mercoledì 15 maggio 2013

RICEVO, PUBBLICO E RISPONDO

 

Salve.
Ho scritto questo pezzo prendendo spunto da un post del suo blog, e mi piacerebbe avere un suo parere:
La ringrazio in anticipo per l'attenzione.
Cordialmente,
Nicola Chiappinelli
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Nel mondo un bambino su quattro sotto i 5 anni soffre di ritardi nella crescita dovuti a denutrizione cronica; l’80 per cento dei bambini rachitici (circa 165 milioni) vive in soli 14 paesi; ed ogni giorno circa 19 mila minori muoiono per cause prevenibili o malattie curabili.
Sono i tristi numeri (comunque in calo, visti i 22 mila morti dell’anno precedente) contenuti nel rapporto La malnutrizione dei bambini, pubblicato pochi mesi fa dall’Unicef per documentare la persistenza della fame tra le cause di mortalità infantile, in un contesto comunque di potenziamento e progresso delle politiche nutrizionali lanciate dai governi di diversi Paesi.
Primo tra tutti, a sorpresa per quanto raccontato da molti osservatori internazionali, Cuba: lo staterello a sud degli Stati Uniti governato da più di mezzo secolo dal regime socialista istituito da Fidél Castro, e ora retto da suo fratello Raul.
E anche se in tutta l’area tra America Latina e Caraibi si sono riscontrati in generale vistosi progressi nella riduzione della mortalità infantile (-50% tra il 1990 e il 2011), è l’isola castrista ad aver raggiunto i risultanti più importanti sul tema dell’alimentazione.
A riconoscerlo innanzitutto la Fao, che nella persona del suo direttore generale, José Graziano Da Silva, si è congratulata nei giorni scorsi con il lidèr maximo e “con tutto il popolo cubano” per il dimezzamento del numero di persone denutrite ottenuto prima del 2015, data fissata “al Vertice mondiale sull’alimentazione che si tenne a Roma nel lontano novembre del 1996”.
Lo scorso 30 aprile era stato ancora un uomo della Fao, il suo rappresentante a Cuba Theodor Friedrich, a elogiare L’Avana per le migliorie raggiunte nelle capacità di produzione alimentare, premiando “i risultati del programma di agricoltura urbana e suburbana, che mostra [..] una migliore nutrizione della popolazione delle città.”
E’ dei successi ottenuti da Cuba nel campo dell’educazione e del sostentamento alimentare della sua popolazione hanno scritto in questi giorni, facendo cosa giusta, anche molti siti.
Tutti con questa traccia di fondo: l’Unicef ha pubblicato un report secondo cui i bambini al di sotto dei 5 anni con gravi problemi di denutrizione sarebbero oltre 146 milioni in tutto il mondo. Nessuno di questi bambini però si trova a Cuba, l’unico paese del continente ad aver eliminato il problema della denutrizione infantile.
A dirlo sarebbe l’ultimo rapporto sulla nutrizione dei minori, ma non è proprio così. E per capirlo basta guardare il vero ultimo rapporto dell’Unicef è scoprire che non compare una sola volta la parola “Cuba”.
Altra riflessione: se si tratta dell’ultimo rapporto, come mai un articolo di un anno fa del sito Pangea News riporta esattamente le stesse cifre scritte un anno dopo dai siti Liguria Notizie, Tribuno del popolo e Rinascita?
http://www.squer.it/of/la-lotta-di-cuba-a-mortalita-infantile-e-malnutrizione-tra-bugie-propaganda-e-disinformazione/ 
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Caro Sig Nicola
Intanto mi fa' piacere che lei sia un nostro attento lettore.
In effetti spesso ci occupiamo, parlo al plurale perche' oramai questo blog e' figlio del contributo dei molti che, coi loro commenti, arricchiscono le discussioni, di dare un informazione su Cuba, la piu' obiettiva possibile.
La stampa italiana ha il vezzo di occuparsi della maggiore delle Antille unicamente quando puo' parlarne male.
Quando qualche presunto dissidente manifesta i suoi presunti diritti negati, quando una bloggara a gettone getta fango sul suo paese, profumatamente prezzolata da chi ha interesse che Cuba torni ad essere il letamaio delle mafie di tutto il mondo.
Ci si dimentica, volutamente, dei non pochi successi della Revolucion.
Successi conquistati malgrado l'embargo antistorico che gli americani continuano a tenere in piedi nei confronti di Cuba.
Nello specifico, non so se lei sia mai stato a Cuba, le posso assicurare che l'attenzione del governo nei confronti dei bambini e' altissima.
Fuori dall'aeroporto Jose' Marti dell'Avana c'e' un cartello che recita "Anche oggi migliaia di bambini nel mondo muoiono di fame, nessuno di loro e' cubano"  
La Fao ha semplicemente, e tardivamente...riconosciuto una realta che, chi conosce Cuba, puo' verificare ad ogni viaggio, in ogni citta' ed in ogni sperduto paese della campagna cubana.
Continui a seguirci e complimenti per l'articolo.    

