domenica 19 maggio 2013

UNA PAGLIACCIATA

  210317_158415580888066_100001588768029_386589_1162556_o
























Yadisleidy Pedroso ha realizzato oggi a Shanghai il record italiano dei 400hs. L'ostacolista del CUS Pisa Atletica Cascina, in occasione della seconda tappa della Diamond League 2013, ha portato a termine il giro di pista con barriere in 54"54, chiudendo in terza posizione alle spalle della ceca, bronzo olimpico, Zuzana nda e quaHejnova 53"79 (migliore prestazione mondiale stagionale) e della rumena Angela Morosanu, 53"85.
La Pedroso, 26enne di origine cubana e cittadina italiana da febbraio, potrà vestire la maglia azzurra a partire dal prossimo 13 dicembre. 
--------------------------------------------------------------------
La bellissima cubanita che vedete nella foto e' la nuova primatista italiana del giro della morte ad ostacoli.
Ha messo piede per la prima volta in Italia ad inizio 2011, sposando un allenatore italiano conosciuto a Cuba durante uno stage.
In materia ho gia', ampiamente detto come la penso ai tempi dell'olimpiade della Aguero.
Queste sono pagliacciate belle e buone.
Sia chiaro pagliacciate a livello internazionale.
Agli ultimi europei di atletica era tutto un fiorire di danesi e svedesi neri come il carbone, sopratutto nel mezzofondo e nel fondo.
Per me su un bimbo, figlio di stranieri, nasce in Italia E' ITALIANO.
Se una arriva qua' da ragazzina, fa' le scuole e si integra per me' e' tranquillamente una mia compatriota.
Due anni di vita in Italia giustificano il considerare questo record veramente italiano?
Cosa c'entra questa con l'atletica italiana?
Se vogliamo dire che il mondo e' un villaggio globale mi va' benissimo, tiriamo via le frontiere e stracciamo i passaporti, ma fino a quando questo non avviene e' bene che ognuno abbia una sua cittadinanza.
Ricordo anche che mentre questa correva e faceva la figa all'Avana il guajiro dell'ultimo campo ai piedi dell'ultimo monte si faceva il culo per mantenerla e mandarla in giro per il mondo.
Poi quando c'e' da restituire qualcosa al tuo paese...ooopsss arriva el blanquito e via.
Ovviamente il discorso non vale solo per i cubani, per me Camoranesi e' argentino e Tiago brasiliano, giusto per capirci.
       
 

16 commenti:

  1. (Chan Chan). Sottoscrivo in pieno. Questa è gente che approfitta solo dell'occasione. La colpa però non è dell'atleta, è al cento per cento della nostra amata italietta (emulata da tanti altri stati) che pur di accaparrarsi un record si mette a pecoroni (ora ancora di più vista la crisi di risultati che investe la nostra atletica). E per di più tutte queste persone le manteniamo noi a fior di soldini che servono a mantenere in piedi i carrozzoni dei corpi armati...

    RispondiElimina
  2. Pienamente d'accordo! Che vadano a costruirseli i campioni invece di rubarli agli altri.Max

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Max cosa vuoi che costruiamo?
      Se domani mattina muoiono i gruppi sportivi militari l'80% dello sport italiano scompare.

      Elimina
  3. Io non nego il diritto a questa gente di gareggiare in Italia, lo possono tranquillamente fare come cubane per un gruppo sportivo italiano.
    Oramai siamo arrivati ad un punto tale che, agli ultimi europei di atletica, ha gareggiato una fondista marocchina che prima ha gareggiato per il suo paese, poi per il Bahrein che le dava del bel grano ed ora, grazie al solito blanquito, veste la maglia azzurra.
    Si sta', fra l'altro, preparando un altra bella porcata.
    Berruto, il fratello granata che guida la nazionale italiana di volley, vista la penuria di talenti che, dopo la generazione del 90', affligge il nostro paese ha proposto a Juantorena, il fortissimo pallavolista cubano che gioca a Trento, di giocare per noi, visto che le tempistiche lo permettono.
    Lui ha preso tempo fino all'estate per decidere, sta' aspettando che a Cuba qualcosa cambi anche in quella direzione.
    Lui; Simon,Leal ed altri oggi ,al bando, giocherebbero subito per la nazionale caraibica, dove sono fra l'altro cresciuti ma il tafazziano atteggiamento dello sport cubano lo impedisce.
    Anche questa e' una cazzata, si trovi una forma di compromesso, una penale, una percentuale sugli ingaggi ma e' il momento che questi campioni ORGOGLIOSAMENTE CUBANI AL 100% possano tornare a giocare per Cuba.

