giovedì 23 maggio 2013

PAESE CHE VAI...

Insegnante espulso dall'Eritrea perché è un omosessuale

Paolo Mannina, insegnante di lettere nella scuola italiana dell'Asmara, è stato espulso dall'Eritrea a causa della sua omosessualità. Mannina è stato invitato a lasciare il paese nel giro di poche ore e licenziato in tronco dal ministero degli Esteri. Il docente palermitano, attivo anche nel cinema e nel teatro,  aveva conseguito un master in Teoria e progettazione didattica dell'italiano come lingua straniera presso la Scuola di lingua italiana per Stranieri dell'Università di Palermo, che solleva il caso ed esprime tutta la sua solidarietà all'insegnante. 
"Sono stato costretto a vivere nascosto per circa una settimana, a non frequentare luoghi pubblici, a stare sempre in compagnia di qualcuno, perché rischiavo di essere prelevato dalle autorità militari eritree e sbattuto in carcere" racconta Mannina. In Eritrea, dove Mannina lavorava dal 6 marzo con regolare contratto come docente di Lettere presso l'Istituto Omnicomprensivo di Asmara, l'omosessualità è infatti punita ed è punibile dai 3 ai 10 anni di prigione. "Nessuno poteva garantirmi che questo non sarebbe accaduto, visto che avevo ricevuto un mandato di espulsione entro 48 ore, con una proroga successiva di una settimana, a seguito delle trattative diplomatiche. L'ambasciata, preoccupata di salvaguardare la mia incolumità, si è premurata ad avvertirmi che una volta scaduto l'ultimatum mi sarei dovuto preparare 'al peggio'. Immaginatevi lo stato di prostrazione, di stress emotivo
e di paura in cui ho versato notte e giorno per una settimana. Mi sono dovuto pure pagare il volo di ritorno da Asmara in Italia e, una volta tornato nel mio Paese, mi sono ritrovato senza lavoro".
Tutto questo è avvenuto senza ricevere una motivazione ufficiale della sua espulsione, senza aver mai violato una la legge eritrea e senza aver mai assunto un comportamento scorretto in ambito scolastico o extrascolastico. Ma le autorità eritree sono venute a conoscenza del suo matrimonio, contratto in Spagna nel 2008 con Pablo, un ragazzo cileno del suo stesso sesso, e questo è bastato per definirlo un "individuo pericoloso e potenzialmente destabilizzatore dell'ordine morale e pubblico del Paese", così come è stato riportato dall'ambasciatore italiano in Eritrea dopo aver ottenuto questa spiegazione in via ufficiosa. Tra l'altro nell'accordo tecnico sullo status delle scuole italiana in Asmara e del loro personale non viene menzionato l'orientamento sessuale come elemento per l'attribuzione di un incarico lavorativo presso la scuola italiana in Eritrea.Per questa ragione l'associazione radicale Certi diritti ha già presentato un esposto al ministero degli Esteri, al ministero degli Interni ed all'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, per la violazione dei diritti umani e civili subita dal docente palermitano. "Lo Stato Italiano, ossia il ministero degli Esteri per il quale stavo lavorando come docente, fino a questo momento non mi ha proposto nessuna soluzione alternativa che mi ripaghi, quanto meno, del danno materiale subito  -  conclude Mannina. - Sono stato licenziato in tronco dopo la mia espulsione, nonostante io fossi sotto contratto fino al 30 giugno con il ministero. L'Eritrea mi espelle e cosa fa l'Italia per proteggere i miei diritti lavorativi?"
La Farnesina. Sul caso interviene il ministero degli Esteri che sottolinea: "Della vicenda era stato dalla Farnesina informato anche il ministero dell'Istruzione per cercare di individuare una soluzione. Purtroppo, non essendo il prof. Mannina un docente di ruolo, le possibilità di un suo ricollocamento all'estero sono subordinate alle graduatorie dei singoli istituti scolastici. La Farnesina ha comunque già sensibilizzato i  dirigenti scolastici in Spagna. Sia l'ambasciata che il ministero degli Esteri hanno fornito immediata assistenza all'interessato al suo rientro in Italia. L'interruzione del rapporto non è imputabile al  ministero degli Esteri, bensì ad un non gradimento delle autorità locali. L'Ambasciatore eritreo è stato convocato alla Farnesina, e gli sono state rappresentate le nostre argomentazioni a tutela del professore. Da parte eritrea è stato fatto presente che qualsiasi straniero presente sul territorio eritreo ha l'obbligo di rispettare gli usi ed i costumi locali e, a maggior ragione, le disposizioni di legge; e che in Eritrea i rapporti omosessuali sono reati. Il professore notevolmente provato dal punto di vista psicologico ha deciso lui di rientrare in Italia".

