venerdì 23 agosto 2013

COMUNISMO TROPICALE



Oggi facciamo 2 chiacchiere ,molto alla leggera, sul Comunisno in generale e su quello in salsa tropicale in particolare.
Come sempre, quando si sfiorano o si affrontano temi politici, ognuno e' libero di avere le proprie idee, nel pieno rispetto di quelle altrui.
Del resto alla nostra eta' e' ben difficile cambiare radicate convinzioni.
Parlo del Comunismo, idea su cui mi sono espresso gia' varie volte, essendo nato in un paese dove quella forma di governo, per fortuna o purtroppo, non e' mai stata applicata.
Capita ogni tanto di leggere che "il Comunismo ha fallito ovunque", a volte, prima di parlare occorrerebbe fare un minimo di analisi storia, ricercando gli elementi per poterla fare.
Intanto lo scorso anno uno dei paesi che ha avuto la maggior crescita del Pil e' stato il Vietnam, paese Comunista.
La maggior parte del debito estero americano e' in mano alla Cina, paese Comunista, che oggi rappresenta la vera e propria locomotiva economica del mondo.
Ricordo il precendete presidente del consiglio italiano recarsi a Pechino letteralmente col cappello in mano...
Molti obietteranno che la Cina ha seguito una strada diversa, puo' anche essere ma ricordo che solo una settimana fa il boss con gli occhi a mandorla ha richiamato il paese all'osservanza dell'ortodossia come unica forma di governo sostenibile.
Poi c'e' Cuba, un esempio per tutta la regione e non solo.
Quando si afferma che un sistema politico e' fallito occorrerebbe presentare almeno un' alternativa plausibile, ad esempio il capitalismo.
Come siamo messi....lo vediamo bene.
Il Comunismo, come ripete spesso il mio amico Marco Rizzo, e' una forma di governo giovane.
Nasce, in quanto tale, nel 1917 con la Rivoluzione d'Ottobre.
Il Capitalismo nasce nel 1200 con l'inizio del mercantilismo, si sviluppera' col colonialismo, la rivoluzione industiale fino al liberismo dei giorni nostri.
La Russia al momento della Rivoluzione era una immensa steppa con 2 uniche citta' ;S.Pietroburgo e Mosca.
Non e' necessario aver letto libri, anche se aiuta sempre, basta aver visto il dottor Zivago.
Un paese arretrato, fatto di neve, isbe, tundre e steppe, dominato da una monarchia feudale marcia e malata, anche fisicamente.
Nel 1936, 19 anni dopo la Rivoluzione, l'Unione Sovietica era diventata la seconda potenza al mondo, questo grazie agli enormi risultati portati dalla nuova forma di governo, malgrado l'aperto boicottaggio ostile di tutti i paesi del mondo.
Senza Stalin il buon Adolfo avrebbe presto piegato anche gli inglesi, gli americani avrebbero lasciato l'Europa al suo destino e la storia sarebbe cambiata.
Questo non vuol dire che non siano stati commessi crimini efferati, che non ci siano stati errori imperdonabili ma la storia non si cambia a proprio piacimento.
I problemi sono iniziati quando e' iniziata, all'interno dell'Urss, una revisione del sistema.
Il primo fu' proprio Kruschev, da' quel momento in poi le cose sono irrimediabilmente cambiate.
L'ho fatta molto veloce, ma questo e' solo un post e ha i suoi bravi limiti, come del resto ne ho io.
Arriviamo a Cuba, come sappiamo il movimento Castrista non era, al principio, Comunista.
La Baia dei porci, i missili, el bloqueo, il rischio di essere invasi dal potente vicino lo hanno gettato fra le braccia del Grande Fratello rosso.
Le cose buone e gli errori di Castro li conosciamo, ognuno puo' vederla come vuole.
Resta il fatto che, dopo il 1991 Cuba si e' potuta salvare grazie anche alla specificita' del Comunismo cubano.
Rispetto ai freddi paesi del blocco orientale il clima cubano ha consentito alla gente, in qualche modo bene o male di sopravvivere.
Minori esigenze di vita, possibilita' in mare o nei campi di reperire cibo, un vestiario ridotto all'essenziale hanno contribuito, al proseguimento di un certo percorso.
Anche il fatto di essere un'isola ha collaborato a tenere alla larga idee e notizie che avrebbero potuto avere espetti devastanti.
Come dicono molti, un Comunismo in salsa tropical che tutto sommato era tollerabile e condivisibile.
Questo in uno scenario in cui, a differenza di oggi, Cuba era la sola voce fuori dal coro di un latinoamerica cortile di casa statunitense.
Oggi, le cose sono differentI, Cuba e' all'interno di meccanismi e organizzazioni che la tutelano, la guerra fredda e' finita e con lei il pericolo di un' invasione americana.
In nome del Comunismo sono state commesse stragi ed eccidi ma questo non mette in discussione il valore di un idea giovane e ancora attuale.
La Chiesa ha avuto, fra le altre cose, l'inquisizione dove centinaia di migliaia di persone sono state trucidate nel peggiore dei modi, eppure nessuno mette in discussione la chiesa per l'inquisizione.
Personalmente la mia idea di socialismo o di Comunismo e' molto semplice; stare bene se anche gli altri hanno questa possibilita', senza pero' livellare tutto.
 “Ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni”

9 commenti:

  1. Questo ce lo siamo evitato. El Loco

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  2. guardate cuba come è nessuno vuole il comunismo.

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    1. Beh a me Cuba come è non mi dispiace. . .

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    2. Sicuro, in ness'altra parte del mondo ci permettono di trombare bene e in sata pace. Se arrivano gli yankee maledetti finisce la festa Aston, e noi che si fa?

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    3. Tu non lo so . Per me non cambia molto

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  3. perche i paesi centroamericani non comunisti sono meglio di cuba?non penso proprio.(mi riferisco all anonimo)

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    1. infatti non vanno per niente meglio.

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  4. la storia non cambia a proprio piacimento, ma neanche la realtà dei numeri non si cambia. http://www.o5m6.de/Routes.html

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