venerdì 31 maggio 2013

CAPODANNO A CUBA

 

Non so se vi e' mai capitato di passare un capodanno a Cuba.
Natale no sirve, e' un giorno come un altro, da qualche anno e' feriado ma, tolti i baciapile, e' una festivita' di cui a nessuno frega nulla.
Capodanno e' tutto un altro discorso.
Intanto e', per restare ai nostri temi, un buon periodo per chi deve vendere puercos.
Visto che li si deve infilare in uno spiedo vanno quelli non enormi, animali di qualche mese e di un libraggio adeguato.
Sono alcuni anni che passo quel giorno a Cuba.
Mi piace, gia dalla mattina del 31, andarmene in giro in scooter, vedere i preparativi che in tutta la citta' la gente mette su' per vivere al meglio la nottata.
Chi ha un patio si organizza, chi invece vive in un condominio o un patio non lo possiede, scende in strada e mette su' il meccanismo dello spiedo dove capita.
A Cuba c'e' la costumbre di ammazzare el puerco e di infilarlo, seduta stante, sullo spiedo.
Chi si intende di carne sa' che, la stessa, ha bisogno di almeno un paio di giorni per liberarsi dalle tossine e per frollarsi, in modo da essere meno dura e piu' saporita.
Loro non aspettano, iniziano regolarmente in ritrardo a cuocere l'animale col risultato che, puntualmente, nella maggior parte dei casi, risulta poco cotto.
Praticamente non usano spezie ne' nulla, altro che la porchetta di Ariccia....
La borrachera inizia, a volte gia' la mattina del 31, altre volte il pomeriggio, solitamente va' di pari passo con l'inizio della cottura del mamifero nacional.
Mi piace,se e' il caso ed il contesto adeguato, sbevazzare un po', non mi piace avere a che fare con gli ubriachi.
Iniziano ad abbracciarti, giurarti fedelta' eterna, raccontarti di quando erano in Angola ecc ecc.
Quest'anno, ci eravamo da poco installati nella nuova casa, mia moglie aveva subito fatto amicizia con la famiglia che ci abita quasi davanti.
Lui amministra una panaderia, lei manda avanti la casa con 3 figli, brava gente, non stanno male, crian puercos nella casa, lui ha una motocicletta ed 2 dei figli lavorano.
Gente su cui abbiamo sempre, successivamente, potuto contare.
Gia' giorni prima ci avevano invitato a passare l'ultimo dell'anno da loro, nel loro patio, con un paio d'altri vicini, anche queste persone con cui poi avrei instaurato un ottima relazione.
Alle 5 del pomeriggio mi viene a chiamare, el puerco stava gia' cuocendo ed era il momento di passarla un po' insieme.
Vado da loro, nel patio c'e la cottura del suino, mia moglie, con le altre donne prepara le altre pietanze, qualcosa aveva preparato gia' da casa.
Avevano il loro solito rumaccio brucia budella, arrivo con 2 bottiglie di Santiago e i loro volti si illuminano.
Si inzia a bere ed a parlare, faccio, diligentemente, i miei turni a girare lo spiedo.
Nuova gente, gente che con noi yuma non ha a che fare, persone normali di un barrio normale.
Si beve e si smagiucchia, si smangiucchia e si beve.
Nel frattempo conosciamo altra gente che viene a salutare ma anche a conoscere i nuovi vicini, uno dei quali yuma.
Passano anche alcune fanciulle davvero notevoli ma......no se puede, pinga!
Verso le 9 di sera siamo tutti sulla borachera andante, io stavo bene, ma era a quel punto dove sai che non devi bere piu', perche' altrimenti chao pescao.
Alle 10 e' tutto cotto e mangiamo, fra l'altro el puerco era veramente cotto bene, una cosa insolita per loro che hanno la brutta abitudine di tirarlo via quando ancora non e' il momento.
Si mangia a la cubana, piatti in mano e gente sparsa fra la casa ed il patio, nessun tavolone nessuna comida tutti insieme.
Ti prendi quello che vuoi e vai a mangiare dove vuoi.
Si continua a chiacchierare sui massimi sistemi, con l'occhio lucido e la lingua strascicata.
Verso le 23 mia mogie mi chiede di andare in casa nostra a prendere non so piu' cosa.
Praticamente devo solo attraversare la strada.
Mi incammino ciondolante ed a passo incerto, entro gloriosamente in casa, vedo il letto.
"Cinque minuti, mi sdraio solo 5 minuti poi torno con gli altri."
Mi sono svegliato il giorno dopo alle 8, con una risaca de pinga, un martello che mi piacchiava in testa e un alito che sembrava avessi mangiato un sorcio morto.
Non vedendomi tornare, il feldmaresciallo, era venuta a cercarmi ma non c'era stato verso di svegliarmi.
Questo e' stato il mio capodanno 2012/2013.

