giovedì 22 agosto 2013

NASCERE CUBANI


 

Non so se a voi sia mai capitato di pensare a che razza di vita saremo riusciti a mettere in piedi se, invece che nell'opulento occidente, fossimo nati e cresciuti dall'altro lato del bloqueo.
Cosa ci sarebbe toccato, che percorso avremo scelto, se realmete avremo avuto la possibilita' di scegliere, quali prospettive avremo avuto nella Cuba degli anni passati.
Sarei stato un cubano nato nel 1962, 3 anni dopo la Revolucion e in piena crisi dei missili, o giu' di li'.
A scuola in qualche speduto campo nella selva.
Tre anni di servizio militare obbligatorio.
Quasi trent'anni di vita all'inizio del periodo especial
Certo, mi rendo conto che tutto il ragionamento manca di solide basi credibili.
Posso anche pensare a che vita avrei fatto da cubano ma lo faccio con la mentalita' da europeo, meglio da italiano.
Viene facile pensare avrei fatto questo piuttosto che quello, ma e' un pensiero figlio di una cultura che, con tutti i suoi immensi limiti, ci ha comunque consentito di giocarsela.
La Cuba in cui sarei cresciuto, e sareste cresciuti voi, non e' certo quella attuale coi cuentapropisti e la possibilita' di salita dal paese, bensi quella dove l'unico lavoro consentito sarebbe stato quello per lo stato, a quelle cifre.
Salire dal paese avrebbe voluto dire una balsa e tanta fortuna.
Cosa avrei fatto?
Chi lo sa?
Avrei visto quei turisti grassi e pasciuti invadere l'isola e magari avrei dovuto mandare mia moglie o la mia novia ad...intrattenerli.
Oppure sarei stato un militare fidelista e fedele alla linea.
O un politico ben inserito nel sistema, coi vantaggi classici a cui quella gente accede.
In realta', con ogni probabilitia' avrei assecondato quel piccolo grano di anima artista che mi ritrovo.
Avrei cercato in tutti i modi di andare a lavorare, come animatore, in un villaggio turistico a Varadero, avrei tentato di farmi notare da una turista straniera, una grassona qualunque che mi avrebbe portato con se nel suo paese.
Oppure sarei diventato un cazzo di chulito trafficando coi turisti fino a quando non mi avessero messo al gabbio per anni.
Con la mente da yuma sarebbe facile dire che avrei cercato de hacer negocio de algo, ma me lo avrebbero permesso?
Avrei cercato di sistemare, come possibile, la mia casa, magari senza i permessi necessari.
Una bella mattina si sarebbe presentato l'Jefe de sector per ordinarmi di tumbarla...
Voi ci avete mai pensato?
Esercizio difficile immaginare di essere cio' che non siamo mai stati e che non saremo mai.
Pero' in un'assolata mattina d'agosto ci puo' stare.

12 commenti:

  1. Bel dilemma , a Cuba non ci sono mezze misure :
    o ti raschi los huevos tutto il giorno o ti fai un gran culo ... conoscendoti un pò propendo per la seconda soluzione

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  2. Ho dimenticato la possibilità che da lo sport

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  3. Aston bel post questo. Molte volte anch'io mi sono posto questa domanda, che sembra stupida, ma non lo è per nulla.
    Tutto sommato a Cuba, io forse avrei fatto la stessa vita di qui. Io sono stato per molti anni uomo fedele allo Stato, quindi molto probabilmente a Cuba avrei fatto la carriera militare. Tanto come si dice "tra noi militari" non importa dove fai il militare, si è militari dentro. Quando vedo le sfilate, gli inquadramenti militari a Cuba, mi piacciano, c'è poco da fare.
    Penso che avrei fatto anche una discreta carriera. Ma poi cosa sarebbe successo, quando io in Italia, ho deciso di cambiare, uscire dal apparato di Stato ed entrare in quello privato. Qui nessun problema, ho semplicemente quasi raddoppiato lo stipendio, nessuno mi ha dato del traditore, ho continuato la mia vita, rispettato da tutti e libero di fare quello che mi piaceva. Pensa se a Cuba te ne vai dal esercito, dopo aver avuto una certa carriera, e vai a lavorare per una società privata, come minimo saresti additato un mezzo traditore, se poi ci aggiungiamo che vai anche lavorare al estero, qualche grosso problema te lo vai a cercare.
    Molto probabilmente a Cuba sarei rimasto militare a vita, e alla fine rubacchiando qui e la mi sarei anche fatto una mezza palanca.

