venerdì 13 settembre 2013

L'ARTE DELLA CRESTA

 

La cresta e' una delle piu' consolidate usanze cubane.
Parlo della cresta che nei ristoranti statali, ma non solo, ci ritroviamo puntualmente sul conto.
In Italia non sono abituato a verificare il conto quando sono in giro a mangiare, bene o male sappiamo quanto andiamo a spendere.
Oramai anche su internet, volendo, si posono verificare i prezzi di massima dei vari locali.
In piu', per esperienza sai che se vuoi mangiare pesce e bere bene spendi tot, se vuoi mangiare a base di funghi (cazzo mi perdo la stagione che da queste parti e' appena inizaita...) sai di spendere quella cifra, maomeno.
A Cuba...anche in questo campo e' tutto un' invento.
Esempi concreti, come sempre.
A Las Tunas i professori emeriti di quest'arte sono la Bodeguita e il Ranchon.
La Bodeguita ti inchiappetta con una certa discrezione, se mangi in 2, si limitano ai 2 cucchini se mangi in comitiva allora il prelievo aumenta.
L'aministradora si e' fatta una casa de renta intestata alla madre, mantenendo il suo luogo di combattimento.
Il Ranchon invece fotte in scala industriale.
Se andiamo noi, in 2/3 e' possibile che neanche si prendano la briga di farci la cresta.
Ma quendo arrivano i pulmann.....
Quel locale e' meta e punto di sosta di tutte le guaguas che da Santiago vanno a La Habana e viceversa, in piu' si fermano tutti i bus con i turisti in visita alla citta' o di passaggio.
Parlo di Transtur o di Gaviota.
Scendono 30 /40 canadesi, tedeschi, est europei, russi e occupano tutto il locale per mangiare.
Gente che paga qualunque conto gli rifilano sotto il naso.
Conosco, bene o male, tutti quelli che ci lavorano, gente che si e' fatta le ossa nei duri anni dei locali in moneda national, affinando l'arte.
Si sono tutti comperati la casa e girano col culo su un auto.
Tutti.
Come dicevo, non ho l'abitudine, qua', di controllare le singole voci di un conto, ma a Cuba mi sono adeguato all'andazzo e...controllo.
Non e' il cuc o due che vogliono inculare, glieli lascio volentieri di propina, e' la presa per il culo che da' fastidio.
Quando fai notare che il conto e' sbagliato (sempre in eccesso, mai in difetto) alzano le spalle e lo correggono come se fosse la cosa piu normale di questo mondo.
Come per dire "ci ho provato e te ne sei accorto, pazienza".
Le scuse sono un optional.
Capita anche nei paladar, col concreto rischio di perdere il cliente, ma per loro e' sempre meglio l'uovo oggi che la gallina domani.

6 commenti:

  1. Quello che non capiscono è che sono loro a perdere il grosso del guadagno. Il vero danno è quello che arrecano a loro stessi.

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  2. Hai detto bene quello che infastidisce è la presa per il culo. D'altronde il cubano è un maestro nel fregarti con il sorriso sulle labbra e con le espressioni amigo. Io sinceramente mi sono scocciato di questo modo di fare e sono convinto che ormai il comunismo sull'isola è solo di facciata ma in realtà c'è un individualismo sfrenato per cercare di fregare il piu' possibile. Questo porterà Cuba ad implodere su se stessa perché tutti rubano e quando la casa è vuota e si sono mangiati pure le fondamenta è inevitabile il crollo. Ormai a Cuba c'è la parte peggiore del capitalismo anche come mentalità.

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  3. Ciao sono Aliberto. Questa storia è vecchia purtroppo ma dobbiamo comprenderne il perchè. Perchè i cubani ci fregano i soldi? Perche siamo scemi noi che andiamo a Cuba e pensiamo che abbiamo capito tutto mentre invece no, la realtà è un'altra. Se noi ci presentiamo lì e diamo ascolto a tutte le stupidaggini che ci raccontano, che possiamo comprare questo e quello e che possiamo lavorare qui e là e che su e giù, allora siamo fregati. Come la storia delle case ahahaha ragazzi sveglia, hanno fregato pure me e quindi ne so ben qualcosa. E la cresta sulla cuenta è un riflesso di tutto ciò. Dale chico, vas a Cuba y disfrute la naturaleza de las ninas y cuidato! que te toma el pelo jajajaja

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  4. Mah...lasciamo che ognuno si muova come meglio crede, in fondo di fenomeni in giro non ne vedo...
    A volte, uno vede benissimo la mecanica ma gira la testa dall'altra parte, siamo pur sempre in vacanza...

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