I COSTI DEL LAVORO

 

L'altra sera ho visto una trasmissione dove c'era un imprenditore bolognese, mi pare si chiamasse Guidi, che faceva alcune considerazioni sul costo del lavoro.
Ho girato che la discussione era gia' in corso, no so' il tizio di che si occupa, so che ha una fabbrica a Bologna, una a Trento, uffici a Roma ed ha aperto fabbriche in giro per il mondo.
Si parlava dei costi del lavoro, meglio, di quello dei lavoratori.
Lui affermava che intende continuare a rimanere anche in Italia ma ha fatto un interessante, ed inquietante, comparazione fra quanto gli costa un lavoratore italiano ed uno dei paesi dove ha messo su' fabbriche.
Un lavoratore italiano gli costa, annualmente, 36.500 euro.
Uno croato 7200, un serbo 5400, un rumeno 2900.
Un lavoratore italiano gli costa come 12 lavoratori rumeni.
Lui affermava che non c'e' nulla da fare, i vari governi possono fare tutte le manovre che vogliono ma oramai le mucche sono scappate e non serve piu' chiudere il recinto.
Parlava che la sola riforma fattibile sarebbe quella di allaggerire, di alemeno il 50%, il baraccone statale italiano.
Abbassare i costi dello stato per poter abbassare la pressione fiscale.
Ovviamente non e' fattibile cercare di essere concorrenziali con quei paesi, pero' lui affermava che il fisco gli porta via il 60%.
Se non ricordo male in Romania il 15% ed in Serbia il 20%.
Con questi numeri non ci sono discorsi da fare, oggi, ad un imprenditore italiano non conviene piu' investire in questo paese.
Mettiamoci tutti il cuore in pace.

giovedì 30 maggio 2013

GIORNO PER GIORNO

 

In qualcuno di noi convivono piu' anime, il presente non e' altro che la risultante del passato.
In me convivono un paio.
Una, forse quella piu' imprtante, e' quella dello sportivo, dell'atleta che si ostina a non considerarsi un ex.
L'altra e' quella del teatrante, del saltimbanco.
La prima e' rigorosa, puntuale, precisa, a volte un po' pedante.
La seconda e' puttana, infedele e......superstiziosa.
Quindi il viola e' assente dalla mia vita, ho il terrore dei gatti neri che mi passano davanti, mi tocco le palle quando passa un carro funebre ed evito le auto cariche di suore.
Le solite cazzate.
Questa mattina, viste le 3 ore di sole preludio delle quotidiane 8 di pioggia, ho inforcato lo scooter e sono andato a tirare su' ghisa.
Dopodiche', aperitivo nel centro di Giaveno.
Di fronte al bar c'e' un grande cartellone coi necrologi, passa un amico e ci si ferma a parlare poprio di fronte a quel cartellone.
Mentre parlo butto un occhio, facce giovani, troppo.
Quando la conversazione finisce mi avvicino e, con una mano impegnata a ravanare fra i gioielli di famiglia, do' un occhiata ai singoli necrologi, pura curiosita'.
Una decina, oltre la meta' era dedicata a gente piu' giovane di me.
Gente di 35, 38, 42, 45, 48, 50 anni che era "prematuralmente salita in cielo" o che aveva "lasciato i propri cari".
Minchia.
Siamo davvero tutti di passaggio e non siamo in grado di sapere cio' che accadra' domani.
Ragione per cui tutto cio' che sto' facendo assume un valore, cercare di vivere meglio possibile, costruirmi una parte di vita dove so' che vivro' meglio, cercando di mantenere l'altra meta', quella da vivere qua', il piu' gradevole possibile.
I soldi vanno e vengono, la qualita' della nostra vita e' una sola e non e' sindacabile con nulla.
Vivere giorno per giorno al meglio, il resto vada a fare in culo.

