mercoledì 5 giugno 2013

DIVORZIO...SIN REBELDIA

 

Sono sempre più fragili e instabili le unioni «legali» in Italia. Nel 2011, secondo un report dell’Istat, benché il numero di separazioni e divorzi sia rimasto sostanzialmente stabile, i tassi di separazione e di divorzio in rapporto al numero di matrimoni hanno continuato il trend in ascesa che ormai si registra da 15 anni. L’interruzione dell’unione coniugale riguarda sempre di più anche i matrimoni di lunga durata e le coppie miste. In genere ci si separa consensualmente e se ci sono figli si opta per l’affido condiviso. 
Nel 2011 le separazioni sono state 88.797 e i divorzi 53.806, rispettivamente +0,7% per le separazioni e -0,7% per i divorzi rispetto all’anno precedente. Rispetto al 1995 le separazioni sono aumentate di oltre il 68% e i divorzi sono praticamente raddoppiati. Questi incrementi, in un contesto in cui i matrimoni diminuiscono, secondo l’Istat sono imputabili a un effettivo aumento della propensione alla rottura dell’unione coniugale: se nel 1995 per ogni 1.000 matrimoni si contavano 158 separazioni e 80 divorzi, nel 2011 si arriva a 311 separazioni e 182 divorzi. 
Le separazioni sono più frequenti al Nord: nel 2011 si va dal valore minimo di 232,2 separazioni per 1.000 matrimoni al Sud, al massimo osservato nel Nord-ovest (378,6 separazioni per 1.000 matrimoni). Gli incrementi più consistenti, però, si sono osservati nel Mezzogiorno, dove i valori sono più che raddoppiati (ad esempio, si è passati da 70,1 a 221,5 per 1.000 matrimoni in Campania e da 78 a 239,7 in Sicilia). 
La durata media del matrimonio è di 15 anni per le separazioni e 18 anni per i divorzi. La decisione di lasciarsi riguarda sempre di più anche i matrimoni di lunga durata: rispetto al 1995 le separazioni decise dal venticinquesimo anno di matrimonio in poi sono cresciute di due volte e mezzo, mentre quelle al di sotto dei cinque anni sono aumentate molto meno.
L’età media alla separazione è di circa 46 anni per i mariti e di 43 per le mogli; in caso di divorzio raggiunge rispettivamente 47 e 44 anni. Questi valori sono aumentati negli anni perché ci si sposa sempre più tardi e anche per la crescita delle separazioni con almeno un coniuge over 60. 
Il 72% delle separazioni e il 62,7% dei divorzi hanno riguardato coppie con figli avuti durante il matrimonio. Il 90,3% delle separazioni di questo tipo ha previsto l’affido condiviso dei figli. Nel 19,1% delle separazioni è previsto un assegno mensile per il coniuge, nel 98% dei casi corrisposto dal marito
Gli importi dell’assegno mensile sono, al contrario, mediamente più elevati al Nord (562,4 euro) che nel resto del Paese (514,7 euro). Nel 57,6% delle separazioni la casa è assegnata alla moglie, nel 20,9% al marito mentre nel 18,8% dei casi si prevedono due abitazioni autonome e distinte, ma diverse da quella coniugale. 
L’instabilità riguarda anche i matrimoni fra italiani e stranieri. Nel 2005 sono state pronunciate 7.536 separazioni riguardanti «coppie miste» di coniugi (nel 2000 erano state 4.266), con un incremento del 76,7%. 
Quasi in sette casi su dieci, la tipologia di coppia mista che arriva a separarsi è quella con marito italiano e moglie straniera (o che ha acquisito la cittadinanza italiana in seguito al matrimonio), un dato che appare connesso con la maggiore propensione degli uomini italiani a sposare una cittadina straniera.
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Che ci si separasse piu' facilmente rispetto al passato era un dato che conoscevo, che fosse a questi livelli...meno.
Teniamo anche conto che la crisi economica se, da un lato, ha aumentato i contrasti all'interno del nucleo famigliare, dall'altro impedisce, di fatto, a molte coppie di separarsi per assenza dei presupposti economici per poter ricominciare da un altra parte.
Molti continuano a stare insieme, essendo separati di fatto, perche' non esiste un luogo dove almeno uno dei due possa andare in alternativa a quello comune.
Resto dell'idea che il fattore scatenante, o almeno uno dei fattori, sia l'oramai totale assenza di ruoli all'interno della famiglia.
Non voglio passare per il solito maschilista ma quando la donna era consapevole che certe mansioni toccavano a lei forse, e dico forse, le cose filavano via piu' lisce.
Non dico le nostre madri ma le nostre nonne hanno mandato avanti la casa, cresciuto plotoni di figli restando, nella buona come nella cattiva sorte, accanto ai nostri nonni.
Il problema era di mettere insieme il pranzo con la cena e non il "io sono mia e mi gestisco io".
Certo oggi, vista l'attuale contingenza economica occorre lavorare in 2 e questo cambia molte cose.
Le coppie miste sono poi un terno all'otto.
Gia 'e' complicato andare d'accordo avendo origini comuni immaginiamoci se uno dei due, arriva dall'altra parte del mondo.
La cubana e' poi un mondo a parte perche' arriva da un paese per cui, le regole generali che valgono in tutto il resto del pianeta, sono....inutili.
Sono sposato da dicembre e per di piu' mia moglie e' la', sono quindi il meno indicato per pontificare ma credo che senza tanti compromessi e molto buon senso un unione non possa durare molto.
Sicuramente voi ne sapete piu' di me.