13 commenti:

  1. Ho visto uno ragazzo prendere in braccio una bimba che stava in piedi sul bus con la mamma. I due non si conoscevano, ma lui l'ha aiutata. E lei ha ringraziato cordialmente.

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  2. da noi rischi una denuncia per molestie

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  3. cari signori voi non sapete niente di cuba.la fao non è andata da quelli que veramente sofronno.voi siete ballisti cosi non aiutati ai cubani

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  4. Cercando di interpretare il tuo avventuroso italiano mi pare di capire che questo blog non rientra nei tuoi gradimenti.
    Come disse il cantante del Banco di Mutuo Soccorso a gente che mostrava di non gradire il concerto...."Ci sono tanti bei posti al mondo..."
    Stammi bene.

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  5. Roma, 29 aprile 2013

    Stimato Comandante,

    Ho l’onore di rivolgermi a lei nella mia qualità di Direttore Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), per congratularmi molto sinceramente con lei e con tutto il popolo cubano per avere raggiunto anticipatamente la meta proposta dal Vertice Mondiale sull’Alimentazione che si è tenuto a Roma nel novembre 1996, e che proponeva di ridurre alla metà il numero di persone denutrite in ogni paese prima dell’anno 2015.

    Come ben ricorderà, lei ci onorò della sua presenza in quel Vertice e pronunciò un discorso breve ma di grande impatto che resta ancora nella memoria collettiva della nostra Organizzazione. Lei concluse il suo intervento dicendo: “le campane che suonano a morto oggi per quelli che muoiono di fame ogni giorno, suoneranno a morto domani per l’umanità intera se non avrà voluto, non avrà saputo o non avrà potuto essere sufficientemente saggia da salvare sé stessa”. E si dice che lei nella conferenza stampa che seguì a quel Vertice disse anche che se si fosse realizzata realizzata la meta, non avrebbe saputo che cosa dire all’altra metà dell’umanità che non sarebbe stata liberata dal flagello della fame. Sono concetti che fino ad oggi continuano a conservare tutto il loro significato e valore.

    Da allora sono passati 17 anni e adesso ho la grande soddisfazione di comunicarle che per decisione dei suoi paesi membri e per la prima volta nella sua storia, la Conferenza della FAO che si realizzerà il prossimo mese di giugno a Roma, adotterà lo sradicamento totale della fame come la meta numero uno della nostra Organizzazione.

    In quell’occasione, sarà fatto un omaggio a Cuba e agli altri 15 paesi che hanno avuto più successo nella riduzione della fame. A tutti essi sarà consegnato un diploma di riconoscimento per avere raggiunto anticipatamente la meta del Vertice. I paesi che accompagneranno Cuba sono: Armena, Azerbaigian, Cile, Fiji, Georgia, Ghana, Guyana, Nicaragua, Perù, Samoa, Santo Tomé y Principe, Tailandia, Uruguay, Venezuela e Vietnam.