IMPORTANTE


 

La importación de moneda libremente convertible, en lo adelante MLC, por personas naturales es libre, en efectivo, cheques u otros medios de pago utilizados en la práctica bancaria internacional
Las personas naturales que a su entrada al territorio nacional porten una cantidad superior a los cinco mil dólares estadounidenses (USD 5 000) o su equivalente en otras MLC en efectivo, quedan obligados a declararlo ante los funcionarios de la Aduana General de la República.
Las personas naturales a su salida del país pueden exportar libremente hasta cinco mil dólares estadounidenses (USD 5 000) o su equivalente en otras MLC en efectivo o mediante cheques u otros medios de pago utilizados en la práctica bancaria internacional.
El Presidente del Banco Central de Cuba podrá autorizar a las personas naturales que soliciten exportar sumas superiores a la establecida en el Apartado anterior, previa presentación por el interesado de documentos que acrediten su lícita adquisición
Las personas naturales que exporten a su salida del país sumas superiores a los cinco mil dólares estadounidenses (USD 5 000), deben proceder a declararlo ante los funcionarios de la Aduana General de la República, mediante la presentación del documento que confirme su lícita importación, o la autorización del Banco Central de Cuba emitida a tales efectos, según proceda

Los ciudadanos cubanos domiciliados en el país y los ciudadanos extranjeros residentes permanentes en Cuba pueden exportar e importar a su salida o entrada al país, sumas que no excedan los dos mil pesos cubanos (CUP 2 000) de curso legal, en efectivo y en cualquier denominación.
Queda prohibida la exportación del medio de pago denominado peso convertible de curso legal, en cualquier denominación, así como la exportación de pesos cubanos mediante envíos sin carácter comercial.
La exportación e importación de piezas desmonetizadas y especímenes de pesos cubanos o pesos convertibles, con carácter numismático o patrimonial, están sometidas a las regulaciones específicas dictadas al efecto.

IL MIO NEGOCIO

 

Alcuni amici del blog, via mail o su Fb mi hanno chiesto delucidazioni sull'attivita' di palestra che ho in programma di aprire a Cuba il prossimo autunno.
Mi rendo conto che si tratta di un discorso molto settoriale, magari a molti potrebbe non interessare.

Vi invito a prendere in considerazione piu' che altro le motivazioni e le considerazioni a carattere generale che mi spingono in quella direzione.
Esistono in quelle considerazioni molte situazioni che si possono mutuare verso le cose che volete fare voi.
Al final, essendo questo il mio blog, e' anche giusto che scriva cio' che, fattivamente, sto' portando avanti.
Come sempre....FATTI NON PUGNETTE.
Parto da una considerazione che e' incontrovertibile; da quanto ho letto potrei essere il solo che, a Cuba, scegliera' di fare qualcosa di molto simile a cio' che sta' facendo in Italia.
Molti di voi, legittimamente, a Cuba pensano e sognano di fare una vita, anche professionale, differente da quella, magari non sempre felicissima, che vivono qua', nel presunto bel paese.
Un rallentamento dei ritmi, una limitazione dello stress, il tornare a mettere noi stessi al centro della nostra esistenza.
Per me il discorso e' differente.
Mi occupo di Animazione e di Sport, ho avuto palestre e centri sportivi, e' un esperienza che mi porto dentro e che trasportero' nella maggiore delle Antille.
A Cuba lo sport istituzionale e' ben seguito, pur con la consueta limitazione di mezzi, ma per quanto riguarda lo sport aperto a tutti siamo indietro di anni luce.
Non avendo interessi in loco ne' alcun culo da leccare per una caldosa posso permettermi il lusso di dire le cose esattamente come stanno.

