mercoledì 15 maggio 2013

LA CASA IN ITALIA

 

L'altro giorno, segnalatami da Supergiovane, ho postato la registrazione del programma su Radio Dj dove, un romano, annunciava che, finito di pagare il mutuo di casa in Italia, aveva preso la decisione di trasferirsi, in pianta stabile, a Las Tunas, vivendo dei proventi dell'affitto dell'appartamento stesso.
Un po' come fa' il mio amico Kerry a La Habana, lui affitta un lussuoso loft, direttamente di fronte al Colosseo, a diplomatici o alti funzionari di organizzazioni internazionali.
Ovviamente, nel caso del mio amico , parliamo di altre cifre ma lui deve mantenere il familion in Italia...conseguenza di un altra vita.
Molti, che stanno pensando di fare il grande salto, non sono in eta' di pensione e non hanno rendite particolari, seguiranno, o pensano di seguire la stessa strada.
Affittare, quando non vendere, la casa in Italia, per poter cosi' iniziare una nuova vita da quel lato del bloqueo con qualche garanzia economica in piu'.
Ne conosco parecchi che lo hanno fatto, la maggior parte dei quali ha tagliato i ponti col passato in modo drastico.
Venduta casa e auto, messa una pietra sopra alla vita precedente.
Nella maggior parte dei casi si tratta di persone che hanno difficili rapporti coi figli oramai grandi.
Difficilmente un figlio capisce una scelta simile.
In piu' non credo sia piacevole per un figlio sapere che il padre si e' messo, come avviene praticamente sempre, con una ragazza piu' giovane di lui o di lei....
Non parliamone neanche se ballano eventuali soldi o proprieta' di una futura eredita'.
Ne conosco alcuni, di questi personaggi, residenti a Tunas che quando tornano in Italia, magari per un breve periodo per sbrigare faccende o anche solo per prendere fiato, a malapena sanno dove andare.
Ospiti, non si sa' quanto graditi, di figli e/o sorelle e fratelli.
C'e' chi soggiorna in residence per non rompere i coglioni a nessuno ne' sentirsi di peso.
A mio modesto parere il vendere tutto e, di conseguenza, il non avere un posto "nostro" dove andare e' un errore.
Intanto, dovendo chiedere una non si sa' quanto gradita, ospitalita', si appoggiano sulle spalle di altri le conseguenze di scelte che sono solo nostre.
Posso capire vendere la macchina, per tenerla in garage, tanto vale liberarsi di un costo inutile, ma la casa e' un discorso differente.
Casa mia e' Stalingrado, non un passo indietro.
Se mai decidessi il grande passo mi terrei ben stretta la mia bella casetta, almeno fino a quando a Cuba non ci fossero le condizioni per una vita economicamente autonoma.
A quel punto continuerei a pensarci almeno altre mille volte.
Avere una casa propria e, un mezzo per spostarsi, magari anche solo lo scooter, vuol dire indipendenza assoluta da tutto e tutti.
Lasciare alle spalle il nulla, doversi appoggiare su altri, chiedere ospitalita', fondamentalmente essere un peso per qualcuno e' una cosa che va' ben al di la' del mio modo d'essere.
Va' bene Cuba ma un pezzo d'Italia mio vorro' sempre averlo.

15 commenti:

  1. mi ero spaventata dal titolo e dell'immagine del post! ma mi pareva troppo strano che facessi una cosa del genere zione ;)

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  2. Ti dirò che vivendo praticamente all' interno di un piccolo parco pago una follia di spese condominiali. Se restavo in affitto fra meglio. . .

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  3. quanto paghi di spese condominiali?

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  4. Concordo al 200% con Aston, la casa costatami tanti sacrifici non la venderei manco se a Cuba avessi una situazione tale da consentirmi di vivere alla grandissima. Sarà la mentalità all'italiana ma la Casa non si tocca, piuttosto rinuncio a qualunque progetto cubano.

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  5. Anche perche' vendere casa, in questi chiari di luna, e' un po' come mettere gli zibidei in mezzo ad una pressa.....

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  6. se uno arriva a possederne una qua in italia,penso anch io sia giusto tenerla,ma uno della mia generazione non potra mai averne una sua,quindi me la compro a cuba e anche piu di una.

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  7. Infatti formarsi indietro probabilmente non la comprerei più. A Cuba al momento sono a 2 più un solar. E non è. finita. . .

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  8. (Chan Chan). Pienamente d'accordo: la casa non si vende! Tra l'altro, per come sta andando l'economia e per la piega che sta prendendo il mercato, l'affitto continuerà a reggere perché a differenza di prima sempre meno persone possono comparsi una casa (e vedersi concedere un mutuo). Quindi chi ha intenzione di affittare può puntare su una rendita (più o meno grande dipende da molte cose) che permette di avere le spalle coperte a Cuba. L'unico inconveniente è che non si affitta da Cuba, quindi per forza di cose ogni tanto bisogna tornare per gestire delle rogne burocratiche, rogne materiali per guasti vari di cui l'inquilino sa poco o nulla eccetera eccetera.. A meno che in Italia non si abbia una persona di fiducia che gestisce il tutto (ribaltando il discorso, un po' l'uomo di fiducia cubano di cui parlava Milco in un post precedente).

