sabato 24 agosto 2013

PERCHE' CUBA CE LA FA

 titolo

Questo sabato posto un'articolo apparso qualche settimana fa su Quintavenida, articolo che mi sembra interessante ed...istruttivo.
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35 anni dopo Alma Ata e 50 anni dopo le sanzioni americane contro Cuba, forse è il momento di interrogarsi perché la copertura sanitaria universale sia la più potente forza per difendere la dignità umana, raggiungere l’equità e la realizzazione delle proprie capacità
50 anni fa’ (8 luglio 1963) ebbe inizio l’embargo contro Cuba voluto dal governo americano. L’embargo inizialmente era limitato agli scambi commerciali, turistici, finanziari tra Cuba e USA, ma dal 1996, l’embargo si aggrava: una legge approvata dal Congresso Americano stabilisce che gli USA ritireranno tutti i finanziamenti verso le organizzazioni internazionali che violeranno l’embargo e annullerà le importazioni verso quei paesi che effettueranno traffici con Cuba nella stessa misura delle importazioni da questi effettuate. Tale legge è stata ritenuta da molti illegittima in quanto, oltre a contribuire al mantenimento dell’economia cubana a uno stadio di povertà, viola il diritto di autodeterminazione, la libertà degli scambi economici, il divieto di non ingerenza nelle questioni di sovranità interna.


Cuba ha sofferto molto a causa dall’embargo e del conseguente isolamento internazionale. La situazione si aggravò ulteriormente con il collasso dell’Unione Sovietica, a causa del quale Cuba perse un terzo del suo PIL. Nonostante le timide aperture del governo cubano in campo economico e dei diritti civili Cuba rimane un paese povero, con infrastrutture fragili e redditi molto bassi. “Eppure, nonostante tutti i problemi di cui soffre Cuba, le proteste pubbliche sono minime – osserva Richard Horton, direttore di Lancet, in un recente editoriale (leggi qui). Il governo non spara pallottole di gomma contro i suoi cittadini. Non usa gas lacrimogeni. Perché? Non potrebbe essere in parte dovuto alla presenza di una copertura sanitaria universale?”
Afferma Horton: “Cuba è stato il primo paese latino americano a introdurre un sistema di cure primarie onnicomprensivo e universalistico. Il viceministro della sanità la scorsa settimana ha parlato a L’Avana delle priorità del suo governo. La sua prima preoccupazione è stata “la soddisfazione degli utenti”, seguita dalla “qualità” e dall’ “efficienza”. La riduzione della mortalità materna il principale obiettivo.Potrebbe la copertura sanitaria universale essere lo strumento politico per mantenere la pace nazionale, l’ordine e la stabilità? Questo è certamente l’obiettivo esplicitamente dichiarato dal governo cinese a proposito della riforma sanitaria. Ma la ragione per cui il popolo cubano non scende in piazza, resiste all’embargo americano senza prendersela con il suo governo, sembra accettare l’assenza di libertà va oltre il sistema sanitario (anche se un legame c’è). “
“Dagli anni 50 – prosegue Horton – quando gli USA sfruttavano Cuba come un cortile di casa attrezzato a ‘parco giochi’ (giochi d’azzardo, corruzione, prostituzione), e nei 400 anni precedenti di dominio coloniale, l’obiettivo dei leader cubani è stato sempre quello di restituire la dignità al loro popolo attraverso l’indipendenza e l’autonomia. Il governo cubano è certamente imperfetto. Ma le sue imperfezioni sono considerevolmente inferiori ai suoi successi. Fidel Castro è riuscito a ottenere l’indipendenza e l’autonomia. Ha restituito la dignità al suo popolo. Ha istituito un sistema sanitario e un sistema educativo molto efficaci. Il suo fratello Raul deve affrontare la sfida che riguarda tutte le nazioni (e tutti i sistemi sanitari) – la sostenibilità.”
“All’interno di questa sfida si pone un approccio alla salute che distingue l’America Latina dalle altre regioni del mondo. In un recente convegno Nila Heredia, già ministro della sanità della Bolivia, ha spiegato perché i principi di sanità pubblica occidentali appaiono così anemici a confronto con quelli latinoamericani. Heredia descrive i quattro principi di medicina sociale, tutti intimamente connessi con il successo di Cuba sotto Castro.
Primo, la salute è un fondamentale diritto.

