domenica 23 giugno 2013

NON SE NE PUO' PIU'

 

In questi giorni stiamo assistendo a cio' che accade in Brasile, in occasione della Confederation Cup.
Manifestanti che scendono in strada, spaccano tutto, attaccano le forze dell'ordine.
Le rivendicazioni possono anche essere giuste e condivisibili, i metodi di protesta sicuramente no.
Sicuramente il Brasile ha messo troppa carne al fuoco; questa manifestazione, il prossimo anno i mondiali di calcio, nel 2016 le olimpiadi.
Sono stati commessi degli errori, stornati fondi che avrebbero dovuto avere un migliore utilizzo.
Ci si e' dimenticati che la priorita', sarebbe dovuta andare alla risoluzione dei grossi probemi che ancora affliggono la nazione.
Detto questo, non si puo' non constatare, che ci sono popoli a cui la democrazia va davvero stretta.
Popoli che hanno, con ogni probabilita', bisogno di governi totalitari che diano loro in testa in modo violento.
Il Brasile esce da decenni di dittature feroci, squadroni della morte, assassini per le strade ecc....
Da oltre 10 anni ci sono governi progressisti guidati da gente che e' stata in galera, perseguitata, torturata e che ha il merito di aver riportato il paese fra le economie piu' in crescita del pianeta.
Probabilmente i latini li devi governare col pugno di ferro, e in questa affermazione ci metto dentro anche Cuba.
Sotto una dittatura, sai che se scendi in piazza a spaccare tutto, puoi non tornare piu' a casa, in democrazia la cosa e' meno probabile.
Ripeto, un conto e' manifestare, anche con ragione, un altro e' spaccare tutto.
I brasiliani non vogliono i mondiali?
Bene, li si tolga al Brasile e li si assegni ad un altro paese.
Non si puo' giocare con fuori la guerriglia.
Da uomo di sport, ne ho le palle piene di vedere lo sport stesso diventare pretesto per cose simili.
Vorrei che una manifestazione sportiva non diventasse l'occasione per giustificare governi assassini come avvenne alle olimpiadi di Berlino 1936, ai mondiali di calcio in Argentina e alla finale di Davis vinta da noi a Santiago del Cile.
Sono stufo di vedere olimpiadi dimezzate da boicottaggi come avvenne a Mosca, Los Angeles e Seul oppure di vederle affogare nel sangue come accadde a Monaco.
Meno la politica entra nello sport e meglio e'.
Fra l'altro nessun paragone e' accettabile fra le primavere arabe e cio' che e' accaduto in Brasile.
Nei primi casi lo scopo era di abbattere i regimi, qua' invece si chiedono dei miglioramenti.
Ma non in questo modo.
 

6 commenti:

  1. El Loco. Che brutte immagini!

    RispondiElimina
  2. E invece io penso che facciano bene ad agire cosi', perche' in Brasile non e' Cuba, li si muore di fame per le strade, senno si muore di crack che costa meno del cibo. Insomma o si lotta e si prendono mazzate, o si muore di stenti. Non tutti quelli che manifestano, ovvio. Ma perche' i politici seduti in poltrona possono decidere se costruire stadi oppure ospedali, senza consultare il popolo che paga le tasse? Uno stadio non salva la vita di un malato, un ospedale non costruito neppure. Non e' colpa dello sport, chiaro, ma avere i mondiali alle porte e' una bella cassa di risonanza per avere i media del mondo che guardano, e danno un certo potere alle manifestazioni, che altrimenti andrebbero in terza pagina. Una pietra lanciata in strada puo' uccidere, ma anche un parcheggio costruito con i soldi destinati ai medicinali po' farlo.

    Mar.

    RispondiElimina
  3. Caduti anche condivisibili. Se però il fattore scatenante fosse la distanza fra i politici a il popolo allora qua' dovremo scendere in piazza e spaccare tutto ogni 2 giorni. . .

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti, io non sono un violento e odio la violenza, ma se un politico puo' rubare e quindi uccidere indirettamente (sempre il discorso degli ospedali insufficienti, o di tutto quello che non viene dato alla gente per invece pagare i loro ristoranti), perche' non dovrebbe prendere mazzate e magari rimetterci il collo? Perche' se dopo un terremoto non ci sono i soldi per ricostruire le case della gente (o per metterle in sicurezza prima) vedo che ci sono sempre per comprare i caccia da combattimento per un 100 miliardi di euro. Anche questo e' uccidere, solo che si fa dalle poltrone.

      Mar

      Elimina
  4. Ok però se tutti ci facciamo giustizia da soli non andiamo lontano. Questo, detto per inciso vale anche per la Tav.
    Comunque il mio post più che altro si riferiva al fatto che lo sport ci và sempre di mezzo

    RispondiElimina