    RispondiElimina
  4. Osmany Juantorena Portuondo nato a Santiago il 12 agosto 1985. Cubano nel sangue, nella mente, nella cultura e sportivamente visto che è anche nipote di Alberto Juantorena, campione olimpico a Montreal 1976. Nel 2004 esce regolarmente dall’isola: una mission impossibile per quasi tutti i suoi connazionali. L’anno successivo vince la medaglie di bronzo alla World League 2005 proprio con la Nazionale caraibica. Poi due anni di squalifica per doping e le difficoltà nel ritornare a giocare visto che la Federazione del suo Paese non voleva concedere il transfer: lo stesso problema che Simon ha avuto e che si è risolto solo poche settimane fa. La prima partita con Trento il 27 settembre 2009: tre anni di successi con la squadra del presidente Mosna che tanto l’ha voluto alla sua corte. Poi il conferimento della cittadinanza il 22 settembre 2010 e qualche mese fa la conferma di poter esser eleggibile per la maglia azzurra. E lì iniziano le polemiche.



    Partiamo dal presupposto che lo stesso Juantorena ha espresso diverse incertezze sulla possibilità di giocare con la nostra Nazionale, che non si sente convinto di questo passaggio e che vede Cuba ancora come la sua Patria, portandola nel cuore. Quindi non si può costringere qualcuno a vestire la maglia più prestigiosa contro la sua volontà.

    Sottolineiamo poi che ha già giocato con un’altra Nazionale. Che non è nato in Italia. Che non ha un briciolo di sangue italiano. Che risiede nel nostro Paese da soli cinque anni. Queste sono le perplessità oggettive che sono state sollevate da alcuni senatori dell’Italvolley di bronzo a Londra. Uno su tutti Dragan Travica, pesantemente attaccato domenica dalla tifoseria di Trento (clicca qui per leggere l’articolo), considerato naturalizzato al pari dell’idolo di casa. Ma occorre fare alcune precisazioni: il ventiseienne è nato sì a Zagabria da genitori croati, ma è poi cresciuto tra Treviso, Modena, Falconara, Crema e Monza, indossando la maglia azzurra juniores a soli quindici anni. Sentendosi italiano a tutti gli effetti e dichiarandolo orgogliosamente in più occasioni.

    I genitori di Ivan Zaytsev sono sì russi, ma il ventiquattrenne è nato a Spoleto ed ha iniziato a giocare (come palleggiatore) a Perugia. Michal Lasko ha parlato poco in materia, ma ricordiamo che è nato in Polonia ed è cresciuto in Italia. In sostanza hanno tutto un quid in più rispetto all’ex cubano, anche se qui non stiamo facendo la gara a chi sia più o meno italiano.