C'e' chi afferma che, L'Inder, con le sue strutture, risponde gia' a questa richiesta da parte della popolazione
Chiunque ci abbia messo piede non puo' che ridere a crepapelle di fronte a queste sciocchezze.
Oggi a Cuba le esigenze primarie sono soddisfatte, nessuno muore di fame.

Il cubano vuole, ora, risolvere le esigenze secondarie.
Il tenersi in forma, o meglio il combattere la gordura, e' diventata una priorita' per molte.
I ragazzi dal loro canto vogliono sviluppare ulteriormente la loro tendenza al machismo, esattamente come noi, tirando su' ghisa.
In attesa di poterlo fare, a livello differente, in un luogo chiuso, la mia scelta e' caduta sul gymnasio rustico.
Sono palestre all'aperto, con un ampio orario quotidiano di apertura, gli attrezzi sono fissati al suolo con una soletta di cemento.
Solitamente non c'e' istruttore, si sa che il cubano sa' tutto.....in realta' chi sa' qualcosa aiuta chi non sa nulla, di solito il proprietario qualche dritta comunque la da'.
Il costo, a Tunas, e' di 50 pesos al mese, io, facendo una cosa un po' piu' di livello credo che mi spingero' a 75.
D'altronde se hanno 25/30 cuc per un paio di jeans, i giovani, 3 cuc per la palestra li trovano.
Gli attrezzi sono un invento cubano, a queste cifre non conviene caricare un continer dall'Italia, anche perche' gli attrezzi restano sempre all'aperto, giorno e notte.
Alcuni sono fatti appositamente da un fabbro, altri ricavati dalle trasmissioni dei camion, le panche sono in legno senza imbottitura, una cosa rustica insomma.
Te li puoi far fare oppure comprarli da un gymnasio che gia' esiste, come ho fatto io.
Rispetto ad altri investimenti questo ha tutta una serie di vantaggi.
In altri settori devi riuscire a capire come funzionano le cose a Cuba, l'agricoltura, il turismo, l'allevamento di animali ecc.
Tirare su' ghisa e' uguale in tutto il mondo, a Cuba i ragazzi, per sviluppare i muscoli e le ragazze, per tirarsi su' il culo, usano gli stessi sistemi che usano da noi gli italiani.
Solo con altri mezzi.
Intanto una volta messo in piedi, il gymnasio non mangia, non beve e non ha bisogno del veterinario.
Al limite ogni tanto, come si fa' qua', ci aggiungi un attrezzo, ma i costi finiscono quando inzia el negocio.
Ovviamente io seguiro' i ragazzi che si alleneranno, mettero' uno o 2 istruttori in alcune ore della giornata, quelle di maggior affluenza.
Con 50 iscritti mi pago le spese, il mio obiettivo e' 200, obiettivo che ritengo alla portata di cio' che voglio fare.
Fate voi i calcoli.
La cosa interessante e' che, qualora la cosa non dovesse funzionare, non ci rimetto nulla, anzi forse e' possibile che ci guadagni pure.
Il solar dove sorgera' la palestra l'ho pagato 14000 pesos, ora con la strada asfaltata tutte le proprieta' sono salite di valore, l'altro giorno a mia moglie hanno offerto 20000 pesos......
Gli attrezzi me li rivendo e chi s'e' visto s'e' visto.
Il costo totale fra' solar, lavori ed attrezzi e' intorno ai 1200/1300 cuc, o giu' di li'.
No so quanto sara' la tassazione ma non credo che ci lascero' la camicia, fra l'altro, a differenza dei cubani che hanno necessita' di rientrare subito da ogni investimento, noi possiamo aspettare mesi o anche un anno prima di vedere qualcosa, in fondo non ci siamo venduti la strada di casa e mangiamo ogni giorno comunque.
In seconda battuta ci puo' essere la vendita di bibite e, perche' no, di proteine e integratori per l'allenamento.

