lunedì 27 maggio 2013

FOLLIE DOMESTICHE

 

In questi anni, piu' volte mi e' capitato di dover discutere di quella degenerazione del machismo cubano che porta gli uomini, molto piu' spesso di quanto si crede, a picchiare la propria donna con una certa regolarita'.
C'e' da dire che, le nuove generazioni di ragazze cubane, sono molto meno propense a permettere di essere maltrattate dal fenomeno di turno.
Ci siamo indignati ed abbiamo condannato questa vigliacchissima usanza.
Pero' quel che sta' accadendo in Italia, con una tragica frequenza, e' ben altra cosa.
Praticamente ogni giorno leggiamo di una donna uccisa o gravemente ferita dal marito, fidanzato od amante di turno.
Qualche giorno fa' e' toccato anche ad una cubana quarantenne dalle parti di Genova.
Quasi sempre la causa scatenante di questa follia domestica e' l'abbandono o l'intenzione di abbandono dell'uomo da parte della donna.
Prendersi e lasciarsi fra' uomo e donna e' una cosa antica come il mondo, tutti siamo stati presi e poi lascati.
Tutti abbiamo preso e poi lasciato.
Francamente ho sempre preferito essere lasciato, quando un rapporto volgeva al termine facevo di tutto perche' fosse lei , formalmente, a prendere la decisione.
Io dirigevo le operazioni ma i sensi di colpa li lasciavo tutti a lei, se sei tu a lasciare spesso ti crei una nemica, sopratutto se lei e' ancora presa.
Non mi e' mai sembrato il caso.
Pero' qualcosa, da queste parti dev'essere successo, se invece di un bel "ma vaffanculo", una sbornia, un'amica od una zoccola oggi si preferisce ammazzare l'ex compagna, oppure ferirla, bruciarla o tirarle dell'acido in faccia.
Sicuramente la situazione economica attuale ha invelenito i rapporti.
Un amico poliziotto mi spiegava che le violenze domestiche, a causa della crisi, si sono moltiplicate.
Un tempo, la donna ti mandava a cagare ma il resto della situazione non era poi cosi' male.
Oggi magari il malcapitato e' pure senza lavoro o senza mezzi, una cosa che prima veniva accettata con normalita' 'oggi scatena i nostri peggiori istinti.
Ovviamente nessuna giustificazione, soltanto una constatazione.
Non si puo' neanche fare discorsi culturali perche' gli omicida appartengono ad ogni classe sociale cosi' come sono equamente suddivisi nel territorio nazionale, mentre si e' sempre ritenuto che, al sud, certe situazioni fossero piu' frequenti.
Per come la vedo io e' veramente una cosa dell'altro mondo.
Se una cosa non funziona piu', togliersi ( o fare in modo che si tolga lei) dai coglioni per ripartire e' ancora la migliore soluzione.
Davvero stiamo vivendo un periodo di merda.

6 commenti:

  1. Che grandi pezzi di merda.Marco

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  2. Qualcuno dice: "Gli uomini uccidono con le mani, le donne con la lingua". Genericamente parlando sono d'accordo anche perché una donna che prende a bombe in faccia il compagno onestamente non è che possa sortire grossi risultati. Ognuno fa il meglio (o il peggio) che può con le armi che ha a disposizione. In certi Paesi, piaccia o no, il machismo è un fenomeno diffuso. Di storie di latini che menano le donne siamo tristemente pieni così come molti uomini dell'est, tipo russi e ucraini, che bevono e menano, menano e bevono. In India secondo me alcuni son fuori di testa a livello dei fanatici nordafricani. Delle volte quando ho ricevuto risposte di merda da alcune ragazze a qualche mio approccio tutt'altro che maleducato ho pensato che forse scaricassero su di me quello che avevano subito qualche minuto prima. Magari un attimo prima qualcuno, approfittando della ressa, le aveva toccato il culo. Mettendo da parte i fuori di testa per cui varrebbe la pena investire del tempo solo per alzare un palo e attaccarci una corda, credo che tanto debba essere fatto e la parte economica è solo una componente. Invece che farci studiare a scuola per anni Assiri vs Babilonesi di cui sembra che non potremmo davvero fare a meno, un po' di educazione civica in più non guasterebbe. Sul lato giustizia non parlo perché non ho voglia di incazzarmi.

