venerdì 10 maggio 2013

FINITO IL CULO AL CALDO

 Madrid. Il ‘dissidente’ cubano: “rimandatemi a Cuba!”

Arrivati in Spagna grazie alla mediazione della Chiesa cattolica nel 2010-2011, gli anticastristi cubani non servono più. E in tempi di crisi vengono sfrattati esattamente come i loro vicini spagnoli. E’ il capitalismo bellezza!
Gilberto Martínez, cinquant’anni, mai avrebbe pensato che la ‘terra promessa’ dove era riuscito ad approdare solo pochi anni fa si sarebbe rivelata una maledizione. Soprattutto che non avrebbe trovato lavoro e, senza i soldi per potersi pagare un affitto sarebbe stato scaraventato fuori dal suo appartamento da alcuni poliziotti dalle rudi maniere. E poco rispettosi del suo – ormai ex – status di ‘dissidente politico’ cubano. E invece è accaduto, martedì scorso, quando è stato sfrattato con la forza dalla casa di Alicante dove viveva con sua moglie, due figlie di 15 e 22 anni e il figlio di 8.
“A noi ci ha portati qui il governo Zapatero grazie alla mediazione della Chiesa cubana, perché Fidel Castro ci offrì la possibilità di venire in Spagna” ha detto sconsolato Martínez. “Ci promisero una casa, un lavoro e aiuti economici per cinque anni, ma ora sono rimasto senza nulla” ha aggiunto. Per un certo periodo l’uomo ha ricevuto 400 euro mensili dalla Croce Rossa per pagare l’affitto e altri 600 dal governo per cibo e altre spese. “Ora non riceviamo più aiuti di nessun tipo, se mi avessero detto quello che sarebbe successo in Spagna sarei rimasto a Cuba” si lamenta il ‘dissidente’ sfrattato, che afferma di non aver trovato nessun lavoro negli ultimi due anni e due mesi.
“Chiedo solo che mi rimandino a Cuba” afferma davanti alle telecamere. “Ci hanno ingannato, stiamo in mezzo a una strada, siamo andati da una parte e dall’altra e l’unica cosa certa è che i politici si coprono con la stessa coperta e non risolvono nulla”. 
Con loro un altro esule cubano, Juan Francisco Marimón, un altro di quelli che arrivò in Spagna grazie all’accordo stipulato tra la Chiesa dell’Avana e il governo socialista di José Rodríguez Zapatero che accolse pochi anni fa 115 detenuti cubani e 650 loro familiari. Anche Marimón – che in patria era stato condannato a sette anni di carcere - finì ad Alicante, nel sud dello Stato Spagnolo. “Abbiamo goduto di un fondo europeo per i rifugiati politici, gestito da Ginevra, ma quando al governo è arrivato il PP ci hanno tolto tutti gli aiuti” si lamenta l’uomo che si dice deluso. In realtà l’esule chiarisce che negli ultimi sei mesi il governo di destra spagnolo ha concesso loro aiuti per 1000 euro, che però non sono sufficienti a pagare neanche l’affitto. Qualcuno di quelli che arrivò insieme ai due sfortunati ha già preso la via di Miami. “Noi non ce ne vogliamo andare, conosciamo la lingua, stiamo bene, non c’è violenza nelle strade però il ministro degli Esteri José Manuel García Margallo ci ha lasciato senza aiuti”.

10 commenti:

  1. Se fossi uno spagnolo disoccupato, non mi piacerebbe vedere il mio governo regalare i soldi ai cubani.El Loco

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  2. Dipende cose e' stato promesso loro.
    Certo e' che c'e' una categoria di cubani (ovviamente non tutti) che aspetta sempre che passi qualcuno a pagare il conto.

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  3. Esiste a Cuba una categoria, sparuta chiaro, che fa il dissidente per
    opportunismo. In realtà se ne strafottono dell' ideale e del dissenso.
    Dissentono perchè sanno, dopo un pò di sempre deprecabile galera, che prima o
    poi riceveranno, il dissidente con famiglia, un visto definitivo d'uscita dal
    paese. La speranza chiaro, vedi ley de adjuste cubano, è di raggiungere Miami.
    C'è chi rischia la vita con la balsa e chi dissimula dissenso per fuggire!
    Sono davvero pochi i dissidenti di coscienza autentici, tra cui trascriverei il
    povero Payà!Quindi peggio per loro! Francesco Franz

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  4. Il fato e' che la cuccagna, fuori da Cuba, e' finita.
    Primo perche' la situazione nel mondo e' quella che e' e poi perche' ora che, da Cuba, quasi tutti possono andarsene, non c'e' piu' neanche l'alibi di "vivere in una prigione"

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    1. Non dire cazzate Aston, quasi tutti possono andarsene? E perchè sono lì ancora?

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    2. Prima cosa a casa d'altri ti pulisci i piedi prima di entrare, quindi ti pubblico questo memorabile scritto ma il prossimo su questo tenore rimane in magazzino.
      Sono ancora la' perche' non tutti hanno i mezzi e la possibilita' di andarsene.
      Solo che prima non avevano neanche il permesso per farlo ora invece questo problema e' passato a noi.
      Siamo noi che decidiamo chi entra o non entra.
      Loro, esattamente come i brasiliani, i cileni, i bulgari, i marocchini, io e te viaggiano se possono permetterselo , in caso contrario stanno a casa.
      Ciao e ricorda cio' che ho scritto ad inizio post.

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  5. Sono certo che la Sanchez direbbe che il regime dell'isola ha la colpa di tutto. Perchè ha lasciato partire questa famiglia, mandandola allo sbando.

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  6. Peccato che il tutto e' nato da un accordo Iglesia-Spagna.....

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  7. (Santa Fè)Questo argomento è veramente di una delicatezza e fragilità infinita, non me la sento di commentare sulle vite di Farinas ed altri, il mio amore è sopratutto PER CUBA E PER TUTTI I CUBANI.
    Non riesco ad essere insensibile al punto tale da permettermi di entrare in ogni storia, lacrima o disagio interiore dei balseros o di chi ha tentato di lasciare l'isola per motivi che NOI NON COMPRENDEREMO MAI.
    Se anche tanti "giocassero" la carta della dissidenza per cambiar vita io non li giudico.
    La tristezza è compagna anche fuori dall'isola, io ho un amico cubano che vive a Miami e che sognava da SEMPRE di lasciare Cuba, ed ora non può più tornare indietro per motivi che non si possono spiegare in due parole, basti però sapere che guadagna come perito informatico 5$ l'ora e che vive senza uscire di casa per pagare tutte le varie tasse e inviare quello che rimane all'Habana.
    Que Dios Bendiga a TODOS los cubanos en el mundo*

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  8. Guarda io non voglio toccare il discorso delle scelte politiche di ognuno.
    Ogni opinione politica che avete esposto e' stata riportata sul forum.
    Qua' il discorso e' differente.
    La Spagna e' in ginocchio, milioni di disoccupati disperati, perche' mai il governo dovrebbe continuare a pagare il mantenimento a questa gente?
    Ipotizziamo che fossero in Italia, con pensionati che campano, dopo una vita di lavoro, con 512 euro al mese perche' mai il NOSTRO governo dovrebbe sovvenzionare queste persone?
    La "dissidenza" ha un costo e non vedo perche' lo dobbiamo pagare noi.
    Nooi non siamo gli americani e con Cuba non abbiamo alcun contenzioso.
    Ripeto, questo a prescindere dalle nostre idee in materia di "dissidenza".

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