Ovviamente ci sara' la musica.
Una palestra di barrio, la palestra del barrio.
Il nome?
"Gymnasio Filadelfia"


Questo e' quanto, esistono i rischi d'impresa, come in ogni parte del mondo, ci sara' chi e' scettico, chi non ci vedra' il negocio, chi avra' rodimenti di culo, chi ritiene che a Cuba non si possa fare nulla.
Io, intanto, lascio parlare e.... vado avanti..... 

P.S. Ovviamente sto' dietro anche ad una situazione indoor ma....ci vuole tempo.

mercoledì 29 maggio 2013

BUROCRAZIA CUBANA

 

La burocrazia e' indispensabile in ogni paese degno di questo nome, a prescindere dal suo livello di sviluppo.
Nella stragrande maggioranza dei casi e' gestita dallo stato stesso, dai suoi funzionari che, come buona parte dei funzionari statali, lavorano ai ritmi....che conosciamo.
Solitamente il funzionario statale gode di una sorta di impunita', non corre MAI il rischio di perdere il lavoro, questo a prescindere dalle nefandezze che compie.
In Italia abbiamo 4 milioni e mezzo di dipendenti statali su 60 milioni di abitanti, in Francia (80 milioni) sono meno di 2 milioni.
Fino a quando non si mettera' mano a questa situazione ogni manovra economica riuscira' soltanto a spostare piu' in la' un asticella che, oramai, non sta' piu' dritta.
La burocrazia a Cuba, se si e' turisti normali, ci coinvolge unicamente quando andiamo all'inmigration per chiere un altro mese o, come accade ora a me, per pedir la visa familiar il giorno dopo il mio arrivo.
Se pero', come stiamo parlando da settimane, vogliamo pensare ad un futuro con qualche negocio allora le cose cambiano drasticamente.
Con la burocrazia, quella burocrazia, dobbiamo per forza fare i conti.
Se abbiamo la Residenza permanente possiamo occuparci della cosa in prima persona, in caso contrario ( il nostro) dobbiamo incaricare de los papeles la nostra dolce meta' o chi per lei.
Opinione personale, per quanto possibile, se si ha una moglie sveglia o, come dicono i napoletani, che tiene cazzimme, e' sempre meglio lasciare fare a lei.
A Cuba, vista l'entita' cabarettistica dei salari, ognuno, dove lavora, cerca di approfittare al meglio delle occasioni che ha davanti.
Chi lavora in un macello sgrafigna la carne, in una gelateria il gelato ecc....
Un funzionario statale, un burocrate ha come mucca da mungere unicamente la gente che si rivolge a lui per la risoluzione dei problemi.
Al limite puo' portarsi a casa una risma di carta.....come se fosse un impiegato postale qualunque....
Di conseguenza, se vogliamo che, certi nostri progetti possano prendere forma dobbiamo approcciarci a questa gente nel modo "giusto".
Perche' dico che, occorre che sia la nostra meta' ad occuparci di questi problemi?  
A parte il fatto che noi....non possiamo, esiste un linguaggio fatto di parole e di gesti che solo fra di loro riescono a capire.
Solo un funzionario folle chiederebbe espressamente denaro per la risoluzione rapida di una pratica.
In realta' la richiesta avviene, o per interposta persona, oppure con gesti e parole dette e non dette che solo fra di loro sono in grado di decodificare.
A volte basta un...regalitos.
Il nostro compito e' di appoggiare fattivamente da fuori la ri$oluzione del problema senza dover fare altro.
Mia moglie sa' esattamente come muoversi in quel folle ginepraio che e' la burocrazia cubana, sa che con qualche cuc ogni coda si puo' evitare ed ogni pratica adelantare.
Quando, per tutte le nostre cose, va' in un ufficio statale, salta a pie' pari la fila e va' direttamente a parlare con chi di dovere.
Si sa che e' sposata con uno yuma, si vede, si percepisce, a Las Tunas poi....non scappa nulla.
Lei mi ricorda sempre che, con dinero, tutto e' possibile, se un papel non esite...lo si crea, se un permesso tarda ad arrivare, si va' direttamente alla fonte che lo ha erogato e...si risolve.
Ora noi siamo impegnati in tutte le nostre cose, il consiglio e' sempre quello di restare nella piu' assoluta legalita'.
Sanno che dietro al negocio ci siamo noi, e' facile che i controlli saranno piu' attenti e sopratutto successivi a cio' che stiamo facendo.
Se arrivano dopo e non siamo in regola.....allora si che tocca mettere mano al borsillo.
Nella provincia tunera e credo in tutta Cuba los gymnasio sono praticamente tutti aumma aumma.
Se pero' faccio io, yuma biondo e non confondibile con un cubano, la stessa cosa state pur tranquilli che me li ritrovo in casa seduta stante.
Chi e' impegnato o vuole impegnarsi nel settore agropecuario e' bene che sappia di approcciarsi ad un settore in cui, anche dal punto di vista burocratico, le cose potrebbero essere piu' complicate rispetto, per fare un esempio il settore della Vivienda dove, da tempo, si ragiona su fattori piu'....attuali.
E' facile che i funzionari a cui ci si dovra' rivolgere saranno, a loro volta, ex guajiros con la testa dura e la mentalita' non esattamente apertissima.
Ci vuole tanta, ma tanta, ma tanta pazienza.  
         

