venerdì 31 maggio 2013

CAPODANNO A CUBA

 

Non so se vi e' mai capitato di passare un capodanno a Cuba.
Natale no sirve, e' un giorno come un altro, da qualche anno e' feriado ma, tolti i baciapile, e' una festivita' di cui a nessuno frega nulla.
Capodanno e' tutto un altro discorso.
Intanto e', per restare ai nostri temi, un buon periodo per chi deve vendere puercos.
Visto che li si deve infilare in uno spiedo vanno quelli non enormi, animali di qualche mese e di un libraggio adeguato.
Sono alcuni anni che passo quel giorno a Cuba.
Mi piace, gia dalla mattina del 31, andarmene in giro in scooter, vedere i preparativi che in tutta la citta' la gente mette su' per vivere al meglio la nottata.
Chi ha un patio si organizza, chi invece vive in un condominio o un patio non lo possiede, scende in strada e mette su' il meccanismo dello spiedo dove capita.
A Cuba c'e' la costumbre di ammazzare el puerco e di infilarlo, seduta stante, sullo spiedo.
Chi si intende di carne sa' che, la stessa, ha bisogno di almeno un paio di giorni per liberarsi dalle tossine e per frollarsi, in modo da essere meno dura e piu' saporita.
Loro non aspettano, iniziano regolarmente in ritrardo a cuocere l'animale col risultato che, puntualmente, nella maggior parte dei casi, risulta poco cotto.
Praticamente non usano spezie ne' nulla, altro che la porchetta di Ariccia....
La borrachera inizia, a volte gia' la mattina del 31, altre volte il pomeriggio, solitamente va' di pari passo con l'inizio della cottura del mamifero nacional.
Mi piace,se e' il caso ed il contesto adeguato, sbevazzare un po', non mi piace avere a che fare con gli ubriachi.
Iniziano ad abbracciarti, giurarti fedelta' eterna, raccontarti di quando erano in Angola ecc ecc.
Quest'anno, ci eravamo da poco installati nella nuova casa, mia moglie aveva subito fatto amicizia con la famiglia che ci abita quasi davanti.
Lui amministra una panaderia, lei manda avanti la casa con 3 figli, brava gente, non stanno male, crian puercos nella casa, lui ha una motocicletta ed 2 dei figli lavorano.
Gente su cui abbiamo sempre, successivamente, potuto contare.
Gia' giorni prima ci avevano invitato a passare l'ultimo dell'anno da loro, nel loro patio, con un paio d'altri vicini, anche queste persone con cui poi avrei instaurato un ottima relazione.
Alle 5 del pomeriggio mi viene a chiamare, el puerco stava gia' cuocendo ed era il momento di passarla un po' insieme.
Vado da loro, nel patio c'e la cottura del suino, mia moglie, con le altre donne prepara le altre pietanze, qualcosa aveva preparato gia' da casa.
Avevano il loro solito rumaccio brucia budella, arrivo con 2 bottiglie di Santiago e i loro volti si illuminano.
Si inzia a bere ed a parlare, faccio, diligentemente, i miei turni a girare lo spiedo.
Nuova gente, gente che con noi yuma non ha a che fare, persone normali di un barrio normale.
Si beve e si smagiucchia, si smangiucchia e si beve.
Nel frattempo conosciamo altra gente che viene a salutare ma anche a conoscere i nuovi vicini, uno dei quali yuma.
Passano anche alcune fanciulle davvero notevoli ma......no se puede, pinga!
Verso le 9 di sera siamo tutti sulla borachera andante, io stavo bene, ma era a quel punto dove sai che non devi bere piu', perche' altrimenti chao pescao.
Alle 10 e' tutto cotto e mangiamo, fra l'altro el puerco era veramente cotto bene, una cosa insolita per loro che hanno la brutta abitudine di tirarlo via quando ancora non e' il momento.
Si mangia a la cubana, piatti in mano e gente sparsa fra la casa ed il patio, nessun tavolone nessuna comida tutti insieme.
Ti prendi quello che vuoi e vai a mangiare dove vuoi.
Si continua a chiacchierare sui massimi sistemi, con l'occhio lucido e la lingua strascicata.
Verso le 23 mia mogie mi chiede di andare in casa nostra a prendere non so piu' cosa.
Praticamente devo solo attraversare la strada.
Mi incammino ciondolante ed a passo incerto, entro gloriosamente in casa, vedo il letto.
"Cinque minuti, mi sdraio solo 5 minuti poi torno con gli altri."
Mi sono svegliato il giorno dopo alle 8, con una risaca de pinga, un martello che mi piacchiava in testa e un alito che sembrava avessi mangiato un sorcio morto.
Non vedendomi tornare, il feldmaresciallo, era venuta a cercarmi ma non c'era stato verso di svegliarmi.
Questo e' stato il mio capodanno 2012/2013.