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    1. Se poi l'inquilino diventa moroso sono grane a non finire e prima di riavere nuovamente una rendita che ti permetta di vivere a Cuba sei costretto a tornare a meno di importi un periodo especial.

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    2. vero Luis però un po' di culo ogni tanto ci vuole. non può girare sempre male. Benvenuto

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  9. Volendo ci sono le agenzie immobiliari che possono occuparsi di tutto ma in questo caso il guadagno è minore e bisogna fare tutto. . .come và fatto

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  10. (Chan Chan). Si si è vero, alcune agenzie si occupano di tutto e ti garantiscono un fisso sul tuo conto. Però a mio avviso questo tipo di discorso (l'agenzia) si può fare su affitti abbastanza sostanziosi e non su affitti da case di provincia... in questo caso bisogna armarsi di sana pazienza e magari saper fare anche qualche lavoretto manuale..
    Ad ogni modo conosco un paio di persone, e non solo... che lo stanno facendo e a Cuba ci vivono tranquillamente. Chi si fa gestire il tutto da fratelli e parenti vari e chi torna ogni tanto per seguire la cosa da vicino (in questo caso tutto dipende dall'inquilino, se è serio, puntuale eccetera, o se cambia spesso). Ovviamente un conto è poter contare su un affitto preso ad esempio a roma o milano, un conto è avere un affitto preso a belluno...

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  11. Vero un parente che si occupa della cosa non sarebbe male. Diciamo che un alloggio normale affittato risolve buona parte dei problemi a Cuba

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  12. Anno nero per il mercato immobiliare: nel 2012 le compravendite sono scese ai minimi dal 1985. I dati allarmanti emergono dal «Rapporto immobiliare 2013» realizzato dall’osservatorio dell’Agenzia delle entrate in collaborazione con l’Abi. «Il mercato immobiliare delle abitazioni subisce un vero crollo nel 2012, perdendo oltre 150 mila compravendite rispetto all’anno precedente: si tratta del peggior risultato dal 1985, quando le abitazioni compravendute erano state circa 430 mila». Rispetto al 2011 i volumi di compravendita calano del 25,7% mentre il valore complessivo di scambio scende, parallelamente, di quasi 27 miliardi di euro.
    «Il volume di compravendite di abitazioni in Italia, nel 2012, con la sola esclusione dei Comuni delle province di Trento e Bolzano - si legge nello studio - è stato pari a 448.364 ntn (numero transazioni normalizzate, ndr.), il -25,7% rispetto al 2011 (603.176 ntn)». Il calo è stato inferiore per i capoluoghi (-24,8%) e maggiore nei comuni non capoluoghi (-26,1%). «Nel corso del 2012, inoltre, il tasso tendenziale trimestrale delle compravendite (rapporto tra i valori del ntn nei semestri omologhi) ha mostrato segni sempre negativi e crescenti a partir dal -19,5% del primo trimestre fino a raggiungere il -30,5% nell’ultimo trimestre dell’anno».
    I dati non sono positivi neppure per il primo trimestre del 2013: secondo il direttore centrale dell’Abi, Gianfranco Torriero, «i prezzi delle case dovrebbero registrare un calo tendenziale dell’1,1%».
    Intanto Bankitalia segnala un nuovo record del debito pubblico a marzo. Il dato ha raggiunto quota 2.034,725 miliardi di euro, contro i 2.017,615 miliardi di febbraio. Il precedente picco era stato toccato nel gennaio scorso a 1.022,719 miliardi. In tre mesi, il debito è cresciuto di 46,067 miliardi rispetto ai 1.988,658 miliardi di fine 2012. Le entrate tributarie si sono attestate a 83,829 miliardi di euro nel primo trimestre del 2013. Si tratta di un miglioramento dello 0,79% rispetto agli 83,168 miliardi registrati nello stesso periodo del 2012. Nel solo mese di marzo, gli incassi sono risultati pari a 26,043 miliardi, contro i 26,237 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso. Sul fronte della produzione industriale l’Italia è fanalino di coda in Europa.
    Infine l’Istat ha comunicato il dato definitivo dell’inflazione: ad aprile è ferma per un incremento tendenziale dell’1,1%. L’Istituto ha rivisto al ribasso la stima preliminare che indicava un aumento dello 0,1% su base mensile e dell’1,2% su base annua. Rispetto al +1,6% di marzo la variazione tendenziale decelera di cinque decimi di punto percentuale. I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori, il cosiddetto carrello della spesa, diminuiscono dello 0,1% su base mensile e crescono dell’1,5% su base annua, in netto rallentamento dal 2% di marzo.

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