    A.B.

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    1. La differrenza, appunto, l'ha fatta proprio quando hai deciso di cambiare vita...

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  4. secondo me lo sport a qualcuno avrebbe dato forse anche di piu' di quello che abbiamo avuto qui.......

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  5. Aston ma è tutto ok? No perchè io adesso non ci capisco più nulla o forse leggo male...Io ho sempre apprezzato quello che hai fatto e che faccio pure io, la tua vita, le tue parole, adesso ti viene un dubbio? Hai sempre elogiato (e giustamente!!!) Fidel e il bene che ha dato e fatto per Cuba, sottolineando quale dramma sarà quando non ci sarà più lui e Raul. Perchè scrivi che avresti fatto il chulo compiendo illegalità coi turisti? Scusami io non capisco, davvero avresti dato tua moglie in pasto allo straniero per farle portare qualche soldo a casa? Davvero ti saresti messo su una balsa per fuggire? Io voglio cogliere l'ironia nelle tue parole e certamente è così perchè noi stiamo appunto, come dici in un passaggio del tuo intervento, dall'altra parte. Siamo noi che andiamo a trombare e arriviamo senza balsa ma con la mentalità yuma. Siamo noi che facciamo gli inciuci e non quattro poveri cholos ciula. Io non mi domanderei che vita avrei fatto da cubano perchè ricordo quello che hai scritto in passato e lo approvo in pieno: io avrei voluto vivere da cubano! E se tu in parte lo fai, avendo una casa "cubana" e uno stile di vita "cubano" che giustamente hai scelto in omaggio al nostro ideale socialista e rivoluzionario, perchè adesso scrivi così? Guarda che non è una critica per favore Aston, è che mi spiace leggere queste cose o forse sono io troppo integralista e sono rimasto indietro. Scusa se sono stato un po' forte ma è il mio modo di esprimermi e spero che tu non me ne voglia se sul tuo blog mi sono preso questa libertà.

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  6. Un conto e' fare una professione di fede, cosa semplice col culo al caldo, un'altro e' girare col prosciutto sugli occhi.
    Tu continui a vedere le cose da un'ottica ideologica, io vado sul pratico.
    E' bello sventolare la bandierina e girare con la maglietta del Che, ma aver vissuto nel periodo especial e tutto un altro discorso
    Per me la Revolucion e' stata un bene, ma lo dico con la cara blanca e il dinero nel borsillo.
    Se fossi nato la' qualche dubbio ce l'avrei, questo perche' bisogna convivere con la realta' delle cose.
    Io non ho mai vissuto ne' vorro' mai vivere in uno stile di vita cubano.
    In case de renta o in qull'altra io sono uno yuma e continuo a vivere in quanto tale e col livello di vita non in linea con tutto cio' che mi capita accanto.

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  7. l'unica cosa che posso dirti Milco è che sarebbe stata una vita non facile, questa è l'unica certezza! poi con la scaltrezza o ci nasci o ti arrangi, e le botte di culo nella vita capitano, come a qualche cubano, che magari lavora nell'apparato statale e se la cava meglio di altri,o in altri lavori un pò più redditizi, ma la maggior parte sono tutti con le pezze al culo, e con la sfiga che ho io di certo sarei stato uno dei tanti con le pezze al culo, a provare a ciulare qualche turista, o chissà cosa.

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    1. Esattamente come hai detto sarebbe stata una vita con qualche difficoltà. Cosa che avviene anche qua'

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  8. per quel poco che vedo e leggo.....la Charanga avrebbe potuto avere un biondo sul palco.....

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