HEYSEL, 28 ANNI

 

Oggi, 29 maggio, ricorre il 28esimo anniversario ella tragedia dell Heysel.
Un amico, qualche anno dopo, passo' a vedere quel maledetto stadio, l'impressione che ebbe fu' quella di un'impianto assolutamente non adeguato per un simile evento.
Tante famiglie partirono da tutta Italia per andare a vedere la finale di quella che a quell'epoca era la coppa dei Campioni fra la Juventus (seconda squadra di Torino) ed il Liverpool.
Uno stadio fatiscente, non certo adatto ad ospitare soprattutto una delle due tifoserie, quella del Liverpool, nota allora per la sua propensione alla violenza e alla provocazione degli avversari. 
La tifoseria juventina fu sistemata nella curva Nord dello stadio mentre quella del Liverpool fu sistemata nella curva opposta. 
Un piccolo settore, il settore Z, fu aperto alla tifoseria juventina, che troppo numerosa, non sarebbe rientrata tutta nel settore Nord.
Questo settore però, confinava direttamente con la curva Sud, gremita di hooligans di Liverpool, separato soltanto da una rete metallica. Poche ore prima della partita la debole rete fu abbattuta e superata dagli inglesi che si fiondarono all’attacco degli avversari calcistici, schiacciandoli letteralmente contro il muro che delimitava la sezione Z, costringendoli a calpestarsi e schiacciarsi l’uno con l’altro, al punto che molti uomini iniziarono a lanciarsi oltre la tribuna, giù dagli spalti, morendo sul colpo, ferendosi o riportando gravissime lesioni.  Alcuni cercarono di sfuggire a quella brutale violenza attraverso l’unico canale, la scalinata, che portava al terreno di gioco, ma le forze dell’ordine belghe, che non erano distribuite in modo omogeneo in tutto lo stadio e non avevano la percezione di quello che stava accadendo agli anelli superiori, iniziarono a respingerli a manganellate.  La furia degli hooligans, in netta superiorità numerica, si faceva sempre più incontrollata, finché la spinta e il peso dei corpi umani schiacciati contro il muro del settore lo portarono a sgretolarsi, crollando sui tifosi e sulle loro famiglie.
Soltanto mezz’ora dopo l’inizio dell’attacco, le forze dell’ordine arrivarono nei due settori accorgendosi della vera e propria guerriglia in corso, anche grazie all’avvertimento dei tifosi della curva nord, che pur non capendo cosa stesse succedendo erano riusciti ad intuire la gravità dello scontro.  Si trovarono davanti ad immagini, che oggi le fotografie testimoniano, che ricordano le scene di un conflitto: padri di famiglia disperati per non essere riusciti a proteggere i propri figli, corpi feriti ammassati su corpi morti, mentre un esodo di massa usciva da quel settore infernale. Solo allora si iniziò ad accertare il bilancio delle vittime: trentanove, di cui trentadue italiani. Giuseppe Pippa cadde dalle tribune nel tentativo di proteggere un bambino, riportando lesioni gravissime alla colonna vertebrale che lo costrinsero ad un lungo coma, dal quale fortunatamente si risvegliò. Ma i danni riportati lo perseguitarono: lo schiacciamento delle vertebre, nel corso di tre decenni degenerò in Parkinson, uccidendolo ventott’anni dopo, a pochi giorni dall’anniversario della tragedia che piegò la sua vita.
La beffa peggiore a questa triste pagina della storia del Calcio si verificò proprio pochi minuti dopo la strage: la partita fu giocata, trasmessa dalla televisione italiana e degli altri stati europei. I telecronisti italiani, consapevoli dell’accaduto, si limitarono ad una telecronaca asciutta del match. 
Allo stesso tempo i telegiornali documentarono i fatti di violenza dell’Heysel, cosa che portò i giocatori, tra cui Michel Platini, a scusarsi pubblicamente appena appresero la notizia.
Giocare quella partita fu' una vergogna di cui le autorita' sportive dovrebbero ancora oggi, a distanza di anni, vergognarsi.
Questo piccolo blog, di ispirazione Granata, ricorda, con ripetto, le vittime di quella immane tragedia. 

