andarla a trovare.
Ungheria nel 1985,al di la' della cortina di ferro.....cazzo.....
Avevo messo via qualche soldo l'estate precedente lavorando nelle colonie coi bambini,i villaggi sarebbero venuti poco dopo,frequentavo l'ISEF e mi mantenevo lavorando in palestra tutti i pomeriggi dalle 14 alla chiusura.
Quindi qualche soldino mi avvanzava.
L'istinto gia' era quello dello zingaro,avevo girato un po' di Europa e lavorato per un paio di mesi a Londra,come facevano molti ragazzi per perfezionare l'inglese.
Tramite conoscenze di famiglia ottenni in tempi molto brevi il prezioso visto dall'ambasciata ungherese di Roma,telefonai alla ragazza per avvisarla che sarei arrivato e partii....solo e...in macchina.
Avevo all'epoca una fiammante uno diesel,l'avevo pagata poco,di un granata(ovviamente)intenso.
Partire solo per l'Ungheria a 23 anni e in quel periodo storico non era proprio uno scherzo.
Mio padre mi disse solo che se avevo bisogno potevo contare sui suoi agganci e mi disse di non fare cazzate,d'altronde ero mentalmente e economicamente indipendente e piu' di tanto non poteva dirmi.
Cosi' una mattina presto partii.... ......Torino-Venezia e poi,ovviamente mi perdetti in Carnia... ...non ricordo bene perche' passai di la',so solo che attraversai il confine con l'Austria per poi scendere verso l'allora Jugoslavia.
Entrato in quella che oggi si chiama Slovenia e scendendo verso l'attuale Croazia mi accorsi subito che nel socialismo qualcosa non quadrava... ..nessuno faceva un cazzo,attraversavo cantieri e nessuno lavorava,andavo a fare gasolio e il tipo mi faceva aspettare un quarto d'ora per arrivare pure se non c'era nessuno......
Attraversai quella terra triste e desolata......e arrivai in una alba rosso fuoco,proprio di quelle da film al confine ungherese.....la cortina di ferro....Mi venne incontro un soldato con un copricapo tipo piccolo colbacco e sulla fronte del colbacco in bella vista la falce e martello.
Io parlicchiavo inglese,lui mas o meno....mi fecero fermare e accomodare in una saletta,all'epoca una macchina come la mia era laggiu' quasi come una Ferrari e iniziarono a perquisire dappertutto,aprirono il cofano,credo piu' per guardare il motore che per ispezionare e dopo un ora buona mi fecero entrare nella Repubblica Socialista Popolare di Ungheria. :
L'Ungheria era la Svizzera dei paesi dell'est e in effetti il paeaggio rispetto alla disastrata Jugoslavia era senza dubbio migliore.
Avevo cambiato i soldi locali gia' in Italia mi pare si usasse il fiorino,la loro lingua era qualche cosa di incomprensibile.
La ragazza,si chiamava Judit Ka'sa viveva a Szeged,una citta' universitaria nella parte bassa del paese vicina ai confini romeno e jugo.
Dovetti girare un po' e perdermi piu' volte,non c'era un cazzo di cartello e io dovevo passare da Pecs....meno male che trovai un ragazzo che parlava inglese e mi indico' la strada.
Szeged era una bella citta' universitaria con un casino di gioventu',la chiamai e lei mi diede appuntamento vicino all'universita'.
La mia macchina attirava l'attenzione di tutti, la' giravano vecchie Fiat,Lada e quelle terrificanti Trabant a due tempi della DDR.
Lei arrivo' con 2 amiche,carine pure loro ,io ero impacciato,cazzo ero un ragazzino dall'altra parte del nostro mondo,almeno cosi' pensavamo noi di qua' del muro.
Era carina,solare e sembrava un po' una nostra ragazza del sud,parlava inglese in quanto studiava lingue e da un paio d'anni pure la' avevano inserito l'inglese a scuola....insieme al russo ovviamente.
Andammo a casa sua,una piccola casa in un palazzone da socialismo reale,mi avevano preparato un lettino,io ero pronto ad andare a dormire pure altrove,fra l'altro ero convinto che non si potesse,ma lei mi disse che era tutto posto e che il letto era di suo fratello mandato a dormire da degli zii....
Cenai a casa loro,con la madre e il padre che non parlavano inglese e allora lei traduceva per loro,gente normale,semplice con facce da contadini e mani spesse,mi misero subito a mio agio.
Dopo cena andammo a mangiare un gelato in una specie di bar,avevano solo un gusto,ma mi sembrava buono.
Conoscendo i suoi amici inizialmente l'approccio fu freddino,in fondo ero un "nemico",uno dall'altra parte del muro,erano universitari e un po' di inglese chi piu' e chi meno lo parlavano tutti e parlando scoprii una cosa che oggi magari sembra ovvia perche' il mondo e' diventato molto piu' "piccolo" ma che allora mi colpi' molto.
I ragazzi sono tutti uguali,in ogni parte del mondo,mi aspettavo gente arretrata e trovai ragazzi colti,istruiti,certo di una istruzione limitata dall'ideologia ma gia' laggiu' circolavano nuove idee e poi.....non scordiamoci cosa accadde in Ungheria qualche decennio prima.....
Nei giorni a seguire....quei ragazzi, in modo nemmeno troppo velato, piu' volte mi manifestarono il loro disprezzo totale per i sovietici, che ancora comunque erano ben presenti nel paese e che vedevo circolare spesso in citta', in divisa e con le loro famiglie.
Quando si andava in giro, non e' come a Cuba, dove hai tutti sul groppone, ma laggiu' ero io l'ospite e loro cercavano sempre di farsi carico di ogni evenienza.
Era un problema anche solo offrire una bibita,volevano dimostrarmi che anche loro potevano...
Dell'Italia conoscevano molte cose,sapevano di calcio e ascoltavano Celentano...
Gia' giravano per il paese i nostri compatrioti con le calze di njlon nel bagagliaio, ma le ungheresi stavano economicamente meglio di polacche e rumene e la cosa era un po' piu' complicata.
Pero' un po' di diffidenza da parte sua la percepii, almeno all'inizio poi la cosa cambio'.
Avevo 23 anni e una fidanzata in Italia, a cui avevo raccontato una palla per poter partire.
Piu' che farmi la ragazza pensavo a conoscere questo mondo completamente nuovo.
Pero' il bandolero in embrione gia' esisteva...
Trovai un paese ordinato e pulito, con gente fiera e orgogliosa che mal digeriva di trovarsi sotto uno stato di polizia.
Abituato, ora, alla pressione della policia cubana, ricordo che laggiu' al confronto era rose e fiori, non mi fermo' mai nessuno e nessuno mi venne a rompere le palle perche' stavo con una ungherese.
Con lei andammo 3 giorni a Budapest da sua zia, qua' ricordo dovemmo andare al commissariato vicino a dove abitava la zia per segnalare la mia presenza, ma non ricordo di essere mai stato sorvegliato, oppure non me ne sono mai accorto.
Budapest era bellissima con la sua splendida collina, mi ricordo che lei mi fece vedere le ville dei gerarchi tutti col macchinone in giardino, mentre la gente faceva la fila per il pane, ricordo l'odio con cui lei mi diceva queste cose.
Sono passati 22 anni,  molti momenti sono finiti nel dimenticatoio, ma mi ricordo che non costava veramente un cazzo niente e che nei ristoranti degli hotel per stranieri potevi pagare in dollari.
Dopo una settimana di gulash e altre schifezze simili volevo qualcosa di diverso, entrammo in uno di questi bellissimi ristoranti di questi hotel.
Mangiammo una pizza terrificante, ricordo la sua contentezza per poter essere in quei posti che altrimenti mai avrebbe potuto permettersi,eppure pagai una cazzata....
Gia' trovavi gente che comperava dollari in nero, lo faceva con una paura della madonna e mi ricordo anche la massima sicurezza in tutto.
 A Budapest lei mi chiese per quale ragione chiudevo a chiave la macchina, tanto nessuno mi avrebbe toccato nulla....io comunque chiudevo tutto....
Visitai altri posti in quei 10 giorni, ricordo distintamente che...quadrammo la...cosa la quarta o quinta notte in un piccolo alberghetto, che definire spartano e' poco sulle rive del Danubio perso da qualche parte del paese.
Ricordo ancora che al mattino per colazione ci portarono una tazza di Nescafe', salame e un piatto di un pesce strano che pareva una anguilla...una schifezza...sopratutto al mattino.
Prima di ripartire regalai praticamente tutto agli amici che avevo conosciuto, comprai qualcosa a lei in una scarna boutique alla moda.........
Ci ripromettemmo di rivederci, lei voleva fare la presentatrice alla televisione.....aveva un anno in meno di me...per un po' continuammo a scriverci poi io partiii per la mia prima stagione di vilaggio e non ebbi piu' tempo di scriverle.
Di lei non ho mai saputo piu' nulla.........
Ungheria 1985,il giovane Aston.