10 commenti:

  1. caro Milco è proprio come dici molto buon senso,quasi sono 2 anni di matrimonio e ancora lotto con minacce di divorzio per cazzate....viva le cubane

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    1. Ognuno ha le que storie. Mia moglie sa che molti altri treni potrebbero non passare più. Quindi prima di dire cose di cui potrebbe pentirsi ci pensa alcune decine di volte

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  2. Ci vuole anche tanto culo. Mario

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  3. NON PUO DURARE NESSUNA RELAZIONE TRA 2 PERSONE DI QUALSIASI PARTE DEL MONDO SE CI SONO MINACCE DI DIVORZIO,NON C ENTRANO NIENTE LE CUBANE.SONO D ACCORDO CHE CI VUOLE FORTUNA IN TUTTE LE RELAZIONI,MA DA PARTE DI TUTTI E 2,SIA DEL MARITO CHE DELLA MOGLIE,IO E MIA MOGLIE ABBIAMO SEMPRE MESSO DAVANTI A TUTTO L AMORE PER LA NOSTRA FAMIGLIA CREATA E VOLUTA DA NOI STESSI,CI VUOLE UN UNICO OBIETTIVO PER LA VITA DI COPPIA,SE CI SONO OBIETTIVI DIFFERENTI NON PUO DURARE E POI CHE DIO CE LA MANDI BUONA,MA PENSIAMO A FARE BENE NOI STESSI PERCHE SE SIAMO I PRIMI A NON TENERE BOTTA,NON LAMENTIAMOCI CHE LA COLPA è LORO.A PORTARE IL MATRIMONIO AVANTI CI VOGLIONO UOMO E DONNA CON I CONTROCOGLIONI,E COL PASSARE DEGLI ANNI A STARE UNITI LE SODDISFAZIONI SONO PIU DELLE DELUSIONI,E LO SARANNO SEMPRE DI PIU.IO LA PENSO COSI,CI CREDO.

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  4. Caro Paolino, come ti ho detto altre volte voi 2 siete delle mosche bianche.
    Giusto per farti un esempio, credo o suppungo che io e mia moglie sul matrimonio stesso non abbiamo sempre le stesse idee.
    Non credo neanche che l'obiettivo sia lo stesso.
    Lei ha cambiato la sua vita, io....ho iniziato un percorso che spero mi porti da qualche parte.
    Rispetto quello che dici ma alla mia eta'...l'amore lo lascio ai poeti.
    Il rispetto basta e avvanza.

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  5. ti capisco,ma qualcosa da costruire insieme bisogna che ci sia,le crisi che arriveranno si superano per raggiungere un unico obiettivo,altrimenti si scoppia senza lottare.

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  6. Quello che tu dici dovrebbe essere la normalita', in realta' e' diventata l'eccezione
    Pero' quel "qualcosa" non e' detto che, per forza, debba chiamarsi amore.

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  7. certo hai ragione,dico amore,per un qualcosa,non l amore da favolina,puo essere per una famiglia,per un progetto,per la vita condivisa che ci porta ad invecchiare uniti,amore per fare intendere un qualcosa di forte e importante che si sente dentro,altrimenti ai primi problemi si molla,come fa la maggior parte delle coppie.

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  8. Hai ragione ma io, caratterialmente, preferisco essere un pelino meno coinvolto, a volte funzionano meglio coppie con interessi comuni, piuttosto che altre che...chiacchierano tanto.

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