domenica 23 giugno 2013

IL LETTORE DI POESIE

 

Qualche anno fa', una mattina, dovevo cambiare grano alla cadeca en el parque de Las Tunas.
C'era gente, decido di fare passare una mezzora e poi di riprovarci.
Nel frattempo mi siedo a chiacchierare con un paio di chulitos che conosco da secoli.
Due panchine alla nostra destra, noto una scena curiosa.
C'era un hombre major, sicuramente un docente, un professore, che leggeva delle poesie ad un uditorio di una quindicina di ragazzi che lo ascoltavano assorti.
In pieno giorno, in un parque cubano, un professore legge poesie a dei ragazzi.
Ho pensato alla possibilita' che una scena simile potesse verificarsi in Italia.
Intanto per poter portare fuori i ragazzi dalla scuola ci vogliono tutta una serie di permessi ed autorizzazioni.
Poi bisogna trovare un docente, malpagato e scazzato, che si prenda la briga di proporre una simile inziativa.
Scovare dei ragazzi a cui freghi qualcosa di sentire delle poesie in un parque.
Trovare un giardinetto adeguato alla bisogna, sgombro da pusher, drogati, spacciatori e merde di cani.
Individuare qualche panchina su cui non ci siano siringhe e goldoni usati.
Obbligare i ragazzi, minacciandoli di note, brutti voti e chissa' cos'altro, a spegnere telefonini, i phone, tablet ed altre diavolerie assorite.
A quel punto forse si potra' iniziare la lettura.
No, non credo che da noi una scena simile sarebbe possibile.
 

6 commenti:

  1. Analisi perfetta,potrei metterlo su FB?Max

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  2. El Loco. Da noi sarebbe impensabile

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  3. Questo è ciò che fa Cuba speciale .
    La semplicità dell'azione , la singolarità della proposta , assumono per noi un significato di un'epoca che non c'è più...purtroppo...

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