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  3. Dici cose condivisibili. Ovviamente nessuna parola detta giustifica il dare fuoco alla morosà

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  4. Si erano lasciati andare, i coniugi Luigi e Giuseppa Negri, 52 anni lui e 51 lei. E oggi il marito ha deciso di farla finita, uccidendo la moglie e poi togliendosi la vita.
    Da tempo i due stavano affondando nella povertà e nel degrado in una casa povera di Besate, nel Milanese. “Luigino”, originario del luogo, aveva lavori sempre più precari e grossi problemi con l’alcol; “Pina”, nativa di Trapani, era affetta da disturbi psichici che le impedivano di dare una mano. Eppure la coppia tirava avanti, senza figli, ma con due cani a tenerle compagnia. La mazzata che i due non hanno retto è stata la notizia dello sfratto, ormai imminente. Per questo, per evitare un destino segnato - secondo quanto hanno ricostruito i carabinieri della compagnia di Abbiategrasso - stamane Luigi ha strangolato la moglie e poi si è tolto la vita. Prima, però, l’uomo ha lasciato sull’uscio di casa un messaggio con scritto “La porta è aperta”: un invito a entrare rivolto all’uomo con cui aveva appuntamento, il muratore che su disposizione del nuovo padrone di casa doveva avviare dei lavori di ristrutturazione in vista dello sfratto. L’operaio è entrato e ha trovato i due corpi inanimati: la donna distesa sul letto e l’uomo impiccato. Scosso, ha subito dato l’allarme e sul posto sono arrivati l’elisoccorso e un’ambulanza, ma per i coniugi non c’era più niente da fare. I sanitari hanno potuto soltanto constatarne il decesso.
    Gli inquirenti, giunti insieme ai soccorritori, hanno poi trovato all’interno della casa un altro biglietto, in cui l’autore (quasi certamente Luigi Negri) chiede che vengano cremati i corpi e che qualcuno si prenda cura dei due cani.
    Nella corte di via Giacomo Matteotti, al civico 50, la casa a piano terra è letteralmente assediata da sacchi di rifiuti, biciclette inutilizzabili, cassette di legno, scarpe, stracci. E anche all’interno del piccolo appartamento regna il disordine, in una condizione igienico-sanitaria disastrosa.
    I vicini sono increduli, come la signora che abita a poco più di cento metri: «Non hanno mai creato problemi, né a noi, né alla corte. Stavamo benissimo». I gestori di una trattoria non riescono a darsi una spiegazione: «Pina non avrebbe mai compiuto un gesto del genere. Nonostante i suoi problemi era sempre allegra». Un altro vicino, Hassan Echani, assicura di non avere mai sentito litigare marito e moglie. «Erano due brave persone, ma nessuno dei due lavorava, erano in grandi difficoltà economiche». Difficoltà di cui erano a conoscenza anche i servizi sociali del Comune di Besate, che a quanto pare garantivano spesso un pasto alla coppia.
    La magistratura indaga ora per omicidio volontario ad opera di ignoti, ma la dinamica dell’omicidio-suicidio sembra ormai chiara e certa. I carabinieri hanno comunque sottoposto l’ immobile «a sequestro penale» su disposizione dall’autorità giudiziaria, così come ha scritto il comandante della stazione di Motta Visconti sul foglio bianco attaccato alla porta d’ingresso. L’unico sprazzo di candore, quel foglio, in questo tragico spicchio di degrado e disperazione.

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