giovedì 23 maggio 2013

OISTE?

 

Come ho scritto, giorni fa', a Tunas ho iniziato ad acquistare libri nella libreria a lato del parque.
Uno di questi parlava dell'ultimo anni di Kennedy e dei suoi rapporti con Castro e la Rivoluzione cubana.
Durante un summit, uno dei suoi piu' fidati consiglieri, parlando di vari gruppi di fuoriusciti, si lamentava della loro inaffidabilita', del fatto che erano talmente individualisti dal non poter trovare un terreno comune per unire i vari modi di pensare.
Questa e' stata una delle piu' grandi difficolta' per riuscire ad installare il socialismo a Cuba.
Socialismo e'...sociale, lo dice la parola mentre il cubano, dal suo canto, e' probabilmente l'individuo piu' individualista al mondo.
Loro dicono che fulano "se cree cosa" ma in realta' il pensare di essere il solo depositario di tutte le verita' della terra e' una caratteristica tipica di molti cubani.
Lo si denota dalle piccole cose, ci avrete fatto caso.
Quando un cubano o una cubana cio dicono qualcosa, fosse anche la piu' grande cazzata del mondo, finiscono la frase, immancabilmente, con un "oiste?".
Come se cio' che ci hanno appena detto fosse scoplito sulle tavole di pietra come l'undicesimo comandamento.
Un altra abitudine e' quella, anticipando un altro imperdibile concetto, di dirci "queres que te digo una cosa?".
Questo come per anticiparci il fatto che la cosa che ci andranno a dire dovesse cambiare le sorti del mondo.
Anche la mia signora ha questo vezzo, io rispondo immancabilmente sorridendo "no, pero estoy seguro que me la vai a decir egual".
Ogni cubano e' convinto, in qualunque argomento si infili, di aver ragione, l'interlocutore, appena dice una cosa non condivisibile si becca un "ah...ma tu eres bobo?".
Se la cosa prosegue, possono spuntare anche i machete.
Mai sentito un cubano dire che si e' sbagliato su qualcosa o che l'altro ha ragione.
Sempre sentito dire un cubano que "no tiene la culpa".
Quando affrontiamo un argomento, qualsiasi argomento, veniamo quasi sempre interrotti da un "yo se la cosa" quando in realta', nella maggior parte dei casi non sa un'amata minchia.
E' come se, in aperta antitesi con quanto lo stato abbia voluto codificare, continuino a manifestare la loro unicita' e' il fatto di non essere parte di un qualcosa di piu' grande.
Lo stato parla di pueblo, loro rivendicano il fatto di essere singole unita'.
Non so se sono riuscito a farmi capire, forse mi sono un po' intorcigliato nel concetto, spero di aver dato l'idea.
"Oiste?"

23 commenti:

  1. Oì de lo mas bien :-)
    E' tipico quello che dici...retaggio forse della "grandeur ispanica" ? Ma , puede ser..

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  2. O.T. ( relativo alla foto di copertina )
    Onori a Don Gallo , uno dei pochi preti che ho stimato

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  3. Esatto ...puede ser....
    Su Don Gallo...ho messo un video che dice esattamente cos'e' stato questo uomo.

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  4. verissimo quello che dici, immancabilmente anche mia moglie ha questi vizi di parola...jajajaja ah per non parlare delle famiglie, a sentir loro sempre unite, amore e solidarietà in realtà se pelean di continuo

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  5. Mah...io questa solidarieta' la vedo nelle piccole cose, non certo in quelle piu' grandi.
    E' gia' qualcosa caro Marco

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  6. gran bel post .. parlare con gli amici cubani di cambiamenti è come parlare con l'oracolo! hanno in mano la verità! ahahah

    ciao e grazie ancora per i tuoi post.

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  7. Ciao Steno credo di averti visto intervistare su For tv. o qualcosa di simile. Eri tu?

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  8. Ciao.

    Tutto vero.

    Quella cubana è una società/non società di tutti contro tutti, a causa di due caratteristiche di fondo della loro psicologia ed del loro temperamento: sono individualisti ed egocentrici e non considerano mai l'eventualità di essere dalla parte del torto almeno in parte; inoltre sono dei pettegoli di prim'ordine senza distinzione di sesso, età, cultura, eccetera. Il chisme sistematico e spesso malevolo porta con sè rancore, diffidenza, distruzione di rapporti umani e fattidi cronaca nera.

    Secondo me questi sono due difetti tipicamente dei bambini (voler avere sempre ragione e parlar male degli altri) che impediscono a questa società di uscire dallo stato di infanzia cui peraltro la costringe oltre mezzo secolo di assitenzialismo e di mancanza di autoresponsabilità.

    Hanno si intende molti pregi, però i difetti in questione non sono cosa da poco.

    Variazioni Goldberg

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  9. Ciao e benvenuto nel Blog.
    Pettegoli in quanto estremamente competitivi.
    Per il resto condivido.in toto.

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  10. Un pò come i latini in generale, e ci metto anche la maggior parte degli italiani. Da noi basta entrare in un bar e tutti hanno ragione, che si parli di sport, politica, economia, siamo un popolo di professori e saggi, a ver si tu me entiende...

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  11. Non e' la stessa cosa, qua', le persone normali sono, normalmente, aperte al dubbio.
    La' quasi mai.