Secondo, la salute è socialmente determinata.

Terzo, la salute può essere raggiunta solo attraverso politiche universalistiche (e non discriminatorie).

Quarto, la salute può essere ottenuta solo attraverso la partecipazione sociale a tutti i livelli.
Questi quattro principi sono influenzati da quattro forze aggiuntive: interculturalità (mentre la medicina occidentale raramente prende sul serio la cultura), le questioni di genere, le risorse umane, e l’ambiente. Al cuore della nozione di medicina sociale sta la nostra attitudine verso la salute: la salute è un bene di consumo che può essere messo in commercio o è un diritto? Qui sta la più importante lezione per tutti che viene dall’America Latina, la sola regione del mondo che ha preso sul serio la Dichiarazione di Alma Ata (leggi qui).
35 anni dopo Alma Ata e 50 anni dopo le sanzioni americane contro Cuba, – conclude Horton -forse è il momento di interrogarsi perché la copertura sanitaria universale sia la più potente forza per difendere la dignità umana, raggiungere l’equità e la realizzazione delle proprie capacità”.

12 commenti:

  1. Articolo interessante, l' embargo è un problema per Cuba questo è pacifico. Ma non è l' unico problema di Cuba e nascondersi dietro l' embargo per giustificare i molti problemi di Cuba è sbagliato. Comunque l' articolo riportato non dice questo. Però volevo concentrarmi sulla sistema sanitario cubano. L' articolo esalta il sistema cubano, che a sicuramente mezzo secolo fa era veramente all' avanguardia, specialmente nel deserto del resto del latino america, dove si moriva per una semplice infezione. Ma sono passati 50 anni e le cose sono di molto cambiate. Ora la sanità pubblica cubana, è del tutto simile alla salute pubblica di molti paesi latini. Ospedali poveri, spesso senza medicinali, con medici giovani e impreparati. Manca totalmente un servizio di pronto soccorso rapido. Se ti rompi la testa a pochi km dal primo ospedale si hanno molte probabilità di morire dissanguato, perchè nessuna ambulanza ti viene a prendere e trovare un mezzo non è così facile. Lo Stato cubano, spende per cittadino 430$ pro medio pari al 10% del pil, ma se andiamo a vedere la vicina Panama ne spende 1,280 pro medio più del doppio pari al 8% del pil. Gli Stati uniti arrivano a spendere 8,608$ pro medio per la sanità pubblica pari al 17,9% del loro enorme PIL. Questi sono i dati ufficiali del OMS. A Cuba la gente si lamenta molto della sanità, si lamenta perchè alla fine non è gratuita, si deve pagare SEMPRE una propina al medico o al infermiere per avere anche il più piccolo trattamento, le medicine si pagano. Vero che la copertura sanitaria universale è una potente forza per difendere la dignità umana, ma deve anche funzionare. Non basta propagandarla, come fa molto bene lo Stato cubano, che però come sappiamo non ammette critica pubblica, mancando una libera stampa e la libera associazione.

    A.B.

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  2. Dici cose assolutamente condivisibili. Resta il fatto che perlomeno qualcosa esiste. Il paragone con la sanità statunitense non è fattibile.