    Ribadendole le mie congratulazioni per l’importante risultato raggiunto dal suo paese, voglio anche esprimerle i miei migliori auguri di benessere e di successo per lei e per tutto il popolo cubano.

    La saluta con grande stima e considerazione,
    José Graziano da Silva

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  6. Caro Milco que bolà? Senz'altro Cuba esemplfica come un paese con economia da terzo mondo sia un esempio mondiale nel welfar sociale, medicina gratuita e universale, assistenza ai bambini e handicapatti davvero commovente, la figura del dottore come quella di un familiare!Il settore alimentazione lo ricomprendo però nelle problematiche annose e irisolte come casa e trasporti! La libreta de abastecimiento ormai è ridotta all'osso, riso, fagioli, cartoni di uova, qualche latta di aringhe al mese! LA FAO attesta un fatto indubitabile: a CUBA tutti da sempre mangiano ed i bambini si nutrono a sufficienza! I morsi della fame, forse anche prima del 59, i cubani non li hanno mai patiti. IL problema alimentare è sopratutto quello che ,a parte la canasta basica della libretta, le proteine animali per chi non ha accesso al cuc sono una chimera! Chi guadagna 300, 400 pesos en moneda nacional non può permettersi l'aquisto di carne di manzo e pollo nei carissimi supermercati in divisa, ma nemmeno carne di maiale e capretto nei mercati in moneda nacional!LA carne di manzo è un 'utopia! Conosco persone che mai hanno mangiato un aragosta in vita loro! Quindi chi non ha acesso al Cuc devve accontentarsi di riso, fagioli, uova se vive nel campo i polli e maiali che alleva! Ora è chiaro che alla base ci sono colossali errori e scelte miopi del passato: oltre l'80& degli alimenti Cuba l'importa dall'estero. E' altresì chiaro che il nuovo governo vuole porre rimedio con riforme varie. Per ulteriori analisi a dopo. HASTA PRONTO! Francesco franz

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    1. Concordo in toto con quanto sopra.

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  7. Be'.....non mi risulta che in altri paesi,parlo di paesi non sviluppati, esista una libreta,che per il poco che puo'....qualcosa risolve.
    L'aragosta, per assurdo, per i cubani non ha un gran costo.
    Per il resto...tutto vero.

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  8. andiamo a vedere negli altri paesi centro-sud americani quanta gente muore di fame e per malattie!a cuba non succede,qualche merito ci sara.non dimentichiamo che parliamo di un paese povero,quindi compariamolo con i suoi livelli,per fare un discorso equo.

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  9. Vero che ci sono stati tanti errori ma molto e' stato fatto.
    A volte si e' fatto cio' che si e' potuto, non cio' che si sarebbe voluto.

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  10. (Matteo)
    Caro Francesco Franz,
    da quel che so io - da racconti fatti da cubani, foto e libri (penso ad esempio anche ad Arenas, non proprio un filo castrista) - non mi risulta che a Cuba prima del 1959 la fame non ci sia stata.
    Anche dopo la rivoluzione penso ci siano stati problemi, soprattutto nel periodo especial.
    Non mi ritrovo, invece, nella descrizione che fai tu di oggi, anche se la riduzione della tanto criticata targheta potrà senz'altro avere avuto impatti negativi per certe fasce della popolazione.
    Sono stato un anno fa in una delle zone meno sviluppate dell'oriente, in pieno colera, e non mancavano proteine e carne. Forse si stava più attenti che qualche anno prima, ma si mangiava, a volte la carne c'era anche a colazione (parlo di case di gente comune in situazioni normali, non hotel o case particular). Può ben darsi che non in tutte le situazioni sia così, per mia limitata esperienza non mi sono mai imbattuto in casi di denutrizione a Cuba.
    Certo l'aragosta si sa non si potrebbe mangiare (io, italiano, l'ho mangiata per la prima volta a Cuba a casa di cubani surgelata!) e la vacca è "sacra", ma non per motivi religiosi!,
    Si mangia molto riso e fagioli (da sempre e in tutto il Sudamerica) e di certo non ci si abbuffa di hamburger come da noi.
    Non conosco a fondo la politica cubana, né il sistema delle importazioni alimentari di Cuba per potere esprimere un'opinione al riguardo, né sono un sostenitore a spada tratta del regime castrista o della FAO.
    Mi sembra però che se in un sistema socialista (imperfetto) e in un contesto economico non sviluppato - come faceva notare 100% - certi obiettivi sono stati perseguiti (e a quanto pare) raggiunti, ciò sia un dato positivo.
    Non tutti i sistemi hanno come obiettivo l'eliminazione della fame e soprattutto lo perseguono o possono realmente perseguire.
    Senz'altro non i nostri sistemi capitalisti, che nonostante il grande progresso in campo produttivo e alimentare e le grande battaglie ideologiche di facciata, non potranno mai eliminare dal mondo la fame e la guerra perché sono la benzina che fa funzionare l'ingranaggio.
    Matteo

