mercoledì 4 settembre 2013

GESTIRE DA QUA?

 

Come dicevamo l'altro giorno, in questi mesi, abbiamo chiacchierato molto sulle possibilita' che offrono Cuba e le sue nuove riforme.
Abbiamo cercato, a volte con qualche forzatura, di vedere il bicchiere mezzo pieno.
Quando si discute sui massimi sistemi e' abbastanza semplice, i problemi nascono quando si cerca di dare attuazione ai propri progetti.
La domanda odierna e' piuttosto semplice.
Si puo' dare attuazione a tutte le cose di cui abbiamo parlato NON vivendo a Cuba in pianta stabile?
Abbiamo parlato di fare mille cose, tutte fattibili con un minimo di investimento e un po' di occhio, ma lo abbiamo fatto da qua'.
Ne abbiamo parlato vivendo in Italia, paese da cui continuiamo a ricavare le risorse necessarie per mantenere il nostro stile di vita.
E' possibile aprire un azienda agricola, un gimnasyo, un paladar, una gelateria, un merendero o quello che volete voi passando a Cuba al massimo 4/6 mesi ogni anno?
Ragazzi, io sono a 15 anni dalla pensione, sempre che non cambino per la millesima volta le cose, molti di voi ancora piu' lontani.
Se si ha una rendita fissa o delle proprieta' da vendere (ammesso di riuscirci)  il discorso puo' cambiare, ma se si ha un lavoro (anche stagionale come il mio) e' gia' un miracolo riuscire a passarci qualche mese, figuriamoci il tempo necessario per gestire attivita'.
Come afferma ogni persona saggia "fino a quando ho un lavoro sicuro in Italia con rendita fissa sarei un folle ad abbandonare tutto".
Abbiamo, a Cuba, gente cosi' di fiducia a cui lasciare in mano tutta la baracca per mesi e mesi mentre noi siamo qua' a tirare il carretto?
A Cuba...gente di fiducia...
Voglio dire, nei mesi in cui ci siamo noi le cose, sicuramente, funzioneranno a dovere, ma quando non ci siamo?
A Cuba quando sul tavolo ci sono 4 centavos c'e' gente che si vende la madre, il padre, i figli, e tutta la propia progenia fino alla quarta generazione.
Non voglio fare l'avvocato del diavolo, ma gli incassi siamo poi sicuri che vengano amorevolmente conservati fino al nostro arrivo?
La logica direbbe che, per fare le cose per bene, sia necessario vivere la' in pianta non stabile, stabilissima.
D'altro canto se affidiamo ad altri una nostra attivita' in Italia, dove esistono regole ben precise, non si ha l'obbligo di controllare quotidianamente che tutto funzioni come deve?
Parlo di Italia...immaginiamoci Cuba.
Ci mettiamo un lavorante, un istruttore, un gestore ecc....che garanzia abbiamo che ogni singolo cuc finisca nella cassa comune e non in quella personale?
Questo a meno, anche a Cuba, di poter svolgere un'attivita' stagionale, la cui operativita' coincide esattamente con la nostra presenza in loco.
Pensare di gestire un'attivita' a Cuba passando meta' anno, o anche piu', in Italia e' un po' come una roulette russa dove in nel caricatore ci sono 5 colpi su 6....

32 commenti:

  1. Scusa e scusate la franchezza ma affidare a terzi la "pentola coi fagioli" non mi fido manco qui...anni fa pensai di investire in un'attività contando sul cognato cubano .
    Poca cosa , piccolo investimento , ma sufficiente a farmi capire che quando ad un cubano , che non è abituato ai wanikiki ma , in compenso , è però provvisto di denti da tiburon l'ingordigia passa sopra a tutto.

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  2. Bisogna essere sul posto per gestire un'attività, ed a cuba in particolar modo, altrimenti chao pescao!!

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    1. Vedo io coi ragazzi in giro il controllo che serve. . .e siamo qua'.

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  3. ad essere sinceri Cuba e' una grande opportunita', per chi ha dei rapporti in corso lo e' molto grande.....pero' se si vuole fare Negocio bisogna pianificare e gestire in proprio....non si puo' affidare con certezza neanche una piantina da innaffiare......
    resta la grande opportunita' che dal mio punto di vista va programmata per un Ns. inserimento totale che puo' essere programmato.
    trovare una attivita' che Vi piacerebbe molto gestire per molti anni, e programmare un inserimento completo in qualche anno.....
    dovrebbe esserci anche una sana regola: se durante questo periodo di inserimento sorgessero dei grossi dubbi....soprassedere.....