martedì 28 maggio 2013

5/6 MESI

 

Ieri, in un commento, leggevamo di chi e' rientrato da Cuba dopo un soggiorno ininterrotto di 5 mesi.
A tutt'oggi, anche potendo, io non sono in grado di resistere alla isla per un periodo cosi' lungo.
Se qua' non succedono fatti importanti, il 20 settembre partiro', potrei stare via fino al 20 marzo, sono 6 mesi.
Ho gia' programmato una pausa di una quindicina di giorni a meta' percorso, un rientro in Italia, pur nel frio di dicembre.
Tutto pur di "staccare" un paio di settimane.
Tanta gente che conosco di Tunas, italiani che,alcuni anni fa', arrivavano a settembre e ripartivano per l'Italia a Giugno, oggi passano a Cuba non piu' di 4/5 mesi, di piu' non riescono ad aguantare.
Gente, ripeto, con anni ed anni di Cuba alle spalle.
Il problema non e' neanche piu' di impegnarmi il tempo, ora con moglie, case, figlio, cani, sport e mille lavori da mettere in piedi il tempo passa.
Il fatto e' che, almeno io, dopo un certo lasso di tempo non aguanto mas i cubani e le difficolta' che, ogni giorno bisogna affrontare anche per le cazzate piu' piccole.
Dopo un po' non ce la faccio a girare 6 tiendas per trovare la carta igienica.....
Voglio un supermercato dove entro e c'e' tutto.
C'e' poi anche il discorso riguardante i rapporti coi cubani.
Stare mesi e mesi con la guardia alta non e' semplice, ogni tanto hai anche voglia di parlare con qualcuno che in prima, seconda o terza battuta non si aspetti da te qualcosa.
Se poi costruisci o metti in piedi un progetto devi combattere con cose che sono al di fuori dalla tua capacita' di comprendonio.
Non riesci a capire perche', qua', certi problemi li risolvi con una telefonata mentre la' ci vogliono giorni e giorni.
E' un aspetto di Cuba da tenere in considerazione, se non ci avete mai passato mesi e mesi, occorre mettere nel preventivo anche a questa situazione.
In piu' io vivo a Tunas che e'.....Tunas.....dopo 5 mesi di serate al parque o nella solita disco uno si rompe anche i coglioni.
Forse nella Capital de todos los cubanos il discorso e' differente ma in provincia e' cosi'. 
Non voglio neanche pensare a chi va' a vivere in un campo.
Quindi ben vengano i 6 mesi, privilegio di pochi, ma, nel mezzo....una pausa.