giovedì 18 luglio 2013

UOMINI E CAPORALI

 

Ho letto, ieri la prima intervista di Angelo Gobbonna con la sua nuova squadra.
Ho poi ascoltato il commento di uno dei migliori giornalisti piemontesi di calcio, Nicola Gallo.
Non faccio parte di quelli che, nella vita, scelgono di essere come quei giapponesi che, anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, continuavano, in qualche sperduta isoletta del pacifico, ad aspettare l'arrivo di un nemico che non c'era piu'.
Un po' come fanno alcuni noti vecchi rincoglioniti nei confronti del Comunismo.
So' perfettamente che il mondo del calcio, oggi, e' fatto di baldracche pronte a vendersi a chi offre di piu'.
Le bandiere non esistono piu', rimangono Zanetti e Totti ma anche li', siamo al lumicino.
Detto cio' resto dell'idea che di affari con quella squadra non dovremo mai farne, anche se in passato e' gia' successo.
Pasquale Bruno, Fusi e Serena ( puttana l'hai fatto per la grana) sono i primi nomi che mi vengono in mente.
Gobbonna e' arrivato a Torino che aveva 12 anni, arrivato da un paesino della Ciociaria, con una famiglia non esattamente benestante.
Con noi e' diventato adolescente, poi uomo e quindi atleta.
13 anni di militanza granata, con buoni maestri che gli hanno insegnato non solo a giocare, anche a vivere.
Grazie al Toro ha giocato prima in nazionale under 21 e poi in quella maggiore.
Grazie al Toro ha potuto assicurare un futuro decenta alla propria famiglia.
Lui e' fatto cosi' non e' uno che si appassiona ai colori, non ha mai chiamato la squadra "Toro", sempre "Torino", la differenza non e' da poco.
Durante la trattativa, magistralmente condotta da Ciruzzo, ha piu' volte detto di sentirsi Juventino, dopo 13 ANNI  da questo lato del Po.
Questo dovrebbe far drizzare le orecchie anche ai tifosi del dopolavoro metalmeccanico sul valore della persona.
Come diceva Nicola Gallo in quella intervista mancava semplicemente una parola.
GRAZIE!
Grazie per tutto cio' che il Toro ha fatto per lui.
Se e' arrivato dov'e' e' grazie al colore granata e ai valori che ha imparato da noi.Se non ti appassioni a nulla, e' difficile che qualcuno si appassioni a te.
Il calcio e' pieno di grandi giocatori che sono, nello stesso tempo, anche piccoli uomini.
Senza nessun rimpianto, con la piu' totale indifferenza, senza neanche l'odio che abbiamo per Balzamerda.
A non rivederci...o meglio arrivederci al derby.


P.S. Mi scuso per l'immagine agghiacciante non in linea con lo stile del blog, non a caso postata piu' piccola possibile

6 commenti:

  1. capisco l'incazzatura.....ma non e' certo un Claudio Sala.......

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  2. Ovvio ma bastava un grazie come ha fatto Cavani

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  3. La foto me la potevi risparmiare

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  4. Oltretutto penso che farà pure un bel po di panca e te lo dice uno juventino e pure mandrogno.

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    1. Se Conte mantiene la difesa a 3 lo credo anche io .
      Anzi lo spero.

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