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  4. Aggiungerei anche dei dubbi piccoli. . .
    Il problema della nostra necessaria presenza però rimane

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  5. Si dice che l' occhio del padrone ingorda il cavallo, mai proverbio è stato più giusto. Gestire qualcosa da lontano è difficile e bisogna avere molta esperienza, e ancora non si è sicuri. Molte attività dove corre cash, alle volte è più costoso il controllo che l' investimento. Le attività produttive diciamo che sono più facili da controllare. Parlando di Cuba, poi esistono altri problemi. Intanto la povertà della gente che per pochi cent si vendono anche la madre per poter sopravvivere.
    Bisogna creare una struttura, le multinazionali insegnano, e qui bisogna avere esperienza, improvvisarsi è impossibile. Bisogna dire, come già ho spiegato una volta, che a Cuba esistono dei professionisti, che lavorano da anni per lo Stato, non si trovano sicuramente al parque central, e difficilmente tra le fanciulle che si vendono ai turisti. Persone serie, che non vedono l' ora di mollare lo Stato e lavorare per i privati, che pagano di più e che danno più soddisfazione a livello lavorativo. Bisogna però pagarli, dargli condizione di lavoro, renderli partecipi al impresa, nel bene e nel male. Per fare questo l' impresa deve avere una grandezza, un margine operativo che ti permetta di avere una struttura. in piena regola. Il collaboratore, se è un professionista, e sta a noi sceglierlo bene, e a Cuba si possono trovare, con i giusti incentivi, di sicuro non ti delude. A Cuba come in tutto il mondo. Chiaramente bisogna formarli, devono diventare parte integrante del azienda, devono credere nel imprenditore, e non deluderli, sia finanziariamente e nel successo del impresa. Milioni di società lavorano in giro per il mondo e il padrone non è sicuramente lì di persona a controllare. Conoscere bene auditing, in tutte le sue forme, sia repressive che di Positive Strokes. Insomma saper motivare il personale, controllare e avviare attività dove il cash è stagionale e non giornaliero.
    Fare i maneger è un lavoro vero, e bisogna saperlo fare, se no non si va da nessuna parte. Io ora mi farò ancora 6 o 7 mesi a Cuba, sperando di riuscire ad organizzare le cose, e poi basta un controllo a campione, di pochi giorni al anno.

    A.B.

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  6. Se devo assumere un professionista e poi pure fermarlo. . .siamo a posto.
    Per il resto condivido anche se ,per mille ragioni, paragoni fra Cuba e altri paesi non temono mai fatti

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  7. Aston , ma se non formi il personale, come puoi pretendere di creare un impresa. Un professionista lo è nella base, sa lavorare e conosce il lavoro, ma se non è lo specchio della azienda, va tutto a rotoli. Il collaboratore deve essere il tuo occhio e saper prendere decisioni come se le prendessi tu.
    Cuba non credere, ha dei bravi professionisti, lo Stato ne ha formati molti negli anni, sicuramente sono meglio di molti che trovi in altri stati di quelle latitudini. Il problema è che per noi stranieri, spesso si è vista una certa Cuba, fatta di faranduleri, pute, e dalla famiglia, che purtroppo è buona regola non averli come dipendenti perchè non si è liberi di cacciarli quando sbagliano, e quindi è inevitabile che se approfittano. Meglio mantenerli, passarli qualcosa ma lontani da ogni negocio.

    A.B.

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  8. Mah . . .lo stato ha tirato su gente disabituata ad assumersi qualunque responsabilità. Bunda mi fido a malapena di me stesso Figurati se affido il mio negocio ad altri.