    RispondiElimina
  5. Fra tutti i giocatori in partenza da Trento in questi giorni per continuare la propria attività anche durante la seconda parte di maggio ce ne sono due che, rispetto agli altri, non lo faranno per rispondere alle convocazioni delle rispettive nazionali.
    Fino al 25 maggio il capitano Matey Kaziyski e Osmany Juantorena vivranno infatti un’esperienza in Qatar, per giocare il principale torneo locale. Nella città che ha visto trionfare per quattro volte di fila la Trentino Volley nel Mondiale per Club, i due formidabili posti 4 gialloblù si contenderanno la Emir Cup: il bulgaro giocherà con la maglia dell’Al Rayan (squadra affrontata proprio nella prima fase del torneo iridato 2012) mentre l’italo-cubano difenderà ancora una volta i colori dell’Al Arabi, compagine con cui gioca regolarmente nel mese di maggio da tre anni a questa parte. Il derby a tinte gialloblù non andrà in scena però nella prima fase del torneo – che si disputerà fra l’11 ed il 21 maggio – considerato che l’Al Rayan di Kaziyski è stato inserito nel gruppo A con la squadra della Polizia, El-Jaish e Al-Gharafa, mentre l’Al Arabi di Juantorena è collocato nella Pool B assieme a Al-Ahli, Qatar Sport Club e Al-Sadd. Le prime due classificate di ogni raggruppamento accederanno alle semifinali incrociate in programma il 23 maggio; la finalissima invece si disputerà sabato 25 maggio. Tutte le gare si disputeranno presso l’Al Arabi Sport Club Hall, struttura dove la Trentino Volley si è spesso allenata durante i vari soggiorni a Doha degli ultimi quattro anni. Nella capitale del Qatar ci sarà anche Radostin Stoytchev, invitato dalla Federazione Nazionale come ospite per seguire la fase decisiva dell’Emir Cup.
    Come previsto (e annunciato) la stagione di Juantorena continua in Qatar, nonostante qualcuno sostenesse che il suo possibile impiego azzurro questo impegno dosse “inconciliabile”.

    Ben lungi da me l’idea di dare giudizi: ma questa storia dell’elegibilità (per l’Italia) di Osmany, uno dei più grandi giocatori del mondo (questo teniamolo presente), presenta qualche falla.

    Provo a riassumere andando a ritroso.

    1) Domenica finisce lo scudetto e Osmany per festeggiare si annoda in vita una bandiera cubana
    2) Lo intervistano sulla possibile chiamata della Nazionale italiana e lui dice: devo sentire la “mia federazione”, quella cubana
    3) Da quasi un anno si parla di questa storia e da parte sua non è arrivata alcuna spiegazione circa il “perché” accetterebbe. Ok sappiamo che lui non vuole perdere giustamente il legame con Cuba (e ci mancherebbe altro), ma qualcuo che ci metta la faccia e spieghi ci deve essere o no?
    4) Per tutto l’inverno ho sentito parlare di un progetto federale che si chiama Rio 2016, anche nell’ultimo Consiglio federale si è parlato dell’idea madre di questa Fipav di fare un nuovo club italia maschile, a costo di grandi sacrifici economici. Ho provato a chiedere ai massimi dirigenti quale è la stretta relazione che c’è fra il progetto Rio 2016 e la convocazione di un grande campione come Os nell’Italia. Nessuna risposta organica.

    Ora io non conosco le motivazioni di Osmany Juantorena per arrivare in Nazionale: penso che un campione come lui, giustamente, si voglia misurare di nuovo con il massimo livello internazionale. Comprensibile e umano.
    So un po’ di più delle motivazioni che hanno portato Magri a insistere su questa convocazione. Uso solo il verbo insistere. E penso che l’unica motivazione profonda sia una: Vincere. Vittoria, Medaglia d’oro.
    Non sono una vergine nel tempio e capisco che lo sport cambia in fretta: ma a mio modesto parere, non mi sembra che questo sia un modello culturale positivo per i giovani. da una parte insegnamo a sacrificarsi duramente con le ore di lavoro in palestra e dall’altra cerchiamo scorciatoie?
    Mi sembra una forte contraddizione.

    Gazzetta dello Sport.it

    RispondiElimina
  6. Ti ricordi Aldana,triplista cubana che poi emigrando ha gareggiato in almeno 5 nazionali diverse? Pare che anche Leon,il giovane talento cubano della pallavolo,,fiutando l'aria abbia rinunciato alla convocazione della Nazionale.Ma com'è uscito Simon? Se hanno dato il permesso a lui chiaramente tutti gli altri Big troveranno scuse per non andare in Nazionale aspettando il momento buono per uscire.Io metterei un limite di età oppure dopo 4-5 anni di Nazionale farli uscire,mettendosi d'accordo per una cifra annuale alla Federazione e rispondendo alle convocazioni ogni qualvolta servono.Non sono più i tempi di una volta e i vari atleti sono in contatto tra di loro e si raccontano tutto.Max