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  3. Sicuramente c è del vero nel fatto che solamente il Bloqueo non basta a giustificare le "mancanze"di Cuba in vari settori che non stò qui ad elencare.Per quanto riguarda la sanità,vedo abbastanza ambulanze e anche nuove e funzionali in giro e questa storia dei medici che mancano perchè tutti in altre Nazioni a lavorare è un pò cosi.Sono stato spesso in ospedale per vari motivi,ultimo a luglio nel policlinico di Camaguey per un infezione al braccio causato dalle unghie di una ragazza gelosa.Il medico mi ha visitato,controllato pressione cuore e polmoni e al tentativo di rifilargli 5 pesos sottobanco quasi mi picchiava e mi ha fatto una sceneggiata.Mandato in medicheria per medicarmi e bendarmi la ferita,mi ha prescritto una pomata antissetica che costava meno di un pesos cubano.Sono tornato nei giorni successivi per medicarmi e ho notato tanti medici e tanti infermieri\e nei corridoi e negli ambulatori....quindi.Max

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    1. Perdonami, ma tu sai a che servono quelle ambulanze? Hai mai visto un ambulanza correre con le sirene accese? Hai mai provato a chiamare un ambulanza a Cuba?

      Il medico ti ha fatto un gran piacere, lo straniero, se non per casi di massima urgenza non può neanche entrare in un ospedale. Poi se volevi dargli 5 pesos cubani ti credo che si è offeso. Una cifra così non la si da nemmeno al barbiere di Stato.

      Sempre molto interessanti questi racconti, non c'è che dire. Sicuramente lo farò leggere al mio vicino di casa direttore di un ospedale cubano così lo faccio felice.

      Comunque l' ultimo caso, nel paesello dove vivo di uno spagnolo che si è fatto curare per una stupida nel ospedale cubano, ha comportato una medidas al medico, con il risoltato che gli anno bloccato la missione per Venezuela..... Quindi A.B.

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  4. Sicuramente el bloqueo e' stato un pretesto per il governo cubano per cambiare il meno possibile.
    La minaccia esterna e' stata agitata come uno spauracchio per giustificare un paese perennemente in guerra.
    Questo e' stato il grande errore degli americani...
    Sul discorso dei medici...e' noto che quelli buoni sono in messione mentre negli ospedali rimangono quelli anziani o troppo giovani.
    Comunque la sanita cubana c'e' e funziona meglio di quella di tanti altri paesi.
    Il fatto che se dovessi ammalarmi a Cuba la prima cosa che farei e' prendere un aereo per qua' e' figlio della mia cultura e...delle possibilita'.
    Devo dire che la sola volta in cui mi recai in policlinico fu' per qualcosa che avevo nell'occhio, credo per lo scooter.
    Mi trattarono benissimo, risolsero il problema e rifiutarono il denaro.

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  5. Per due giorni consecutivi Bruno Demontis, 64 anni, cardiopatico da 30, si è presentato in ambulanza all’ospedale di Rivoli. Lamentava vomito e vertigini e per due volte è stato classificato come «codice verde», con una sospetta sindrome vertiginosa di tipo periferico. Fra il 1° e il 2 agosto ha trascorso più di 20 ore sulle barelle del pronto soccorso, ma solo quando è stato sottoposto a un’angio-tac si è scoperto che era stato colpito da una trombosi all’arteria cerebrale.



    La corsa della salvezza

    Ormai privo di conoscenza è stato trasferito e operato alle Molinette e, dopo un periodo di rianimazione, 8 giorni di terapia intensiva e altri 10 di degenza a Rivoli, adesso è ricoverato in una struttura riabilitativa.

    Il quadro clinico del pensionato di Grugliasco è in via di miglioramento, ma le sue condizioni sono ancora a rischio e la figlia Claudia denuncia: «Di fronte a tanta negligenza è imperizia non si può fare finta di nulla. Il mio è un urlo di rabbia, voglio che episodi del genere non si debbano più ripetere». Di tutt’altro parere i vertici dell’Asl To3: «Il percorso diagnostico e terapeutico è stato coerente con la progressiva evoluzione delle condizioni del paziente».



    Le vertigini

    Tutto comincia dopo la mezzanotte, il 1° agosto: «Mio padre è cardiopatico dall’età di 35 anni. Ha cominciato a stare molto male, mia madre ha chiamato il 118 ed è stato trasportato a Rivoli». Viene sottoposto a una Tac, che risulta negativa, ma i medici decidono di trattenerlo in osservazione. Al mattino viene visitato da un otorino, che conferma la presenza di una sospetta sindrome vertiginosa e gli esami del sangue non evidenziano anomalie.

