giovedì 27 giugno 2013

I SOPRANO

 

Avrete sentito, qualche giorno fa', la notizia della morte di James Gandolfini, avvenuta a Roma in un hotel dov'era con la famiglia.
Doveva andare a Taormina per ritirare un premio.
James Gandolfini era il paisa' italo-americano protagonista principale della fortunatissima serie The Soprano's.
Era Antony Soprano.
Da sempre, fin dai tempi del mitico Padrino di Mario Puzo ho adorato tutti i film sulla mafia italo americana.
Perche?
"Che te lo dico a fare.....?"
Ovviamente, solo una piccola parte dei nostri emigrati nel nuovo mondo, erano dei mafiosi ma e' indubbio che abbiano avuto un importanza enorme, nel bene come nel male, per lo sviluppo di quel paese.
La serie e' bellissima, sopratutto perche' mostra la mafia italo americana com'e', o dovrebbe essere, ai giorni nostri.
In piu', i mafiosi sono rappresentati con tutte le loro debolezze umane.
Lui e' perennemente afflitto da attacchi di panico, ed e' in cura da un'analista, Lorraine Bracco.
L'idea probabilmente arrivo' da Terapia e pallottole e da quello strepitoso De Niro.
"Io finocchio...tu morto"
Nella serie il 90% degli attori sono effettivamente di origine italiana e l'Italia e' presente in ogni momento.
Un Italia distante dalle miserie attuali, idealizzata e rimpianta.
Un italia presente massicciamente nel cibo e negli atteggiamenti che i mafiosi hanno fra di loro, oltre che nell'accento dato loro dai doppiatori.
La "famiglia" e' rappresentata come un unione di gente con tutti i loro problemi personali, i soldi che servono sempre e da fare in ogni modo, le amanti ( la moglie non puo' fare certe cose con la stessa bocca con cui, poi, bacia i figli), le mogli che vogliono la bella vita e i figli che crescono diversi dalle aspettative dei padri.
Quella mafia non e' certamente apportatrice di valori positivi, ma c'erano cose da salvare e che, mi sono accorto negli anni, vivo nel mio quotidiano.
Ad esempio il fatto di abbracciarsi e di baciarsi ogni volta che ci si incontra.
Domani sera giochero coi miei Villans, con alcuni ci conosciamo da 30 anni, con altri da 40, siamo cresciuti insieme ed ogni volta che ci incontriamo ci abbracciamo e ci baciamo.
Proprio come nella serie.
In quella mafia c'erano anche dei principi di lealta' che nella merda in cui siamo immersi, sono definitivamente tramontati.
Se sgarravi, se venivi meno alla parola data, se tradivi allora e' facile che non lo potevi raccontare, ma a quest'altura non so se era una cosa cosi' sbagliata.
Resto dell'idea che sia meglio avere a che fare con la mafia che con Equitalia.
Anche la loro visione dell'amicizia mi piaceva, amici una volta e per sempre.
Noi Villans siamo cosi' e lo siamo da decenni, scusate se e' poco.
Non confondete questo con una eventuale mia accondiscendenza nei confronti della mafia, semplicemente non tutto era ed e' da buttare.
Per il resto l'attore e' morto in Italia, non si sa' ancora bene perche', forse era destino che Antony Soprano finisse la sua storia nel paese del sole e dei limoni.
 

6 commenti:

  1. Sicuramente dall'Italia non aveva preso la cultura del cibo.
    Pare che la sua ultima cena sia stata (dal conto dell'albergo):
    quattro shot di rum, due Piña Colada e due birre. Il tutto accompagnato da una doppia porzione di frittura di pesce e foie gras.
    Con il caldo di quei giorni e tutta quella roba, difficilmente pure io sarei stato in grado di vedere il giorno seguente.

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  2. Magari ci ha aggiunto anche. . .altro. . .

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    1. Stiamo sempre parlando di uno statunitense. Al massimo si può essere fatto del colesterolo endovena. O dello strutto fritto.

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    2. Mah . . .queste morti strane ed improvvise di artisti destano sempre sospetti

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  3. Bella serie, peccato che sia finita definitivamente. Mario

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  4. Vorra' dire che ci accontenteremo delle repliche.

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