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  9. Aston se si vuole fare impresa, bisogna avere i colonnelli, se non li crei è meglio fare gli impiegati a vita. A Cuba esistono, lo Stato porta avanti fior di imprese, vedi il turismo, le aziende farmaceutiche, ogni giorno i negozi in CUC hanno roba- più o meno- . Le responsabilità se le prendono nel ambito del loro lavoro, il cubano ma come ogni collaboratore deve seguire delle regole, stare nei binari, farli scrivere report farli firmare, insomma darli delle mansioni precise, e nel loro ambito la possibilità di decidere. Cuba non è una cosa strana e i cubani sono persone anche mediamente preparate, che capiscono bene le cose. ma se tu non ti fidi neanche di te stesso, allora è un altro paio di maniche. Io in Brasile mando avanti un azienda agricola con 20 dipendenti, e ti posso assicurare che va benissimo. Ciò messo un po' di anni per organizzare il tutto, ora viaggia da sola, con un direttore che è eccezionale. Certo guadagna bene, come è giusto che sia. Sto parlando del Brasile non della Svizzera. Certo che se avessi lasciato tutto in mano alla prima puta trovata in una sala di forò, le cose non sarebbero andate come sono andate.

    A.B.

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  10. Come dice A.B. occorre avere l'esperienza e la capacità imprenditoriale altrimenti è meglio lasciare perdere. Voglio solo far notare che a Cuba chi lavora nel turismo ruba alla grande pur avendo una condizione di partenza migliore di altri cubani. Se applichiamo le regole del redditometro a Cuba ne scopriamo delle belle. Guardate il tenore di vita e le case che si sono fatte determinate persone che lavorano nel turismo e capirete come se le sono fatte. Perché c'è questa grande difficoltà a Cuba a pagare con la carta di credito e chiedono il contante perché il Pos non funziona ?

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  11. Il Brasile ha una cultura capitalistica vecchia di secoli, Cuba inizia ora.
    Comunque possiamo discutere per giorni ma partiamo da 2 basi differenti.
    Tu vedi un futuro a Cuba in pianta stabile, per me restera' un posto da 4 mesi all'anno.

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  12. Luis senza andare nel turismo.
    Il Cornito e' un locale alle porte di Tunas, tutti gli jefes de empresa si sono fatti delle case da paura, lontano dagli occhi indiscreti che potrebbero posarsi su quelle case se fossero nel centro citta'.
    Tutti se le sono fatte rubando.

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  13. Il Brasile ha una cultura capitalista, che per secoli è stata in mano, a 10 famiglie, il popolo te lo posso assicurare è 100 volte peggio dei cubani.
    Io non vedo Cuba in pianta stabile, non sono mica matto, ora devo partire e non ne ho nessuna voglia. Lo vedo come lavoro, come espansione della mia impresa.

    Il dipendente cubano ruba perchè non è pagato. Un direttore di un resort guadagna 800 pesos al mese, quando il socio straniero che fa il suo stesso lavoro ne guadagna 3000 o più dollari al mese. Se i dipendenti non si pagano, ma si richiede lavoro è inevitabile il furto. Prova a offrire a un cubano, magari a un quadro intermedio, che guadagna 450 pesos al mese, un salario di 2400 pesos più qualche benefit, vedi come corre, e per paura di perdere il lavoro non tocca uno spillo.

    A.B.

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  14. Che i dipendenti si debbano pagare non ci piove.
    La prossima settimana mi tocca...azzarola!

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  15. EL LOCO. Ad altri, con soldi miei, non farei gestire neanche un pacchetto di caramelle.

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  16. Lo so Loco ma ogni testa viaggia sui suoi ritmi, ed ogni scelta non sindacabile.
    Come dice Ligabue, alla fine nessuno paga per noi.

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  17. El Loco perdonami, ma allora la capacità di impresa, l' espansione del impresa come si fa. Se non si fa gestire a nessuno, il mondo sarebbe rimasto al età della pietra. La base del espansione economica è proprio la capacità di demandare il più possibile. Proprio il sistema comunista è alla base di questo, come lo è alla base del capitalismo, qui le cose convergono.

    A Cuba ai Quadri Direttivi viene consegnato il protagonismo del processo e gli si affida la mobilitazione e l’unione della volontà collettiva. Questa volontà collettiva si esprime attraverso il sindacato, il nucleo di partito dell’impresa ed i giovani comunisti (UJC). In ogni modo viene dichiarato l’orientamento della partecipazione del PE e si cerca di propiziare e sviluppare la partecipazione dei lavoratori alla presa di decisioni come elemento direttivo. In tal senso l’attenzione alle condizioni di vita e del lavoro ed il raggiungimento della miglior motivazione dei lavoratori è un principio basilare.