    Dopo 13 ore viene dimesso, ma la situazione non migliora: «Continuava a vomitare e alle 8 del giorno successivo è tornato in ospedale. Quasi subito l’hanno sottoposto a una nuova Tac che, a detta dei medici, ha avuto nuovamente esito negativo. Poi è cominciato l’incubo».

    Secondo Claudia, già alle 10 suo padre peggiora visibilmente: «Non parlava più e non muoveva il braccio e la gamba sinistra. A nulla sono servite le urla di mia madre, che si è sentita ripetere che le terapie avrebbero fatto effetto».



    Angio-tac

    Dopo una visita neurologica e cardiologica le condizioni di Bruno Demontis diventano davvero critiche: «Alle 18 non muoveva più gli arti. Finalmente un medico gli ha prescritto l’angio-tac e hanno capito che era stato colpito da un ictus». Dopo l’intervento d’urgenza alle Molinette e alcuni giorni trascorsi tra la vita e la morte, Demontis adesso sta cominciando una lenta riabilitazione: «Non cerco scandali o cause in Tribunale. Magari anche con una diagnosi immediata non sarebbe cambiato nulla, ma mi chiedo come sia possibile che un paziente debba essere parcheggiato 10 ore su una barella, semiparalizzato e con la bava alla bocca per capire che si tratta di un ictus».



    «Tutto in regola»

    Immediata la replica del direttore sanitario dell’Asl To3, Luisella Cesari: «L’entità dei sintomi non è sempre correlata alla gravità della malattia. Il paziente è stato trattenuto in osservazione, visitato ripetutamente e sottoposto alle terapie necessarie in base al lento aggravamento della sintomatologia. Queste accuse ci fanno molto dispiacere, ma non c’è stata alcuna negligenza né superficialità da parte dei medici intervenuti».

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    1. Tutto vero. Ma una domanda questa notizia Aston sicuramente l' hai presa da un giornale, prova a Cuba a vedere quanti giornalisti sono liberi di raccontare una storia simile sui loro ospedali.

      A,B,

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    2. La fonte è La Stampa.
      Comunque critiche a qualche disservizio in ospedale a Cuba le ho sentite al noticiero delle 20.

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  6. (Chan Chan). Come da tutte le parti molte cose anche nella sanità cubana sono da migliorare. Io però nel complesso la giudica bene e molto meglio di molte altre. Non facciamo paragoni con gli Usa su questo argomento, non regge. Usa migliori sotto molti aspetti ma per quanto riguarda l'assistenza sanitaria per favore... E non direi che i meglio medici sono in missione. Spesso, quelli che vanno, anche più di una volta, lo fanno grazie a qualche conoscenza , quindi il merito c'entra poco. Tra l'altro, alcuni ospedali, posso affermarlo per esperienza diretta riguardo Santiago, sono eccellenti. Per carità non tutti, ma alcuni assolutamente si. Infine non risparmio una critica al nostro sistema italiano riguardo la sanità. Smettiamola di dire che è uno dei migliore al mondo: forse fino a qualche anno, ma da un po', specie nelle regioni che hanno buchi infiniti, le cose si stanno facendo buie. Pronto soccorsi al collasso, laboratori analisi intasati, si paga tutto e caro. Liste d'attese infinite. E potrei continuare.

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  7. Vero pero' e' innegabile che andare in missione e' una delle opzioni piu' gradite da parte di tutti i cerusici cubani.
    Compresi quelli bravi.

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  8. (Chan Chan). Verissimo una delle opzioni più gradite è chiaro. Nonostante adesso i vantaggi siano diminuiti rappresenta sempre una svolta per loro. Ed è verissimo anche che vanno medici bravi, ma spesso tra loro ci sono coloro che vanno perché aiutati e quindi non perché più bravi (molti, senza essere grandi cime, vanno per più volte, altri, allo stesso livello o più preparati, stanno ancora aspettando perché non hanno conoscenti).

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    1. È un fatto noto che molti,per poter essere inseriti in una lista di missione, pagano.

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