mercoledì 28 agosto 2013

EMOZIONI PERDUTE

 

Mi capita, con una certa frequenza, di incontrare, a Cuba, persone ai loro primi viaggi.
Anche durante i voli di andata e ritorno mi e' successo di incrociare questi tipi di personaggi.
Li riconosci perche', all'andata, hanno l'occhio sognante di si aspetta di mettere piede nella terra del nirvana, mentre al ritorno hanno l'occhio languido ed acquoso di chi vorrebbe essere in qualunque parte del pianeta, meno  su quell'aereo con destino "o' paese do sole".
Nei loro sguardi c'e' l'emozione di chi affronta un'avventura impareggiabile, di chi si prende una vacanza dalla vita italiana, con tutte le sue complicazioni, per entrare in un mondo nuovo e fantastico.
A volte mi ritrovo ad invidiarli un po'.
Sono le stesse emozioni che provavo i anni fa, nei primi anni di viaggi verso quel lato del bloqueo.
Certo erano viaggi di 15 giorni, tutto era programmato, tutto in divenire.
Iniziavo a pensarci un mese prima, o meglio iniziavo a pensarci appena rientravo dal viaggio precedente.
I soliti riti, le solite cose, tanta voglia di partire sempre e comunque.
Quando arrivavo a questo periodo dell'anno, con la stagione quasi terminata, sentivo proprio una necessita' fisica di andarmene.
Non dico che oggi non sia piu' cosi', ma sono passati 13 anni dal mio primo viaggio a Cuba, ne sarebbeo seguiti, suppongo, almeno una cinquantina, forse di piu', ho smesso di contarli.
Da 5/6 anni, da quando ho sostituito le vacanze brevi con periodi piu' lunghi, mesi non settimane, l'emozione esiste sempre ma e' piu' diluita nel tempo.
Certo sono sempre felicissimo di partire ma, oggi, molte cose sono scontate, so perfettamente dove andro' a parare, come sara' la mia vacanza, dove mi porteranno le mie giornate.
Credo sia una delle caratteristiche della vita, in fondo quando frequentiamo molto una situazione acquistiamo sicurezza ma perdiamo un po' di ingenuita'.
La prima zaffata calda d'aria umida che mi assale appena esco dall'aereo, mi emoziona sempre, pero' meno di prima, perche' oramai e' diventata una delle cose normali della mia vita.
La prima birra in terra cubana, el primo traco de ron, le donne ecc.
Tutto bello, tutto fantastico ma tutto ampiamente programmato, gia' visto e vissuto.
Ma e' normale, succedeva anche negli anni d'oro dei villaggi turistici.
A giugno e luglio zompavamo addosso anche ai lampioni, a settembre non ne avevamo piu' per i coglioni per nessuna, oramai era gia' tutto fatto, visto e rifatto.
Ci sono anche i lati positivi, non girare piu' con le fette di prosciutto negli occhi (ammesso e non concesso che ci abbia mai girato) ci puo' evitare di subire le piccole mecanice che, a Cuba, possono eventualmente attenderci ad ogni angolo.
D'altro canto e' rassicurante sapere che vai in un posto che conosci perfettamente, fra persone che sai come affrontare e con le quali sai relazionarti nel modo giusto.
Sono felice di sapere che fra poco pi' di 2 settimane partiro' ma, da alcuni anni, non c'e' piu' il conto alla rovescia.
Arriva il giorno e, da buon viaggiatore, parto.
Cosi' e' la vita, amici miei.

8 commenti:

  1. Beato Te,che te la godi.
    Hasta luego! Elio

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    1. Caro Elio al momento sono in una laguna circondato da Nazisti. Godere è un altra roba. . .

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  2. Sono ai primi viaggi, le cose sono proprio come dici tu.Mario

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  3. Sai, io posso parlare solo per me, poi ogni testa e' un piccolo mondo.

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  4. Beato te Milco, vuoi che te lo dico? bene, ti invidio...ma con affetto però! io dovrò aspettare dicembre, e ad oggi non ho ancora la certezza di partire per quel mese...è proprio vero, torni in Italia e sei già con la mente a Cuba, a quando ripartire subito,quell'isola maledettamente bella,che ruba il cuore a chiunque metta piede per la prima volta su quella terra.

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    1. Il vento della fantasia e del desiderio porta lontano le foglie ormai ingiallite ma le radici della tua anima si nutrono e vivono nella tua terra natale.

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    2. Anche l'iban se è per questo trae giovamento nella terra natale. . .

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  5. Da Colombo in poi e' stato cosi' per tutti caro Walter...

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