    - L’incentivo si basa sull’efficienza dell’impresa, si progetta di combinare gli stimoli materiali e morali a partire dai risultati e viene sostenuto dal principio marxista “che ognuno secondo le proprie capacità e secondo il proprio lavoro”. Ciò è valido sia per i lavoratori che per i dirigenti. Quindi se non si demanda il tutto non funziona. Loco credo che rimani con il tuo pacchetto di caramelle, ben custodito, per carità, ma solo quelle, il resto è lasciato in mano agli altri. Sperando che un giorno non si mangiano a tua insaputa anche le tue caramelle.

    A.B.

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  18. Milco a me mancano 10 anni alla pensione, tu sai che lavoro faccio io, e come dici tu solo un pazzo potrebbe lasciare un reddito sicuro in Italia per avventurarsi in un salto nel buio, io credo che la cosa migliore sia restare fisso a Cuba se vuoi fare "impresa" li, altrimenti è solo una rimessa di soldi e basta,perkè il cubano ha fame,e sgraffigna per necessità, è già difficile se uno fosse li fisso, figuriamoci a lasciare il tutto in mano ad altri,per quanto fidati possano essere...l'unica è aspettare la pensione,e poi passare a Cuba 4-5 mesi l'anno senza sbattersi troppo, portando con se santa tarjeta di credito, e godersi la vita, come abbiamo intenzione di fare noi...io se non sarà Cuba tra 10 anni sarà Rep.Dominicana, ma di certo 5-6 mesi l'anno a cazzeggiare li passo da qualche parte, fanculo al lavoro! Sosua in rep.domin. è un bellissimo posto,ci sto facendo più di un pensierino...

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  19. l'unica maniera per formare il personale e' farlo di persona....
    quindi se si vuole bisogna trasferirsi tra le poche cose a favore la futura crescita economica e l'entita' dell'investimento che in alcuni settori puo' essere a portata di tutti....tra le cose negative, tutte le altre....
    Bisogna essere PIONERO e non solo sentirsi.....cmq. Auguri a tutti quelli che con piu' coraggio di me ci proveranno prima di me.....

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  20. Coach nel gymnasio non servono fenomeni ma gente che abbia una base tecnica e che non ficchi le mani nel borsillo...

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  21. Walter so il lavoro che fai...tienitelo stretto...
    Il fatto che io possa passare, a 15 anni dalla pensione, 4 mesi all'anno a Cuba e' un privilegio che non ha prezzo.

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  22. Per A.B.
    Se mai ti servisse supporto informatico sul posto, che non sia una cialtroneria, fammi sapere.

    O se vuoi organizzare qualche pelea de gallos... ne ho uno che fa un mazzo così pure a un cristiano!

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  23. Ahh La pelea, sono attorniato in paese da scommettitori, allevatori, esperti nel mettere unghie posticce ai galli... Pensa che una parte di mais che produco lo vendo ad un allevatore di galli da pelea. Io non ho passione per le scommesse, ma qualche bel combattimento, la domenica mattina me lo vado a vedere volentieri. Per un supporto informatico per ora non ho ne h bisogno, ma in futuro vediamo, tengo presente l' offerta.
    A.B.

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  24. Caspita dopo tutti questi anni a Cuba, mai nessuno ti ha portato. La Pelea dei galli a Cuba per i cubani, è la vita. Vero anche, è difficile che invitano uno Yuma, se non hanno la massima fiducia, ricordiamo che il 90% dei combattimenti è illegale. Più che altro temono che si raccontano i posti dove sono fatti. Comunque è divertente, una bella atmosfera di festa.

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  25. pensa che anche se alleni i campioni se 2 giorni di seguito lasci il programma, spieghi per filo e per segno e verifichi subito....persino cosi' l'allenamento non riesce alla perfezione...immagina a 10 ore di volo cosa puo' succedere al negocio.....tutte le cose che succederanno anche se non succederanno ......
    solo di persona......

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  26. Ti dirò che mi hanno invitato un paio di volte a Vivienda però non sono mai stato ìnteressato. Non escludo in futuro di andarci, anche se concettualmente un combattimento fra animali non mi attira

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  27. Milco hai ragione, mi ritengo privilegiato anche io, e chissà magari tra un pò di anni saremo insieme a svernare qualche mese a Cuba, ma come dici tu non più di 4-5 mesi!

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