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  11. Matteo sulla situazione alimentare pre 59 stenderei un velo pietoso: i commenti delle persone anziane affermano di un diffuso benessere nei centri urbani come Avana o Santiago pari a quello di città come Roma o New York anni 50! I problemi del campo con latifondo e sfruttamento anesso vi erano, però ,anziani docet, si mangiava! Non critico la libreta, è la libreta che è criticata dai cubani che in 20 anni è stata ridotta al lumicino. Ricordo gli alimenti della libreta non vengono regalati ma offerti a prezzo sovvenzionato e ridotto! La denutrizione a Cuba non esiste, i bambini ricevono un pezzetto di cane rossa fino ai 7 anni! E VIVA DIO la libreta esiste e c'è l'ha solo Cuba! Vi è una carenza nella dieta di proteine animali riguardo ai vasti settori della popolazione che non hanno la figlia in Italia o parente a Miami che bonifica un po di soldini per campare: a Cuba il potere d'aquisto del salario in moneda nacional è ridicolo, copre meno di una settimana di spesa alimentare. ASSOLUTAMENTE NESSUNA FAMIGLIA PUO' VIVERE DI SALARIO! Molta carne si compra, sopratutto manzo, a mercato nero, in oriente ci si arrangia allevando galli e maiali! Gli errori macroscopici del governo nella politica agroalimentare si palesano nel fatto che Cuba importa più dell'80% del suo fabbisogno alimentare e la pianta più diffusa sono i rovi selvatici del marabù. Certo si fa quel che si può, rendere Cuba autosufficiente sull'alimentazione è un obiettivo del nuovo governo di Raul. I campesinos possono ricevere fino a 2,5 ettari di terra incolta, possono unirsi in cooperativa, vendere i loro prodotti direttamnte agli hotel ecc. Si sono resi conto che lo stato non si può occupare in prima persona della produzione e vendita alimenti. Alla prossima Francesco Franz

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  12. (Matteo)Francesco, i miei avueliti a oriente raccontano una storia ben diversa sul pre revolution. Comunque tengo conto anche dei tuoi resoconti dalla capitale e approfondiro'.
    La bilancia commerciale alimentare negativa mi sembra fisiologica in un paese tropicale come Cuba, considerati oltre tutto i valori di scambio dei prodotti, lo stadio di sviluppo non solo dell'agricoltura ma anche delle industrie di trasformazione e il contesto politico-economico (incluso il bloqueo). Anche la nostra bilancia commerciale alimentare pur in un contesto di sviluppo economico e di relazioni commerciali ben differente è negativa; non è un dramma. Considerato il contesto, il problema (sempre che di per sé lo sia) non è di facile soluzione, e l'autarchia come soluzione è un tristissimo film (oltre tutto già visto)... Molto più apprezzabile, per me, in una tale situazione l'obiettivo della lotta alla denutrizione.
    Comunque, grazie del confronto e delle informazioni. A presto (Matteo)

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