    RispondiElimina
  7. Come no?
    La Aldana oggi ha 42 anni, continua a gareggiare...mi pare per il Mali.....
    Sai che non lo so Simon, credo sia uscito legalmente, e' arrivato a Piacenza dove per 2 anni lo hanno mantenuto prima di poterlo ingaggiare.
    Io metterei giu' una cifra.
    Anche per i dottori.
    Quanto ha speso lo stato per portarti fino a qua?
    Bene, restituiscila e vai.
    Non e' una tangente, semplicemente ridare allo stato quello che lui ti ha dato.
    In Usa lo stato presta soldi agli universitari, centinaia di migliaia di euro, che poi il ragazzo ,una volta entrato nel mondo del lavoro, restituisce allo stato.
    Una quadra va' trovata.

    RispondiElimina
  8. Con chi corre non è importante. L'importante è che me la dia :-D

    RispondiElimina
  9. Si però a questa fai prima a dare direttamente la visa. . .

    RispondiElimina
  10. Ti stai contraddicendo. Quando affermi: "Se vogliamo dire che il mondo e' un villaggio globale mi va' benissimo, tiriamo via le frontiere e stracciamo i passaporti, ma fino a quando questo non avviene e' bene che ognuno abbia una sua cittadinanza." Cosa intendi? Se la pensi davvero così dovresti appoggiare totalmente la cittadinanza acquisita, anzi direi di più, libera. Altrimenti cosa intendi, che le leggi dovrebbero regolamentare e quindi poi noi possiamo accettare? No, così no. Se davvero credi nella libertà di risiedere e quindi di scegliere la cittadinanza che più ti aggrada, non puoi condannarla solo perché non è regolamentata da leggi. O ti va bene o no, tutto qua. Il discorso di restituire allo Stato quello che ha finanziato per farti diventare un atleta o un medico, ma allora anche un artista, un professionista, etc. potrebbe avere un senso, ma anche in questo caso credo che l'educazione sia un valore universale, quindi non dovrebbe essere ripagata come uno scambio commerciale. Lo Stato dovrebbe provvedere a preparare e successivamente a garantire il giusto riconoscimento economico e professionale, evitando così che l'atleta o l'artista o il professionista abbiano la tentazione di emigrare per garantirsi condizioni socio-economiche migliori.

    RispondiElimina
  11. Il mio pensiero e' piuttosto chiaro.
    Fosse per me abbatterei ogni frontiera, siamo tutti cittadini di questo mondo per i 15 minuti che lo frequentiamo.
    Fino a quel momento pero', visto che le cose funzionano in modo differente e' bene che chi ha raggiunto risultati importanti grazie al lavoro di tutta una comunita', in qualche modo restituisca qualcosa alla comunita' stessa.
    Non si tratta di uno scambio commerciale ma di non danneggiare chi e' parte della tua stessa comunita'.
    Te sacaste el bicho dal tuo blog?

    RispondiElimina
  12. Ya! no es facil el tipo, amigo tuyo verdad?

    RispondiElimina
  13. Amigo? Ahahahaha
    Tambien los perros tengono asko de el ....
    Ahora llega la novia da Cuba, por suerte vive cerca malpensa, la pobresita puede salir dal pais rapida ..aahahahah

    RispondiElimina
  14. Ha proprio intrapreso una crociata contro di te, il suo blog a parte sparlare della tua vita e suggerire qualche libro, non dice altro, non voglio pensare ai vostri scambi culturali passati! yayayaya!!!

    RispondiElimina
  15. Ci credi se ti dico che non ci ho mai avuto a che fare?
    Francamente mi sembra un poveretto che, inascoltato da tutti, cerca di ritagliarsi uno spazietto perche' qualcuno lo consideri.
    Scambi culturali?
    Ma non vedi che non riesce a mettere 2 vocali di fila ahahahah.
    Lasciamolo rtanquillo...dai poverino, gia' la natura lo ha bastonato...

    RispondiElimina