14 commenti:

  1. ...e il palito dopo la mezzanotte ?
    No puedo imaginarme que te olvidastes de lo mas importante :-)

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  2. Bello veramente il 31 dicembre a Cuba.Ci sono stato un po' di volte e mi sono sempre divertito sia in casa di amici e conoscenti, sia come quest'anno che siamo andati al 1800 a Camaguey bel ristoranrtino, con 12 Cuc abbiamo mangiato fino alla nausea aragoste taglate a fettine sottilissime(novità assoluta) e tante altre leccornie sino al gelato finale.Max

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  3. Il bello è che passi belle serate con poco e accanto a gente giusta

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  4. Sono anni che faccio capodanno a Cuba.
    Anche se alcune volte ho fatto delle cose di cui ancora oggi mi meraviglio di esserne salido con vida. Non lo cambierei con il nostro per nulla al mondo!

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    1. Spumante e panettone? Che vadano a cagare

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    2. Niente locali, ristoranti o disco. Tra la gente, a gozar. E galletto da battaglia da sponsorizzare!
      Mi è venuto un po' di magone...

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    3. Il galletto lo infili ovunque ahahahah

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  5. Io ho passato solo 1 ultimo dell'anno a Cuba. Stupendo si girava col motorino sembrava di essere a Milano in un giorno di nebbia da tanto fumo usciva da tutti i pati e le case per cucinare il puerco. Ho passato in tutta la notte tante famiglie bevendo e mangiando in un atmosfera incredibile con musica a tutto gas in tutte le case e strade ( cosa che se lo fai in Italia ti vengon a prendere ) Sono andato a dormire alle 8 del mattino ma felice per aver festeggiato in semplicità un grande ultimo dell'anno. Qui invece tutto si complica per andare a questa festa.

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  6. Per non parlare dell odore de puerco asado por la calle

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  7. Il capodanno a Cuba sai come inizia ma mai come finisce. Marco

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    1. Il mio é finito roncando come un boscaiolo canadese

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  8. Tra i ricordi più belli di Cuba: il capodanno!
    Passato sempre a Cienfuegos. Con tutta la famiglia di Josè (l'ex poliziotto che ci affitta la casa). Dal mattino iniziano a cucinare. La sera ci invitano a cena con loro. Tre italiani con una ventina di veraci cubani. Noi compriamo birra e rum (ma loro non esagerano). Tavola centrale con la comida. Ognuno con il piatto in mano. Gli anziani seduti e i giovani in piedi nel cortile della bella casa lungo il mare. Discorsi sulla rivoluzione e sul periodo especial (come si stava meglio, quando si stava peggio). Loro che chiedono come viviamo in Italia. Un confronto vero e sincero. A mezzanotte si stappa un vino frizzante spagnolo (imbevibile) per omaggiare tutti gli ospiti.
    Loro proseguono i discorsi in dialetto cubano e noi decidiamo di perderci nella calda notte di Cienfuegos con donne e rum!
    E l'alba del 1 gennaio è sempre la più bella!
    AH! che bel ricordo! grazie Milco.

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  9. Caro Steno ci sono momenti che ci teniamo dentro fra i ricordi più cari.

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