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La notizia riporta la conferma di una tendenza molto italiana.
Ogni tanto leggiamo di nostri compatrioti che ci lasciano le piume in giro per il mondo.
E' successo ultimamente con un ristoratore in Messico, in passato e' accaduto in Brasile e a S.Domingo.
Ricorderete il bergamasco misteriosamente deceduto dopo una caduta, pare, dall'ufficio della policia di Holguin.
Per non parlare degli altri nostri compatrioti incarcerati a Cuba a causa del fattaccio della ragazzina di Bayamo e al gabbio in giro per il mondo per motivi di droga.
Il problema e' che l'italiano, in genere, non sa viaggiare.
Incontro a Cuba, (e' capitato anche in altri posti in giro per il mondo dove ho lavorato,) italiani che, malgrado il fatto di non essere al primo viaggio, non parlano una parola di spagnolo e non hanno capito in quale tipo di paese si trovano.
Gente che, nella piazza del paese dove vive, ha sentito i racconti degli amici sul fatto che a Cuba si tromba facile ed e' partita senza sapere bene dove andava.
Conosco italiani che, a Cuba, vanno in giro cercando fumo o altro come se fossero al parco Lambro.
Importunano le fanciulle dei cubani nella convinzione che i 4 centavos che si ritrovano in saccoccia giusfichino il fatto di fare il cazzo che si vuole.

Poi se, sotto casa de renta, arrivano le sprangate la colpa e' di....Cuba
Tornando all'articolo, qua' non sono in discussione i gusti sessuali del tizio, semplicemente ci sono paesi del mondo dove certe situazioni sono pericolose.
Se la nostra ambasciata gli ha consigliato di levare, ed in fretta, le tende e' perche' le sue piume erano seriamente a repentaglio.
Se vuoi vivere in modo libero la tua sessualita' vai ad insegnare in Danimarca od in Norvegia e non in certi paesi.
Ho lavorato, a lungo in 2 paesi mussulmani; le Maldive e L'Egitto.
Nel primo caso si era su atolli e anche loro erano molto poco....osservanti della religione ma quando mi spostavo a Male, nella capitale, il discorso cambiava.
In Egitto bisognava stare in campana, al di la' dei militari all'uscio dell'hotel per la situazione politica, bisognava rispettare la loro religione e il loro stile di vita.
Io ero l'ospite e loro i padroni di casa.

Se, in giro per Il Cairo, avessi toccato il culo ad una fanciulla, e' probabile che non sarei arrivato vivo all'incrocio successivo
Ovviamente, questo discorso deve valere anche a casa nostra, a parti invertite.
Quindi, quando si gira per il mondo evitiamo di fare i soliti idioti italiani che sanno tutto e sono i piu' furbi di tutti.
Infilarsi in certe situazioni, puo' portare ad andare a visitare gli antenati con largo anticipo sui tempi "previsti".

6 commenti:

  1. santa verità nelle tue parole!
    vedendo il comportamento di certi connazionali in giro per il mondo
    a volte mi vergogno di essere italiano
    (a dire la verità anche nel nostro paese).
    Ciao.

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  2. Come me anche tu lavori a contatto con la gente. Sappiamo bene a che punto siamo arrivati

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  3. Questa non è gente che non sa viaggiare, è gente che non sa stare al mondo. Non parlo del caso in Eritrea, ma di quelli che vanno all'estero, fanno gli splendidi, e se succede qualcosa è colpa del Paese.

    Invece, per quel caso del docente, la questione è un po' più delicata.

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  4. Si pero' se sai che in quel paese le tue abitudini sessuali sono un reato....non andarci.

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    1. Sono d'accordo, bisogna rispettare le leggi di chi ci ospita. Mario

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  5. Anche perche' qua' poi ci lamentiamo quando questo non avviene.

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