martedì 11 giugno 2013

SUICIDI

 

Questo blog vuole essere ,almeno nelle sue intenzioni, un piccolo momento di svago.
Sopratutto per me.
Non mi piace postare notizie pesanti, gia' i telegiornali sono bollettini di guerra, cerco sempre, quando possibile, di parlare d'altro.
Ci sono pero' situazioni che sono, oramai, cosi' di una tragica quotidianita' che e' impossibile ignorarle.
Anche ieri c'e' stato il solito suicidio.
Gia' usare la parola "solito" ha un qualcosa di agghiacciante.
Ci stiamo abituando, come se fosse una cosa normale, a situazioni quaotidiane che di normale non hanno proprio nulla.
Ieri, dalle parti di Napoli, un fioraio, una volta ottenuto un rifiuto per l'utilizzo dello spazio pubblico di fronte al suo negozio, si e' dato fuoco e poi buttato giu' dalla finestra del palazzo comunale.
Fra i vari modi che poteva scegliere per ammazzarsi ha optato per uno dei piu' cruenti e dolorosi.
Piccoli e medi imprenditori che si tolgono la vita, poveracci senza lavoro e senza speranza che decidono di porre fine al loro passaggio terreno.
Una mattanza che si ripete ogni giorno.
Sono situazioni figlie dei disagi di tempi duri e spietati.
Accadde qualcosa di simile nel primo dopoguerra tanto che, a Torino, decisero di chiudere per un certo periodo le visite nella parte alta della Mole Antonelliana.
La gente andava lassu' e....spiccava il volo.
Non voglio neanche pensare a quanta disperazione ci sia in un gesto simile, senza contare le considerazioni di carattere religioso...per chi ci crede.
La vergogna di non poter garantire ai propri cari o ai propri dipendenti e alle loro famiglie, una vita decorosa, non lussuosa, decorosa, a volte puo' essere un detonatore di una potenza assolutamente micidiale.
Da giovani o comunque quando si ha un eta' "spendibile" certe botte della vita si possono ammortizzare, dopo...e' molto ma molto piu' difficile.
 

6 commenti: