venerdì 28 giugno 2013

VIVERE AL CAMPO

 

Com'e' noto, la mia vita cubana, si svolge in quel di Las Tunas, citta' di 70000 abitanti nella parte orientale del paese.
Vivo nel barrio piu' popoloso e popolare della citta', un barrio vero, pochissimi stranieri e Cuba vera in ogni piega.
La mia via e' la piu' importante, fra quelle parallele all'Avenida Cienfuegos.
Praticamente ci puoi entrare appena arrivato da Puerto Padre, alla rotonda, e ci puoi uscire nella caretera dell'aeroporto, attraversando tutta la citta'.
Di sera e' un normale barrio, tranquillo, la gente si fa' i fatti suoi, gli svaghi sono zero a meno che non ci sia qualche fiesta in qualche esquina.
In generale Las Tunas, pur non essendo esattamente Las Vegas, qualcosa offre.
Una discoteca fra le piu' rinomate del paese, un cabaret, un Ranchon, il bar del Cadillac, el parque, il ritrovo dalle parti del tanke di Buena vista e poco altro.
Non c'e' da scialare ma si passano, comunque, le serate.
Ovviamente chi e' abituato alle opportunita' che offre La Habana si rompe i coglioni dopo 2 giorni.
Anche se 200 case de renta a 70 km dal mare....hanno un loro perche'....
Quindi la citta' offre questo, e ci si rompono comunque i cabasisi.
La mia domanda e' la seguente;
Chi vive al campo come cazzo fa' a passarci mesi e mesi?
Ogni tanto, uscendo dalla citta', vedo paesini, fincas isolate, capanne dello zio Tom dove ci vive gente.
Sul blog leggo di alcuni fra di voi, che hanno scelto di mettere su' casa al campo, vivendoci alcuni mesi ogni anno.
Come fate?
Non vi scassate la uallera?
La sera come la passate?
Ragazzi, nel campo non c'e' nulla, c'e il campo e basta.
Un conto e passarci un pomeriggio, mangiare il puerquito, acchiappare una mulatta, ma poi....tornare in citta'.
Conosco gente che, spende i suoi 15 giorni di vacanza, in qualche sperduto potrero infilato nel nulla perche' la novia vive la'.
Capisco passarci 2 giorni, ma poi si acchiappa la morena e si va' nel miglior hotel di Playa Pesquero a fare un minimo di vita.
Posso anche capire che il giorno, in qualche modo lo si riesca a passare.
Un giro a cavallo, dare una mano a fare qualcosa, una java', quello che volete ma...la sera che cazzo facciamo?
C'e' gente che ci passa mesi e mesi....
Comprendo anche che esistono stagioni della vita in cui si vuole rallentare, io stesso 10 anni fa' lasciai Torino per questa valle.
Ma in 20 minuti sono in citta', qua' ci sono locali di ogni tipo ma...a Cuba la situazione e' differente.
Il campo e' proprio...campo e null'altro.
Ricordo 3 anni fa', andai con una fanciulla a passare alcuni giorni in una casa de renta sulla playa di Puerto Padre.
Alle 5 di pomeriggio arrivavano los mosquitos e dovevi scappare nel cuarto.
Alla sera, che bella la romantica passeggiata sulla battigia al chiaro di luna!
Andava bene...una sera, due, poi mi rompevo i coglioni e volevo un po' di gente.
Davvero come sia possibile viverci dei mesi, al campo, e' per me un gran mistero.

21 commenti:

  1. Vivere in Cuba campo non è poi così male. Io vivo in una ridente cittadina che comunque ha 50.000 abitanti, e a 30 km un altra con 65.000 abitanti, Ci sono locali, le attività del poder popular ogni sabato notte, con spettacoli e musica, il teatro con spettacoli che arrivano direttamente dal Havana, mi sono visto Robertico spendendo ben 5 pesos. Ristoranti in moneda nacional, paladar che ti offrono aragosta con 60 pesos. Basta saper vivere e conoscere un po' le cose. Bastano pochi pesos per muoversi e arrivare magari a 100 km alla città capo della provincia. Certo che è una vita da cubano, ma con qualche soldo in tasca, la gente è tranquilla, e ha voglia di far festa. Un maiale asado c'è quasi ogni settimana e basta essere introdotti nella vita cittadina che ti invitano più che volentieri, come ospite senza meccaniche o altro. Poi io abito a 6 km dal mare quindi quando voglio vado in spiaggia, meravigliosa, o al rio altro posto incantato. Certo che bisogna comportarsi bene, scordarsi di fare il turista "puttaniere", frequentare la gente giusta non i mezzi delinquenti se no si è segnati. Tanto relax, e vita genuina, adattarsi ai ritmi cubani e alle loro tradizioni, alla fine dobbiamo ricordare che siamo ospiti.

    A.B.

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    1. Guarda la mia era una domanda vera e propria.
      Senza alcuno spirito polemico, volevo solo sapere come sono i ritmi e la vita del campo.
      La conosco per averci passato bei momenti ma non ho idea sul come ci si viva veramente.
      50000 abiatnti non e' proprio campo, Tunas ne fa' pochi di piu'.
      Come sempre bisogna fare selezione di gente, ma questo vale in ogni contesto

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    2. Nessuna polemica, io sto raccontando la vita di campo. A Cuba ci sono moltissime cittadine che hanno 40/50 mila abitanti, sono strutturate con un centro e molta periferia, con nuclei di 3000/4000 abitanti, così è il tessuto urbano di Cuba. La mancanza di negozi tranne la sempre ogni presente unitad, la bodega che ha poco o nulla, un centro sociale solitamente un bar in moneda nacional di iV o III categoria, dove si trova il ron, birra e poco altro. Le attività organizzate dal delegato del poder popular sono spesso le uniche cose che ci sono, si balla con qualche orchestrina locale che suona e i soliti ragazzini che si dilettano a fare i DJ. Da questi sobborghi raggiungere il nucleo centrale del municipio , non è sempre facile, i mezzi sono i più disparati e spesso si muovono a piedi. Nel centro del municipio solitamente esiste un locale ARTEX in CUC, che ha di tutto e funge da discoteca e varie altre attività. I locali poi in moneda nacional organizzano i mattinè la domenica pomeriggio.
      La vita nella vera Cuba, lontana dai luoghi turistici è un po' chiusa, quindi per uno straniero se non è ben inserito nella struttura sociale, non conosce e si annoia molto. Il cubano di campo, non ama molto lo straniero, almeno che non ha qualche ragione economica, sono molto gelosi delle loro donne, e delle loro tradizioni. Bisogna farsi accettare, allora la vita diventa piacevole. Il giorno che non ti salutano più per strada, con quel fare falsetto, e non sei più il turista da guidare, si è vicini alla buona strada. Per capire le dinamiche, c'è bisogno comunque che qualcuno spenda una buona parola, e che ti aiuti a capire le cose. Mancando una faradula strutturata- io dico per fortuna- bisogna vivere con un basso profilo, e sempre molto rispettoso. Nel campo non frega niente a nessuno se puoi pagare una bottiglia di ron o comprare un maiale, ti accettano come persona, come in tutto il mondo. Chi ha esperienze di vita al Havana, o in grandi centri e frequentando praticamente solo la farandula, nel campo ha grosse difficoltà.

      A.B.

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    3. Io mi riferivo a realta' piu' piccole rispetto a quelle indicate da te.
      Personalmente non sono molto interessato al fatto che mi vedano come uno di loro.
      Sono uno straniero, se vivo a Cuba ci tengo a mantenere questo status.
      I peggiori italiani che ho conosciuto a Cuba sono quelli "cubani".
      parlo di quei personaggi che dai cubani hanno preso i lati peggiori, anche estetici, dimenticando il buono che c'e'.
      Sommano il peggio delle due culture e mai il meglio.
      Di conseguenza se mi vedono come uno yuma, almeno per me, non c'e' alcun problema.
      Anzi...

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    4. La nostra cultura è presente, non si può diventare quello che non si è. Ma faro lo yuma e pensare di lavorare a Cuba, con tutti gli stereotipi degli stranieri a Cuba diventa impossibile. Rimani escluso da tutti gli ambienti che contano, rimani sempre un turista da guidare, come viene insegnato a tutti i cubani fin dalla più tenere età. Farsi ricevere dal presidente del poder popular o dal segretario del partito, o più semplicemente rapportarsi con il delegato del municipio, se non si viene accettati dal popolo diventa difficile. Mantenendo un distacco e comportamenti lontani dalle tradizioni cubane, mai si riuscirà a fare nulla a Cuba, se non prenderlo costantemente in quel posto, senza nessuna protezione. Il cubano è abituato ad esporsi poco, se non ha piena fiducia con il suo interlocutore, non solo straniero, e nel campo questo è ancora più tangibile. Entrare nella chisme di popolo, come accade spesso agli yuma, è la cosa più deleteria che ci sia, se si vive a Cuba in maniera quasi stanziale. Mantenere lo status di straniero, e parlo del campo, è alla lunga la cosa peggiore che può succedere, perchè viene a mancare la fiducia da parte dei cubani, e senza il loro aiuto a Cuba non fai nulla. I finti sorrisi, le pacche sulla spalla, non vogliono dire nulla, se rimani un turista da guidare, e se ti guidano è superfluo spiegare cosa accade.
      Prendere il meglio certamente, e non sono i vestiti che ti distinguono, ma il comportamento rispettoso verso un nazione molto orgogliosa, e che anche a fronte di tutti i suoi problemi tangibili e alle volte disarmanti, riesce sempre a risolvere,un popolo fiero, che da almeno mezzo secolo ha l' orgoglio di vivere con le proprie forze, pensa tu se possono rispettare un yuma, che si comporta da mezzo padrone a casa loro, o che con un po' di soldi possa comprare donne e potere. Basta pensare che il rato di prosseneta , perseguito duramente a Cuba, con relativa segnalazione quasi in automatico di pericolosità sociale, è una delle discriminanti del potere cubano verso i propri cittadini. Vero che molti cubani se ne fregano, ma per uno yuma frequentare quel tipo di persone è fonte di molti problemi, in particolare se si vive a Cuba e si fanno affari. Ma se si vuole mantenere uno statutus da yuma alla fine è inevitabile che è solo quella gente che si conosce, e vivere nel campo, tornando al post iniziale, conoscendo solo quel tipo di persone, si fa poca strada, e si finisce a fare una vita da soli.

      A.B.

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    5. Hai messo molta carne la fuoco.
      Premetto che un blog esprime sempre l'opinione del suo autore, opinione che, in alcun modo, deve fare giurisprudenza.
      Conosco italiani che vivono a Cuba da 20 anni, parlo di Las Tunas ma il discorso e' estendibile a tutta l'isola.
      Dopo 20 anni, vivendo in barrios normali, facendo una vita normale continuano ad essere considerati degli stranieri.
      Loro inizialmente ci hanno provato ad integrarsi, dopo qualche anno sono arrivati ad un'unica conclusione.
      Chi cazzo me lo fa fare?
      A quel punto sono tornati a fare gli stranieri sul serio, senza cercare di scimiottare atteggiamenti che non sono parte della nostra cultura.
      L'abbigliamento e' solo uno di questi.
      Francamente di farmi accettare non e' che me ne fotta molto, mi considerino pure uno straniero, e' un problema tutto loro.
      Se ci sara' sempre un muro fra' noi francamente e' un problema loro non mio.
      Non vedo perche' devo abdicare da uno status che mi da' solo vantaggi per adottarne un'altro che mi da' solo disagi.
      Posso rapportarmi in modo onesto e costruttivo con loro pur essendo uno straniero, non mi fotteranno certo di piu' per questo.
      Se sono una persona decente mi tratteranno da tale in caso contrario saro' considerato uno stronzo, questo a prescindere dal colore del mio passaporto.
      Il tuo modus operandi e' rispettabile ma non e' il mio.
      Il discorso de los prosineti o chulos che dir si voglia non lo prendo neanche in considerazione, non e' e non e' mai stato un mio problema.
      Quindi massimo rispetto per un paese che mi mi ospita e per tutte le sue usanze.
      Ma sono italiano, quando in alcune case romane c'era l'acquedotto e le strade avevano i sampietrini gli inglesi si dipingevano di blu nei boschi, i francesi mangiavano le rane e i tedeschi i tuberi.
      Figurati se ci tengo a fare il cubano.
      Io la penso cosi'.

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    6. "Popolo fiero?"
      Ma dai Burda, siamo seri.
      In 4 secoli non sono stati un giorno padroni a casa loro.
      Spagnoli, americani, sovietici (tedeschi dell'est, bulgari, cecoslovacchi, rumeni, ungheresi, polacchi) ,venezuelani e cinesi hanno sempre pagato il conto per loro.
      Non dovrebbe essere un comunista come me a dirti queste cose....

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    7. Partiamo dalla tua ultima risposta, vero quello che dici, ma questo lo diciamo noi, ma il popolo pensa che le cose non stanno così, la litania martellante della propaganda cubana, insegna alla sua gente proprio il contrario di quello che tu dici e quello che tutti noi pensiamo. Dopo mezzo secolo di costante propaganda qualche cosa è passato anche nella testa dei cubani. Se parli con un cubano anche il più refrattario alla rivoluzione ti dirà che Cuba è uno dei pochi paesi autonomi di quella zona.
      Detto questo, vediamo di spiegarci meglio, non penso che bisogna essere cubani nei modi, o comportarci come i cubani, noi abbiamo la nostra cultura, ed è giusto esprimerla, ma bisogna anche farsi rispettare ed entrare nella vita dei cubani. I tuoi conoscenti che risiedono a Cuba da molti anni, cosa fanno? sono semplici turisti o persone che lavorano e vivono la realtà cubana anche sotto altre forme. Anche in Italia esistono turisti che sono da 20 anni che passano lungo tempo nel nostro paese, vedi gli inglesi di Toscana, con proprietà e altro ma rimangono sostanzialmente dei turisti e non gliene frega nulla del nostro paese, scelta legittima, ma una scelta.
      Tornando a Cuba, ricorda che Il Comandante non ha mai amato il turismo, lo ha dovuto subire come male necessario, quindi questa è la linea dettata a tutto l' apparato. Ma se si vuole fare altre cose a Cuba, bisogna passare lo status di turista, se no è una battaglia persa, anche verso i cubani, che ti tratteranno se no, sempre come 50 dollari che camminano. Essere straniero, e che comunque hai ragione si rimane sempre stranieri, non vuol dire però che se si va a cena sia sempre io a pagare, se si mangia un porco asado, non lo paga sempre lo yuma, e il ron se si è invitati lo paga il cubano non lo straniero, questo vuol dire essere accettati, il vero cubano si offende se paghi troppo, specialmente nel campo, visto che parliamo di questo. Se poi uno gli piace essere al centro del attenzione, avere le ragazzine che ti corrono dietro perchè qualcosa uno yuma risolve sempre, va altrettanto bene, ma vivere in queste condizioni specialmente nel campo, ripeto, fa rimanere soli alla fine, con tanta amarezza in bocca. Non parliamo se poi si vuole costruire qualcosa, senza l' appoggio del apparato non si va da nessuna parte, e di questo ne sono sicuro, nel campo l' apparato non si avvicina nemmeno ad uno straniero che ostenta di essere straniero.
      Comunque quando torni a Cuba, fatti spiegare da qualche amico che hai; cosa vuol dire "guida il turista" e poi ne parliamo meglio.

      A.B.

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    8. Nel mio scritto "straniero" e "turista" sono 2 cose diverse.
      possiamo andare avanti a discutere per dei giorni, se tu sei convinto di avere tutte le risposte, che il tuo modo di porti sia il migliore cosa vuoi che ti dica?
      Auguroni.
      Per il resto sono anni che quando sono ospite da amici e conoscenti porto qualcosa ma el plato fuerte non mi tocca, e' successo anche l'ultimo capodanno e questo senza nessun problema.
      Ripeto, dipende dal prezzo che ti danno come persona, se ti considerano un idiota rimmarrai tale e questo a prescindere di quali e quanti contatti con l'apparato tu puoi avere.
      Io resto uno straniero, ci sono gia' troppi "cubani de noiarti" in giro...
      Poi il campo magari e' come dici tu, per questo che ho chiesto.

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  2. Matteo - posto in due parti).
    Parlo di un campo speciale.
    Quello della famiglia (per parte madre) della mia compagna in Granma Per l'esattezza Ojo de Agua, posto sconosciuto alle cartine geografiche (su googlemap non esiste, come non esistono i paesi vicini) sulla strada che da Medialuna va a Pilon.
    Si tratta di una manciata di case attorno alla strada e altre sparse su per la loma a una decina di chilometri dal mare di Pilon.
    Zero negozi, zero bar, zero ristoranti; un tavolino per giocare a domino, alcune panchine sotto gli alberi, la fermata della guagua e un telefono per tutto il villaggio. Ma non c'è bisogno di niente per socializzare.
    La mia Cuba è lì.
    La mia compagna ha vissuto lì una parte della sua splendida infanzia con l'avuela, ma ha amici e famiglia sparsi per tutta Cuba: il padre a L'Havana, la famiglia del padre e soprattutto gli amici a S. Spiritus e a Trinidad. Tappe obbligate in ogni viaggio. Ma la meta è Ojo de Agua.
    E' lì che ci sono gli affetti più stretti, un modo di vita e un mondo di valori opposto.
    La prima volta che ci sono stato, 7 anni fa, la zona era stata distrutta dal ciclon. Molti vivevano in capanne, la abuela in una casa di madera tirata su al momento. Adesso alcune case sono in cemento, altri hanno ricostruito in legno, alcuni seguitano nelle capanne magari un po' spostate dalla strada, sule colline.Stiamo finendo di costruire una grande casa dell'abuela, con spazio per noi e per la famiglia che non vive lì. Gli zii hanno già fatto, per conto loro, ciascuno la sua. Mi piacerebbe contribuire a portare l'acqua nelle case (per adesso alcuni si stanno facendo la cisterna). Per il resto non cambierei una virgola. (segue)

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  3. Il posto è bello, ma non è naturalmente questo il motivo della sua specialità. Abbastanza selvaggio, palme e banani, canna da zucchero e caffè. Collinette che, se si superano, danno la vista sul mare e sulla punta di Cuba. Anche il mare è selvaggio. La spiaggia più bella è Marea del Portillo (a una ventina di chilometri): una baia incontaminata, con le piante da cocco sulla spiaggia, mare un po' ondoso e scuro. Un'unica struttura ricettiva, per lo più frequentata da canadesi o gente del nord, quest'estate (per via del colera)ci saranno state 10 persone sulla spiaggia.
    La casa dell'abuela (persona stupenda, rivoluzionaria genuina e sempre pronta ad aiutare tutti) è il centro ideale del paese. Sopra la fermata della guagua e il prato dove si gioca a calcio; la prima volta che ci sono stato davanti alla casa c'era una scritta in pietre "Viva Fidel", unico monumento del paese; adesso non c'è più neanche quella.
    Spesso c'è gente che viene da fuori; i parenti di Manzanillo qualcuno che viene da L'Havana o da altri posti, che si ferma sempre un bel po' di giorni, magari per passare le ferie. Quest'estate ci è venuto anche un mio amico, pensavo si annoiasse e, invece, non voleva più andare via. Per i miei bambini è stupendo, ed è ovviamente il posto che li è piaciuto di più: animali, amici, affetto e libertà di andare in giro per tutto il paese.
    Come si passano le giornate?
    Vivendo della libertà e della semplicità della vita di ogni giorno delle persone.
    Si parla, si beve, si mangia e si balla quando e dove ne si ha voglia. Musica tutto il giorno e porte sempre aperte. Volendo fare sport, a tutte le ore si gioca a domino o alla sera a pallone o a baseball. Si dà una mano nelle faccende quotidiane, un giro per la loma con i bambini a prendere le vacche, una faccenda da fare con gli zii a Niquero o a Medialuna, che è l'occasione per qualche fuga, o un giretto a Pilon, per prendere qualcosa.
    Oppure una passeggiata nei luoghi e con le persone che hanno fatto la rivoluzione, qualche volta un giro al mare o, in qualche rio. Infine, le feste nelle case (c'è sempre un occasione), un bel puerquito sul rio, oppure quelle dei villaggi (con l'immancabile machete!), gare di cavallo o semplicemente musica. I tempo passa bene e non è mai abbastanza. E quando si lascia, oltre alle immancabili lacrime, la domanda è, semmai: "perché me ne sto andando?"

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    1. Si mangia, si beve ma la giornata resta lunga Matteo

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  4. Per me tutto cio' che e' fuori da Avana centro e' campo. Her

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  5. Ho un caro amico italo inglese che la pensa come te.

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  6. Caro Milco, nel campo quello c'è da fare, cosa altro ti aspetti?
    La notte puoi metterti a cercare le negre al buio, potrebbe essere l'unica alternativa.

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  7. Si ma le distingui al buio solo se ridono. . .

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  8. la campagna italiana di 50 anni fa quando sono nato mi ha lasciato dei ricordi bellissimi ed e' questo che mi piacerebbe reincontrare nella mia vita futura....si dovrebbe incominciare a piccoli periodi.....non si dovrebbe guardare la foto odierna in un mondo che cambia cosi' velocemente.....il tempo che ti organizzi e nel campo ci vuole di piu' e voila' magari arriva' il satellite....che ne sai.........per fortuna non e' tutto chiaro....la bellezza della ricerca e' forse la cosa migliore....

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  9. In effetti molte situazioni a Cuba sono simili a quelle di una certa Italia andata e, probabilmente, rimpianta.

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  10. e voi andate a cuba per cercare il barrio piu lontano nel paesino piu disgraziato che c'è alla ricerca della "vera cuba" ?
    ma dai..... ce n'è tanti di paesino sull'aspromonte o nella barbagia dove a parte quattro cani e forse un parroco potete trovare la "vera italia" .......a ..gia' dimenticavo anche in questi luoghi le "lucciole" costano quasi come in citta' .
    allora significa che andate a cuba nei posti piu disgraziati per andare a "trote" e spendere nulla ......
    ma dai.....
    Un salutone

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  11. Meno male che ci sei tu a spiegare le cose. . .

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