11 commenti:

  1. Lo avrai già fatto ma prova a cercarla su Facebook!

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    1. Sono passati 28 ani....rischierei di trovare le macerie, meglio tenermi i ricordi.

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  2. Come sempre i tuoi racconti sono molto belli, io che sono più giovane di te e in quegli anni ero ancora alle elementari riesco a cogliere quello che poteva essere il vivere quotidiano oltre cortina. Hai ragione a dire che nel socialismo qualcosa non quadrava, però voglio farti una domanda: ho letto su varie fonti che 500.000 ungheresi, dico cinquecentomila, migliaia più migliaia meno, se ne sono andati dal proprio Paese a causa del governo autoritario e destrorso di Orban su una popolazione di 10 milioni di abitanti. Dopo la repressione sovietica del 1956 se ne andarono in 200.000 e la popolazione era più o meno la stessa. Era meglio quando andava peggio? Io ho l'impressione di si. Anche in Russia ormai da anni c'è un vero e proprio regime, Putin è un nuovo zar. Ho l'impressione che i Paesi dell'Est siano passati dalla padella alla brace.

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    1. Discorso lungo e non so quanto interessante.
      Non e' fallito il socialismo ma la revisione dello stesso iniziata dal Crushev e finita da quell'Idiota di Gorbaciov.
      Io so solo che era un bel paese, con mille locali aperti, piscine piene e pulite, bus moderni con riviste in lettura e tanta gioventu' che odiava i russi ma non il socialismo.

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  3. Ora sono sul Movil ti rispondo nel pomeriggio. Ciao

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  4. Avevo la 128 granata con l'unico optional veramente importante all'epoca : i ribaltabili :-)))

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    1. A 18 anni avevo una A 112, non so piu' le uccellate che ho sbattuto contro la leva del cambio.....

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  5. Io ero in prima media, non si puo' dire che non te la sei goduta Aston. El Loco

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    1. A proposito di Trabant,incredibile ma vero ne ho vista una ieri verde,con targa tedesca,in autostrada vicino a Bologna.Chissa'come avra'fatto a arrivare fin qui!!

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    2. El Loco ti avevo risposto senza loggarmi....l'eta!
      Guarda fin che posso e riesco ancora a saltare la cavallina...perche' no?

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