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  12. Infilare del senso comune nella testa di quella gente e' una vera impresa

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  13. Ci stanno provando da oltre mezzo secolo.
    Magari nel modo sbagliato ma ci stanno provando.

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  14. Fijate lo que te voy a decir... (altra frase tipica)
    Come disse David Riondino: "I cubani sono come bambini abbandonati a se stessi dagli adulti "
    Io una volta parlavo del fatto che si può anche usare una fotocopia del passaporto come documento, puntualmente contestato da una prima di mia moglie che mi prendeva per scemo al che io gli ho chiesto "ma tu il passaporto lo porti sempre con te?" risposta "Io non ho mai avuto un passaporto!" Ecco appunto...

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  15. Una loro caratteristica è quella di voler mettere becco in cose che non conoscono volendo, per giunta, aver ragione

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  16. Scusate ma questo è il frutto di un quotidiano bombardamento da parte dei media cubani (mesa redonda, gramna) che fanno credere che i cubani sono i migliori nel mondo. Se cresci non avendo paragoni è normale che credi che il tuo pensiero sia il primo della classe. Come il figlio unico in mancanza di fratelli. Dissento sul fatto che il cubano sia spiccatamente individualista, anzi hanno una tendenza ad aiutarsi anche nelle piccole cose e questo purtroppo manca da noi ove l'individualismo sfocia nell'egoismo.

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    1. In effetti se si guarda una mesa redonda è tutto un darsi ragione uno con l'altro

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    2. Concordo con Luis, l'individualismo è molto più spiccato in Italia, il cubano comune ti apre la casa e si ferma per strada ad aiutarti, fallo quà e poi mi sai dire! L'atteggiamento che descrivete è soprattutto istrionico, fa parte del modo di comunicare, come urlare mentre si parla, o ancora socializzare con chiunque e in qualsiasi situazione con fare a volte invasivo. Io ho molti amici cubani sia qui che a Cuba disponibili non solo ad ascoltare ma ad apprendere con la mente aperta e senza i luoghi comuni di cui stiamo parlando. In questo senso, generalizzando, trovo una grande similitudine tra gli italiani saputelli e i cubani di cui si sta parlando. Grande responsabilità ha la stampa come molti di voi stanno dicendo, ma sarò puntiglioso, secondo me le persone più interessanti sia quì che lì sono sempre in minoranza.

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  17. Ricordo per la millesima volta che qualunque discussione mettiamo in piedi non è mai nostra intenzione generalizzare.
    Per la precisione

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    1. Scusa Aston, non voglio essere il provocatore del momento, ma quando scrivi "i cubani sono così... fanno questo... dicono quest'altro..." non è forse generalizzare? In questo senso generalizzando posso essere concorde con l'atteggiamento che descrivi nel post, sempre generalizzando trovo una forte similitudine con l'atteggiamento degli italiani in quanto a "possessori della verità". Con una differenza, come giustamente sottolineato da molti commenti, la giustificazione a Cuba sta nella pressante propaganda dei media ufficiali che pone l'isola come baluardo della civiltà, in Italia al contrario abbiamo infinite fonti dalle quali informarci sui più svariati temi, ma l'opinione generale è sempre di una massa di presuntuosi superesperti che in realtà non fanno altro che ostentare una conoscenza appresa dalle televisioni (80% per cento degli italiani si informano tramite i telegiornali nazionali), fatte di luoghi comuni e superficiali visioni patriottiche.

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  18. Non conoscendo nome e cognome di tutti i 10 milioni di cubani che abitano l'isola devo per forza fare discorsi a carattere generale, generalizzare e' tutta un altra cosa, consentimi.
    Vero' che e' esiste questa propaganda ma non dimentichiamoci che Cuba da 54 anni resiste di fronte ad un embargo che oramai e' l'ultimo baluardo della guerra fredda.
    Se permetti qualche ragione per essere particolarmente orgogliosi ce l'hanno....
    Che poi venga ricordato loro in modo eccessivo siamo tutti d'accordo.

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  19. Ragazzi perchè miscelare e confondere un'organizzazione sociale o educativa con attitudini e comportamenti sogettivi? Ci sono cubani saccenti e presuntuosi e altri pacati e riflessivi, non generalizziamo e non scordiamo la latinità: incredibilmente i napoletani assomigliano ai cubani e siamo agli antipodi non solo geografici! Ora parlare di colore di pelle può creare malintesi, ma la presupponenza insopportabile s'incontra di frequente nelle persone di colore, ovvio non c'è nessun razzismo rilevare quello che secondo me è un dato ogettivo: su perchè il discorso sarebbe lungo! Ai giornali Granma y Juventus rebelde ecc. nessuno crede e la tv socializza solo al momento della novela! Caro Milco nutro seri dubbi che oggi l'orgoglio patrio sia un sentimento diffuso nel paese, dove impera sempre più corruzione, indigenza e disperazione! Lo stato sociale si sta riducendo o perde qualità, vedi scuola e ospedali, pensioni e stipendi da fame. Le nuove riforme stanno creando sperequazione tra chi ha soldi e chi no! Saludos Francesco Franz

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  20. Cuba e' parte di questo mondo, e di questo mondo sta' apprendendo pregi e difetti.

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